Clayface conquista il primo posto al box office americano, superando una concorrenza sorprendentemente agguerrita e chiudendo il weekend d’esordio con circa 24 milioni di dollari negli Stati Uniti e in Canada. Il nuovo horror di DC Studios, diretto da James Watkins e interpretato da Tom Rhys Harries, ha inoltre raccolto 19 milioni nei mercati internazionali, raggiungendo un totale globale stimato di 43 milioni di dollari. Un risultato incoraggiante per un film vietato ai minori, costruito attorno a uno dei nemici di Batman e realizzato con un budget produttivo riportato di circa 44 milioni.
A rendere particolarmente interessante il debutto è stata la competizione con You Can See Everything, il documentario A24 dedicato a Elizabeth Holmes e diretto da Nathan Fielder e Lance Oppenheim. Dopo un’apertura già sorprendente, il film ha ampliato la distribuzione americana da 855 a 2.655 cinema, registrando un secondo weekend da 19,5 milioni di dollari, in crescita del 25% rispetto all’esordio. Con un totale di 45,1 milioni, il documentario è diventato uno dei maggiori fenomeni commerciali della sua categoria, arrivando a contendere a Clayface la vetta della classifica.
Anche in Italia il film DC ha ottenuto un debutto positivo, conquistando il secondo posto nel weekend dal 22 al 25 ottobre. Secondo i dati Cinetel, Clayface ha incassato 737.331 euro nei quattro giorni, arrivando a 776.253 euro complessivi, anteprime incluse. Il film ha registrato una media di 2.378 euro in 310 cinema, la migliore tra le uscite tradizionali presenti nella top ten. A mantenere il primato italiano è stato Je so’ pazzo, il biopic dedicato a Pino Daniele, con oltre un milione di euro nel fine settimana.
Clayface, il debutto da 43 milioni è una buona notizia per il futuro del DC Universe?
Il risultato di Clayface assume un significato particolare se confrontato con quelli delle precedenti produzioni del nuovo DC Universe. Il film registra infatti il debutto americano più basso del franchise finora, inferiore anche ai 37,1 milioni raccolti da Supergirl nel primo weekend. Tuttavia, il confronto diretto è poco rappresentativo, considerando che Clayface è un horror dal budget molto più contenuto rispetto ai tradizionali blockbuster supereroistici.
Con un costo produttivo stimato intorno ai 44 milioni di dollari, il film potrebbe raggiungere un risultato commerciale soddisfacente se riuscisse a mantenere una buona tenuta nelle prossime settimane. I 43 milioni raccolti globalmente non rappresentano infatti un guadagno netto per lo studio: una parte degli incassi resta agli esercenti cinematografici e al budget di produzione devono aggiungersi le spese promozionali.
A favorire il passaparola potrebbe essere soprattutto l’accoglienza del pubblico. Clayface ha ottenuto una valutazione A− al CinemaScore, un risultato incoraggiante per un body horror caratterizzato da contenuti particolarmente disturbanti. La vicinanza ad Halloween potrebbe inoltre contribuire alla tenuta del film nel secondo weekend.
Il primato americano è arrivato al termine di una competizione insolita, nella quale un documentario indipendente ha saputo confrontarsi direttamente con una produzione DC. Alle loro spalle si sono classificati Wildwood, terzo con circa 11,8 milioni di dollari, Street Fighter, quarto con 8,6 milioni, e Wicker, quinto con circa 5,8 milioni.
Per James Gunn e Peter Safran, il debutto di Clayface rappresenta un primo segnale favorevole alla diversificazione del DC Universe. La scelta di affidare un personaggio secondario a un regista specializzato nel thriller e nell’horror potrebbe dimostrare che l’universo condiviso può trovare spazio anche attraverso produzioni autonome, senza dipendere esclusivamente dai suoi supereroi più celebri.
Sarà però il comportamento del pubblico nelle prossime settimane a stabilire se Clayface potrà trasformare questo buon esordio in un autentico successo commerciale.

