The Social: Il prezzo della verità arriverà al cinema il 8 ottobre 2026, riportando sul grande schermo il mondo di The Social Network con una storia ambientata molti anni dopo quella raccontata nel film del 2010. A dirigere il progetto è Aaron Sorkin, già sceneggiatore del primo film, che ha ora spiegato perché David Fincher non è tornato dietro la macchina da presa.
In un’intervista a IndieWire, Sorkin ha raccontato di aver inizialmente pensato proprio a Fincher per la regia. Il regista era però impegnato con un accordo esclusivo con Netflix e con Le avventure di Cliff Booth. Sorkin ha quindi scelto di dirigere personalmente il film anche per una ragione legata alla tempistica: voleva che The Social: Il prezzo della verità arrivasse nelle sale prima delle elezioni di metà mandato statunitensi, considerando la natura politica dei temi affrontati dal sequel.
La scelta porta così Sorkin a occupare una posizione particolarmente delicata. Lo sceneggiatore aveva già scritto il primo The Social Network, mentre Fincher aveva dato al film una precisa identità visiva. Per il nuovo progetto Sorkin ha cercato di compensare l’assenza del regista coinvolgendo nuovamente il direttore della fotografia Jeff Cronenweth, collaboratore di Fincher proprio su The Social Network e Fight Club. La decisione suggerisce quanto il rapporto con il film originale sia ancora centrale nella costruzione del sequel.
The Social: Il prezzo della verità cambia prospettiva e porta Facebook dentro il dibattito sulla disinformazione
Il passaggio dalla regia di Fincher a quella di Sorkin modifica inevitabilmente l’assetto creativo del progetto. The Social Network nasceva dall’incrocio tra una sceneggiatura fortemente dialogica e una messa in scena estremamente controllata, mentre The Social: Il prezzo della verità nasce direttamente dalla volontà di Sorkin di proseguire quella riflessione entrando in una fase molto diversa della storia di Facebook e dei social media.
Il sequel seguirà infatti Jeff Horwitz, giornalista e autore delle rivelazioni sulle dinamiche interne a Facebook, e Frances Haugen, la whistleblower che ha portato all’attenzione pubblica documenti e informazioni sulle conseguenze legate al funzionamento della piattaforma. Al centro della storia ci sarà quindi il rapporto tra l’azienda, i suoi algoritmi e la diffusione di disinformazione e contenuti associati a conseguenze negative sulla salute mentale.
Anche il cambio di interprete per Mark Zuckerberg contribuisce a ridefinire il film. Jesse Eisenberg ha scelto di non tornare, lasciando il ruolo a Jeremy Strong, mentre Jeremy Allen White interpreterà Horwitz e Mikey Madison sarà Frances Haugen. Il nuovo cast porta così il racconto verso una generazione di personaggi che osserva Facebook da una prospettiva profondamente diversa rispetto agli aspiranti imprenditori e programmatori del primo film.
Sorkin ha inoltre spiegato a IndieWire di aver inviato la sceneggiatura a Fincher una volta completata e di aver ricevuto il suo sostegno al progetto. La collaborazione indiretta con Cronenweth diventa quindi uno dei collegamenti più evidenti con il film del 2010, mentre la regia resta nelle mani dello sceneggiatore che aveva contribuito a definire la voce del primo capitolo.
Il risultato sarà quindi un sequel che conserva alcuni elementi fondamentali dell’originale, attraverso la scrittura di Sorkin e il ritorno di figure creative legate al primo film, mentre sposta il racconto verso le conseguenze sociali e politiche dell’evoluzione di Facebook. The Social: Il prezzo della verità uscirà nelle sale il 8 ottobre 2026.
