Clayface, Hideo Kojima ha visto il nuovo film DC e il suo giudizio sorprende

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Hideo Kojima ha condiviso il suo giudizio su Clayface, il nuovo film dei DC Studios diretto da James Watkins, offrendo una lettura che va ben oltre il tradizionale cinema dei supereroi. Il creatore di Metal Gear Solid e Death Stranding, conosciuto per la sua passione per il cinema e per i frequenti commenti sui film che guarda, ha pubblicato sui social una riflessione particolarmente approfondita sull’horror corporeo interpretato da Tom Rhys Harries, sorprendendo i fan con alcuni riferimenti cinematografici decisamente interessanti.

Uscito nelle sale alla fine di ottobre, Clayface racconta le origini di Matt Hagen, un attore la cui carriera viene distrutta dopo una brutale aggressione che gli sfigura il volto. Nel tentativo di recuperare il proprio aspetto, il protagonista si sottopone a un trattamento sperimentale che finisce per trasformarlo in una creatura capace di assumere sembianze differenti. Una premessa che ha spinto Kojima a confrontare il film con alcuni dei grandi classici della fantascienza e dell’horror, individuando nella vicenda una dimensione tragica che distingue il personaggio dai tradizionali antagonisti dei fumetti.

Hideo Kojima promuove Clayface e lo paragona a La mosca e The Substance

Clayface 2026

Attraverso il proprio profilo X, Kojima ha ammesso di non conoscere il personaggio di Clayface prima di vedere il film, ma ha dichiarato di averlo apprezzato. Il regista videoludico ha spiegato di essere sempre stato affascinato dalle storie di fantascienza degli anni Cinquanta e Sessanta, soprattutto quelle dedicate a uomini solitari che si trasformano progressivamente in mostri a causa di esperimenti scientifici, incidenti o trattamenti medici.

Tra i riferimenti citati figurano Tre millimetri al giorno, il romanzo di Richard Matheson del 1956, L’esperimento del dottor K. del 1958 e 4D Man del 1959. Kojima ha inoltre collegato la deformazione del volto del protagonista a film come Occhi senza volto, Il volto di un altro e La pelle che abito di Pedro Almodóvar, sottolineando quanto il tema dell’identità fisica sia centrale nel racconto.

TOM RHYS HARRIES come Matt Hagen in Clayface
© 2026 Warner Bros. Ent.

Il confronto più immediato, secondo Kojima, è però quello con La mosca di David Cronenberg e The Substance di Coralie Fargeat, due opere nelle quali la trasformazione del corpo diventa anche una riflessione sulla perdita dell’identità. Clayface, tuttavia, aggiunge un elemento particolare: Matt Hagen è un attore abituato a trasformarsi attraverso la recitazione, che dopo aver perso il proprio volto acquisisce letteralmente il potere di diventare chiunque.

È proprio questa contraddizione ad aver colpito Kojima. Secondo il creatore giapponese, il significato del film cambia a seconda che si consideri Matt un uomo precipitato nel male attraverso la vendetta oppure il protagonista di una tragedia. Una lettura che valorizza l’ambiguità morale del personaggio e il rapporto tra identità, apparenza e desiderio di riconoscimento.

Diretto da James Watkins su una sceneggiatura di Mike Flanagan e Hossein Amini, Clayface rappresenta uno dei progetti più particolari del nuovo DC Universe di James Gunn, scegliendo il linguaggio del body horror per raccontare la nascita di uno dei nemici di Batman.

Redazione
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