Clayface, il nuovo film DC sorprende la critica: il debutto su Rotten Tomatoes segna un risultato importante

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Clayface, il nuovo film dei DC Studios dedicato a uno dei più inquietanti avversari di Batman, si prepara al debutto cinematografico con un risultato che potrebbe rappresentare una svolta importante per il DC Universe di James Gunn e Peter Safran. Il thriller horror diretto da James Watkins, con Tom Rhys Harries nei panni di Matt Hagen, ha ottenuto un’accoglienza iniziale positiva da parte della critica, distinguendosi dalle precedenti produzioni del nuovo universo cinematografico DC. Con un approccio dichiaratamente più oscuro e una storia incentrata sulla trasformazione fisica e psicologica del protagonista, il film sembra dimostrare che il franchise può trovare una propria identità anche lontano dai supereroi più celebri e dalle tradizionali dinamiche dei cinecomic.

Secondo i primi dati raccolti da Rotten Tomatoes e riportati da ScreenRant, Clayface ha debuttato con un 74% di recensioni positive, diventando inizialmente il secondo film meglio valutato del nuovo DC Universe, alle spalle di Superman, che aveva ottenuto l’83%, e davanti a Supergirl, fermatosi al 52%. Il punteggio è tuttavia provvisorio: con l’arrivo di nuove recensioni, la percentuale ha già iniziato a oscillare e al momento dell’ultima verifica si attestava al 73%, sulla base di 75 giudizi critici. Tra le valutazioni favorevoli figura quella di ScreenRant, che ha assegnato al film un 7/10, apprezzando soprattutto la scelta di concentrarsi sul percorso personale di Matt Hagen senza trasformare continuamente il racconto in un collegamento con le altre produzioni DC.

Tom Rhys Harries in Clayface (2026)

Il risultato assume un significato particolare perché Clayface rappresenta uno degli esperimenti più rischiosi intrapresi dai DC Studios. A differenza di Superman e Supergirl, il film non può contare sulla stessa notorietà del protagonista e rinuncia alla struttura tradizionale del racconto supereroistico per avvicinarsi al body horror, un genere fondato sulla trasformazione e sulla perdita di controllo del corpo. È proprio questa libertà narrativa a emergere dalle prime recensioni, che riconoscono al progetto il tentativo di costruire una storia autonoma, più vicina alla tragedia del mostro che all’avventura spettacolare. L’accoglienza critica non garantisce naturalmente il successo commerciale, ma suggerisce che la diversificazione dei generi potrebbe diventare una delle strategie più interessanti per il futuro del DCU.

Clayface, il body horror di James Watkins porta Gotham City in una nuova direzione

Diretto da James Watkins, già regista di Eden Lake e Speak No Evil, Clayface racconta la storia di Matt Hagen, un attore emergente la cui carriera viene distrutta dopo una violenta aggressione che lo lascia orribilmente sfigurato. Disperato e convinto di aver perso tutto, il protagonista accetta di sottoporsi a un trattamento sperimentale che sembra inizialmente restituirgli il suo aspetto, ma finisce per provocare una trasformazione incontrollabile. Da quel momento, il desiderio di recuperare la propria identità si trasforma progressivamente in una spirale di violenza e vendetta, dando origine a uno dei criminali più particolari della mitologia di Batman. Nel cast figurano anche Naomi Ackie, nel ruolo della dottoressa Caitlyn Corr, Max Minghella, David Dencik ed Eddie Marsan.

TOM RHYS HARRIES in Clayface
Photo by Parisa Taghizadeh © 2026 Warner Bros. Ent.

La sceneggiatura porta la firma di Mike Flanagan e Hossein Amini, mentre tra i produttori figurano Matt Reeves, James Gunn e Peter Safran. Il coinvolgimento di Flanagan, autore di Doctor Sleep e creatore di serie come The Haunting of Hill House, contribuisce a spiegare l’attenzione riservata alla dimensione tragica del protagonista. Matt Hagen non viene infatti presentato semplicemente come un criminale dotato di poteri straordinari, ma come un uomo la cui ossessione per l’immagine e il riconoscimento pubblico finisce per distruggerne progressivamente l’umanità. Una prospettiva che permette al film di utilizzare le trasformazioni corporee come metafora della perdita dell’identità, recuperando alcuni dei temi più riconoscibili della tradizione horror.

Un altro elemento distintivo riguarda la rappresentazione di Gotham City, che fungerà da ambientazione principale pur senza la presenza diretta di Batman. Watkins ha spiegato di aver cercato un’immagine della città ispirata alla fotografia urbana degli anni Ottanta e Novanta, privilegiando ambienti degradati, strade sporche e un’atmosfera costantemente minacciosa. La scelta permette di costruire una Gotham riconoscibile attraverso il suo contesto sociale e criminale, anziché attraverso la presenza del Cavaliere Oscuro. In questo modo, Clayface potrebbe rappresentare un modello per futuri racconti dedicati ai personaggi secondari dell’universo DC, consentendo loro di esistere anche indipendentemente dai grandi eroi.

Tom Rhys Harries sonnambulo in Clayface (2026)

Rimane naturalmente da capire come il pubblico accoglierà un progetto così distante dalle aspettative associate ai cinecomic. Con un budget produttivo riportato tra i 30 e i 40 milioni di dollari, Clayface rappresenta un investimento relativamente contenuto rispetto ai grandi blockbuster supereroistici, e proprio questa dimensione potrebbe consentire ai DC Studios di sperimentare maggiormente con linguaggi e generi differenti. I primi giudizi indicano una partenza incoraggiante, ma il vero banco di prova sarà la risposta degli spettatori.

Clayface arriverà nei cinema statunitensi il 23 ottobre 2026, mentre la distribuzione internazionale è iniziata il 21 ottobre, con date variabili a seconda dei mercati.

Redazione
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