A pochi mesi dall’arrivo di Dune – Parte tre, la nuova saga cinematografica di Denis Villeneuve ha ricevuto il commento di qualcuno che conosce Paul Atreides molto bene. Kyle MacLachlan, protagonista del controverso adattamento di Dune diretto da David Lynch nel 1984, ha raccontato per la prima volta in maniera approfondita cosa abbia provato guardando Timothée Chalamet interpretare lo stesso personaggio oltre quarant’anni dopo.
Intervistato da GQ, MacLachlan ha spiegato di non rivedere realmente se stesso nel Paul di Chalamet. Guardare i nuovi film ha però provocato in lui una forte sensazione di nostalgia, soprattutto quando Villeneuve ha portato sullo schermo passaggi provenienti direttamente dal romanzo di Frank Herbert. La scena della scatola del dolore, in particolare, gli ha fatto riaffiorare i ricordi delle riprese con Siân Phillips, dei costumi, dei movimenti di macchina e delle scelte compiute sul set del film di Lynch.
L’attore ha raccontato che l’esperienza è diventata quasi straniante: invece di limitarsi a guardare i film come uno spettatore, continuava a sentirsi in qualche modo all’interno della storia. Alcune sequenze gli hanno persino fatto pensare a ciò che avrebbe voluto realizzare nel 1984, mentre la scala spettacolare raggiunta dalla versione di Villeneuve gli ha mostrato quanto sia cambiato il modo di portare l’universo di Dune sul grande schermo.
Kyle MacLachlan ricorda il suo Dune mentre Timothée Chalamet si prepara all’ultima apparizione come Paul Atreides
MacLachlan si è soffermato soprattutto sulla differenza tra le possibilità produttive delle due versioni. Davanti ai giganteschi vermi delle sabbie dei film di Villeneuve, l’attore ha ricordato con ironia quanto fosse più artigianale il lavoro compiuto negli anni Ottanta: «Era molto lo-fi, in un certo senso. Ma era il mio Dune, ed era pieno di quei meravigliosi ricordi».
Il rapporto dell’attore con il film del 1984 rimane infatti profondamente diverso da quello dello stesso David Lynch. Il regista non ha mai nascosto la propria insoddisfazione per il risultato finale di Dune, la cui versione cinematografica venne ridotta a 137 minuti dopo che il montaggio avrebbe inizialmente raggiunto circa quattro ore. Il film costò circa 45 milioni di dollari e ne incassò soltanto 30 milioni sul mercato statunitense, accompagnato da un’accoglienza critica molto negativa.
MacLachlan ha inoltre rivelato che Lynch non era interessato a vedere i nuovi film di Dune. Alla domanda se il regista gli avesse mai parlato degli adattamenti di Villeneuve, l’attore ha risposto negativamente, spiegando che Lynch non voleva guardarli. Un atteggiamento che MacLachlan collega anche al particolare rapporto che il filmmaker aveva con gli attori e i personaggi delle proprie opere, ricordando soprattutto il legame costruito intorno a Dale Cooper in Twin Peaks.

Per MacLachlan, invece, tornare idealmente su Arrakis attraverso i film di Villeneuve è stato soprattutto un viaggio nella memoria. Più che confrontare direttamente la propria interpretazione con quella di Chalamet, l’attore sembra aver ritrovato nelle nuove immagini scene, possibilità e ricordi di un film che, nonostante la travagliata storia produttiva, continua a rappresentare una parte fondamentale della sua carriera.
Il percorso del nuovo Paul Atreides si prepara intanto alla conclusione. Timothée Chalamet tornerà per l’ultima volta nel ruolo in Dune: Part Three, terzo e ultimo capitolo della saga diretta da Denis Villeneuve, atteso nelle sale il 18 dicembre 2026.

