I Am Legend 2 è ancora in sviluppo, ma lo sceneggiatore Akiva Goldsman ha già chiarito una cosa che farà tirare un sospiro di sollievo a molti fan del film del 2007: nel sequel non verrà ripetuto uno dei momenti più dolorosi del primo capitolo. Il riferimento è alla morte di Sam, il pastore tedesco che accompagnava Robert Neville, diventata negli anni una delle scene più ricordate — e più contestate — dell’intero film.
Parlando con Radio Times, Goldsman ha scherzato sul contraccolpo ricevuto all’epoca, assicurando di non voler correre lo stesso rischio una seconda volta. «Temo che non sopravviverei alle reazioni se uccidessimo un altro cane», ha spiegato. Lo sceneggiatore ha poi ricordato quanto fosse particolare la risposta del pubblico: «Tra l’inquadratura iniziale e quella successiva abbiamo ucciso quasi tutti gli abitanti del pianeta. Quello andava bene. Uccidi un cane e non ho mai visto così tante persone uscire durante i test screening».
Il commento conferma quindi che, qualunque ruolo avranno eventuali animali in I Am Legend 2, i cani dovrebbero arrivare vivi alla fine.
I Am Legend 2 continua a prendere forma, ma il progetto non è ancora vicino all’uscita
Goldsman ha anche aggiornato lo stato dei lavori, ammettendo che il progetto ha incontrato diversi ostacoli ma che lo sviluppo continua. «Mi sono scontrato con una serie di problemi che mi rifiuto di lasciare vincere. Stiamo andando avanti, ci stiamo provando e facendo tutto il possibile per realizzarlo», ha dichiarato.
Un passo importante è arrivato nel 2026 con l’ingresso alla regia di Steven Caple Jr., già autore di Creed II. Nel cast tornerà Will Smith, affiancato da Michael B. Jordan.
La storia continuerà inoltre dalla versione alternativa del finale del primo film, quella in cui Robert Neville sopravvive. Smith aveva già anticipato che il personaggio di Jordan non sarà suo figlio, ma il leader di un nuovo insediamento situato in Connecticut.
Per ora, però, i dettagli sulla trama restano molto limitati e I Am Legend 2 non ha ancora una data di uscita.


