Paramount raggiunge un accordo antitrust, spianata la strada verso la fusione con Warner Bros.

-

Paramount ha raggiunto un accordo con i Procuratori Generali di 12 stati americani, rimuovendo uno degli ostacoli più rilevanti sulla strada verso la conclusione dell’acquisizione di Warner Bros. Discovery. L’intesa è arrivata a ridosso della scadenza del 1° ottobre, data dalla quale sarebbe scattata per Paramount una penale giornaliera di 7 milioni di dollari, la cosiddetta “ticking fee”. La notizia, anticipata da Bloomberg e dal Wall Street Journal, è stata riportata anche da Variety.

I termini dell’accordo non sono ancora stati resi pubblici. Un annuncio ufficiale è atteso nel corso di lunedì, mentre nel fine settimana le parti hanno portato avanti trattative serrate. Al centro dei negoziati ci sono stati gli impegni di Paramount relativi al mantenimento delle attività in California e alle garanzie sui livelli di produzione. Un altro punto particolarmente delicato riguarda la supervisione editoriale di CBS News e CNN, tema considerato prioritario dai Procuratori Generali della costa orientale.

Paramount-Warner Bros. Discovery, cosa cambia dopo l’accordo

Paramount e Warner Bros. DiscoveryLa coalizione dei 12 stati, guidata dal Procuratore Generale della California Rob Bonta, aveva presentato a luglio una causa per bloccare l’operazione, nonostante la precedente approvazione del Dipartimento di Giustizia. Bonta aveva chiesto “solide misure correttive strutturali”, lasciando intendere la necessità di interventi significativi sugli asset coinvolti nell’operazione.

L’accordo raggiunto potrebbe quindi rappresentare un passaggio decisivo, anche se restano aperte alcune questioni legali. La Writers Guild of America, che a luglio aveva avviato una causa separata contro la fusione, non ha ancora chiarito la propria posizione. Nel procedimento promosso dagli stati, il giudice Araceli Martinez-Olguin aveva concesso un ordine restrittivo provvisorio di 28 giorni, riconoscendo la solidità delle argomentazioni secondo cui la fusione avrebbe potuto ridurre la concorrenza nei mercati della televisione via cavo di base e della distribuzione cinematografica.

Secondo gli stati, l’operazione avrebbe potuto determinare prezzi più elevati e una riduzione della scelta per sale cinematografiche, operatori via cavo e satellitari, con possibili ricadute sui consumatori. Paramount ha invece sostenuto che l’acquisizione avrebbe rafforzato la concorrenza e consentito una maggiore produzione di contenuti, aumentando la capacità del gruppo di competere con piattaforme come Netflix e Amazon.

Nelle ultime settimane la società aveva intensificato la pressione sulla California, arrivando a prospettare il trasferimento delle proprie attività in Texas o Tennessee. Anche IATSE e Directors Guild of America avevano sostenuto una soluzione negoziata. Un ulteriore elemento è arrivato da Cinema United: inizialmente contraria alla fusione, l’associazione ha successivamente appoggiato un accordo dopo le prese di posizione favorevoli di AMC, Cinemark e Regal. Per i Procuratori Generali questo ha reso più complesso sostenere l’ipotesi di un danno economico agli esercenti.

Chiara Guida
Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice e Direttore Responsabile di Cinefilos.it dal 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.
- Pubblicità -

ALTRE STORIE

- Pubblicità -