Il Raymond Chandler Award, prestigioso
riconoscimento alla carriera di un maestro del genere fondato nel
1986 da Irene Bignardi, andrà quest’anno alla scrittrice e storica
francese Dominique Manotti, nell’ambito della
36ma edizione del Noir in festival, la più antica
manifestazione italiana sul cinema e la letteratura di genere, in
programma a Milano dal 30 novembre al 5
dicembre.
La cerimonia di premiazione avverrà
il 1 dicembrealle ore 15:30
presso l’Università IULM di Milano, storico partner del Noir in
festival, alla presenza della Rettrice, prof.ssa Valentina
Garavaglia, e di Luciana Castellina, giornalista e politica amica
della scrittrice. Nello stesso giorno alle 18,
alla libreria Rizzoli Milano la scrittrice presenterà il suo ultimo
romanzo,Racket (uscito in ottobre per
SEM) in dialogo con Carlo Lucarelli. lnfine, il
2 dicembre alle ore 18 l’Institut français
Milano, in collaborazione con Noir in festival, omaggerà
la scrittrice con la proiezione – presso la loro sala CinéMagenta63
– del film Une affaire d‘État(2009), diretto da
Éric Valette, con André Dussollier, Thierry Frémont e Rachida
Brakni (moglie dell’ex calciatore Éric Cantona e splendida
interprete di Soeurs – Storia di una famiglia) nel ruolo
della giovane poliziotta di origini magrebine, Noria Ghozali, e
basato sul romanzo della scrittrice Nos fantastiques années
fric (Le mani su Parigi, 2007).
Dominique Manotti
(pseudonimo di Marie-Noëlle Thibault, Parigi 1942), sindacalista
attiva nella Confédération Française Démocratique du Travail (CFDT)
negli anni Sessanta e Settanta, e poi docente di Storia Economica
Contemporanea all’Università di Paris VIII (e alla Sorbona), ha
dedicato i suoi studi all’economia del XIX secolo e alle dinamiche
del capitalismo. Nel 1995, “non per vocazione ma per disperazione”
– come dice lei stessa – ha iniziato a scrivere noir come naturale
continuazione del suo impegno sociale e della sua analisi critica
del potere, dell’economia finanziaria e della globalizzazione. Nel
suo esordio, Sombre Sentier, pubblicato in Italia nel 2002
da Marco Tropea con il titolo Il sentiero della speranza,
presentato in anteprima al Noir in Festival a Courmayeur, appare
per la prima volta il commissario Daquin, definito da «Libération»
“il più intrigante e raffinato protagonista dei romanzi polizieschi
francesi degli ultimi anni”. Considerata dalla critica “la più
americana delle scrittrici francesi”, Manotti ha dichiarato più
volte di essere stata influenzata dalla lettura dei romanzi cupi di
James Ellroy, mentre sul suo lavoro ha affermato: “l’affinità tra
lavoro storico e inchiesta poliziesca è fortissima. In entrambi i
casi c’è una costruzione intellettuale che parte dagli indizi, e in
entrambi i casi, una volta trovata la logica, si costruisce intorno
una storia”. I suoi successivi romanzi, tra cui Oro nero
(2015) e Marsiglia ’73 (2022), sono pubblicati in Italia
da Sellerio, mentre il 6 ottobre è uscito
finalmente in Italia per Sem Racket, oggi drammaticamente
attuale, trattando la storia di un colosso americano che si
impadronisce di un gioiello dell’industria francese.
Luciana Castellina, amica da tempo della
scrittrice (il marito di Manotti è stato a lungo corrispondente
dalla Francia per «il Manifesto»), dice di lei: “I libri di
Dominique sono così belli e hanno avuto un così straordinario
successo perché hanno come fondamento le sue due esperienze
professionali: della sindacalista, e poi della docente
universitaria. Manotti scoprì a un certo punto che entrambe le
professioni non erano sufficienti a coinvolgere i più giovani nella
politica e a far loro comprendere le motivazioni degli scontri
sociali, ma era invece più utile scrivere dei noir che proprio in
questa tematica avessero la loro radice. Aveva ragione”.
Nella sua carriera Dominique Manotti ha ricevuto numerosi
riconoscimenti, tra cui il Grand Prix du roman noir français al
festival di Cognac nel 2001 per Nos fantastiques années
fric, il prestigioso CWA International Dagger nel 2008, il
Grand prix de littérature policière nel 2011 per L’Honorable
Société, il Prix Polar en séries (Quais du polar) per
Racket.
Laureata in Storia e Critica del
Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di
critica cinematografica. Co-fondatrice e Direttore Responsabile di
Cinefilos.it dal 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo
primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che
coniuga al lavoro al giornale.