Rode to Ruin, Michael Keaton torna alla regia con Morgan Freeman: tre nuovi attori si uniscono al western

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Michael Keaton si prepara a tornare dietro la macchina da presa con Rode to Ruin, un western thriller nel quale reciterà accanto a Morgan Freeman e Laura Linney. Il progetto, attualmente in fase di riprese nel Nuovo Messico, ha appena accolto tre nuovi interpreti: Richard Gadd, creatore e protagonista della miniserie Netflix Baby Reindeer, Bill Camp e Ray McKinnon. L’aggiunta amplia ulteriormente un cast che riunisce attori provenienti da esperienze cinematografiche e televisive molto differenti, per una storia di vendetta ambientata nel West americano. Il film rappresenterà inoltre il terzo lungometraggio diretto da Keaton, che tornerà a esplorare le conseguenze della violenza e il peso delle scelte compiute nel passato.

Secondo quanto riportato in esclusiva da Variety, Richard Gadd interpreterà Clive McKinney, il pericoloso capo di una banda criminale determinato a vendicarsi, mentre i personaggi affidati a Bill Camp e Ray McKinnon non sono ancora stati rivelati. La produttrice Lori McCreary ha accolto con entusiasmo i tre attori, sottolineando il contributo che potranno offrire al film e il lavoro della direttrice del casting Avy Kaufman. Le riprese sono attualmente in corso a Santa Fe, nel Nuovo Messico, con una distribuzione cinematografica programmata per il 2027 attraverso Angel, che ha acquisito i diritti mondiali del progetto nel settembre 2026. Non è ancora stata comunicata una data di uscita precisa.

Michael Keaton
Foto di Luigi De Pompeis © Cinefilos.it

L’interesse per Rode to Ruin risiede soprattutto nella sua rilettura di uno dei conflitti fondamentali del western: quello tra giustizia e vendetta. A differenza dei racconti tradizionali costruiti attorno alla conquista di nuovi territori o allo scontro tra uomini di legge e fuorilegge, il film sembra concentrarsi sulle conseguenze di una ricerca di vendetta durata decenni. La presenza di due interpreti come Keaton e Freeman suggerisce un racconto nel quale la memoria, il rimorso e l’invecchiamento potrebbero diventare importanti quanto l’azione. L’ingresso di Richard Gadd nei panni di un antagonista introduce inoltre una nuova minaccia, potenzialmente capace di complicare ulteriormente gli equilibri tra i protagonisti.

Rode to Ruin, la storia di vendetta che riunisce Michael Keaton e Morgan Freeman dopo quasi quarant’anni

La trama di Rode to Ruin segue Henry Tillman, un ex marshal federale interpretato da Michael Keaton che ha trascorso quarant’anni cercando l’uomo responsabile dell’omicidio della moglie. La sua lunga ricerca lo conduce infine a Joseph Mulberry, un anziano fuorilegge interpretato da Morgan Freeman, la cui memoria comincia progressivamente a deteriorarsi. L’incontro tra i due mette in discussione le certezze accumulate dal protagonista nel corso della propria esistenza, mentre una verità rimasta sepolta per decenni minaccia di cambiare il significato della sua missione.

La premessa introduce una contraddizione particolarmente interessante: cosa accade quando un uomo dedica tutta la vita a ottenere giustizia, ma la persona che cerca potrebbe non essere più in grado di ricordare ciò che ha fatto? Il deterioramento della memoria di Mulberry trasforma il tradizionale confronto tra inseguitore e fuggitivo in un conflitto più complesso, nel quale il desiderio di vendetta rischia di scontrarsi con l’impossibilità di ottenere risposte definitive.

Foto di Luigi De Pompeis © Cinefilos.it

Per Keaton e Freeman, il progetto rappresenta anche un’importante reunion cinematografica. I due attori avevano condiviso lo schermo nel 1988 con Clean and Sober, dramma diretto da Glenn Gordon Caron nel quale Keaton interpretava un agente immobiliare alle prese con la dipendenza, mentre Freeman vestiva i panni di un consulente impegnato ad aiutarlo nel percorso di recupero. Quasi quarant’anni dopo, i due torneranno a confrontarsi attraverso personaggi segnati da esperienze difficili, in una storia che sembra porre ancora una volta al centro la possibilità di cambiare e fare i conti con il passato.

Il film segnerà il terzo lungometraggio diretto da Michael Keaton, dopo The Merry Gentleman del 2008 e Knox Goes Away del 2023. In quest’ultimo, l’attore interpretava un sicario affetto da una grave malattia neurodegenerativa, costretto a confrontarsi con il deterioramento della memoria e con le conseguenze delle proprie azioni. Pur trattandosi di storie differenti, anche Rode to Ruin sembra interessato al rapporto tra identità, ricordi e responsabilità personale.

La sceneggiatura è firmata da R. Dean McCreary, mentre il progetto è prodotto attraverso Revelations Entertainment, la società fondata da Morgan Freeman e Lori McCreary, e George & Leona Productions, legata a Michael Keaton. Tra i produttori figurano inoltre Kelly Mendelsohn, Gary Lucchesi e Richard Gray.

Tim Burton e Michael Keaton 1
Foto di Luigi De Pompeis © Cinefilos.it

L’ingresso di Richard Gadd rappresenta una delle novità più significative del cast. Dopo il successo internazionale di Baby Reindeer, l’attore scozzese si confronterà con un personaggio molto diverso da quello che lo ha reso celebre, interpretando un criminale mosso dal desiderio di vendetta. Bill Camp, apprezzato in produzioni come La regina degli scacchi e The Night Of, e Ray McKinnon, già visto in Deadwood e Sons of Anarchy, contribuiranno invece a rafforzare la componente drammatica del racconto, anche se i loro ruoli rimangono ancora sconosciuti.

Nel cast figurano inoltre Chris Candy, Travis Hammer, Thom Rivera e Derek Hinkey. La presenza di attori abituati a registri differenti potrebbe permettere al film di alternare momenti di tensione, confronto psicologico e violenza, mantenendo al centro la complessa relazione tra Tillman e Mulberry.

Rode to Ruin è attualmente in lavorazione a Santa Fe e arriverà nei cinema nel corso del 2027. Con il ritorno di Michael Keaton alla regia, la reunion con Morgan Freeman e l’ingresso di Richard Gadd, Bill Camp e Ray McKinnon, il progetto si presenta come un western interessato non soltanto alla vendetta, ma anche al modo in cui il tempo può trasformare il significato della colpa e della giustizia.

Redazione
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