John Boyega ha rivelato di voler vedere Finn addestrato da Mace Windu in un futuro progetto di Star Wars. Durante un’apparizione alla Rebel Scum Con 2026, l’attore ha indicato il leggendario Maestro Jedi interpretato da Samuel L. Jackson come il mentore ideale per il suo personaggio, una scelta che potrebbe finalmente dare un nuovo significato al rapporto di Finn con la Forza e, allo stesso tempo, riaprire uno dei più grandi interrogativi lasciati dalla trilogia prequel: Mace Windu è davvero morto?
L’idea avrebbe inoltre il vantaggio di allontanare Finn da un percorso di addestramento necessariamente legato a Rey, offrendo al personaggio una figura guida completamente diversa. La possibilità acquista ulteriore interesse considerando quanto la trilogia sequel abbia suggerito, soprattutto in Star Wars: L’Ascesa di Skywalker, che Finn possedesse una sensibilità alla Forza più profonda di quanto inizialmente mostrato. In Il Risveglio della Forza, il personaggio aveva già impugnato la spada laser di Luke Skywalker, mentre nel film conclusivo della trilogia dimostrava di riuscire a percepire determinati eventi attraverso la Forza. La fonte della dichiarazione è ScreenRant, che ha riportato le parole di Boyega dalla convention.
La proposta di Boyega è interessante soprattutto perché recupera una delle potenzialità narrative rimaste irrisolte con la conclusione della saga sequel. Finn era stato presentato inizialmente come un ex stormtrooper capace di ribellarsi al Primo Ordine, ma la sua possibile connessione con la Forza avrebbe potuto trasformarlo in qualcosa di molto più importante. L’attore aveva già raccontato in passato che J.J. Abrams aveva concepito piani più ampi per il personaggio, poi modificati nel corso dello sviluppo della trilogia. Un eventuale ritorno di Finn come Jedi potrebbe quindi rappresentare non soltanto una nuova avventura, ma anche il recupero di una direzione narrativa che i film non hanno mai sviluppato pienamente.
Finn Padawan e Mace Windu maestro Jedi riaprirebbero due grandi questioni lasciate in sospeso da Star Wars
L’ostacolo principale alla proposta di Boyega è naturalmente Mace Windu. Il Maestro Jedi è stato visto per l’ultima volta in Star Wars: Episodio III – La vendetta dei Sith, quando Anakin Skywalker gli taglia una mano durante lo scontro con Palpatine. Subito dopo, Windu viene colpito dai fulmini della Forza dell’Imperatore e precipita da una finestra sopra Coruscant. La scena lascia fortemente intendere la sua morte, ma il film non mostra mai il corpo del personaggio.
È proprio questa assenza di una conferma definitiva ad aver alimentato per anni le ipotesi sulla sua possibile sopravvivenza. Lo stesso Samuel L. Jackson ha più volte sostenuto che Mace potrebbe essere ancora vivo, ricordando come nell’universo di Star Wars altri personaggi siano sopravvissuti a ferite estremamente gravi e a cadute apparentemente mortali. L’attore ha inoltre manifestato interesse per un eventuale ritorno del personaggio.
Se Lucasfilm decidesse realmente di recuperare questa possibilità, il collegamento con Finn offrirebbe una soluzione narrativa particolarmente interessante. Mace non sarebbe semplicemente un personaggio prequel riportato in scena per effetto nostalgia, ma diventerebbe il ponte tra due generazioni di Jedi e tra due momenti differenti della storia della galassia. Un Finn addestrato da Windu permetterebbe inoltre di esplorare un rapporto maestro-allievo molto diverso da quello costruito tra Rey e Luke o tra Rey e Leia.
La proposta avrebbe però anche un significato simbolico. Finn proviene direttamente dal lato più oscuro dell’eredità dell’Impero: è stato addestrato per diventare uno stormtrooper prima di ribellarsi. Mace Windu, al contrario, rappresenta una delle figure più rigorose e potenti dell’antico Ordine Jedi. Affidare proprio a lui la formazione di Finn significherebbe quindi mettere a confronto un uomo che ha dovuto liberarsi dall’obbedienza con un Jedi che ha sempre creduto profondamente nell’Ordine.
Per ora, è importante sottolinearlo, si tratta esclusivamente di un desiderio espresso da John Boyega e non di un progetto annunciato da Lucasfilm. Ma la dichiarazione arriva in un momento in cui il futuro di Finn rimane una delle possibilità più interessanti per espandere l’era della trilogia sequel. Se Star Wars volesse davvero tornare su quel personaggio, la domanda potrebbe non essere più soltanto se Finn sia sensibile alla Forza, ma chi potrebbe insegnargli a usarla.

