Andy Weir, autore di Project Hail Mary e The Martian, ha una proposta precisa per il futuro di Star Wars: smettere di raccontare continuamente nuove guerre galattiche e concentrarsi sulle storie individuali di chi ha vissuto i conflitti già conosciuti. Un approccio che potrebbe offrire alla saga una prospettiva narrativa diversa, valorizzando personaggi e vicende lontani dai protagonisti storici.
Lo scrittore ha individuato uno dei problemi ricorrenti della narrazione di Star Wars: la tendenza a introdurre una nuova minaccia su scala galattica anche dopo che gli eroi hanno conquistato la vittoria. Secondo Weir, questo meccanismo rischia di ridimensionare le conseguenze dei trionfi precedenti. Se la Ribellione ha sconfitto l’Impero, perché la galassia dovrebbe ritrovarsi continuamente coinvolta in un’altra guerra monumentale?
La sua proposta è guardare alla storia della saga come si guarda alla Seconda Guerra Mondiale: un evento storico già definito, all’interno del quale possono però trovare spazio infinite vicende personali. Non servono necessariamente Luke Skywalker, Leia Organa o Han Solo per raccontare qualcosa di significativo. Esistono moltissimi altri individui le cui vite sono state trasformate dalla Guerra Civile Galattica.
Non è soltanto una questione di varietà narrativa. L’idea di Weir suggerisce una possibile strada per restituire a Star Wars il senso di vastità che ha sempre caratterizzato il suo universo, evitando che ogni nuova produzione debba necessariamente alzare la posta in gioco con un’altra minaccia capace di mettere in pericolo l’intera galassia.
Da Andor a Rogue One: perché Star Wars dovrebbe raccontare anche chi vive ai margini della Ribellione
Weir ha citato esplicitamente Andor come esempio riuscito di questa filosofia. Lo scrittore considera la serie una produzione particolarmente intelligente e ben scritta, sottolineando come il formato televisivo fosse indispensabile per svilupparne la complessità. Una storia così ricca di implicazioni politiche e personaggi avrebbe avuto difficoltà a trovare spazio nelle circa due ore di un film.

Eppure, la direzione attuale del franchise sembra ancora legata alle grandi minacce: la seconda stagione di Ahsoka continuerà a esplorare lo scontro tra Thrawn e la Nuova Repubblica, mentre Starfighter, previsto per il 2027, sarà ambientato dopo L’ascesa di Skywalker. La proposta di Weir apre quindi una riflessione importante: per ampliare davvero Star Wars, Lucasfilm potrebbe dover smettere di pensare soltanto alla prossima guerra e tornare a esplorare le innumerevoli storie che rendono viva quella galassia.

