Il nuovo Street Fighter nasconde diversi omaggi al film del 1994 con Jean-Claude Van Damme, e alcuni sono così discreti da poter sfuggire anche agli appassionati della saga. Kitao Sakurai, regista dell’adattamento cinematografico arrivato nelle sale nell’ottobre 2026, ha rivelato di aver inserito numerosi Easter egg dedicati alla storia del franchise, recuperando non soltanto elementi dei videogiochi Capcom, ma anche riferimenti alle precedenti trasposizioni cinematografiche. Tra questi figura un dettaglio legato a Ryu e Ken che collega direttamente le due versioni dei personaggi.
In un’intervista esclusiva concessa a ScreenRant, Sakurai ha spiegato che alcuni dei suoi riferimenti preferiti riguardano proprio il film interpretato da Van Damme. «Sono gli Easter egg del film con Van Damme. Ce n’è uno evidente, ma anche altri piccoli riferimenti casuali, che per me sono i più divertenti», ha raccontato il regista. Uno di questi compare in una fotografia che ritrae Ryu e Ken con abiti ispirati a quelli indossati da Byron Mann e Damian Chapa nel lungometraggio del 1994. Un dettaglio pensato per chi conosce anche la storia cinematografica di Street Fighter, oltre ai videogiochi.
La scelta rivela un approccio interessante al passato della saga: anziché ignorare un adattamento spesso criticato, Sakurai ha deciso di riconoscerlo come parte dell’immaginario collettivo del franchise. Il film del 1994, nel quale Jean-Claude Van Damme interpretava Guile e Raul Julia vestiva i panni di M. Bison, si allontanava sensibilmente dalla struttura narrativa del videogioco, ma è rimasto un riferimento per diverse generazioni di spettatori. Il reboot recupera così anche alcuni elementi di quella versione, senza trasformarli in collegamenti narrativi ufficiali tra i due universi.
Street Fighter 2026, dagli abiti di Ryu e Ken alle citazioni del videogioco: gli Easter egg nascosti nel film
Ambientato nel 1993, il nuovo Street Fighter segue Ryu e Ken Masters, interpretati rispettivamente da Andrew Koji e Noah Centineo, mentre vengono coinvolti da Chun-Li, interpretata da Callina Liang, nel torneo World Warrior. Quella che inizialmente appare come una competizione tra i migliori combattenti del mondo nasconde però una rete di interessi criminali e pericoli ben più grandi. La storia permette a Sakurai di introdurre numerosi personaggi iconici della saga Capcom, dai protagonisti più riconoscibili agli avversari che hanno contribuito alla popolarità della serie videoludica.
La fotografia di Ryu e Ken rappresenta uno degli omaggi più curiosi proprio perché non riguarda una mossa speciale o un elemento immediatamente riconoscibile dei giochi. Gli abiti dei due combattenti rimandano infatti alle versioni interpretate da Byron Mann e Damian Chapa nel film originale, creando un collegamento visivo che acquista significato soltanto per chi ricorda quell’adattamento. Non si tratta di un crossover né della conferma che gli eventi del 1994 siano parte della continuità del reboot, ma di un riferimento deliberato alla storia del franchise.
Un altro omaggio è stato anticipato da Cody Rhodes, che nel film interpreta Guile, il personaggio portato sullo schermo proprio da Jean-Claude Van Damme. Il wrestler della WWE ha raccontato di aver avuto l’opportunità di pronunciare una battuta tratta da Street Fighter II, uno dei capitoli più celebri della saga videoludica. Rhodes non ha specificato quale sia la frase, preferendo preservare la sorpresa per gli spettatori, ma ha spiegato che il momento ha provocato una reazione particolarmente entusiasta durante una proiezione alla quale ha assistito.
Secondo l’attore, il film è costruito in modo tale che quasi ogni inquadratura possa contenere un riferimento riconoscibile dagli appassionati. È una strategia che punta a soddisfare pubblici differenti: chi conosce i videogiochi può individuare citazioni, costumi e mosse caratteristiche, mentre chi ricorda il film degli anni Novanta può riconoscere dettagli provenienti dalla sua precedente incarnazione cinematografica.
Il confronto tra le due versioni di Guile è particolarmente significativo. Nel 1994 Van Damme era il protagonista assoluto, mentre nel nuovo adattamento il personaggio interpretato da Rhodes fa parte di un cast corale che comprende anche David Dastmalchian come M. Bison, Jason Momoa nel ruolo di Blanka e Olivier Richters nei panni di Zangief. Il nuovo film cerca quindi di distribuire maggiormente l’attenzione tra i combattenti, recuperando la dimensione collettiva che ha sempre caratterizzato il videogioco.
Gli Easter egg confermati da Kitao Sakurai dimostrano che il reboot non vuole limitarsi a ricominciare da zero, ma intende celebrare i quasi quarant’anni di storia di Street Fighter. Dai riferimenti al film con Jean-Claude Van Damme alle battute provenienti dai videogiochi, l’adattamento invita gli spettatori a osservare attentamente ogni scena. E, secondo il regista, alcuni degli omaggi più divertenti potrebbero essere proprio quelli che il pubblico non ha ancora riconosciuto.

