Ellen Burstyn ha ricevuto il Leone d’Oro alla carriera della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, in una cerimonia che ha trasformato la Sala Grande in un lungo e caloroso applauso per una delle attrici più importanti della storia di Hollywood. A 93 anni, Burstyn è salita sul palco accompagnata da un deambulatore, dopo che Maggie Gyllenhaal aveva spiegato che l’attrice aveva recentemente avuto una caduta e che stava procedendo più lentamente. L’accoglienza del pubblico l’ha profondamente emozionata, fino alle lacrime.
Nel suo discorso, Burstyn ha sottolineato quanto il riconoscimento veneziano abbia un significato speciale anche rispetto ai numerosi premi conquistati nel corso della sua carriera. L’attrice può infatti vantare il cosiddetto Triple Crown of Acting, avendo conquistato un Oscar, un Tony e due Emmy. Il Leone d’Oro, ha raccontato, rappresenta per lei qualcosa di particolarmente intenso perché arriva dopo decenni di lavoro e le permette di guardare alla propria vita professionale anche attraverso ciò che ha imparato lungo il percorso.
Ellen Burstyn, da L’esorcista a Place to Be: una carriera che continua a 93 anni
Il Leone d’Oro arriva in un momento ancora molto attivo per Burstyn, presente a Venezia con due progetti. L’attrice appare infatti nel cortometraggio Flesh Impact, diretto da Maggie Gyllenhaal e dedicato a Marilyn Monroe, nel quale interpreta una versione della diva che rappresenta ciò che il pubblico non ha mai potuto conoscere di lei. Proprio durante la conferenza stampa, Burstyn ha ricordato un fugace incontro con Monroe avvenuto molti anni fa e ha raccontato di aver ascoltato numerosi aneddoti sulla star attraverso Ralph Roberts, suo ex massaggiatore e confidente.
Mercoledì sarà inoltre presentato al Lido Place to Be di Kornél Mundruczó, commedia drammatica nella quale Burstyn recita accanto a Taika Waititi, Pamela Anderson, Édgar Ramírez, Lena Waithe e Murray Bartlett. Per l’attrice, scegliere un nuovo ruolo dipende soprattutto dalla capacità di una sceneggiatura di emozionarla: se riesce a farla ridere, piangere o entrambe le cose, allora vale la pena accettare.
La sua filmografia comprende titoli come Alice non abita più qui, L’esorcista, L’ultimo spettacolo e Requiem for a Dream. Un percorso di oltre sessant’anni che il Leone d’Oro celebra mentre Burstyn continua a lavorare e a cercare storie capaci di sorprenderla.
