Paul Schrader torna oggi alla Mostra del Cinema di Venezia con The Basics of Philosophy, presentato nella sezione Venice Open – Fuori Concorso di Venezia 83. Scritto e diretto dal regista americano, il film vede Jack Huston nei panni di John Jorissen, professore di filosofia apparentemente protetto dalla propria vita intellettuale ma costretto a confrontarsi con un episodio del passato che mette in discussione l’immagine che ha costruito di sé. Nel cast figurano anche Sofia Boutella, Daniel Zovatto, Bill Pullman, Dana Delany, Shiloh Fernandez e Karl Glusman.
Come riportato dalla Biennale di Venezia nella presentazione ufficiale del film, The Basics of Philosophy dura 94 minuti e viene proiettato oggi, 4 settembre, alla Sala Darsena alle 8:45 e in Sala Grande alle 11:15 per gli accreditati, prima della proiezione pubblica delle 21:45 in Sala Grande. Il film tornerà poi il 5 settembre alle 17:00 al PalaBiennale. Schrader ha definito esplicitamente il progetto come la continuazione di una storia che scrive fin dai tempi di Taxi Driver: quella dell’uomo isolato e ossessivamente riflessivo che utilizza la propria professione come una maschera dietro cui nascondere identità, pulsioni e contraddizioni.
È proprio questa dichiarazione a collocare The Basics of Philosophy in una posizione particolarmente riconoscibile all’interno del cinema di Schrader. Cambiano l’ambiente e la professione, ma ritorna una delle sue figure fondamentali: un uomo chiuso dentro il proprio pensiero, costretto a misurare la distanza tra l’immagine che ha costruito di sé e qualcosa che non può più controllare. Dopo il tassista, il reverendo, il giocatore d’azzardo e l’orticoltore dei suoi film precedenti, questa volta è un professore di filosofia a diventare il dispositivo attraverso cui Schrader torna a interrogare colpa, responsabilità e possibilità di redenzione.
Jack Huston è un professore tormentato dalla colpa nel nuovo film di Paul Schrader
In The Basics of Philosophy, John Jorissen insegna filosofia in un piccolo liberal arts college del Midwest americano e sta lavorando a un libro dedicato a Spinoza. La sua esistenza è scandita dall’insegnamento, dalla scrittura e dal rapporto con la compagna Becca, interpretata da Sofia Boutella, anche lei docente e madre dell’adolescente Willie. Jorissen è intelligente, rigoroso e distante, ma dietro questa apparente stabilità si nasconde qualcosa avvenuto anni prima.
La morte del padre Melvyn riporta improvvisamente quel passato nella sua vita. Al funerale compare Miguel Basque, un giovane legato a un episodio che coinvolse Jorissen quando Miguel era ancora bambino. La famiglia aveva allora evitato che quanto accaduto producesse conseguenze pubbliche attraverso un accordo economico con il padre del ragazzo e il pagamento della sua istruzione privata.
Il ritorno di Miguel costringe Jorissen a confrontarsi con una colpa che il tempo non ha cancellato. Ossessionato dal proprio passato e sempre più convinto che persino il Dio di Spinoza non potrebbe perdonare ciò che ha fatto, l’uomo arriva a procurarsi del Nembutal, mentre contemporaneamente tenta di consolidare la vita che si è costruito chiedendo a Becca di sposarlo. L’incontro tra Miguel e la donna minaccia però di far crollare definitivamente quella separazione tra passato e presente.
Schrader descrive il film come un’esplorazione del comportamento trasgressivo e dell’“architettura della coscienza”. Il riferimento a Taxi Driver non sembra quindi una semplice dichiarazione promozionale. Travis Bickle ha inaugurato nel suo cinema una lunga genealogia di uomini soli che scrivono, pensano, costruiscono rituali e cercano un sistema morale attraverso cui interpretare un’esistenza che progressivamente sfugge loro. John Jorissen sembra appartenere direttamente a questa tradizione, con la filosofia che prende il posto delle altre professioni utilizzate dai protagonisti di Schrader come struttura attraverso cui ordinare il caos interiore.
Dietro la macchina da presa, Schrader lavora con il direttore della fotografia Sean Price Williams, mentre il montaggio è affidato a Stephen Gurewitz e le musiche a Eli Keszler. The Basics of Philosophy è prodotto da Film Maudit e Redline Entertainment.
Con il suo passaggio Fuori Concorso a Venezia 83, Schrader torna quindi ancora una volta al centro di quella ricerca morale che attraversa buona parte della sua filmografia: non semplicemente se un uomo colpevole possa essere perdonato, ma cosa accade quando tutti gli strumenti intellettuali con cui ha costruito la propria identità non sono più sufficienti a proteggerlo dalla propria coscienza.

