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WGA 2015: i premi per il sindacato degli sceneggiatori

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WGA 2015Mentre gli Oscar si fanno sempre più vicini, il sindacato degli sceneggiatori ha proclamato i suoi vincitori WGA 2015. In ottica Academy Awards, mentre non ci stupisce vedere premiato il gioiellino di Wes Anderson, The Grand Budapest Hotel, vediamo un inatteso successo di The Imitation Game nella categoria migliore sceneggiatura adattata, che sia un buon auspicio per il film con Benedict Cumberbatch agli Oscar?

Ecco di seguito tutti i vincitori:

FILM WINNERS

ORIGINAL SCREENPLAY

The Grand Budapest Hotel, Screenplay by Wes Anderson; Story by Wes Anderson & Hugo Guinness; Fox Searchlight

ADAPTED SCREENPLAY

The Imitation Game, Written by Graham Moore; Based on the book Alan Turing: The Enigma by Andrew Hodges; The Weinstein Company

DOCUMENTARY SCREENPLAY

The Internet’s Own Boy: The Story of Aaron Swartz, Written by Brian Knappenberger; FilmBuff

TELEVISION AND NEW MEDIA WINNERS

DRAMA SERIES

True Detective, Written by Nic Pizzolatto; HBO

COMEDY SERIES

Louie, Written by Pamela Adlon, Louis C.K.; FX

NEW SERIES

True Detective, Written by Nic Pizzolatto; HBO

EPISODIC DRAMA

“The Last Call” (The Good Wife), Written by Robert King & Michelle King; CBS

EPISODIC COMEDY

“So Did the Fat Lady” (Louie), Written by Louis C.K.; FX

LONG FORM ORIGINAL

Deliverance Creek, Written by Melissa Carter; Lifetime

LONG FORM ADAPTED

Olive Kitteridge, Teleplay by Jane Anderson, Based on the novel by Elizabeth Strout; HBO

SHORT FORM NEW MEDIA – ORIGINAL

“Episode 113: Rachel” (High Maintenance), Written by Katja Blichfeld & Ben Sinclair; helpingyoumaintain.com

ANIMATION

“Brick Like Me” (The Simpsons), Written by Brian Kelley; Fox

COMEDY / VARIETY (INCLUDING TALK) – SERIES

Last Week Tonight with John Oliver, Writers: Kevin Avery, Tim Carvell, Dan Gurewitch, Geoff Haggerty, Jeff Maurer, John Oliver, Scott Sherman, Will Tracy, Jill Twiss, Juli Weiner; HBO

COMEDY / VARIETY – MUSIC, AWARDS, TRIBUTES – SPECIALS

71st Annual Golden Globe Awards, Written by Barry Adelman; Special Material by Alex Baze, Dave Boone, Robert Carlock, Tina Fey, Jon Macks, Sam Means, Seth Meyers, Amy Poehler, Mike Shoemaker; NBC

QUIZ AND AUDIENCE PARTICIPATION

Hollywood Game Night, Head Writer: Grant Taylor; Writers: Alex Chauvin, Ann Slichter; NBC

DAYTIME DRAMA

General Hospital, Written by Ron Carlivati, Anna Theresa Cascio, Suzanne Flynn, Kate Hall, Elizabeth Korte, Daniel James O’Connor, Elizabeth Page, Katherine Schock, Scott Sickles, Chris Van Etten; ABC

CHILDREN’S SCRIPT – EPISODIC & SPECIALS

“Haunted Heartthrob” (Haunted Hathaways), Written by Bob Smiley; Nickelodeon

DOCUMENTARY SCRIPT – CURRENT EVENTS

“United States of Secrets: The Program (Part One)” (Frontline); PBS; Written by Michael Kirk & Mike Wiser; PBS

DOCUMENTARY SCRIPT – OTHER THAN CURRENT EVENTS

“League of Denial: The NFL’s Concussion Crisis” (Frontline), Written by Michael Kirk & Mike Wiser; PBS

TV NEWS SCRIPT – REGULARLY SCHEDULED, BULLETIN, OR BREAKING REPORT

“Nelson Mandela: A Man Who Changed the World” (World News with Diane Sawyer), Written by Dave Bloch, Lisa Ferri, Diane Sawyer; ABC News

TV NEWS SCRIPT – ANALYSIS, FEATURE, OR COMMENTARY

“Nowhere to Go” (60 Minutes), Written by Oriana Zill de Granados, Scott Pelley, Michael Rey; CBS

RADIO WINNERS

RADIO DOCUMENTARY

“Three Shots Rang Out: The JFK Assassination 50 Years Later,” Written by Darren Reynolds; ABC News Radio

RADIO NEWS SCRIPT – REGULARLY SCHEDULED, BULLETIN, OR BREAKING REPORT

“World News This Week,” Written by Andrew Evans; ABC News Radio

RADIO NEWS SCRIPT – ANALYSIS, FEATURE, OR COMMENTARY

“Civil Rights at 50,” Written by Jane Tillman Irving; WCBS Radio

PROMOTIONAL WRITING WINNER

ON-AIR PROMOTION (TELEVISION, NEW MEDIA OR RADIO)

“How I Met Your Mother,” Written by Dan Greenberger; CBS

VIDEOGAME WINNER

OUTSTANDING ACHIEVEMENT IN VIDEOGAME WRITING

The Last of Us: Left Behind, Written by Neil Druckmann; Sony Computer Entertainment

Weta Digital: anche Endgame e Game of Thrones nel nuovo showreel

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Weta Digital: anche Endgame e Game of Thrones nel nuovo showreel

La Weta Digital ha pubblicato il nuovo showreel aziendale, aggiornato agli ultimi lavori prodotti e, tra i più noti, spiccano anche Avengers: Endgame e Game of Thrones. La società di effetti visivi nacque nel 1993, e il suo primo lavoro fu Creature del Cielo, film di Peter Jackson che infatti fu trai fondatori del gruppo.

Nel corso degli anni, la Weta ne ha fatta di strada, arrivando ai vertici delle produzioni cinematografiche di tutto il mondo e conquistando numerosi premi tra Oscar, Bafta e VES Award. Trai suoi film più premiati ci sono Il Signore degli Anelli, King Kong, Avatar, Il Pianeta delle ScimmieIl Libro della Giungla.

Da poco la Weta Digital ha celebrato 25 anni e in questa occasione ha diffuso un nuovo showreel in cui sono inclusi i suoi ultimi lavori, tra cui Endgame e Alita: l’angelo della battaglia, ma anche i prodotti televisivi come The Umbrella Academy e Game of Thrones.

Ecco di seguito il video di Weta Digital:

Weta Digital di Peter Jackson apre una divisione d’animazione

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Peter Jackson si sta dedicando all’animazione. La società di effetti speciali del regista, Weta Digital, sta lanciando una divisione d’animazione. Il veterano del settore Prem Akkaraju fungerà da amministratore delegato. La società con sede in Nuova Zelanda ha dichiarato che la creazione di una divisione che si occuperà solo di animazione era un sogno di Jackson e Fran Walsh, che scriveranno, produrranno e dirigeranno diversi progetti animati per l’azienda. I dettagli di tali progetti non sono stati resi noti.

“Siamo grandi fan della narrazione animata in tutte le sue forme, ma può essere un modo lungo, lungo e spesso costoso di fare film – ha dichiarato Jackson in una nota – Questo è, in parte, il motivo per cui abbiamo creato questa società – per cambiare il modello e aprire le porte a registi e narratori che altrimenti non avrebbero avuto la possibilità di mostrare cosa possono fare.” Weta Animated lavorerà in tandem con la Weta Digital per l’industria cinematografica e televisiva e inizierà a produrre contenuti originali per la prima volta nei suoi 25 anni di storia.

Weta Digital si dà all’animazione

La compagnia ha inaugurato la sua attività nel 1994, con Creature dal Cielo, film di Peter Jackson. Con uno staff composto da 1.550 artisti e ingegneri, Weta Digital ha vinto sei Oscar per gilm effetti visivi, 10 Oscar Sci-Tech e sei BAFTA Awards nella stessa categoria. Tra i progetti più importanti ricordiamo Avatar, La trilogia de Il Signore degli Anelli, Avengers: Infinity War, Avengers: Endgame, Game of Thrones, Ad Astra e i prossimi progetti Mulan e Black Widow.

“Weta Digital ha iniziato con una macchina da presa e un solo artista che insieme hanno creato gli effetti digitali in Creature dal Cielo – ha affermato Walsh – Nessuno di noi sapeva cosa stessimo facendo, ma anche in quei primi giorni potevamo vedere l’incredibile potenziale di questa nuova tecnologia. Da allora, quello dei VFX è diventato un enorme settore, ma il nostro obiettivo è rimasto lo stesso: dare vita alle storie, attraverso il potere dell’immaginazione. Se puoi sognarlo, possiamo crearlo.”

Adesso non resta che ammirare le meraviglie che la Weta Digital riuscirà a portare a compimento anche nel campo dell’animazione.

Fonte: Variety

Wet Hot American Summer: il full Trailer della serie con Bradley Cooper

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Il network americano Netflix ha diffuso il full trailer di Wet Hot American Summer: First Day of Camp, l’attesissima serie televisiva con cast stellare composto da Bradley CooperElizabeth BanksAmy Poehler, Paul RuddMichael Ian Black , Judah FriedlanderJaneane Garofalo , Jo Lo Truglio,Ken MarinoChristopher Meloni, Marguerite Moreau, Zak Orth, David Hyde Pierce, Molly Shannon, Michael Showalter, Jon HammChris PineKristen Wiig, Jason SchwartzmanJosh CharlesMichaela Watkins, John SlatteryRandall Park, Lake Bell, Jayma Mays, Paul Scheer, Rob Huebel  e Richard Schiff .

https://youtu.be/PLlMTn_Jzok

 

 

Westworld: recensione della serie di Jonathan Nolan e J.J. Abrams

I wonder if I’ve been changed in the night? Let me think: was I the same when I got up this morning? I almost think I can remember feeling a little different. But if I’m not the same, the next question is, Who in the world am I?

Mi chiedo se durante la notte io sia cambiata? Riflettiamo: ero la stessa quandomi sono svegliata stamattina? Mi sembra di ricordare di sentirmi diversa. Ma se non sono la stessa, la domanda successiva è, Chi sono io in questo mondo?

Sono le parole tratte da Alice nel paese delle meraviglie lette dall’androide Dolores Abernathy, (Evan Rachel Wood), in un incontro con uno dei suoi creatori in Westworld, la serie scritta fra gli altri da Jonathan Nolan e prodotta da J.J. Abrams (in onda dal 2 ottobre prossimo sulla HBO). Questo frammento dell’opera di Lewis Carroll, rappresenta una delle diverse chiavi di lettura, la paura del cambiamento e la sua necessità, di questo tv show che prende origine dal romanzo di Michael Cricthon regista anche dell’omonimo film del 1973 (titolo italiano, Il mondo dei robot). Westworld, ambientata in un futuro prossimo, racconta di un parco divertimenti, un mondo parallelo simile al “Vecchio West” ma popolato da androidi che, costruito da un gruppo di scienziati e di uomini di marketing, vuole offrire al genere umano una vacanza alternativa.

Westworld: nuovo affascinante promo della serie evento HBO

Se il confronto uomo-macchina può essere scontato, molto attuale è la ribellione di un “popolo” (di robot) sotto il controllo degli uomini, capace di intravedere nel cambiamento la libertà, al contrario dell’ottusità dell’essere umano che il cambiamento e la salvezza li ricercano nella finzione. Dolores è il segnale debole di questa mutazione, che fa immaginare un lento e inesorabile risveglio delle coscienze sotto gli occhi di chi li ha creati. Sono poi numerosi i riferimenti al turismo sessuale, alla violenza gratuita e al maltrattamento delle altre specie.

Westworld

In un certo senso Westworld mette  davanti agli occhi dello spettatore, con un approccio mainstream,  un Far West del terzo millennio. Il budget produttivo, a differenza di quello a disposizione di Chricton nel 1973 (1.2 milioni di dollari per 30 giorni di riprese), è cospicuo, 54 milioni di dollari, e il cast a disposizione altisonante (oltre a Evan Rachel Wood ci sono Ed Harris, Anthony Hopkins), e una sceneggiatura costruita con grande abilità trasformano questa storia di fantascienza in una serie di alto storytelling.

La serialità (se “televisiva” si può ancora chiamare) continuerà a sorprendere quanto più riuscirà a scavare nella società, in ciò che viviamo nel quotidiano, intrattenendo. The Walking Dead si confronta con la sopravvivenza, House of Cards con il potere, Game of Thrones non è lontano da una Champions League. E Westworld ci mette di fronte a noi stessi, spesso incapaci di godere il presente e restii ad affrontare il futuro.

Westworld: prima foto della nuova serie di Jonathan Nolan

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L’HBO ha diffuso la prima foto ufficiale di Westworld, la nuova serie televisiva prodotta da Jonathan Nolan, J.J. Abrams, Jerry Weintraub e Bryan Burk, adattamento dell’omonimo film del 1973 che vedrà protagonista un cast stellare composto da Anthony Hopkins, Ed Harris, Evan Rachel Wood, James Marsden, Thandie Newton, Jeffrey Wright, Rodrigo Santoro, Shannon Woodward e Miranda Otto.

Westworld-serie-foto

La foto arriva dall’EW che pubblica anche le prime parole di Jonathan Nolan commenta: E’ un luogo in cui tu puoi essere chiunque vuoi, e non ci sono conseguenze, né regole né limitazioni. Ciò che accade a Westworld, resta a Westworld. Quello che possiamo dirvi è che abbiamo l’intenzione di creare la serie TV più ambiziosa, sovversiva e incasinata. Le cose che vi tengono svegli di notte, ognuna di quelle cose che vi turbano —questo è esattamente ciò di cui parla lo show.

Il mondo dei robot (Westworld) è un film del 1973 scritto e diretto da Michael Crichton. Precursore del tema della macchina che si ribella all’uomo, viene da molti considerato un cult e contiene delle autocitazioni di Yul Brynner (che, nella parte del Pistolero, indossa nel film gli stessi abiti di scena da egli stesso usati nel 1960 per I magnifici sette). Il mondo dei robot viene sovente accreditato come il primo film realizzato anche con l’ausilio della grafica computerizzata per i suoi effetti speciali. Si ritiene inoltre che proprio in questo film sia stata usata per la prima volta la definizione di virus in relazione al malfunzionamento della rete di computer. Il film ebbe un seguito tre anni dopo, Futureworld – 2000 anni nel futuro diretto da Richard T. Heffron.

Westworld: nuove foto della nuova serie di Jonathan Nolan e prodotta da JJ Abrams

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Cresce la curiosità dietro all’annunciata nuova serie Westworld che è scritta da Jonathan Nolan e prodotta da JJ Abrams per il network americano HBO. Ebbene oggi arrivano nuove foto ufficiali:

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Westworld
è la nuova serie televisiva prodotta da Jonathan Nolan, J.J. Abrams, Jerry Weintraub e Bryan Burk, adattamento dell’omonimo film del 1973 che vedrà protagonista un cast stellare composto da Anthony Hopkins, Ed Harris, Evan Rachel Wood, James Marsden, Thandie Newton, Jeffrey Wright, Rodrigo Santoro, Shannon Woodward e Miranda Otto.

Gunslinger-serietvLe prime parole di Jonathan Nolan commenta: E’ un luogo in cui tu puoi essere chiunque vuoi, e non ci sono conseguenze, né regole né limitazioni. Ciò che accade a Westworld, resta a Westworld. Quello che possiamo dirvi è che abbiamo l’intenzione di creare la serie TV più ambiziosa, sovversiva e incasinata. Le cose che vi tengono svegli di notte, ognuna di quelle cose che vi turbano —questo è esattamente ciò di cui parla lo show.

Il mondo dei robot (Westworld) è un film del 1973 scritto e diretto da Michael Crichton. Precursore del tema della macchina che si ribella all’uomo, viene da molti considerato un cult e contiene delle autocitazioni di Yul Brynner (che, nella parte del Pistolero, indossa nel film gli stessi abiti di scena da egli stesso usati nel 1960 per I magnifici sette). Il mondo dei robot viene sovente accreditato come il primo film realizzato anche con l’ausilio della grafica computerizzata per i suoi effetti speciali. Si ritiene inoltre che proprio in questo film sia stata usata per la prima volta la definizione di virus in relazione al malfunzionamento della rete di computer. Il film ebbe un seguito tre anni dopo, Futureworld – 2000 anni nel futuro diretto da Richard T. Heffron.

via SPoilertv

Westworld: il primo trailer della serie con Anthony Hopkins

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Ecco il primo trailer di Westworld, serie tv attesissima, prodotta dalla HBO e al via negli States nel 2016. Il video è andato in onda ieri sera durante il finale di stagione di True Detective.

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Westworld è la nuova serie televisiva prodotta da Jonathan Nolan, J.J. Abrams, Jerry Weintraub e Bryan Burk, adattamento dell’omonimo film del 1973 che vedrà protagonista un cast stellare composto da Anthony Hopkins, Ed Harris, Evan Rachel Wood, James Marsden, Thandie Newton, Jeffrey Wright, Rodrigo Santoro, Shannon Woodward e Miranda Otto.

Gunslinger-serietvLe prime parole di Jonathan Nolan commenta: E’ un luogo in cui tu puoi essere chiunque vuoi, e non ci sono conseguenze, né regole né limitazioni. Ciò che accade a Westworld, resta a Westworld. Quello che possiamo dirvi è che abbiamo l’intenzione di creare la serie TV più ambiziosa, sovversiva e incasinata. Le cose che vi tengono svegli di notte, ognuna di quelle cose che vi turbano —questo è esattamente ciò di cui parla lo show.

Il mondo dei robot (Westworld) è un film del 1973 scritto e diretto da Michael Crichton. Precursore del tema della macchina che si ribella all’uomo, viene da molti considerato un cult e contiene delle autocitazioni di Yul Brynner (che, nella parte del Pistolero, indossa nel film gli stessi abiti di scena da egli stesso usati nel 1960 per I magnifici sette). Il mondo dei robot viene sovente accreditato come il primo film realizzato anche con l’ausilio della grafica computerizzata per i suoi effetti speciali. Si ritiene inoltre che proprio in questo film sia stata usata per la prima volta la definizione di virus in relazione al malfunzionamento della rete di computer. Il film ebbe un seguito tre anni dopo, Futureworld – 2000 anni nel futuro diretto da Richard T. Heffron.

via CS

Westworld: foto di Ed Harris nella serie di Jonathan Nolan

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Westworld: foto di Ed Harris nella serie di Jonathan Nolan

Dopo la prima foto di Westworld, oggi arriva una nuova immagine che vede protagonista Ed Harris nell’attesissima nuova serie della HBO.

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Gunslinger-serietvWestworld è la nuova serie televisiva prodotta da Jonathan Nolan, J.J. Abrams, Jerry Weintraub e Bryan Burk, adattamento dell’omonimo film del 1973 che vedrà protagonista un cast stellare composto da Anthony Hopkins, Ed Harris, Evan Rachel Wood, James Marsden, Thandie Newton, Jeffrey Wright, Rodrigo Santoro, Shannon Woodward e Miranda Otto.

Le prime parole di Jonathan Nolan commenta: E’ un luogo in cui tu puoi essere chiunque vuoi, e non ci sono conseguenze, né regole né limitazioni. Ciò che accade a Westworld, resta a Westworld. Quello che possiamo dirvi è che abbiamo l’intenzione di creare la serie TV più ambiziosa, sovversiva e incasinata. Le cose che vi tengono svegli di notte, ognuna di quelle cose che vi turbano —questo è esattamente ciò di cui parla lo show.

Il mondo dei robot (Westworld) è un film del 1973 scritto e diretto da Michael Crichton. Precursore del tema della macchina che si ribella all’uomo, viene da molti considerato un cult e contiene delle autocitazioni di Yul Brynner (che, nella parte del Pistolero, indossa nel film gli stessi abiti di scena da egli stesso usati nel 1960 per I magnifici sette). Il mondo dei robot viene sovente accreditato come il primo film realizzato anche con l’ausilio della grafica computerizzata per i suoi effetti speciali. Si ritiene inoltre che proprio in questo film sia stata usata per la prima volta la definizione di virus in relazione al malfunzionamento della rete di computer. Il film ebbe un seguito tre anni dopo, Futureworld – 2000 anni nel futuro diretto da Richard T. Heffron.

Westworld – stagione 5: Jonathan Nolan spera di poter finire la serie HBO

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Jonathan Nolan nutre ancora speranze per Westworld. Nolan e la co-creatrice Lisa Joy avevano progettato di realizzare una quinta e ultima stagione di Westworld. Tuttavia, la HBO ha cancellato l’ambiziosa serie fantascientifica dopo quattro stagioni nel novembre 2022. Come se non bastasse, un mese dopo la HBO ha rimosso Westworld da Max per ridurre i costi.

Perché Jonathan Nolan vuole realizzare la quinta stagione di Westworld?

Il futuro della quinta stagione di Westworld è incerto. Tuttavia, Nolan rimane ottimista sul fatto che la serie avrà un finale adeguato. Alla domanda di The Hollywood Reporter sul finale originale previsto per Westworld, Nolan ha sottolineato il suo desiderio di “finire la storia“.

“Sì, al 100%”, ha detto Jonathan Nolan quando gli è stato chiesto se ha intenzione di realizzare il finale originale di Westworld. “Siamo dei completisti. Mi ci sono voluti otto anni e un cambio di regista per realizzare Interstellar. Vorremmo finire la storia che abbiamo iniziato“.

Il fatto che la HBO abbia tolto la serie a Max non ha disturbato Jonathan Nolan. È “orgoglioso” di ciò che hanno realizzato. Tuttavia, Jonathan Nolan desidera ancora completare la serie.

In termini di completamento della storia, capisci che hai il tempo che hai, a volte è quanto vuoi, a volte no“, ha aggiunto Jonathan Nolan. “Sono fottutamente orgoglioso di quello che abbiamo realizzato. È stata un’esperienza straordinaria. Penso che sarebbe un errore guardare indietro e provare solo rammarico [per come è finita]. Ma c’è ancora molto desiderio di finirlo“.

Westworld è andato in onda per quattro stagioni sulla HBO dal 2016 al 2022. La stagione 1 di Westworld ha fatto registrare i massimi ascolti per la HBO. Tuttavia, a partire dalla seconda stagione Westworld ha iniziato a declinare dal punto di vista critico. Candidato a 54 Emmy, Westworld ne ha vinti nove, tra cui quello per l’attrice non protagonista in una serie drammatica a Thandie Newton nel 2018.

Westwood. Punk. Icona. Attivista al cinema dal 20 Febbraio

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Westwood. Punk. Icona. Attivista al cinema dal 20 Febbraio

Westwood. Punk. Icona. Attivista è il nuovo documentario della regista Lorna Tucker, che racconta e l’eccezionale storia di una delle icone più autentiche del nostro tempo, Vivienne Westwood.  Il documentario sarà in sala da mercoledì 20 febbraio con Wanted Cinema e Feltrinelli Real Cinema

Vivienne Westwood, icona Punk Rock per eccellenza, è una delle artiste più influenti della storia contemporanea. Il film esplora la sua ascesa verso il successo, mostrando da vicino il suo talento, il suo attivismo e la sua significativa importanza culturale. Intrecciando il materiale d’archivio e quello inedito, viene raccontata in modo intimo la storia di Vivienne, attraverso le sue stesse parole e le toccanti interviste alla sua stretta cerchia di familiari, amici e collaboratori.

Westwood. Punk. Icona. Attivista è il primo film ad abbracciare l’eccezionale storia di una delle icone più autentiche del nostro tempo, dal momento che Vivienne ha lottato per mantenere l’integrità del suo brand, dei suoi principi e della sua eredità.

Vivienne Westwood, di umili origini, si spostò dall’Inghilterra del nord a Londra all’età di diciassette anni, alla metà degli anni ’60. La sua vita cambiò drasticamente direzione quando incontrò Malcom McLaren, impresario e manager dei Sex Pistols: il loro negozio a Kings Road lanciò il genere punk e una cultura popolare rivoluzionaria.

Durante i successivi quarant’anni Vivienne ha dovuto far fronte a relazioni frustranti, derisioni da parte della stampa, situazioni finanziarie difficili e nonostante questo è riuscita a emergere come un’icona culturale inglese e un fenomeno nel mondo del fashion.

Oggi il brand Westwood siede a fianco di marchi quali Gucci, Dior e McQueen, ma solo Vivienne possiede e gestisce direttamente il suo impero, senza dar segno di cedimento all’età di settantasette anni.

Westwood. Punk. Icona. Attivista ritrae Vivienne in un periodo cruciale, quando l’azienda apre i suoi flagship store nelle capitali della moda, Parigi e New York. Tuttavia, il successo globale ha un prezzo e le difficoltà legate alla gestione dell’azienda non tardano ad arrivare. Attraverso il continuo alternarsi delle riprese che testimoniano i successi, i conflitti e le insicurezze che Vivienne affronta oggi e i momenti cardine della sua vita, emergono parallelismi tra il suo attivismo del 21esimo secolo e la sua attitudine punk rock anti-sistema della giovinezza.

Questo documentario trascende il modello standard di film sulla moda per trasformarsi in un ritratto intimo e stimolante di una vera icona inglese.

Note di regia, Westwood. Punk. Icona. Attivista

Era il 2008 quando Vivienne chiese a Josh Homme (Queens of the Stone Age) e Unkle di collaborare a una canzone rap scritta da lei per sensibilizzare l’opinione pubblica verso tematiche vicine all’organizzazione Liberty. Nel frattempo io stavo iniziando la mia carriera come regista, girando video musicali per band rock e, quando mi chiesero di fare delle riprese per il videoclip, incontrai Vivienne, con cui presto diventai amica.

Dopo aver concluso nel 2013 il film sulla moda RED SHOES, interpretato da Lily Cole, per Climate Revolution e aver lavorato a una serie di cortometraggi su Vivienne Westwood per la sezione Takeover di Dazed, le ho proposto di collaborare a un documentario su di lei ed è così che WESTWOOD: PUNK, ICONA, ATTIVISTA ha avuto origine.

Durante questi tre anni in cui abbiamo girato il film, siamo riusciti a riprendere diversi aspetti della vita di Vivienne: abbiamo trascorso del tempo con lei al Circolo Polare Artico per la missione di sensibilizzazione di Greenpeace verso i pericoli del cambiamento climatico, negli stessi mesi ci siamo immersi in rotoli di tessuto osservando come una collezione prende forma dall’inizio alla fine, abbiamo seguito Vivienne mentre girava la campagna contro il fracking (ovvero una tecnica per estrarre gas naturale anche da sorgenti non convenzionali) e assistito all’apertura dei nuovi flagship store a Parigi e New York.

Vivienne è sempre pronta a combattere per quello in cui crede e ad andare controcorrente e questo si riflette perfettamente nel suo attivismo e nella sua moda. Lei impiega la stessa passione e determinazione sia quando lavora nel suo showroom fino a tardi, sia quando manifesta a Westmister per la battaglia sul clima. La sua palpabile inclinazione alla ribellione e la sua morale anti-sistema sono alla base di tutte le sue azioni, che diventano immediatamente contagiose.

Gli interessi, i principi e le idee di Vivienne sono sempre state leggermente al di fuori delle aspettative del pubblico. Perciò, sin dagli albori del progetto, sapevamo che non sarebbe stato il classico film sulla moda. Proprio per questo abbiamo voluto focalizzarci maggiormente su Vivienne come persona, concentrandoci sulle sue origini, il suo attivismo e l’impatto culturale e rivoluzionario che ha avuto.

Vivienne non è solo un’artista, una fashion designer e un’attivista, ma anche il simbolo di un brand mondiale e una potente donna di successo. Vivienne ha condotto una vita straordinaria, vissuta anche in momenti di grandi cambiamenti della storia contemporanea ed è proprio per questo che speriamo che la le tematiche di rilevanza culturale giungano al più ampio pubblico possibile, dagli ex punk agli attivisti di oggi, fino a coloro che semplicemente amano i film biografici.

Durante le riprese di questo film, non c’era niente di più stimolante della storia di Vivienne. Il modo in cui ha condotto la sua esistenza districandosi in un labirinto di difficoltà finanziarie ed emotive fino a emergere, grazie alla sua forza e alla sua determinazione, come la più grande fashion designer d’Inghilterra è una vera forma di ispirazione. Per noi il messaggio più importante da trasmettere con questo documentario è che se vuoi fare qualcosa, devi farlo e non mollare mai.

Western: un supercut celebra il genere

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Western: un supercut celebra il genere

Smash TV ha creato un mix di più di un’ora in cui si rende omaggio al cinema Western in tutte le sue forme e figure. Eccolo di seguito:

 

Western Stars: trailer del film di Bruce Springsteen, il 2, 3 e 4 dicembre al cinema

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Warner Bros. Pictures presenta un film di Thom Zimny ​​e Bruce Springsteen: Western Stars, la cui uscita nelle sale italiane è prevista per il 2, 3 e 4 dicembre 2019.

“Western Stars” è la versione cinematografica dell’omonimo album di successo internazionale di Bruce Springsteen. Il film, presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, segna il debutto alla regia di Bruce Springsteen, co-diretto insieme al suo collaboratore di lunga data Thom Zimny.

Il film “Western Stars” offre ai fan di tutto il mondo l’unica opportunità di vedere Springsteen esibirsi in tutte e 13 le canzoni dell’album, accompagnato da una band e da un’intera orchestra, sotto il soffitto a cattedrale del fienile della sua centenaria proprietà.

Uscito a cinque anni di distanza dal precedente progetto in studio di Springsteen, l’album Western Stars segna una partenza per il leggendario cantante / cantautore pur attingendo sempre dalle sue radici. Toccando temi come l’amore e la perdita, la solitudine e la famiglia, e l’inesorabile passare del tempo, il docu-film evoca il West americano – sia il leggendario che il duro – in cui si intrecciano filmati d’archivio ed il racconto in prima persona della rockstar con la canzone per narrare la storia.

Western Stars, che è il diciannovesimo album in studio di Springsteen, ha raggiunto il successo mondiale e ottenuto recensioni entusiastiche. È stato il numero 1 nelle classifiche iTunes in tutti i continenti, inclusi Paesi come Stati Uniti, Regno Unito, Belgio, Germania, Spagna, Italia, Paesi Bassi, Australia, India, Sudafrica e tutta la Scandinavia, tra gli altri.

Springsteen e Zimny hanno collaborato a diversi progetti nel corso degli anni, tra cui il documentario “The Promise: The Making of Darkness on the Edge of Town”, e la versione filmata trasmessa su Netflix del vincitore del Tony Award “Springsteen on Broadway”, che Zimny ​​ha diretto.

“Western Stars” è scritto ed interpretato da Bruce Springsteen, con Special Guest Patti Scialfa. Thom Zimny, Jon Landau, Barbara Carr e George Travis hanno prodotto il film, con la produzione esecutiva di Springsteen. La colonna sonora originale è di Springsteen. Direzione della fotografia di Joe DeSalvo, e montaggio di Zimny.

Il poster di WESTERN STARS

Western Stars disponibile in digitale

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Western Stars disponibile in digitale

“Western Stars”, la versione cinematografica dell’omonimo album di successo internazionale di BRUCE SPRINGSTEEN, presentato in anteprima alla 14° Festa del Cinema di Roma, è disponibile in digitale (anche in 4K UHD) a partire da oggi, venerdì 13 marzo. È possibile vedere i primi 10 minuti del film al seguente link:

Il film, co-diretto da Thom Zimny e Bruce Springsteen, al suo debutto alla regia, è già disponibile per l’acquisto in digitale su Apple Tv, Youtube, Google Play, TIMvision, Chili, Rakuten TV, PlayStation Store, Microsoft Film & TV. Da oggi, venerdì 13 marzo, il film è inoltre disponibile anche per il noleggio su Sky Primafila, Vvvid e Infinity.

Il film “Western Stars” offre ai fan di tutto il mondo l’unica opportunità di vedere Springsteen esibirsi accompagnato da una band e da un’intera orchestra presso la Stone Hill Farm a Colts Neck (New Jersey), sotto il soffitto a cattedrale del fienile della sua centenaria proprietà.

La colonna sonora del film, Western Stars – Songs From The Film” (certificata ORO in Italia), contiene tutti i 13 brani di “Western Stars” e la cover di “Rhinestone Cowboy” di Glen Campbell.

Toccando temi come l’amore e la perdita, la solitudine e la famiglia, e l’inesorabile passare del tempo, il docu-film evoca il West americano – sia il leggendario che il duro – in cui si intrecciano filmati d’archivio ed il racconto in prima persona della rockstar con la canzone per narrare la storia.

Questa la tracklist di “Western Stars – Songs From The Film (Columbia Records/Sony Music): Hitch Hikin’”, “The Wayfarer”, “Tucson Train”, “Western Stars”, “Sleepy Joe’s Café”, “Drive Fast (The Stuntman)”, “Chasin’ Wild Horses”, “Sundown”, “Somewhere North of Nashville”, “Stones”, “There Goes My Miracle”, “Hello Sunshine”, “Moonlight Motel”, “Rhinestone Cowboy”. Tutti i brani sono stati scritti da Bruce Springsteen, eccetto “Rhinestone Cowboy”.

La colonna sonora è stata prodotta da Springsteen insieme a Ron Aniello ed è stata mixata e masterizzata rispettivamente da Bob Clearmountain e Bob Ludwing, lo stesso duo leggendario dietro al successo di “Springsteen on Broadway”.

Il film “Western Stars” è scritto ed interpretato da Bruce Springsteen, con Special Guest Patti Scialfa. Thom Zimny, Jon Landau, Barbara Carr e George Travis hanno prodotto il film, con la produzione esecutiva di Springsteen. Direzione della fotografia di Joe DeSalvo, e montaggio di Zimny.

Springsteen e Zimny hanno collaborato a diversi progetti nel corso degli anni, tra cui il documentario “The Promise: The Making of Darkness on the Edge of Town”, e la versione filmata trasmessa su Netflix del vincitore del Tony Award “Springsteen on Broadway”, che Zimny ​​ha diretto.

Western Stars di Bruce Springsteen su Infinity

Western Stars di Bruce Springsteen su Infinity

Per tutti i fan di Bruce Springsteen, Western Stars, il film che segna il debutto alla regia del leggendario cantautore, già disponibile su Infinity in 4K, arriverà anche su Infinity Premiere dal 29 maggio al 4 giugno.

Western Stars è la versione cinematografica dell’ultimo album di successo internazionale di Bruce Springsteen e offre ai fan di tutto il mondo l’opportunità unica di vedere “The Boss” esibirsi in tutte e tredici le canzoni dell’album, accompagnato da una band e da un’intera orchestra, sotto il soffitto a cattedrale del fienile della sua centenaria proprietà.

Uscito a cinque anni di distanza dal suo precedente progetto in studio, l’album “Western Stars” segna un punto di partenza per Bruce Springsteen, pur attingendo sempre dalle sue radici. Toccando temi come l’amore e la perdita, la solitudine e la famiglia, e l’inesorabile passare del tempo, il docu-film evoca il West americano – sia il leggendario che il duro – in cui si intrecciano filmati d’archivio e il racconto in prima persona della rockstar.

West Side Story: trailer ufficiale dell’atteso film di Steven Spielberg

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Finalmente arriva il trailer ufficiale di West Side Story, l’adattamento cinematografico del musical diretto dal vincitore dell’Academy Award Steven Spielberg, arriverà il 16 dicembre nelle sale italiane, distribuito da The Walt Disney Company Italia.

Diretto dal vincitore dell’Academy Award Steven Spielberg, da una sceneggiatura del vincitore del Premio Pulitzer e del Tony Award Tony Kushner, West Side Story racconta la classica storia delle feroci rivalità e dei giovani amori nella New York del 1957. La rivisitazione dell’amato musical è interpretata da Ansel Elgort (Tony), Rachel Zegler (María), Ariana DeBose (Anita), David Alvarez (Bernardo), Mike Faist (Riff), Josh Andrés Rivera (Chino), Ana Isabelle (Rosalía), Corey Stoll (Tenente Schrank), Brian d’Arcy James (Agente Krupke) e Rita Moreno (nel ruolo di Valentina, proprietaria del negozio in cui lavora Tony). Moreno, una degli unici tre artisti ad aver vinto i premi Oscar, Emmy®, GRAMMY®, Tony e Peabody, è anche una dei produttori esecutivi del film.

La squadra creativa del film, che unisce il meglio di Broadway e Hollywood, include Tony Kushner, che è anche il produttore esecutivo; il vincitore del Tony Award Justin Peck, che ha ideato le coreografie del film; il celebre direttore d’orchestra della Los Angeles Philharmonic e vincitore del GRAMMY Award Gustavo Dudamel, che ha curato le registrazioni dell’iconica colonna sonora; il compositore e direttore d’orchestra candidato all’Academy Award David Newman (Anastasia), che ha composto la colonna sonora; la compositrice vincitrice del Tony Award Jeanine Tesori (Fun Home, Thoroughly Modern Millie), che ha supervisionato il cast per le parti cantate; e il music supervisor candidato al Grammy Matt Sullivan (La Bella e la Bestia, Chicago), produttore esecutivo delle musiche del film. Il film è prodotto da Spielberg, dalla produttrice candidata all’Academy Award® Kristie Macosko Krieger e dal produttore vincitore del Tony Award® Kevin McCollum. West Side Story è l’adattamento cinematografico dello spettacolo di Broadway originale del 1957, con libretto di Arthur Laurents, musiche di Leonard Bernstein, testi di Stephen Sondheim, e ideato, diretto e coreografato da Jerome Robbins.

West Side Story: teaser trailer italiano del nuovo film di Steven Spielberg

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The Walt Disney Company ha rilasciato il primo trailer del nuovo adattamento cinematografico del musical West Side Story, diretto dal regista vincitore dell’Academy Award Steven Spielberg, che arriverà prossimamente nelle sale Italiane.

Diretto dal vincitore dell’Academy Award Steven Spielberg, da una sceneggiatura del vincitore del Premio Pulitzer e del Tony Award Tony Kushner, West Side Story racconta la classica storia delle feroci rivalità e dei giovani amori nella New York del 1957. La rivisitazione dell’amato musical è interpretata da Ansel Elgort (Tony), Rachel Zegler (María), Ariana DeBose (Anita), David Alvarez (Bernardo), Mike Faist (Riff), Josh Andrés Rivera (Chino), Ana Isabelle (Rosalía), Corey Stoll (Tenente Schrank), Brian d’Arcy James (Agente Krupke) e Rita Moreno (nel ruolo di Valentina, proprietaria del negozio in cui lavora Tony). Moreno, una degli unici tre artisti ad aver vinto i premi Oscar, Emmy®, GRAMMY®, Tony e Peabody, è anche una dei produttori esecutivi del film.

La squadra creativa del film, che unisce il meglio di Broadway e Hollywood, include Tony Kushner, che è anche il produttore esecutivo; il vincitore del Tony Award Justin Peck, che ha ideato le coreografie del film; il celebre direttore d’orchestra della Los Angeles Philharmonic e vincitore del GRAMMY Award Gustavo Dudamel, che ha curato le registrazioni dell’iconica colonna sonora; il compositore e direttore d’orchestra candidato all’Academy Award David Newman (Anastasia), che ha composto la colonna sonora; la compositrice vincitrice del Tony Award Jeanine Tesori (Fun Home, Thoroughly Modern Millie), che ha supervisionato il cast per le parti cantate; e il music supervisor candidato al Grammy Matt Sullivan (La Bella e la Bestia, Chicago), produttore esecutivo delle musiche del film. Il film è prodotto da Spielberg, dalla produttrice candidata all’Academy Award® Kristie Macosko Krieger e dal produttore vincitore del Tony Award® Kevin McCollum. West Side Story è l’adattamento cinematografico dello spettacolo di Broadway originale del 1957, con libretto di Arthur Laurents, musiche di Leonard Bernstein, testi di Stephen Sondheim, e ideato, diretto e coreografato da Jerome Robbins.

Il film 20th Century Studios West Side Story arriverà prossimamente nelle sale italiane, distribuito da The Walt Disney Company Italia.

West Side Story: Steven Spielberg ha concluso le riprese

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West Side Story: Steven Spielberg ha concluso le riprese

Il regista Steven Spielberg ha concluso le riprese principali di West Side Story, il suo primo musical e remake dell’omonimo film di successo che conquistò l’Academy. Ecco di seguito l’annuncio ufficiale di Amblin non ci informa che la lavorazione principale del film si è conclusa.

https://twitter.com/amblin/status/1179425846345551873?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1179425846345551873%7Ctwgr%5E363937393b70726f64756374696f6e&ref_url=https%3A%2F%2Fscreenrant.com%2Fsteven-spielberg-west-side-story-wraps-filming%2F

Dopo aver svolto un lunghissimo processo di audizioni, che hanno coinvolto 30mila persone in tutto il mondo, Steven Spielberg ha trovato i suoi protagonisti per West Side Story. Dopo l’annuncio che la star di Baby Driver sarebbe stato il suo Tony, arriva adesso, in esclusiva per Deadline, la conferma che il regista ha trovato anche gli interpreti di Maria, Anita, Bernardo e Chino.

Spielberg ha scelto la diciassettenne esordiente Rachel Zegler, studentessa della New Jersey High School, per interpretare la protagonista, Maria. Con lei ci saranno Ariana DeBose, veterana di Broadway, nei panni di Anita, e David Alvarez in quelli di Bernardo. Josh Andrés Rivera, attore di teatro, sarà Chino.

Spielberg e il suo team si sono impegnati a trovare i migliori attori disponibili, cercando di rimanere fedeli alle etnie dei personaggi della storia originale. Nel dicembre 2018, Spielberg e Tony Kushner, che sta adattando West Side Story, si sono incontrati con professori e studenti presso l’Università di Porto Rico (Universidad de Puerto Rico – Río Piedras) per saperne di più sulle arti dello spettacolo sull’isola.

I nuovi membri del cast si uniscono a Rita Moreno, che ha vinto un Oscar per la sua interpretazione di Anita nel film del 1961, e che adesso interpreterà Valentina, una versione ripensata ed espansa del personaggio di Doc, il proprietario del negozio d’angolo in cui Tony lavora.

Nel cast, come già detto, anche Ansel Eglort, nei panni di Tony.

West Side Story: scelto il protagonista per il remake di Spielberg

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Dopo il grande successo di Baby Driver, Ansel Eglort ha messo a segno un altro colpo importantissimo per la sua carriera: sarà lui a interpretare il protagonista del remake di West Side Story, diretto da Steven Spielberg. L’adattamento del regista proporrà una lettura alternativa del classico musical del 1957, già portato al cinema nel 1961 da Robert Wise, nel film che ha conquistato 10 premi Oscar, tra cui Miglior Film.

The Hollywood Reporter riferisce che Elgort sarà Tony, il co-fondatore e ex membro della gang dei Jets, basati sul West Side, vicino a Lincoln Square. Nel musical ambientato negli anni ’50, ispirato a Romeo e Giulietta, Tony si innamora di Maria, la sorella più giovane di Bernardo, il leader della gang portoricana nota come gli Sharks e rivali dei Jets del West Side. Nel 1961, Richard Beymer conquistò il Golden Globe per il ruolo di Tony, e Ansel è stato nominato nella stessa categoria lo scorso anno, per Baby Driver.

La performance nel film di Edgar Wright gli ha regalato grandi soddisfazioni, ma l’attore era già famoso tra i pubblico dei più giovani, che lo ha seguito nelle sue performance in Colpa delle Stelle e nella saga meno fortunata di Divergent.

I casting, annunciati qualche mese fa, stanno cominciando quindi a portare i loro frutti, mentre Spielberg è adesso pronto per scegliere la sua Maria che, stando alle prime indiscrezioni, dovrebbe essere un’attrice portoricana, in segno di fedeltà all’originale.

Fonte: THR 

West Side Story: Rita Moreno, Steven Spielberg e Tony Kushner raccontano il film

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Il prossimo 23 dicembre, arriva in sala West Side Story, la versione del classico musical del 1961 firmata da Steven Spielberg, che, per la prima volta nella sua lunga e premiata carriera, si cimenta con questo genere. A parlare del film, insieme al regista, sono intervenuti Tony Kushner, premiato drammaturgo e sceneggiatore per Spielberg già in Lincoln e Munich, e Rita Moreno, EGOT che nel 1961 interpretò Anita per Robert Wise.

Il primo pensiero, parlando di questo remake, va ovviamente a Stephen Sondheim, compositore e paroliere delle canzoni originali di West Side Story (’61), scomparso alla fine di novembre 2021, prima dell’uscita del film al quale aveva lavorato.

Il debito verso Stephen Sondheim

Sondheim aveva composto quelle canzoni a 24 anni e Steven Spielberg racconta che “era coinvolto nel film. Steve è stata prima persona che ho incontrato quando ho cercato di ottenere i diritti per realizzare la nostra versione di West Side Story. È stata la prima persona che ho incontrato e con cui mi sono seduto, l’ho incontrato a casa sua a New York City, di persona con i suoi cani. Ci eravamo già incontrati prima per Sweeney Todd, e poi ci siamo incrociati alla Casa Bianca, quando abbiamo ricevuto la medaglia presidenziale della Libertà, noi e Barbra Streisand. Eravamo una specie di coppia insieme, e ogni volta che lo incontravo, volevo parlargli di questo disperato desiderio che avevo di fare la mia versione di West Side Story, ma non riuscivo a cavarmi le parole di bocca. Abbiamo parlato di tutto tranne quello. Poi alla fine, ci sono riuscito. Steve era molto coinvolto nel film, ha commentato molto la sceneggiatura di Tony. E aveva delle idee, e Tony ha intavolato un dialogo con lui durante il processo di riscrittura. Ma non solo, Steve è stato coinvolto a più livelli, abbiamo pre-registrato tutto con gli interpreti alla sua presenza. E Steve è stato lì per tre settimane, cinque giorni alla settimana, ogni giorno seduto proprio accanto a me nello studio di registrazione.”

Non dev’essere stato semplice, anche per il sommo Spielberg, lavorare così a stretto contatto con il padre di quei testi e di quelle musiche, ma è anche vero che non è stato semplice per Sondheim assistere alla riscrittura di una storia che conosceva così bene, riscrittura soprattutto linguistica, dal momento che molti passaggi del film sono esclusivamente in spagnolo, senza i sottotitoli, in maniera del tutto intenzionale.

Lo vediamo nella scena in cui Bernardo cerca di convincere Maria a frequentare Chino, rivolgendosi a lei in spagnolo, e Anita interviene chiedendogli di parlare inglese, visto che sono in America.

Una questione linguistica importante

La scelta linguistica di Tony Kushner è stata consapevole e voleva veicolare il senso di appartenenza ma anche lo sforzo di rendersi parte di una Paese che, nonostante tutto, rappresenta una possibilità di vita migliore. “Proprio perché Anita corregge tutti, chiedendo loro di parlare in inglese, abbiamo pensato che i sottotitoli non fossero necessari, perché quello spagnolo non si doveva capire. Nella nostra idea, per accentuare la diversità di origine e etnia, lo spagnolo doveva coesistere con l’inglese in parti uguali. Si tratta di uno degli argomenti che abbiamo affrontato per primi, all’inizio del lavoro alla sceneggiatura.” E il risultato è eccellente, soprattutto data la bravura degli interpreti e soprattutto di Ariana DeBose.

Per Spielberg è stato come tornare sul set di E.T.

Sembra inoltre che per Steven Spielberg, lavorare a West Side Story sia stato un momento così intimo e gioioso che non viveva un’esperienza simile su un set dai tempi di E.T. L’Extraterrestre. “È stato il più delizioso – ha affermato il regista – come una situazione di famiglia che non avevo da quando ho girato E.T. Su quel set mi sentivo un padre per tutti quei bambini. E certamente, all’epoca non ero ancora padre nella vita reale, ma E.T. mi ha fatto venire voglia di essere un papà, così è nato il mio primo figlio, tre anni dopo aver diretto E.T. E questa è stata la seconda volta che ho avuto quel tipo di sensazione, di essere parte di una famiglia molto diversificata. E non ero al centro della famiglia, ero semplicemente una parte della famiglia.” Una famiglia che contava non solo tanti giovani di talento, ma anche una regina tra tutti, Rita Moreno, che torna in West Side Story ma non più nel ruolo di Anita, che le valse l’Oscar nel 1962, ma in quello di Valentina, un delicatissimo personaggio scritto apposta per lei da Kushner.

Le leggendaria Rita Moreno interpreta Valentina in West Side Story

“Mi piace molto il termine ‘passare il testimone’ – ha cominciato Moreno – è un ottimo modo per mettere la questione. Non è stato facile. Voglio dire, non dirò che non ero invidiosa, sarebbe solo una dannata bugia. Anche perché ho avuto una parte meravigliosa scritta per me, mi piaccio molto in questo film. E non dici cose del genere facilmente. Amo ogni scena in cui sono, amo quello che sto facendo, ma è stato difficile. È stato assolutamente inquietante, soprattutto fare la scena con Anita. E immagino che per lei fosse strano, ma vi posso garantire che è stato più strano per me. Ho continuato a guardarla, e ho avuto una grande difficoltà ad entrare nella scena. Perché quello che stavo davvero facendo in un certo senso era salvare Anita… salvare la vita di Anita da questi ragazzi che stavano per forse stuprarla. E il mio personaggio ha dovuto porre fine a tutto. Beh, è stato davvero molto molto strano fare questa scena, in particolare.”

Nonostante sia un remake moderno, che quindi porta con sé il beneficio di un linguaggio cinematografico contemporaneo, il West Side Story di Steven Spielberg è ambientato comunque negli anni ’60. Secondo Tony Kushner, la scelta è stata dettata ancora una volta dal linguaggio.

Una musica senza tempo

“La musica è senza tempo, non avevamo vincoli da quel punto di vista. Ogni volta che senti quei brani, è come se stessero accadendo ora, quindi non c’è niente di strano o antiquato. E Sondheim che era il più grande paroliere della storia, e uno dei più grandi compositori che abbiano mai lavorato, in qualsiasi lingua, era un maestro senza tempo nel senso che le sue intuizioni sul modo in cui le persone pensano e sentono sono sempre attuali. Tuttavia, essendo un grande drammaturgo e sceneggiatore, quello che dicono i suoi personaggi sembrano proprio parole uscite dalle bocche di ragazzini di quegli anni, è un linguaggio molto specifico. E la lingua delle canzoni è sicuramente la lingua che avresti sentito all’epoca, tranne per lo spagnolo che lì era assente. Sarebbe sembrato strano giustapporre quelle canzoni al 2021. Inoltre, quando abbiamo iniziato a parlare di fare questo film, era desiderio di Steven fare in modo che si sentisse forte l’epoca, si sentisse lo sporco, e così abbiamo deciso.”

Il risultato è strepitoso e il mondo potrà goderne a partire dal 23 dicembre, giorno in cui arriverà in sala West Side Story.

West Side Story, al cinema dal 23 dicembre

West Side Story, l’adattamento cinematografico del musical diretto dal vincitore dell’Academy Award® Steven Spielberg, arriverà il 23 dicembre nelle sale italiane, distribuito da The Walt Disney Company Italia.

Diretto dal vincitore dell’Academy Award® Steven Spielberg, da una sceneggiatura del vincitore del Premio Pulitzer e del Tony Award® Tony Kushner, West Side Story racconta la classica storia delle feroci rivalità e dei giovani amori nella New York del 1957. La rivisitazione dell’amato musical è interpretata da Ansel Elgort (Tony), Rachel Zegler (María), Ariana DeBose (Anita), David Alvarez (Bernardo), Mike Faist (Riff), Josh Andrés Rivera (Chino), Ana Isabelle (Rosalía), Corey Stoll (Tenente Schrank), Brian d’Arcy James (Agente Krupke) e Rita Moreno (nel ruolo di Valentina, proprietaria del negozio in cui lavora Tony). Moreno, una degli unici tre artisti ad aver vinto i premi Oscar®, Emmy®, GRAMMY®, Tony® e Peabody, è anche una dei produttori esecutivi del film.

La squadra creativa del film, che unisce il meglio di Broadway e Hollywood, include Tony Kushner, che è anche il produttore esecutivo; il vincitore del Tony Award® Justin Peck, che ha ideato le coreografie del film; il celebre direttore d’orchestra della Los Angeles Philharmonic e vincitore del GRAMMY Award® Gustavo Dudamel, che ha curato le registrazioni dell’iconica colonna sonora; il compositore e direttore d’orchestra candidato all’Academy Award® David Newman (Anastasia), che ha composto la colonna sonora; la compositrice vincitrice del Tony Award® Jeanine Tesori (Fun Home, Thoroughly Modern Millie), che ha supervisionato il cast per le parti cantate; e il music supervisor candidato al Grammy® Matt Sullivan (La Bella e la Bestia, Chicago), produttore esecutivo delle musiche del film. Il film è prodotto da Spielberg, dalla produttrice candidata all’Academy Award® Kristie Macosko Krieger e dal produttore vincitore del Tony Award® Kevin McCollum. West Side Story è l’adattamento cinematografico dello spettacolo di Broadway originale del 1957, con libretto di Arthur Laurents, musiche di Leonard Bernstein, testi di Stephen Sondheim, e ideato, diretto e coreografato da Jerome Robbins.

West Side Story: le prime immagini ufficiali del film di Spielberg

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Sono state diffuse le prime immagini ufficiali di West Side Story, il remake diretto da Steven Spielberg del famoso musical premio Oscar.

Dopo aver svolto un lunghissimo processo di audizioni, che hanno coinvolto 30mila persone in tutto il mondo, Steven Spielberg ha trovato i suoi protagonisti per West Side Story. Dopo l’annuncio che la star di Baby Driver sarebbe stato il suo Tony, arriva adesso, in esclusiva per Deadline, la conferma che il regista ha trovato anche gli interpreti di Maria, Anita, Bernardo e Chino.

Spielberg ha scelto la diciassettenne esordiente Rachel Zegler, studentessa della New Jersey High School, per interpretare la protagonista, Maria. Con lei ci saranno Ariana DeBose, veterana di Broadway, nei panni di Anita, e David Alvarez in quelli di Bernardo. Josh Andrés Rivera, attore di teatro, sarà Chino.

Spielberg e il suo team si sono impegnati a trovare i migliori attori disponibili, cercando di rimanere fedeli alle etnie dei personaggi della storia originale. Nel dicembre 2018, Spielberg e Tony Kushner, che sta adattando West Side Story, si sono incontrati con professori e studenti presso l’Università di Porto Rico (Universidad de Puerto Rico – Río Piedras) per saperne di più sulle arti dello spettacolo sull’isola.

I nuovi membri del cast si uniscono a Rita Moreno, che ha vinto un Oscar per la sua interpretazione di Anita nel film del 1961, e che adesso interpreterà Valentina, una versione ripensata ed espansa del personaggio di Doc, il proprietario del negozio d’angolo in cui Tony lavora. Nel cast, come già detto, anche Ansel Eglort, nei panni di Tony.

West Side Story: la spiegazione del finale del film di Steven Spielberg

Nel film West Side Story (leggi qui la recensione) di Steven Spielberg – così come nell’originale del 1961 – ci sono molte tensioni e scontri, a volte apparentemente senza motivo. Il pubblico potrebbe dunque chiedendosi come mai un film così colorato, che racconta l’affascinante storia d’amore tra Tony (Ansel Elgort) e Maria (Rachel Zegler), possa avere un finale così cupo e devastante, con la morte di tre personaggi principali. Tuttavia, questo netto contrasto è fondamentale per il messaggio della storia.

La storia, ispirata a Romeo e Giulietta, è infatti sempre stata qualcosa di più di una semplice storia d’amore, utilizzando il racconto di Shakespeare per evidenziare le tensioni razziali nella New York degli anni ‘50. Anche l’adattamento del 1961 di West Side Story lo dimostrava, ma la versione del musical di Broadway di Spielberg offre una prospettiva aggiornata che prende un po’ più sul serio il messaggio dello spettacolo teatrale. Il film infatti bilancia bene la bellezza della storia d’amore con la trama più sinistra che si cela dietro i numeri musicali stravaganti.

Sebbene il pubblico apprezzerà senza dubbio il film, il suo finale deprimente potrebbe sembrare un colpo di scena per molti spettatori. Anche se è abbastanza facile capire cosa è successo, l’atto finale del film procede rapidamente e può essere facile perdere di vista il motivo per cui Riff, Bernardo e Tony finiscono tutti morti. Tenendo questo a mente, ecco alcune risposte alle domande più importanti e al loro significato per West Side Story.

Cosa stavano realmente litigando gli Sharks e i Jets

Sebbene la risposta a questa domanda sia data all’inizio del film (prima ancora che vengano presentati i personaggi Tony e Maria), le bande rivali passano così tanto tempo a litigare per piccole cose che il vero conflitto viene dimenticato. Gli Sharks e i Jets cercano qualsiasi motivo per combattere tra loro, incitati dal leader dei Jets Riff (Mike Faist), che non vede l’ora che ci sia una resa dei conti tra i due gruppi. Egli usa la protezione di Bernardo (David Alvarez) nei confronti della sorellina Maria da Tony come scusa per organizzare una “rissa”. Tuttavia, alla base del conflitto tra i due gruppi c’è una guerra territoriale istigata dal razzismo.

I Jets sono bianchi e sono nati e cresciuti negli Stati Uniti, mentre gli Sharks sono immigrati di prima generazione provenienti da Porto Rico. Come stabilito nelle prime scene del film, i Jets si sentono minacciati dalla comunità portoricana che si è trasferita nel quartiere in cui sono cresciuti.  Riff e la sua banda cercano di mantenere il controllo sul quartiere, nonostante il tenente Schrank (Corey Stoll) affermi che i suoi abitanti sono destinati allo sfratto per consentire la ricostruzione dell’area. La sfiducia tra i due gruppi non si basa su alcun conflitto reale, se non il fatto che i Jets non vogliono condividere quello che considerano il loro territorio con gli immigrati.

Mike Faist in West Side Story. © 2021 20th Century Studios

Perché Riff si è rifiutato di fermare la rissa

Sebbene la frattura tra i Jets e gli Sharks sia dovuta a idee sbagliate che ciascun gruppo ha dell’altro, Riff gioca un ruolo chiave nel continuare a incitare la lotta tra i gruppi in West Side Story. Anche quando Tony, interpretato da Elgort, che era nascosto nel trailer originale del film, chiede ripetutamente a Riff di interrompere la rissa, Riff rifiuta con la stessa determinazione. Arriva persino a portare una pistola alla rissa, mentre gli Sharks non hanno dato alcuna indicazione di volerlo fare. Perché Riff è così determinato a combattere?

Sebbene Russ Tamblyn abbia offerto una performance divertente nei panni di Riff nel film originale West Side Story, l’interpretazione del personaggio da parte di Faist è più sfumata in confronto. Nel film del 2021, Riff sembra privo di scopo al di fuori del suo attaccamento ai Jets. La sua intera identità è racchiusa nell’essere un Jet e sembra disposto ad andare nella tomba in nome della banda. Non crede di poter essere nulla al di fuori del suo quartiere e dell’appartenenza ai Jets.

Riff sembra volere la rissa quasi come un desiderio di morte, arrivando a dire a Tony che è “nato per morire giovane”. Mentre Riff finge di cercare lo scontro come leader dei Jets nel remake di West Side Story di Spielberg, acclamato dalla critica, il suo rifiuto di porre fine alla rissa deriva dal suo senso di disperazione, anche se questo comporta danni sia agli altri che a se stesso. Sfortunatamente, questa tendenza distruttiva porta effettivamente danni a se stesso e agli altri, causando alla fine la morte sia di Bernardo che di Tony, oltre alla sua.

Perché gli Sharks hanno finalmente accettato Anybodys nella banda

In tutto il West Side Story di Spielberg, un personaggio di nome Anybodys (Ezra Menas) cerca disperatamente di dimostrare il proprio valore ai Jets e di essere accettato nella banda. Nella produzione teatrale originale e nell’adattamento cinematografico del 1961, Anybodys è un maschiaccio che cerca di entrare nella banda nonostante il proprio sesso, mentre nella versione aggiornata il personaggio è transgender e i Jets rifiutano di accettare l’identità di genere che ha scelto. Il cambiamento del personaggio riflette la maggiore rappresentanza della comunità LGBTQ a Hollywood.

In entrambe le versioni, vari membri dei Jets continuano a respingere Anybodys, anche se la furtività del personaggio si rivela preziosa per i loro scopi. Verso la fine di West Side Story, i Jets cercano di proteggere Tony dalla polizia mentre lui aspetta che Maria lo raggiunga nella farmacia di Valentina. Anybodys arriva presto con l’informazione che Chino (Josh Andrés Rivera) ha ottenuto una pistola e potrebbe essere alla ricerca di Tony. Prima di tornare fuori per tenere d’occhio la situazione, i Jets indicano che accettano Anybodys per quello che è e che ora fa parte del gruppo.

Cosa ha portato al cambiamento di opinione dei Jets? Probabilmente ha a che fare con la perdita di Riff e con il timore dei Jets per ciò che potrebbe accadere alla loro banda. Non sapendo come potrebbero reagire gli Sharks, o se qualcuno di loro potrebbe essere arrestato, inizia a sembrare sciocco escludere gli alleati dalla banda in base all’identità di genere. Anybodys ha dato prova di sé più volte nel corso di West Side Story. Nonostante gli altri Jets abbiano fallito nell’accettare gli altri sulla base di fattori esterni, hanno imparato abbastanza da accettare Anybodys per la sua lealtà alla banda piuttosto che per il suo genere.

West Side Story

Cosa intendeva Maria quando disse che ora provava odio

I Jets fanno del loro meglio per proteggere Tony sia dagli Sharks che dalla polizia, ma i loro tentativi sono vani una volta che Valentina (Rita Moreno) ha riferito la bugia di Anita (Ariana DeBose) secondo cui Chino ha sparato a Maria. In preda all’angoscia, Tony viene ucciso da Chino proprio mentre si rende conto che Maria è ancora viva, il momento più tragico di West Side Story. Dopo che Tony muore tra le sue braccia, Maria prende furiosamente la pistola da Chino e la punta alternativamente sia sui Jets che sugli Sharks, dicendo che potrebbe uccidere chiunque di loro perché ora “prova odio”. Cosa intendeva Maria con questa affermazione?

Maria inizia il film come una giovane adulta molto innocente, appena arrivata in America, proprio come nell’originale West Side Story. Non è mai stata veramente innamorata prima, anche se suo fratello cerca di farla mettere insieme a Chino. Chino sembra simpatico, ma Maria viene rapidamente travolta da una storia d’amore travolgente con Tony, nonostante gli avvertimenti di Bernardo di non frequentare un ragazzo che non sia portoricano. Quando la storia d’amore finisce bruscamente con la morte di Tony, Maria è inconsolabile. Aveva appena imparato cosa significasse essere innamorata e poi le era stato portato via altrettanto rapidamente.

Sebbene il tempo trascorso da Maria con Tony sia limitato, i suoi sentimenti erano più forti di qualsiasi cosa avesse provato prima. Quando Tony morì, non è tanto che il suo amore per Tony svanì, quanto piuttosto che l’amore fu sostituito dall’odio per coloro che glielo avevano portato via. Poiché il suo amore per Tony era così forte, l’odio che lo sostituì era altrettanto forte, tanto da spingerla all’omicidio. È degno di nota il fatto che Maria punti la pistola sia contro gli Sharks che contro i Jets, dimostrando che non incolpa nessuno in particolare per la morte di Tony, ma piuttosto il ridicolo pregiudizio che entrambi i gruppi nutrivano.

West Side Story cast
Ansel Elgort as Tony and Rachel Zegler as Maria in 20th Century Studios’ WEST SIDE STORY.

 

Perché Valentina ha costretto Chino a costituirsi

Sebbene la morte di Tony sia stata causata da qualcosa di più grande di una singola persona, è stato Chino a premere il grilletto. Dopo che gli Sharks e i Jets si sono uniti per portare via il corpo di Tony, Valentina si avvicina a Chino mentre arrivano le auto della polizia e lo convince a consegnarsi. Dopo tutta la violenza che si è verificata, ci si potrebbe chiedere perché Chino sia l’unico personaggio del remake del musical ad essere arrestato. Considerando che Chino è presentato nel film come un giovane onesto che in precedenza non era mai stato coinvolto nelle faide tra bande, sembra ancora più ingiusto.

Sfortunatamente per Chino, molti degli altri Jets e Sharks non avevano commesso alcun crimine. Almeno, la polizia non aveva prove da presentare contro gli altri. Molti di quelli che avevano effettivamente ucciso qualcuno erano già morti: Bernardo aveva ucciso Riff, Tony aveva ucciso Bernardo e Chino aveva ucciso Tony. Chino era l’unica persona rimasta in vita da punire per un crimine. Anche se può sembrare strano che Valentina abbia costretto Chino a costituirsi dopo aver aiutato Tony a nascondersi dalla polizia, lo ha fatto perché si era resa conto che la polizia avrebbe continuato a cercare fino a quando non fosse riuscita ad arrestare qualcuno per le morti.

Il vero significato del finale di West Side Story

West Side Story (uno dei tanti film basati sulle opere di Shakespeare) è incredibilmente triste, ma tutto ciò che accade, compresa la morte di Tony, serve a dimostrare il vero significato del finale del film. La storia mostra che il pregiudizio razziale è insensato e porta a una violenza ingiustificata che ferisce tutti. L’incapacità di ciascuna banda di guardare oltre la lealtà verso i propri simili non ha permesso di risolvere nessuno dei loro problemi, ma ha causato problemi ancora più grandi per tutti loro.

La storia d’amore tra Tony e Maria dimostra che il vero amore non presta attenzione a piccoli dettagli come il colore della pelle o la provenienza di una persona. Tony e Maria volevano iniziare una vita insieme, ma sono rimasti intrappolati nei pregiudizi dei loro amici e delle loro famiglie. Questo film affronta dunque il razzismo a un livello più emotivo rispetto ad altre opere recenti sul tema. West Side Story si concentra infatti sulle conseguenze dell’odio che deriva dal razzismo, lasciando il pubblico senza parole di fronte al netto contrasto tra la bellezza della musica e della danza e la gravità del finale del film.

West Side Story: la prima foto ufficiale del film di Steven Spielberg

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È stata diffusa la prima immagine ufficiale di West Side Story, il nuovo film di Steven Spielberg remake del famoso musical premio Oscar. Ecco di seguito i protagonisti e le due gang che nel film si scontrano, sullo sfondo della storia d’amore tra Tony (Ansel Eglort) e Maria (Rachel Zegler).

Dopo aver svolto un lunghissimo processo di audizioni, che hanno coinvolto 30mila persone in tutto il mondo, Steven Spielberg ha trovato i suoi protagonisti per West Side Story. Dopo l’annuncio che la star di Baby Driver sarebbe stato il suo Tony, arriva adesso, in esclusiva per Deadline, la conferma che il regista ha trovato anche gli interpreti di Maria, Anita, Bernardo e Chino.

Spielberg ha scelto la diciassettenne esordiente Rachel Zegler, studentessa della New Jersey High School, per interpretare la protagonista, Maria. Con lei ci saranno Ariana DeBose, veterana di Broadway, nei panni di Anita, e David Alvarez in quelli di Bernardo. Josh Andrés Rivera, attore di teatro, sarà Chino.

Spielberg e il suo team si sono impegnati a trovare i migliori attori disponibili, cercando di rimanere fedeli alle etnie dei personaggi della storia originale. Nel dicembre 2018, Spielberg e Tony Kushner, che sta adattando West Side Story, si sono incontrati con professori e studenti presso l’Università di Porto Rico (Universidad de Puerto Rico – Río Piedras) per saperne di più sulle arti dello spettacolo sull’isola.

I nuovi membri del cast si uniscono a Rita Moreno, che ha vinto un Oscar per la sua interpretazione di Anita nel film del 1961, e che adesso interpreterà Valentina, una versione ripensata ed espansa del personaggio di Doc, il proprietario del negozio d’angolo in cui Tony lavora.

Nel cast, come già detto, anche Ansel Eglort, nei panni di Tony.

West Side Story: il trailer del musical di Steven Spielberg

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West Side Story: il trailer del musical di Steven Spielberg

Durante la 93° notte degli Academy Awards è stato presentato il primo trailer di West Side Story, il remake del classico musical ad opera di Steven Spielberg e che dovremmo vedere nei cinema nella prossima stagione.

Tutto quello che c’è da sapere su West Side Story

West Side Story è basato sull’omonimo musical con libretto di Arthur Laurents, parole di Stephen Sondheim e musiche di Leonard Bernstein, già portato sul grande schermo nel 1961 da  Jerome Robbins e Robert Wise. L’adattamento di Steven Spielberg avrà come protagonisti Ansel Elgort e Rachel Zegler, affiancati da Ariana DeBose, David Alvarez, Mike Faist, Corey StolleBrian d’Arcy James.

Rita Moreno, che nell’originale del 1961 interpretava Anita (ruolo grazie al quale vince l’Oscar come migliore attrice non protagonista), apparirà nel film di Spielberg in un ruolo di supporto. West Side Story verrà distribuito nelle sale americane il 10 dicembre 2021.

West Side Story: il giovane cast racconta il remake di Steven Spielberg

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Ansel Elgort (Tony), Rachel Zegler (María), Ariana DeBose (Anita), David Alvarez (Bernardo), Mike Faist (Riff), Josh Andrés Rivera (Chino), Corey Stoll (Tenente Schrank) e Brian d’Arcy James (Agente Krupke) sono i protagonisti del remake di West Side Story ad opera di Steven Spielberg, che, coraggiosamente, si cimenta nel genere musical e va a scomodare una pietra miliare di Hollywood, il capolavoro di Robert Wise del 1961.

L’intenzione di Spielberg si evince immediatamente dalla scelta di questi nomi: sono giovani, quasi tutti sconosciuti (a parte Elgort e gli adulti Stoll e d’Arcy James) e di etnie varie, il che evidenzia la sua intenzione di mettere in scena un conflitto etnico e generazionale, tra bande, ma anche tra culture.

Rachel Zegler è Maria

Durante l’incontro con il cast, Rachel Zegler, l’erede di Natalie Wood nel ruolo di Maria, ha ricordato Stephen Sondheim, autore delle canzoni e delle musiche originali, che ha affiancato Kushner alla sceneggiatura ed ha presenziato alle sedute di registrazione con il cast insieme a Spielberg, in sala di registrazione.

“Penso di poter parlare per tutti qui oggi quando dico che molti di noi non sarebbero qui senza le parole di Steve Sondheim. Siamo stati così fortunati non solo a poter cantare i suoi testi, ma anche a parlargliene. È stato davvero stimolante come artista guardare qualcuno che aveva creato quest’opera d’arte e dopo 64 anni ancora ne parlava come qualcosa che potesse essere cambiato e perfezionato.”

Uno dei ruoli più temuti del film è senza dubbio quello di Anita, non solo perché è valso l’Oscar alla sua interprete originale, Rita Moreno, ma soprattutto perché Moreno è nel cast del film, nel ruolo di Valentina, e accettare di essere la nuova Anita era anche mettersi in gioco sotto gli occhi di Rita Moreno, un EGOT!

Ariana DeBose è Anita

A Ariana DeBose è toccato l’onere e l’onore, e possiamo dire con certezza che la Anita del 2021 non ha nulla da invidiare a quella del 1961. “Mi sento come se la risposta a questa domanda cambi ogni volta che me la pongono – ha esordito DeBose di fronte alla domanda sul senso di responsabilità che il ruolo richiedeva – Quando mi è stato chiesto per la prima volta di fare un’audizione, ho dovuto essere spinta nella stanza. Di per sé non pensavo che questo fosse mai un lavoro che sarei riuscita ad ottenere. Perché Anita non assomiglia a nessuno di noi, Anita è Rita Moreno. E io ero proprio stupita che Steven e Tony fossero aperti a prendere in considerazione questa cosa. Ero come se non volessimo toccare quel determinato tasto, in virtù del fatto che sono una donna di colore, come se si volesse parlare di ciò che io potevo portare al personaggio per questo motivo.Ma pensavo che non fossi la scelta giusta. Dopo aver ottenuto la parte ho pensato che fosse bellissimo, mi sentivo preparata, sapevo di potercela fare. Pensavo che sarebbe andato tutto bene. Poi ho incontrato Rita Moreno, e ho subito pensato ‘ma cosa diavolo pensavo?’ È una pessima idea! Insomma mi sono dovuta calmare parecchio perché se provavo a cercare di raggiungere quel successo, quella performance, sarei andata incontro al disastro. Invece ho dovuto capire che dovevo fare cosa era meglio per questa versione di Anita.”

Ansel Elgort è Tony

A interpretare Tony, il lanciatissimo (e altissimo) Ansel Elgort, che forse del gruppo è quello più noto e anche la sorpresa più grande, visto che tutto quello che aveva fatto vedere del suo talento, fino a questo momento, escludeva canto e danza, e invece in West Side Story si rivela una sorpresa scena dopo scena. Quello che però ha determinato la bontà della sua performance, a suo dire, è stata la mole di prove e la condivisione di tempo e spazi con Mike Faist, che interpreta Riff, il leader dei Jets.

“Io e Mike siamo stati come Riff e Tony, abbiamo passato molto tempo insieme e abbiamo costruito quella specie di amicizia, abbiamo immaginato insieme cosa potesse essere essere dei bambini che giocano a fare i Jets, prima che le cose diventino troppo violente. Abbiamo cercato di costruire quell’amicizia frequentandoci tanto. Devo dare molto credito per la mia performance alle persone con cui sono stato tanto fortunato da lavorare. Persone straordinarie, anche perché quando sono arrivato alle prove, non ero proprio un ballerino molto forte, anzi, ero sicuramente il più debole, eppure tutti questi ballerini incredibili che sono tutt’intorno a me non hanno fatto altro che supportarmi. Harrison Cole, il coach, mi ha aiutato tantissimo con i miei passi. E Justin Peck e Patty e Craig Solstein, è stata una squadra di persone che hanno cercato di rendermi migliore. Ma in realtà l’intero processo, fare tutto, cantare, ballare, recitare, è stato come stare in un’incubatrice. E Steven voleva che tutti noi fossimo al nostro meglio. Devo dare davvero il merito del mio risultato al fatto che faccio parte di un tale incredibile insieme in cui tutti si migliorano a vicenda… e mi hanno reso il meglio che potevo essere.”

David Alvarez è Bernardo

Nessuna storia funziona senza un cattivo, ma nel caso di Bernardo si tratta più che altro di un antagonista. David Alvarez ha costruito un personaggio carismatico e affascinante, forse un po’ cocciuto ma niente affatto semplice. E per lui è stato “spaventoso… perché non sapevo se lo stavo facendo bene per metà del tempo. Mi sentivo bene in questo ambiente protetto in cui tutti mi mostravano cosa potevo fare, volevano solo che mi fidassi di me stesso per avere fiducia e cercare dentro di me cosa pensavo davvero di poter portare a questo personaggio. E questo è davvero raro, in un progetto così grande, poi. In questo modo però mi hanno anche spaventato perché è come se avessi avuto la responsabilità creativa di qualcosa. Ma allo stesso tempo, questo è ciò che ti rende un artista migliore, quindi mi sento che questa esperienza ci ha aiutati a diventare tutti artisti migliori, grazie a questo processo.”

Mike Faist è Riff

Il leader dei Jets, Riff, ha il volto di Mike Faist che conoscerà chi ha visto Panic, serie Amazon Prime, disponibile sulla piattaforma. A dispetto del ruolo taciturno dello show Prime Video, in questo caso Riff parla tanto, ma canta e balla anche alla perfezione, doti su cui ha dovuto costruire un personaggio che in qualche modo nasce dalle macerie del West Side.

“Mi sono dovuto appoggiare al luogo da dove lui proviene. Da dove viene la paura fortissima che prova? Questi ragazzi non hanno una famiglia, cercano di ottenere un posto nella città che si trasforma intorno a loro, ma non hanno nessun modello, solo questo atteggiamento tossico di una tribù, una relazione familiare che hanno costruito tra loro e che si esplica in questo modo malsano. Ed è l’unica cosa che hanno. E così quando Tony torna dalla prigione e sta davvero cercando di cambiare e di essere diverso, il mio personaggio non la prende bene. Riff è incapace di riconoscere il cambiamento in Tony, così come non vede il cambiamento nella città, la sua è riluttanza a lasciar andare le cose, è questa la sua paura e se ci penso bene nasce dal suo amore per le cose, per la città com’era, per Tony, come lo conosceva.”

Josh Andrés Rivera è Chino

Esordire al cinema in un film di Spielberg non è per tutto, ma è ciò che può vantare nel suo curriculum Josh Andrés Rivera, scelto dal regista per interpretare Chino, una gioia ma anche una responsabilità: “Questo film rappresenta un sacco di cose, e per me è il mio primo film, ed è diretto da Steven Spielberg! Mi ha dato persino la possibilità di portare avanti la rappresentazione dell’eredità portoricana, di cui faccio parte. Inoltre mi è piaciuto aggiungere sfumature a un personaggio che già si conosce, perché Chino è quello gentile e studioso, ma poi passa al lato oscuro! Ringrazio Tony Kushner che mi ha dato questa possibilità, ma penso anche che sia stata una grande fortuna avere la possibilità di fare un film come questo, è stato incredibile.”

Corey Stoll è l’Agente Schrank

Dei volti che vedremo in West Side Story, quello di Corey Stoll nei panni dell’Agente Schrank è sicuramente uno dei pochi noti al grande pubblico. Personaggio “non cantante né ballante”, Schrank è una specie di testimone delle vicende, che non può fare molto per arginare la lotta tra bande, ma che contribuisce alla conversazione sul dialogo e la lingua tra le bande.

“Il mio personaggio è fondamentalmente razzista, ma cerca comunque di fare quello che è giusto. Lui è l’esempio di come coloro che sono al potere si aggrappano esso… e, sai, io rappresento l’autorità, cerco di mantenere quella linea. E, sai, avevo di gran lunga il minor numero di giorni sul set rispetto a chiunque altro, qui. Alcuni di loro lavoravano da mesi prima che arrivassi io sul set, e questo amplifica la mia sensazione di essere il più vicino a quello che proverà il pubblico a vedere il film. E tutti i giorni c’erano questi ragazzi giovanissimi ma già super professionali, c’era quest’energia e poi c’era Steven Spielberg che ha 70 anni ed è la definizione di esperienza, ed entrambi con così tanto entusiasmo. Era come se questa fosse la cosa più eccitante che avessero mai fatto. E ogni giorno sul set era così. Um, quindi è stato solo un piacere per me che ero un estraneo, ma mi sono sentito davvero fortunato a poter assistere a questo spettacolo.”

Brian d’Arcy James è il Sergente Krupke

E non si può certo dire che l’esperienza di Brian d’Arcy James sia stata tanto differente, visto che anche il suo personaggio non ha grande parte nell’azione e nelle scene di ballo, nel film. Mi sono sentito allo stesso modo… Lo spirito di questo film è basato proprio sul fatto che tutti erano così innamorati del progetto. Così innamorati l’uno dell’altro che penso che tutti noi lo abbiamo apprezzato, cioè almeno noi testimoni della produzione lo abbiamo apprezzato, visto che per noi non c’era molto da fare!”

West Side Story, al cinema dal 23 dicembre

West Side Story, l’adattamento cinematografico del musical diretto dal vincitore dell’Academy Award® Steven Spielberg, arriverà il 23 dicembre nelle sale italiane, distribuito da The Walt Disney Company Italia.

Diretto dal vincitore dell’Academy Award® Steven Spielberg, da una sceneggiatura del vincitore del Premio Pulitzer e del Tony Award® Tony Kushner, West Side Story racconta la classica storia delle feroci rivalità e dei giovani amori nella New York del 1957. La rivisitazione dell’amato musical è interpretata da Ansel Elgort (Tony), Rachel Zegler (María), Ariana DeBose (Anita), David Alvarez (Bernardo), Mike Faist (Riff), Josh Andrés Rivera (Chino), Ana Isabelle (Rosalía), Corey Stoll (Tenente Schrank), Brian d’Arcy James (Agente Krupke) e Rita Moreno (nel ruolo di Valentina, proprietaria del negozio in cui lavora Tony). Moreno, una degli unici tre artisti ad aver vinto i premi Oscar®, Emmy®, GRAMMY®, Tony® e Peabody, è anche una dei produttori esecutivi del film.

La squadra creativa del film, che unisce il meglio di Broadway e Hollywood, include Tony Kushner, che è anche il produttore esecutivo; il vincitore del Tony Award® Justin Peck, che ha ideato le coreografie del film; il celebre direttore d’orchestra della Los Angeles Philharmonic e vincitore del GRAMMY Award® Gustavo Dudamel, che ha curato le registrazioni dell’iconica colonna sonora; il compositore e direttore d’orchestra candidato all’Academy Award® David Newman (Anastasia), che ha composto la colonna sonora; la compositrice vincitrice del Tony Award® Jeanine Tesori (Fun Home, Thoroughly Modern Millie), che ha supervisionato il cast per le parti cantate; e il music supervisor candidato al Grammy® Matt Sullivan (La Bella e la Bestia, Chicago), produttore esecutivo delle musiche del film. Il film è prodotto da Spielberg, dalla produttrice candidata all’Academy Award® Kristie Macosko Krieger e dal produttore vincitore del Tony Award® Kevin McCollum. West Side Story è l’adattamento cinematografico dello spettacolo di Broadway originale del 1957, con libretto di Arthur Laurents, musiche di Leonard Bernstein, testi di Stephen Sondheim, e ideato, diretto e coreografato da Jerome Robbins.

West Side Story: ecco Maria, Anita, Bernardo e Chino

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West Side Story: ecco Maria, Anita, Bernardo e Chino

Dopo aver svolto un lunghissimo processo di audizioni, che hanno coinvolto 30mila persone in tutto il mondo, Steven Spielberg ha trovato i suoi protagonisti per West Side Story. Dopo l’annuncio che la star di Baby Driver sarebbe stato il suo Tony, arriva adesso, in esclusiva per Deadline, la conferma che il regista ha trovato anche gli interpreti di Maria, Anita, Bernardo e Chino.

Spielberg ha scelto la diciassettenne esordiente Rachel Zegler, studentessa della New Jersey High School, per interpretare la protagonista, Maria. Con lei ci saranno Ariana DeBose, veterana di Broadway, nei panni di Anita, e David Alvarez in quelli di Bernardo. Josh Andrés Rivera, attore di teatro, sarà Chino.

Spielberg e il suo team si sono impegnati a trovare i migliori attori disponibili, cercando di rimanere fedeli alle etnie dei personaggi della storia originale. Nel dicembre 2018, Spielberg e Tony Kushner, che sta adattando West Side Story, si sono incontrati con professori e studenti presso l’Università di Porto Rico (Universidad de Puerto Rico – Río Piedras) per saperne di più sulle arti dello spettacolo sull’isola.

I nuovi membri del cast si uniscono a Rita Moreno, che ha vinto un Oscar per la sua interpretazione di Anita nel film del 1961, e che adesso interpreterà Valentina, una versione ripensata ed espansa del personaggio di Doc, il proprietario del negozio d’angolo in cui Tony lavora.

Nel cast, come già detto, anche Ansel Eglort, nei panni di Tony.

West Side Story: Ariana DeBose ha avuto un attacco di panico quando ha incontrato Rita Moreno

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L’incredibile West Side Story di Steven Spielberg vede trai protagonisti anche Rita Moreno, l’attrice che nel classico del ’61 interpretava Anita e che detiene il record di essere stata la prima attrice latina a vincere un Oscar, proprio per quel ruolo.

Naturalmente, Moreno non interpreta Anita anche in questa versione, bensì Valentina, un personaggio scritto appositamente per lei. Di contro però l’attrice che è stata scelta per interpretare Anita, la bravissima Ariana DeBose, era chiaramente agitata all’idea di dover recitare davanti all'”originale” Anita, e infatti ha raccontato che l’esperienza per lei è stata decisamente emozionante.

In una nuova intervista con THR, DeBose ha spiegato che il primo incontro che ha avuto con Rita Moreno è stato piuttosto emozionante. Mentre Moreno cercava sul set la giovane attrice che avrebbe assunto il suo ruolo da Oscar, DeBose rivela che in realtà lei si stava nascondendo sotto alcune gradinate con un attacco di panico.

“Stavo avendo un attacco di panico a tutti gli effetti. Mi sono nascosta sotto le gradinate per circa 20 minuti finché non sono riuscito a rimettermi in sesto. […] Ero come, (mimando le lacrime) ‘Questo è tutto così tanto!'”

West Side Story, la recensione del film di Steven Spielberg

West Side Story, l’adattamento cinematografico del musical diretto dal vincitore dell’Academy Award® Steven Spielberg, arriverà il 23 dicembre nelle sale italiane, distribuito da The Walt Disney Company Italia.

Diretto dal vincitore dell’Academy Award® Steven Spielberg, da una sceneggiatura del vincitore del Premio Pulitzer e del Tony Award® Tony Kushner, West Side Story racconta la classica storia delle feroci rivalità e dei giovani amori nella New York del 1957. La rivisitazione dell’amato musical è interpretata da Ansel Elgort (Tony), Rachel Zegler (María), Ariana DeBose (Anita), David Alvarez (Bernardo), Mike Faist (Riff), Josh Andrés Rivera (Chino), Ana Isabelle (Rosalía), Corey Stoll (Tenente Schrank), Brian d’Arcy James (Agente Krupke) e Rita Moreno (nel ruolo di Valentina, proprietaria del negozio in cui lavora Tony). Moreno, una degli unici tre artisti ad aver vinto i premi Oscar®, Emmy®, GRAMMY®, Tony® e Peabody, è anche una dei produttori esecutivi del film.

La squadra creativa del film, che unisce il meglio di Broadway e Hollywood, include Tony Kushner, che è anche il produttore esecutivo; il vincitore del Tony Award® Justin Peck, che ha ideato le coreografie del film; il celebre direttore d’orchestra della Los Angeles Philharmonic e vincitore del GRAMMY Award® Gustavo Dudamel, che ha curato le registrazioni dell’iconica colonna sonora; il compositore e direttore d’orchestra candidato all’Academy Award® David Newman (Anastasia), che ha composto la colonna sonora; la compositrice vincitrice del Tony Award® Jeanine Tesori (Fun Home, Thoroughly Modern Millie), che ha supervisionato il cast per le parti cantate; e il music supervisor candidato al Grammy® Matt Sullivan (La Bella e la Bestia, Chicago), produttore esecutivo delle musiche del film. Il film è prodotto da Spielberg, dalla produttrice candidata all’Academy Award® Kristie Macosko Krieger e dal produttore vincitore del Tony Award® Kevin McCollum. West Side Story è l’adattamento cinematografico dello spettacolo di Broadway originale del 1957, con libretto di Arthur Laurents, musiche di Leonard Bernstein, testi di Stephen Sondheim, e ideato, diretto e coreografato da Jerome Robbins.

West Side Story, un nuovo contenuto video dedicato al film di Steven Spielberg

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West Side Story, l’adattamento cinematografico del musical diretto dal vincitore dell’Academy Award® Steven Spielberg, arriverà il 23 dicembre nelle sale italiane, distribuito da The Walt Disney Company Italia.

Diretto dal vincitore dell’Academy Award® Steven Spielberg, da una sceneggiatura del vincitore del Premio Pulitzer e del Tony Award® Tony Kushner, West Side Story racconta la classica storia delle feroci rivalità e dei giovani amori nella New York del 1957. La rivisitazione dell’amato musical è interpretata da Ansel Elgort (Tony), Rachel Zegler (María), Ariana DeBose (Anita), David Alvarez (Bernardo), Mike Faist (Riff), Josh Andrés Rivera (Chino), Ana Isabelle (Rosalía), Corey Stoll (Tenente Schrank), Brian d’Arcy James (Agente Krupke) e Rita Moreno (nel ruolo di Valentina, proprietaria del negozio in cui lavora Tony). Moreno, una degli unici tre artisti ad aver vinto i premi Oscar®, Emmy®, GRAMMY®, Tony® e Peabody, è anche una dei produttori esecutivi del film.

La squadra creativa del film, che unisce il meglio di Broadway e Hollywood, include Tony Kushner, che è anche il produttore esecutivo; il vincitore del Tony Award® Justin Peck, che ha ideato le coreografie del film; il celebre direttore d’orchestra della Los Angeles Philharmonic e vincitore del GRAMMY Award® Gustavo Dudamel, che ha curato le registrazioni dell’iconica colonna sonora; il compositore e direttore d’orchestra candidato all’Academy Award® David Newman (Anastasia), che ha composto la colonna sonora; la compositrice vincitrice del Tony Award® Jeanine Tesori (Fun Home, Thoroughly Modern Millie), che ha supervisionato il cast per le parti cantate; e il music supervisor candidato al Grammy® Matt Sullivan (La Bella e la Bestia, Chicago), produttore esecutivo delle musiche del film. Il film è prodotto da Spielberg, dalla produttrice candidata all’Academy Award® Kristie Macosko Krieger e dal produttore vincitore del Tony Award® Kevin McCollum. West Side Story è l’adattamento cinematografico dello spettacolo di Broadway originale del 1957, con libretto di Arthur Laurents, musiche di Leonard Bernstein, testi di Stephen Sondheim, e ideato, diretto e coreografato da Jerome Robbins.

West Side Story, la recensione del film di Steven Spielberg

West Side Story, la recensione del film di Steven Spielberg

Comincia tra le macerie di vecchi palazzi in procinto di essere abbattuti, la nuova versione di West Side Story diretta da Steven Spielberg. Ripercorrendo la filmografia dell’autore la mente torna al realismo dei set di Salvate il soldato Ryan, opera a nostro avviso spartiacque nella carriera di Spielberg molto più di quanto lo era stato Schindler’s List cinque anni prima.

West Side Story, la trama

Una coincidenza? Difficile crederlo, perché anche in questo caso la trasposizione cinematografica del leggendario musical di Stephen Sondheim è, a modo suo modo, un film di guerra. Le battaglie sono stavolta combattute da “soldati” che si battono per la propria identità sociale e culturale, anche se probabilmente sanno già che vi saranno soltanto sconfitti: sul “territorio” che Jets e Sharks si contendono tra risse da strada e balli entusiasmanti sta per essere infatti edificato il complesso del Lincoln Center, il quale trasformerà l’Upper West Side nel quartiere agiato dei nuovi benestanti di New York.

Ed ecco allora che il musical, seppur ambientato nel passato, diventa specchio metaforico del nostro presente: Spielberg ci ricorda che a battersi per difendere la propria identità razziale, culturale o sociale sono le classi meno agiate, mentre chi detiene potere economico (e quindi politico) non ha alcun problema a radere tutto al suolo in nome del progresso. E ovviamente dei dollari…

West Side Story è un remake contemporaneo

Bastano dunque i primissimi minuti del lungometraggio per comprendere chiaramente quanto West Side Story sia lontano anni luce dall’essere un’operazione nostalgica, mentre si dimostra fin da subito un film contemporaneo se non addirittura necessario. Non resta allora che procedere nel tessere le lodi della messa in scena organizzata da Spielberg e dal suo cast tecnico: una volta stabilito che questo è un film di “fantasmi”, un film sull’eco dell’illusione di un’integrazione che non è diventata realtà – e in questo senso l’arco narrativo del personaggio di Anita è emblematico al punto da farsi politico nel senso più ampio del termine – Spielberg realizza la propria visione di conseguenza, attraverso una coerenza estetica degna dei suoi capolavori.

La fotografia del fido Janusz Kaminski abbraccia scenografie, costumi e personaggi avvolgendoli in un’aura cinematografica che fonde con pienezza la dimensione onirica della visione con il sostrato realistico delle ambientazioni. In questo modo West Side Story si sviluppa su un equilibrio estetico che da solo arriva a emozionare lo spettatore, immergerlo in uno spettacolo di densità emotiva a tratti sorprendente, soprattutto nella prima metà del lungometraggio.

West Side Story cast
Ansel Elgort as Tony and Rachel Zegler as Maria in 20th Century Studios’ WEST SIDE STORY.

A questo si aggiungono ovviamente i fenomenali momenti musicali creati da Stephen Sondheim, a cui Spielberg rende omaggio attraverso un uso perfetto di montaggio e sonoro: le note classiche che tutti conosciamo diventano così ancora una volta moderne, tangibili, a noi vicine anche più di quanto credessimo.

Gli ottimi protagonisti di West Side Story

Altro grande pregio del musical sono gli attori, tutti sconosciuti al pubblico fatta eccezione per Ansel Elgort. Spielberg non cade nel tranello in cui spesso sono inciampati molti prodotti di questo genere, soprattutto in tempi recenti, e tratta i giovani talenti prima di tutto come attori, non risparmiando primissimi piani che permettono loro di sviluppare la dimensione emotiva dei rispettivi personaggi. In questo modo quando partono i numeri musicali siamo già affezionati ai ruoli, capiamo la loro situazione interiore, e questo rende ancora più entusiasmanti performance coreografiche e canore di fattura artistica cristallina.

Merito primario di Sondheim ovviamente, ma la mano di Spielberg è tangibile e preziosa, ed eleva lo spettacolo a livelli che trascendono il genere stesso. Se Elgort e l’esordiente Rachel Zegler convincono in pieno nelle vesti dei due protagonisti la scena viene comunque spesso dominata dai comprimari Ariana DeBose, David Alvarez e Mike Faist, i quali si dimostrano esplosivi, carichi di un’energia che esplode straripante nei momenti più conosciuti del musical.

Con West Side Story Steven Spielberg ha aggiunto un altro tassello prezioso alla sua incredibile capacità di storyteller: il suo film possiede una vena malinconica soffusa ma tangibile, scandita da una messa in scena capace di renderla preziosa senza lasciare che sovraccarichi l’operazione stessa. Un po’ alla maniera del miglior Clint Eastwood, quello de Gli spietati, Mystic River o I ponti di Madison County. E ciò dimostra che, quando sei un cineasta incommensurabile come Steven Spielberg, anche l’età può diventare strumento per ottenere grandi risultati.

West Side Story finalmente in home video

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West Side Story finalmente in home video

Sono in arrivo tante novità per gli appassionati dell’Home Entertainment. West Side Story, l’adattamento del celebre classico diretto da Steven Spielberg candidato a 7 premi Oscar, e finalmente disponibili in Home Video. Oltre alle versioni Blu-Ray e DVD, West Side Story arriva anche in formato UHD e UHD Steelbook.

Le versioni Blu-Ray e UHD includono anche tanti contenuti extra inediti che trasporteranno gli spettatori direttamente dietro le quinte dei film, per scoprire retroscena, curiosità e Fun Facts con il commento del cast e dei filmmaker.

Diretto dal vincitore dell’Academy Award Steven Spielberg, da una sceneggiatura del vincitore del Premio Pulitzer e del Tony Award Tony Kushner, West Side Story racconta la classica storia delle feroci rivalità e dei giovani amori nella New York del 1957. La rivisitazione dell’amato musical è interpretata da Ansel Elgort (Tony), Rachel Zegler (María), Ariana DeBose (Anita), David Alvarez (Bernardo), Mike Faist (Riff), Josh Andrés Rivera (Chino), Ana Isabelle (Rosalía), Corey Stoll (Tenente Schrank), Brian d’Arcy James (Agente Krupke) e Rita Moreno (nel ruolo di Valentina, proprietaria del negozio in cui lavora Tony). Moreno, una degli unici tre artisti ad aver vinto i premi Oscar, Emmy, GRAMMY, Tony e Peabody, è anche una dei produttori esecutivi del film.

La squadra creativa del film, che unisce il meglio di Broadway e Hollywood, include Tony Kushner, che è anche il produttore esecutivo; il vincitore del Tony Award Justin Peck, che ha ideato le coreografie del film; il celebre direttore d’orchestra della Los Angeles Philharmonic e vincitore del GRAMMY Award Gustavo Dudamel, che ha curato le registrazioni dell’iconica colonna sonora; il compositore e direttore d’orchestra candidato all’Academy Award David Newman (Anastasia), che ha composto la colonna sonora; la compositrice vincitrice del Tony Award Jeanine Tesori (Fun Home, Thoroughly Modern Millie), che ha supervisionato il cast per le parti cantate; e il music supervisor candidato al Grammy Matt Sullivan (La Bella e la Bestia, Chicago), produttore esecutivo delle musiche del film. Il film è prodotto da Spielberg, dalla produttrice candidata all’Academy Award Kristie Macosko Krieger e dal produttore vincitore del Tony Award Kevin McCollum. West Side Story è l’adattamento cinematografico dello spettacolo di Broadway originale del 1957, con libretto di Arthur Laurents, musiche di Leonard Bernstein, testi di Stephen Sondheim, e ideato, diretto e coreografato da Jerome Robbins.

West Side Story home videoWest Side Story, i contenuti speciali

 

  • Le storie di West Side Story:
    • Introduzione – Il regista Steven Spielberg intraprende un viaggio che lo porterà a realizzare uno degli obiettivi della sua carriera: dirigere un adattamento cinematografico di un musical iconico. Un’avventura che si rivelerà ricca di sfide.
    • Prologue – Introduzione alla scena di apertura del film e la sua ambientazione, dagli iconici schiocchi di dita alle coreografie più complesse. La visione di Spielberg prende forma.
    • Gli Sharks e i Jets – Incontro con gli interpreti dei due gruppi rivali. Approfondimento su La Borinqueña, inno nazionale del Porto Rico aggiunto alla nuova versione della storia, e sul significato profondo del brano Jet Song.
    • The Dance At The Gym – Analisi del brano The Dance At The Gym con la coreografia di Justin Peck, uno dei momenti chiave del film che conduce al primo incontro tra Tony e Maria.
    • Storia d’Amore – Approfondimento sulla nascente storia d’amore tra Tony e Maria attraverso le canzoni Maria e Tonight. Rachel Zegler (Maria) e Ansel Elgort (Tony) commentano l’esperienza durante i provini e ciò che ha permesso loro di prendere parte a un film così importante per le proprie carriere.
    • America – Durante una terribile ondata di caldo, cast e filmmaker affrontano le riprese tra le strade di New York per uno dei numeri di danza più importanti del film: il brano America, con Ariana DeBose nei panni di Anita.
    • Gee, Officer Krupke – Spielberg e i Jets danno vita alla propria versione di Gee, Officer Krupke attraverso nuove scenografie, coreografie e registri vocali, mentre esplorano il significato dei testi di Stephen Sondheim. Iris Menas (Anybodys) riflette sull’importanza del proprio ruolo.
    • Cool – Durante la prima settimana di riprese, Spielberg e il cast si immergono nell’impegnativo ed elaborato set del numero musicale Cool.
    • Da Quintet a The Rumble – Spielberg e il suo team alle prese con le scene collegate dei brani The Quintet e The Rumble. La sequenza della lotta tra le due gang rivali, tradizionalmente coreografata con grande stile, assume ora maggiore autenticità e veracità.
    • I Feel Pretty – Lo sceneggiatore Tony Kushner dà una luce completamente nuova al brano I Feel Pretty. Nell’adattamento di Spielberg, la celebre canzone di Stephen Sondheim assume un nuovo significato, legato all’ambientazione nei grandi magazzini Gimbels.
    • Somewhere – La leggenda di Hollywood Rita Moreno, acclamata per il ruolo di Anita nella versione del 1961, torna nei panni di Valentina, vedova proprietaria del negozio in cui lavora Tony, oltre che come produttore esecutivo del film. L’attrice è riuscita a trasmettere la sua straordinaria esperienza durante le riprese e canta il brano Somewhere.
    • Finale – In una toccante testimonianza sul talento del cast e dei filmmaker di West Side Story, Spielberg ripercorre quella che è stata “una delle migliori esperienze cinematografiche” della sua carriera.
    • Tributo – Una dedica allo stimato autore Stephen Sondheim. In una delle sue ultime testimonianze, l’artista riflette sulla sua carriera e l’esperienza di West Side Story.
  • Le canzoni di West Side Story
    L’elenco dei numeri musicali di West Side Story da vedere e rivedere:

    • Prologue
    • La Borinqueña
    • Jet Song
    • Something’s Coming
    • The Dance At The Gym
    • Maria
    • Balcony Scene (Tonight)
    • America
    • Gee, Officer Krupke
    • One Hand, One Heart
    • Cool
    • Tonight (Quintet)
    • The Rumble
    • I Feel Pretty
    • Somewhere
    • A Boy Like That/I Have A Love

*I contenuti extra potrebbero variare in base al formato

SPECIFICHE TECNICHE

Formati: Blu-Ray, DVD, 4K UHD, UHD Steelbook
Durata: 156 minuti circa
Rating: 6+
Aspect Ratio: 2.39:1
Audio: UHD: Inglese Dolby Atmos 7.1.4; Italiano, Tedesco, Francese Dolby Digital Plus 7.1; Inglese audio descrittivo Dolby 2.0.
Blu-Ray: Italiano e Tedesco Dolby Digital Plus 7.1; Inglese DTS-HD MA 7.1;
DVD: Italiano, Inglese e Tedesco Dolby Digital 5.1;
Sottotitoli: UHD: Italiano, Tedesco, Inglese per non udenti, Danese, Finlandese, Norvegese, Svedese, Francese.
Blu-Ray: Italiano, Inglese per non udenti e Tedesco.
DVD: Italiano, Inglese per non udenti e Tedesco.