Tatiana Maslany è
vicinissima a stringere un accordo con Disney per il ruolo da
protagonista nella serie di prossima realizzazione
She-Hulk. La serie si incentrerà su Jennifer Walters
(Maslany), cugina di Bruce Banner, che eredità i suoi poteri di
Hulk dopo aver ricevuto una trasfusione di sangue proprio dallo
scienziato. A differenza di Bruce, quando si trasforma, Jennifer è
in grado di conservare la sua personalità, la sua intelligenza e il
suo controllo emotivo.
Tatiana Maslany è
molto conosciuta per il suo ruolo nella seri drammatica BBC America
Orphan Black, che è andata in onda dal 2013 al 2017 per 5 stagioni.
Maslany è stata nominata per 3 Emmy e un Golden GLobe durante lo
show, vincendo l’Emmy come migliore attrice in una serie drammatica
nel 2016.
La Warner Bros ha confermato che la
produzione di The
Batman sta riprendendo. La notizia arriva a due
settimane dal secondo blocco delle riprese, dopo che
Robert Pattinson, il protagonista
interprete del Cavaliere Oscuro, era
risultato positivo al COVID-19. Non ci sono conferme in merito
al ritorno sul set dell’attore.
“A seguito di una interruzione
precauzionale per COVID-19, le riprese sono ora riprese per The
Batman, nel Regno Unito.” Si legge così nel comunicato
ufficiale WB.
“The
Batman esplorerà un caso di detective“, scrivono
le fonti. “Quando alcune persone iniziano a morire in modi
strani, Batman dovrà scendere nelle profondità di Gotham per
trovare indizi e risolvere il mistero di una cospirazione connessa
alla storia e ai criminali di Gotham City. Nel film, tutta la
Batman Rogues Gallery sarà disponibile e attiva, molto simile a
quella originale fumetti e dei film animati. Il film presenterà più
villain, poiché sono tutti sospettati“.
Con l’arrivo dell’autunno, Infinity
si arricchisce con tante novità e titoli da non perdere:
daSuperman: Red Son a
Shaft, ma anche Civiltà
Perduta e Se Son
Rose con Leonardo
Pieraccioni. E per le serie tv, in arrivo la
prima stagione di All Rise e la seconda stagione di Splitting Up
Together.
CINEMA
Spin-off del film Suicide Squad, Birds of Prey (e la fantasmagorica rinascita di
Harley Quinn), già disponibile su Infinity in 4K,
arriverà su Infinity Premiere dal 2 all’8 ottobre. Il cinecomic è
incentrato sul personaggio di Harley Quinn ed interpretato, ancora
una volta, da Margot Robbie. Quando il malvagio narcisista di
Gotham Roman Sionis e il suo zelante braccio destro Zsasz prendono
di mira la piccola Cass, la città viene messa sotto sopra per
trovarla. Le strade di Harley, Huntress, Black Canary e Renee
Montoya si incrociano, e l’improbabile quartetto non ha altra
scelta che allearsi per sconfiggere Roman.
Il Diritto di
Opporsi, basato su fatti realmente accaduti, sarà
disponibile su Infinity Premiere dal 9 al 15 ottobre. Già
disponibile in 4k e interpretato da Michael B. Jordan e dai premi Oscar®
Jamie
Foxx e Brie
Larson, il film segue il giovane avvocato Bryan Stevenson e la
sua storica battaglia per la giustizia: dopo essersi laureato ad
Harvard, Bryan avrebbe potuto scegliere fin da subito di svolgere
dei lavori redditizi ma, al contrario, si dirige in Alabama con
l’intento di difendere persone condannate ingiustamente, con il
sostegno dell’avvocatessa locale Eva Ansley.
Il film d’animazione
Superman: Red Son è in arrivo su Infinity
Premiere dal 16 al 22 ottobre. Basato sul fumetto scritto da Mark
Millar, il film racconta cosa sarebbe successo se la navicella del
piccolo Kal-El fosse atterrata in Unione Sovietica anziché negli
Stati Uniti.
Tratto dall’acclamato romanzo di
Nicholas Searle, L’Inganno Perfetto, che
vede insieme per la prima volta sul grande schermo l’attrice premio
Oscar Helen Mirren e il candidato a due premi Oscar
Ian McKellen, sarà disponibile su Infinity
Premiere dal 23 al 29 ottobre. Il genio della truffa Roy Courtnay
non riesce a credere alla propria fortuna quando incontra online la
benestante vedova Betty McLeish. Mentre Betty gli apre le porte di
casa e della sua vita, Roy rimane sorpreso scoprendosi affezionato
alla donna: quella che avrebbe dovuto essere una truffa veloce e
rapida si trasforma in un percorso da funambolo, il più infido
della sua vita.
Dal 30 ottobre al 5 novembre
arriverà su Infinity Premiere il film con protagonista
Samuel L. Jackson, Shaft.
Quando il suo migliore amico muore in circostanze sospette,
l’agente dell’FBI J.J. Shaft chiede aiuto al padre che lo aveva
abbandonato 25 anni prima: lo sfrontato detective John Shaft.
Nel film Quando
un Padre, in arrivo su Infinity dall’8 ottobre,
Gerard Butler interpreta Dane Jensen, un
selezionatore di personale che lavora tutti i giorni fino a tardi
per assicurare alla moglie e ai tre figli il tenore di vita che
desiderano. In realtà, moglie e figli desidererebbero soprattutto
averlo di più accanto a loro e la situazione si fa drammatica
quando Ryan, il maggiore, si ammala di leucemia: a questo punto
Dane dovrà scegliere a chi e a cosa dare la priorità.
Terzo capitolo di Annabelle, la serie di film con protagonista
la famigerata bambola malefica dell’universo di The
Conjuring, Annabelle
3 arriverà su Infinity dal 10 ottobre.
Determinati a impedire ad Annabelle di continuare a seminare il
caos, i demonologi Ed e Lorraine Warren portano la bambola
posseduta nella stanza dei manufatti chiusa a chiave della loro
casa, mettendola “al sicuro” dietro un vetro consacrato e ottenendo
la santa benedizione di un sacerdote. Ma li attende una spietata
notte di orrore, quando Annabelle risveglia gli spiriti maligni
nella stanza, pronti a mettere gli occhi su un nuovo bersaglio:
Judy, la figlia di dieci anni dei Warren, e le sue amiche. Inoltre,
dal 22 ottobre sarà disponibile su Infinity
Annabelle 2: Creation, anche in 4K. Nel prequel
del successo del 2014 Annabelle, un fabbricante di bambole
e sua moglie, diversi anni dopo la tragica morte della loro
bambina, accolgono in casa una suora e alcune ragazze provenienti
da un orfanotrofio che è stato chiuso: presto diventano l’obiettivo
della bambola posseduta Annabelle.
Blinded by the Light –
Travolto dalla musica arriverà su Infinity dal 14
ottobre. Ispirato a una storia vera, il film è ambientato nel 1987
e segue le vicende di Javed, adolescente britannico di origine
pakistana che, nel mezzo dei tumulti razziali ed economici
dell’epoca, scrive poesie come mezzo per sfuggire all’intolleranza
della sua città e all’inflessibilità tradizionalista di suo padre.
Ma quando un suo compagno di classe gli fa conoscere la musica di
Bruce Springsteen, Javed scopre nei suoi testi dei parallelismi con
la sua vita da classe operaia. Una storia di coraggio, amore,
speranza, famiglia, ispirata dalla musica e dai testi delle canzoni
senza tempo di Bruce Springsteen.
Con protagonisti
Charlie Hunnam, Robert
Pattinson e Sienna
Miller, Civiltà
Perduta arriverà su Infinity il 23 ottobre. Nella
Gran Bretagna dell’inizio del secolo scorso, il militare Percy
Fawcett ha davanti a sé scarse possibilità di avanzare di grado.
Accetta quindi la proposta della Royal Society di recarsi in
Amazzonia, ai confini tra Brasile e Bolivia, per mappare un
territorio sino a quel momento privo di definizioni cartografiche.
Fawcett lascia la moglie per una missione che dovrebbe durare due
anni ma rimane così affascinato dalla foresta amazzonica da
decidere di tornarvi alla ricerca di una città nascosta di cui è
convinto di aver trovato significative tracce.
Cosa succederebbe se qualcuno
mandasse di nascosto alle ex dal tuo cellulare: “Sono cambiato.
Riproviamoci!”? È quello che accade a Leonardo Giustini nel film
diretto e interpretato da Leonardo Pieraccioni Se Son
Rose, in arrivo su Infinity dal 29 ottobre. Sua figlia
decide di mandare il fatale messaggino e come zombie usciti dalle
tombe dell’amore, alcune delle ex incredibilmente rispondono
all’accorato appello: quella che era nata come l’innocua
provocazione di un’adolescente si trasforma in un emozionante e
divertente viaggio nel passato e nel presente.
Sarà disponibile su Infinity dal 31
ottobre IT – Capitolo Due, sequel del
grande successo di critica e box office del 2017 IT che ha
ridefinito il genere horror, diventando parte del nostro
immaginario collettivo, nonché il film horror dai più alti incassi
di tutti i tempi. Poiché ogni 27 anni il male torna a manifestarsi
nella cittadina di Derry, nel Maine, IT – Capitolo Due
riunisce i personaggi divenuti adulti, e che da tempo hanno
intrapreso strade diverse, a distanza di trent’anni dagli eventi
del primo film.
Dal 31 ottobre è in arrivo su
Infinity anche
Pets – Vita da Animali: con le voci di Alessandro
Cattelan, Laura Chiatti, Francesco Mandelli e Lillo, questo
divertente film d’animazione racconta le vite e le emozioni dei
nostri animali domestici e come vivono le loro giornate quando
rimangono a casa da soli.
SERIE TV
La seconda e ultima stagione
completa di Splitting Up Together
arriverà su Infinity il 4 ottobre, andandosi ad aggiungere alla
prima stagione già disponibile sulla piattaforma. La serie racconta
la storia di una coppia che, dopo il divorzio, preferisce non
vendere la casa e decide di vivere a turno nell’appartamento del
garage. La situazione però non sarà facile da gestire!
Dall’11 ottobre sarà disponibile su
Infinity la quinta stagione di
Superstore, con un episodio a settimana.
La serie, con protagonista America Ferrera nei panni di Amy, racconta
l’esilarante vita degli impiegati di un grande magazzino. Su
Infinity sono disponibili anche la terza e la quarta stagione
complete.
In arrivo su Infinity dal 17
ottobre con un episodio a settimana, la prima stagione di
All Rise, la nuova serie che apre il
sipario sul sistema giudiziario e mostra le caotiche, fiduciose e a
volte assurde vite di giudici e avvocati zelanti mentre lavorano
con ufficiali giudiziari, cancellieri, poliziotti e giurati per
rendere giustizia agli abitanti di Los Angeles.
La settima stagione di
The 100 arriverà su Infinity dal 27
ottobre con un episodio a settimana. In questa ultima stagione, i
protagonisti dovranno affrontare nuovi ostacoli che li spingeranno
oltre i loro limiti, sia fisici che emotivi, mettendo in
discussione le loro concezioni di famiglia, amore e sacrificio, e
dovranno trovare da soli la risposta alla domanda di cosa
significhi vivere veramente, e non solo sopravvivere.
Dal 28 ottobre, con un episodio a
settimana, l’agente dell’FBI Jane Doe, interpretata da Jaimie
Alexander, torna su Infinity nella quinta e ultima stagione di
Blindspot per cercare di portare a
termine un’ultima missione in cui la posta in gioco è altissima. Su
Infinity sono disponibili anche la terza e la quarta stagione
complete della serie.
Warner Bros. Games annuncia
Hogwarts Legacy, un gioco di ruolo (GdR)
d’azione single-player ambientato nel Mondo Magico del 1800. I
giocatori vivranno come mai prima d’ora un’inedita avventura nei
panni degli studenti della Scuola di Magia e Stregoneria di
Hogwarts e potranno intraprendere un viaggio pericoloso alla
scoperta di una verità nascosta del Mondo Magico. Sviluppato da
Avalanche e pubblicato da Warner Bros. Games per l’etichetta
Portkey Games, Hogwarts Legacy sarà
rilasciato nel 2021 per PlayStation®5,
PlayStation®4, PlayStation®4 Pro, console
Xbox Series X, Xbox Series S, Xbox One e PC.
Hogwarts
Legacy è pervaso da una magia coinvolgente che pone i
giocatori al centro dell’avventura per trasformarli nelle streghe o
nei maghi che hanno scelto di essere. Imparando a padroneggiare
potenti incantesimi, affinando le tecniche di combattimento e
scegliendo compagni con cui affrontare nemici letali, i giocatori
svilupperanno le abilità del proprio personaggio; incontreranno
inoltre missioni e ambientazioni che porranno loro scelte difficili
e dovranno stabilire per quale fazione schierarsi.
Ecco il trailer di lancio ufficiale di Hogwarts
Legacy:
Il film Disney e Pixar Soul,
diretto da Pete Docter, aprirà la quindicesima
edizione della Festa del Cinema di Roma che si
svolgerà dal 15 al 25 ottobre 2020 all’Auditorium Parco della
Musica. Lo annuncia il Direttore Artistico Antonio
Monda, d’intesa con Laura Delli Colli,
Presidente della Fondazione Cinema per Roma, e Francesca
Via, Direttore Generale.
Il regista, sceneggiatore, animatore
e produttore statunitense Pete Docter, attuale
Chief Creative Officer di Pixar Animation Studios, vincitore di due
Premi Oscar® per Up e Inside Out, firma con Soul un
nuovo lungometraggio d’animazione che porterà il pubblico a
scoprire le risposte ad alcune delle domande più importanti della
vita: da dove provengono le nostre passioni, i sogni che ci
ispirano e gli interessi che ci animano? Che cosa ci rende davvero
ciò che siamo?
Il protagonista di
Soul è Joe Gardner, un insegnante di musica di
scuola media che ha l’occasione di suonare nel migliore locale jazz
della città. Un piccolo passo falso lo proietterà dalle strade di
New York fino a un luogo fantastico in cui le nuove anime ricevono
personalità, peculiarità e interessi prima di andare sulla Terra.
Determinato a ritornare alla propria vita, Joe si allea con 22,
un’anima ancora in formazione che non capisce il fascino
dell’esperienza umana. Mentre Joe cerca disperatamente di mostrare
a 22 cosa renda la vita così speciale, troverà le risposte alle
questioni più rilevanti della nostra esistenza.
Soul è prodotto da
Dana Murray, nominata all’Academy Award® per il cortometraggio
Lou, e codiretto dal drammaturgo Kemp Powers (“One Night
in Miami”). Il film ospita alcune composizioni jazz firmate dal
celebre pianista Jon Batiste mentre ai vincitori dell’Oscar® Trent
Reznor e Atticus Ross (The Social Network) dei Nine Inch
Nails è affidata la colonna sonora originale.
“Ritengo che la Pixar
rappresenti una delle novità più entusiasmanti e rivoluzionarie
avvenute nel cinema negli ultimi trent’anni – ha detto
Antonio Monda– Sono orgoglioso ed
estremamente felice di poter inaugurare la quindicesima edizione
della Festa del Cinema con un film straordinario che riesce a
parlare a tutti: Soul esalta la dimensione internazionale che
abbiamo dato in questi anni alla Festa. Ancora una volta, la Pixar
riesce a commuovere, divertire, far riflettere e, soprattutto,
a raggiungere la profondità nella leggerezza”.
Diversi segnali indicano che gli
Young Avengers fanno il loro debutto
nell’Universo Cinematografico Marvel in Ant-Man 3… o
comunque, in uno dei prossimi film dell’universo condiviso. Ma
quali sono i membri del team che vorremmo vedere sul grande
schermo?
ComicBookMovie ha avanzato 10 ipotesi:
Hulkling
Captain
Marvel sembra aver preparato il terreno per l’introduzione
di Teddy Altman, alieno per metà Kree e per metà Skrull, cresciuto
come un umano. L’imminente sequel – che secondo i primi rumor sarà
un adattamento di “Secret Invasion” – potrebbe esplorare l’idea che
un Kree e uno Skrull hanno trovato l’amore e hanno trascorso anni a
nascondersi sulla Terra.
Hulkling è
apertamente gay ed è l’interesse amoroso di Wiccan, quindi è
davvero tanto l’apporto che il personaggio potrebbe dare
all’Universo Cinematografico Marvel, in particolare in termini di
diversità. Non siamo proprio certi che l’universo condiviso abbia
bisogno di un altro Hulk, quindi un cambio di nome non sarebbe
l’idea peggiore del mondo. Inoltre, esplorare cosa significa avere
i poteri sia di un Kree che di uno Skrull potrebbe rivelarsi
parecchio interessante…
Ms. Marvel
Ms. Marvel è un Avenger nei
fumetti e non si è mai effettivamente unita ai ranghi degli Young
Avengers. Tuttavia, questa potrebbe essere una mossa logica per
l’introduzione del personaggio nell’universo condiviso, e c’è molto
che la giovane Inumana potrebbe apportare alla squadra in qualità
di membro di una nuova iterazione. Kamala Khan non è propriamente
una scelta naturale per Ant-Man
3, ma se – al pari di Teddy – dovesse alla fine
apparire in Captain
Marvel 2, allora i due personaggi potrebbero diventare
amici e andare alla ricerca dei loro compagni eroi.
Ms. Marvel ha sicuramente bisogno di
restare un eroe a sé stante (a differenza degli altri membri del
team, può reggere il confronto in una serie o in un film in
solitaria), ma gli Young Avengers trarrebbero sicuramente beneficio
dal suo coinvolgimento. Inoltre, Kamala potrebbe rivelarsi
un’ottima scelta come leader del gruppo.
Hawkeye
Kate Bishop sarà introdotta
nella serie dedicata a Occhio di
Falco in arrivo su Disney+, e tutti i segnali indicano che
il personaggio raccoglierà l’eredità di Clint Barton. Non è assurdo
ipotizzare un’apparizione del personaggio in Ant-Man 3
(probabilmente come amica di Cassie Lang o come personaggio che
semplicemente si troverà “al posto giusto nel momento giusto”).
Rendere Kate un membro degli Young Avengers potrebbe essere un buon
inizio per la sua storia nel MCU!
Occhio di Falco è sempre stato al
suo meglio in qualità di membro dei Vendicatori e ci auguriamo che
la stessa sorte possa toccare a Kate Bishop (che dovrebbe essere
interpretata da
Hailee Steinfeld).
America Chavez
Secondo quanto riferito,
America Chavez farà il suo debutto nel MCU in
Doctor Strange in the Multiverse of Madness, e poiché sa
tutto sui viaggi nel tempo e sulle realtà alternative, qualcosa ci
dice che potrebbe tornare molto utile quando Ant-Man e Wasp
dovranno scontrarsi contro Kang.
Anche se non era un membro
dell’iterazione originale del team, è sempre stata uno dei membri
più divertenti e la sua presenza conferisce all’ipotetica
iterazione dell’universo condiviso una vera potenza su cui fare
affidamento. Alla fine ha persino guidato gli Young Avengers,
quindi dopo le avventure con Doctor Strange e Scarlet Witch (che
probabilmente la porteranno ad incontrare Wiccan e Speed), potrebbe
anche essere in quel sequel che i primi membri della squadra si
riuniranno per il prima volta, per poi fare ritorno in Ant-Man
3.
Wiccan
C’erano alcuni grandi
indizi nel primo teaser di WandaVision circa l’introduzione dei gemelli di
Scarlet Witch e Visione nell’universo condiviso, e si dice che
entrambi invecchieranno ad ogni episodio, per poi arrivare alla
fine della serie nelle loro vesti di adolescenti (età perfetta per
permettere ai due personaggi di universi agli Young Avengers).
Come sua madre, Wiccan usa la magia
in maniera incredibilmente potente, ed è anche in grado di alterare
la realtà. Parte integrante della squadra, può essere capace di
teletrasportarli in tutto il mondo e ha anche un sacco di altre
abilità impressionanti. Nonostante stia appena iniziando ad
acquisire consapevolezza dei suoi poteri, si ritiene che un giorno
sarà in grado di “riscrivere le leggi della magia”. Si tratta
quindi di un personaggio che può avere un impatto davvero
incredibile sul futuro del MCU.
Speed
Copia sputata di suo zio
Pietro (meglio conosciuto come Quicksilver), Speed è, come
suggerisce il nome, un velocista. Visto che Quicksilver è stato
ucciso nello stesso film in cui è apparso per la prima volta –
Avengers:
Age of Ultron -, il MCU potrebbe utilizzare Speed come una
sorta di suo sostituto! Non è solo un clone di Quicksilver,
ovviamente… si tratta di un grande personaggio a pieno titolo.
Anche se Joss Whedon ci ha già
mostrato gli effetti della super-speed sul grande schermo, non
saremmo affatto sorpresi di vedere Speed unirsi a Wiccan sia in
Doctor Strange in the Multiverse of Madness che in
Ant-Man
3. È solo un gran peccato che, purtroppo, non lo vedremo
mai gareggiare con suo zio!
Spider-Man
In seguito agli eventi di
Spider-Man: Far From Home,
l’identità di Peter Parker è stata svelata al mondo intero ed è
stata marchiata a fuoco anche dalla morte di Mysterio. Al momento
non è chiaro quali saranno le conseguenze di tutto ciò
nell’annunciato Spider-Man 3.
Sebbene è escluso che i Marvel
Studios pensino a Spider-Man come ad un possibile personaggi di
supporto in Ant-Man
3, la presenza di Peter Parker in un possibile
film dedicato agli Young Avengers non è da scartare. Ha esperienza
nella lotta al fianco degli Eroi più potente da Terra, quindi il
nuovo giovane team non potrebbe che trarre benefici dall’esperienza
del simpatico arrampicamuri.
Stature
Considerando il fatto che
in Avengers:
Endgame abbiamo visto una Cassie Lang già cresciuta e che
Ant-Man
3 includerà Kang in Conquistatore, è inevitabile che
i Marvel Studios utilizzeranno quel film per farla diventare
Stature. Ha anche assunto l’identità di Stinger nei fumetti, ma
preferiremmo di gran lunga vedere l’identità di Stature nel
MCU.
Ad ogni modo, qualunque sia
l’identità della supereroina che gli Young Avengers assumeranno, si
tratta di un personaggio che deve essere parte integrante del team.
Se Scott Lang seguirà la sua controparte dei fumetti e morirà prima
che sua figlia diventi un supereroe, Stature potrebbe benissimo
dimostrare di essere più importante per il MCU di quanto in molti
si aspettano.
Ironheart
Ironheart è un altro eroe che non ha mai combattuto
al fianco degli Young Avengers, ma c’è un modo per poterlo far
funzionare nell’Universo Cinematografico Marvel e rendere
parallelamente omaggio ai fumetti. Come i più esperti sapranno,
Iron Lad è un membro fondatore della squadra che si è rivelato
essere una versione più giovane di Kang, che ha viaggiato indietro
nel tempo per cercare di sfuggire al suo futuro da cattivo.
Non ci aspettiamo di vederlo in
Ant-Man
3, ma Riri Williams potrebbe tranquillamente essere il suo
antenato o addirittura sua figlia! Potrebbe essere un modo
divertente per portare Ironheart nel MCU ed evita la necessità di
legare il personaggio ad Iron Man (dal momento che è improbabile
che
Robert Downey Jr. voglia tornare come suo aiutante sotto forma
di A.I.).
Patriot
Membro fondatore dei Young
Avengers che è stato messo da parte negli ultimi anni, lijah
Bradley è il nipote di Josiah-X e di Isaiah Bradley, e quest’ultimo
dovrebbe fare il suo debutto nella serie The Falcon and the Winter
Soldier in arrivo su Disney+.
Dotato di tutte le capacità di un
Super Soldato, non pensiamo che servirà necessariamente come nuovo
Captain America del MCU, ma sicuramente sarebbe un’esplorazione
affascinante dell’eredità di un personaggio come Isaiah. Soltanto
il tempo ce lo dirà, ma è innegabile quanto ci piacerebbe vedere
Patriot far il suo debutto nel MCU il prima possibile.
Arriva al cinema da mercoledì 23 settembre ENDLESS, il teen
drama del regista e produttore Scott Speer, noto
per aver diretto Il sole a mezzanotte
(Midnight Sun), altra celebre pellicola destinata ad un
pubblico di giovani ed interpretata da Bella Thorne.
Il film, distribuito da Eagle
Pictures, è interpretato da Nicholas Hamilton – conosciuto per le sue
interpretazioni in Captain Fantastic e nei recenti
adattamenti cinematografici It –
Capitolo 1 e It –
Capitolo 2 – e da Alexandra
Shipp – la super eroina “Storm” negli ultimi due episodi
della saga cinematografica dedicata agli X-Men; in Endless sono due ragazzi
follemente innamorati, separati da un terribile incidente che
lascerà il giovane intrappolato in uno stano limbo a metà tra la
vita e la morte. I due troveranno un modo per entrare in
connessione e condividere ancora momenti memorabili insieme, al di
là della drammatica realtà.
È una storia di amore e di
perdita, nella quale alla fine i protagonisti sono costretti ad
imparare la lezione più dura di tutte: lasciare andare chi si
ama.
Christopher Nolan e sua moglie (nonché storica
produttrice) Emma Thomas hanno fatto visita ad una
cinema della catena Regal in California per supportare la release
nelle sale di Tenet,
l’ultima fatica del regista britannico. Il film, da molti
considerato come il blockbuster che avrebbe potuto “salvare”
l’industria cinematografica, è stato il primo grande film di una
major a debuttare in sala dopo la pandemia di Covid-19 che ha
praticamente messo in ginocchio il settore (e non solo).
Tuttavia, come alcuni esperti
avevano previsto, Tenet –
considerando anche il budget investito per la sua realizzazione –
non è riuscito a soddisfare le aspettative al box office nelle
settimane successive alla sua uscita, con diversi report che
affermano che i cinema che non hanno aperto in vista dell’uscita
del film potrebbero aver causato “danni” ancora peggiori rispetto
alla stato in cui si trovavano le sale durante il lockdown.
In effetti, la corsa al box office
di Tenet
è stata fin da subito alquanto problematica. Il film ha debuttato
nelle sale prima che alcuni dei mercati principali venissero
ufficialmente riaperti, con i cinema che hanno dovuto
necessariamente rispettare le principali linee guida in merito al
distanziamento sociale. Le performance a livello internazionali
sono state decisamente più incoraggianti di quelle a livello
nazionale: nel primo weekend d’apertura, il film ha incasso
soltanto 10 milioni di dollari, mentre nel secondo è arrivato a
quota 6,7 milioni. Tuttavia, visto che la concorrenza nei prossimi
mesi non sarà così elevata, sono in molti a ritenere che, alla
fine, Tenet finirà la
sua corsa con un incasso che si potrà comunque ritenere
positivo.
Christopher Nolan a sostegno di
Tenet e del ritorno in sala
Adesso Nolan e Thomas, che
collaborano insieme fin dal primo film del regista britannico, sono
stati immortalati dallo staff di un cinema della catena americana
Regal a Irvine, in California. La coppia era lì per supportare
l’uscita in sala di Tenet,
probabilmente nel tentativo di sensibilizzare il pubblico e di
normalizzare il ritorno al cinema. La foto, condivisa sull’account
Twitter ufficiale della catena, mostra Nolan e Thomas – con
tanto di mascherine – in piedi vicino allo staff del cinema,
mantenendo ovviamente le dovute distanze di sicurezza. Un enorme
manifesto pubblicitario del film sovrasta tutti nella bellissima
immagine, che potete ammirare di seguito:
UCI Cinemas
annuncia che da giovedì 17 settembre UCI Pioltello (MI) riaprirà al
pubblico con la ripresa delle proiezioni. UCI Cinemas coglie questa
occasione per dare il bentornato ai clienti affezionati e
ringraziarli per la loro pazienza e comprensione durante questo
periodo difficile.
Prosegue così il percorso di
graduale riapertura del Circuito UCI Cinemas, che ha già
interessato UCI Alessandria, UCI Arezzo, UCI MilanoFiori, UCI
Showville Bari, UCI Bicocca (MI), UCI Meridiana Casalecchio di Reno
(BO), UCI Bolzano, UCI Luxe Campi Bisenzio (FI), UCI Casoria (NA),
UCI Catania, UCI Certosa (MI), UCI Montano Lucino (CO), UCI Curno
(BG), UCI Ferrara, UCI Firenze, UCI Fiume Veneto (PN), UCI Fiumara
(GE), UCI Seven Gioia del Colle, UCI Lissone (MB), UCI Cinepolis
Marcianise (CE), UCI RedCarpet Matera, UCI Mestre (VE), UCI
Molfetta (BA), UCI Orio (BG), UCI Palermo, UCI Parco Leonardo (RM),
UCI Perugia, UCI Piacenza, UCI Porta di Roma, UCI Reggio Emilia,
UCI Roma Est, UCI Romagna Savignano sul Rubicone, UCI Sinalunga,
UCI Torino Lingotto, UCI Luxe Marcon, UCI Villesse, UCI
Gualtieri.
Dal 1° ottobre inoltre sarà aperto
al pubblico il nuovo UCI Luxe Palladio a Vicenza, presso il Centro
Commerciale Palladio.
Nella multisala di UCI Pioltello
(MI), così come nelle multisala già riaperte, sono stati introdotti
i nuovi protocolli di sicurezza a salvaguardia della salute e del
benessere di tutto il pubblico e dello staff, come le nuove misure
di distanziamento sociale che includono limitazioni nel numero di
posti disponibili per ogni spettacolo e la garanzia di avere delle
poltrone vuote tra gli spettatori. Sono state inoltre adottate
misure speciali affinché il percorso all’interno del cinema possa
avvenire senza alcun tipo di contatto diretto e infine sono state
potenziate le procedure di pulizia, con interventi più
regolari.
Il Suicide
Squad di David Ayer non è stato
accolto particolarmente bene dalla critica, ma ai fan il film è
piaciuto. Ecco perché c’è parecchia attesa per The Suicide
Squad, la nuova rivisitazione dei supercattivi DC sul
grande schermo che porterà la firma di James
Gunn, regista di Guardiani
della Galassia.
Il film mescolerà nuovi personaggi
ad altri che abbiamo già visto nella versione di Ayer, con diversi
attori di quel film che riprenderanno i loro ruoli. Tra questi
figura anche Joel
Kinnaman, che tornerà a vestire i panni di
Rick Flag, braccio destro di Amanda Waller (il
personaggio interpretato dal premio Oscar Viola Davis) e
soldato che guida la Task
Force X in battaglia.
Durante un’intervista con
CBR, Kinnaman ha elogiato il lavoro di Gunn e ha rivelato:
“Quando mi è stata inviata la sceneggiatura, mi sono ritrovato
a leggere una storia davvero divertente. Ad ogni pagina che leggevo
scoppiavo a ridere. Ero seduto a casa a leggerla e scoppiavo a
ridere ad alta voce.”
L’attore ha poi aggiunto: “Ci
siamo divertiti moltissimo a girare il primo film, ma questo di
Gunn è stato qualcosa di veramente speciale. Non avevo mai preso
parte ad una commedia prima, e questa mi è sembrata davvero la
prima vera commedia della mia carriera. Non sono deluso dal primo
Suicide Squad, ma penso che il mio personaggio
non si sia mai realmente divertito lì. Sentivo come se avesse dei
parametri che lo confinassero entro certi limiti.”
Joel Kinnaman sull’evoluzione del
personaggio di Rick Flagg in The Suicide Squad
“Quindi è stato molto importante
per me avere l’opportunità di fare un altro film, perché James ha
davvero vagliato tutte le possibilità per il personaggio, che è
diventato molto più divertente in un certo senso. Mi ha davvero
insegnato come trovare il lato comico del personaggio e sfruttare
ogni tipo di opportunità. Ho imparato veramente tanto da
lui.”
“È stato davvero divertente, e
penso che sia io che James ci siamo divertiti moltissimo a lavorare
insieme”, ha continuato Kinnaman. “Non vedo l’ora che la
gente veda il film. Penso che sarà veramente bello. Lo studio è al
settimo cielo per il film e ha avuto veramente pochissime cose da
dire sul taglio del regista, cosa parecchio inusuale per un film
del genere.”
Dopo la tragica scomparsa di
Chadwick Boseman a seguito di una lunga
battaglia contro il cancro durata quattro anni, abbiamo assistito a
innumerevoli tributi in onore del “Re di Wakanda” da parte della
grande famiglia Marvel.
La star di Black Panther è stata oggetto di molte
testimonianze toccanti e, dopo aver condiviso le loro condoglianze
attraverso Twitter, sia Chris Evans che Samuel L. Jackson si sono aperti su ciò che
l’attore ha significato per loro nel corso di una recente
intervista.
“È stata dura”, ha spiegato
Evans quando gli è stato chiesto come ha affrontato la morte del
suo amico e collega nelle ultime settimane. “È stata dura per
tutti… e questo mette in luce il potere che aveva su tutti noi. Il
suo impatto culturale era incommensurabile, non solo come artista,
ma anche come uomo. Ha contribuito a coltivare un senso di fedeltà.
Ha galvanizzato. Ha ispirato. La sua eredità vivrà per
sempre.”
Anche Samuel L. Jackson ha condiviso i suoi pensieri
sulla morte di Boseman, spiegando quale impatto l’attore ha avuto
sulla società e il modo in cui ha ispirato i bambini interpretando
il ruolo di Black Panther.
“Stavo cercando di ricordare
l’ultima volta che ho visto Chadwick… è stato dopo una premiere di
Captain Marvel”, ha spiegato Jackson. “Abbiamo iniziato a
parlare di un altro progetto su cui speravo avremmo lavorato
insieme… Lui ha detto: ‘Mi dispiace… vorrei esserci, ma non ci
sarò’.”
“È stato
straziante perdere qualcuno che è una parte così importante della
cultura, soprattutto in termini di ciò che è diventato per il
mondo, in qualità di Black Panther. Quando lavoriamo, speriamo
tutti che le persone ricordino le cose che facciamo. Chadwick ha
lasciato un’impronta nella società con il suo lavoro… specialmente
la cultura nera. Ha dato ai bambini di colore un eroe a cui poter
aspirare… e poi l’abbiamo perso. Non so se potrei mai dire ai miei
figli una cosa del genere. Probabilmente aspetterò fino a quando
non saranno più grandi, in modo che possono
elaborarlo.”
Birds of Prey non è
stato propriamente un successo al botteghino, anche se il
personaggio di Harley Quinn tornerà nuovamente sul grande schermo
nell’attesissimo The Suicide
Squad di James Gunn. Tuttavia,
gli attori del cast devono essersi divertiti parecchio a girare il
cinecomic diretto da Cathy Yan, come lasciato intuire di recente da
Chris Messina, che nel film ha interpretato il
ruolo di Victor Zsasz.
Nonostante il braccio destro di
Maschera Nera (interpretato da Ewan
McGregor) sia morto alla fine del film, in una recente
intervista con
Comic Book in occasione della promozione del film The
Secrets We Keep, Messia ha rivelato che amerebbe tornare nei
panni del personaggio: “Ho amato interpretare
quel personaggio e amo quel gruppo di persone con le quali ho
lavorato. È stato un qualcosa di assolutamente nuovo per me. Mi
piacerebbe poter dare un’altra possibilità a quel personaggio,
esplorarlo sotto una luce differente. Al momento non ci sono piani,
ma se chiamassero… accetterei subito.”
Al momento non sappiamo se Birds of Prey avrà mai
un sequel, e anche se dovesse essere confermato, la storia dovrebbe
fare comunque i conti con la morte di Zsasz alla fine del primo
film. Ad ogni modo, Messina non è l’unico membro del cast ad aver
ammesso di voler tornare per un nuovo capitolo. Già in passato,
infatti, anche Jurnee Smollett-Bell, interprete di
Black Canary, aveva espresso il forte desiderio di
tornare nei panni del personaggio. Nonostante l’accoglienza
riservata al film, è palese che l’esperienza sul set di
Birds of Prey sia stata
piacevole e anche parecchio entusiasmante per l’intero cast.
Birds of
Prey, diretto
da CathyYan, è uscito
nelle sale il 7 febbraio 2020. Nel
cast Margot
Robbie(Harley Quinn), Mary
Elizabeth Winstead e Jurnee
Smollett-Bell (rispettivamente Cacciatrice e Black
Canary), ma anche Rosie Perez (Renee
Montoya) e Ella Jay Basco (Cassandra
Cain). Ewan
McGregorinterpreta invece uno dei due principali
villain del film, Maschera Nera, alter ego di Roman
Sionis; l’altro villain principale, Victor Zsasz, è intepretato
da Chris Messina.
Come sappiamo ormai da diverso
tempo,
Keanu Reeves e
Carrie-Ann Moss torneranno negli iconici panni di Neo
e Trinity nell’attesissimo Matrix
4. Naturalmente, il nuovo capitolo della celebre saga
fantascientifica prevede anche la presenza di tutta una serie di
new entry che andranno ad arricchire una storia sulla quale, ancora
oggi, vige il più assoluto riserbo.
Tra i nuovi ingressi in questione
figura anche
Neil Patrick Harris, l’amatissimo volto di serie quali
How I Met Your Mother e Una Serie di Sfortunati
Eventi. In una recente intervista con Sirius
XM (via
THR), Harris ha anticipato non solo che il suo ruolo nel film
sarà molto “piccolo”, ma anche che lo stile visivo adottata da
Lana Wachowski questa volta sarà molto
diverso rispetto ai primi tre film.
“Penso che Lana possegga una
grande energia inclusiva e penso che il suo stile sia cambiato
molto visivamente rispetto a ciò che ha fatto in passato”, ha
spiegato Harris. “Ho sempre voluto essere il protagonista di un
grande blockbuster d’azione, pieno di fili e cose del genere. Anche
se ho un ruolo abbastanza piccolo, è stata comunque una benedizione
per me… mi ha permesso di capire come funzionava il lavoro dietro
le quinte.”
Matrix
4 vedrà nel cast il ritorno
di Keanu
Reeves, Carrie-Ann
Moss e Jada
Pinkett-Smith al fianco delle new
entry Yahya Abdul-Mateen II, Neil
Patrick Harris, Jonathan Groff, Jessica
Henwicke Toby
Onwumere. L’uscita nelle sale è fissata per il 1 aprile
2022. Il nuovo capitolo del franchise sarà diretto da Lana
Wachowski. La sceneggiatura del film è stata firmata a
sei mani con Aleksandar Hemon e David Mitchell.
Dopo aver avuto un ruolo
fondamentale nel primo Deadpool,
il personaggio di Vanessa Carlysle interpretato da Morena Baccarin non ha avuto molto da fare nel
sequel, concentratosi maggiormente sull’introduzione del
personaggio di Nathan Summers/Cable interpretato da
Josh Brolin. Tuttavia, la stessa Baccarin non sembra
amareggiata per come sono andate le cose.
In una nuova
intervista concessa a
ComicBook in occasione della promozione del suo prossimo film
Greenland
(che arriverà nelle sale italiane il 1 Ottobre), Baccarin ha
dichiarato di essere sempre stata d’accordo con il minutaggio
dedicato al personaggio di Vanessa nel sequel, dal momento che era
possibile avvertire la presenza dello stesso lungo tutto l’arco
della narrazione.
“Posso capire perché alcune
persone si sentissero in quel modo e di certo sono rimasta delusa
dal fatto di non avere più cose da fare, perché ho adorato
veramente tanto il personaggio. Guardando il film e leggendo la
sceneggiatura, però, mi è sembrato che Vanessa avesse comunque un
ruolo emotivamente cruciale durante tutto l’arco del film, messo in
moto a causa di ciò che le accade. Quindi ho avuto la sensazione di
essere davvero molto coinvolta nel film anche se non sono presente
in tantissime scene”, ha spiegato l’attrice.
Il futuro di Deadpool sul grande schermo
Ovviamente, prima della fine del
film, il Deadpool di Ryan Reynolds riesce a viaggiare indietro nel
tempo e a salvare Vanessa (incinta) dalla morte per mano degli
spacciatori. Ciò ha portato molti fan a ipotizzare che un terzo
film avrebbe visto Wade Wilson alle prese con la paternità.
Tuttavia, l’acquisizione di Fox da parte della Disney ha fatto
sorgere numerosi dubbi sul futuro del franchise. Con il MCU che prima o poi riavvierà i
personaggi degli X-Men
introducendoli ufficialmente nel suo universo, il franchise sul
Mercenario Chiacchierone così come lo conosciamo potrebbero non
avere più vita sul grande schermo.
I film d’animazione della
Disney hanno cresciuto intere generazioni di
bambini e principi e principesse sono diventati
delle vere icone nonché modelli di comportamento. Ma se i principi
sono sempre stati raffigurati come forti, valorosi e pronti a
battersi per salvare la damigella in pericolo, le principesse
spesso avevano un ruolo marginale all’interno della storia.
Nonostante sulla carta fossero le protagoniste, erano sempre
presentate come donne deboli, un po’ svampite e bisognose di un
uomo che salvi. Per fortuna però nel tempo lo stereotipo femminile
della principessa Disney si è evoluto, arrivando a
concepire personaggi come la valorosa Mulan.
Se le assonnate
Biancaneve e Aurora e la
remissiva Cenerentola avevano necessariamente
bisogno di un principe per tirarsi fuori dalle loro tristi
situazioni, la principessa Mulan era ella stessa
artefice del proprio destino. Dagli anni novanta in poi, infatti,
la Disney comincia la sua piccola rivoluzione al femminile portando
al cinema la studiosa ed emancipata Belle de
La Bella e La
Bestia (1991), la ribelle Jasmine di
Aladdin (1992), la
saggia e selvaggia Pocahontas (1995) e la
rivoluzionaria Mulan (1998).
Queste tre principesse, molto
diverse tra loro, hanno però in comune un tratto fondamentale,
ovvero quello dell’anticonformismo. Intrappolate
in un mondo in cui è l’uomo a comandare, usando talvolta anche la
forza per ottenere ciò che vuole, queste giovani donne lottano per
un futuro diverso, più libero e giusto.
Scopriamo quindi insieme
tutto quello che c’è da sapere su Mulan, sulle
origini del suo personaggio e sulle trasposizioni cinematografiche
della Disney.
La Ballata di Mulan: dal libro al
cinema
La maggior parte delle persone
conosce il personaggio di Mulan grazie al cartone
animato del 1998 e anche grazie al più recente live action sempre
targato Disney. Eppure la giovane guerriera cinese ha origini molto
più antiche. La Mulan che tutti abbiamo imparato a conoscere e
amare è probabilmente nata dalla penna del filosofo e scrittore
Liang Tao, autore di Hua Mulan,
poema cinese conosciuto come La Ballata di
Mulan.
Questo poema, il cui testo
originale è andato perduto, risale al VI secolo, durante le
Dinastie nel Nord e del Sud, periodo che va dal
420 al 618 e in cui l’impero cinese si frantumò in tanti piccoli
imperi minori.
Il poema narra di un periodo in cui
l’impero cinese, tartassato dai continui attacchi delle tribù
nomadi e degli Unni, richiama alle armi tutti gli uomini iscritti
nell’elenco dei riservisti. In questo elenco di riserve militari
c’è anche Hua Hu, padre di Mulan e valoroso
condottiero. Hua Hu, nonostante la sua età avanzata e il suo debole
stato di salute, decide di rispondere alla chiamata per onorare il
nome della sua famiglia e la memoria dei suoi antenati. Preoccupata
per la salute di suo padre, la giovane figlia di Hua Hu,
Mulan, prende il posto del padre usando il nome di
suo fratello minore e si arruola nell’esercito cinese.
Mulan comincia così il suo
durissimo addestramento militare per imparare così a combattere per
difendere il suo paese e l’onore della sua famiglia. Grazie alla
sua tenacia, diventa un condottiero forte e valoroso, pur sempre
nascondendo la sua vera identità, arrivando a sconfiggere il
generale unno in battaglia, decretando così la fine della guerra.
Soltanto molti anni più tardi un generale anziano scopre il suo
segreto, continuando a mostrare ammirazione per la sua caparbietà e
le sue gesta.
Mulan cartone Disney: la nuova
principessa guerriera
La prima trasposizione
cinematografica de La Ballata di Mulan risale al
1998, anno in cui la Disney porta sul grande schermo il suo nuovo
film d’animazione, Mulan. Diretto da Tony
Bancroft e Barry Cook, il film è il
36esimo lungometraggio Disney, ispirato alla
leggenda cinese di Hua Mulan.
Ci troviamo durante il regno della
Dinastia Sui quando un’armata di Unni, condotti dal malvagio Shan
Yu, invade la Cina oltrepassando la Muraglia Cinese, razziando e
distruggendo ogni cosa sul suo cammino. A causa dell’invasione
unna, l’imperatore è costretto a richiamare alle armi tutti gli
uomini del regno e nessuna famiglia può rifiutarsi di partecipare
all’impresa.
Mentre la guerra incombe, la
giovane Mulan (Laura Lenghi e Marianna
Cataldi), unica figlia della famiglia Fa, cerca in tutti i
modi di diventare una ragazza a modo, imparando le buone maniere e
tutte le arti femminili per onorare i suoi genitori e diventare la
sposa di un uomo di buona famiglia. Ma nonostante la sua buona
volontà, Mulan continua a fallire, mostrandosi fin troppo ribelle
per la società cinese dell’epoca di stampo patriarcale.
Quando arriva la chiamata alle
armi, la ragazza, preoccupata per la salute dell’anziano padre,
decide di prendere il suo posto in battaglia e si arruola
nell’esercito fingendosi un uomo. Nel frattempo i suoi antenati,
per proteggerla, evocano il piccolo draghetto Mushu (Enrico
Papi), che dovrà vegliare su di lei e aiutarla a diventare
un’eroina. Ad assistere Mulan nella sua impresa ci sono anche il
grillo portafortuna Cri-Kee, regalatole dalla donna, e il cavallo
Khan.
Mulan comincia dunque il duro
addestramento sotto il comando de generale Li Shang (Silvio
Pozzoli) che le insegnerà a combattere come un vero
soldato. La ragazza dovrà quindi fare del suo meglio per tenere
nascosta la sua identità, sconfiggere gli Unni e portare a casa la
pelle.
Mulan 2: il sequel animato
Disney
Grazie al successo ottenuto dal
primo lungometraggio, la Disney decide nel 2004 di riportare sul
grande schermo la giovane e valorosa combattente cinese con un
nuovo film dal titolo Mulan – La Leggenda
Continua.
Diretto da Darrell
Rooney e Lynne Southerland, questo
secondo capitolo, riprende la storia da dove si era interrotta.
Dopo aver sconfitto l’armata unna, Fa Mulan è
tornata a casa e il generale Li Shang,
perdutamente innamorato di lei, ha chiesto la sua mano, proposta
che la ragazza ha accettato con gioia. Tutti sono in gran fermento
per il matrimonio di Mulan, tutti tranne uno. Il draghetto
Mushu, affezionato alla ragazza, sarà costretto ad
abbandonarla dopo il matrimonio. Mulan, prendendo il nome del
marito, sarà infatti protetta dai guardiani degli antenati della
sua nuova famiglia. Per questo motivo, Mushu tenta il tutto per
tutto per dividere i due amanti e non perdere l’amicizia di
Mulan.
Mentre fervono i preparativi per il
matrimonio, Mulan e Li Shang vengono convocati dall’imperatore per
una missione speciale. I due innamorati dovranno condurre le sue
tre figlie, Ting Ting, Mei e
Su attraverso la Cina affinchè le ragazze arrivino
a sposare i tre principi del Qui Gong. Questi matrimoni combinati
uniranno i due paesi rendendoli più forti agli attacchi mongoli che
minacciano i confini dell’impero. Mulan e Li Shang hanno solo tre
giorni per portare le ragazze all’altare altrimenti i piani
salteranno e le armante mongole assalteranno il paese.
Nonostante l’apparente semplicità
della missione, i due incontreranno molte difficoltà causate dai
piani ‘malvagi’ e un po’ maldestri di Mushu e dall’imprevedibilità
delle principesse. Durante il viaggio le tre sorelle perderanno la
testa per i soldati Chien-Po,
Ling e Yao, mandando all’aria i
loro matrimoni combinati.
Mulan film 2009
Lasciamo adesso il mondo
dell’animazione per ragazzi e parliamo del primo vero film ispirato
alla Ballata di Mulan. Si tratta di un action
movie cinese del 2009 poco conosciuto dal pubblico ma amato dai
cultori del genere, diretto da Jingle Ma, dal
titolo Mulan: Rise of a Warrior.
Tratto anch’esso dallo stesso poema
di Liang Tao, anche questo film racconta una
storia simile a quella del celebre lungometraggio Disney. Ci
troviamo nel 450 d.C, durante la dinastia del Wei settentrionale,
quanto le tribù Rouran minacciano i confini dell’impero. Per
difendersi dagli attacchi, l’imperatore chiama a raccolta tutti i
soldati del regno ma alla chiamata alla armi risponde Hua Mulan
(Zhao Wei). La ragazza, fingendosi un uomo, prende
il posto del padre nell’esercito. Nell’esercito Wei, Mulan trova
subito un alleato, il suo vecchio amico Fei Xiaohu, detto Tiger
(Jaycee Chan), che promette di custodire il suo
segreto.
Durante l’addestramento Mulan fa
amicizia con il comandante Wentai (Kun Chen) e con
alcune altre reclute che diventeranno i suoi amici. Abile con la
spada e molto coraggiosa, la ragazza riesce subito a distinguersi
guadagnandosi il rispetto del suo comandate e soprattutto dei suoi
commilitoni. Mulan è infatti l’unica a difendere i suoi amici dalle
angherie di Turtle, nipote del comandante che si diverte a
tormentare i più deboli.
Purtroppo, proprio a causa di
Turtle e dei suoi complotti, Mulan sarà accusata ingiustamente di
furto e messa in prigione in attesa della sua sentenza. Condannata
per un crimine che non ha commesso, la ragazza dovrà trovare il
modo per evadere, ripulire il suo nome e combattere contro gli
invasori.
Mulan, il film 2020: il nuovo live
action Disney
Ventidue anni dopo l’uscita del
primo film d’animazione, la Disney prova a fare il
bis, portando sul grande schermo la storia della valorosa
condottiera cinese stavolta però in live
action.
Più vicino quindi alla versione del
2009, il film di Mulan
del 2020 si distacca completamente dal mondo dell’animazione e
ripropone l’antica storia di Hua Mulan con un
approccio più moderno e accattivante. La storia, infatti, questa
volta, è un tantino diversa.
Addestrata sin da bambina al
combattimento da suo padre, Hua Mulan (Liu
Yifei) è la primogenita della famiglia, ragazza
ribelle e poco femminile, lontana anni luce dall’ideale di moglie e
madre di famiglia. Non essendo in grado di imparare le buone
maniere e trovare marito, la ragazza è considerata il disonore
della famiglia.
Nel frattempo, l’impero cinese è
minacciato dalle tribù Rouran, comandate dal malviagio Bori Khan
(Jason Scott
Lee), che tentano di penetrare nel paese. Per
difendere i confini del regno, l’imperatore chiama alle armi tutti
gli uomini del regno e per la famiglia Hua, è proprio Mulan a
rispondere. La ragazza decide di prendere il posto del padre malato
e si arruola nell’esercito al suo posto come Hua Jun, fingendosi un
ragazzo.
L’addestramento è durissimo ma la
ragazza non si arrende e continua a lottare per difendere l’onore
della famiglia. Distinguendosi dagli altri, Mulan si guadagna il
rispetto del comandante Tung (Donnie Yen), vecchio
amico del padre, e del suo compagno Chen Hongui (Yoson
An). La ragazza dovrà quindi incontrare in battaglia lo
spietato Bori Khan, aiutato nella sua impresa dalla malvagia
strega mutaforma Xianniang (Gong
Li). Riuscirà a sconfiggere i nemici mantenendo
segreta la sua vera identità?
Mulan Disney Plus
I film d’animazione di
Mulan e il nuovissimo live action sono tutti
disponibili in streming sulla piattaforma a pagamento di
Disney Plus.
Inoltre, i due film d’animazione Disney, Mulan e Mulan 2 sono
disponibili in acquisto o noleggio su Youtube.
In ultimo, se volete conoscere altri dettagli sulla magica
e leggendaria storia di Hua Mulan, sul sito di IBS
o su Amazon è possibile
acquistare il libro del poema di Liang Tao.
Scopriamo quindi insieme
tutto quello che c’è da sapere su Nicholas
Hamilton, sulla sua carriera cinematografica e sulla sua
vita privata.
Nicholas Hamilton film e vita
privata
10. Nato il 4
maggio del 2000 a Lismore, in Australia, Nicholas Hamilton viene da
una famiglia molto unita. Figlio di Vicki Atkins e Craig Hamilton,
Nicholas ha un fratello, Joshua, e due sorelle, Rebecca e Rachel.
Molte persone, per via del suo cognome, tendono a
confonderlo con il Nicolas Hamilton fratello di Lewis
Hamilton, entrambi piloti di formula uno.
Nicholas è invece cresciuto in
Australia e ha mostrato da subito un interesse per il cinema e la
recitazione. A spingerlo nello giusta direzione pare sia stato suo
zio, morto purtroppo di cancro nel 2011. Pare che Nic abbia preso
la morte dello zio come un segno e che abbia intrapreso la carriera
d’attore per onorare la sua memoria.
9. Comincia a
recitare quando è ancora un bambino. In quinta elementare, infatti,
viene scelto per interpretare il ruolo di Elvis,
il re del rock anni cinquanta, in una recita scolastica.
Inizialmente pare che Nicholas non fosse molto contento del ruolo
assegnatogli ma che alla fine si è goduto l’esperienza. E quel
primo assaggio pare sia bastato. Poco dopo, infatti, è entrato a
far parte di una scuola di recitazione locale.
8. Il suo primo
ingaggio ufficiale risale al 2013 quando partecipa come
protagonista al cortometraggio Time, diretto da
Liam Connor. Il corto racconta la storia di un
ragazzino deciso a esplorare la possibilità di viaggiare attraverso
il tempo. Deciso a provare le sue strampalate teorie, il dodicenne
James dovrà affrontare le conseguenze delle sue azioni e accettare
le reazioni dei suoi compagni di classe.
Grazie a questo cortometraggio,
presentato al Tropfest Short Film Festival,
Hamilton comincia a farsi conoscere e ad attirare l’attenzione di
alcuni importanti talent agents di Melbourne. Sarà infatti l’agente
Catherine Poulton a procurargli alcuni importanti
ingaggi in tv e al cinema.
Nicholas Hamilton in
Strangeland
7. Negli anni
successivi all’uscita di Time, Nicholas Hamilton partecipa
alla serie tv Mako Mermaids – Vita da Tritone
(2013) e ai cortometraggi The Streak (2013),
Jackrabbit (2013), Long Shadows
(2014) e Letter to Annabelle (2014).
6. Nel 2015,
tuttavia, arriva il suo primo ruolo importante, nel lungometraggio
Strangeland, con Nicole
Kidman, Joseph
Fiennes e Hugo
Weaving. Presentato al Sundance Film Festival di
quello stesso anno, il film racconta la storia di una complicata
famiglia australiana e di una tragedia che si abbatte su di
essa.
I coniugi Catherine (Nicole
Kidman) e Matthew Parker (Joseph
Fiennes), si sono da poco trasferiti nella piccola e
sperduta cittadina di Nathfari, nel deserto australiano, insieme ai
lori figli, Tom (Nicholas Hamilton) e Lily
(Maddison
Brown). Questo trasferimento, avvenuto per ‘colpa’ di
Lily, non sembra entusiasmare Tom e Matthew che non riescono ad
abituarsi alla loro nuova realtà. In particolare Tom sembra essere
il più agitato della famiglia, tanto che molte notte esce di casa e
cammina al buio nel deserto per schiarirsi le idee, provocando
l’ira dei suoi genitori.
Una notte Matthew vede uscire di
casa Tom seguito da Lily ma, stanco dei loro colpi di testa, decide
di non seguirli e di andare a dormire. Il giorno dopo i ragazzi
sembrano misteriosamente scomparsi nel nulla. Mentre Catherine è
decisa a chiamare la polizia affinché le autorità ritrovino i suoi
ragazzi, Matthew le consiglia di non farlo per evitare che i loro
affari di famiglia diventino di dominio pubblico.
La famiglia Parker nasconde un
oscuro passato e il detective David Rae (Hugo
Weaving), incaricato delle indagini per la scomparsa
di Tom e Lily, dovrà scavare a fondo per arrivare alla verità.
Nicholas Hamilton in Captain
Fantastic
5. Nel 2016
Nicholas viene scelto per entrare a far parte del cast di Captain
Fantastic, film diretto da Matt Ross
e con Viggo
Mortensen.
Presentato prima al
Sundance e poi al Festival di Cannes, il film
racconta la storia di una bizzarra famiglia, abituata a vivere ai
margini della società. Nei boschi a nord-ovest dello stato di
Washington, Ben Cash (Viggo
Mortensen) vive insieme alla sua famiglia, lontano
dalla civiltà, cacciando e coltivando il suo cibo. Alcuni lo
definiscono un selvaggio a causa del suo stile di vita alternativo
ma Ben è in effetti una persona molto colta e istruita, che vive
seguendo dei sani principi.
Padre di Bodevan ‘Bo’
(George MacKay), Kielyr
(Samantha Isler), Vespyr (Annalise
Basso), Rellian (Nicholas Hamilton), Zaja
(Shree Crooks) e Nai (Charlie
Shotwell), Ben cresce i suoi sei figli con regole molto
severe. I ragazzi sono sottoposti a un addestramento fisico e
intellettuale molto duro per prepararsi ad affrontare ogni
difficoltà.
I ragazzi cacciano e coltivano il
loro cibo, si allenano, stanno a contatto con la natura e studiano
di tutto, dalla letteratura alla politica, dalla matematica alla
filosofia, rifiutando però qualsiasi tipo di dottrina religiosa. La
famiglia Cash parla di marxismo, recita a memoria la Costituzione
Americana e festeggia la Giornata di Noam Chomsky ma non il
Natale.
Mentre Ben si occupa di crescere i
suoi figli, la loro madre Leslie (Trin Miller) si
allontana per curare il suo disturbo bipolare scoperto dopo la
nascita del suo primo figlio. Un giorno purtroppo la donna si
suicida e l’intera famiglia è costretta a lasciare i boschi per
andare a reclamare i suoi resti. Ben dovrà quindi scontrarsi con i
genitori di Leslie per far si che le ultime volontà della moglie
siano rispettate.
Quest’ultimo film, tratto
dall’omonimo romanzo del maestro dell’orrore Stephen King, diretto
da Andrés Muschietti, nel 2017 non è da
considerarsi come un semplice remake della miniserie in due
puntate del 1990 ma come una vera e propria reinterpretazione
della storia.
Il film, considerato solo come il
primo capitolo della storia, racconta di una malvagia entità di
nome Pennywise, vestita da pagliaccio,
che vive nella rete fognaria della città di Derry, nel Maine. Ogni
ventisette anni, la creatura soprannominata It, si risveglia per
divorare i bambini della città, attirando a sé le vittime con
infiniti stratagemmi. Per riuscire a salvarsi, i bambini
dovranno restare uniti e far fronte comune, sconfiggendo il
terribile pagliaccio assassino.
Quando si tocca un classico della
filmografia come It, il pubblico diventa suscettibile. Eppure
la rivisitazione di Andrés Muschietti è riuscita a
convincere tutti anche gli spettatoli più scettici. Merito
ovviamente del talentuoso e inquietante protagonista; pur non
riuscendo a eguagliare l’interpretazione di Tim
Curry, Bill
Skarsgård è un nuovo, perfetto e terrificante
Pennywise.
Grazie al successo ottenuto con il
primo film, nel 2019 Andrés Muschietti ha diretto
anche It – Capitolo
due, il cui protagonista è sempre il giovane
Skarsgård. In entrambi i film, Nicholas Hamilton
interpreta il ruolo di Henry Bower, il malvagio
bullo della scuola, a capo di una banda di teppisti che terrorizza
i ragazzini della città.
Nicholas Hamilton in Endless
3. Finalmente
arriva per Nicholas l’occasione di mettersi alla prova con il suo
primo ruolo da protagonista. La sua ultima fatica cinematografica è
Endless, film diretto da Scott
Speer, che uscirà in Italia il 23 settembre
2020.
Il film racconta la storia di due
ragazzi, Chris (Nicholas Hamilton) e Riley
(Alexandra
Shipp), che si innamorano dopo la fine della scuola e
passano tutta l’estate insieme. Tra giri in moto, bagni al lago e
serate danzanti, i due giovani innamorati vorrebbero che la loro
estate non finisse mai.
Una sera, di ritorno da una festa un
po’ troppo movimentata, Chris e Riley hanno un piccolo battibecco
in macchina e la ragazza va a schiantarsi contro un’altra auto.
Dopo l’incidente entrambi i ragazzi finiscono in ospedale ma mentre
Riley se la cava con ferite superficiali, Chris non supera la
notte.
La morte di Chris distrugge Riley
che è tormentata dai sensi di colpa e dalla sua mancanza. La
ragazza farebbe di tutto per tornare indietro nel tempo, evitare
quel brutto incidente e poter riabbracciare il suo Chris. E un
giorno, i suoi improbabile desideri vengono esauditi…più o
meno!
A causa dei sensi di colpa di Riley,
l’anima di Chris è bloccata in una sorta di limbo, dove non può
tornare indietro ma nemmeno andare avanti e trovare pace.
Incredibilmente i due riusciranno a trovare il modo di comunicare e
sistemare le cose prima di dirsi addio.
Il film di Scott
Speer è già disponibile solo negli States in acquisto o
noleggio sulle piattaforme streaming a pagamento Amazon Prime, Vudu e Fandango Now e tra
qualche giorno lo sarà anche qui in Italia al cinema. L’uscita del
film, infatti, programmata per l’inizio del 2020, è stata
posticipata a causa della pandemia di Coronavirus
ancora in corso.
Nicholas Hamilton è su
Instagram
2. Nonostante la
sua giovane età, Nicholas Hamilton ha già le idee
molto chiare. Dopo aver lavorato in produzioni minori e sui grandi
set hollywoodiani, l’attore australiano non vede l’ora di mettersi
alla prova con nuovi esaltati progetti. In un’intervista rilasciata
qualche tempo fa a The Italian
Reve, Nicholas ha raccontato quali sono i suoi
desideri e le sue aspettative professionali.
“Mi piacerebbe fare un biopic
su David Bowie. Penso che ne stiano facendo uno in questo
momento. Adoro questo tipo di storie, voglio dire, il film di
Freddy Mercury e quello di Elton John sono entrambi fantastici.
Le storie vere devono essere raccontate. Raccontare di
qualcuno come Freddy Mercury che ha affrontato le
proprie battaglie, non solo nella sua carriera ma anche nella
sua vita personale… È davvero bello vedere cosa c’è ‘dietro le
quinte’ e cose simili […] adoro la musica in generale.
Ultimamente ho cercato di dedicarmici a livello professionale. Amo
la musica, e il potermi esibire. Sono una di quelle persone
che può ascoltare praticamente tutti i generi di canzoni e, anche
se una non mi piace, sono in grado di apprezzarla.” [fonte:
The Italian
Reve]
1. Per essere
sempre aggiornati sulle ultime novità riguardanti la sua vita
privata e professionale vi consigliamo si seguire l’account
ufficiale Nicholas Hamilton
Instagram.
Riassumere in poche righe una
personalità come Walt Disney è pressocché
impossibile. Considerato uno dei più importanti e rivoluzionari
cineasti della storia dell’audiovisivo, nonché uno dei più
brillanti imprenditori di sempre, a lui va il merito di aver dato
al mondo dell’animazione l’importanza che oggi esso ha nel
patrimonio culturale. Grazie al suo talento e al suo genio, egli ha
costruito un vero e proprio impero, che ancora oggi detta regole e
canoni. Un’eredità, la sua, dal valore inestimabile.
Molti sono gli aspetti ancora poco
conosciuti della sua vita e della sua opera, dunque ecco di seguito
10 cose che non sai di Walt Disney.
Walt Disney: i suoi film e i
cartoni
10. Ha prodotto
numerosissimi progetti. Nel corso della sua carriera,
Disney si è affermato in particolare per il suo ruolo di
produttore. Egli infatti partecipava alla realizzazione di
grossomodo tutti i titoli usciti dal suo studios. Ad oggi, infatti,
egli è accreditato come produttore di quasi 700 opere tra
lungometraggi, film animati, documentari e cortometraggi. Tra
questi si annoverano titoli estremamente celebri come Biancaneve e i sette
nani (1937), Dumbo (1941), Bambi (1942),
I racconti dello zio Tom (1946), Cenerentola
(1950), Alice nel Paese delle meraviglie
(1951), Ventimila leghe sotto i mari (1954),
Lilli e il vagabondo (1955), La spada nella
roccia (1963), e Mary Poppins (1964).
9. Ha diretto e doppiato
molti cortometraggi. Disney era però una personalità
estremamente poliedrica, e nella sua carriera non si è limitato
alla produzione. Egli ha infatti partecipato all’animazione di film
e cortometraggi, e per questi ultimi ha spesso ricoperto anche il
ruolo di regista e doppiatore. Egli vanta infatti oltre cento
crediti per queste due attività, anche se molti dei titoli da lui
diretti risalgono alla prima parte della sua carriera. Disney è
però noto per aver dato più volte voce al personaggio di Topolino,
da molti considerato il suo alter ego.
8. Ha rivoluzionato il
rapporto tra immagine e musica. Con i film da lui ideati e
prodotti, Disney ha contribuito ad elevare il valore artistico del
cinema, dando vita ad una serie di primati e di nuovi traguardi in
tale arte. Uno dei più significativi è quello relativo al rapporto
tra immagine e musica. Disney ha infatti lavorato a lungo con i
suoi collaboratori per dar vita a delle vere e proprie innovazioni
tra immagine e sonoro, generando uno stretto rapporto tra le due
componenti. Inoltre, la cura per le colonne sonore è tutt’oggi
insuperata e tratto distintivo delle opere Disney.
Walt Disney Animation Studios
7. È il fondatore del
celebre studios d’animazione. Elemento chiave del suo
impero, i Walt Disney Animation Studios vennero fondati
nel 1923
con il nome di Disney Brothers Cartoon Studios, per poi
assumere il nome di Walt Disney Productions nel 1929.
Soltanto nel 2007 assunsero l’attuale denominazione. Esso è il più
antico studio d’animazione ancora in attività, e il primo
lungometraggio prodotto fu Biancaneve e i sette nani. Nel
corso degli anni, Disney diede tutto sé stesso per rendere grande
la sua attività, che film dopo film cominciò ad ottenere sempre più
attenzione e prestigio. Sotto la sua supervisione, tale studios
divenne una delle più potenti major del cinema mondiale.
Walt Disney Company
6. Ha dato vita ad una
multinazionale. Nel 1923 Disney fonda la Walt Disney
Company, divenuta nel corso del tempo una vera e propria
multinazionale specializzata nel settore dei media e
dell’intrattenimento. La compagnia ottenne un primo successo con la
serie animata Mickey Mouse, del 1928, e negli anni
cominciò ad affermarsi con la realizzazione di cortometraggi e
lungometraggi. Nel 1955, poi, Disney ha inaugurato il parco giochi
Disneyland, dando così vita a quella differenziazione di attività
che è oggi alla base del successo della compagnia. La Walt Disney
Company ha infatti oggi un fatturato di oltre 50 miliardi di
dollari all’anno.
Walt Disney e gli Oscar
5. Possiede un ineguagliato
primato. Grazie ai numerosi traguardi raggiunti, Disney
non è rimasto indifferente agli occhi del premio Oscar. L’Academy
ha infatti negli anni premiato in molteplici occasioni il
produttore, portandolo a stabilire un primato ancora oggi
ineguagliato. Disney, infatti, vanta un totale di 26 Oscar vinti a
fronte di 59 candidature. Questo fa di lui la persona più premiata
nella storia del premio. In particolare, le sue vittorie si
concentrano nella categoria al miglior cortometraggio d’animazione,
ma vinse anche per il miglior documentario, nonché tre oscar alla
carriera e uno alla memoria.
4. Vinse 4 statuette in una
sola edizione. Un altro importante primato stabilito da
Disney è quello relativo alle vittorie ottenute in una singola
edizione del premio. Nel 1954, infatti, egli vinse ben quattro
statuette per le categorie al miglior documentario, al miglior
cortometraggio documentario, al miglior cortometraggio d’animazione
e al miglior cortometraggio a 2 bobine. In quello stesso anno
ottenne poi anche altre due candidature. Il record venne poi
eguagliato dal regista coreano Bong
Joon-Ho nel 2020 con il film Parasite.
Walt Disney, il suo
patrimonio
3. Era
miliardario. Anche se l’impero Disney è oggi più forte che
mai, già nei suoi anni di massima attività il fondatore ebbe modo
di godere dei frutti del suo lavoro. Grazie allo studio
d’animazione, come anche ai parchi giochi inaugurati e alle
numerose attività collaterali ai suoi prodotti, Disney divenne
infatti uno degli uomini più ricchi e potenti d’America. Si stima
che egli fosse arrivato infine a possedere un patrimonio pari ad un
miliardo di dollari.
Walt Disney è stato ibernato?
2. Vi è una leggenda sulla
sua morte. A porre fine alla gloriosa esistenza di Disney
fu, nel 1966, un tumore al polmone. Eppure, un’ormai diffusa
leggenda vorrebbe che egli non sia in realtà morto, ma che si trovi
invece in uno stato di criogenia. Stando a questa versione dei
fatti, prima di morire l’imprenditore avrebbe sostenuto la ricerca
di uno scienziato, convinto sul potenziale di tale pratica. Disney
giacerebbe dunque in un sarcofago conservato a Disneyland, alla
temperatura di -223 gradi, in attesa che la medicina possa trovare
una cura al suo male. Tale leggenda è però stata smentita più
volte, poiché Disney venne cremato e le ceneri sono conservate nel
Forest Lawn Memorial Park di Glendale.
Walt Disney: le sue frasi
1. Era noto per i suoi
aforismi. Nel corso della sua vita Disney ebbe modo di
comunicare la propria visione del mondo e dell’arte attraverso i
suoi numerosi prodotto cinematografici. Non mancava però di dar
voce anche ad aforismi oggi entrati a far parte dell’immaginario
collettivo. Sia che parlasse di sogni o di ispirazioni personali,
Disney ha sempre attratto il fascino di tutti con le sue parole.
Ecco di seguito alcune delle sue frasi più famose.
Se puoi sognarlo, puoi
farlo.
Fare l’impossibile è una
specie di divertimento.
L’unico modo per iniziare a
fare qualcosa è smettere di parlare e iniziare a fare.
Potete immaginare, creare e
costruire il luogo più meraviglioso della terra ma occorreranno
sempre le persone perché il sogno diventi realtà.
La risata è la più importante
delle esportazioni degli Stati Uniti.
Mentre aspettiamo che la Disney
ufficializzi la nuova data di uscita dell’attesissimo
Black
Widow (stando agli ultimi report, il film non
arriverà più nelle sale a Novembre),
Total Film ha dedicato la cover del suo prossimo speciale al
cinecomic Marvel con protagonista Scarlett
Johansson.
Intervistata dalla rivista, la
co-star del film Florence
Pugh ha condiviso alcuni nuovi e intriganti
dettagli a proposito della storia. “Questo film parla degli
abusi sulle donne”, ha spiegato l’attrice candidata all’Oscar.
“Si parla di come vengono sottoposte all’isterectomia contro la
loro volontà all’età di otto anni. Si tratta di ragazze che vengono
rapite da tutto il mondo. È così doloroso ed è al tempo stesso così
importante.”
“Uno degli aspetti più
entusiasmanti per me è sapere che le donne e le ragazze di tutto il
mondo vedranno questo film e assisteranno ad una storia di abusi
che ha messo davvero alla prova le sue stesse vittime. Per un film
Marvel raggiungere tutti questi livelli è veramente eccitante. La
cosa ancora più bella è che non si è cercato di edulcorare nulla.
Vedrete queste donne lottare ed essere forti. Sono delle assassine,
eppure hanno ancora bisogno di discutere della maniera in cui sono
state abusate. È un aspetto incredibilmente potente.”
Anche se è difficile
immaginare che la Marvel abbia permesso ad uno dei sui film di
soffermarsi in maniera così approfondita su questo tipo di
argomenti, appare evidente che Black Widow toccherà alcuni
temi importanti in maniera molto più seria di quanto siamo abituati
a vedere, in genere, in un film di supereroi. Di seguito potete
ammirare tre nuove immagini dal film, in cui è possibile vedere,
oltre ai personaggi di Natasha e di Yelena Belova in azione, anche
il carro armato del villain Taskmaster, già mostrato nel trailer
mentre il leader della Stanza Rossa dà la caccia a
Nat.
La regia di Black Widow è stata
affidata a Cate Shortland, seconda donna
(dopo Anna Boden di Captain
Marvel) a dirigere un titolo dell’universo
cinematografico Marvel, mentre la sceneggiatura è stata riscritta
nei mesi scorsi da Ned Benson(The
Disappearance of Eleanor Rigby). Insieme a Scarlett
Johansson ci saranno anche David
Harbour, Florence
Pugh e Rachel
Weisz.
In Black Widow, quando sorgerà
una pericolosa cospirazione collegata al suo passato, Natasha
Romanoff dovrà fare i conti con il lato più oscuro delle sue
origini. Inseguita da una forza che non si fermerà davanti a nulla
pur di sconfiggerla, Natasha dovrà affrontare la sua storia in
qualità di spia e le relazioni interrotte lasciate in sospeso anni
prima che diventasse un membro degli Avengers.
Cherry Season – La stagione
del cuore è la serie tv turca creata da Asli Zengin e
andata in onda su FOX nel 2014 – 2015.
Cherry Season – La stagione del
cuore: dove vederla in streaming
Cherry Season – La stagione del
cuore è andata in onda nel 2015 ed è tuttora in programmazione su
Mediaset. Cherry Season – La stagione del cuore in streaming è
disponibile su PremiumPlay.
Cherry Season – La stagione del
cuore: la trama e il cast
La serie racconta le appassionanti
vicende della bella Oyku, aspirante stilista che vive con la madre
e il fratello, ed il cui padre ha lasciato la famiglia quando Oyku
era ancora una bambina. Oyku è innamorata sin dall’infanzia di
Mete, il fratello della sua migliore amica Burcu, ma lui,
purtroppo, la considera solo come una sorella.
In Cherry Season – La
stagione del cuore protagonisti sono Özge Gürel nei panni
di Öykü Acar, Serkan Çayoğlu nei panni di Ayaz Dinçer, Dağhan
Külegeç nei panni di Mete Uyar, Nilperi Şahinkaya nei panni di
Şeyma Çetin, Fatma Toptaş nei panni di Sibel Korkmaz, Ayşegül Ünsal
nei panni di Meral Acar, Hakan Çimenser nei panni di Bülent Uyar,
Nezih Cihan Aksoy nei panni di Olcay, Neslihan Yeldan nei panni di
Önem Dinçer, Mehti Aras Aydın nei panni di Emre Yiğit, Nihal
Işıksaçan nei panni di Burcu Meltem Uyar, Serkan Börekyemez nei
panni di İlker Korkmaz, Tamer Berke Sarıkaya nei panni di Cem Acar,
Atilla Saral nei panni di Mehmet Karaylı, Jale Arıkan nei panni di
Monika Sessa, e Özge Ince nei panni di Naz Hosgor.
Cherry Season – La stagione del
cuore, la prima stagione
Nella prima stagione di Öykü, una
giovane ragazza il cui sogno più grande è fare la stilista, abita
con la madre e il fratello, mentre il padre è scappato con l’amante
quando lei era bambina. Fin da piccola è innamorata di Mete, il
fratello della sua migliore amica Burcu, unica a conoscenza di
questo sentimento, ma lui l’ha sempre vista come una sorella. Mete
s’interessa a Şeyma, amica e vicina di casa di Öykü, gentile e
buona esteriormente, ma che in realtà non esita ad approfittarsi
degli altri e intrattenere relazioni con uomini più grandi solo per
la loro ricchezza. Intanto, a causa di un equivoco, Öykü si ritrova
a uscire con Ayaz, figlio del suo capo, la stilista Önem, e i due,
nonostante gli attriti iniziali, finiscono per innamorarsi. Il
serial segue anche la relazione tra Bürcu ed Emre, compagno
d’università e amico di Öykü, e le storie di gelosie di Ilker e sua
moglie Sibel. La storia d’amore tra Öykü e Ayaz sfocia nel
matrimonio, ma timori e ansie spingono la ragazza a scappare in
Italia.
Cherry Season – La stagione del
cuore, la seconda stagione
Dopo le nozze con Ayaz, Öykü va a
Roma a lavorare nel ristorante di Monika senza far sapere niente a
nessuno; Ayaz, però, riesce a trovarla grazie a Mete. All’inizio la
storia tra i due sposi sembra essere finita, ma un lungo bacio sul
treno diretto verso il lago di Nemi riesce a far capire a Öykü che
la storia con suo marito non è mai finita. Infine, i due
diventeranno genitori di due gemelli: Özge e Serkan.
Amazon Prime Video presenta Welcome to
the Blumhouse, il nuovo progetto Amazon Studios &
Blumhouse Television che hanno fatto squadra per una serie di
quattro film, unici, inquietanti thriller, che mostrano storie di
genere originali con cast e filmmaker differenti. Tutti i film
saranno disponibili da Ottobre su Prime.
Ecco di seguito i trailer e i poster
dei film:
BLACK BOX
Directed By:
Emmanuel Osei-Kuffour Jr.
Teleplay by: Emmanuel Osei-Kuffour Jr. and
Stephen Herman
Story by: Stephen Herman
Starring: Mamoudou Athie, Phylicia
Rashad, Amanda Christine, Tosin Morohunfola, Charmaine Bingwa, and
Troy James
EVIL EYE
Directed
by: Elan Dassani and Rajeev
Dassani
Written by: Madhuri Shekar
Starring: Sarita Choudhury, Sunita Mani, Omar
Maskati, and Bernard White
Si è portato a casa l’Orso d’Argento
per la migliore interpretazione femminile all’ultimo Festival di Berlino, Undine, il nuovo film di Christian
Petzold, che arriva a due anni dall’ultimo La donna dello
scrittore. Con questo film, il regista tedesco si conferma
interessato a raccontare l’amore, ma questa volta assume una deriva
che potremmo definire, senza paura di essere smentiti,
fantastica.
La trama di Undine
Undine è ad un bar accanto al
Märkisches Museum di Berlino, dove lavora. Il suo compagno la sta
lasciando, ma lei non accetta la notizia, gli dice, con sguardo
spiritato: “Se mi lasci non potrai fare altro che morire”,
e poi va al lavoro, dicendo all’uomo di rimanere lì, lo raggiungerà
durante la sua pausa. Seguiamo la donna che arriva al museo, con
movimenti nervosi si cambia, conduce una visita guidata ad un
gruppo di visitatori, il suo compito è spiegare ai visitatori i
plastici che raffigurano la città nei suoi progressivi stadi
evolutivi, e poi scappa di nuovo al bar, dove il suo ormai ex
compagno non c’è più. Entra nel locale, sperando di trovarlo ai
servizi, ma di lui non c’è traccia. Qui viene raggiunta da
Christoph, uno dei visitatori del museo, che era rimasto ammaliato
dalla sua bellezza e della sua bravura nel condurre il tour.
Improvvisamente la donna si sente
chiamare, crede che sia un piccolo pupazzetto a forma di palombaro,
all’interno di un acquario, che senza preavviso esplode e travolge,
acqua, vetri e pesciolini, i due. Da questo momento in poi, le vite
di Undine e quella di Christoph si intrecciano.
Con grazia, Petzold intreccia realtà
e fantasia, disorientando lo spettatore, senza mai farci capire
bene su quale piano ci troviamo, un’affermazione di forte autonomia
e consapevolezza del racconto, che si svolge su due piani, quello
terrestre, in cui le vite dei protagonisti scorrono più o meno
normalmente, e quello subacqueo. Christoph infatti è un palombaro e
nelle sue incursioni nello Sprea, entra in contatto con pesci gatto
leggendari, creature marine fantastiche che hanno le sembianze di
Undine. Il nome stesso della protagonista rievoca una
mitologia nordica legata alle ninfe dell’acqua, per cui lei, con
gli occhi blu e i riccioletti color del rame assume a tutti gli
effetti le caratteristiche di una sirena che, con il suo amore
terribile e totale dà e prende la vita.
Undine, la ninfa del
fiume
Il film sembra dunque diviso tra un
realismo totale, legato alle contingenze della vita della nuova
coppia, e un’impalpabile velo di fantasia, che sembra caricare di
significato piccoli gesti, oggetti ed elementi del racconto. Due
entità che si fondono e si completano, in qualche modo, come le due
nature di Berlino, quella dell’Est e quella dell’Ovest che solo dal
’89 in poi hanno cominciato a mescolarsi, come la stessa Undine
spiega, nei suoi tour del museo.
Paula Beer
e Franz Rogowski sono una coppia insolita,
tanto è bella, eterea lei quanto particolare lui, e la loro
fisicità rispecchia i loro personaggi, uno legato alla terra,
nonostante il lavoro sbacque, l’altra legata all’acqua,
all’indefinito, al mistero. Undine è un film affascinante che
nell’insidioso ed originale incontro tra realtà e fantasia pone il
suo punto di maggiore interesse che, nel finale si scioglie in un
invito a “rimanere con i piedi per terra”, una soluzione realistica
e solida alle fantasie della vita.
A quattro anni dall’avventuroso e
magico Kubo e la Spada Magica, la Laika di
Travis Knight porta al cinema una nuova avventura
in stop motion, Mister
Link, diretto da Chris Butler e che
nel corso dell’ultima stagione cinematografica ha portato a casa
diverse soddisfazioni, come la nomination agli Oscar al miglior
film d’animazione e la vittoria, nella stessa categoria, ai
Golden Globes.
L’avventura di Mister Link
Sir Lionel Frost è
un esploratore britannico nell’epoca vittoriana. Sembra che il
nobile dalle maniere raffinate e il temperamento risoluto sia nato
esattamente nel periodo storico più propizio alla sua passione per
l’esplorazione e la scoperta, tanto che il suo più grande desiderio
è entrare a far parte di uno di quei club londinesi, per soli
uomini, che nel corso dei secoli hanno adunato scienziati e
ricercatori, ma che proprio non vogliono Mr. Frost. L’uomo è
avventato e progressista, appassionato e curioso, tutte qualità che
sembrano destabilizzare l’antico ordine di queste società. Da
avventuriero sognatore e impavido, Lionel si lancia alla ricerca
del mitico Sasquatch, più comunemente noto come Big Foot, convinto
che questa trovare questa creatura lo farà entrare nelle grazie
degli anziani membri del club. Non sa però che il suo viaggio
riserverà moltissime sorprese e che il suo semplice ritrovamento
dello Sasquatch sarà solo l’inizio di un’avventura che lo porterà a
capire finalmente qual è il suo posto nel mondo.
Trovare il proprio posto nel mondo
Già con Paranorman, Chris Butler
aveva raccontato la storia di un ragazzino che doveva imparare ad
accettare la sua diversità e doveva imparare a convivere con chi
parimenti non la accettava. In questa recensione di Mister Link
scopriremo come anche in questo nuovo lungometraggio, Butler voglia
far passare gli stessi concetti. Lionel Frost infatti è un uomo che
vuole a tutti i costi rientrare all’interno di uno schema
preesistente, perché crede di far parte di quel mondo, di
quell’ambiente e desidera per questo farne parte. A sorpresa anche
il Sasquatch, mitologico anello di congiunzione tra l’uomo e la
scimmia e per questo soprannominato Mister Link da Lionel, vorrebbe
ricongiungersi con la sua famiglia, gli Yeti, la sua specie che si
è trasferita in Asia, sui monti dell’Himalaya, perché nonostante
sia molto diverso da loro, pensa che quello sia il suo posto.
Mister Link e Lionel
Frost troveranno quindi insieme una strada alternativa,
che dimostra ancora una volta che spesso la famiglia di sangue non
è la famiglia degli affetti e che qualche volta bisogna abbracciare
il diverso per potersi sentire davvero a casa. Terzo personaggio di
spicco del film è la Adelina, una vecchia fiamma di Lionel, che
cerca l’avventura: donna risoluta e indipendente è determinata a
trovare il suo spazio all’interno di un’avventura tutta sua, senza
più seguire nessuno. Una liberazione più fisica che mentale, visto
che già quando ci viene presentata, Adelina è una donna moderna e
libera dalle convenzioni del tempo.
Una risata che fa bene al cuore
Il vero collante di Mister
Link, però, è l’ironia, lo scontro continuo tra le due
realtà, quella del rustico bestione dal cuore d’oro e quella del
lord inglese ben educato ma inesperto per quello che concerne i
rapporti con gli altri. Nello sporcarsi a vicenda, anche attraverso
divertenti dialoghi e scambi, i due troveranno la perfetta
dimensione personale e la sintonia con l’altro.
Come accade in ogni film di
avventura che si rispetti, anche in Mister
Link è il viaggio stesso, l’esperienza che è formativa
e rappresenta il vero traguardo, non la meta o la scoperta alla
fine di esso. E così Mister Link si candida ad essere un altro
gioiello, l’ennesimo nella scuderia Laika, una vera e propria opera
d’artigianato raffinatissimo, con un concept semplice ed
accattivante ed un lavoro su costumi e scenografie davvero
impeccabile. Uno sforzo produttivo e creativo lungo e dispendioso,
che però ha dato il suo scintillante frutto.
Da sempre la Disney cerca di
trasmettere attraverso le proprie opere dei valori positivi,
attraverso cui i propri spettatori possano crescere come individui
e cittadini migliori. Che piaccia o meno, il celebre studios sembra
infatti avere molto a cuore la realizzazione personale di ogni
essere umano. Con la docuserie Becoming – Questa è la
mia storia aspira così a compiere un ulteriore passo
in avanti a riguardo. Con un produttore esecutivo del calibro di
LeBron
James, oggi considerato il più grande giocatore di
basket in circolazione, e che ha fortemente voluto la realizzazione
di questo progetto, si può infatti entrare nella vita di alcune
note celebrità, scoprendone i loro segreti. La loro formazione, i
loro successi e anche gli ostacoli diventano così fonte di
ispirazione, materia con cui lo spettatore può sognare in grande. E
come diceva Walt Disney: se puoi sognarlo,
puoi farlo.
Disponibile sulla piattaforma
Disney+ a partire dal 18
settembre, la serie si compone di 10 episodi, ognuno di questi
dedicati ad una singola celebrità. Si va dal giocatore di football
Ron Gronkowski all’attore di Stranger
ThingsCaleb McLaughlin, dalla
giocatrice di basket Candace Parker alla cantante
Colbie Caillat. Ogni episodio segue il
protagonista di turno nella propria città natale mentre rivisita i
luoghi memorabili che sono stati fondamentali per la propria
educazione. Membri della famiglia, allenatori, insegnanti, mentori
e amici intimi condividono ricordi personali significativi di
queste star prima che raggiungessero il successo. Queste storie
raramente raccontate forniscono uno sguardo intimo nei momenti
centrali del viaggio di ogni celebrità che li ha portati a
diventare ciò che sono oggi.
La strada verso
il successo
L’aspetto interessante di
Becoming è che, salvo qualche nome, sceglie celebrità non
particolarmente blasonate, ottenendo da loro dei racconti inediti,
che seppur molto simili tra loro presentano inevitabilmente dei
particolari unici. In modo estremamente umile questi personaggi ci
conducono con loro nei luoghi in cui sono cresciuti, ci permettono
di entrare nelle loro case e ammirare i loro ricordi. Assume così i
toni di un vero e proprio viaggio nel passato, alla ricerca di quel
momento in cui le loro vite si sono trovate davanti ad un bivio.
Ognuna delle celebrità intervistate racconta infatti delle proprie
scelte, di come abbiano perseguito le loro ambizioni invece di
soffocarle. Ciò che forse è ancora più interessante, però, è notare
come la serie non tenti di oscurare i loro momenti difficili, ma
anzi li esalti.
Nei tre episodi visti in anteprima,
infatti, si ritrova l’elemento comune della caduta. Ognuno degli
intervistati si trova inevitabilmente a fare i conti anche con gli
aspetti più bui o dolorosi della propria celebrità. È così, ad
esempio, che l’attrice Ashley
Tisdale, celebre grazie alla serie Zack e Cody al
Grand Hotel, o per i film di High School Musical con
Zac
Efron, ricorda del suo momento di crisi. Una crisi
generata dalla paura per quella popolarità improvvisa, e che
sembrava soffocarla. Becoming dimostra allora l’umanità di
queste persone, troppo spesso idolatrate e considerate invincibili.
Se c’è qualcosa che questa serie può insegnare, non si ritroverà
nel come questi personaggi siano diventati celebri, ma nel come
abbiano saputo gestire la popolarità anche nei momenti più
difficili.
Becoming: la recensione
L’aspirazione a diventare qualcuno
al giorno d’oggi è sempre più diffusa, anche se molto spesso tale
ardente desiderio viene spento da fattori diversi. Il più comune è
quello relativo alla sensazione di non essere nati nel momento
giusto o al posto giusto. Becoming tenta invece di sfatare
anche questo mito, e per questo diventa fondamentale il ritorno a
casa delle celebrità intervistate. Vedere il loro luogo d’origine
permette allo spettatore di ritrovarsi nella loro semplice
quotidianità, di immedesimarsi e accorgersi di come anche loro
siano partiti da zero, costruendo sé stessi nonostante tutto e
tutti. Grazie a questi due elementi, la caduta e il ritorno a casa,
la serie riesce ad allontanarsi dal pericolo di diventare un
documentario didattico senza particolari segni distintivi.
Non meno importante, la sua breve
durata (complessivamente circa 25 minuti ad episodio) è un valore
aggiunto al tutto. Se da un lato rischia di dare alla puntata un
aspetto sbrigativo su alcuni aspetti, dall’altro certamente aiuta
nella sua fruizione. Mantenendo viva l’attenzione dello spettatore,
può così trasmettere al meglio il proprio messaggio. E se anche chi
guarda non avesse aspirazioni in nessuno degli ambiti trattati,
potrà comunque ritrovare preziosi insegnamenti, comunicati in modo
semplice ed efficace. Becoming, infatti, aspira a parlare
ad un pubblico più vasto possibile, in puro stile Disney.
L’uomo
delfino, il documentario diretto dal regista greco Lefteris
Charitos, che ripercorre la straordinaria storia di
Jacques Mayol, leggendario campione di immersione che
rivoluzionò il mondo dell’apnea con record di immersione di
oltre 100 metri di profondità, la cui vita è stata fonte
d’ispirazione per il film culto Le Grand
Bleu di Luc Besson, arriva nelle sale italiane il 5, 6
e 7 ottobre con Wanted Cinema.
Narrato da Jean-Marc
Barr, l’attore che ha interpretato il ruolo di Mayol nel film di
Besson, il documentario rivela il ritratto di un uomo che è
riuscito a superare i limiti del corpo umano e della mente, per
scoprire la più profonda affinità tra gli esseri umani e il mare e
lo fa grazie alle preziose testimonianze dei più stretti amici,
collaboratori e familiari dell’apneista, tra cui i suoi figli
Dottie e Jean-Jacques e i campioni mondiali di tuffi liberi Umberto
Pelizzari, William Trubridge e Mehgan Heaney-Grier.
L’uomo
Delfino – ha spiegato il regista – racconta la storia di un
uomo carismatico che ha diviso la sua vita tra terra e acqua,
portando consapevolezza sulla nostra affinità con il mondo
acquatico. Atleta, filosofo e avventuriero, Jacques Mayol ha
viaggiato in tutto il mondo, dal Mediterraneo al Giappone,
dall’India alle Bahamas, divulgando una visione olistica
dell’esperienza umana che si basa sul bisogno di riconnettersi con
la natura. Il film tratta questioni essenziali dell’esistenza
umana: la morte, i limiti del corpo, il ritorno alla natura, le
trappole dell’ambizione personale e della fama, l’equilibrio del
corpo e dell’anima attraverso la meditazione. Questi sono i temi
dominanti della vita di Mayol e che guidano la narrativa del
film.
Sarà inaugurata il 24 settembre a
Matera la mostra SASSI, NUVOLE E LUPI,
organizzata da APT Basilicata e dal Matera
Film festival (24-26 settembre 2020) e promossa da
Lucca Changes (Lucca Comics & Games) in
collaborazione con la SergioBonelli
Editore.
L’evento è dedicato alla città dei
Sassi, al fumetto Dampyr,
sceneggiato da Giorgio Giusfredi e disegnato da
Alessio Fortunato, e all’arte di Giuseppe
Palumbo.
Nel dettaglio la mostra si dividerà
in due spazi. Nello spazio principale saranno esposte in anteprima
alcune tavole de “Il licantropo di Matera” di Alessio
Fortunato e alcune tavole bonelliane di Giuseppe
Palumbo ambientate a Matera.
Nel secondo spazio invece saranno
esposte le tavole del libro PASOLINI1964 – Oltre Matera e il
Mediterraneo” di Maurizio Camerini, Alessandro
Manna e Giuseppe Palumbo.
La mostra fa parte della
programmazione ufficiale di Lucca Changes
l’edizione 2020 di Lucca Comics & Games (il festival più importante
in Europa dedicato al fumetto, al gioco, al videogioco, alla
narrativa fantasy, e alle serie TV) e si inserisce all’interno
dell’offerta proposta dai Campfire, di cui la
città di Matera fa parte. I campfire non sono altro che avamposti
sparsi su tutta la penisola, coordinati dallo staff centrale del
festival, con il duplice obiettivo di raggiungere i fan
appassionati di fumetti e giochi che quest’anno non potranno
raggiungere Lucca e coinvolgerli in attività pensate esclusivamente
per loro stringendo i rapporti con le realtà locali che sono per
loro un riferimento durante tutto l’anno. L’offerta culturale si
arricchisce in questo caso proprio grazie alla collaborazione con
un editore partner come la Sergio Bonelli Editore.
Grazie alla partnership stretta con
APT Basilicata e il Matera Film Festival sarà possibile partecipare
fisicamente all’evento, ai talk e agli incontri.
Una collaborazione unica quella tra
la città di Lucca e di Matera, entrambe conosciute per il loro
patrimonio artistico e culturale, che sottolinea l’importanza di
fare rete per valorizzare opere d’arte e artisti del nostro
Paese.
Di seguito il programma
dettaglio dell’evento:
24 settembre – 1°
novembre
Exhibition Matera SASSI, NUVOLE E
LUPI
“Due artisti Bonelli a Matera – Palumbo e Fortunato”
Spazio Basilicata Openspace (P.zza Vittorio Veneto,
Matera)
24 Settembre, ore
11.00
Inaugurazione mostra SASSI, NUVOLE E LUPI apertura del
Matera Film Festival Intervengono direttore
APT, disegnatore Dampyr
Creative Director MFF, Produttore e Presidente onorario MFF.
26 Settembre, ore
18.00
Talk dal vivo con gli ospiti
Alessio Fortunato, Giuseppe
Palumbo, in collegamento streaming da Lucca
Giorgio Giusfredi, sceneggiatore e co-curatore
editoriale Dampyr e Emanuele Vietina, direttore di
Lucca Comics & Games.
Arriva in sala dal 17 settembre il
nuovo lavoro di Matthieu Delaporte e
Alexandre De La Patellière, registi di
Cena tra amici, la scoppiettante commedia
corale che era stata un successo del 2012, tratta dalla pièce
teatrale scritta dagli stessi autori, Le Prénom, che aveva
dato luogo anche ad una versione italiana molto apprezzata:
Il nome del figlio, di Francesca
Archibugi.
I due registi tornano dietro la
macchina da presa dopo essere stati autori di teatro e di numerose
sceneggiature per il cinema. Scelgono di nuovo Patric
Bruel, che era stato tra i protagonisti di
Cena tra amici, e vi affiancano,
lavorandovi per la prima volta, uno dei più noti volti della
commedia francese contemporanea, Fabrice Luchini –
ha lavorato tra gli altri con Éric Rohmer,
Claude Lelouch e Patrice Leconte.
Con Bruel ha condiviso un progetto cinematografico molti anni fa
(P.R.O.F.S di Patrick
Schulmann). Si dà vita così a una commedia sull’amicizia,
la morte e la vita. Tre elementi che erano stati al centro di altri
efficaci lavori cinematografici come lo spagnolo Truman
– un vero amico è per sempre con la coppia
Ricardo Darín e Javier Cámara.
Anche questo aveva trovato un adattamento italiano in
Domani è un altrogiorno, protagonisti Marco
Giallini e Valerio Mastandrea.
Il meglio deve ancora
venire, la trama
Arthur, Fabrice
Luchini, e César, Patric Bruel, sono
amici dai tempi della scuola. Quando, per caso, Arthur scopre che
César ha un cancro all’ultimo stadio, non sa come dirglielo ed è
talmente in ansia che, nel momento fatidico, si confonde e lascia
intendere all’amico di essere lui il malato terminale. Anche perché
César gli ha appena detto di essere al settimo cielo e che sta per
diventare padre. Da quel momento César si trasferisce da Arthur e i
due decidono che insieme cercheranno di esaudire i desideri
reciproci e di vivere la vita mettendosi realmente in gioco, fino
all’ultimo giorno che gli resta da condividere. Tra equivoci,
dolore e risate, saranno sorpresi da imprevisti e nuove
scoperte.
Delaporte e De La
Patellière omaggiano la commedia francese anni ’70
Sono gli stessi registi ad aver
dichiarato di aver fatto riferimento alla commedia francese anni
’70 ed in particolare a registi come Francis Veber
– il suo La capra con
Gerard Depardieu e Pierre Richard
– e l’Yves Robert di Certi
piccolissimi peccati, protagonista
JeanRochefort. Per quel che
riguarda gli attori che avevano in mente mentre elaboravano il
progetto del film, i riferimenti vanno da Yves
Montand – il nome César è un omaggio all’omonimo
personaggio interpretato da Montand in
E’ simpatico ma gli romperei il muso di
Claude Sautet – appunto a
Rochefort. Non manca poi la commedia all’italiana
e quella commistione di comicità, amarezza e anche tragedia,
tipiche del genere. Su tutte, il capolavoro di Dino
Risi, Il sorpasso, con uno
straordinario Vittorio Gassman, che però non
sarebbe stato così efficace senza il suo contraltare
Jean-Louis Trintignant. Ecco, dunque, chiarirsi
l’idea di commedia amara, che si nutre di contrasti, a cui
pensavano Delaporte e De La Patellière quando hanno immaginato il
film. I due cercavano perciò una coppia di attori che fosse il più
possibile esplosiva, ricca di sorprese.
Due penne raffinate e
puntuali con qualche soluzione un po’ troppo facile
La ricerca della verità, della
spontaneità è un cardine del lavoro, che traspone in parte il forte
legame d’amicizia tra i due registi e prende spunto anche da reali
problemi di salute patiti da Matthieu Delaporte.
Nel mettere a punto la sceneggiatura, i due hanno cercato un
costante equilibrio tra commedia e dramma, con la dominante della
commedia, ma con frequenti cambi di tono. Loro stessi affermano che
si tratta di “un film sulla parola”, su ciò che viene
detto o non detto, sull’idea di proteggere le persone a cui si
vuole bene, dicendo o non dicendo qualcosa. I dialoghi sono
efficaci, in un continuo botta e risposta dei protagonisti, due
anime complementari. Questo, unito alla bravura degli interpreti e
alla loro facilità nel passare dal registro comico al drammatico e
vice versa, fa si che il lavoro sia godibile ed abbia un buon
ritmo.
Tuttavia, da due penne raffinate
come Delaporte e De La
Patellière, ci si poteva aspettare qualcosa di più nel
costruire il dipanarsi della vicenda, che sa sorprendere con un
twist nella trama, portatore di un cambio di prospettiva e di un
supplemento di riflessione, ma nel finale scivola verso alcune
soluzioni un po’ troppo facili, dissonanti rispetto allo spessore e
all’approfondimento sui legami e le relazioni umane fondanti della
vita che gli autori avevano dimostrato nel resto della pellicola.
In particolare, risente di ciò l’evoluzione del rapporto fra César
e il padre, interpretato da Jean-Marie Winling,
come quella della relazione tra Arthur e Randa, Zineb
Triki, che lo accompagna in questo percorso nella
malattia. Sorprende invece.
Una buona alchimia tra gli
interpreti
Colonna portante del film è il cast,
ben assortito e dove tutti appaiono in parte. L’alchimia
della coppia Luchini-Bruel funziona e riesce a dare vita a un
fecondo contrasto tra la vitalità quasi infantile del
personaggio di Bruel e la prevedibilità timorosa,
ma anche rigorosa e affidabile di Arthur. Anche le interpreti
femminili danno il loro contributo. Zineb Triki
interpreta con sensibilità e inaspettata levità il personaggio di
Randa, mentre Pascale Arbillot è una buona
Virginie, grande amore, finito, di Arthur e ora sua affettuosa
amica, oltre che madre della loro figlia Julie, Marie
Narbonne.
Nella colonna
sonora di Jérome Rebotier spiccano i
brani dei Cure e dei Pink Floyd,
che ben accompagnano la spensieratezza del personaggio di
Cesar. Il meglio deve ancora venire
resta una commedia piacevole che riesce a far sorridere della morte
con la scanzonata vitalità e le inattese goffaggini dei suoi
protagonisti, celebrando la vita e l’amicizia nelle forme più
semplici e autentiche.
Nei giorni scorsi abbiamo appreso
la
notizia che Jonathan Majors (star della serie
Lovecraft Country) interpreterà l’antagonista principale
di Ant-Man 3, ossia Kang il
Conquistatore. In attesa di sapere di più sulla trama del
film e sul ruolo del personaggio creato da Stan
Lee e Jack Kirby nel terzo capitolo dedicato alle
avventure di Scott Lang,
Screen Rant ha raccolto tutto ciò che bisogna sapere su
Nathaniel Richards per meglio prepararsi al suo debutto nel
MCU:
Alcune precisazioni sul Multiverso
I film di Ant-Man
hanno impostato il concetto di viaggio nel tempo all’interno del
MCU introducendo il Regno Quantico,
“una realtà in cui lo spazio e il tempo diventano irrilevanti”.
Tale concetto è diventato centrale in Avengers:
Endgame, con Tony
Stark che ha capito come sfruttare proprio quel Regno Quantico
per tornare indietro nel tempo. Ciò ha permesso ai Vendicatori di
annullare lo schiocco di Thanos, ripristinando metà della vita nell’universo e
permettendo finalmente agli eroi di sconfiggere il Titano
Pazzo.
È diventato quindi chiaro che il
Multiverso, un concetto che abbraccia sia il tempo che il viaggio
dimensionale, sarà la chiave della Fase 4 del MCU. In tal senso, il
titolo ufficiale del sequel di Doctor
Strange è abbastanza indicativo:
Doctor Strange in the Multiverse of Madness.
Parallelamente, l’annunciata serie Disney+ dedicata a Loki vedrà il
Dio dell’Inganno provenire da una linea temporale alternativa.
Inoltre, le foto dal set dello show hanno anticipato l’arrivo della
Time Variance Authority, un’organizzazione che nei fumetti si
occupa di controllare proprio i viaggi nel tempo e le timeline
alternative.
Fatte queste premesse assolutamente
necessarie, non sorprende che il MCU stia per introdurre un cattivo
tanto complesso come quello di Kang il Conquistatore, dal momento
che la sua peculiarità è per l’appunto quella di poter viaggiare
nel tempo.
Le origini di Kang
I viaggi nel tempo sono una
faccenda piuttosto complicata. Sfortunatamente, questo significa
che molti personaggi che viaggiano nel tempo hanno retroscena
altrettanto complessi. Nei fumetti, Kang il Conquistatore è l’alter
ego di Nathaniel Richards, un antenato di Reed Richards e Sue Storm
dei Fantastici Quattro. È nato nel 30° secolo, un’epoca in cui il
mondo era consumato dalla violenza; Kang ha portato la pace
conquistando il pianeta. Quando ottenne l’accesso ad una macchina
del tempo, Kang iniziò ad espandere la sua conquista nel corso
della storia, assumendo spesso altre identità come Immortus, il
Centurione Scarlatto o il Faraone Rama-Tut.
Il viaggio nel tempo di Kang lo
trasforma essenzialmente in un complesso evento spazio-temporale a
sé stante, con le linee temporali che sono cambiate molte volte
grazie a lui. Si preoccupa poco delle leggi del tempo e ha spesso
interagito con la sua storia personale. In diverse occasioni
qualcosa è andato storto, dal momento che il suo io adolescente era
sconvolto dal suo futuro e ha tentato di cancellarlo viaggiando
indietro nel tempo e fondando gli Young Avengers in qualità di Iron
Lad. Tutte le diverse identità di Kang – Immortus, Rama-Tut e così
via – si sono frammentate e sono diventate esseri quasi diversi a
pieno titolo. Non è insolito per una storia di Kang vedere due
diverse versioni del viaggiatore nel tempo che si scontrano.
I poteri di Kang
Kang il
Conquistatore ha origine nel 30° secolo, un periodo in cui
l’umanità aveva già imparato a migliorare le sue qualità fisiche,
come forza e velocità. In quanto tale, è già oltre il tradizionale
picco umano, agendo facilmente ai livelli di super soldati moderni
come Capitan America. Discendente di Reed Richards, Kang è un genio
senza precedenti ed è anche un eroe tattico estremamente abile. È
stato in grado di conquistare tuto il 30° secolo e di estendere la
sua conquista nel tempo in una dimensione nota come Limbo, una
sorta di luogo analogo al Regno Quantico nel MCU. Sfortunatamente,
la più grande forza di Kang – la sua determinazione implacabile e
la sua volontà indomabile – è spesso anche la sua più grande
debolezza. Non può accettare una sfida senza voler sconfiggere il
suo avversario, e in un’occasione la sua tenacia – ha viaggiato
costantemente indietro nel tempo per combattere più e più volte la
stessa battaglia contro Ultron – ha quasi distrutto l’intero
Multiverso, frantumando il tempo e lo spazio.
Kang indossa una potente armatura
da battaglia e ha accesso a tutte le armi della storia, comprese
alcune di quelle create dopo il 30° secolo e che ha intravisto
attraverso i viaggi nel tempo. Ha incorporato la tecnologia di
evocazione nella sua armatura, permettendogli di entrare in
possesso di qualsiasi arma che ritenga necessaria durante il flusso
temporale. Inoltre, Kang viaggia attraverso la storia per reclutare
i più grandi guerrieri, sconfiggendoli in combattimento o
reclutandoli nel suo esercito. Ovviamente preferisce essere il
leader.
L’interprete di Kang nel MCU
Jonathan
Majors, star della serie Lovecraft Country, è stata
scelta per interpretare Kang il Conquistatore in Ant-Man
3. La Marvel deve ancora renderlo ufficiale, ma fonti vicine
allo studio hanno suggerito che Kang sarà uno dei principali
cattivi del sequel, anche se alcuni indizi suggeriscono che il
personaggio sarà molto diverso dalla controparte cartacea.
La cosa potrebbe avere un senso,
dal momento che il Kang dei fumetti è un personaggio
incredibilmente complesso, dal momento che il tempo si è
sostanzialmente frantumato intorno a lui, creando innumerevoli e
diverse incarnazioni dello stesso. Majors è una stella nascente, e
oltre alla serie Lovecraft Country ha recitato anche in Da 5 Bloods di Spike Lee. La Marvel sarà senza dubbio
lieta di aggiungere l’attore alla grande famiglia Marvel.
Il ruolo di Kang nel futuro del MCU
Peyton Reed ha lavorato alla
sceneggiatura di Ant-Man 3 durante la pandemia, ma ovviamente in
questo momento sta ancora cercando di essere il più criptico
possibile sul film.“Penso che il terzo film di Ant-Man sarà… un
film molto più grande e articolato dei primi due”,
aveva dichiarato il regista. “Avrà un modello visivo molto,
molto diverso. Questo è tutto quello che posso
dire”. Tuttavia, per quanto grandi possano essere le
ambizioni di Reed per Ant-Man 3, è lecito ritenere che
Kang apparirà sì come antagonista principale di quel film, ma non è
escluso che possa giocare un ruolo ancora più importante come
cattivo ricorrente all’interno del MCU, diventando quindi una sorta
di Thanos delle prossime fasi. Dato che Majors è già stato scelto
per la parte, è possibile che possa apparire anche prima di
Ant-Man 3, magari proprio nella serie dedicata a Loki.
In Captain
America: Civil War, Visione ha giustificato gli Accordi di
Sokovia spiegando che avrebbero rappresentato una vera sfida per i
Vendicatori. Avengers:
Endgame potrebbe anche aver segnato la fine per i
personaggi di Tony Stark e Steve Rogers, ma ci osno ancora
innumerevoli personaggi che un personaggio come Kang non vedrebbe
l’ora di sfidare. Captain Marvel era abbastanza potente da
abbattere il Sanctuary-II e sconfiggere Thanos; Thor brandisce
un’arma con il potenziale per distruggere i pianeti; il MCU sta per
introdurre gli
Eterni, esseri i cui poteri superano quasi tutto ciò che
abbiamo visto nell’universo condiviso fino ad oggi. È facile
immaginare, quindi, che Kang decida che la Terra del 21° secolo sia
pronta per la conquista, iniziando ad orchestrare la caduta degli
Eroi più potenti del Pinaeta. Se tutto ciò dovesse essere
confermato, Jonathan Majors si è appena guadagnato il ruolo del
prossimo grande cattivo del MCU.
Si è parlato moltissimo di questo
progetto, il visual album di Beyoncé prodotto dalla Parkwood Entertainment
disponibile su Disney+ da fine luglio. Il
progetto è basato sulle musiche di The Lion King: The
Gift, ricordiamo che la stessa Queen B ha
fatto parte del live action lo scorso anno, ed è una reinvenzione
dei temi dell’iconico film Disney per guidare i giovani di oggi in
un viaggio alla ricerca di se stessi e del proprio paese dove
essere re e regine.
È il primo esperimento del genere
per Beyoncé, abituata ai successi, che è stato una sfida anche dal
punto di vista produttivo. Il film, infatti, è stato girato in
diverse location, la fotografica si concentra su personaggi e
paesaggio per sottolinearne la bellezza e l’importanza. Si va
dall’Africa a Londra, da New York a Los Angeles fino in Belgio per
vedere danzare l’incredibile gruppo di ballerini e attori, ognuno
volto a valorizzarne il proprio paese.
La produzione è durata più di un
anno e si avvale della collaborazione di persone note all’entourage
dell’artista come il co-regista Kwasi Fordjour,
che abbiamo avuto il piacere di intervistare e chiedergli come è
stato partecipare a questo incredibile progetto.
Intervista a Kwasi Fordjour, co-regista di Black is King
Com’è il tuo rapporto con
Beyoncé e come è cambiato in tutti questi anni?
“La nostra collaborazione
lavorativa non fa che crescere e evolvere perché siamo sempre alla
ricerca di qualcosa di nuovo, facciamo molto brainstorming e siamo
molto creativi”
È difficile lavorare con
lei?
“No assolutamente, è una
visionaria, è appassionata in tutto quello che fa, ti spinge a dare
sempre il meglio e non ci sono mai stati problemi”
Cosa ti è piaciuto di più di
questo progetto?
“La cosa che più amo di questo
progetto è sono i messaggi che contiene, quelli del rispetto, delle
tradizioni, dei nostri antenati, è un racconto di maturità,
riguarda tutti gli adulti e i bambini che stanno cercando loro
stessi all’interno di un nucleo, e l’essere collegati a Il Re Leone
che ha una storia così iconica e universale è la mia parte
preferita”
Che ricordo hai de Il Re
Leone?
“Ricordo di averlo visto con mia
madre che stava piangendo moltissimo, avrò avuto sei o sette anni,
la guardavo e non riuscivo a capire perché piangesse in quel modo,
l’ho realizzato lavorando a questo progetto. È il mio ricordo più
dolce, realizzare che impatto questa storia possa avere per più di
una generazione”
Come siete riusciti a
costruire il progetto?
“Non è stato facile, tutto è
iniziato nel giardino di Beyoncé negli Hampton, quello che avevamo
era un obiettivo e dei messaggi da voler comunicare, abbiamo
iniziato a confrontarci con registi di tutto il mondo per espandere
la nostra visione e poi poter unire tutto insieme. Ne abbiamo
parlato per ore ci siamo confrontati su tutto”
Hai avuto
paura?
“Nel momento no, perché quando
lavori con persone splendide, positive, che hanno un obiettivo non
pensi al progetto in se e per se, pensi al messaggio che vuoi
comunicare, è stato un vero lavoro d’amore. Ora ti guardi
indietro e pensi Wow, ce l’abbiamo fatta” ma sul momento no, non ho
avuto paura”
È un anno difficile per
tutti noi e con le proteste che stanno verificandosi per tutto il
mondo viene da chiedersi, cosa si può fare per cambiare la mente
delle persone?
“Per me tutto inizia in casa, il
modo in cui cresci i tuoi figli, consentirgli, a prescindere dalla
razza, di guardare prodotti come Black Is King, perché ti forza e
ti insegna a comprendere il valore di persona con tradizioni e
eredità culturali differenti dalle tue, una volta compreso quello
capisci che siamo tutti uguali, con gli stessi traumi, la stessa
storia e nessuno è migliore di chi gli sta seduto accanto. Siamo
tutti sullo stesso pianeta.”
Un film può essere
d’esempio?
“Credo che l’educazione possa
esserlo, non solo un film.”
Colin Trevorrow ha
rilasciato una nuova intervista a
Premiere in cui ha parlato delle riprese di Jurassic
World: Dominion e del rapporto con il cast originale
di Jurassic Park, che come sappiamo ormai da
diverso tempo tornerà per il nuovo capitolo della saga dedicata ai
dinosauri.
Jurassic
World: Dominion è stato uno dei primi blockbuster di
Hollywood a tornare in produzione dopo lo stop causato dalla
pandemia di Covid-19. A proposito delle riprese, Trevorrow ha
spiegato: “Siamo perfettamente in linea con il programma.
Ovviamente, non è facile girare in queste condizioni. Stiamo
lavorando tutti in maniera disciplinata, mantenendo le distanza e
portando le mascherine. La Universal e i produttori hanno messo a
disposizione tutto il necessario. Quindi, nonostante lo slittamento
a causa della pandemia, siamo comunque nei tempi previsti. Si
tratta di una produzione enorme e naturalmente non abbiamo ancora
finito. Mancano ancora un bel po’ di settimane.”
Per quanto riguarda, invece, il
lavoro con Sam Neill,
Laura Derne
Jeff Goldblum, ha dichiarato: “Avere la
possibilità di dirigere il trio originale di Jurassic Park insieme
agli attori di Jurassic World è la cosa più emozionante che potesse
capitarmi. Non so se riuscirò mai a fare qualcosa di meglio! C’è
davvero tantissima comprensione sul set… almeno tra gli attori,
perché potrebbe non essercene invece tra i personaggi!”
Attore di grande fama e talento,
Adrien Brody è senza dubbio uno dei
migliori interpreti della sua generazione. Nel corso della sua
carriera ha dato prova di grande versatilità, nonché di poter dar
vita a personaggi notoriamente complessi. In breve tempo ha così
raggiunto i massimi onori dell’industria hollywoodiana, affermando
sempre di più il suo status. Oggi Brody continua a recitare in
titoli di grande rilievo, fornendo sempre performance di grande
intensità.
Ecco 10 cose che non sai di
Adrien Brody.
Adrien Brody: i suoi film
10. Ha recitato in noti
lungometraggi. L’attore debutta al cinema con il film ad
episodi New York Stories (1989), per poi conoscere maggior
popolarità grazie a Piccolo, grande Aaron (1993),
Bullet (1996), L’ultima volta che mi sono
suicidato (1997), e La sottile linea rossa (1998),
con Sean
Penn. Recita poi in S.O.S. Summer of Sam
(1999), e Bread and Roses (2000). La consacrazione arriva
però grazie a Il pianista (2002), che lo rende famoso in
tutto il mondo. Da quel momento inizia a prendere parte a celebri
film come The Village (2004), King Kong (2005),
con JackBlack, Il treno per Darjeeling
(2007), Giallo (2009), Splice
(2010), Predators
(2010), Detachment – Il
distacco (2011), Midnight in
Paris (2011), con Owen
Wilson, Third Person
(2013), con Olivia
Wilde, Grand Budapest Hotel (2014), con
Ralph
Fiennes, Shiraz – La città delle rose
(2015), Bullet Head (2017), The Bombing (2018) e
The French Dispatch (2020), con Bill
Murray.
9. Ha preso parte a celebri
serie televisive. Negli ultimi anni Brody si è distinto
anche per aver recitato in alcune note serie televisive, come
Houdini (2014), dove interpreta il celebre mago. Celebre è
poi il suo Luca Changretta, mafioso giunto in Inghilterra per
uccidere la famiglia Shelby in Peaky Blinders
(2017), con Cillian
Murphy. Prossimamente tornerà in televisione grazie
alla serie horror Chapelwaite, nel ruolo del protagonista
Charles Boone, il quale si troverà a dover combattere contro
un’antica e malvagia maledizione che tormenta la sua famiglia da
secoli. La serie è basata sul racconto Jerusalem’s Lot del
celebre scrittore del brivido Stephen King.
Adrien Brody agli Oscar
8. Detiene un primato con il
premio Oscar. A definitiva consacrazione del successo
ottenuto con il film Il pianista, dove l’attore interpreta
Wladyslaw Szpilman, un pianista riuscito a sopravvivere agli orrori
della guerra grazie alla sua arte, Brody arriva ad ottenere una
nomination ai premi Oscar come miglior attore. Nonostante
l’agguerrita concorrenza in categoria di attori del calibro di
Michael Caine,
Nicolas Cage,
Daniel
Day-Lewis e Jack
Nicholson, Brody riesce a vincere il premio. Allo
stesso tempo Brody stabilisce un significativo primato divenendo,
all’età di 29 anni, il più giovane interprete a vincere in quella
categoria.
7. Diede vita ad un
imprevisto bacio. Al momento della vittoria dell’Oscar,
Brody corse sul palco e diede un profondo bacio in bocca alla
presentatrice della categoria, l’attrice Halle
Berry. Il momento destò parecchio clamore sul momento,
e con il tempo venne confermato che tale bacio non era
assolutamente previsto. L’attore aveva infatti manifestato in modo
“originale” l’entusiasmo per la propria vittoria. Ad oggi,
tuttavia, tale evento è da molti considerato un brutto episodio
nella storia degli Oscar, specialmente considerati i numerosi
discorsi sulle molestie usciti negli ultimi anni. La Berry,
tuttavia, non si è mai pubblicamente lamentata di ciò.
Adrien Brody in Peaky Blinders
6. Si è ispirato a figure realmente conosciute.
Per dar vita allo spietato Luca Changretta in Peaky Blinders, l’attore ha affermato di
aver scavato nella propria memoria, andando a riesumare vecchie
personalità conosciute durante l’adolescenza. Brody, infatti, è
cresciuto nel quartiere Queens, dove risiedevano numerose persone
associate alla criminalità organizzata. L’attore, per tanto, ha
basato molto del suo personaggio sui ricordi che aveva di queste
figure, dal loro modo di parlare a quello di agire. Per poter poi
risultare più realistico lì dove la memoria lo abbandonava,
l’attore ha semplicemente svolto delle ricerche sui maggiori
gangster statunitensi.
Adrien Brody in Il Pianista
5. Ha imparato a suonare il
piano. Scelto per il complesso ruolo del personaggio
protagonista, Brody si è da subito dichiarato disponibile ad
imparare realmente a suonare il pianoforte. Ciò gli ha permesso di
evitare l’utilizzo di controfigure, e così facendo ha potuto
calarsi ulteriormente nei panni del sofferente personaggio. Le
numerose scene in cui lo si vede suonare, dunque, non sono finte.
Sono piuttosto il frutto di ore e ore di intenso studio, che ha
permesso all’attore di poter eseguire anche i brani più complessi
previsti dal copione.
4. È dimagrito
molto. Deciso a voler rendere quanto più possibile
realistico il suo ritratto del protagonista, che si trova a
soffrire la fama e la sete tra gli orrori della guerra, Brody si è
sottoposto per un periodo ad una ferrea dieta. L’attore, infatti,
per sei settimane ha mangiato soltanto uova per colazione, un
piccolo pollo a pranzo e del pesce per cena. Ciò gli ha permesso di
passare da un peso di 73 chili ad uno di 59 chili, assumendo dunque
un aspetto particolarmente emaciato e denutrito.
Adrien Brody: la sua vita privata e
il naso
3. Ha avuto fidanzate
celebri. L’attore è sempre stato piuttosto riservato sulla
propria vita privata, ma in diverse occasioni non ha mancato di
farsi vedere in pubblico in compagnia delle proprie fidanzate. La
prima di cui si hanno notizie è Michelle Dupont, operante
nell’industria della musica, con cui ha avuto una relazione dal
2003 al 2006. Successivamente, l’attore è stato legato dal 2006 al
2009 con l’attrice Elsa
Pataky. Nel febbraio del 2020, invece, viene riportato
il suo legame con l’attrice Georgina Chapman.
2. È noto per il suo
naso. Il tratto forse più caratteristico del volto
dell’attore è il suo naso, dalla conformazione insolita. Ciò è in
realtà dovuto ad una serie di incidenti di cui l’attore è stato
vittima nel corso degli anni. Il primo di questi avvenne nel 1992,
quando mentre si trovava in moto si trovò a scontrarsi contro
un’auto, rompendosi così diverse ossa tra cui il naso. Brody, in
seguito, si è nuovamente rotto tale parte del volto a causa di
alcune acrobazie compiute sui set di alcuni suo film. L’attore,
infatti, non voleva che venissero utilizzate controfigure, ma
girare personalmente le scene in questione si rivelò per lui
fatale.
Adrien Brody: età e altezza
1. Adrien Brody è nato a New
York, Stati Uniti, il 14 aprile del 1973. L’attore è alto
complessivamente 183 centimetri.