In una recente intervista con
Digital Spy in
occasione della promozione del suo debutto alla regia, il film
Tyler
Rake con
Chris Hemsworth, Sam Hargrave ha parlato del
suo lavoro in qualità di coordinatore degli stuntman sul set di
Avengers:
Endgame, il cinecomic campione d’incasssi di
Anthony e Joe Russo uscito
nelle nostre sale lo scorso anno.
In occasione della sequenza di
Avengers:
Endgame in cui Cap combatte contro se
stesso, però, Sam Hargrave ha rivelato di
aver avuto la possibilità di indossare nuovamente il costume
dell’eroe e di combattere contro suo fratello Daniel:
“Ecco il motivo per cui sono
tornato ad indossare quel costume, così da poterne parlare un
giorno. La Marvel è stata fantastica da questo
punto di vista, e anche se c’è stato tantissimo lavoro in digitale,
ovviamente per quanto riguarda i volti, sappiate che i fratelli
Hargrave ci hanno dato dentro sul set di Endgame. Ed è per questo
che l’ho fatto, perché tutto ciò vivrà comunque per sempre. Potrete
dire ai vostri figli, ai vostri nipoti, che eravamo io e mio
fratello a combattere davvero in quel film.”
Ricordiamo che Avengers:
Endgame è il film di maggiore incasso
dell’anno, nonché il più grande successo dei Marvel Studios, che
con l’avventura diretta
da Anthony e Joe
Russo hanno chiuso un arco narrativo lungo 22 film e
11 anni, portando a termine un esperimento produttivo senza
pari.
Endgame ha
ottenuto un grande successo di critica e pubblico, stabilendo
numerosi record al botteghino, diventando il maggior incasso nella
storia del cinema, e venendo candidato a svariati premi
cinematografici, tra i quali l’Oscar ai migliori effetti
speciali.
Rifkin’s
Festival è il titolo originale ufficiale del nuovo
film di Woody Allen, girato in Spagna e realizzato
grazie al sostegno della Tripictures. Il film avrà come
protagonisti Elena Anaya,
Louis Garrel e Gina Gershon.
Rifkin’s
Festival racconta la storia di una coppia americana
sposata che si reca al San Sebastián Film
Festival. La coppia resta folgorata dalla magia del
festival e dei film in concorso, oltre che dalla bellezza e dal
fascino della Spagna. La donna avrà una relazione con un brillante
regista francese, mentre l’uomo si innamorerà di una bellissima
donna spagnola del luogo.
Il film sarà
prodotto da Mediapro Studio (che aveva già lavorato con Allen per
Vicky, Cristina, Barcelona) e da Gravier
Production in coproduzione con Wildside. La pellicola è stata
girata a San Sebastian la scorsa estate. Mediapro Studio
collaborerà con Gravier per quanto riguarda le vendite
internazionali.
Il film, dopo la presentazione nel
mese di settembre al San Sebastián Film Festival,
dovrebbe uscire in Spagna il prossimo autunno, naturalmente se le
sale cinematografiche saranno nuovamente agibili. Al momento,
dunque, è impossibile prevedere quando il film arriverà nel resto
del mondo.
Sappiamo tutti quanto Tom
Holland sia affezionato al personaggio di
Spider-Man. Per il giovane attore, ogni occasione
è quella giusta per tornare nei panni dell’iconico personaggio che
gli ha regalato la fama internazionale. Lo testimonia una recente
ospitata dello stesso in occasione dell’ultima puntata dello show
di
Jimmy Kimmel.
Holland, infatti, è apparso in
videoconferenza (secondo la nuova veste che ha assunto il talk a
seguito della pandemia di Covid-19) nei panni del simpatico
arrampicamuri per fare una sorpresa al figlio del celebre
conduttore americano, in occasione del suo terzo compleanno. Il
figlio di Kimmel avrebbe dovuto festeggiare con una tradizionale
festa di compleanno, durante la quale era previsto proprio
l’intervento di un animatore travestito da Uomo Ragno.
Naturalmente, l’attuale situazione mondiale e le rigide misure
relative al distanziamento sociale non hanno permesso che ciò
accadesse.
Così, per rendere ugualmente
speciale il giorno del suo compleanno, il conduttore ha ben pensato
di far sì che fosse proprio Peter Parker in persona a cercare di
rendere comunque speciale la giornata dei suo figlio. Prima della
lieta sorpresa, però, Tom
Holland ha chiacchierato con Jimmy e ha
aggiornato in merito alle riprese di Spider-Man
3, rivelando di non sapere quando la produzione
partirà:
“Non ne ho idea”, ha
spiegato Holland. “Ero a Berlino, a girare
Uncharted con Mark Wahlberg. Eravamo pronti a partire, siamo
andati sul set per il primo giorno di riprese, poi ci siamo dovuti
fermare e siamo stati rimandati a casa. Quindi, se gireremo prima
quel film o prima il nuovo Spider-Man… onestamente, non lo so. Ad
ogni modo, entrambi i film si faranno. Sono due progetti davvero
forti e le sceneggiature sono fantastiche. Quindi, anche se ci
vorrà più tempo del previsto, si faranno. Io sono pronto per
entrambi.”
Spider-Man
3 vedrà ancora una volta riuniti Tom
Holland e il regista Jon
Watts, che aveva già
direttoSpider-Man:
Homecoming del 2017 e Spider-Man:
Far From Home dello scorso anno. Le riprese
del film dovrebbero partire quest’estate.
Tom
Holland si è unito al MCU nei panni di Peter
Parker nel 2016: da allora, è diventato un supereroe chiave
all’interno del franchise. Non solo è apparso in ben tre film
dedicati ai Vendicatori della Marvel, ma anche in due
standalone: Spider-Man:
Homecominge Spider-Man:
Far From Home. La scorsa estate,
un nuovo
accordo siglato tra Marvel e Sony ha permesso al
personaggio dell’Uomo Ragno di restare nel MCU per ancora un altro
film a lui dedicato – l’annunciato Spider-Man
3– e per un altro film in cui lo ritroveremo al
fianco degli altri eroi del MCU.
Wonder
Woman 1984, l’atteso sequel che arriverà nelle
sale il prossimo 14 agosto, riceve ufficialmente un PG-13, ossia un
divieto ai minori di 13 anni, per la presenza nel film di
“scene d’azione e violenza”. Nella descrizione delle
motivazioni relativo al divieto non si fa alcun riferimento ad
eventuali contenuti sessuali: ciò lascia presumere che la relazione
tra Diana Prince (Gal
Gadot) e Steve Trevor (Chris
Pine) verrà trattata in maniera alquanto
edulcorata.
Di recente la data di uscita del
film è stata ufficialmente posticipata. All’inizio il sequel di
Wonder Woman, che sarà diretto ancora una volta da
Patty Jenkins, sarebbe dovuto arrivare nelle
sale il 6 giugno. A causa della pandemia di Covid-19, la Warner
Bros. ha deciso di spostare l’uscita del film al 14 agosto. Il
primo Wonder Woman, uscito nel 2017, ha raccontato
le origini del personaggio di Diana Prince dopo il suo debutto in
Batman v Superman.
Vi ricordiamo che Wonder
Woman 1984 uscirà il 14 agosto 2020. Il film
è stato definito dal produttore Charles Roven un sequel “inusuale“,
che poterà in scena lo stesso personaggio grazie al lavoro dello
stesso team creativo e che seguirà gli eventi del precedente
capitolo, ma che i fan non dovrebbero aspettarsi un seguito
tradizionale definendolo “la prossima iterazione della
supereroina”.
“Il film racconterà un lasso di
tempo completamente diverso e lo spettatore avrà solo un assaggio
di ciò che che Diana ha fatto o affrontato negli anni intermedi.
Abbiamo cercato di mettere insieme una storia del tutto diversa che
potesse rispettare le stesse emozioni del passato, portare un sacco
di umorismo e molta azione coraggiosa. E soprattutto, toccare le
corde del cuore.“
L’ordine cronologico del personaggio
è stato già rimescolato, essendo stata introdotta nell’era
contemporanea di Batman v Superman: Dawn
of Justice per poi tornare al vecchio secolo
con Wonder Woman. Il sequel vedrà
ancora Gal
Gadot nei panni di Diana Prince opposta
a Kristen
Wiig, scelta per interpretare la villain Cheetah. Nel
cast figureranno anche Chris
Pine (volto del redidivo Steve Trevor)
e Pedro
Pascal.
L’attuale pandemia di Covid-19 rende
impossibile, al momento, stabilire quando le attività lavorative
potranno tornare alla normalità. Ciò, naturalmente, riguarda anche
le produzioni cinematografiche e televisive negli Stati Uniti. In
uno speciale pubblicato da Variety, si è tornato
a parlare del caso di Mission Impossible
7, con particolare attenzione alle riprese italiane
del film.
A causa dell’emergenza Coronavirus,
infatti, le riprese del film previste sia a Venezia che a Roma
erano state ufficialmente cancellate. Inizialmente – quando la
pandemia mondiale non era ancora stata dichiarata – si era parlato
della possibilità di ricostruire le due città del Bel paese
attraverso
l’allestimento di imponenti set presso i Longcross Studios
situati a Longcross, Surrey, in Inghilterra.
Adesso invece, come apprendiamo
dalla fonte, la Paramount potrebbe decidere di cancellare
definitivamente le riprese previste in Italia. Tom Cruise e il team produttivo sperano
di poter tornare sul set a giugno, ma spostarsi in quel periodo per
raggiungere l’Italia sarebbe praticamente impossibile. Naturalmente
sono ore di attente e profonde decisioni per lo studio, dal momento
che la situazione a livello mondiale è ancora avvolta
nell’incertezza.
Come spiegato sempre dalla fonte, la
produzione potrebbe anche decidere di spostare le riprese previste
a Venezia e a Roma in autunno, ma se non sarà ancora possibile
compiere viaggi internazionali, è quasi certo che i piani per il
film cambino totalmente. Al momento la data di uscita di
Mission Impossible 7 nelle sale americane
è fissata per il prossimo 23 luglio 2021, ma arrivati a questo
punto è quasi certo che subirà uno slittamento.
I due film verranno girati in
contemporanea ma non è ancora chiaro quali altri membri del cast
torneranno sul set per le riprese. Christopher
McQuarrie scriverà e dirigerà i film, che faranno il
loro debutto nelle sale americane rispettivamente il 23 luglio 2021
e il 5 agosto 2022.
Nessun aggiornamento sul destino di
August Walker e Alan Hunley, i personaggi interpretati
da Henry
Cavill e Alec
Baldwin, che secondo le ultime
indiscrezioni rientrerebbero nei piani di McQuarrie per i
sequel. Ma come farli tornare, visto che nel precedente film sono
morti?
Si intitola The Last
Dance, l’ultima danza, il documentario di ESPN e
Netflix
dedicato alla stagione ‘97/’98 dei Chicago Bulls,
un’opera che grazie al ritmo serrato e avvincente si appresta a
diventare un appuntamento imperdibile di queste ultime (si spera)
settimane di quarantena. Dal 20 aprile sono disponibili sulla
piattaforma due episodi a settimana, per 5 settimane di una storia
cominciata proprio nella stagione del 1997.
Dopo cinque titoli in sette
stagioni, i Chicago Bulls inseguono il sesto
titolo, il terzo consecutivo, e l’organizzazione autorizza una
troupe televisiva a seguire la squadra in ogni momento, a partire
dalla preparazione del campionato, permettendo alle telecamere di
arrivare dove non erano mai state prima, dal campo di allenamento
agli spogliatoi. Quel materiale, unito a repertorio, interviste e
una lunga e costante ricerca, oltre a un lavoro titanico di
montaggio ha dato vita alla serie che racconta la grandiosa impresa
sportiva dei Bulls di Michael Jordan.
The Last Dance, i Chicago
Bulls di Michael Jordan nel ’97/’98
Nonostante le luci e i successi,
quello fu un anno particolarmente difficile per i Bulls, che si
trovarono ad affrontare un diffuso malcontento interno, dagli
attriti dell’allenatore Phil Jackson con il
general manager della squadra, ai problemi contrattuali di
Scottie Pippen, che quell’anno non inizia nemmeno
la stagione, complice un infortunio, forse con la speranza di
riformulare un contratto che gli fruttava decisamente troppo poco
per il suo ruolo e la sua importanza in squadra e nell’intera lega.
Ma, da Rodan a Kukoc, tutti i
giocatori avevano dei problemi con la società e con la squadra.
Su tutti, come un’ombra e un
collante potentissimo, si stagliava la figura di Michael
Jordan, il leader, il capo, quello che voleva soltanto
vincere e che voleva farlo a tutti i costi, anche portare tutta la
squadra sulle spalle.
The Last
Dance è quindi l’ultima danza dei tori di Chicago,
quella generazione di fenomeni (sia permesso il prestito
dalla pallavolo azzurra) che ha segnato la storia del basket, e la
cui storia commuoverà senza dubbio gli appassionati del parquet ma
coinvolgerà anche chi di basket non capisce nulla. Perché storie
sportive di questa portata, qualunque sia il loro esito, hanno
sempre la potenza evocativa di storie di vita, sacrificio,
sconfitta e vittoria.
The Last
Dance non è solo il racconto di un’impresa eroica, è
anche un lavoro documentaristico approfondito, certosino, vibrante
di emozione, a tratti persino buffo, tremendamente onesto,
raccontato attraverso le parole dirette dei protagonisti.
Nell’ottica contemporanea, la
storia dei Chicago Bulls, nella stagione ‘97/’98,
potrebbe spiegare bene a tutto il mondo il significato di farcela
insieme, di giocare di squadra (in quanto genere umano), di mettere
da parte l’individualismo e spalleggiarsi per raggiungere un
obbiettivo comune. Ma si sa, i protagonisti di quella storia lì non
sono esseri umani ordinari, sono fenomeni, divinità scese in Terra,
a condividere con i comuni mortali parte della loro luce.
La sfida delle
mogli, tratto da una storia vera e diretto dal
regista di “Full Monty”Peter
Cattaneo, sarà disponibile in streaming dal 25 aprile, e
per quattro settimane, sulle principali piattaforme
digitali:SKY PRIMAFILA PREMIERE, TIMVISION,
CHILI, HUAWEI VIDEO, RAKUTEN TV e INFINITY.
Dopo Un figlio di nome Erasmus, Eagle Pictures
contribuisce alla campagna #iorestoacasa con una nuova commedia in
prima visione.
Presentato nel corso dell’ultima
edizione della Festa del Cinema di
Roma, La sfida delle
moglinasce da una sceneggiatura scritta
da due donne, Rosanne Flynn e Rachel Tunnard, ispirata al grande
fenomeno, nato nel 2011, dei Military Wives
Choirs, i cori formati dalle mogli dei militari al
fronte.
Un cast di eccellenza per un film
irresistibile, che vanta la presenza di Kristin Scott Thomas (Il Paziente
inglese, Ti amerò per sempre, Quattro matrimoni e un funerale)
e dell’attrice e sceneggiatrice Sharon Horgan.
SINOSSI
La vita della moglie di un militare
al fronte può essere ingrata, ma non per
Kate (Kristin Scott
Thomas), che affronta lo stress e la
monotonia della sua condizione con grazia e perseveranza. Kate
infatti trova la sua libertà espressiva nel canto, al punto da
riuscire a convincere un gruppo di mogli nella sua stessa
condizione, a formare un coro: il Military Wives
Choir che avrà un grande e inaspettato successo.
Ispirato ad una storia
vera, la pellicolae il suo incredibile
cast ci ricorda che è sempre possibile superare le proprie paure e
affrontare le avversità della sorte creando un fronte di
solidarietà comune.
Disponibile su Netflix, Sergio è
il biopic diretto da Greg Barker e incentrato
sulla vita di
Sergio Vieira de Mello, diplomatico brasiliano e alto
ufficiale delle Nazioni Unite, che rimase ucciso, insieme a 21
membri del suo staff, in un attacco a Baghdad, dove era in servizio
come rappresentante speciale dell’ONU per l’Iraq.
Barker è un vero e proprio esperto
della figura di De Mello, dato che ha firmato anche un documentario
dedicato a lui e che è stato sempre distribuito da Netflix. La
scelta di raccontare il diplomatico in un film si rintraccia però
nell’esigenza di dare al personaggio un aspetto umano,
raccontandone non tanto le vicende pubbliche, perfettamente esposte
nel film di non fiction, quanto quelle personali, che in questa
sede diventano il cuore della vicenda.
La trama di Sergio, tra passato e
presente
Sergio si
concentra infatti sulla storia d’amore di De Mello con
Carolina Larriera, dall’invio presso Timor Est per
ricomporre la crisi con l’Indonesia al successivo invio in Iraq,
dove a Baghdad, a causa di un attentato ordinato da Abu Musab
al-Zarqawi, a soli 55 anni perse la vita. La struttura narrativa
del film si snoda intorno all’attentato in cui il diplomatico ha
perso la vita. Da sotto le macerie, Sergio ricorda il suo passato e
soprattutto il suo amore.
Cuore narrativo di Sergio è quindi
la relazione amorosa tra il protagonista e Carolina. La coppia
sullo schermo è formata da Wagner Moura, che
abbiamo conosciuto nei panni (e nei chili in più) dell’Escobar di
Narcos, e da Ana de
Armas, vera e propria stella in ascesa che, dopo la
folgorante partecipazione a Blade
Runner 2049 e la nomination ai Golden Globes per
Cena con Delitto – Knives Out, continua a
costruirsi una carriera varia, fatta di piccoli e grandi ruoli, in
attesa di mostrarsi al fianco di Daniel Craig nel prossimo film del
franchise di James
Bond, No
Time To Die.
La storia d’amore al
centro del racconto
Il film oscilla tra momenti di
grande coinvolgimento e altri decisamente fuori fuoco, in un
susseguirsi di vicende che ci portano avanti e indietro nel tempo,
lungo la linea della vita di Sergio e Carolina, per i quali Wagner
e Ana riescono a trovare un binario comune da seguire, una certa
alchimia che però non sopperisce agli sbalzi di tono e
all’incertezza narrativa del film.
I due interpreti trovano la chiave
giusta per farci appassionare alla loro storia personale, mettendo
a nudo però l’unica verità che emerge dal film: la vita diplomatica
e pubblica di De Mello è stata molto più interessante della sua
storia d’amore, per quanto appassionata.
Se proprio esiste un pregio, in
Sergio, è appunto quello di ricordare la
vita del protagonista e di spingerci a saperne di più, cercando
però altrove tracce del suo operato in vita.
I villain, quelli
veramente malvagi e spietati, possono essere molto divertenti da
guardare sul grande schermo, e spesso il pubblico finisce col
preferire loro all’eroe di turno. Tuttavia, è
altrettanto interessante e soddisfacente assistere alla redenzione
del cattivo di una determinata storia. Il cinema
ci insegna che anche le menti più diaboliche possono essere
riportate sulla retta via e, in certi casi, dimostrare di possedere
un lato “eroico”.
Affinché un cattivo e, soprattutto,
un suo eventuale riscatto funzioni, la credibilità è il requisito
primario da soddisfare, soprattutto in termini di motivazioni del
personaggio. Ecco di seguito le10
migliori redenzioni dei villain nei film:
Squalo (Moonraker – Operazione spazio)
Squalo è uno dei nemici più
memorabili della saga di
James Bond: questo è sicuramente dovuto, almeno in parte, alla
sua redenzione. Il personaggio ha debuttato per la prima volta ne
La spia che mi amava in qualità di villain dai denti
d’acciaio che ha il compito di uccidere 007. In Moonraker –
Operazione spazio, Squalo cambia idea quando trova l’amore: si
rende conto, infatti, che lui e Dolly rischieranno di finire uccisi
per mano del suo capo Hugo Drax. Per questo motivo, Squalo decide
di aiutare Bond e combattere al suo fianco per sconfiggere il
principale antagonista.
Scarlet Witch (Avengers: Age Of
Ultron)
Wanda
Maximoff, meglio conosciuta come Scarlet Witch, è stata sia una
villain che un’eroina nei fumetti Marvel, e Avengers: Age of Ultron ha dato proprio vita a questa
sua doppia natura. Wanda e suo fratello Pietro incolpano Tony
Stark per essersi dedicato in passato alla produzione di armi e
si uniscono a Ultron per cercare di ucciderlo. Alla fine, però,
Wanda capisce che i veri piani di Ultron prevedono in realtà lo
sterminio di tutta l’umanità. Convince quindi suo fratello ad
unirsi ai Vendicatori e, anche dopo la sua morte, porta avanti il
suo nuovo percorso eroico, diventando infine uno dei membri dei
Vendicatori più potenti.
Nux (Mad Mad: Fury Road)
In
Mad Max: Fury Road, Nux è un fedele seguace di Immortan
Joe e uno dei suoi stimati Figli di Guerra. Il giovane non vuole
altro che compiacere il tirannico signore e guadagnarsi una morte
leggendaria. Per raggiungere tale obiettivo, tenta di impedire a
Furiosa di fuggire con le mogli dell’ex colonnello. Dopo essersi
pentito per le sue azioni, Nux cerca una nuova strada per
raggiungere la gloria. Si unisce così alla missione di Furiosa per
salvare le mogli e, alla fine, si sacrifica per abbattere il
convoglio di Immortan Joe.
Dottor Octopus (Spider-Man 2)
Otto
Octavius non è mai stato veramente un uomo cattivo, ma soltanto un
uomo corrotto. Durante un esperimento votato alla creazione di una
nuova fonte di energia, qualcosa va storto e il Dottore rimane
prigioniero dei quattro tentacoli meccanici del suo esoscheletro.
Dopo aver derubato le banche, tentato di uccidere varie persone e
aver distrutto un treno di New York City, Otto continua a portare
avanti le sue ricerche. Ma dopo che Spider-Man lo convince che i
suoi piani distruggeranno la città, alla fine di Spider-Man 2 Otto si sacrifica per eliminare una volta
per tutte il macchinario.
T-Rex (Jurassic Park)
Il T-Rex di Jurassic Park è una creatura terrificante che cerca di
divorare i nostri eroi per quasi tutta la durata del film. La scena
in cui il T-Rex invade la strada e attacca le jeep mostra quanto
sia formidabile e al tempo stesso pericolosissimo questo mostro
preistorico. Tuttavia, l’obiettivo del T-Rex è semplicemente quello
di nutrirsi; alla fine, aiuterà a salvare la situazione. Quando gli
eroi vengono messi alle strette da due restanti Velociraptor, il
T-Rex si abbatte su di loro e li uccide, permettendo agli eroi di
fuggire.
Roy Batty (Blade Runner)
Blade Runner di Ridley Scott immagina un mondo in cui degli
androidi (chiamati replicanti) dalle stesse sembianze dell’uomo,
vengono utilizzati come forza-lavoro nelle colonie-extraterrestri.
Non sorprende, dunque, che alcuni di loro si ribellino e vengano
inseguiti dalle autorità. Tuttavia, un ribelle, Roy Batty, si
rivela un essere molto più complesso di quanto possa sembra. Batty
cerca vendetta contro il suo creatore ed è disposto a uccidere
chiunque si metta sulla sua strada. Quando Deckard lo rintraccia,
Roy lo assale brutalmente. Ma quando Batty vede Deckard in fin di
vita, prova simpatia per lui e lo salva prima di morire.
Loki (Thor: Ragnarok)
Loki è uno
dei cattivi più efficaci del MCU. In effetti, è stato il primo
cattivo ad affrontare l’intera squadra dei Vendicatori. Cerca di
uccidere suo fratello diverse volte, attacca New York City con un
esercito ed, generalmente, è sempre molto dispettoso. Tuttavia, in
Thor: Ragnarok vediamo Loki che inizia a cercare di
liberarsi dal suo “ingombrante” passato. Comincia a vedere Thor
come il suo vero fratello e torna ad Asgard per aiutare a salvare
la situazione. Questo arco narrativo termina in maniera eroico in
Avengers: Infinity War, quando Loki cerca di salvare il
Dio del Tuono da Thanos e muore.
Severus Piton (Harry Potter)
Severus
Piton è decisamente un personaggio interessante. Per gran parte
della serie, è stato semplicemente un’incombente minaccia per
Harry Potter e i suoi amici, poiché era chiaro che al
professore non importava affatto del mago. Assume i contorni di un
vero villain quando uccide Silente e si unisce a Voldemort.
Tuttavia, le vere intenzioni di Piton verranno presto rivelate e
diventa chiaro che, in realtà, non è mai stato cattivo. È stato
Silente a chiedere a Piton di ucciderlo: la preoccupazione
principale di Severus è sempre stata quella di proteggere Harry a
causa del suo amore nascosto per la madre.
T-800 (Terminator 2 – Il giorno del giudizio)
Il primo film della serie
Terminator ha creato uno dei cattivi più formidabili di
tutti i tempi. Quindi, è stata decisamente un’impresa per il sequel
trasformarlo in uno degli eroi più amati di sempre. Terminator 2 – Il giorno del giudizio introduce
nuovamente il T-800 come un cyborg riprogrammato dagli umani per
salvare John Connor. È adesso diventato un protettore e col tempo
diventa persino una figura paterna per John, sacrificando alla fine
la sua vita per impedire che il “Giorno del Giudizio” si
compia.
Darth Vader (Star Wars – Il ritorno
dello Jedi)
Darth Vader potrebbe essere
tranquillamente il villain film più iconico mai creato. Viene
presentato come il Signore Oscuro che uccide Obi-Wan. Viene poi
rivelato che si tratta del padre di Luke, oltre che del
responsabile del congelamento di Han Solo. Ma il suo arco termina
in modo epico ne
Il ritorno dello Jedi. Vader riesce a portare Luke
all’Imperatore e tenta di condurlo al Lato Oscuro. Tuttavia, Luke
si rivela troppo forte per cedervi, così l’Imperatore cerca di
ucciderlo. Dopo aver capito che suo figlio potrebbe morire, Vader
scaglia Palpatine nel reattore della Morte Nera e viene ferito a
morte.
D.N.A. (Decisamente Non
Adatti)è la storia didue
ex-compagni di scuola elementare, molto diversi tra
loro, che si rincontrano da adulti e decidono di scambiarsi i
codici genetici per migliorare le proprie vite. Tra esperimenti
scientifici maldestri e hackeraggi del DNA dagli effetti nefasti, i
due risulteranno Decisamente Non Adatti a queste nuove vite.
Vision Distribution
e Lucky Red sono lieti di annunciare che
D.N.A. (Decisamente Non Adatti), la
commedia che segna l’esordio alla macchina da
presa di Lillo & Greg, con protagonisti
Lillo, Greg e Anna Foglietta, sarà disponibile on
demand dal 30 aprile.
Il film, inizialmente previsto per
un’uscita in sala il 30 aprile, mantiene la data di lancio andando
direttamente on demand sulle piattaforme SKYPRIMAFILA
Premiere, TIMVISION, CHILI, GOOGLE PLAY, INFINITY, CG
Digital e RAKUTEN TV nell’ambito
dellacampagna
#IORESTOACASA.
Interpretato da Lillo & Greg e Anna
Foglietta, e scritto da Edoardo Falcone, Claudio Gregori (Greg),
Lillo Petrolo (Lillo), D.N.A. (Decisamente Non Adatti) è
una produzione Lucky Red e Vision Distribution con la
collaborazione di Sky e Amazon Prime Video, distribuito da Vision
Distribution.
Tornare
a vincere, il film di Gavin O’Connor con
protagonista il premio Oscar® Ben
Affleck, a partire dal 23 aprile sarà
disponibile per l’acquisto e il noleggio in digitale (anche in 4K
UHD)* su Apple
Tv, Youtube, Google Play, TIMvision, Chili, Rakuten TV,
PlayStation Store, Microsoft Film & TV, e per il
noleggio su Sky Primafila, Infinity e VVVVID.
In occasione dell’uscita digitale
del film, i primi 10 minuti di “Tornare a vincere” sono già
disponibili sul canale Youtube ufficiale di Warner Bros. Italia
a questo
link.
IL FILM
Una volta Jack Cunningham (Ben
Affleck) aveva una vita piena di promesse. Al liceo era un fenomeno
della pallacanestro con in mano una borsa di studio universitaria,
quando improvvisamente, per motivi sconosciuti, decise di
allontanarsi dal mondo del basket, riunciando al proprio brillante
futuro. Anni più tardi, Jack si trova ad un passo dalla rovina,
scatenata da una perdita inenarrabile, annegando nell’alcolismo che
gli era già costato un matrimonio e qualunque altra speranza di
vita migliore.
Quando gli viene offerta la
possibilità di allenare la squadra di pallacanestro del suo vecchio
liceo, lontana dagli anni gloriosi di un tempo, accetta con
riluttanza, sorprendendo soltanto lui stesso. Quando i ragazzi
iniziano a comportarsi da squadra e conseguentemente a vincere,
Jack crede di aver finalmente trovato una ragione per cui
combattere i demoni che lo hanno portato vicino alla rovina. Ma
basterà questo a riempire i suoi vuoti, a curare le profonde ferite
del suo passato e a condurlo sulla strada della redenzione?
Il premio Oscar® Ben Affleck
(“Argo”, “The Accountant”) è il protagonista di “Tornare a vincere”
diretto da Gavin O’Connor (“The Accountant”, “Warrior”).
Gordon Gray, Jennifer Todd, Gavin
O’Connor e Ravi Mehta sono i produttori del film, scritto da Brad
Ingelsby. Robert J. Dohrmann, Brad Ingelsby, Kevin McCormick, Mark
Ciardi, Aaron L. Gilbert, Jason Cloth e Madison Ainley sono i
produttori esecutivi.
Nel film compaiono anche Al
Madrigal (“Night School”), Michaela Watkins (“Casual” per la TV),
Janina Gavankar (“True Blood” per laTV) e Glynn Turman (“Bumblebee”).
Il team creativo dietro alla
cinepresa di O’Connor include il direttore della fotografia Eduard
Grau, lo scenografo Keith P. Cunningham, il montatore David
Rosenbloom e la costumista Cindy Evans. Le musiche sono del
compositore Rob Simonsen.
Warner Bros. Pictures presenta, in
associazione con BRON Creative, una produzione Jennifer Todd
Pictures/Mayhem Pictures/Film Tribe, un film di Gavin O’Connor,
“Tornare a vincere”.
CONTENUTI
EXTRA
THE WAY BACK: This
Sporting Life – Molti dei migliori film dedicati al mondo
dello sport non raccontano in fin dei conti dello sport stesso, ma
del percorso che una squadra può essere in grado di intraprendere
fino a superare qualsiasi difficoltà. Il regista Gavin O’Connor e
Ben Affleck discutono su come lo sport possa rappresentare una
metafora della nostra vita e di come la competizione possa aiutarci
a capire meglio noi stessi.
Every Loss Is Another
Fight: The Road to Redemption – Ben Affleck e il regista
Gavin O’Connor raccontano il controverso personaggio di Jack
Cunningham e il suo travagliato percorso di rinascita
La Marvel potrebbe non aver chiuso con
il personaggio di Thanos. Questo è ciò che pensa Jim
Starlin, creatore del Titano Pazzo interpretato nel MCU da
Josh Brolin, secondo cui una versione più
giovane del personaggio potrebbe apparire ne Gli Eterni,
l’atteso film Marvel che proprio di recente è stato posticipato al
2021.
Intervistato da
ComicBook, Starlin ha spiegato che secondo lui Thanos apparirà
nel film diretto da Chloe Zhao: “Hanno fatto
davvero un sacco di soldi con questo personaggio. Quindi non credo
che non lo vedremo più… o almeno, è ancora presto. I personaggi dei
fumetti tendono a vivere al di là degli attori che li interpretato.
Mi aspetto di vedere ancora Thanos in futuro.”
Ricordiamo che al momento non
esistono conferme in merito ad un’ipotetica conferma di
Thanos ne Gli
Eterni. Tra i personaggi che appariranno
nel film e che sono confermati figurano Thena (Angelina
Jolie), Kingo (Kumail
Nanjiani), Ajax (Salma
Hayek) e Ikaris (Richard
Madden). Anche i personaggi di Phastos, Gigamesh,
Makkari e Sprite appariranno nel film, insieme anche a Black
Knight, che avrà il volto di Kit
Harington.
Secondo gli ultimi aggiornamenti, il
cinecomic includerà nel MCU gli esseri superpotenti e quasi
immortali conosciuti dai lettori come Eterni e i mostruosi
Devianti, creati da esseri cosmici conosciuti come Celestiali. Le
fonti hanno inoltre rivelato a The Hollywood Reporter che un
aspetto della storia riguarderà la storia d’amore tra Ikaris, un
uomo alimentato dall’energia cosmica, e Sersi, eroina che ama
muoversi tra gli umani.
La sceneggiatura è stata scritta
da Matthew e Ryan
Firpo, mentre l’uscita nelle sale è stata fissata al 12
febbraio 2021.
Il 22 aprile si
celebra la Giornata Mondiale della Terra,
la più nota e importante manifestazione al mondo sull’ecologia e la
protezione dell’ambiente. Quest’anno, anche l’Earth Day
2020 deve fare i conti con le limitazioni causate
dall’emergenza Coronavirus e per l’occasione gli organizzatori
hanno predisposto una serie di iniziative digitali per consentire
l’adesione di tutti e dare un contributo decisivo tutti insieme per
la salvaguardia del Pianeta Terra.
Anche Fondazione Stensen e
Valmyn si aggiungono ai festeggiamenti per
celebrare il 50° anniversario dell’annuale Earth
Day e, per l’occasione, annunciano che il
documentario ANTROPOCENE – L’EPOCA
UMANA, che indaga l’impatto dell’uomo sul pianeta
attraverso le straordinarie immagini di Jennifer
Baichwal, Nicholas de Pencier ed Edward Burtynsky,
sarà disponibile dal 22 aprilein PRIMA
VISIONE ON DEMAND sulle seguenti piattaforme digitali:Chili, Rakuten, iTunes, Google e Infinity. Sempre il 22
aprile il documentario sarà visibile alle ore 21:30 in PRIMA
VISIONE su SKY Arte.
Il documentario è inoltre già
disponibile dal 2 aprile in PRIMA VISIONE ON DEMAND al link
https://tinyurl.com/sxcnkpz
su www.cgdigital.it,
il servizio di noleggio e download digitale di CG
Entertainment.
Il
documentario ANTROPOCENE – L’EPOCA
UMANA, che nella versione italiana si avvale della
collaborazione dell’attrice Alba Rohrwacher in veste di voce
narrante, ha avuto una vita straordinariamente lunga in
sala, entusiasmando oltre 50.000 spettatori nei cinema
italiani.
ANTROPOCENE – L’EPOCA
UMANA testimonia con un approccio esperienziale e non
didattico l’interferenza che l’attività umana ha prodotto sui cicli
naturali del pianeta, proponendo una provocatoria e indimenticabile
esperienza dell’impatto della nostra specie sulla Terra, più che
mai attuale nel momento di una pandemia globale che mette
fortemente in discussione l’equilibrio instabile tra uomo e
natura.
Il documentario ha vinto
il Premio del
pubblico all’ultimo Festival
CinemAmbiente ed è stato sostenuto dalle più
importanti associazioni per la difesa dell’ambiente, nazionali e
non, tra cui FRIDAYS FOR FUTURE ITALIA, EXTINCTION
REBELLION ITALIA, GREEN PEACE, ASSOCIAZIONE ITALIANA GIOVANI UNESCO
#UNITE4EARTH.
Mark Ruffalo ha debuttato
nel MCU raccogliendo
l’eredità di Edward Norton e
interpretando Hulk a partire dal 2012
nel film The
Avengers. Da allora, è apparso in ben cinque
titoli dell’Universo Condiviso (in realtà sei, se si considera
anche la scena post-credit di Iron
Man 3).
Di recente è stato annunciato che
l’attore è in trattative con i Marvel Studios per riprendere il
ruolo del Gigante di Giada nell’annunciata serie dedicata
a She-Hulk che
debutterà prossimamente su Disney+.
Nelle ultime ore, in risposta ad un
post di EW che ha
chiesto ai suoi lettori di votare il loro team di Avengers
preferito, l’attore ha confermato via Twitter
che gli Original Six, ossia i sei Vendiatori originali così come li
abbiamo conosciuti in The
Avengers di Joss
Whedon, sono il suo “team dei sogni”. Essendo ogni
scelta proposta dalla celebre rivista composta soltanto da cinque
componenti, è toccato ad Occhio di Falco finire in un altro
gruppo…
Di recente Mark Ruffalo è tornato a parlare della
possibilità di
uno standalone dedicato ad Hulk. L’idea dell’attore non sarebbe
quella di esplorare il futuro del personaggio, quindi raccontare
magari una nuova avventura, ma bensì focalizzarsi su cosa è
successo allo stesso durante i film
degli Avengers, quindi raccontare cosa ha fatto
Bruce Banner quando non lo abbiamo visto sullo schermo:
“C’è quest’idea che credo possa
essere davvero interessante. Non l’abbiamo mai veramente seguito
durante la sua vita. È sempre stato messo un po’ al margine. È come
il Rosencrantz e Guildenstern degli Avengers. Sarebbe interessante
andare a riempire tutti gli spazi vuoti e scoprire cosa gli è
successo tra tutti quei film.”
L’attore Michael
Mando, interprete di Mac Gargan in Spider-Man:
Homecoming, ha ammesso di desiderare un
possibile ritorno del personaggio nell’Universo Cinematografico
Marvel (o nello
Spider-Verse della Sony Pictures). I lettori dei
fumetti sanno bene che Mac si trasforma nel
supervillain Scorpion: nel film
di Jon Watts, lo spettatore ha avuto modo di
incrociare brevemente il personaggio, totalmente assente poi nel
sequel Far From
Home.
Intervistato di recente da
ScreenRant in occasione della promozione dell’ultima stagione
di Better Call Saul, l’attore ha rivelato che amerebbe
tornare nei panni del personaggio in un eventuale spin-off targato
Sony, come già accaduto con Venom
e Morbius:
“Lo farei sicuramente”, ha
spiegato Mondo. “Penso che sarebbe affascinante… un detective
che diventa un malvivente. Mac Gargan perde decisamente il senno… e
poi c’è anche quest’altra storia in cui diventa Venom. Penso che
sia un personaggio molto, molto complesso; un personaggio
sicuramente oscuro. Alla fine è soltanto un poliziotto; è un
detective. Penso che sarebbe qualcosa che sicuramente mi piacerebbe
guardare.”
Ricordiamo che nei fumetti
Scorpion è uno dei membri dei Sinistri
Sei, il gruppo di supercriminali al quale la Sony
vorrebbe da tempo dedicare un film. Secondo alcune ipotesi (nate in
seguito alla diffusione di
uno scatto dell’attore via Twitter), il personaggio potrebbe
fare ritorno in Morbius,
dato che in quel film sarà presente già
l’Avvoltoio di Michael Keaton, o magari in Venom 2. Sarà davvero così?
Per quanto riguarda
Spider-Man 3, le riprese del film
sarebbero dovute partire ufficialmente quest’estate, ma a causa
della pandemia di Covid-19 è quasi certo che verranno posticipate.
Il film vedrà ancora una volta riuniti Tom Holland e il regista Jon
Watts, che aveva già
direttoSpider-Man:
Homecoming del 2017 e Spider-Man:
Far From Home dello scorso anno.
In attesa di vederlo nelle sale
con Wonder
Woman 1984, arriva da
Variety la notizia che Chris Pine sarà il protagonista del remake, ad
opera della Paramount, de Il Santo,
thriller d’azione del 1997 con Val Kilmer.
L’avventura, in giro per il mondo, si basa sulla serie di romanzi
degli anni ’20 scritta da Leslie
Charteris.
Seth Grahame-Smith
(Orgoglio
e pregiudizio e zombie) ha scritto la sceneggiatura del film,
mentre Lorenzo Di Bonaventura (Transformers, G.I. Joe) sta producendo
insieme a Brad Krevoy e il compianto Robert Evans, che firmerà
postumo il progetto. La regia porterà la firma di Dexter Fletcher, regista di
Rocketman che si è occupato anche delle riprese aggiuntive
di
Bohemian Rhapsody.
Il film segue Simon
Templar (a.k.a. Il Santo), un criminale alla
Robin Hood e ladro a noleggio. Il personaggio del libro ha anche
ispirato uno show televisivo degli anni ’60. Mentre l’adattamento
cinematografico degli anni ’90 non ha dato il via a un franchise
come sperato, lo studio vede un potenziale nel nuovo progetto per
una serie di film di lunga data.
Chris Pine protagonista del remake de Il Santo
Il Santo
sarà il prossimo lavoro di Dexter Fletcher, dopo che il regista avrà
firmato Renfield, un progetto della Universal
che tenta ancora di rivitalizzare il
suo Monsterverse. Il film sarà infatti incentrato
sull’omonimo personaggio presente nella storia di Dracula. I
dettagli della trama sono attualmente sconosciuti, anche se si
ritiene che il film sia ambientato ai giorni nostri.
Pulp
Fiction è uno dei film più iconici degli anni ’90, un
vero e proprio cult che ancora oggi continua ad essere proiettato
nei cinema indipendenti di tutto il mondo. L’interesse e la
passione dei fan nei confronti del secondo film di Quentin Tarantino resta fedele e costante da
quasi 30 anni, con il celebre regista e sceneggiatore che
puntualmente si ritrova a rivelare, nel corso delle interviste,
nuovi aneddoti a proposito delle ispirazione per il film e nuovi
segreti in merito alla sua realizzazione.
Uno dei personaggi più inquietanti
dell’intera pellicola è sicuramente quello de Lo
Storpio (The Gimp, in originale), interpretato
dall’attore statunitense Stephen Hibbert (che nel
film non vediamo mai in volto) nell’episodio “L’orologio
d’oro“. In una recente intervista con
Empire Magazine, Tarantino ha rivelato nuovi dettagli sulla
criptica figura mascherata, fornendo alcune informazioni che
potrebbero servire a contestualizzarne l’oscuro e minaccioso
personaggio.
“In termini di backstory, era
una sorta di autostoppista, qualcuno che è stato preso dalla strada
circa sette anni fa rispetto ai fatti raccontati nel film e
addestrato per diventare la vittima perfetta”, ha spiegato il
celebre regista. “Nel film non lo si capisce veramente, ma
quando l’ho scritto, nella mia mente Lo Storpio moriva. Butch lo ha
messo fuori gioco. Poi, quando ha perso i sensi, si è
impiccato.”
Nel corso della medesima intervista,
Quentin Tarantino ha anche rivelato i
suoi piani originali per Una vita al
massimo, film del 1993 diretto da Tony
Scott, di cui ha firmato la sceneggiatura e che,
inizialmente, avrebbe dovuto dirigere:
“Avrei mantenuto
il mio finale originale, dove Clarence muore. Avrei mantenuto i
toni da commedia, tutto quel romanticismo, ma forse il mio film
sarebbe stato un po’ più grezzo. E con un film un po’ più grezzo,
un finale strappalacrime avrebbe avuto davvero senso. Con il film
realizzato da Tony, a metà tra una favola e un popcorn movie,
sarebbe stata una follia uccidere Clarence. Il pubblico si sarebbe
meritato il finale che avevo pensato… e forse anche io me lo sarei
meritato.”
Il primo
Deadpool uscito nel 2016, con il suo
rating e la sua estrema dose di “scorrettezza”, ha segnato una
sorta di punto di svolta nella concezione e nella fruizione dei
cinecomic. Il primo film con protagonista
Ryan Reynolds nei panni del Mercenario
Chiacchierone ha incassato 783 milioni di dollari a livello
mondiale e permesso così la realizzazione di un sequel uscito al
cinema nel 2018.
Deadpool
2, che è riuscito a battere gli incassi del
predecessore, ha visto nel cast anche
Josh Brolin nei panni di Cable, seconda incursione
ufficiale dell’attore nell’universo dei film dedicati ai supereroi
dopo il debutto nei panni di Thanos in Avengers:
Infinity War, uscito sempre nel 2018. Di recente, è stato
proprio l’attore candidato all’Oscar a condividere via Instagram
un video dal backstage del film di David Leitch in cui lo vediamo in azione
mentre prepara, insieme ad uno stunt, una delle tante (e violente)
scene d’azione che hanno visto protagonista il suo personaggio.
Potete vedere il video cliccando sullo screenshoot di seguito:
Deadpool è un
personaggio molto amato, non solo dai lettori dei fumetti, e i
primi due film sotto l’egida della Fox sono stati un vero successo
al box office: non sorprende, dunque, che la Marvel abbia deciso di far
proseguire le avventure di Wade Wilson sul grande schermo. La vera
domanda adesso è un’altra: il film sarà vietato ai
minori? Deadpool 3rappresenterà
ufficialmente il primo film R-rated dei Marvel Studios?
Vi ricordiamo che a confermare
l’ingresso di Deadpool nel MCU era
stato Alan Horn, presidente di Walt Disney
Studios, durante il CinemaCon di Las Vegas, rassicurando il
pubblico accorso al panel che presto arriverà un altro titolo della
serie di film con Ryan
Reynolds.
Netflix ha annunciato di aver ufficialmente acquistato i
diritti per la distribuzione di Enola Holmes, progetto targato
Legendary Entertainment che avrà come protagonista Millie Bobby Brown. La giovane star della
celebre serie Stranger Things interpreterà la sorella minore del più
celebre Sherlock Holmes, che sarà protagonista di
avventure completamente nuove ed estranee al canone
di Arthur Conan Doyle.
Il film sarà ambientato nel 1880 e
seguirà la giovane Enola che parte da sola alla volta di Londra in
cerca di sua madre, scomparsa misteriosamente nel giorno del suo
16esimo compleanno. Durante il suo viaggio, Enola si troverà al
centro di una grande cospirazione che potrebbe avere gravi
conseguenze sul corso della politica e della sua storia.
La fonte principale del film saranno
i sei romanzi Young Adult della serie “The
Enola Holmes Mysteries” firmati da Nancy
Springer, che hanno come protagonista proprio la piccolina
di casa Holmes. Il film sarà diretto da Harry Bradbeer (Fleabag,
Killing Eve) e sceneggiato da Jack Thorne. Nel
cast figurano anche Henry Cavill (nei panni di Sherlock Holmes) e
Helena Bonham Carter (in quelli della madre di
Enola).
Enola
Holmes segnerà la seconda esperienza cinematografica
di Millie Bobby Brown. La giovane attrice ha
debuttato sul grande schermo lo scorso anno in Godzilla II – King of the Monsters, film di
Michael Dougherty e sequel del film del 2014 Godzilla.
Scott Rosenberg e Jeff
Pinkner scriveranno un adattamento cinematografico in live
action basato sulla serie manga di successo mondiale
One Punch Man per Sony
Pictures. Avi Arad e Ari Arad della Arad
Productions produrranno il film.
Molto popolare sia in Giappone che
in tutto il mondo, “One Punch Man” segue la storia di Saitama, un
supereroe che può sconfiggere qualsiasi avversario con un solo
pugno ma cerca di trovare un degno avversario dopo essersi annoiato
per la mancanza di scontri alla sua altezza e di stimoli, nella sua
lotta contro il male.
Creato nel 2009 dall’artista
giapponese ONE come fumetto web, “One Punch Man” divenne
rapidamente virale. Nel 2012, è stato quindi pubblicato su Young
Jump Next di Shueisha con illustrazioni di Yusuke Murata insieme a
ONE.
Quando l’edizione inglese pubblicata
da VIZ Media ha debuttato negli Stati Uniti nel 2015, il primo e il
secondo volume sono entrati nella lista dei bestseller manga del
New York Times ottenendo la nomination per per un Eisner e un
Harvey Award. Da allora, la popolarità di “One Punch Man” ha
portato a una serie TV d’animazione acclamata dalla critica, nonché
ad una serie di esperimenti di gaming.
Venom
2 è solo l’ultimo dei tanti film la cui uscita
viene posticipata in questi giorni a causa dell’emergenza sanitaria
mondiale. Il film, che ufficialmente, in inglese, si chiamerà
Venom: Let There Be
Carnage, arriverà in sala il 25 giugno del 2021
invece del 2 ottobre di quest’anno.
Come già annunciato dal
finale del precedente capitolo, in Venom: Let There Be
Carnageassisteremo allo scontro tra il
simbionte e Cletus Kasady,
aka Carnage, uno degli antagonisti più celebri dei
fumetti su Spider-Man. Nel cast del sequel anche Michelle
Williams (Fosse/Verdon) nei panni di Anne
Weying, Woody
Harrelson (Zombieland: Doppio colpo) nei panni di Cletus
Kasady/Carnage, Naomie Harris (No Time to Die) nei panni di Shriek e l’attore
inglese Stephen Graham.
Nel frattempo è stato
ufficializzato anche il nome di Robert
Richardson in qualità di direttore della fotografia.
“Ciò che era rimasto inesplorato nel primo film esploderà nel
secondo, soprattutto grazie al personaggio centrale” ha
dichiarato Richardson, “Ma ora abbiamo Woody Harrelson, che ovviamente farà la sua
grande entrata, vedremo cos’altro accadrà con la collaborazione tra
Sony e Marvel.”
Vi ricordiamo
che Tom
Hardy tornerà a interpretare Eddie Brock anche
nel sequel di Venom, progetto già in sviluppo dopo
l’inaspettato successo al box office dello scorso autunno, e a
confermarlo è stata la produttrice Amy Pascal.
Francis Lawrence,
che ha diretto tre dei film del franchise Lionsgate
Hunger Games, tornerà a Panem per
dirigere l’adattamento di The Ballad of Songbirds and Snakes,
romanzo prequel della saga con protagonista Katniss Everdeen,
scritto ancora sa Suzanne Collins.
Nina Jacobson tornerà a produrre
con il partner Color Force Brad Simpson, e Michael Arndt
(La ragazza di fuoco) adatterà la
sceneggiatura da un trattamento scritto da Collins, la quale
fungerà anche da produttore esecutivo.
Lionsgate – che ha portato al
cinema i romanzi di Collins in quattro film di successo dal
2012-2015, incassando $ 2,97 miliardi in tutto il mondo – ha
annunciato martedì il team creativo di The Ballad of Songbirds and Snakes.
Nessuna data di è stata per ora annunciata.
Ambientato circa 64 anni prima dei
fatti raccontati nella trilogia di Hunger Games, The Ballad of
Songbirds and Snakes segue un diciottenne Coriolanus Snow, che alla
fine si erge a diventare il sovrano autoritario della nazione
distopica di Panem. Il romanzo non è ancora uscito, ma arriverà a
maggio negli Stati Uniti e successivamente nel resto del mondo.
Una cosa che finora è sempre mancata
ai film di
Batman – oltre alla rappresentazione delle abilità
investigative del Cavaliere Oscuro -, è una Gotham City brulicante
di villain. I fumetti (ma anche l’iconica serie tv degli anni ’60)
ci insegnano che il Crociato Incappucciato non sempre riesce a
catturare i suoi nemici: spesso, infatti, riescono a sfuggire alla
cattura dell’eroe e a vagare indisturbati per le strade della città
immaginaria.
Sarebbe comunque
incredibile vedere una Gotham pieno di villain conosciuti e non
nel’attesissimo The
Batman di Matt Reeves, che già può contare sulla
presenza di Catwoman, Pinguino, Enigmista e del boss Carmine
Falcone. Ecco 10 cattivi meno noti che vorremmo vedere nella Gotham
in cui entrerà in azione Robert Pattinson:
Mr. Freeze
A causa del suo aspetto, un
personaggio come Mr. Freeze è certamente più adatto ai fumetti che
ad un’eventuale trasposizione cinematografica. Difficile riuscire
ad immaginarlo all’interno di un film come quello di Reeves, che ha
già promesso di offrire un sguardo inedito al personaggio del
Cavaliere Oscuro. Nonostante si tratti di un villain meno
apprezzato rispetto al Joker o a Pinguino, la serie animata del
1992, Batman, ha dimostrato che Mr. Freeze può
tranquillamente essere considerato un villain di serie A. Ecco
perché sarebbe interessante e magari anche divertente vederlo
sfidare Batman in una sequenza d’apertura.
Clayface
Clayface è un villain che forse avrebbe stonato in
uno dei film della trilogia di Nolan, ma che forse avrebbe potuto
fare la sua figura in uno dei titoli diretti o da Burton o da
Schumahcer. Un confronto tra il personaggio e Batman nel film di
Reeves potrebbe permettere al personaggio dell’Uomo Pipistrello di
sfoggiare tutta una serie accurata di gadget. Per la realizzazione
del personaggio si potrebbe addirittura ricorrere ad effetti
pratici, in modo da renderlo ancora più realistico e
spaventoso…
Man-Bat
Essendo un vero e proprio
pipistrello umano, dotato del senso sonar tipico delle creature,
Man-Bat è forse un personaggio più vicino ad una classico essere
soprannaturale che ad una tipico nemico di Batman. Eppure, il
personaggio e il suo vagare di notte potrebbero sposarsi alla
perfezioni con le atmosfere cupe che in genere caratterizzano la
città di Gotham. Inoltre, essendo Bruce Wayne tormentato dai
pipistrelli, a secondo della storia che Reeves deciderà di
raccontare, potrebbe essere interessante vedere il miliardario
affrontare i suoi demoni come mai fatto prima d’ora…
Maschera Nera
Dal momento che Birds of Prey ha introdotto Maschera Nera nel DCEU,
sarebbe bello se il personaggio tornasse anche nel film di Reeves.
Sappiamo che in The
Batman ci sarà anche Carmine Falcone (interpretato da
John Turturro), quindi una reunion sul grande schermo dei boss
criminali più famosi di Gotham sarebbe decisamente possibile. Anche
se il villain di
Ewan McGregor è morto alla fine del cinecomic con Margot Robbie, è probabile che The
Batman sarà ambientato prima degli eventi narrati in quel
film: dunque, la presenza di Maschera Nera non è da escludere a
priori.
Victor Zsasz
Uno dei più oscuri nemici di Batman
mai creati, Victor Zsasz è un serial killer psicotico che si incide
il numero delle sue vittime nella pelle. È presente come
antagonista minore nella trilogia de
Il cavaliere oscuro di Christopher Nolan, ma sarebbe bello vederlo
affrontare faccia a faccia Batman dopo la sua apparizione in
Birds of Prey.
Poison Ivy
Anche se l’incarnazione di Uma
Thurman in Batman & Robin è stata una cocente delusione (e non
per colpa dell’attrice, ma per via della sceneggiatura del film),
Poison Ivy resta uno dei personaggi più affascinanti dell’universo
di Batman. Un’attrice come Jodie Comer, resa celebre grazie alla serie
Killing Eve, potrebbe essere perfetta per la
parte, restituendo così giustizia ad un personaggio che ha sempre
fatto di quel giusto connubio tra fascino e male il suo marchio di
fabbrica.
Hugo Strange
Nei fumetti, Hugo Strange è stato
uno dei primi cattivi di Batman a scoprire l’identità segreta del
Cavaliere Oscuro. Da psichiatra che utilizzata tecniche
terapeutiche tanto strabilianti quanto oscure e sinistre,
rappresenta più una minaccia psicologica che fisica per l’Uomo
Pipistrello. Se The Batman dovesse vedere il Crociato
Incappucciato fase visita all’Arkham Asylum, magari per chiedere la
collaborazione di uno dei suoi nemici in merito ad un possibile
caso – in perfetto stile “Il Lungo Halloween” (che dovrebbe essere
tra le fonti d’ispirazione del film di Reeves)-, allora questi
potrebbe senza dubbio essere proprio Strange…
Killer Croc
Il personaggio di Killer Croc ha già
fatto il suo debutto nel DCUE, interpretato da Adewale Akinnuoye-Agbaje in Suicide Squad di David Ayer. Purtroppo, nel film il
personaggio non ha avuto un grandissimo ruolo, ma una giusta storia
– e soprattutto, una giusta sceneggiatura – potrebbe rendere
sicuramente giustizia al personaggio, un villain davvero minaccioso
che potrebbe senza dubbio dare molto filo da torcere a
Batman.
Cappellaio Matto
In quanto
personaggio, il Cappellaio Matto non è abbastanza stratificato o
profondo da poter essere l’antagonista principale di un film. Ma
potrebbe certamente arricchirne la trama di momenti stravaganti e
bizzarri. Con la giusta caratterizzazione che tenga conto dei lati
più ossessivi – spesso invisibili – della sua personalità, il
Cappellaio Matto sarebbe il cattivo perfetto per richiamare, nel
film di Reeves, a quel mondo criminale più ampio, forse sotterraneo
e spesso non così noto, che comunque caratterizza Gotham
City.
Hush
Hush è la controparte oscura di
Batman. Come Bruce Wayne, anche Tommy Elliot è un genio nato in una
famiglia ricca. In effetti, Tommy e Bruce erano i migliori amici da
bambini; tuttavia, mentre Bruce è cresciuto fino a diventare un
vigilante che agisce per sconfiggere il crimine, Tommy è cresciuto
fino a diventare un pericoloso serial killer. Con una serie di
bende utili a coprire i segni di un intervento di chirurgia
plastica andato male e volto a renderlo identico a Bruce, Hush è
uno dei più iconici e terrificanti nemici di Batman che merita
assolutamente un posto d’onore sul grande schermo.
Secondo adattamento per la
piattaforma streaming della Trilogia Baztán,
Inciso nelle ossa è disponibile su
Netflix dall’inizio di Aprile e riporta, dopo il caso
raccontato ne Il guardiano invisibile,
l’ispettrice Amaia Salazar sul campo.
Avevamo lasciato la protagonista
incinta del suo primo figlio, dopo che aveva concluso le indagini
su una serie di omicidi nel suo paese d’origine, Elizondo. La
seconda storia si apre con un parto, non quello di Amaia
(Marta Etura), ma quello di una donna del
diciassettesimo secolo, una strega forse, un misterioso incipit che
si aggiunge ai tanti misteri della storia. Il prologo cede poi il
passo ai nostri giorni: Amaia torna in servizio dopo i quattro mesi
di permesso per maternità successivi al parto, e subito viene
coinvolta in un’indagine che la riporta indietro nel passato. Viene
chiesto il suo intervento in un caso di vandalismo in una chiesa,
dove viene scoperto un cadavere di donna, senza un braccio. Le
indagini affidate all’ispettore Salazar la riporteranno indietro
nel suo paese d’origine, mentre il passato oscuro di sua madre, ora
chiusa in una clinica psichiatrica, tornerà a sopraffarla.
Inciso nelle ossa è un thriller
guilty pleasure
Vero e proprio guilty
pleasure per chi ama le atmosfere thriller condite da un tocco
di occulto e un pizzico di fascinazione satanista, con rituali e
sacrifici, Inciso nelle ossa può essere goduto e apprezzato anche
senza la visione del primo film di questa trilogia, sebbene la
visione de Il Guardiano Invisibile
disponibile su Netflix, dia degli elementi di background utilissimi
per orientarsi nell’intricata trama fin troppo carica di colpi di
scena.
Diretto da Fernando González
Molina, Inciso nelle ossa trova
proprio nella sua ricchezza uno degli elementi che maggiormente lo
penalizzano. Perché se da un lato il genere di appartenenza si
sposa alla perfezione con colpi di scena e misteri da risolvere,
dall’altro il film soddisfa a pieno l’esigenza dello spettatore di
vedere esaudita ogni sua curiosità, a conclusione della
vicenda.
Questo dipende chiaramente dalla
natura della storia che troverà compimento soltanto nella
compiutezza della trilogia. Tuttavia l’emergenza sanitaria mondiale
ha messo in pausa la produzione del terzo adattamento della
Trilogia Baztán, Offerta alla
tormenta, e quindi chi si è fatto travolgere
dall’intensa interpretazione di Etura, facendo proprie le sue paure
e i suoi dilemmi, dovrà aspettare che vedere esaudite proprie
curiosità.
Una trama ricca che non si esaurisce nel finale
Tra gli innegabili pregi del film,
questa recensione di Inciso nelle ossa
sottolinea un cast assolutamente adeguato e soprattutto un comparto
scenografico e fotografico che porta a casa un lavoro affascinante
e che contribuisce a creare un’atmosfera stregata, indugiando su
arredi di inizio secolo e atmosfere aranciate, un connubio che
accresce il fascino di alcune immagini e scene.
Il tono marcatamente iberico della
recitazione crea però un effetto di allontanamento e di
falsificazione delle emozioni, conferendo al film, soprattutto nel
climax finale, un accento finto e forzato, che si sposa più con il
dramma che con il thriller, il quale, come detto, alla fine non
trova la sua conclusione esaustiva.
Pur generando una sensazione di
insoddisfazione dalla mancata risposta a ogni songolo interrogativo
che semina, Inciso nelle ossa è un buon
prodotto di genere che intrattiene e, in alcuni momenti,
emoziona.
L’attore Dennis
Quaid ha nel tempo guadagnato una buona fama all’interno
dell’industria cinematografica recitando in molti noti film, dove
si è distinto per versatilità e presenza scenica. Passando con
naturalezza dal dramma autoriale al grande blockbuster di
Hollywood, Quaid ha potuto conquistare l’apprezzamento di critica e
pubblico. Ecco 10 cose che non sai su Dennis
Quaid.
9. Ha preso parte a
produzioni televisive. Nel corso degli anni l’attore ha
reso sempre più prolifica la sua partecipazione a prodotti pensati
per il piccolo schermo. Dopo aver recitato nei film A cena da
amici (2001) e I due
presidenti (2010), Quaid recita infatti in ruoli di
rilievo nelle serie Vegas (2012-2013), con Carrie-Anne
Moss, The Art of More (2015-2016),
Fortitude (2017-2018), con Michael
Gambon, Goliath (2019), con William
Hurt, e Buon quel che vi pare (2019-in
corso).
8. È anche
produttore. Negli ultimi anni Quaid non ha soltanto
ricoperto il ruolo d’interprete, ma si è distinto anche per aver
partecipato al processo produttivo di alcuni progetti, i quali lo
hanno ovviamente visto coinvolto anche come attore. Ha infatti
vestito i panni del produttore per le serie Vegas,The
Art of More e Buon quel che vi pare.
Dennis Quaid e Meg Ryan
7. È stato sposato con la
nota attrice. Nel 1987, sul set del film Salto nel
buio, Quaid conosce l’attrice Meg Ryan, nota
per essere stata la protagonista di commedie romantiche come
Harry ti presento Sally o C’è posta per te. I due
si sono poi sposati nel 1991, e l’anno seguente danno alla luce il
loro unico figlio. Nel 2000 annunciano tuttavia la separazione,
divorziando ufficialmente l’anno seguente.
Dennis Quaid: i suoi figli
6. Ha avuto figli da diverse
relazioni. Quaid è stato sposato per un totale di quattro
volte, ma ha avuto figli soltanto con due delle sue mogli. Il primo
figlio è Jack, nato nel 1992 dal matrimonio con la Ryan, e in
seguito ha avuto due gemelli dal suo matrimonio con l’agente
immobiliare Kimberly Buffington. Il figlio Jack è in seguito
diventato un attore, seguendo le orme del padre.
Parte delle cose che non sai
sull’attore
Dennis Quaid e il baseball
5. Ha interpretato un ruolo
legato al baseball. Con il film Un sogno, una
vittoria (2002), l’attore dà vita al personaggio di Jimmy
Morris, giovane promessa del baseball che in seguito ad un
infortunio è costretto ad abbandonare lo sport, salvo scoprire anni
dopo che non è mai troppo tardi per una seconda possibilità. Il
film è basato sulla vera storia di Jim Morris.
4. Non si è avvalso di
controfigure. Per poter dar vita al protagonista del film,
Quaid ha preso lezioni di baseball per diverse settimane, arrivando
al punto di non necessitare controfigure nelle scene che lo
vedevano giocare a tale sport. I lanci che l’attore esegue nel film
sono infatti stati ripresi senza trucchi.
Dennis Quaid: il suo fisico
3. Si tiene particolarmente
in forma. Quaid è solito recitare in film d’azione o che
comunque richiedono una certa prestanza fisica. Perciò non
sorprende imbattersi in alcune foto dell’attore che mostrano uno
corpo particolarmente allenato e scolpito, che gli permette ancora
oggi di essere identificato come uno dei “duri” del cinema.
Dennis Quaid è su Instagram
2. Possiede un account
speciale. Quaid non è solo un apprezzato interprete, ma
anche un talentuoso musicista, frontman della band Danni Quaid
& The Sharks. Su Instagram l’attore non possiede un proprio
profilo personale, bensì l’account ufficiale del gruppo musicale,
seguito da 25,1 mila persone. All’interno di questo l’attore è
solito condividere notizie e immagini promozionali degli eventi
riguardanti le loro esibizioni.
Dennis Quaid: età e altezza
1. Dennis Quaid è nato a
Houston, in Texas, Stati Uniti, il 9 aprile 1954. L’attore
è alto complessivamente 183 centimetri.
Avengers: Endgame ha segnato
il culmine della Saga dell’Infinito e dei primi 10 anni di storia
dell’Universo Cinematografico Marvel. Nel film abbiamo ritrovato
gli eroi sopravvissuti allo schiocco della dita di Thanos che ha decimato metà della popolazione mondiale
in Infinity
War: è grazie ad Ant-Man, fuggito dal Regno Quantico, che
i Vendicatori superstiti escogitano un piano per tornare indietro
nel tempo e sconfiggere una volta per tutte il Titano Pazzo. Il
piano ha condotto ad un’incredibile battaglia che ha visto la
discesa in campo di quasi tutti i personaggi del MCU, schierati gli
uni al fianco degli altri per eliminare Thanos ed il suo
esercito.
Di recente, su
Inverse, sono apparsi sei poster fan-made dedicati agli
Original Six, ossia i sei Vendiatori originali così come li abbiamo
conosciuti in The Avengers di Joss Whedon, che ci mostrano – attraverso un
gioco di ombre – l’evoluzione di ogni singolo eroe nel MCU grazie
ai film che li hanno visti protagonisti.
Ricordiamo che Endgame è il
film di maggiore incasso dell’anno, nonché il più grande successo
dei Marvel Studios, che con l’avventura diretta
da Anthony e Joe
Russo hanno chiuso un arco narrativo lungo 22 film e
11 anni, portando a termine un esperimento produttivo senza
pari.
Endgame ha
ottenuto un grande successo di critica e pubblico, stabilendo
numerosi record al botteghino, diventando il maggior incasso nella
storia del cinema, e venendo candidato a svariati premi
cinematografici, tra i quali l’Oscar ai migliori effetti
speciali.
Michael Fassbender avrebbe dovuto interpretare
Lizard in The Amazing Spider-Man. È quanto emerso
nelle ultime ore grazie all’artista Jerad S. Marantz, che ha
condiviso via Instagram un concept
inedito dedicato proprio al look che avrebbe avuto il personaggio,
il cui volto ricorda quello della star di Hunger e
Shame.
Uscito nel 2012, The Amazing Spider-Man ha visto
Marc Webb dietro la macchina da presa e
Andrew Garfield nei panni di Peter Parker. Il
film ha ricevuto un’accoglienza mista sia da parte della critica
che del pubblico. Ciononostante, nel 2014 venne realizzato un
sequel, dal titolo
The Amazing Spider-Man 2, che venne definitivamente
stroncato e indusse la Sony a non proseguire nei suoi piani per
un terzo The Amazing Spider-Man e per un film dedicato
ai
Sinistri Sei.
Il personaggio di Lizard viene
citato brevemente nello Spider-Man di Sam Raimi del 2002, mentre appare nelle
vesti dell’alter ego Curt Connors, interpretato da Dylan Baker, in
Spider-Man 2 del 2004 e in Spider-Man 3 del 2007. Il
personaggio nella sua forma di lucertolone gigante è poi apparso
nel sopracitato The Amazing Spider-Man,
interpretato però da Rhys Ifans. Potete vedere il
concept che ci mostra una prima versione di Lizard quando il ruolo
era stato pensato per Fassbender di seguito:
Michael Fassbender è Lizard in
un concept inedito di The Amazing Spider-Man
È una riedizione della saga
cinematografica slegato dalla precedente trilogia diretta
da Sam
Raimi. Inizialmente la Columbia Pictures, casa di
produzione della pellicola, aveva in programma di
realizzare Spider-Man 4, quarto
capitolo da aggiungere alla trilogia originale, ma a causa di
divergenze creative si decise per un completo riavvio della saga,
basato sulla sceneggiatura di James
Vanderbilt.
Il film si concentra sulla ricerca
di Peter Parker riguardo a delle risposte sulla scomparsa
dei propri genitori e sull’inizio della sua carriera da supereroe
come Spider-Man. Inizialmente braccato dalla polizia di New
York capitanata da George Stacy, padre della sua
amica Gwen, Peter è costretto a confrontarsi,
contemporaneamente, anche con il dottor Curt Connors,
trasformatosi nel mostruoso Lizard, il cui scopo è quello di
rendere tutti gli esseri umani simili a lucertole e dare
inizio a una specie più forte ed evoluta.
Il film è stato distribuito in
versione bidimensionale e stereoscopica. La reazione critica
al film è stata mista. Nel 2014 è uscito il sequel
intitolato The
Amazing Spider-Man 2 – Il potere di Electro.
Shetland 5 è
l’annunciata quinta stagione della serie tv britannica prodotta da
ITV per la BBC e BBC One. La serie è basata sui personaggi creati
da Ann Cleeves ed in Italia è andata in onda a
partire dal 15 marzo 2018 su Giallo.
Shetland 5: quando esce e dove vederla in streaming
La quinta stagione di
Shetland debutterà da mercoledì 1° gennaio 2020 debutta con la quinta
stagione in prima visione assoluta su Giallo (visibile su canale 38
del digitale terrestre, gruppo Discovery Italia; e su Sky al canale
numero 144). Shetland in streaming è disponibile
con gli episodi esclusivamente sul servizio Dplay.
Shetland 5: la trama e il cast
La serie è incentrata sull’ispettore Jimmy Perez e la sua
squadra indagano sui crimini all’interno della comunità insulare
delle Isole Shetland.
Shetland 5
protagonisti sono Douglas Henshall come
l’Ispettore Jimmy Perez, Alison O’Donnell come il
Sergente Alison “Tosh” MacIntosh, Steven Robertson
come il Detective Sandy Wilson, Lewis Howden come
il Sergente Billy McCabe, Erin Armstrong nei panni
di Cassie Perez, Mark Bonnar nei panni di Duncan
Hunter, Anne Kidd come Cora McLean e Julie
Graham nel ruolo di Rhona Kelly.
Shetland 5: trailer
Le curiosità su Shetland 5
La serie è ambientata in gran parte
nell’arcipelago scozzese delle Isole Shetland, e gran parte
delle riprese si svolgono nella terraferma scozzese, con alcune
ambientazioni nelle Shetland.
Douglas Henshall ha vinto il BAFTA
Scotland 2016 come miglior attore televisivo, inoltre la serie ha
ricevuto il premio per la migliore serie televisiva drammatica.
Confermato da BBC One il 2 dicembre 2019 la stagione 6 con inizio
riprese nel 2020 e la stagione 7 con inizio riprese nel
2021.Entrambe le stagioni sono scritte e create da David Kane e
saranno girate sulle isole Shetland e in Scozia Sono previsti
ancora 6 episodi per ciascuna stagione
La Storia Fantastica, il
film diretto nel 1987 da Rob Reiner (Stand
By Me,
Misery non deve morire), è uno dei fantasy più amati di sempre.
Il prossimo 1 maggio il film sarà disponibile su Disney+, la piattaforma di streaming della
casa di Topolino che ha debuttato in Italia ormai da quasi un
mese.
Per celebrare l’arrivo in VOD del
film, le star Cary Elwes e Robin Wright, protagonisti della
pellicola originale nei panni rispettivamente di Westley e
Bottondoro, si sono ritrovati in un bellissimo e nostalgico video
diffuso attraverso i canali social ufficiali di
Disney+. Sono ormai trascorsi 33 anni da quando La Storia Fantastica debuttò nelle sale americane. Per
molti anni si è parlato di un possibile reboot, ma ad oggi non
esistono ancora notizia ufficiali in merito.
Di recente, Elwes ha recitato nella
terza stagione di
Stranger Things; la Wright, invece, ha goduto negli ultimi
anni del successo di House of
Cards, e ha recitato in film quali Wonder
Woman e Blade Runner
2049. Potete godervi il video della reunion Elwes/Wright
cliccando sullo screenshot di seguito:
La Storia Fantastica
disponibile dal 1 maggio su Disney+
La Storia Fantastica (The
Princess Bride) è un film fantasy del 1987 diretto
da Rob Reiner, tratto dal romanzo “La
principessa sposa” di William
Goldman del 1973, adattato per il cinema
dall’autore stesso.
Il film è diventato un vero cult
anni ottanta e, in un certo senso, può essere considerato film
parodia dei classici fantasy e fiabe. È stato candidato ai Premi
Oscar 1988 per la miglior canzone con
“Storybook Love”
di Willy De Ville. Nel 2016 venne scelto per
la conservazione nel National Film Registry della
Biblioteca del Congresso negli Stati Uniti.
Latrama del film ruota intorno
al piccolo Jimmy, che a causa di una noiosa influenza, è costretto
a rimanere a letto a giocare con i videogame o a guardare i
programmi sportivi in televisione: a fargli compagnia arriva il
nonno che però non viene accolto molto affettuosamente. Questi
inizia a leggere al ragazzino una storia fantastica che man mano
coinvolge sempre più il piccolo malato. E’ la vicenda dolceamara
della bella principessa Bottondoro che si innamora, ricambiata, del
suo servo Westley. A turbare la loro armonia giunge la partenza del
giovane per terre lontane: entrambi si giurano eterno amore. Dopo
cinque lunghi anni, Bottondoro viene a sapere che Westley è stato
trucidato dal crudele pirata Roberts e pertanto lei pensa che non
potrà amare più nessun altro uomo. Nonostante ciò il superbo e
cinico principe Humperdinck la vuole sposare. Ella viene rapita da
tre loschi figuri: Vizzini, il capo, Iñigo Montoya, uno spagnolo
abilissimo spadaccino, e Fezzik, un gigante dalla forza
sovrumana…
A causa della pandemia di Covid-19,
No Time To
Dieè stato posticipato al prossimo
novembre. I fan di lunga data di 007 dovranno quindi ancora
attendere prima di vedere sul grande schermo l’ultima apparizione
di Daniel Craig nei panni dell’iconico
James
Bond. Il nuovo film sarà diretto da Cary Joji
Fukunaga che, in una recente intervista, ha rivelato di
aver considerato l’idea di ambientare parte di Bond 25
all’interno della mente del protagonista.
Parlando con
Interview Magazine, è emerso che la trama del film sarebbe
potuta essere molto diversa rispetto a quella delle passate
avventure di Bond. Riflettendo sulla possibile inclusione
all’interno di No Time To
Die di elementi metafisici, Fukunaga ha ammesso
che per lungo tempo ha considerato l’idea di ambientare due atti
del film all’interno della mente di 007. Naturalmente, si sarebbe
trattato di un grandissimo rischio per una saga che, fino a quel
momento, non aveva mai azzardato un approccio narrativo del
genere.
“Avevo avuto quest’idea che il
film potesse essere ambientato nel rifugio del villain dell’ultimo
Bond”, ha spiegato il regista. “C’è questa scena in cui un
ago penetra nella testa di James Bond e che dovrebbe fargli
dimenticare tutto. Miracolosamente, però, riesce a fuggire grazie
ad una bomba orologio. Poi, lui e Léa Seydoux fanno saltare in aria
la tana e continuano a salvare la situazione. Continuavo a pensare:
‘E se tutto fino alla fine del secondo atto fosse nella testa di
007?’.”
Vi ricordiamo che la produzione ha
assunto Phoebe
Waller-Bridge per “ravvivare” lo script
di Bond
25 sotto speciale richiesta di Craig, grande
fan di FleabageKilling Eve, le due serie prodotte e
scritte dall’attrice. Era dal 1963 (l’ultima fu Johanna Hardwood
con Dr. No e From Russia With
Love) che la casa di produzione non assumeva una donna per
dare voce ai personaggi del franchise, una scelta oggi più che mai
“rilevante”.
In No Time To
Die, Bond si gode una vita tranquilla in
Giamaica dopo essersi ritirato dal servizio attivo. Il suo quieto
vivere viene però bruscamente interrotto quando Felix Leiter, un
vecchio amico ed agente della CIA, ricompare chiedendogli aiuto. La
missione per liberare uno scienziato dai suoi sequestratori si
rivela essere più insidiosa del previsto, portando Bond sulle
tracce di un misterioso villain armato di una nuova e pericolosa
tecnologia.