A vent’anni dal successo di Notte prima degli esami, il celebre universo cinematografico creato da Fausto Brizzi torna sul grande schermo con Notte prima degli esami 3.0, un nuovo film che guarda alla Generazione Z mantenendo però un ponte con lo spirito originale. Il film è prodotto da Italian International Film con Rai Cinema e distribuito da Zero Uno Distribution, con uscita nelle sale prevista per il 19 marzo.
Durante la conferenza stampa di presentazione sono intervenuti il regista Tommaso Renzoni, lo sceneggiatore Fausto Brizzi, e gran parte del cast, tra cui Sabrina Ferilli, Gianmarco Tognazzi, Tommaso Cassissa, Ditonellapiaga, Sebastiano Somma e i giovani interpreti del film.
Un racconto per la Generazione Z
Per il regista Tommaso Renzoni, al suo esordio dietro la macchina da presa, il punto di partenza era semplice ma ambizioso: raccontare la maturità di oggi.
Secondo Renzoni sono cambiati gli esami, le modalità di studio e la mole di lavoro richiesta agli studenti, ma l’emozione fondamentale resta la stessa. «La notte prima degli esami è rimasta la notte prima degli esami di sempre», ha spiegato il regista. Tutte le paure e le aspettative si concentrano ancora in quel momento sospeso, e proprio per questo continuerà a esserci bisogno di raccontare come i giovani vivano quel passaggio invisibile dall’adolescenza all’età adulta.
Un film nuovo, ma con un ponte verso il passato
Lo sceneggiatore Fausto Brizzi ha raccontato che l’idea del film è nata quasi per caso, durante una conversazione con i produttori. Nel 2026 ricorrono infatti vent’anni dall’uscita del primissimo Notte prima degli esami, a cui ha fatto seguito Notte prima degli esami – Oggi, secondo film ambientato nell’estate del 2006, in un’epoca in cui – ha ricordato con ironia – «non esisteva ancora Facebook».
Fin dall’inizio l’obiettivo non era realizzare né un sequel né un reboot. Brizzi ha scherzato sul fatto che con Renzoni si incontrassero spesso con un manuale immaginario intitolato 1001 modi per sbagliare questo film. Il desiderio era creare qualcosa di nuovo, ma capace di richiamare lo spirito del primo capitolo, anche attraverso rimandi come la presenza di una professoressa severa che riecheggia il celebre personaggio interpretato da Giorgio Faletti.
Il rapporto tra studenti e insegnanti in Notte Prima Degli Esami 3.0
Proprio il ricordo di Faletti è stato uno dei momenti più sentiti dell’incontro. Brizzi ha ricordato come nel primo film il rapporto tra studente e professore fosse diventato uno degli elementi più iconici, pur occupando poche scene.
Nel nuovo capitolo questo tema viene approfondito, esplorando il legame tra il protagonista, Giulio Sabatini (Tommaso Cassissa), e la professoressa Castelli, interpretata da Sabrina Ferilli.
Ferilli ha descritto il suo personaggio come una donna dalla forte identità e una vita segnata dalla solitudine. L’attrice ha inoltre elogiato il lavoro dei giovani interpreti, citando in particolare Tommaso Cassissa, che ha definito «molto dotato».
Il passaggio di testimone tra generazioni
Proprio Cassissa raccoglie idealmente il testimone del protagonista dei primi due film, interpretati da Nicolas Vaporidis. L’attore ha raccontato di aver vissuto questo confronto come «un grande privilegio e un grande onore».
Secondo lui l’ansia per la maturità è rimasta identica nel tempo: quello che cambia è il modo in cui le nuove generazioni vivono e raccontano quell’esperienza.
Genitori, nostalgia e musica
Tra gli adulti del film c’è anche Gianmarco Tognazzi, che interpreta Bruno, un padre dal carattere poetico e nostalgico degli anni ’80.
L’attore ha raccontato di aver vissuto l’esperienza con particolare coinvolgimento, anche perché ha due figli adolescenti e proprio l’anno scorso ha affrontato per la prima volta la “notte prima degli esami” dal punto di vista di un genitore.
Tognazzi ha inoltre sottolineato quanto sia stato interessante cercare di trasmettere alle nuove generazioni il proprio passato, anche attraverso la musica degli anni ’80 che nel film diventa uno dei ponti nostalgici con l’immaginario del primo capitolo.
I giovani protagonisti e le nuove paure
Gran parte della conferenza è stata dedicata ai giovani attori del film, chiamati a rappresentare le inquietudini della Generazione Z.
Secondo Adriano Moretti, la generazione rappresentata ha una maggiore consapevolezza delle emozioni rispetto al passato, ma anche una forte preoccupazione per il futuro. Tra le ansie più diffuse c’è persino quella legata alla crisi climatica, la cosiddetta eco-ansia.
Per Alice Lupparelli, invece, oggi è più difficile immaginare il proprio futuro rispetto a quanto accadeva ai genitori, mentre Alice Maselli ha sottolineato come sia impossibile dare una definizione univoca della Generazione Z, descritta come una generazione fluida e in continuo cambiamento, profondamente influenzata dalla digitalizzazione.
Tra gli interpreti c’è anche Christian Dei, che ha scherzato sul fatto di essere l’unico del cast ad affrontare davvero la maturità quest’anno. L’attore ha ricordato come spesso i professori descrivano quell’esame come una soglia definitiva della vita, mentre il film prova a ridimensionare questo mito: la maturità è importante, ma la vita che viene dopo lo è ancora di più.
Notte prima degli esami 3.0: amori e amicizie
Il film racconta anche le molteplici forme dell’amore contemporaneo. Aleandro Falciglia ha parlato del racconto di un sentimento dalle tante sfaccettature, mentre Bea Barret ha ricordato quanto sia stato emozionante girare la scena finale proprio durante l’ultima notte di riprese, una coincidenza che l’ha profondamente commossa.
Un ruolo speciale nel cast è quello della cantante Ditonellapiaga, al suo debutto cinematografico. L’artista, grande protagonista a Sanremo, ha raccontato che l’idea di coinvolgerla come attrice è stata proprio del regista Renzoni. Per lei è stata un’esperienza stimolante, anche perché il personaggio condivide con la sua adolescenza un forte desiderio di libertà e di uscire dagli schemi.
Tra nostalgia e contemporaneità
Secondo Renzoni, uno degli aspetti più difficili del progetto è stato trovare il giusto equilibrio tra nostalgia e attualità. Il primo film era diventato un vero e proprio “metatesto”, ambientato negli anni ’80 e pieno di riferimenti culturali di quell’epoca.
Il nuovo capitolo, invece, prova a costruire un “ipertesto”, mantenendo lo stile della saga ma rielaborandolo attraverso nuove immagini e nuovi linguaggi.
In questo senso anche il dialogo creativo tra Renzoni e Brizzi rappresenta l’incontro tra due generazioni diverse.
Un film senza obblighi celebrativi
I produttori Federica Lucisano e Paolo Del Brocco hanno chiarito che non c’era alcuna intenzione celebrativa legata al ventennale. Il progetto è nato solo quando è emersa un’idea forte e la possibilità di affiancare alla saga l’esordio di un nuovo regista.
Del Brocco ha inoltre ricordato quanto il primo Notte prima degli esami abbia rappresentato una svolta per il cinema italiano: prima esistevano essenzialmente due filoni, il cinepanettone e il cinema d’autore, mentre quel film ha aperto la strada a una commedia popolare capace di parlare a più generazioni.
I ricordi personali della maturità
La conferenza si è conclusa con alcuni ricordi personali legati agli anni di scuola. Fausto Brizzi ha rivelato di aver frequentato l’Orazio, lo stesso liceo di Sabrina Ferilli, mentre l’attrice ha ricordato con affetto il suo professore Claudio Salone, severo ma fondamentale nella sua formazione.
Anche Tommaso Renzoni ha raccontato un episodio autobiografico: da studente era stato bocciato, ma un insegnante di storia e filosofia – Tony Saccucci – lo aveva aiutato a rimettersi in carreggiata, ispirando in parte il rapporto tra il protagonista e la professoressa del film.
E proprio questo sembra essere il cuore del progetto: raccontare come, nonostante il passare del tempo e il cambiamento delle generazioni, la notte prima degli esami resti uno dei momenti più universali e condivisi della vita. Forse, più che un seguito, questo film è un nuovo inizio?





Il primo episodio della
stagione 2 porta gli Straw Hat Pirates a
Loguetown, una location iconica del manga che
rappresenta una sorta di ultima tappa prima di entrare nella
Grand Line. Molti eventi del manga avvengono anche
nella versione Netflix, ma viene introdotto un elemento che
non era presente nella storia originale.
Negli ultimi momenti
dell’episodio 1 della stagione 2, un uomo misterioso salva
Luffy da Smoker e poi osserva gli Straw Hat mentre
salpano. In quella
Nel manga,
Nel manga, Crocus
vive dentro lo stomaco di Laboon. Nella serie Netflix,
invece, vive in un faro che osserva Laboon e Reverse
Mountain. Questo cambiamento probabilmente serve a
rendere più urgente il salvataggio della Going Merry dopo
che viene inghiottita.
Miss All Sunday
è una delle principali antagoniste della stagione 2 e tornerà anche
nella
Nell’episodio 3
Zoro immagina continuamente Dracule Mihawk che lo
provoca. Mihawk lo aveva sconfitto nella stagione 1,
diventando l’obiettivo che Zoro deve superare per diventare
il miglior spadaccino del mondo.
Nel manga Luffy e
Zoro si scontrano brevemente quando Luffy crede che Zoro
stia attaccando i civili di Whiskey Peak. In realtà quei civili
sono agenti di Baroque Works, ma Luffy non lo
sa.
Negli episodi 4 e 5
compaiono Dorry e Brogy, i giganti di
Elbaph bloccati su Little Garden.
Elbaph è un regno di guerrieri che venerano un Dio del Sole
chiamato Nika.
Nel manga si sa
molto poco del passato di Miss Goldenweek. Nella serie
Netflix, durante le sue conversazioni con Luffy, lascia
intendere una storia con i suoi genitori, aggiunta
probabilmente per sviluppare meglio il
personaggio.
Nell’episodio 6 c’è una
sottotrama in cui Smoker e Tashigi combattono due agenti di
Baroque Works, catturandone uno per ottenere
informazioni.
Nel manga uno degli
alleati principali di Miss Wednesday è
Karoo, il suo gigantesco papero da corsa. Karoo
accompagna il personaggio in: Whiskey Peak,
Negli episodi finali
della stagione 2, Wapol crea soldati di metallo usando i
poteri del suo
Quando Chopper si
unisce agli Straw Hat nell’episodio 8, mostra un barattolo
pieno di palline gialle, definendolo un
“segreto”. I lettori del manga sanno che si tratta
delle Rumble Ball, droghe che permettono a Chopper
di ottenere più trasformazioni rispetto a quelle normali
del suo Frutto del Diavolo. Nel manga Chopper usa
queste pillole già durante l’arco di Drum Island.
























Nel libro del 1981
scritto da Robert Littell, oltre al suo lavoro alla CIA e alla
relazione con la fidanzata (nel libro non sono ancora sposati
quando lei viene uccisa), una delle cose principali che i lettori
scoprono su Charlie è la sua passione per l’uso delle sue abilità
di crittoanalisi per tentare di decifrare messaggi segreti nelle
opere di William Shakespeare.
Il rapporto di Charlie
con la CIA — sia come agente sia come oppositore — ha un ruolo
fondamentale in ogni versione della storia, ma il film del 2025
aggiorna e amplia il retroscena sul coinvolgimento dell’agenzia
nella morte della moglie.
Un cambiamento che giova
molto alla versione del 2025 è l’aggiornamento della tecnologia che
Charlie utilizza nella sua missione. Il libro e il film originale
usciti nel 1981 riflettono naturalmente le tecnologie
dell’epoca.
Nel film del 2025 Charlie
si sposta facilmente da un luogo all’altro per trovare i suoi
bersagli, mentre nelle versioni precedenti era molto più
limitato.
La versione del 1981 di
Operazione Vendetta è fortemente legata al suo
contesto storico. Il libro e il film enfatizzavano molto la
Guerra Fredda e le divisioni europee
dell’epoca.
Un cambiamento deliberato
rispetto al libro riguarda il destino di Henderson, interpretato da
La premessa di
Operazione Vendetta è molto triste: la morte della
moglie distrugge Charlie. Il film del 2025 rende bene questo dolore
grazie all’interpretazione malinconica di Malek.
La differenza più grande
tra il libro e il nuovo film riguarda il finale. Nel film del 2025
Charlie decide di non uccidere Horst Schiller.
La cospirazione della CIA
spiegata


