Il pluripremiato regista,
produttore e coreografo Kenny Ortega ha ricevuto lo scorso
mercoledì 24 luglio, nell’ambito di una
cerimonia alla presenza di colleghi, amici e fan, la stella
sulla celebre Hollywood Walk of Fame per la sua lunga e
apprezzatissima carriera. Tra i suoi successi anche una lunga
collaborazione con Disney che vanta, tra gli altri, titoli come
High School Musical e l’acclamata saga
Descendants, il cui terzo capitolo arriverà in
Italia ad ottobre su Disney Channel.
Alla cerimonia erano presenti molti
volti noti della leggendaria famiglia Disney che negli anni hanno
lavorato con il prestigioso regista, tra cui Dove Cameron
(Descendants), Booboo Stewart (Descendants),
Mitchell Hope (Descendants), Monique Coleman (High
School Musical) e Kathy Najimi (Descendants e
Hocus Pocus). Insieme a loro anche la famiglia di Cameron
Boyce a cui Kenny Ortega ha rivolto un commosso pensiero nel suo
discorso di ringraziamento.
Classe 1950, sin da piccolo Kenny
Ortega dimostra passione e talento per la musica, la danza e lo
spettacolo che lo porteranno a calcare i primi palcoscenici di San
Francisco già all’età di 13 anni in diversi musical e spettacoli
teatrali. Il 1992 è l’anno che segna la sua prima collaborazione
con Michael Jackson. Da qui nasce un rapporto che li porterà a
lavorare spesso insieme fino alla preparazione dell’ultimo tour
dell’artista “This Is It”, da cui lo stesso Ortega ha realizzato il
toccante film documentario Michael Jackson’s This Is It in
seguito alla prematura scomparsa del Re del Pop.
Molto forte è anche il legame che
unisce Kenny Ortega a Disney: nel corso della sua lunga e
pluripremiata carriera, tanti infatti sono i successi da lui
firmati come regista, coreografo e produttore tra cinema e Tv. Tra
questi Hocus Pocus, la trilogia di High School
Musical, il tour Hannah Montana/Miley Cyrus Best of Both
Worldse la saga Descendants, il cui terzo
capitolo arriverà in Italia a ottobre su Disney
Channel.
Il 2019 si sta rivelando l’anno più
ricco nella storia della Disney. Lo Studio ha
raggiunto un importante traguardo al botteghino, superando il
record di tutti i tempi per le vendite worldwide di biglietti per
un singolo studio. Dopo questo fine settimana, la società ha
superato $ 7,67 miliardi in tutto il mondo, superando il record
precedentemente stabilito sempre da Disney nel 2016, con $ 7,61
miliardi.
La compagnia detiene già cinque dei
sei maggiori incassi dell’anno a livello globale con Avengers:
Endgame ($ 2,79 miliardi), Captain
Marvel ($ 1,1 miliardi), Aladdin
($ 1 miliardo), Il re
leone ( $ 962 milioni) e Toy Story
4 ($ 917 milioni). Tre dei suoi film hanno già
superato $ 1 miliardo al botteghino mondiale, e gli altri due sono
sul punto di raggiungere la cifra.
Da quando ha acquisito ufficialmente
le attività cinematografiche di Fox all’inizio di quest’anno,
Disney detiene oltre il 40% della quota di mercato
nazionale, più del doppio dei suoi concorrenti più vicini, Warner
Bros. e Universal, ciascuno con circa il 13%.
Nexo Digital ha diffuso il primo
trailer del film evento diretto da Mario Martone,
Il Sindaco del Rione Sanità, film che sarà presentato
in concorso a Venezia
76.
Antonio Barracano, “uomo d’onore”
che sa distinguere tra “gente per bene e gente carogna”, è “Il
Sindaco” del rione Sanità. Con la sua carismatica influenza e
l’aiuto dell’amico medico amministra la giustizia secondo suoi
personali criteri, al di fuori dello Stato e al di sopra delle
parti. Chi “tiene santi” va in Paradiso e chi non ne tiene va da
Don Antonio, questa è la regola. Quando gli si presenta disperato
Rafiluccio Santaniello, il figlio del fornaio, deciso a uccidere il
padre, Don Antonio, riconosce nel giovane lo stesso sentimento di
vendetta che da ragazzo lo aveva ossessionato e poi cambiato per
sempre. Il Sindaco decide di intervenire per riconciliare padre e
figlio e salvarli entrambi.
Con Il Sindaco del rione
Sanità Mario Martone partecipa per la seconda volta di
seguito in concorso ufficiale
alla 76. Mostra Internazionale d’Arte
Cinematografica di Venezia. Dopo aver messo in scena
a teatro, nel 2017, il capolavoro di Eduardo De Filippo dirigendo
Francesco Di Leva nei panni del
Sindaco e gli attori della Compagnia del Nest di Napoli,
Martone ne realizza l’adattamento cinematografico, dando vita a un
film di forte attualità e capace di raccontare l’eterna lotta tra
il bene e il male.
Nel cast
Francesco Di Leva, Massimiliano Gallo, Roberto De
Francesco, Adriano Pantaleo, Daniela Ioia, Giuseppe Gaudino,
Gennaro Di Colandrea, Lucienne Perreca, Salvatore Presutto, Viviana
Cangiano, Domenico Esposito, Ralph P, Armando De Giulio, Daniele
Baselice, Morena Di Leva, con l’amichevole partecipazione di
Ernesto Mahieux.
Il Sindaco del rione
Sanità è una produzione INDIGO FILM con RAI CINEMA e MALÌA in
collaborazione con ELLEDIEFFE SRL – TEATRO STABILE DI TORINO –
NEST, con il contributo della GIUNTA REGIONALE DELLA CAMPANIA
L.R.28/2018, con la collaborazione della FILM COMMISSION REGIONE
CAMPANIA e con il patrocinio del COMUNE DI NAPOLI.
Sarà distribuito in esclusiva nelle
sale italiane come evento speciale da Nexo Digital solo il
30 settembre, 1 e 2 ottobre (elenco cinema a breve
su www.nexodigital.it). A seguire, debutterà
il “Sindaco del Rione Sanità in tour” che proporrà il film in
programmazione all’interno di alcune sale selezionate in tutta
Italia.
Diversi mesi dopo l’uscita di
Avengers:
Endgame si continua a speculare sui molteplici scenari
resi possibili dai viaggi nel tempo di Captain
America alla fine del film, grazie ai quali l’eroe è
riuscito a restituire tutte le gemme dell’infinito nelle rispettive
timeline. Di fatto ci è stato mostrato solo il momento in cui Steve
Rogers torna insieme a Peggy Carter nel passato, ma che dire degli
altri? Cos’è successo al Cap “pensionato”?
Una risposta, seppure vaga, la
forniscono Anthony e Joe Russo, intervenuti
di recente al Comic-Con di San Diego parlando di Endgame e
dell’esperienza con i Marvel Studios:
“Dopo aver finalmente ottenuto
il suo tanto atteso ballo con Peggy, forse i due hanno provato a
fare un bambino, ma non possiamo dirlo con certezza. Forse sarà
andato in bagno, perché gli ci è voluto molto tempo per restituire
tutte quelle gemme e si stava trattenendo da un po“, hanno
scherzato i registi.
Tornando seri invece, i Russo
trovano comunque “interessante” l’idea di considerare cosa potrebbe
essere accaduto nelle realtà alternative nonostante l’esclusione
del concetto di Multiverso in quel momento preciso del MCU (a
quanto pare avrebbe solo oscurato la morte di Iron Man e Vedova
Nera):
“Se ci pensi e ragioni in
termini di realtà alternativa, ci sono diverse teorie come gli
scenari possibili si siano accumulati, e so che Chris e Steve [gli
sceneggiatori] ne hanno discusso a lungo. A seconda di dove vai con
le realtà alternative, Cap potrebbe aver raggiunto Bucky salvandolo
dall’HYDRA, oppure avvisare lo SHIELD. Poteva addirittura
ritrovarsi nel ghiaccio e capire un modo per passare più tempo a
casa con Peggy. Le storia sono tantissime…“
Dopo gli eventi devastanti di
Avengers: Infinity War (2018),
l’universo è in rovina a causa degli sforzi del Titano Pazzo,
Thanos. Con l’aiuto degli alleati rimasti in vita dopo
lo schiocco, i Vendicatori dovranno riunirsi ancora una volta per
annullare le azioni del villain e ripristinare l’ordine
nell’universo una volta per tutte, indipendentemente dalle
conseguenze che potrebbero esserci.
Deadline riporta che Alexandra Shipp, vista di recente nei panni di
Tempesta in X-Men: Dark Phoenix, si unirà al cast di
Kung Fury
2, sequel del mediometraggio del 2015 insieme a
Michael Fassbender,
Arnold Schwarzenegger,
David Hasselhoff e David
Sandberg, che è anche sceneggiatore e regista del
film.
La produzione è attualmente in corso tra Bulgaria e
Germania.
Vi ricordiamo che Kung
Fury aveva debuttato su YouTube ricevendo fin da subito
pareri molto positivi da parte degli utenti. Questa bizzarra
action-comedy è ambientata nel 1985 a Miami, tenuta al sicuro sotto
l’occhio vigile di Kung Fury, il più grande poliziotto di tutti i
tempi. Ad aiutarlo ci sono i Thundercops, le forze di polizia
definitive riunite per sconfiggere il malvagio Kung Fuhrer, Adolf
Hitler.
Nel sequel la Shipp sostituirà Eiza
Gonzales e interpreterà Rey Porter, una reporter che farà di tutto
per scrivere il miglior articolo sulla vicenda.
Mel
Gibson è uno di quegli artisti che ha fatto la storia
del cinema, sia in vesti di attore che in vesti di regista.
Egli, infatti, ha iniziato a
recitare molto presto e si distinta in molti altri ambiti del
cinema, conquistando milioni di spettatori in tutto il mondo.
Ecco dieci cose da sapere su
Mel Gibson.
Mel Gibson film
1. I film e la
carriera. La carriera cinematografica dell’attore è
iniziata nel 1977, quando debutta sul grande schermo in Summer
City – Un’estate di fuoco, per poi proseguire con
Interceptor (1979), Gli anni spezzati (1981),
Il Bounty (1984), Il fiume dell’ira (1984),
Mad Max – Oltre la sfera del tuono (1985), Arma
letale (1987), Arma letale 2 (1989), Amleto
(1990), Arma letale 3 (1992) e L’uomo senza volto
(1993). In seguito, lavora in Braveheart – Cuore impavido (1995), Ipotesi di
complotto (1997), Arma letale 4 (1998), Il
patriota (2000), What Women Want – Quello che le donne
vogliono (2000), Signs (2002), Fuori
controllo (2010) e Mr. Beaver (2011). Tra i suoi ultimi lavori, vi sono
Machete Kills (2013), I mercenari 3 (2014), Daddy’s Home 2 (2017),
Dragged Across Concrete (2018), Il professore e il pazzo (2019) e Boss Level
(2019).
2. Ha lavorato anche per
progetti seriali. L’attore non ha prestato la sua attività
solo per il cinema, ma ha recitato in diversi progetti dedicati al
piccolo schermo. Infatti, ha debuttato nel mondo della recitazione
nel 1976 nella serie I Sullivans, per poi apparire in
Cop Shop (1978), Punishment (1981), Tickled
Pink (1981) e Selvaggi (2004-2005),
3. È anche doppiatore,
produttore, regista e sceneggiatore. Nel corso della sua
carriera, l’attore ha svolto diverse attività, come quella del
doppiatore: infatti, ha prestato la propria voce per i film
d’animazione Pocahontas (1995) e Galline in fuga
(200), oltre che per la serie I Simpson (1999). Se come
produttore ha lavorato alla realizzazione di film come
Invincible (2001), Scatto mortale – Paparazzi
(2004), Another Day in Paradise (2008) e Stonehearst
Asylum (2014), ha prodotto anche alcuni suoi film da regista:
Braveheart – Cuore impavido, La passione di Cristo (2004)
e Apocalypto. Inoltre, ha diretto anche i film L’uomo
senza volto e La battaglia di Hacksaw Ridge (2016). In quanto
sceneggiatore, invece, ha collaborato alla stesura dei film La
passione di Cristo, Apocalypto, The Brain Storm (2011) e
Viaggio in paradiso (2012), oltre che della serie
Selvaggi.
Mel Gibson moglie
4. È stato sposato per molti
anni. L’attore si è sposato per la prima ed ultima volta
con l’infermiera Robyn Moore nel 1980, per poi
divorziare 26 anni dopo, nel 2006. In seguito, ha avuto una
relazione con la musicista Oksana Grigorieva,
mentre dal 2014 è impegnato con la sceneggiatrice televisiva
Rosalind Ross.
Mel Gibson figli
5. È padre di nove
figli. L’attore si può definire padre di una prole
piuttosto consistente. Infatti, dalla sua unica moglie ha avuto ben
sette figli: Hannah, i gemelli
Edward e Christian, William, Louis,
Milo e Thomas, nati tra gli inizi degli
anni ’80 e la fine dei ’90. Inoltre, dalla sua seconda e terza
relazione importante ha avuto una figlia, Lucia
(nata nell’ottobre 2009), e un figlio, Lars Gerard
(nato nel gennaio 2017).
Mel Gibson Braveheart
6. Ci sarebbe potuto essere
un altro William Wallace. L’attore, infatti, inizialmente
rifiutò di interpretare il personaggio, perché si sentiva troppo
vecchio per la parte. Tuttavia, la Paramount Pictures avrebbe
finanziato il film solo se Gibson avesse interpretato il ruolo
principale.
7. È stato accusato di
maltrattamento. L’attore è stato indagato da
un’organizzazione per il benessere degli animali, convinta che i
falsi cavalli utilizzati per il film fossero reali. Solo quando uno
degli assistenti del regista ha fornito alcune riprese video,
l’organizzazione si è convinta del contrario.
Mel Gibson La passione di
Cristo
8. Ha messo soldi di tasca
sua. Per la realizzazione de La passione di
Cristo, film da lui sceneggiato, diretto e prodotto, ha speso
25 milioni di dollari di tasca sua. Infatti, già nel 1992 aveva
iniziato a fare le ricerche per il film che non è stato realizzato
fino al 2004.
9. Ha fatto il film per se
stesso. L’attore e regista ha confidato di aver realizzato
il film perché la depressione lo stava facendo cadere nel baratro,
tanto da contemplare il suicido. Perciò, realizzare questo film è
stato un modo per guarire se stesso.
Mel Gibson: età e altezza
10. Mel Gibson è nato il 3
gennaio del 1956 a Peekskill, New York, e la sua altezza
complessiva corrisponde a 177 centimetri.
Jon
Bernthal è uno di quegli attori che ha fatto la storia
del grande e del piccolo schermo grazie alle sue intense ed
incisive performance.
L’attore, che pratica questa
professione da molti anni, ha dimostrato sin da subito il suo
talento recitativo e la capacità di scegliere i ruoli migliori per
la sua persona.
Ecco dieci cose da sapere su
Jon Bernthal.
Jon Bernthal film
1. I film e la
carriera. L’attore ha iniziato la propria carriera
cinematografica nel 2002, quando debutta sul grande schermo con
Mary/Mary, per poi apparire in Tony ‘n’ Tina’s
Wedding (2004), World Trade Center (2006), The
Air I Breathe (2007), Day Zero (2007), A Line in
the Sand (2008) e Una notte al museo 2 – La fuga
(2009). In seguito, recita in L’uomo nell’ombra (2010),
Notte folle a Manhattan (2010), Rampart (2011),
Snitch – L’infiltrato (2013), Il grande match (2013) e The Wolf of Wall Street (2013). Tra i suoi ultimi
film, vi sono Fury (2014), Quel fantastico peggior anno della
mia vita (2015), Sicario (2015), We Are Your Friends (2015),
The Accountant (2016), I segreti di Wind River (2017), Baby Driver – Il genio della fuga (2017), Sweet
Virginia (2017), Terre selvagge (2017), La
fratellanza (2017), Widows: Eredità criminale (2018) e The Peanut
Butter Falcon (2019).
2. Ha recitato in numerose
serie tv. Oltre ad aver prestato la propria opera per il
cinema, l’attore ha recitato anche in numerosi prodotti destinati
al piccolo schermo. Infatti, ha debuttato nelle mondo delle serie
con Criminal Intent nel 2002, per poi proseguire con
Senza traccia (2004), Jonny Zero (2005), How I Met Your
Mother (2005), The Class – Amici per sempre (2006-2007), Eastwick
(2009-2010) e Numb3rs (2010). In seguito, è apparso in The Pacific
(2010), Harry’s Law (2012), Mob City (2013), Show Me A Hero (2015),
Daredevil (2016), The Walking Dead (2010-2018), The Punisher (2017-2019) e Unbreakable Kimmy
Schmidt (2018-2019).
3. È anche doppiatore e
produttore. Nel corso della sua carriera, l’attore ha
potuto sperimentare diversi ambiti del grande e del piccolo
schermo. Infatti, ha prestato la propria per il doppiaggio dei
videogame Call of Duty: Advanced Warfare – Exo Zombies
(2015) e Ghost Recon: Wildlands (2017), del video
Justice League vs. Teen Titans (2016) e
delle serie Robot Chicken (2012-2017) e
SuperMansion (2015-2018). In quanto produttore, invece, ha
partecipato alla realizzazione del film Small Engine
Repair, attualmente in fase di post-produzione.
Jon Bernthal The Walking Dead
4. Ha avuto
un’esclusiva. L’attore, insieme ai colleghi
Andrew Lincoln e Sarah Wayne
Callies, sono stati gli unici membri del cast ad essere
accreditati insieme alla immagini di se stessi nei titoli di testa.
Ciò di è verificato solo nelle prime due stagioni.
Jon Bernthal moglie
5. È sposato da diversi
anni. L’attore si è sposato per la prima volta nel 2010
con Erin Angle, nipote del wrestler Kurt
Angle. I due sono insieme da allora e non si sono mai
lasciati.
Jon Bernthal figli
6. È padre di tre
figli. Dall’unione con la sua prima ed unica moglie,
l’attore è diventato padre di ben tre figli:
Henry, nato nel 2011, Billy, nato
nel 2013, e Adeline, nata nel 2015.
Jon Bernthal Baby Driver
7. Non gli è piaciuto Kevin
Spacey. L’attore ha dichiarato essersi infastidito ogni
qualvolta doveva condividere il set con il
collega e di aver notato in lui un atteggiamento aggressivo,
quasi da bullo, perdendo tutto il rispetto che aveva in lui.
8. Secondo lui, Edgar Wright
è un visionario. Per l’attore, il regista del film è un
visionario, autore di un progetto così particolare, impostato sulla
musica e traslato direttamente dalla sua mente sullo schermo.
Jon Bernthal The Wolf of Wall
Street
9. Ha interpretato uno dei
criminali. In The Wolf of Wall Street, l’attore
ha interpretato uno spacciatore che si è lasciato coinvolgere nel
giro del riciclaggio del denaro sporco, pronto ad entra in contatto
con Belfort.
Jon Bernthal: età e altezza
10. Jon Bernthal è nato il
20 settembre del 1976 a Washington, nel District of
Columbia, e la sua altezza complessiva corrisponde a 180
centimetri.
Sono stati diffusi i motion poster delle protagoniste della
nuova versione cinematografica di Charlie’s
Angels, Kristen Stewart, Naomi Scott e
Ella Balinska.
Charlie’s
Angels nasce come una serie televisiva prodotta
da Aaron Spelling e Leonard
Goldberg, ed è andata in onda dal 1976 al 1981 sul canale
statunitense ABC. Ne sono stati trasmessi 118 episodi, preceduti da
un film-pilota andato in onda sei mesi prima dell’inizio effettivo
della serie (21 marzo 1976). I tre “angeli” della prima stagione
sono Sabrina Duncan (interpretata da Kate
Jackson), Jill Munroe (Farrah Fawcett) e
Kelly Garrett (Jaclyn Smith).
Dal telefilm sono stati già tratti
due lungometraggi: Charlie’s
Angels (2000) e Charlie’s Angels – Più
che mai (2003), entrambi diretti da McG, in cui
le attrici scelte per il ruolo degli “angeli”
sono Cameron
Diaz, Drew
Barrymoree Lucy
Liu, nei ruoli rispettivamente di Natalie, Dylan ed
Alex, a cui si aggiunse Demi
Moore nel ruolo dell’angelo “caduto” Madison per
il sequel. I lungometraggi hanno suscitato pareri abbastanza
controversi tra i fans del telefilm originale, e non
sappiamo in che modo il pubblico accoglierà questo nuovo
adattamento.
È stato già rivelato nel corso
dell’ultimo anno che la versione originale di Avengers:
Infinity War avrebbe incluso la presenza del
Tribunale Vivente, l’entità onnipotente incaricata
dal Supremo di controllare e mantenere l’equilibro tra le diverse
realtà che costituiscono il Multiverso, ma ora sono gli
sceneggiatori Christopher Markus e Stephen McFeely a spiegare tutti
i dettagli in merito alla sua esclusione dal film.
Secondo Markus infatti, Kevin Feige voleva assicurarsi che non andasse
smarrito l’aspetto psichedelico dei fumetti di Jim Starlin, il
creatore del personaggio, e per questo motivo l’idea di inserirlo
in una sequenza è stata bloccata. Ma in che modo avrebbe interagito
nel film, e soprattutto, con chi avrebbe condiviso la scena?
“Il progetto originale presentava Thanos e Doctor Strange che
combattevano e alla fine lo stregone avrebbe fatto esplodere la
mente del Titano spedendolo nel mindscape” spiega Markus,
mentre McFeely paragona l’evento alla visione di Strange nel
Mutiverso che abbiamo visto nel suo film solista.
“Volevamo che Thanos si trovasse
al centro di una sorta di lampo nell’universo nel quale venivano
mostrati tutti i suoi crimini. I cadaveri venivano lanciati contro
di lui, le loro mani mani lo avrebbero afferrato e la scena sarebbe
stata abbastanza triste. Più tardi il Titano e tutti quei corpi
venivano scaricati al cospetto del Tribunale Vivente che lo
giudicava colpevole […]Quando decidi di introdurre
un’entità del genere sai che ti stai aprendo ad una nuova era. E
non sai se il pubblico sarà in grado di capirla“.
Vi ricordiamo che nei fumetti Thanos
riunisce le gemme dell’infinito minacciando l’universo, e in
occasione di questo evento Eternità chiede al Tribunale Vivente di
esercitare il suo potere per fermarlo. Sapendo che il Titano si
sarebbe sconfitto da solo, l’entità decide di intervenne.
Dopo gli eventi devastanti di
Avengers: Infinity War (2018),
l’universo è in rovina a causa degli sforzi del Titano Pazzo,
Thanos. Con l’aiuto degli alleati rimasti in vita dopo lo schiocco,
i Vendicatori dovranno riunirsi ancora una volta per annullare le
azioni del villain e ripristinare l’ordine nell’universo una volta
per tutte, indipendentemente dalle conseguenze che potrebbero
esserci.
Il canale Youtube di How It Should Have
Ended ha realizzato un video divertente di come Steve
Rogers, nel finale di Avengers: Endgame, avrebbe potuto
restituire le Gemme dell’Infinito nel suo ultimo viaggio nel
tempo.
Naturalmente si tratta di una
lettura alquanto comica dell’ultima missione di Steve, ma pone
domande abbastanza precise e comprensibili su quelli che sarebbero
potuti essere i problemi riscontrati nel viaggio.
Dopo gli eventi devastanti di
Avengers: Infinity War (2018),
l’universo è in rovina a causa degli sforzi del Titano Pazzo,
Thanos. Con l’aiuto degli alleati rimasti in vita dopo
lo schiocco, i Vendicatori dovranno riunirsi ancora una volta per
annullare le azioni del villain e ripristinare l’ordine
nell’universo una volta per tutte, indipendentemente dalle
conseguenze che potrebbero esserci.
Vedova Nera,
Gli
Eterni, Shang-Chi and the legend of the Ten
Rings, Doctor Strange in the Multiverse of
Madness e Thor: Love and Thunder sono i
titoli finora annunciati dai Marvel Studios che andranno a
comporre la Fase 4 del MCU insieme alle serie tv di Disney +. Non
si esclude però la possibilità di avere un altro progetto nella
lista, come suggerito dalle parole di Kevin Feige in una breve intervista con
Josh Horowitz di MTV News subito dopo il panel del Comic-Con.
Si perché parlando di potenziali
crossover e della costruzione del futuro dell’universo condiviso,
Feige ha affermato sono undici i titoli coinvolti nella Fase 4, ma
se facciamo bene i conti, sommando i film citati sopra le gli show
su Falcon e The Winter Soldier,
Loki, WandaVision, Occhio di
Falco e What If il numero non
coincide.
“Abbiamo discusso di ciò che
avremmo annunciato oggi nel panel“, aveva detto il presidente
dello studio, “Dovremmo annunciare sia Fase 4 che 5?
Sicuramente sono state programmate, ma ci restano cinque anni lungo
la strada e ho pensato che undici progetti in cinque anni fossero
troppi…“
Sappiamo che Blade,
il rebbot che vedrà protagonista Mahershala Ali è stato già inserito
nella Fase 5, quindi quale potrebbe essere il misterioso film (o
serie)? Forse Feige si è confuso e ha erroneamente contato Blade
come parte del gruppo? Oppure sarà Spider-Man 3
l’ultimo capitolo incluso della nuova Fase del MCU?
Sono state diffuse le prime immagini
di J’Accuse (L’ufficiale e la spia), il nuovo film
di Roman Polanski che vedremo in anteprima
mondiale in concorso a Venezia 76. Il film
racconterà l’Affaire Drefyus e uscirà nelle sale italiane
il 21 ottobre, distribuito da 01 Distribution.
Ecco la prima sinossi ufficiale e le
foto dal film:
Gennaio del 1895, pochi mesi prima che i fratelli Lumière diano
vita a quello che convenzionalmente chiamiamo Cinema, nel cortile
dell’École Militaire di Parigi, Georges Picquart, un ufficiale
dell’esercito francese, presenzia alla pubblica condanna e
all’umiliante degradazione inflitta ad Alfred Dreyfus, un capitano
ebreo, accusato di essere stato un informatore dei nemici
tedeschi.
Al disonore segue l’esilio e la sentenza condanna il traditore
ad essere confinato sull’isola del Diavolo, nella Guyana francese.
Un atollo sperduto dove Dreyfus lenisce angoscia e solitudine
scrivendo delle lettere accorate alla moglie lontana.
Il caso sembra archiviato.
Picquart guadagna la promozione a capo della Sezione di
statistica, la stessa unità del controspionaggio militare che aveva
montato le accuse contro Dreyfus. Ed è allora che si accorge che il
passaggio di informazioni al nemico non si è ancora arrestato.
E se Dreyfus fosse stato condannato ingiustamente?
E se fosse la vittima di un piano ordito proprio da alcuni
militari del controspionaggio?
Questi interrogativi affollano la mente di Picquart, ormai
determinato a scoprire la verità anche a costo di diventare un
bersaglio o una figura scomoda per i suoi stessi superiori.
L’ufficiale e la spia, adesso uniti e pronti ad ogni sacrificio
pur di difendere il proprio onore.
L’affare Dreyfus è uno dei più clamorosi errori giudiziari della
storia, avvenuto in Francia tra il 1894 e il 1906 e che vide
protagonista il soldato ebreo francese Alfred Dreyfus,
ingiustamente accusato di essere una spia e quindi processato per
alto tradimento.
Dreyfus sostenne fermamente la sua innocenza combattendo contro
un’intera nazione. Il suo caso ebbe una notevole risonanza
mediatica dividendo l’opinione pubblica del tempo, tra chi ne
sosteneva l’innocenza e chi lo riteneva invece colpevole.
Tra gli innocentisti si schierò Émile Zola, il quale scrisse un
articolo in cui puntava il dito contro il clima di antisemitismo
imperante nella Terza Repubblica francese. Tale intervento venne
intitolato proprio J’Accuse.
Polanski ha scritto la sceneggiatura insieme a Robert Harris,
autore del romanzo da cui il film è tratto, L’ufficiale
e la spia (The Dreyfus Affair), in Italia edito
Mondadori.
Da un romanzo di Harris il regista premio Oscar per Il
pianista aveva già tratto nel 2010 il suo L’uomo
nell’ombra.
Reduce dall’ottimo weekend
d’apertura al box office americano, C’era una volta a
Hollywood ha ricevuto il plauso della sorella di Sharon Tate, personaggio interpretato nel film
da Margot Robbie, che ha dichiarato in
un’intervista con Vanity Fair il motivo delle lacrime versate
durante una visita sul set.
“Mi ha fatto piangere perché
sembrava proprio Sharon” racconta Debra Tate,
“Il tono nella sua voce era completamente uguale a quello di
mia sorella, e la scena mi ha toccato così tanto da commuovermi. È
come se l’avessi vista di nuovo, cinquant’anni dopo...”
Il riferimento è la sequenza mostrata brevemente nel trailer in
cui la giovane attrice si reca in un cinema di Los Angeles per
guardare The Wrecking Crew nascosta nel pubblico.
“La cosa che mi ha toccato di
più non sono stati Leo e Brad, e il fatto che fossero famose star
del cinema, ma Margot, le sue qualità e il potenziale per dare vita
a Sharon e restituirla davvero al pubblico. Era così dolce e
gentile, intelligente e più leggera dell’aria in ogni modo…Penso
che Margot abbia fatto un ottimo lavoro
nell’interpretarla“.
Debra Tate ha poi parlato della sua
reazione dopo aver letto la sceneggiatura del film:
“Sapevo che i protagonisti
della storia sarebbero stati i personaggi di DiCaprio e Pitt. Avrei
voluto che Quentin Tarantino girasse un film sulla
storia di Sharon Tate ma non era quello il film che aveva scritto,
lo sapevo e lo capivo. Ed era la sua visione.”
Di seguito la prima sinossi:
La storia si svolge a Los Angeles nel 1969, al
culmine di quella che viene chiamata “hippy” Hollywood. I due
protagonisti sono Rick Dalton (Leonardo DiCaprio), ex star di una serie
televisiva western, e lo stunt di lunga data Cliff Booth (Brad
Pitt). Entrambi stanno lottando per farcela in una Hollywood
che non riconoscono più. Ma Rick ha un vicino di casa molto
famoso…Sharon Tate.
Nel cast
anche Damian Lewis, Dakota Fanning, Nicholas
Hammond,Emile
Hirsch, Luke
Perry, Clifton Collins
Jr., Keith
Jefferson, Timothy Olyphant, Tim Roth, Kurt
Russelle Michael
Madsen. Rumer Willis, Dreama
Walker, Costa Ronin, Margaret Qualley, Madisen
Beaty e Victoria Pedretti.
Infine Damon Herriman sarà Charles Manson. Il
film segnerà anche l’ultima apparizione cinematografica di Luke
Perry, morto lo scorso 4 marzo.
“Ho lavorato alla sceneggiatura
per cinque anni, e vissuto nella contea di Los Angeles per gran
parte della mia vita, anche nel 1969, e all’epoca avevo sette
anni“, ha dichiarato Tarantino. “Sono davvero felice di
poter raccontare la storia di una città e di una Hollywood che non
esistono più, e non potrei essere più entusiasta dei miei due
attori protagonisti.“
Sarà presentato a Venezia 76, Ad
Astra di James Gray, con protagonista
Brad
Pitt. Il film racconta un’avventura spaziale, tema che
sembra essere molto caro alla Mostra del Lido, se si torna indietro
negli anni e si ricordano le presenza di Gravity e
Alfonso Cuaron e di Il Primo Uomo
di Damien Chazelle.
Di seguito, ecco gli spot tv per il film e un nuovo poster con
protagonista Brad Pitt.
https://www.youtube.com/watch?v=gRq0bg-lnyw
https://www.youtube.com/watch?v=t1oVwQ1qNnI
https://www.youtube.com/watch?v=kFkH2ZWGrYM
https://www.youtube.com/watch?v=qUlOrBKoe0A
Brad Pitt è pronto
ad andare verso lo spazio profondo nella prima immagine del
film di fantascienza di James Gray,
Ad
Astra. Gray non si è mai accontentato di essere un
regista che aderisce a un solo genere, avendo finora realizzato un
thriller (I Padroni della Notte) a un romanzo
d’epoca (The Immigrant) e, più recentemente, a
un’avventura storica, The Lost City of Z, sua
personale successo di critica. Inoltre, il regista si cimenterà
presto in un adattamento cinematografico del romanzo di spionaggio
scritto da Terry Hayes, I Am Pilgrim.
Prima però, Gray viaggerà verso i
confini del nostro sistema solare con Ad Astra, tratto dal racconto
Heart of Darkness che segue la storia dell’ingegnere spaziale Roy
McBride (Pitt) in una spedizione per rintracciare suo padre
(Tommy Lee Jones), che è sparito durante un lavoro
di ricerca a caccia di vita aliena nei pressi di Nettuno. Scritto
da Gray e Ethan Gross (Fringe), Ad Astra include
nel cast anche Ruth Negga (Preacher),
Donald Sutherland (The Hunger Games), John
Ortiz (Kong: Skull Island) e Kimmy
Shields (Insatiable).
In attesa dell’uscita in home video
di Avengers: Endgame (31 luglio negli
USA), ecco la clip ufficiale dal film in cui Captan
Marvel interviene nella
battaglia, distruggendo la Sanctuary II e
capovolgendo le sorti della battaglia dei Vendicatori contro le
orde di Thanos.
Dopo gli eventi devastanti di
Avengers: Infinity War (2018),
l’universo è in rovina a causa degli sforzi del Titano Pazzo,
Thanos. Con l’aiuto degli alleati rimasti in vita dopo lo schiocco,
i Vendicatori dovranno riunirsi ancora una volta per annullare le
azioni del villain e ripristinare l’ordine nell’universo una volta
per tutte, indipendentemente dalle conseguenze che potrebbero
esserci.
Gerald Butler è di
nuovo Mike Banning in Attacco al
Potere 3 – Angels Has Fallen, di cui vi mostriamo il
trailer e i character poster con tutti i protagonisti del film dal
28 agosto in sala.
Dopo l’enorme successo dei primi
due capitoli, con oltre 370.000.000 di dollari incassati in tutto
il mondo, torna sul grande schermo Gerard Butler, nelle vesti dell’agente
dei servizi segreti Mike Banning, in Attacco al Potere
3 – Angels Has Fallen. Diretto questa volta da Ric
Roman Waugh (La Fratellanza), il terzo film
dell’adrenalinico franchise prende una svolta inaspettata: sarà
Banning a trovarsi in fuga e braccato dalla polizia, accusato di
essere un nemico dello Stato e l’autore di un tentativo di omicidio
ai danni del Presidente degli Stati Uniti, interpretato dal Premio
Oscar® Morgan Freeman. Ad aiutarlo a
scagionarsi troverà al suo fianco il padre, interpretato da
Nick Nolte, new entry nel cast. Tra gli altri
interpreti, anche Jada Pinkett Smith (Girls Trip), Lance
Reddick (The Wire, Fringe, John
Wick), Danny Huston (Stanlio e Ollio, Big
Eyes), Piper Perabo (Covert Affairs) e Tim Blake
Nelson (Fratello, dove sei? e Syriana).
SINOSSI
Dopo una vorticosa fuga, Mike
Banning è ricercato dalla sua stessa agenzia e dall’FBI, mentre
cerca di trovare i responsabili che minacciano la vita del
Presidente. Nel disperato tentativo di scoprire la verità, Banning
si rivolgerà a improbabili alleati per dimostrare la propria
innocenza e per tenere la sua famiglia e l’intero Paese e fuori
pericolo.
Durante la sua presenza al Comic
Con di San Diego, Kristen Bell, che tornerà a
doppiare la principessa Anna nella versione originale di
Frozen II: Il Segreto di Arendelle, ha parlato del
film Disney come di un progetto che, pur rimanendo adatto ai
bambini, segue il naturale sviluppo della cresciuta delle
protagonista, diventando una storia adulta.
“Non posso dire molto, la
Disney è molto riservata. Ho visto piccole parti del film, perché
quando registriamo le guardiamo, ma non ho visto tutto, ma
ovviamente ho letto la sceneggiatura. Non è l’episodio II di Frozen
– ha dichiarato l’attrice – Abbiamo aspettato tanto per questa
storia, si è rivelata da sola ai creatori. Qual è il prossimo passo
nella vita di questi personaggi che ha bisogno di essere
raccontato? Hanno pensato a questo, non soltanto a ‘quale può
essere una nuova storia’.”
“Sarà ancora appropriato per i
bambini e i bambini lo ameranno, ma queste ragazze sono cresciute
un po’. Credo che le bambine cresciute con Frozen che pensano che
adesso questo film non è più per loro, saranno piacevolmente
sorprese.”
Arriverà il sala il prossimo 27
novembre Frozen II: Il Segreto di Arendelle, il
sequel del film dei record che ha rilanciato la Walt Disney.
Frozen II: Il Segreto di
Arendelle è l’atteso sequel del film
d’animazione diretto da Chris Buck e
Jennifer Lee.
Della squadra premio Oscar
torneranno Lee e Chris Buck in regia, il
produttore Peter Del Vecho, il cast
originale, Idina
Menzel, Kristen Bell, Jonathan
Groff e Josh Gad, e le musiche
di Kristen Anderson-Lopez e Robert Lopez.
Walt Disney Animation
Studios distribuirà il film nei cinema USA dal 27 novembre
2019.
Ecco il trailer italiano di
Gemini
Man, il nuovo film con Will
Smith diretto da Ang Lee e in arrivo
nei cinema il prossimo 10 ottobre, distribuito da 20th
Century Fox.
Il film sarà nelle sale dal 10
ottobre distribuito da 20th Century Fox e sono 5 le cose che dovete
assolutamente sapere.
1. Will Smith come non lo
avete mai visto.
Al quadrato. Gemini Man porta sul grande schermo due Will
Smith, l’attore interpreta sia un killer di 51 anni sia un
ragazzo 23 anni che tenta di ucciderlo. Il se stesso più
giovane è un essere umano realizzato completamente
in digitale, così sofisticato che la coppia è in grado di
combattere corpo a corpo senza soluzione di continuità sullo
schermo, in una sorprendente doppia performance. “Stai
guardando Will che guarda il se stesso, 30 anni più giovane”,
afferma il produttore Jerry Bruckheimer. “È un’esperienza
fenomenale per il pubblico”.
2. Quando Junior piange, sono
le lacrime di Will Smith
“Non si tratta di invecchiamento né di sostituzione del viso:
Junior è una creazione completamente digitale, basata al 100%
sull’acquisizione delle prestazioni fisiche di Will Smith”,
afferma il supervisore di VFX Bill Westenhofer. Ogni lacrima
che versa, ogni pugno che sferra, tutto ciò che vedi è puro
Will Smith. “Quando l’ho visto per la prima volta”, afferma
l’attore sulla sua doppia interpretazione rivoluzionaria:
“è stato strano. Ero io. Stavo guardando la versione perfetta
di me di 23 anni, come se qualcuno avesse eliminato tutti i
difetti. È sorprendente dal punto di vista cinematografico.
Questo cambierà il modo in cui vengono realizzati i film e
come i film sono visti”.
3. Tieniti pronto per la
‘Bike-Fu’
“Questa è un’altra dimensione, qualcosa che non abbiamo mai
sperimentato prima”, afferma Ang Lee riguardo questa
avanguardistica e coinvolgente esperienza del pubblico. Il
regista ha pienamente abbracciato la possibilità di un’azione
senza precedenti, usando il termine “Bike-Fu” per descrivere
uno spettacolare inseguimento in motocicletta a Cartagena in
cui assistiamo ad un duello in cui Will Smith usa le moto come vere
e proprie armi. “Ang sta facendo un salto in avanti che nessun
altro regista ha mai provato a fare”, afferma Jerry
Bruckheimer sul visionario premio Oscar. “È strepitoso”,
aggiunge Smith.
4. Sentiti parte
dell’azione
Gemini Man è anche un’esperienza visiva 3D davvero al di fuori
di tutto ciò che il pubblico ha visto sul grande schermo
finora. Il film d’azione definitivo, realizzato da due grandi
nomi sinonimo, per eccellenza, di spettacolarità – Jerry
Bruckheimer (Top Gun, Pirati dei Caraibi) e Skydance di David
Ellison (Mission: Impossible, The Terminator Dark Fate) – è
stato girato in maniera rivoluzionaria: 120 fotogrammi
al secondo, in 4K 3D. “Suona complicato, sicuramente”, afferma
il supervisore di VFX Bill Westenhofer. “Ma ciò che significa
è semplice: il pubblico è lanciato proprio nel mezzo
dell’azione, lì sulla scena con gli attori stessi”.
5. Azione senza
artificialità
L’uso del trucco tradizionale sul set era impossibile, con
telecamere così potenti da poter capire come reagivano i vasi
sanguigni nei volti degli attori. Quindi, il reparto trucco
ha sviluppato una nuova “traslucenza,” per catturare le
sottigliezze nelle prestazioni. Sia per Ang Lee che per Will
Smith, in questa collaborazione per spingersi insieme sempre oltre
ogni limite, i risultati furono sorprendenti. “Non avrei
potuto interpretare Junior a 23 anni”, dice Smith, “ma ora
sono in grado di farlo grazie a tutte le esperienze che ho
collezionato finora”. O, come aggiunge Ang Lee, “ho trovato
un nuovo Will Smith”-
Timothée Chalamet è il
protagonista della prima immagine ufficiale di The
King, il film che sarà presentato a Venezia
76 nella selezione del Fuori
Concorso. Il film è diretto da David Michôd ed è l’adattamento
di Enrico IV, Parte prima e Parte seconda ed Enrico V.
La sceneggiatura è stata firmata da
Michôd e Joel Edgerton e racconta dell’ascesa
al potere del giovane Enrico V (Chalamet) alla morte del padre,
quando si trova ad affrontare tumulti e tensioni politiche
all’interno del suo Regno. Nel cast Edgerton
interpreta Sir John Falstaff, Robert Pattinson è Luigi Delfino
del Viennois, Ben Mendelsohn è Enrico IV,
Sean Harris è Michael Williams, Lily-Rose Depp è Caterina di Valois,
Thomasin McKenzie è Philippa d’Inghilterra.
Il film verrà distribuito da
Netflix nei prossimi mesi.
La prima immagine di The King
The King – Steven Elder, Timothée Chalamet, Sean Harris – Photo
Credit: Netflix
L’account twitter ufficiale di
Wonder Woman 1984 ha annunciato che il film di
Patty Jenkins con Gal
Gadot è entrato nella fase di riprese aggiuntive che
si stanno svolgendo negli studi della Warner Bros di Londra.
Le riprese aggiuntive anche dopo
molti mesi dalla fine della produzione ufficiale sono diventate
ormai un processo comune per i blockbuster, quando una volta erano
invece considerate un fenomeno imprescindibilmente legato al fatto
che il film fosse un disastro e andava in qualche modo
aggiustato.
Allo stato attuale, la ripresa
aggiuntiva è diventata una parte integrante della produzione, e
spesso è inserita anche nelle previsioni di spesa e nel piano di
lavorazione del film.
Il film è stato definito dal
produttore Charles Roven un sequel “inusuale”, che
poterà in scena lo stesso personaggio grazie al lavoro dello stesso
team creativo e che seguirà gli eventi del precedente capitolo, ma
che i fan non dovrebbero aspettarsi un seguito tradizionale
definendo Wonder Woman 1984 “la prossima
iterazione della supereroina”.
“Il film racconterà un lasso di
tempo completamente diverso e lo spettatore avrà solo un assaggio
di ciò che che Diana ha fatto o affrontato negli anni intermedi.
Abbiamo cercato di mettere insieme una storia del tutto diversa che
potesse rispettare le stesse emozioni del passato, portare un sacco
di umorismo e molta azione coraggiosa. E soprattutto, toccare le
corde del cuore.“
Il sequel vedrà
ancora Gal Gadot nei panni di Diana
Prince opposta a Kristen Wiig, scelta per
interpretare la villain Cheetah. Nel cast figureranno anche
Chris
Pine (volto del redidivo Steve Trevor) e
Pedro Pascal, in un ruolo ancora
misterioso.
Ogni film sfrutta la colonna sonora
per migliorare l’esperienza dello spettatore ed evocare emozioni, e
questo strumento diventa nel MarvelUniverse un modo per collegare le avventure
“inverosimili” dei supereroi alla realtà di chi guarda. Lo studio
ha infatti saputo costruire in ogni capitolo un
tappeto sonoro dove era possibile il dialogo tra mondi distanti e
una maggiore caratterizzazione dei personaggi al loro
interno.
Ma allora quali sono i
migliori momenti musicali del franchise?
Iron Man 3 – Blue (Da Ba Dee)
https://www.youtube.com/watch?v=dMztEyjsW74
Nel 2013 il pubblico stava ancora
capendo se i Marvel Studios avrebbero voluto prendersi troppo sul
serio oppure aderito a una formula rigorosa senza prendersi dei
rischi, ma fortunatamente un mix di entrambe le posizioni sono
confluite in Iron Man 3 di Shane Black, film che
inizia nel modo più straniante possibile con l’indimenticabile
“Blue (Da Ba Dee)” degli Eiffel
65 nei titoli di testa.
Far From Home – Back in Black
Nel terzo atto di Far From Home
Peter si ritrova in Olanda e chiede aiuto a Happy
Hogan per raggiungere Londra. E mentre il ragazzo mette
mano al suo nuovo costume sul jet privato del braccio destro di
Tony, un noto brano risuona a bordo.
È “Back in Black”
degli ACDC, la stessa canzone che sentivamo
all’inizio di Iron Man quando Stark sta per essere attaccato dai
terroristi. Senza dubbio uno dei momenti più esaltanti del
film.
Endgame – Dear Mr. Fantasy
Dopo l’apertura con la sequenza
dedicata alla scomparsa della famiglia di Occhio di Falco, il film
dei fratelli Russo stacca rapidamente sul
logo dei Marvel Studios insieme alle note della bellissima
“Dear Mr. Fantasy” dei Traffic
che ci mostrano Tony
Stark e Nebula alla deriva nello spazio.
Forse il titolo del brano vuole
essere un’allusione a Thanos, ma il tono malinconico sembra
l’accompagnamento adeguato dello stato del cinecomic dopo gli
eventi di Infinity War.
Captain Marvel – Just a Girl
https://www.youtube.com/watch?v=CyYcXV1mAnQ
Gli anni
’90 verranno ricordati per gli artisti che portavano nei loro testi
temi di rivendicazione femminile attraverso l’atteggiamento
disincantato e sarcastico del decennio, e nessuno ha mai raggiunto
l’efficacia dei No Doubt di Gwen Stefani, vera
portavoce e icona di una generazione.
“Just a Girl”, nonostante il beat
innegabilmente attraente e ottimista, sfoga in realtà profonde
frustrazioni verso il modo in cui una giovane donna viene
sottovalutata ogni giorno, e grazie all’ironia la Stefani trasforma
questa sottovalutazione in un’arma proprio come fa Captain
Marvel nella battaglia finale con la Starforce.
Endgame – Supersonic Rocket
Ship
Ecco un altro brano tratto da
Endgame che sottolinea un momento molto emozionante del film,
ovvero il viaggio di Hulk e Rocket verso la Nuova Asgard dove si
trova Thor, depresso e ingrassato dopo gli eventi di Infinity
War.
I Marvel Studios hanno optato per
“Supersonic Rocket Ship” dei
Kinks, il cui umore spensierato si sposa benissimo
con l’inizio dell’avventura.
Homecoming – Blitzkrieg Bop
Quale modo migliore di rappresentare
New York facendo una panoramica dei suoi luoghi più iconici
attraversati da Spider-Man sulle note di “Blitzkrieg
Bop” dei Ramones? Il brano della band
punk accompagna un bellissimo montaggio delle sue attività contro
il crimine in Homecoming ed è qualcosa che ogni ragazzo dell’età di
Peter ascolterebbe nel suo i-pod.
The Avengers – Shoot to Thrill
Nel MCU Tony Stark fa rima con gli
ACDC: dalla sua prima apparizione la band ha
accompagnato le imprese dell’eroe fino all’incontro con Loki e
Captain America in The Avengers dove si presenta sulle note di
“Shoot to Thrill“.
Un altro momento epico e un po’
tamarro da aggiungere alla lunga lista di episodi che
caratterizzano il personaggio.
Guardiani della Galassia Vol.2 –
Mr. Blue Sky
https://www.youtube.com/watch?v=4UUIC4wC4WU
Come non inserire in questa lista
uno dei momenti più divertenti, esaltanti e musicalmente
indimenticabili della storia del MCU: i titoli di testa di
Guardiani della Galassia Vol.
2, dove le note di “Mr. Blue Sky”
seguono la danza scatenata di Baby Groot ai bordi di un
combattimento.
Le movenze del personaggio sono state “rubate” a quelle dello
stesso James
Gunn.
Ragnarok – Immigrant Song
https://www.youtube.com/watch?v=Ihjx3mX75y8&t=31s
In
Thor: Ragnarok “Immigrant
Song” dei Led Zeppelin diventa il
leitmotiv di una riflessione molto più ampia e meno banale del
previsto sul tema dell’appartenenza ad un luogo e più in generale
sull’immigrazione, e quasi sembra scritta appositamente per il
film.
Ma è nel contesto della battaglia finale contro Hela che il
brano acquista ancora più potere, nel modo in cui è utilizzato per
fomentare l’entusiasmo del momento e della trasformazione di
Thor.
Endgame – It’s been a long, long
time
Concludiamo tra le lacrime citando
il bellissimo epilogo di Avengers: Endgame dove troviamo Steve
Rogers e Peggy Carter finalmente riuniti in una dimensione
alternativa che danzano sulle note di “It’s Been A Long,
Long Time“, concedendosi quell’appuntamento mancato negli
anni Quaranta.
Come riportato da Deadline,
Catherine Hardwicke (Thirteen, Lords of Dogtown,
Twilight) dirigerà l’adattamento cinematografico di
Heathen, fumetto fantasy edito da Vault Comics che
segue le avventure di Aydis, una coraggiosa guerriera vichinga
ripudiata dal suo villaggio per aver baciato un’altra donna e
dichiarato guerra contro Odino.
L’acclamata serie intreccia infatti
rivendicazione femminista e temi più bizzarri nello scenario
immerso nella mitologia norrena, ed è stata ideata, scritta e
disegnata da Natasha Alterici debuttando nel 2017 grazie all’aiuto
di una campagna Kickstarter.
“Natasha ha creato un classico
istantaneo in grado di legarsi in modo intelligente all’attuale
panorama socio-politico pur essendo una storia d’avventura di
prim’ordine e senza tempo“, ha dichiarato Adrian Askarieh
della Prime Universe Film. “Portare questi personaggi al cinema
non è solo il frutto della nostra grande passione per Heathen, ma
anche un vero onore.“
La Hardwick partirà dalla
sceneggiatura di Kerry Willamson, scritta insieme a Tyler Perry e
nel frattempo continuerà a lavorare allo show di Quibi
Don’t Look Deeper, con Don Cheadle, Emily Mortimer e
Helena Howard nel cast.
Insieme agli annunci del panel dei Marvel Studios
al Comic-Con sui film e le serie tv di Disney + in arrivo per
la Fase 4, Kevin Feige ha menzionato anche altri progetti in
sviluppo come Black Panther 2,
Captain Marvel 2, Guardiani della Galassia
Vol.3 e l’ingresso dei Mutanti e dei Fantastici
4 nel MCU, titoli sui quali il presidente dello studio è
rimasto ancora vago. Ma secondo una teoria di un fan, c’è un
indizio nel finale di Spider-Man: Far
From Home che sembra suggerire l’arrivo della prima
famiglia Marvel.
Ci troviamo in una delle due scene
post credits, quella che rivela l’attuale posizione del vero
Nick Fury mentre sulla Terra, al suo posto, c’è lo
Skrull Talos insieme alla “finta” Maria Hill: l’ex
direttore dello SHIELD si trova infatti nello spazio e sta
lavorando insieme agli alieni a bordo di una enorme astronave (per
alcuni la base di SWORD, la nuova organizzazione segreta) ed è qui
che entrerebbero in gioco i Fantastici
Quattro.
La teoria infatti crede che i
supereroi saranno i membri della nuova forza intergalattica che
garantirà il mantenimento della pace governata da Nick Fury, e sarà
proprio questa situazione a fornire ai quattro i loro poteri.
Ovviamente non abbiamo la certezza né gli strumenti per poter
verificare quanto detto, tuttavia si tratta di un’interpretazione
interessante del modo in cui i Marvel Studios potrebbero raccontare
le origini degli eroi.
Diretto ancora una volta da
Jon Watts,
Spider-Man: Far From Homeè
arrivato nelle nostre sale il 10 luglio. Confermati nel cast del
film il protagonista Tom
Holland nei panni di Peter Parker, Marisa
Tomeiin quelli di zia May e Zendayain
quelli di Michelle,Samuel
L. Jacksonin quelli di Nick Fury
e Cobie
Smuldersin quelli di Maria Hill.
Jake
Gyllenhaal interpreterà invece Quentin
Beck, aka Mysterio, uno degli antagonisti
più noti dei fumetti su Spidey.
Di seguito la sinossi ufficiale:
In seguito agli eventi di
Avengers: Endgame, Spider-Man deve rafforzarsi per affrontare
nuove minacce in un mondo che non è più quello di prima. ‘Il nostro
amichevole Spider-Man di quartiere’ decide di partire per una
vacanza in Europa con i suoi migliori amici Ned, MJ e con il resto
del gruppo. I propositi di Peter di non indossare i panni del
supereroe per alcune settimane vengono meno quando decide, a
malincuore, di aiutare Nick Fury a svelare il mistero degli
attacchi di creature elementali che stanno creando scompiglio in
tutto il continente.
Annunciato durante il Comic-Con come
uno dei titoli più attesi della Fase 4, Shang-Chi and the
legend of the Ten Rings farà luce sulle origini e
l’aspetto del “vero” Mandarino, personaggio già
introdotto nel MCU grazie al colpo di scena di
Iron Man 3 (dove era interpretato da Ben
Kingsley).
Ma cosa sappiamo del celebre villain? Ecco qualche
curiosità:
È stato principalmente un
antagonista di Iron Man
Il Mandarino si è scontrato con
diversi personaggi dei fumetti Marvel, ma possiamo riconoscere che
Iron Man sia stato il suo principale avversario
nel corso degli anni. Tony
Stark ha infatti ostacolato più volte i tentativi del villain
di dominare il mondo, ed è in un certo senso un riflesso contorto
dell’eroe in quanto dotato di un’intelligenza incredibile e
dell’accesso a tecnologie avanzate.
Sfortunatamente però non abbiamo mai
visto uno scontro tra Iron Man e il vero Mandarino nel MCU.
Ognuno dei dieci anelli ha un
potere specifico
Tolta l’intelligenza e l’abilità in
diverse arti marziali, il Mandarino utilizza anche dieci
anelli di cui ognuno è in grado di esprimere un potere
specifico: dall’emissione di onde fredde al riordino della materia,
queste armi offrono al villain un’infinità di strumenti per
combattere gli avversari e provengono da un relitto di una nave
appartenente a un alieno chiamato Axonn-Karr.
Visto il titolo del film su
Shang-Chi, è logico supporre che anche il Mandarino del MCU userà
gli anelli per i suoi scopi.
Ha mentito sulle sue origini
Nella storia originale il
Mandarino viene ritratto come il figlio di ricco
cinese e di una nobildonna inglese (discendente di Gengis Khan),
morti poco dopo la sua nascita, motivo per cui viene cresciuto da
sua zia maturando un odio vero il mondo. Il personaggio usa quindi
tutta la sua eredità per allenare il suo corpo e la sua mente, e
una volta lasciata la Cina scova l’astronave di Axonn-Karr nella
Valle degli Spiriti, diventando ufficialmente il Mandarino.
Il vero colpo di scena arriva più
tardi, quando i fumetti rivelano che ogni dettaglio sul suo passato
è stato inventato. Grazie alla run di Iron Man
scritta da Matt Fraction infatti scopriamo che il
Mandarino ha rapito un regista per girare un film sulla sua vita, e
che questa persona realizza durante le ricerche che l’uomo era in
realtà il figlio di una prostituta.
Un figlio problematico
I fumetti ci presentano anche il
figlio del Mandarino, Temugin, cresciuto in un
monastero sull’Himalaya senza avere contatti con il padre. Quando
il genitore muore durante uno scontro con Iron Man, il ragazzo
riceve un pacco contenente le sue mani mozzate e tutti i potenti
anelli, iniziando così a preparare la vendetta verso Tony
Stark.
Ora, supponiamo che il Mandarino del
MCU finisca per essere il padre di Shang-Chi , sarebbe altamente
improbabile vedere questo personaggio nel film, mentre potrebbe
diventare una buona occasione per dare a Shang-Chi un fratello
nascosto.
Gli indizi nel MCU
La presenza del Mandarino nel MCU si
è respirata fin dall’inizio, quando il gruppo di terroristi che
rapisce Tony Stark viene chiamato appunto “I Dieci Anelli”. I
membri di quell’organizzazione sono tornati in Iron Man
2 e Ant-Man, e infine in Iron Man
3 dove il villain si è ufficialmente rivelato sotto forma
di inganno.
Grazie al corto All Hail the
King, dove vediamo Trevor Slattery in prigione ricevere la
visita di Jackson Norriss, sono stati svelati tutti i segreti
relativi al vero Mandarino e del suo arrivo imminente.
L’ultimo aggiornamento sui
possibili sequel di Mad Max risale allo scorso
febbraio, quando un’indiscrezione diffusa da Fandango aveva parlato
dello sviluppo del nuovo film del franchise. Questa ipotesi era già
stata confermata da Tom
Hardy in un’intervista con Variety dove si spiegava
che Fury
Road era solo il primo capitolo di una nuova trilogia
scritta e diretta da George Miller il cui sviluppo
veniva frenato unicamente dai costi e dall’impegno di una
produzione così grande.
Ora è lo stesso Miller a tornare
sulla questione rivelando a Indiewire che si, due film del
franchise sono in arrivo insieme ad uno spin-off dedicato al
personaggio di Furiosa,
l’eroina interpretata da Charlize Theron.
Secondo il regista infatti, “il
caos si è stabilizzato” (in riferimento ai problemi tra la
Warner Bros. e la sua casa di produzione) e la squadra è pronta per
iniziare i lavori:
“È stato difficile attirare
l’attenzione di chiunque, e come conseguenza siamo arrivati al
litigio. Il caos si è stabilizzato e la situazione è diventata
estremamente positiva poiché la polvere sembra essersi stabilizzata
dopo la fusione di AT&T […] Ci saranno due storie, ed entrambe
coinvolgeranno Mad Max, e anche una su Furiosa. Stiamo ancora
risolvendo la faccenda ma sembra abbastanza chiaro che
succederà“.
Come riportato nei mesi scorsi da
Variety, Ruben Fleischer non avrebbe potuto
dedicarsi dedicarsi a Venom
2 perché occupato con altri progetti, spingendo così
la produzione a individuare il perfetto sostituto per la regia del
sequel in cantiere. Ora, secondo l’ultimo aggiornamento
dell’Hollywood Reporter, il candidato numero uno sarebbe
Andy
Serkis.
L’attore, che ha già diretto due
lungometraggi (Breathe e Mowgli),
è dato come potenziale regista del film sul simbionte dei fumetti
Marvel insieme ad altri nomi in
lizza incontrati dalla Sony. Lo studio inoltre, vorrebbe iniziare i
lavori entro Novembre 2019.
Vi ricordiamo che Tom
Hardy tornerà a interpretare Eddie Brock anche nel
sequel di Venom, progetto già in
sviluppo dopo l’inaspettato successo al box office dello scorso
autunno, e a confermarlo è stata la produttrice Amy
Pascal in una recente intervista dove si è parlato, tra le
altre cose, anche del possibile crossover con Spider-Man e del
futuro di Miles Morales.
“Posso dire che Tom
Hardy ci sarà, ma d’altronde aveva interpretato magnificamente
quel personaggio nel primo film. Credo che il trionfo al botteghino
sia stato determinato da un paio di fattori, uno dei quali è
l’ottimo lavoro svolto dalla Sony nel creare quel franchise con una
vita e un mondo tutto suo. Il secondo è ovviamente Tom Hardy.
Quando pensi a Venom, non riusciresti a immaginare nessuno, tranne
lui, seduto in quella vasca di aragoste.“
E sul possibile incontro tra
Spider-Man e Venom al cinema, la
Pascal è sembrata più cauta, spiegando che “l’importante è
assicurarsi che questi franchise funzionino individualmente, ma
siamo ben consapevoli dell’interesse dei fan in merito e a tutti
piacerebbe vedere un crossover. Mai dire mai, magari potrebbe
succedere…“
Continuano ad arrivare piccoli
assaggi dell’edizione homevideo di Avengers:
Endgame che sarà disponibile a partire dal 13 agosto
(più tardi in italia), e stavolta il protagonista assoluto della
scena eliminata è Tony
Stark, ripreso dopo la sua morte insieme ai compagni
Vendicatori che piangono il sacrificio dell’eroe.
Nella versione uscita in sala
infatti abbiamo visto soltanto Pepper Potts, War Machine e
Spider-Man al capezzale di Stark, mentre in questa clip estesa
compaiono anche Occhio di Falco, Black Panther e Captain Marvel che si inchinano dando
l’esempio al resto del gruppo.
Dopo gli eventi devastanti di
Avengers: Infinity War (2018),
l’universo è in rovina a causa degli sforzi del Titano Pazzo,
Thanos. Con l’aiuto degli alleati rimasti in vita dopo
lo schiocco, i Vendicatori dovranno riunirsi ancora una volta per
annullare le azioni del villain e ripristinare l’ordine
nell’universo una volta per tutte, indipendentemente dalle
conseguenze che potrebbero esserci.
I trailer non sono
altro che brevi filmati promozionali di film che in breve tempo
saranno nelle sale cinematografiche italiane o che saranno presenti
su una delle tante piattaforme di streaming digitale.
Il loro compito è creare e far
sviluppare nel pubblico una certa attesa circa il film promosso,
affinché si corra subito al cinema a guardarlo già nei primi giorni
di uscita.
Ma quali sono i trailer
usciti questa settimana da non perdere assolutamente? Scopriamoli
insieme!
Zombieland: Double Tap
Sony Pictures ha diffuso il primo
trailer ufficiale di Zombieland: Double Tap, il sequel del film diretto da
Ruben Fleischer e diventato un cult.
La trama del film non è ancora molto
chiara, ma il sequel dovrebbe riprendere le sorti dei quattro
protagonisti (Columbus, Tallhassee, Witchita e Little Rock) che
oggi vivono in un mondo in cui l’apocalisse zombie si è
evoluta.
Diretto nuovamente da Fleischer, e
con uscita prevista per ottobre 2019, questo sequel vedrà il
ritorno di Jesse Eisenberg,
Woody Harrelson,
Emma Stone e Abigail Breslin, che
saranno accompagnati da Zoey Deutch, Bill Murray e
Dan Aykroyd.
Martin Eden
Successivamente all’annuncio della
selezione ufficiale in Concorso a Venezia 76, è stato rilasciato il primo video
promozionale di Martin
Eden, film di Pietro Marcello con
protagonista Luca Marinelli.
Il film, che arriverà nelle nostre
sale il prossimo 4 settembre grazie a 01 Distribution, racconta la
storia di Martin Eden, un marinaio che salva da un pestaggio
Arturo, un giovane rampollo della borghesia industriale.
Ricevuto nella famiglia del ragazzo,
egli conosce la sorella, Elena, della quale si innamora, diventando
per lui un’ossessione e un simbolo dello status sociale cui il
ragazzo aspira a elevarsi. Con molta fatica, Marin segue il sogno
di diventare scrittore e si avvicina ai circoli socialisti,
entrando in conflitto con il mondo che stava ammirando.
JoJo Rabbit
Selezionato per il Festival di
Toronto, è stato diffuso il trailer di JoJo Rabbit, il film diretto da Taika
Waititi con Scarlett Johansson e Sam
Rockwell come protagonisti.
Definito come una satira
anti-nazista, il film segue la storia di un giovane soldato
nell’esercito di Hitler che scopre che sua madre sta nascondendo un
bambino ebreo in casa. Waititi – anche sceneggiatore del film –
interpreterà l’amico immaginario del ragazzo protagonista, che sarò
proprio Adolf Hitler.
Finalmente è arrivato il primo
trailer ufficiale del film
A Beautiful Day in the Neighborhood, film in cui Tom Hanks interpreta Fred
Rogers, figura iconica diventata protagonista di un
adattamento biografico.
Diretto da Marielle Heller e in
uscita il prossimo novembre, il film ruota intorno alla dinamica
tra Rogers e il cinico giornalista Lloyd Vogel, che ha il compito
di scrivere il profilo di Rogers per una rivista.
Tra i vari interpreti, in questo
film Tom
Hanks e Matthew Rhys sono protagonisti
indiscussi.
Questo film, che vede tra i
protagonisti Carloto Cotta, Cleo Tavares, Anabela Moreira,
Margarida Moreira, Filipe Vargas e Carla
Maciel, ha conquistato la Settimana della Critica al
Festival di Cannes.
Diamantino è un campione di calcio
di fama mondiale, un genio del pallone, finchè, un brutto giorno,
il genio sparisce. Tramite bizzarre vicende del protagonista,
Diamantino di veste da commedia stravagante per giocare con
intelligenza con i conflitti della contemporaneità.
Alé
Il canale YouTube di Infinity Tv ha
messo in rete il trailer di Alé, il documentario realizzato dalla casa
indipendente Soul Film e disponibile sulla
piattaforma streaming a partire da agosto.
Alé è la parola più usata nel mondo
dell’arrampicata in Italia e in Europa e deriva dal francese Allez:
è un incitamento giocoso, un grido corale, una preghiera
auto-motivazionale in situazioni difficili.
Alé nasce dall’esperienza diretta
degli ideatori: Giada pratica arrampicata da due
anni e, con Marco, è entrata in contatto con diverse realtà romane
(e non). Da giovani addetti ai lavori, dopo aver conosciuto il
mondo dei climbers, hanno divorato le produzioni che l’hanno
raccontato: Valley Uprising, Mountain, ma anche A Line
Across the Sky.
The Witcher
In occasione del Comic-Con a San
Diego, dal panel dedicato alla nuova serie Netflix è stato rilasciato il primo video ufficiale
di Witcher, serie con Henry Cavill.
The Witcher, serie fantasy basata sull’omonima saga
bestseller, è il racconto epico di una famiglia e del suo
destino.
Geralt di Rivia, un solitario
cacciatore di mostri, lotta per trovare il proprio posto in un
mondo in cui le persone spesso si dimostrano più malvagie delle
bestie. Il suo destino, poi, si intreccerà con quello di una
potente strega e una giovane principessa con un pericoloso
segreto.
Watchmen
Sempre al Comic-Con è stato
rilasciato il trailer ufficiale della serie su Watchmen, targata HBO.
Adattamento televisivo firmato da
Damon Lindelof per la HBO, la serie parte dallo
stesso fumetto già trasposto al cinema nel 2009 con il
film diretto da Zack Snyder.
Le storie di Watchmen sono
ambientate in una realtà alternativa molto simile a quella del
mondo reale, in un 1985 in cui Stati Uniti e Unione Sovietica sono
in piena guerra fredda e sull’orlo di una guerra nucleare. La
differenza con il mondo reale, risiede nella presenza di supereroi
nella società, che hanno influenzato e comportato un diverso
epilogo per alcuni avvenimenti storici.
Sempre in quel di San Diego è stato
rilasciato il video promozionale di Star Trek: Picard, la nuova
serie su Jean-Luc Picard che sarà disponibile su Amazon Prime Video.
Questa serie vedrà il ritorno di Sir
Patrick Stewart, che vestirà nuovamente i
panni di Jean-Luc Picard, ruolo da lui interpretato per sette
stagioni in Star Trek: Next Generation.
Accanto a Stewart, il cast della
serie vede anche la presenza di Alison Pill, Harry Treadaway, Isa
Briones, Santiago Cabrera, Evan Evagora e Michelle Hurd.
Quante volte ci siamo imbattuti nel
logo della Disney? Prima di guardare un film,
durante un viaggio a Disneyland, davanti al merchandise ufficiale,
quel marchio è praticamente ovunque.
Ma cosa sappiamo davvero di questo
iconico logo? Ecco 10 curiosità:
All’inizio non esisteva un
logo
Per i primi 48 anni, la
Disney non ha avuto un logo e il pubblico vedeva
semplicemente la scritta “Walt Disney Presents” o “Walt Disney
Pictures Presents” sullo schermo. Da allora ad oggi il logo si è
rinnovato con altre versioni partendo dall’introduzione del
castello nel 1985.
Il logo moderno
Man mano che la tecnologia diventava
più avanzata, la Disney ha aggiornato il proprio
logo per riflettere i cambiamenti del tempo e dello studio,
mostrando al pubblico di stare al passo con la modernizzazione e
alzando ogni volta lo standard.
Di chi è il castello?
Questo è uno dei misteri che
tormentano ogni fan? A chi appartiene il castello introdotto per la
prima volta come parte del logo Disney nel 1985? L’aspetto si basa
sui magici luoghi di Cenerentola e La
bella addormentata, entrambi fonte di ispirazione per il
brand che vediamo ancora oggi.
Rievocare le emozioni
Mentre il logo
Disney viene aggiornato di volta in volta per
riflettere le nuove tendenze della tecnologia, esiste un
significato nascosto che resta lo stesso perché speciale per il
pubblico; perché quando vedi apparire il castello sullo schermo è
facile lasciarsi condurre dal vortice di emozioni provocate da quel
loro. Che poi è la ragione per cui amiamo così tanto la casa di
Topolino.
Il font
La creazione di un logo può
diventare un’impresa complicata: deve essere facilmente
riconoscibile e in grado di distinguersi tra la massa, a partire
dalla scelta del font che la Disney ha ideato
appositamente.
Mickey Mouse
L’icona più celebre dell’universo
Disney è Mickey Mouse, un personaggio in
circolazione da generazioni che venne inserito per abbellire il
logo dei primi anni dell’azienda, come potete vedere nell’immagine
reperto qui sopra.
Il marchio più potente del
mondo
Nel 2016, una società di consulenza
di valutazione e strategia di branding con sede a Londra ha
nominato la Disney come il marchio più potente del
mondo. Perché? A quanto pare le ultime acquisizioni (tra cui la
Fox), i prodotti originali e la storia dello studio sono fattori
significativi per realizzare questa impresa e arrivare in cima.
Possiamo poi supporre con sicurezza
che il logo abbia contribuito nel tempo al successo della
Disney.
Il logo attuale
Il logo attuale presenta un castello
molto più dettagliato, il font unico e un fossato intorno, con
l’aggiunta di una stella cadente che si inarca attraverso la scena.
Oltre a evocare un senso di meraviglia, riesce a portare un
messaggio nascosto di desideri che diventano realtà.
Tra tutti gli annunci del panel dei
Marvel Studios al Comic-Con di San
Diego, il ritorno di Natalie Portman nel MCU per
interpretare la “nuova” Thor in Thor: Love And Thunder di
Taika Waititi è stato sicuramente il più
inaspettato. Molti ricorderanno infatti i dissidi tra l’attrice e
lo studio relativi al periodo di The Dark World,
dopo i quali sembrava definitivamente spezzato il rapporto
professionale delle due parti, anche se di recente la stessa
Portman si era detta disponibile a tornare nell’universo
cinematografico.
Così è stato e quanto pare il
progetto su Jane Foster e la sua nuova identità era in sviluppo da
diversi anni, come dichiarato dal presidente dello studio
Kevin Feige insieme ai motivi che hanno
spinto il premio oscar a tornare nei panni dell’eroina:
“Amiamo la storia di Aaron e
Russell Dauterman Mighty Thor, e la ritengo una delle migliori
serie a fumetti. Taika Waitit ha sfogliato e letto quella run
mentre lavorava a Ragnarok, e appena ha accettato l’idea di girare
un altro film di Thor ci siamo subito chiesti come saremmo riusciti
a tradurla sullo schermo. Si tratterà di un film molto grande con
molti elementi, ma il piano di Taika ci è piaciuto subito e abbiamo
detto si. Poi ci siamo messi in contatto con Natalie, che faa parte
della famiglia Marvel, e l’abbiamo fatta parlare con Taika. Un
incontro è stato sufficiente per accettare la proposta.“
Feige ha inoltre spiegato il
ragionamento che sta alla base della lista dei titoli inseriti
nella Fase 4, e che per il futuro del franchise potremo aspettarci
ancora più sorprese:
“C’è sempre una visione più
ampia, e in un certo senso viene visualizzata solo quando diventa
concreta. Chiedetemi della Fase 5 alla fine del 2021. Faremo lo
stesso delle prime tre fasi, partendo da un film su un personaggio
che conoscete già, Vedova Nera, in un modo che non vi
aspettate“.
Thor: Love and
Thunder è il titolo ufficiale del quarto capitolo
sulle avventure del Dio del Tuono nel MCU, ma ad impugnare il
Mjolnir stavolta sarà Jane Foster, interpretata di nuovo da
Natalie
Portman, come confermato sabato durante il panel dei
Marvel Studios al Comic-Con.
Taika Waititi
tornerà alla regia di un film dei Marvel Studios dopo
Thor: Ragnarok, così come Chris
Hemsworth e Tessa
Thompson riprenderanno i rispettivi ruoli di Thor e
Valchiria dopo l’ultima apparizione in Avengers:
Endgame. L’ispirazione del progetto arriva dal
fumetto The Mighty Thor, descritto da Waititi come “la
perfetta combinazione di emozioni, amore, tuono e storie
appassionanti con la prima Thor femmina dell’universo“.
L’uscita nelle sale è fissata invece al 5 novembre 2021.