A seguito della proficua
distribuzione in Cina, Venom è
riuscito a raggiungere e superare gli incassi di Wonder Woman in tutto il
mondo. Gli analisti avevano predetto che il film avrebbe potuto
raggiungere anche gli 800 milioni prima della fine della sua vita
in sala, e adesso è arrivato a 822 milioni in
tutto il mondo (211,7 negli USA e 610,8 nel
mondo).
Tom
Hardy, Michelle Williams, Woody Harrelson, Jenny Slate, Riz Ahmed,
Michelle Lee, Reid Scott, Scott Haze, Sam Medina formano
il cast di Venom,
diretto da Ruben Fleischer e in sala dal
4 ottobre 2018.
Il protettore letale è uno dei
personaggi Marvel più enigmatici, complessi e
tosti arriva sul grande schermo interpretato dall’attore candidato
all’Oscar Tom Hardy.
È stato diffuso un nuovo contenuto
speciale per Spider-Man: Un Nuovo Universo in cui vediamo
Miles Morales, protagonista di questa avventura
targata SONY, alle prese con gli “altri”
Spider-Man che incontra, in un susseguirsi di situazioni sempre più
strane!
Ecco il contenuto video che ci
presenta anche alcuni dei doppiatori originali del film, che sono
Shameik Moore con Hailee Steinfeld, Mahershala Ali, Jake Johnson, Liev Schreiber, Brian Tyree Henry, Luna Lauren
Velez e Lily Tomlin.
Spider-Man: Un Nuovo Universo racconta le vicende del
teenager Miles Morales e delle infinite
possibilità dello Ragno-Verso, dove più di una persona può
indossare la maschera. Una visione fresca di un nuovo Universo
Spider-Man con uno stile visivo innovativo e unico nel suo
genere.
Dando per scontato che Avengers
4 porrà rimedio al tragico epilogo di Infinity
War, con i nostri eroi impegnati a porre rimedio allo schiocco di
dita di Thanos che ha messo fine a metà
dell’universo vivente, sulla trama del film tutto tace
e Kevin Feige, insieme ai fratelli Russo e all’intero cast, non
hanno ancora rivelato nulla degli eventi del quarto capitolo sui
Vendicatori.
Questo non ha impedito ai fan di
formulare assurde teorie sul destino dei personaggi sopravvissuti
allo schiocco. Ecco le 10 più interessanti:
Valchiria diventerà il nuovo Thor
Dopo la conferma dei fratelli Russo,
sappiamo che Valchiria è
ancora viva ed è sopravvissuta allo schiocco di Thanos. Ciò che non
sappiamo però è dove sia e come potrebbe inserirsi all’interno
della trama di Avengers 4, tuttavua alcuni fan
credono che Thor morirà in
battaglia e che l’eroina Valchiria ne prenderà le redini diventando
una sorta di Dio del Tuono al femminile. È interessante notare come
un’altra teoria aveva suggerito che questo fosse il piano di
Loki fin
dall’inizio, e durante Ragnarok fu proprio il Dio dell’Inganno a
toccare Valchiria per esaminare i suoi ricordi…
Wong è uno Skrull
L’attore Benedict Wong
ha di recente pubblicato una foto che lo ritrae sul set di Avengers 4,
confermando così la teoria della sua sopravvivenza agli effetti del
finale di Infinity War. L’immagine però resta
abbastanza inquietante perché vede Wong indossare una protesi sul
retro della sua testa, ed è come se la sua testa si stia staccando…
Ciò ha indotto i fan a pensare che il personaggio sia in realtà uno
Skrull e che
questi alieni mutaforma abbiano invaso la Terra quando Thanos ha
attuato il suo piano entrando nel corpo delle persone che non sono
sopravvissute allo schiocco per far credere ai propri cari di
essere ancora vivi.
Shuri diventerà la nuova Black Panther e ricreerà Visione
Anche se il destino di Shuri è al
momento sconosciuto, sono state formulate diverse teorie sul
destino della principessa del Wakanda e sul perché non l’abbiamo
vista alla fine di Infinity War.
Si ipotizza infatti che Shuri sia sopravvissuta allo schiocco e che
stia realizzando una copia della gemma della Mente per ricreare
Visione. Usando la gemma l’eroina aiuterà i Vendicatori a
sconfiggere Thanos. Un’altra teoria suggerisce invece che con la
morte di T’Challa, Shuri prenderà il suo posto
diventando la prossima Black Panther.
Nebula prenderà il guanto dell’infinito e diventerà Super
Massiva
I veri fan della Marvel potrebbero aver notato la
mancanza di un membro dell’Ordine Nero in Avengers: Infinity War:
Super Massiva. E se la sua omissione dal film
fosse un piano per svelare la vera identità di un altro supereroe
già introdotto nel MCU, e questo corrispondesse a Nebula? Questa
teoria suggerisce che la figliastra si schiererà con Thanos in
Avengers 4 prendendo il guanto dell’infinito e
diventando molto più potente del Titano Pazzo.
War Machine è una spia del Wakanda
War Machine è
un personaggio abbastanza trascurato dal MCU, ma potrebbe esserci
una ragione dietro questa scelta. Secondo una teoria infatti,
James “Rhodey” Rhodes sarebbe in realtà una spia
del Wakanda inviata negli Stati Uniti per infiltrarsi nell’esercito
e impedire a Tony Stark di
mettersi al passo con la tecnologia Wakandan. Questo spiegherebbe
perché Rhodey non sembra scioccato quando T’Challa rivela la sua
identità in Civil War e perché non rimane colpito
dai progressi della nazione africana.
Occhio di Falco diventerà Ronin
Insieme a Ant-Man,
l’unico Vendicatore scomparso dai radar è Occhio di
Falco, e questa assenza ha scatenato diverse teorie
tra i fan del MCU. La più popolare suggerisce che Clint Barton
tornerà in Avengers 4 nei panni di
Ronin e combatterà gli Skrull in Giappone. A dare
peso a questa ipotesi sono state le foto di Jeremy Renner
sul set del film con un nuovo look e un abito nero con fodera
dorata, molto simile allo stile di Ronin nei fumetti.
Vedova Nera fonderà l’A-Team ma morirà in battaglia
I fan di tutto il mondo aspettano da
tempo di vedere una squadra di Vendicatori al femminile e c’è chi
pensa che questo desiderio verrà esaudito già in Avengers
4, dove Vedova Nera
recluterà Okoye, Shuri,
Nebula, Valchiria e Captain Marvel
per combattere Thanos come un unico gruppo coeso. Tuttavia un’altra
teoria ipotizza che l’eroina morirà in battaglia per sfruttare
l’arco narrativo del personaggio di Hulk, con
Bruce Banner che rimarrà col cuore spezzato e in cerca di
vendetta.
Iron Man diventerà il Mago Supremo
Scambiando la gemma del tempo per
risparmiare la vita di Tony
Stark, Doctor Strange
potrebbe essere entrato in un cortocircuito finale dove Stark è la
chiave per vincere la battaglia contro Thanos. D’altronde questa
teoria sembra esser stata suggerita da un video in cui
Robert Downey
Jr. indossa il Mantello della Levitazione di
Strange…che sia lui il prossimo Mago Supremo?
Captain America sacrificherà se stesso per il bene degli
altri
Thanos crede che il modo migliore
per garantire la vita sia sacrificarne altre per il bene della
collettività. Per questo mette in piedi un piano diabolico e
schiocca le dita alla fine di Infinity War,
dimezzando la popolazione dell’universo. Non è della stessa idea
Captain
America, quando afferma che lo scambio di vite umane è
moralmente sbagliato e che si può sacrificare gli altri per un bene
superiore. Pertanto, nel film rifiuta che sia Visione a sacrificare
se stesso; i fan però credono che la sua idea cambierà e che in
Avengers 4
sceglierà il sacrificio per salvare l’umanità.
Hulk diventerà Sfregio Verde e sconfiggerà Thanos
In molti credono che Hulk sia il
Vendicatore più forte, anche più di Thor, tuttavia l’eroe che
abbiamo visto in Infinity War ci ha dimostrato che
non può essere onnipotente come pensavamo. Alcuni fan hanno
teorizzato che Bruce Banner fosse troppo traumatizzato per
trasformarsi, anche se smentiti dai fratelli Russo; da lì è partita
un’altra tesi: e se Hulk si stesse nascondendo per incanalare più
potere e tornare in azione come Sfregio Verde (la
versione di World War Hulk)?
Star Wars: Gli Ultimi
Jedi di Rian Johnson ha ricevuto
numerose critiche da parte dei fan, in particolare per la
rappresentazione di Luke Skywalker, eroe indiscusso della saga.
Alcuni fan sono stati messi alla prova da quello che hanno visto;
il cambiamento da Cavaliere Jedi a eremita disilluso che si
nasconde dal conflitto. Tuttavia, la nuova concept art de
Il Risveglio della Forza indica che la prima
interpretazione di Johnson del personaggio di Luke non era
particolarmente lontana dalle idee esistenti sul destino del
personaggio dopo Il Ritorno dello Jedi.
L’art in questione è una versione di
Luke di Christian Alzmann, un artista che ha lavorato ai concept de
Il Risveglio della Forza e di Rogue One. L’immagine
mostra Luke con i capelli lunghi e una barba grigiastra, simile a
quella che gli abbiamo poi visto al cinema. Nella sua didascalia,
Alzmann scrive: “La mia prima immagine che ho realizzato per
Star Wars: Il Risveglio della Forza. Era il gennaio del 2013. Luke
veniva descritto come un Col. Kurtz che si nasconde dal mondo, in
una grotta. Per questa immagine ho avuto anche i complimenti di
George.” Il colonnello Kurtz a cui si riferisce Alzmann
sarebbe un riferimento al personaggio interpretato da
Marlon Brando in Apocalypse Now,
basato sul Cuore di tenebra di Joseph
Conrad.
La didascalia di Alzmann è stato
realizzato nel 2013, ovvero due anni prima dell’uscita de Il
Risveglio della Forza, e che il disegno ha ricevuto grandi elogi
dal creatore della serie, George Lucas, apprezzamento importante
per qualsiasi artista si approcci al mondo di Star Wars.
Phil Szostak,
Creative Art Manager della Lucasfilm, che ha lavorato a Il
Risveglio della Forza “praticamente dall’inizio”, ha condiviso
l’immagine su Twitter, fornendo un ulteriore contesto per
approfondire l’idea di Luke nei panni di un eremita nelle prime
idee sul personaggio, rispetto a come poi lo abbiamo ritrovato in
Star Wars: Gli Ultimi Jedi. Secondo Szostak, la
rappresentazione di Luke in Gli Ultimi Jedi è coerente con la
visione di Lucas per il personaggio.
"He ended up secluding himself in this Jedi
temple on a new planet, and he's just there meditating, reassessing
his whole life. Gradually, over the arc of the movie, he
rediscovers his vitality and comes back to himself." – Doug Chiang,
May 2013, The Art of TLJ book
“A questo punto della storia,
trent’anni dopo la caduta dell’Impero, Luke ha intrapreso un
cammino oscuro, ha sempre avuto questo potenziale lato oscuro
dentro di lui, dato che suo padre era Darth Vader. (…) Ha finito
per nascondersi in questo tempio Jedi su un nuovo pianeta, ed è lì
a meditare, a rivalutare tutta la sua vita, gradualmente, mentre
nell’arco narrativo del film, riscopre la sua vocazione e
ritorna“.
Queste prime indicazioni sul
personaggio di Mark Hamill sembrano
sorprendentemente simili alla versione finale del personaggio visto
in Gli Ultimi Jedi di Johnson, a indicare che il
regista ha sicuramente preso ispirazione dalle idee sul personaggio
che erano già in discussione nel momento in cui si è avviata la
produzione della nuova trilogia.
Nel cast del film
tornano Daisy Ridley, Adam Driver, John Boyega, Oscar Isaac, Lupita Nyong’o, Domhnall Gleeson, Kelly Marie
Tran, Joonas Suotamo e Billie Lourd. Si
uniranno al cast di Star Wars: Episodio IX Matt
Smith, Naomi Ackie e Richard E.
Grant, insieme ai veterani del franchise Mark
Hamill, Anthony Daniels e Billy Dee
Williams, che riprenderà il ruolo di Lando Calrissian.
John Cena è il protagonista della nuova clip
da Bumblebee,
il nuovo film prodotto da Paramount Pictures che
vedrà ritornare sul grande schermo il più simpatico dei Transformers cinematografici, portati per la
prima volta al cinema da Michael Bay nel 2007.
Il film racconterà del maggiolino
giallo e della sua avventura, ambientata negli anni ’80, per
difendere la Terra. Con lui ci sarà Charlie, una ragazzina che
diventerà come una famiglia per l’Autobot rimasto solo.
A dirigere Bumblebee
c’è Travis Knight, già regista
di Kubo e la Spada
Magica per
la Laika. Protagonista del film
è Hailee Steinfeld. Nel cast anche
John
Cena, Jorge Lendeborg Jr., Abby Quinn, Rachel
Crow, Ricardo Hoyos, Gracie Dzienny
e Jason Drucker. La sceneggiatura del film è
firmata da Christina Hodson.
Ecco la prima sinossi del
film: “Durante il 1987, Bumblebee trova rifugio in una discarica in una
piccola cittadina di mare della California. Charlie (Hailee
Steinfeld), in procinto di compiere 18 anni e mentre cerca di
trovare il suo posto nel mondo, scopre Bumblebee, scarico,
ammaccato e spezzato. Quando Charlie gli restituisce la vita,
impara immediatamente che non si tratta di un ordinario maggiolino
giallo WV.”
Si è spento a 77 anni
Bernardo Bertolucci, uno dei grandi autori del
cinema italiano ed europeo, noto in tutto il mondo e regista, tra
gli altri di Ultimo Tango a Parigi. Il regista fu
premiato nel 2007 con il Leone d’Oro alla Carriera durante la
Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e nel 1988
vinse il premio Oscar come miglior regista per L’Ultimo Imperatore,
il suo film più premiato all’aestero. Anche il Festival di Cannes, nel 2011, lo onorò con
il premio alla carriera.
Tra le onorificenze pubbliche,
Bertolucci era anche Grand’Ufficiale dell’Ordine al merito della
Repubblica italiana e Medaglia d’oro per i benemeriti della cultura
e dell’arte.
Morto Bernardo Bertolucci
Nato artisticamente insieme a
Pier Paolo Pasolini, ma anche al fianco di
Sergio Leone, Bernardo Bertolucci
faceva parte di quel gruppo di autori italiani che hanno
contribuito in maniera determinante a diffondere il cinema del
nostro Paese in tutto il mondo, creando dibattito e scandalo (si
veda Ultimo Tango a Parigi) ma anche producendo
arte e cultura con l’occhio sempre vivace e attento.
Da Il Conformista,
fino al grande successo di Novecento e
Ultimo Tango a Parigi, la sua carriera è stata
costellata di capolavori e intuizioni, film che sono diventati
patrimonio culturale italiano e che tutto il mondo riconosce come
punte altissime della settima arte.
Con la speranza di rivederlo in
azione in Avengers 4, un fan ha creato il
poster che trovate di seguito in cui Hulk
distrugge con ferocia la sua Hulkbuster nella quale si era
rintanato in Avengers: Infinity
War.
Stando a quanto si era già detto in
precedenza e a giudicare dai concept di Infinity
War diffusi di recente, il supereroe doveva essere
presente durante la Battaglia del Wakanda,
non solo, doveva confrontarsi direttamente con Thanos, insieme agli
altri Vendicatori, tentando di fermarlo. Per quello che
riguarda il percorso
di Hulk in Avengers
4, possiamo già immaginare che sarà conclusivo rispetto
alla sua parabola narrativa cominciata
in Ragnarok, e già le
teorie fioccano in rete.
Hulk tornerà protagonista in
Avengers 4? E che ne sarà della Hulkbuster? Non ci
resta che attendere qualche mese per scoprirlo…
Basato sul
personaggio dei fumetti Marvel apparso per la prima volta
nel 1968, il film segue Carol Danvers mentre diventa uno degli eroi
più potenti dell’universo. Quando la Terra viene coinvolta in una
guerra galattica tra due razze aliene, è lì che Captain Marvel
interverrà. Ambientato negli anni ’90, il cinecomic è un’avventura
tutta nuova che racconterà un periodo inedito nella storia
dell’universo cinematografico Marvel.
Captain Marvel non sarà
una tradizionale storia di origine e che Carol
Danvers non è, nei piani del Marvel Cinematic Universe,
un’eroina come tante. Adesso, a darne conferma
è Kevin Feige in persona, durante
un’intervista ai British Academy Britannia
Awards.
Cosa aspettarci, dunque,
da Captain Marvel? “È ambientato
negli anni Novanta e anche se è una storia d’origine, è un tipo
molto diverso di storia d’origine, e sono molto eccitato di svelare
questa storia agli spettatori”. Inoltre Feige ha aggiunto che
il film diretto da Anna
Boden e Ryan
Fleck sta “venendo su estremamente
bene”.
“Brie Larson ha fatto un lavoro
enorme, Samuel L. Jackson sarà un Nick Fury
molto molto diverso, ha fatto un ottimo lavoro, e l’intero cast è
tutto molto diverso ed eccitante.”Considerato che il film sarà
ambientato nel passato, il senso comune ci dice che possiamo
aspettarci che il film sia collegato in modi davvero inaspettati
agli altri film del MCU, a partire dalla
lunga carriera di Fury nello SHIELD.
Quante volte si è pensato
se esistano un gruppo di film per tutti i gusti? Film che
possano soddisfare ogni desiderio e che siano stati, magari, dei
punti fermi nella storia del cinema mondiali e anche nazionale?
Abbiamo provato a dare una risposta e ad identificare un gruppo di
film per tutti i palati, che prova a fare tappa su diversi generi e
diversi film che hanno fatto la storia del cinema, sia
internazionale che italiano.
Harry Potter
Più che di Harry
Potterbisognerebbe parlare di tutta la saga.
Impossibile che ci sia qualcuno, giovane o anziano, a cui non siano
piaciuti i film del maghetto con gli occhiali più famoso del mondo.
Forse i primi film sono quelli adatti ad un pubblico più variegato,
composto anche da bambini, mentre gli ultimi richiedono una
maturità maggiore.
Harry Potter è
adatto a tutte le stagioni: che sia pieno agosto o la notte di
Natale, vede HP sarà sempre una gioia. Perché rappresenta tutti,
con i suoi pregi e difetti, perché tutti i personaggi sono umani e
più vicini a noi, perché ci si sente coinvolti nelle avventure che
si sviluppano lungo gli 8 film. A cui, poi, ci potrebbe
eventualmente aggiungere la saga di Animali Fantastici.
Miracolo nella 34° strada
Remake dell’omonimo film del 1947
di George Seaton, Miracolo nella 34°
strada è un film di Natale, anzi, il film. Realizzato nel
1994, con Richard
Attenborough nei panni del protagonista, è adatto a
tutte le età: riesce a far vivere una favola alla piccola Susan,
dissuasa dal fatto che Babbo Natale esista davvero, e riesce a
farla vivere persino al pubblico.
Perché, inevitabilmente, ogni
volta, dopo ogni visione, grandi e piccoli si chiederanno se Santa
Claus esista davvero, se ogni renna ha il suo nome, se abita
davvero al Polo Nord e come faccia a portare i regali in tutto il
mondo in una sola notte: ma soprattutto ci si chiederà se conosce
uno per uno i bambini del pianeta (e anche quelli che bambini lo
sono stati).
https://www.youtube.com/watch?v=9lMptANZTBM
Cantando sotto la pioggia
Se vi piace il musical, allora
questo è il film che fa al caso giusto. Realizzato nel 1952,
diretto da Stanley Donen e Gene
Kelly, il film racconta la conversione del cinema che da
muto diventa sonoro, con tutte le problematiche del caso.
Un film che racconta la favola
della storia d’amore da Don Lockwood e Kathy Selden, ma che
racconta anche di come i film sia realizzati con la più assoluta
delle falsità. Un film geniale che autocelebra il cinema in
generale e il musical in particolare, che esplode letteralmente con
le coreografie, soprattutto in quei passi di danza ginnici targati
Gene Kelly.
Toy Story
Realizzato dalla Pixar e
distribuito dalla Walt Disney Pictures nel 1995, è il primo film di
animazione realizzato interamente con l’utilizzo della computer
grafica. Anche in questo caso sarebbe più opportuno parlare di
saga. Chi non ha mai pensato che i propri giocattoli prendessero
vita quando non si guardavano alzi la mano.
Ma
Toy Story non è solo questo: racconta il valore
dell’amicizia, del legame affettivo che si può instaurare con
quello che potrebbe essere un oggetto banale. Di come un semplice
giocattolo possa essere il compagno di un’infanzia e delle mille
avventure vissute.
https://www.youtube.com/watch?v=KYz2wyBy3kc
Il sesto senso
Uscito nel 1999, Il sesto
senso è uno dei film thriller più riusciti del cinema recente.
Scritto e diretto a M. Night
Shyamalan, Il sesto senso racconta la storia di Malcom
Crowe, uno psicologo infantile che non si capacita
dell’allontanamento della moglie da lui.
Inoltre, il suo obiettivo
principale diventa quello di aiutare Cole, un bambino di nove anni,
che vive nel terrore generato dal suo segreto: vedere le persone
morte. Forte di un’ottima sceneggiatura e delle splendide
interpretazioni di Bruce Willis e di Haley Joel
Osment, il film è uno dei thriller migliori degli ultimi
vent’anni.
6. Jumanji
Uscito nel 1995 e interpretato da
Robin Williams, Bonnie Hunt, Bradley Pierce e Kirsten Dunst, è uno dei migliori film di
avventura della storia del cinema. Due ragazzini, Caleb e Benjamin,
seppelliscono una cassa misteriosa sotto terra nel 1869 che viene
riscoperta 100 anni dopo da Alan Parrish. Aprendola, scopre che
all’interno c’è un gioco da tavolo chiamato Jumanji.
Alan gioca con la sua amica Sarah e
per una serie concatenata di eventi, Alan viene risucchiato nel
gioco e vi rimarrà fino a che non comparirà un cinque o un otto.
Sarah rimane spaventata dalla cosa e il gioco rimane sospeso. Dopo
26 anni, Judy e Peter trovano la stessa scatola in soffitta ed
iniziano a giocarci. Esce un cinque ed Alan può finalmente tornare
nel mondo reale e, quindi, può provare e finire il gioco.
7. Intrigo Internazionale
Per gli amanti dello spionaggio,
Alfred Hitchcock è altamente consigliato.
Nella fattispecie, si parla di Intrigo Internazionale, uno
dei capolavori del Maestro del Brivido, realizzato nel 1959, che
vede Cary Grant nei panni del protagonista. Roger
Thornhill è un agente pubblicitario che, a causa di un equivoco,
viene avvicinato da due uomini che pensano sia un certo George
Kaplan e portano con la forza alla villa di Lester Townsend, vicino
a Long Island.
Dopo essere riuscito a fuggire e
aver detto quello che sapeva alla polizia, che non riscontra nulla
di anomalo dopo delle frettolose indagini, Thornill si reca alla
sede dell’O.N.U. dove ha scoperto vi lavora Townsend, ma non è la
stessa persona della villa.
Via col Vento
Amanti dei film storici, drammatici
e di guerra, Via col Vento capita a fagiolo. Realizzato nel 1939 da
Victor Fleming (che in realtà è stato uno degli
ultimi registi cambiati dalle manie di perfezionismo di
David O. Selznick), con
Vivien Leigh, Clarke Gable, Hattie McDaniel, Leslie
Howard e Olivia De Havilland, il film si
basa sull’omonimo libro di Margaret Mitchell.
Il film è ambientato nel periodo
pre, durante e post guerra di secessione e vede protagonista la
vulcanica e capricciosa Rossella O’Hara, ossessionata dalla figura
di Ashley Wilkes che è sposato con Melania Hamilton. Il film
racconta il passaggio di Rossella dall’adolescenza all’età adulta,
anni fatti di egoismo e dure lotte per la sopravvivenza, di
matrimoni sbagliati e di scelte coraggiose, senza contare la storia
di amore ed odio tra lei e Rhett Butler.
https://www.youtube.com/watch?v=oFe0ix1Ni5I
Gomorra
Diretto da Matteo Garrone, uscito nel 2008 e tratto
dall’omonimo libro di Roberto Saviano, Gomorra è il
film che ha rivoluzionato la storia del cinema italiano per la dose
di drammaticità, di verità e di crudezza degli eventi. Il film
racconta quattro diverse vicende che si alternano tra di loro.
Da Pasquale che lavora in nero per
l’alta moda alla faida in corso tra il clan Di Lauro e gli
scissionisti, da Franco, imprenditore che fa affari con il Nord
Italia per smaltire i rifiuti in maniera illegale, ai delinquenti
Marco e Ciro, che sfidano la camorra a fare quello che
vogliono.
Tre uomini e una gamba
Primo lungometraggio del trio
Aldo,
Giovanni e Giacomo, è uscito nel 1997. Il film
ripropone alcuni dei loro sketch e si basa sulle avventure che il
trio dovrà affrontare nel corso del loro viaggio dal Nord al Sud
Italia: i tre, infatti, devono andare da Milano a Gallipoli, dove
Giacomo si deve sposare con la terza ed ultima figlia del cavalier
Cecconi, imprenditore romano e proprietario de Il Paradiso della
Brugola, negozio di ferramenta in cui i tre lavorano come commessi.
Questo è diventato, nel corso del tempo, un vero e proprio cult tra
i film comici italiani ed uno dei migliori realizzato dal trio.
The Amazing Spider-Man 3 è un
film che non ha mai avuto modo di esistere. Pensato come sequel e
terzo capitolo della saga di
Amazing Spider-Man, a causa di una
serie di motivi diversi, si decise di non fargli vedere la luce
(era già stato programmato insieme a un 4 film della serie) in
favore di un reboot del personaggio.
Questo terzo film aveva tutte la
carte in regola per essere un buon prodotto targato Sony, frutto
della volontà dello studio di realizzare un propri universo
condiviso. In ogni caso si sa già come sia andata a finire: del
film non ne è più fatto niente e ad
Andrew Garfield è stato poi preferito Tom Holland.
The Amazing Spider-Man 3: il
film
The Amazing Spider-Man
sarebbe dovuta essere una saga. Già nel giugno del 2013 la
Sony aveva fissato la data di uscita di un terzo film,
posizionata per il 10 giugno 2016. Di questo film si erano già
avute le conferme della presenta di Kurtzman, Orci
e Pinkner come sceneggiatori, di Marc
Webb alla regia della conferma di
Andrew Garfield per il ruolo del protagonista.
Già l’anno successivo la
Sony spostò l’uscita del film al 2018, anno in cui era già
stata precedentemente fissata la data un futuro quarto film della
saga, diventato poi ipotetico poiché sia Garfield che Webb non
erano sicuri di tornare nei loro rispettivi ruoli. Già nel luglio
del 2014 cominciano a vedere la luce diversi problemi, che fanno
spostare il film fino a data da destinarsi fino a quando i due
sequel pensati verranno cancellati per fare spazio al reboot
Spider-Man: Homecoming, uscito
nel 2017, con Tom Holland come protagonista.
Pare che tra Garfield e lo studio
non sia corso buon sangue dopo il secondo capitolo della saga, dato
che l’attore e lo sceneggiatore Alex Kurtzman avevano già iniziato
a lavorare al
progetto. In ogni caso, Andrew si è sempre mostrato molto
diplomatico anche dopo essere stato messo da parte ed dopo essere
stato sostituito dal giovane Tom
Holland.
The Amazing Spider-Man 3:
2016
Dopo il ritiro di Sam
Raimi da un eventuale Spider-Man 4 a causa delle
interferenze dello studio, la Sony Pictures decise di fare un
reboot del franchise. La nuova serie dell’uomo ragno ha visto
Andrew Garfield come protagonista e Marc Webb
come regista. Per la Sony è stata una sfida, poiché la
collaborazione tra Sam Raimi e Tobey Maguire è sempre stata
determinata da un comprovato successo, conclamato da gli ottimi
incassi di tutti e tre i film realizzati.
In ogni caso, lo studio
voleva qualcuno di giovane per il ruolo di Peter Parker,
sentendo che la storia di Spider-Man è la storia di un
ragazzo che prova a diventare un uomo. Mentre alcuni fan hanno
espresso tristezza per il fatto di andare a perdere
l’interpretazione di Tobey Maguire, altri erano felici del fatto
che ci sarebbe stato un altro film sull’uomo ragno di altro tipo.
In più, secondo alcuni, non si sarebbe più vista almeno
l’espressione confusa di Maguire mentre recita. Questione di
gusti.
Il 2012 vede la nascita del primo
Amazing Spider-Man. Questo
primo film è andato oltre la storia delineata da Raimi e il
personaggio andava incontro ha una seria e approfondita psicologia
e attaccamento al mondo reale. Questo film ha avuto anche un cast
di un certo livello: Denis Leary, Martin Sheen, Sally
Field ed Emma Stone. In più, forse la coppia Garfield
ed Emma
Stone era forse molto più attrattivi di Kristen
Dunst e Tobey Maguire. Il film andò
bene al box office, registrando anche un ottimo record per essere
un reboot. Il film si è anche guadagnato un’ottima critica.
Il seguito, Il potere di Electro, non ha avuto il successo del
precedente, sia di critica che di pubblico: il consenso generale
era che gli interpreti avevano fatto un buon lavoro, ma ci sarebbe
stato molto da fare per realizzare un ottimo film come era stato
per il primo.
Nonostante ciò, la Sony
aveva già programmato i numeri 3 e 4 della saga, previsti,
rispettivamente, per il 10 giugno 2016 e per il 4 maggio 2018: il
piano non comprendeva solo la resurrezione di
Gwen Stacy e di suo padre, ma anche che Gwen sarebbe diventata
una sorta di Spider-Gwen che ha avuto il suo debutto fumettistico
nel 2015 (Gwen avrebbe gli stessi poteri di Spider-Man e sarebbe di
un’altra dimensione). L’idea della Sony era quella di creare un
universo per competere con il Marvel Cinematic Universe, usando,
ironicamente, dei personaggi concepiti dalla Marvel.
The Amazing Spider-Man 3:
trama
Per questo terzo film era stato
confermato Paul Giamatti per il ruolo di Rhino.
Marc Webb aveva dato per certa la sua presenza alla lavorazione del
terzo film, mentre avrebbe fornito solo qualche consulenza per il
successivo quarto: cosa non presa di buon auspicio. Alla fine,
entrambi i film vennero cancellati.
È stato strano che lo studio, che
aveva in mente grandi piani per il personaggio, li ha subito
rimossi. I perché della questione sono diversi, tra cui,
probabilmente il fatto di non aver trovato la giusta sceneggiatura
o il fatto di aver avuto qualche disaccordo tecnico. Il terzo
capitolo di Amazing Spider-Man, stando alle rivelazioni di
Marc Webb, ci sarebbe stato il Goblin, interpretato da Chris
Cooper, e ci sarebbe stato anche un nuovo personaggio che si
sarebbe fatto chiamare Il Gentiluomo.
In questo terzo capitolo
l’Uomo Ragno sarebbe entrato in possesso di una formula
che, con il suo utilizzo, avrebbe potuto riportare
in vita le persone defunte. L’ipotesi era quella di far
tornare in vita il cap. Stacy, Gwen Stacy e zio Ben.
The Amazing Spider-Man 3:
Venom
Mentre si pensava alla
realizzazione del terzo e quarto capitol del franchise, la Sony
aveva anche pianificato la realizzazione di film incentrati sui
villain: i Sinistri
Sei e Venom. Questi film sarebbero stati essenziali per
realizzare un universo condiviso targato Sony, sulla scia di quello
Marvel. Venom è stato poi realizzato e distribuito il 4
ottobre 2018 in Italia: diretto da Ruben
Fleischer, il protagonista è stato interpretato da
Tom
Hardy.
Per il crociato di Gotham
la Batsuit è un po’ come la seconda
pelle, un modo per celare se stesso al mondo e le sue debolezze ma
anche fonte di potere e accessori che usa per combattere il
crimine. D’altronde Bruce Wayne non è il
classico supereroe e senza il suo costume Batman non
esisterebbe; da questa “tuta” – che nel tempo è stata
disegnata e progettata in vari modi – ricava tutta l’energia
necessaria per trasformare la sua vulnerabilità in vantaggio, come
raccontato sui fumetti e al cinema.
Ma
quali Batsuit vorremmo vedere, prima o
poi, sul grande schermo? Ecco 10 candidate:
Terra Uno
Se paragonata alle altre
Batsuit, è evidente che quella di Terra
Uno Batman sia più “grezza” senza discostarsi troppo dal
tipico costume moderno del Cavaliere Oscuro; e se a prima vista può
essere facilmente confuso con quello di Batman Inc., c’è
una differenza chiave: la configurazione del simbolo sul petto di
Bruce Wayne.
Similmente ad altri precedenti batsuit, qui vediamo uno sfondo
giallo dietro l’iconico pipistrello, ma a cambiare è la forma (da
ovale a esagonale).
New 52
Quando si dice che la semplicità, a
volte, è l’arma vincente, e in questo caso niente potrà mai battere
l’elementare ma accattivante combinazione di nero e grigio, quindi:
stiamo parlando della Batsuit indossata dal nostro
eroe nei fumetti di The New 52, dove l’unico
elemento bizzarro è la cintura giallo brillante. Finora l’unico
esempio di costume che si è adattato a questa formula è quello di
Ben
Affleck in Batman Vs
Superman e Justice League, che per certi versi
sembra la giusta continuazione di quello di Christian Bale in The Dark Knight
Returns.
Lanterna Verde
Anche se esiste più di una versione
di Batman in Green
Lantern, solo nella più recenti storie di Dark Nights:
Metal vediamo il personaggio di Earth-32 come un omicida
capace di corrompere il potere dell’anello. È qui che Bruce Wayne
viene condotto alla nave precipitata di Abin Sur e incontra
l’alieno Lanterna Verde, prendendo il mantello e
iniziando a combattere il crimine. La tuta che indossa è la
perfetta combinazione di una batsuit con la classica uniforme delle
lanterne.
Batman Inc
Lo sfondo giallo per il simbolo del
pipistrello appare per la prima volta nei fumetti degli anni ’60 e
grazie al suo utilizzo nel film del 1989 diretto da
Tim
Burton con Michael Keaton, questo iconico
segnale è diventato globalmente riconoscibile. Secondo lo
sceneggiatore Grant Morrison, il cinecomic ha contribuito alla
progettazione della tuta di Batman nella serie a fumetti di
Batman
Incorporated dove Bruce Wayne trasforma il suo alter-ego in una
specie di franchigia, reclutando vigilanti che possano unirsi alla
sua crociata in tutto il mondo.
Batman: Arkham City
Tutto, nella serie di
Arkhamverse di Rocksteady, sembra già pronto per
un adattamento cinematografico: dall’incredibile colonna sonora
agli archi narrativi dei personaggi, passando per l’incredibile
batsuit di Batman: Arkham
City che richiama il design di Jim Lee con il
caratteristico “cappuccio”. Il Cavaliere Oscuro non è mai apparso
così cattivo e feroce…
Kingdom Come
Nei fumetti di Kingdom
Come seguiamo un Batman anziano
chiedere aiuto per tornare ad operare come vigilante, e la batsuit
disegnata da Alex Ross è a dir poco spettacolare.
Difficilmente riproducibile sul grande schermo, se non grazie
all’intervento degli effetti speciali, vede il crociato di Gotham
con un’uniforme metallica a cui sono stati apportati elementi come
cannoni e altre armi.
Batman Beyond
Mentre i fan attendono il fatidico
momento in cui le storie di Batman Beyond di
Terry McGinnis vengano adattate per il grande
schermo, riportiamoci con la mente a questa
batsuit estremamente semplice ma dall’impatto notevole. Si
tratta di un completo total black con la
particolarità del dettaglio rosso nel simbolo del pipistrello e
sulla cintura, oltre alla mancanza del mantello. Qualcosa di mai
visto prima al cinema.
Jim Lee
Per molti fan, poche storie su
Batman potranno
essere all’altezza di quelle di Jim Lee sul
personaggio, a partire dal design della stessa
batsuit che solo apparentemente appare semplice.
In realtà l’uso del colore quasi vibrante, talvolta opaco, che va
da sfumature blu ad altre grigie, fa di questa uniforme un
pezzo pregiato della collezione di Bruce Wayne. La cintura poi e il
simbolo del pipistrello sono la ciliegina sulla torta.
Gotham By Gaslight
Nei suoi adattamenti animati per il
piccolo schermo, invece del suo tipico mantello nero abbiamo visto
Batman
indossare un trench in Gotham By Gaslight che
richiama un look steampunk, forse difficile da portare al cinema,
ma sicuramente coraggioso e quasi “vittoriano”.
Flashpoint
Il design della batsuit di
Thomas Wayne in Flashpoint è
diventato ben presti uno dei preferiti dei fan, che ad un primo
sguardo potrebbe risultare quasi uno standard per il Cavaliere
Oscuro, eppure la combinazione di colori e il modo in cui il
vestito si adatta a questo supereroe lo rende unico.
Candidato democratico alla
presidenza, Hart vide sfumare qualsiasi possibilità di vittoria
quando trapelò sui giornali la notizia di una sua ipotetica
relazione extraconiugale con la modella Donna Rice
Hughes. Per la prima volta il gossip sulla vita privata
dei politici occupò le prime pagine dei giornali.
The Front Runner tratto da una storia
vera
The Front Runner – Il vizio
del potere è la versione cinematografica del regista
Jason Reitman ed è tratto dal romanzo del 2014,
All the Truth Is Out, di Matt Bai.
Reitman, che ha introdotto il film in sala durante la cerimonia di
apertura a Torino, racconta una storia diversa dai suoi precedenti
lavori. Il film è una riflessione intensa su moralità e
giornalismo, il declino pubblico di un uomo, Gary Hart, e della sua
corsa alla Casa Bianca. Non solo: è un punto di vista insolito sul
rapporto tra vita pubblica e l’erosione del concetto di privacy,
attraverso una storia che forse non era nota ai più, e che rende
questo lavoro -sicuramente nulla di nuovo rispetto ai classici
racconti attorno agli scivoloni di uomini politici- godibile al
pubblico.
Quanto la vita di un uomo di
successo possa essere compromessa da una debolezza, amplificata dai
media, e quanto le conseguenze possano influenzare il corso degli
eventi, e addirittura della storia di un paese? Reitman apre la
kermesse di Torino con un film ‘scolastico’: pochi fronzoli, molta
attenzione sui fatti storici, attraverso sale e ambienti
ricostruiti in maniera impeccabile. La pellicola però ha un ritmo
altalenante: momenti di alta tensione sono poi smorzati da cali di
alcune dinamiche narrative che rallentano la fruizione.
Tutto si fa per il pubblico
Quello che resta del film di
Reitman è il punto di vista: quello del pubblico, comprimario
all’interno della narrazione. Tutto si fa per il pubblico:
l’opinione scandisce le sue azioni per tutta la durata della
pellicola fino al grande rifiuto finale. Così il film è come se
avesse due anime: una prima parte in cui tutto è frenetico, in cui
la corsa alla vittoria è portata con impeto sullo schermo, e il
senso di tutto è una competizione a perdifiato tra chi riesce a
compiacere di più.
Sul finale, Hart decide di
rallentare. Ti uscire da questo meccanismo di compiacimento e di
dover tutelare la propria vita, a costo di perdere tutto quello per
cui ha lottato. Così la pellicola rallenta e si distende, perde in
tensione e forse rotola a fatica verso un finale scontato, che
poteva essere però l’unico possibile.
Mentre è al cinema nei panni dello
sceriffo di Nottingham in Robin Hood – L’Orgine della Leggenda,
Ben Mendelsohn si sta preparando ad arrivare al
cinema in Captain Marvel, con un altro
personaggio che appartiere alla sfera del villain.
Dopo essere stato Orson Krennic in
Rogue One: A Star Wars Story, Sorrento in
Ready Player One e lo sceriffo in
Robin Hood, adesso Mendelsohn sarà Talos, uno
Skrull, una razza di mutaforma extraterrestre, nel prossimo film
Marvel.
In un’intervista con The
Hollywood Reporter, Mendelsohn ha discusso del film in uscita
e dell’impatto dei film sui supereroi, in generale.
“Penso che ci sia qualcosa di
veramente speciale qui, e che tutto deriva da una sceneggiatura
finemente realizzata, è assolutamente bellissima”, ha detto
Mendelsohn di Captain Marvel. Quando si è arrivati
alla domanda se c’è o meno saturazione per il genere, l’attore si
è detto contrario.
“Se guardi al business del
cinema, sia come business che come arte, i film di supereroi hanno
le migliori possibilità di realizzare un grande impatto culturale e
artistico al momento”, ha spiegato.
I film Marvel devono ancora perdere
il loro vigore, con tre film in uscita solo per il 2019
(Captain Marvel, Avengers 4 e Spider-Man: Far From
Home). “Potremmo essere in grado di ottenere un
capolavoro, o anche tre, da questo genere”, ha aggiunto.
Quando si parla del fatto che
Captain Marvel è il primo film del
MCU in cui la protagonista è donna, l’attore ha
notato: “Ovviamente questo è un grande momento per la Marvel e,
auspicabilmente, un cambiamento radicale per l’inclusione e la
diversità nel settore”.
Il film è anche il primo nel
MCU ad essere diretto da una donna, Anna
Boden, che condivide il ruolo con il suo partner di lunga
data, Ryan Fleck. Mendelsohn ha già lavorato con
loro prima in Mississippi Grind del 2015. “La
cosa che mi piace di più del film, oltre al ricongiungimento con
Anna e Ryan, è che il mio personaggio interagisce quasi con tutti
gli altri (…) questa è la bellezza di essere
l’antagonista”.
Vi ricordiamo che alla regia di
Captain Marvel con
protagonista Brie
Larson, ci sono Anna
Boden e Ryan Fleck. Il film
invecearriverà al cinema l’8 marzo
2019.
Basato sul
personaggio dei fumetti Marvel apparso per la prima volta nel 1968,
il film segue Carol Danvers mentre diventa uno degli eroi più
potenti dell’universo. Quando la Terra viene coinvolta in una
guerra galattica tra due razze aliene, è lì che Captain Marvel
interverrà. Ambientato negli anni ’90, il cinecomic è un’avventura
tutta nuova che racconterà un periodo inedito nella storia
dell’universo cinematografico Marvel.
In assenza di notizie certe su
Avengers 4, la rete continua a
produrre teorie e congetture su ciò che il film racconterà, e
questa volta, principale personaggio coinvolto in una nuova
bizzarra teoria, è Vedova Nera, interpretata da Scarlett Johansson.
Su Reddit è comparsa la seguente
teoria che implica il sacrificio ultimo di Natasha per riunire
Steve Rogers e Tony
Stark, dopo la violenta rottura di Captain America: Civil
War.
I fratelli Russo hanno detto che alcuni
elementi della trama di Avengers 4 possono essere rintracciati in
Civil War. Potrebbe darsi che Natasha si stia pentendo di aver
preso le parti di Rogers, parte scelta perché nel momento in cui
Tony doveva fidarsi di lei, non ci è riuscito. O forse potrebbe
esserci un momento in cui Steve deve fidarsi di lei per salvare la
situazione e sa che è assolutamente in grado di farlo, che sarebbe
un concetto che ritorna dopo essere stato presentato in Winter
Soldier. Nat cancellerà la macchia dal suo passato di spia
sacrificando la sua vita (forse per la Gemma dell’Anima) e
risparmiando la vita di Steve e/o di Tony. Questo gesto potrebbe
far infuriare Hulk, che troverà un modo per riconciliarsi con
Banner e “uscire”. Questo potrebbe essere il motore che spingerà i
Vendicatori a tornare uniti dopo moltissimi anni. Sarebbe tuttavia
una situazione nuova, perché gli eroi si schiereranno dalla stessa
parte non più per reciproca fiducia, ma perché li tiene uniti
l’amore per Nat.
Per quanto romantica ed eroica, la
teoria è alquanto bizzarra, seppure metterebbe in risalto la figura
fino a questo momento non troppo sfruttata di Vedova Nera. Inoltre
questo sacrificio con conseguente uscita di scena non influirebbe
sui piani per un film standalone su Vedova Nera, visto che i
piani parlano di una storia d’origine.
Il presidente dei Marvel Studios,
Kevin Feige ha recentemente parlato di
Stan Lee, l’uomo che ha contribuito in maniera
decisiva a cereare i personaggi che Feige stesso sta portando sullo
schermo.
Lee si è spento all’inizio di
novembre dopo aver combattuto con la leucemia, aveva 95 anni. Dopo
la morte, ha lasciato uno stuolo di personaggi leggendari, icone
pop e messaggi di grande ispirazione. Il suo impatto sul mondo,
così come lo vediamo oggi, è stato raccolto con profondo affetto,
cosa che Feige non smette di ricordare.
“Era sempre molto gentile quando
parlavamo, anche in quella che si è rivelata essere la nostra
ultima conversazione, un paio di settimane prima che morisse –
ha raccontato Kevin Feige a EW – Sono andato a
casa sua per vederlo e si è messo a raccontare dei suoi cameo.
Abbiamo parlato di quello che avremmo fatto poi, sempre con gli
occhi al futuro.”
Stan Lee e
Kevin Feige hanno lavorato moltissimo insieme,
considerando soprattutto il fatto che il fumettista p apparso in
ogni film prodotto da Feige per i Marvel Studios,
con i suoi divertenti cameo. Ma per il produttore quest’ultima
conversazione fu differente:
“Forse sapeva che il suo tempo
stava per finire? Non saprei. Con il senno di poi, era leggermente
più malinconico di quanto non lo avessi mai visto prima. Parlava
del passato più di quanto non lo avessi mai sentito parlare del
passato. Quindi forse a un certo livello, lo sapeva. Quando mi sono
seduto vicino alla sua sedia durante il nostro ultimo incontro, la
prima cosa che ha detto è stata: ‘So che vuoi che io interpreti il
prossimo film, ma devo limitarmi ai cammei. Dovrai lasciare i
ruoli da protagonista agli altri attori. Mi dispiace.'”
Feige ha poi continuato spiegando
che Lee chiedeva sempre più battute e scherzando, poteva quasi
ambire a un ruolo vero nei film, anche se, con una personalità del
genere, sarebbe stato fin troppo facile oscurare l’eroe.
Il genio creativo di BossLogic non
si smentisce e torna con un bellissimo mashup che riproduce una
delle scene più importanti e drammatiche di Avengers: Infinity War – ovvero
il sacrificio di Gamora per mano di
Thanos – sulla rupe dei Re del Re
Leone, dove Scar vuole riscrivere la
storia e uccidere Simba nell’ultimo atto nel
classico Disney.
Al posto del fratello di Mufasa c’è
infatti il Titano Pazzo, intento a spingere giù dalla roccia sua
figlia Gamora per ottenere finalmente la gemma dell’anima. “Sei
un Re adesso, ma quanto ti è costato?“
La fan-art è stata rilasciata in
occasione dell’arrivo del primo teaser trailer de Il Re Leone,
nuovo live action della casa di Topolino destinato ad un grande
successo.
Grazie alle due immagini
promozionali diffuse online nelle ultime ore possiamo finalmente
dare uno sguardo a quello che potrebbe essere il look definitivo di
Carol Danvers in Captain Marvel, l’atteso cinecomic
targato Marvel Studios in arrivo nelle sale a Marzo.
Come potete notare qui sotto, la
supereroina indossa il suo iconico elmetto, elemento caratteristico
dell’uniforme da combattimento grazie al quale Carol riesce a
navigare sott’acqua e a volare nello spazio. Sarà davvero questo il
suo aspetto nel film? Che ne pensate?
Basato sul
personaggio dei fumetti Marvel apparso per la prima volta nel 1968,
il film segue Carol Danvers mentre diventa uno degli eroi più
potenti dell’universo. Quando la Terra viene coinvolta in una
guerra galattica tra due razze aliene, è lì che Captain Marvel
interverrà. Ambientato negli anni ’90, il cinecomic è un’avventura
tutta nuova che racconterà un periodo inedito nella storia
dell’universo cinematografico Marvel.
Captain
Marvel non sarà una tradizionale storia di origine e
che Carol Danvers non è, nei piani
del Marvel Cinematic
Universe, un’eroina come tante. Adesso, a darne
conferma è Kevin Feige in persona, durante
un’intervista ai British Academy Britannia
Awards.
Cosa aspettarci, dunque,
da Captain Marvel? “È ambientato
negli anni Novanta e anche se è una storia d’origine, è un tipo
molto diverso di storia d’origine, e sono molto eccitato di svelare
questa storia agli spettatori”. Inoltre Feige ha aggiunto che
il film diretto da Anna
Boden e Ryan
Fleck sta “venendo su estremamente
bene”.
“Brie Larson ha fatto un lavoro
enorme, Samuel L. Jackson sarà un Nick Fury
molto molto diverso, ha fatto un ottimo lavoro, e l’intero cast è
tutto molto diverso ed eccitante.”Considerato che il film sarà
ambientato nel passato, il senso comune ci dice che possiamo
aspettarci che il film sia collegato in modi davvero inaspettati
agli altri film del MCU, a partire dalla
lunga carriera di Fury nello SHIELD.
Come riportato nelle ultime ore da
Entertainment Weekly, anche Julie Andrews figurerà
nel cast dell’atteso cinecomic DC Aquaman, in
uscita tra poche settimane: a quanto pare l’attrice di Mary
Poppins e Tutti insieme appassionatamente ha
doppiato il personaggio di Karathen, una creatura
mitica sottomarina custode della chiave che servirà ad Arthur Curry
per unire Atlantide con la superficie.
“Volevamo che Karathen avesse la
voce di una classica attrice britannica, anche se modificata
digitalmente“, ha raccontato al magazine il produttore Peter
Safran. “E quando abbiamo scoperto che Julie era interessata e
disponibile ed entusiasta, inserirla nel film è stato un gioco da
ragazzi. Chi avrebbe mai detto che Aquaman avrebbe avuto la vera
Mary Poppins questo Natale?“. Ovviamente Safran fa riferimento
all’imminente scontro al box office natalizio tra Il Ritorno di Mary
Poppins (sequel con protagonista Emily Blunt) e appunto il cinecomic di
James Wan.
Il
filmè stato diretto da James
Wan (Insidious, L’evocazione The Conjuring,
Fast and Furious 7) e vede
protagonista Jason Momoa. Con lui ci
sarà Amber Heard nei panni di
Mera, Yahya Abdul-Mateen II, Patrick Wilson, Dolph Lundgren, Ludi
Lin e Willem Dafoe. Il cinecomic arriverà al
cinema il 21 Dicembre 2018.
Aquaman è il re dei Sette Mari.
Questo sovrano riluttante di Atlantide, bloccato tra il mondo della
superficie, costantemente violento contro la vita nel mare e gli
Atlantidei che sono in procinto di rivoltarsi, deve occuparsi di
proteggere il mondo intero.
Per quanto riguarda Il Ritorno di
Mary Poppins, il film arriverà in sala il 19 dicembre 2018 e
racconterà di Jane e Michael Banks oramai diventati adulti che,
dopo una grave perdita, accolgono in casa Mary
Poppins. Attraverso le sue doti magiche, e con
l’aiuto del suo amico Jack, Mary aiuterà la famiglia a riscoprire
la gioia e il senso di meraviglia che hanno abbandonato le loro
vite.
La sceneggiatura sarà scritta
da David Magee; per quanto riguarda la
colonna sonora, importantissima per questo progetto, il candidato
al premio Oscar Marc Shaiman si
occuperà della composizione, mentre il vincitore del Tony
Award Scott Wittman scriverà nuove
canzoni originali. A dirigere il film è stato chiamato un esperto
di musical, Rob Marshall. L’ambientazione,
che nel primo film era di poco precedente alla Prima Guerra
Mondiale,
Oltre alle sale cinematografiche
che già si addobbano a festa, anche Netflix pensa a proporre il suo film per le
vacanze, Qualcuno salvi il Natale, con tanto di
campanelli, strenne, slitta, luci e regali, e ovviamente un Babbo
Natale d’eccezione: Kurt Russell.
La trama di Qualcuno salvi il Natale
La storia, nella più classica
tradizione natalizia, parla di una famiglia che, a seguito di una
grave perdita, ha smarrito la magia del Natale e che verrà aiutata
da un incontro magico, durante la Vigilia di Natale. Il film
racconta la storia di Kate (Darby Camp) e Teddy
Pierce (Judah Lewis), un fratello e una sorella
che, all’arrivo di Babbo Natale (Kurt
Russell) durante la vigilia, vogliono scattargli una
foto. Il loro piano si trasforma però in un viaggio inaspettato,
che molti bambini potrebbero solo sognare. Dopo aver sorvegliato di
nascosto Babbo Natale e averlo visto arrivare, si nascondono nella
sua slitta, causando un incidente che rischia di rovinare il
Natale. Nel corso di una notte avventurosa, Kate e Teddy lavorano
con Babbo Natale – come nessuno l’ha mai visto prima – e i suoi
fedeli elfi per salvare il Natale, prima che sia troppo tardi.
Qualcuno salvi il
Natale non ha certo l’ambizione di eguagliare i film dai
quali trae ispirazione, come Mamma ho perso
l’Aereo o Miracolo sulla 34° strada, ma
desidera senz’altro sistemarsi in una poltrona di prima fila per
quello che riguarda l’offerta casalinga per gli spettatori più
giovani, almeno per questa stagione festiva. Il film è infatti
indirizzato a un pubblico giovanissimo, carico di buoni sentimenti
e di momenti sdolcinati, che però non stonano con l’intero
racconto, più un’avventura che un dramma natalizio.
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Kurt Russell: intervista al protagonista
Se c’è un motivo di
interesse o di divertimento nel film, questo è da ascrivere
all’interpretazione di Kurt Russell. Il suo Babbo Natale è buffo e
consapevole, cerca di sfuggire alla sua fama ma allo stesso tempo
abbraccia con grande serenità il suo dono di conoscere tutti i
bambini del mondo (e coloro che lo sono stati) e ha seriamente a
cuore il destino della festività che lui stesso rappresenta. Con
leggerezza, ma senza superficialità, si fa protagonista della
storia e Russell sembra essersi divertito moltissimo ad
interpretarlo, con la stessa leggerezza.
Qualcuno salvi il
Natale è un film per le mattine festive, da godere in
famiglia, che senza la pretesa di entrare nel canone natalizio dei
film culto per questo periodo dell’anno, scalda il cuore e fa
compagnia. E per chi avrà la pazienza di seguire tutta la storia
verso lo scontato finale, avrà diritto alla piccola chicca finale,
che Netflix ha regalato ai suoi fedeli spettatori.
Torna Pineta e tornano i suoi amati
toscanacci, fra cui il “quartetto uretra” degli irresistibili
vecchini protagonisti de I Delitti del BarLume, la
serie di gialli a tinte comedy produzione originale
Sky realizzata con Palomar e tratta dai romanzi di Marco
Malvaldi editi da Sellerio Editore. A un mese dal debutto,
rilasciato oggi il trailer delle due nuove storie, Il
Battesimo di Ampelio e Hasta Pronto
Viviani , attese su Sky CinemaUno in prima serata nei giorni di Natale e
Capodanno e ovviamente a partire da quelle date disponibili su Sky
On Demand.
Invariata la formula narrativa, a
garanzia del divertimento di sempre: fra sparizioni, partite a
carte, risate e quegli elementi da poliziesco sui generis che negli
anni scorsi ne hanno decretato il successo, tornano anche
quest’anno gli immancabili protagonisti Filippo Timi, Stefano
Fresi, Lucia Mascino, Enrica
Guidi, Alessandro Benvenuti, Atos
Davini, Marcello Marziali,
Massimo Paganelli. Dopo il suo esordio nelle
ultime due storie in onda l’anno scorso, torna anche in questi due
nuovi film Corrado Guzzanti. La regia è di
Roan Johnson.
Nel primo dei due nuovi film,
Il battesimo di Ampelio, in onda il 25 dicembre dalle
21.15 su Sky Cinema Uno, è tutto pronto per il battesimo del figlio
della Tizi quando viene ritrovato il cadavere del prete. Da qui
parte una rocambolesca indagine che vede indagati Pasquali e una
camaleontica femme fatale. La Fusco riuscirà a sciogliere il
mistero anche questa volta? Intanto un altro mistero si infittisce.
Che sta succedendo al Viviani? Una bellissima ragazza argentina si
presenta ai vecchini a sorpresa: Massimo è nei guai e ha bisogno
del loro aiuto.
Di un inatteso ma necessario
viaggio fino a Buenos Aires racconta Hasta Pronto Viviani,
la seconda delle nuove storie in onda il primo dell’anno nuovo
dalle 21.15 su Sky Cinema Uno. Dopo una vita fermi a Pineta, a
settant’anni suonati i vecchini lasciano l’amato Barlume per volare
oltreoceano direzione Buenos Aires: la nuova fidanzata argentina di
Massimo è venuta a chiedere aiuto perché il Viviani è stato rapito.
E mentre il quartetto uretra parte all’avventura, la sonnacchiosa
stagione estiva di Pineta viene interrotta da un’inspiegabile
rapina al Barlume, in cui Beppe rischia di morire ma a restarci
secco, per sbaglio, è uno dei due criminali. Come al solito,
toccherà alla Fusco capirci qualcosa…
Era il 10 novembre
2008 quando su Sky Cinema 1 andava in onda la prima
puntata d iRomanzo Criminale – La serie,
il primo titolo di lunga serialità prodotto da Sky che ha
contribuito a cambiare i paradigmi delle serie tv italiane. Sono
passati esattamente 10 anni e per celebrare questo
anniversario, dal 24 novembre al 21 dicembre si
accenderà il canale evento Sky Originals,
24 ore su 24 sul canale 111 di Sky, interamente
dedicato alle serie, i film e i documentari prodotti da Sky in
questi 10 anni. Tutti i titoli trasmessi dal canale sono
disponibili anche su Sky On Demandnella
collezione “Sky Originals”.
La giornata inaugurale del canale,
sabato 24 novembre, sarà dedicata a
Romanzo Criminale – La serie: dalle
8.45 sarà possibile vedere tutta d’un fiato la
prima stagione con la maratona dedicata. Inoltre, sabato 1°
dicembre alle 14 e alle
20.45, andrà in onda lo speciale Romanzo Criminale – 10 anni dopo dedicato a
quest’iconica produzione Sky, in cui il regista Stefano Sollima e
gli attori protagonisti Francesco Montanari, Vinicio
Marchioni,
Alessandro Roja e Daniela Virgilio raccontano come è
cambiata la loro vita dopo la serie culto. In prima serata, ogni
sabato sera alle 21.15 su Sky Originals gli episodi della seconda
stagione.
Domenica 25
novembre a farla da padrona sarà invece Gomorra
– La serie, serie Sky di successo italiano e
internazionale, venduta in oltre 190 territori: dalle
10.20 la maratona della prima stagione della serie
che ha fatto conoscere al grande pubblico il talento di
Marco D’Amore, Salvatore Esposito, Fortunato
Cerlino, Maria Pia Calzone, Cristina Donadio, Cristiana
Dell’Anna, solo per citarne alcuni. E ogni domenica, in
prima serata alle 21.15 su Sky Originals le stagioni successive,
con gran finale lunedì 17 dicembre con la maratona della terza
stagione dalle 13.35.
Sul canale anche le altre serie e
mini-serie italiane prodotte da Sky apprezzate da pubblico e
critica: in ordine cronologico, Nel nome del
male (2009), Moana (2009),
Faccia d’angelo (2012), In
Treatment (2013-2017), 1992
(2015), Dov’è Mario? (2016),
The Young Pope (2016), The
Comedians (2017), 1993
(2017), The Generi (2018), Il
Miracolo(2018).
A queste si aggiungono le
serie originali europee di Sky andate in onda su
Sky Atlantic e Sky Uno:
The Last Panther(2015),
Fortitude (2015-2018), Le
avventure di Hooten & The Lady (2017),
Tin Star (2017), Babylon
Berlin (2017), Britannia
(2018), Patrick Melrose (2018) e
Save me (2018)
Non mancheranno i film
prodotti per Sky Cinema: in ordine cronologico,
Un Natale per due (2011), Un
Natale con i fiocchi (2012), Amore
oggi (2014), In fondo al
bosco (2015), Piuma (2016),
Indizi di felicità (2017),
Monolith (2017) e
Tafanos (2018). Saranno, inoltre,
presenti anche le ultime quattro storie de I Delitti
del BarLume (2013-2018), in attesa delle nuove storie
in programma le sere di Natale e di Capodanno su Sky Cinema
Uno.
Completano il palinsesto di Sky
Originals i film d’arte di Sky, campioni d’incasso
nei cinema italiani e nel mondo – Firenze e gli
Uffizi (2015), San Pietro e le Basiliche
Papali di Roma (2016), Raffaello – il
Principe delle Arti (2017) e Caravaggio –
l’Anima e il Sangue (2018) –, e una selezione dei
migliori documentari originali trasmessi da Sky Atlantic nel ciclo
“Il Racconto del Reale”, tra cui The
Disunited States of America (2017) e
Ignoto 1 – Yara, DNA di un’indagine
(2017).
Oltre che sul canale 111, sarà
possibile vedere queste produzioni originali Sky anche su
Sky On Demand nella collezione dedicata
“Sky Originals”.
Di Robin Hood
cinematografici ne abbiamo avuto tantissimi, da quello animato
della Disney, una volpe rossa e arguta, a quello epico di Kevin Costner, fino a quello “in calzamaglia”
firmato dal geniale Mel
Brooks. Trovare una nuova versione dell’eroe sul
grande schermo, nel 2018, dopo il film
del 2010 di Ridley Scott con Russell Crowe, che sembrava aver tolto ogni
appeal al personaggio, sembra un’operazione fuori tempo massimo,
eppure mostra il tentativo di adeguarsi all’era supereroistica che
corre.
Robin Hood – L’Origine
della Leggenda parte con le stesse premesse che la maggior
parte dei film che rivisitano una leggenda si pongono: pensate
di conoscere la vera storia, ma non è così. E via di racconti
alternativi, nuovi personaggi, nuovi passaggi narrativi che
arricchiscono e rendono più complessa una leggenda, che alla base è
molto elementare e si esaurisce nel populista ma sempre confortante
“rubare ai ricchi per dare ai poveri”.
Robin Hood – L’Origine della
Leggenda, il classico
Il Robin di Loxley di Taron Egerton non è solo questo, dal momento
che il suo personaggio parte con l’essere un nobile di Nottingham
alquanto ordinario: sfrontato, di bell’aspetto, non troppo
altruista, in verità. Allontanato dai suoi possedimenti e
dall’amata Marion (non più Lady), il signorotto inglese si fa le
ossa in Terra Santa, dalla quale torna profondamente cambiato e in
compagnia di John (il personaggio interpretato da Jamie Foxx che è una buffa crasi tra l’Azeem
del film del 1991 e Little John). Con il sodale, reduce dalla
guerra, Robin organizza una sommossa popolare, una rivolta che ha
come scopo detronizzare lo sceriffo di Nottingham (Ben
Mendelsohn, rimasto nel ruolo di Orson Krennic di Rogue
One) e ridistribuire la ricchezza.
Taron Egerton stars as ‘Robin Hood’ in ROBIN
HOOD. Photo by: Larry Horricks.
I cambiamenti rispetto alla tradizione
I cambiamenti più importanti
rispetto alla leggenda sono fondamentalmente due. Da una parte,
Robin non rinuncia alla sua nobiltà, sfruttandola per inserirsi nel
tessuto del potere della città. Come un Bruce Wayne del medioevo,
quindi, mentre Robin fa amicizia con lo sceriffo ed entra nelle sue
grazie e nei suoi piani, Hood, il giustiziere mascherato che
saccheggia le casse del regno regalando il bottino ai poveri, mette
a rischio i progetti dei cattivi. Dall’altra, la sceneggiatura di
Ben Chandler e David James Kelly
aggiunge la connivenza tra Stato e Chiesa nel portare avanti una
guerra che mira a restituire alle due grandi organizzazioni che
gestivano la vita delle persone sempre più potere e controllo.
L’eco supereroistico e quello
politico si fondono dunque in un film che ha un solo scopo:
intrattenere. Ritmi concitati, costumi fuori dal tempo (lunghe
giacche di pelle alla Matrix e scollature
vertiginose!), ralenty a profusione (il regista, Otto
Bathurst, è lo stesso di Peaky
Blinders), azione concitata, vogliono conferire al
racconto un tono che si avvicina moltissimo a quello di prodotti
del tipo di Fast and Furious o
Kingsmen (di cui è sempre protagonista Egerton),
ma che non riesce ad abbracciare il genere in toto.
Robin Hood – L’Origine
della Leggenda è un prodotto per un pubblico molto
giovane, il che lo rende impossibilitato a spingere
sull’acceleratore della violenza, lasciandolo nel limbo di un film
che fallisce anche solo l’intenzione di intrattenere il
pubblico.
È stato confermato
dall’aggiornamento della scheda del film su IMDb che
Aquaman, prodotto da Warner Bros, diretto da
James Wan e interpretato da Jason Momoa, durerà 143 minuti.
Il film, che arriverà in tutta
Italia a partire dal primo gennaio 2019, dura poco più di Wonder
Woman (141) e della stessa durata de L’Uomo d’Acciaio (143). Il film
durerà di più di entrambi i più grossi fiaschi del DCEU, Suicide Squad (123) e
Justice League (120). In compenso,
Batman v Superman: Dawn of
Justice, che si conferma il film più ambizioso della
collaborazione tra Warner e DC, resta la pellicola più lunga, con i
suoi 151 minuti della versione theatrical.
Il
filmè stato diretto da James
Wan (Insidious, L’evocazione The Conjuring,
Fast and Furious 7) e vede protagonista Jason
Momoa. Con lui ci sarà Amber Heard nei panni di
Mera, Yahya Abdul-Mateen II, Patrick Wilson, Dolph Lundgren, Ludi
Lin e Willem Dafoe. Il cinecomic arriverà al
cinema il 21 Dicembre 2018.
Aquaman è il re dei Sette Mari.
Questo sovrano riluttante di Atlantide, bloccato tra il mondo della
superficie, costantemente violento contro la vita nel mare e gli
Atlantidei che sono in procinto di rivoltarsi, deve occuparsi di
proteggere il mondo intero.
One Piece è un
manga disegnato e scritto da Eiichirō Oda, da cui
è stata tratta l’omonima serie anime. La serie manga è una delle
più longeve e di successo, sulla cresta dell’onda da più di ventuno
anni. E pensare che l’idea nacque dalla semplice passione di Oda
per la pirateria da quando era bambino.
La serie anime di One
Piece, conosciuto in Italia con il titolo
All’arrembaggio, è andata in onda nel 2001 e ancora oggi
continua ad avere molto successo, sia tra le generazioni che ne
hanno fruito dal principio, sia dalle nuove.
One Piece: streaming
Della serie One Piece non
vi sono presenze sulle maggiori piattaforme streaming italiane.
Solo il film One Piece Gold: il film risulta nell’archivio
di Chili.
One Piece: treasure cruise
Questo è un videogioco dedicato al
mercato delle piattaforme mobile, ovvero per smartphone e tablet.
La storia parte dagli inizi, con il racconto della nascita del
protagonista e dei suoi poteri, oltre al fatto di diventare il re
dei pirati: nel mentre, vengono spiegate le regole base del
gioco.
Il videogioco consente di poter
dare al gioco una versione più complessa e accattivante, come dare
vita a delle combo di attacco ed utilizzare una componente di
ruolo. Alla trama subentra la parte più attrattiva, cioè quella di
costruire il proprio team e potenziare il proprio galeone.
One Piece: manga
One Piece nasce come manga
scritto e disegnato da Eiichirō
Oda che è stato pubblicato in serie su Weekly
Shonen Jump, una rivista giapponese, dal luglio del 1997. Il
manga si divide in capitoli e tutta l’opera è stata tradotta in
lingua italiana e pubblicata dalla casa editrice Star
Comics dal luglio del 2001, con una ristampa fatta nel
2008.
La storia raccontata è quella di
Monkey D. Rufy, un giovane pirata e sognatore, che
da bambino aveva mangiato, senza saperlo, il frutto del diavolo Gom
Gom: ingerendolo, è diventato un uomo di gomma, dotato delle
particolarità di deformarsi e allungarsi a piacere. Il fine di
Monkey è quello di diventare il re dei pirati e di ritrovare il
tesoro One Piece, diventato leggendario, e che si ritiene nascosto,
secondo le leggende, da Gol D. Roger sull’isola di Raftel, posto
alla fine della Rotta Maggiore.
Vista la posta in gioco, Rufy
decide di mettere insieme una ciurma, denominata la ciurma di
Cappello di paglia, e di avventurarsi per mari e oceani. Rufy e la
ciurma arrivano alle Isole Sabaody, ma vengono subito divisi dalla
Marina e spediti in luoghi diversi. Il protagonista scopre che suo
fratello Portuguese D. Ace è stato catturato dalla
Marina stessa, che lo vuole giustiziare, e corre a salvarlo. Rufy
chiede alla ciurma di incontrarsi tra due anni, dopo che si saranno
allenati, per essere pronti per il Nuovo Mondo.
La ciurma riprenderà il viaggio e
andranno all’avventura, attraversando l’isola degli uomini-pesce,
in cui stringeranno un’alleanza con Trafalgar Law e dove avverrà lo
scontro con due dei Quattro Imperatori.
Ma come è nata quello che
si potrebbe definire un’epopea manga? In realtà, Oda si
era appassionato alla pirateria grazie ad una serie anime che
adorava da bambino che si chiamava Vicky il vichingo.
L’interesse, nel corso della sua vita, non è mai scemato, anzi la
sete di conoscenza ha continuato ad essere soddisfatta con la
lettura di diverse biografie e la scoperta dell’esistenza di
Barbanera.
Tuttavia, Oda ha rivelato di aver
subito le influenze della serie di Dragon Ball e da diversi anime, soprattutto per quanto
riguarda la parte grafica, come Ken il guerriero. Al
progetto di One Piece ha iniziato a lavorare nel 1996,
realizzando due storie one-shot, usate poi per il primo capitolo di
One Piece. A luglio 2018, dopo ventun anni dall’inizio del
progetto, Oda ha dichiarato di essere all’80% della trama.
One Piece: episodi
Dal manga One Piece è
stata tratta una serie anime, dal titolo omonimo, che ha fatto il
suo esordio in Giappone nel tardo 1999, con oltre 860 episodi
trasmessi. Gli episodi non seguono linearmente il manga, anzi, se
ne distaccano e in funzione di ciò sono stati realizzati degli
episodio crossover con Dragon Ball e Toriko, ma
anche degli episodi filler che si dedicano a piccoli archi
narrativi.
Prodotta dalla Toei
Animation, la serie è arrivata in Italia grazie a
Mediaset, divisa in stagioni (a seconda dei pacchetti di episodi
acquisiti) che talvolta hanno un titolo diverso, come quello
All’arrembaggio. Per quanto riguarda l’adattamento, in
Italia la serie è stata sottoposta a diverse censure, come quelle
che riguardano scene di sangue o nudità, per adattarlo a un
pubblico più giovane, anche se uno dei cambiamenti più radicali
riguarda il nome del protagonista, che prende il nome di
Monkey D. Luffy detto Rubber.
Dalla serie e, quindi, dal manga,
sono stati prodotti ben 13 film che, in parte, raccontano storie
parallele: Per tutto l’oro del mondo (2000), Avventura
all’Isola Spirale (2001), Il tesoro del re (2002),
Trappola mortale (2003), La spada delle sette
stelle (2004), L’isola segreta del barone Omatsuri
(2005), I mistero dell’isola meccanica (2006),
Un’amicizia oltre i confini del mare (2007), Il
miracolo dei ciliegi in fiore (2008), Avventura sulle
isole volanti (2009), One Piece 3D: L’inseguimento di
Cappello di paglia (2011), One Piece Film: Z (2012) e
One Piece Gold: Il film (2016). Inoltre, dalla serie
sono stati trasmessi anche diversi speciali tv.
One Piece: pirate warriors 3
Questo è un videogioco dedicato a
Microsoft Windows, Playstation 3 e 4 e Playstation Vita. Pubblicato
da Namco
Bandai Entertainment e sviluppato da Omega
Force, il videogioco ripercorre le avventure di Rufy, a
partire dall’inizio dal Villaggio di Foosha fino agli eventi di
Dressrosa, basandosi sempre sul manga originale. Il gioco si
sviluppa grazia a diversi espedienti narrativi, come il briefing
presente all’inizio di ogni missione, gli intermezzi durante
l’azione e la presenza degli Eventi Tesoro.
Se vi stavate chiedendo cosa avesse
fatto la principessa Leia in un tempo
mai ripreso al cinema dal franchise di Star
Wars (ovvero la pausa che va dalla fine de
Il Ritorno dello Jedi e l’inizio di Gli
Ultimi Jedi), quello che leggerete qui sotto potrà esservi
utile. Grazie ai film ma soprattutto all’espansione dell’universo
di Guerre Stellari, tra fumetti, videogiochi
e serie animate, siamo ormai in grado di conoscere ogni dettaglio
sul percorso dei personaggi.
Ecco quindi tutti i fatti relativi alla principessa
Leia successi tra Episodio
VI e VIII:
Lei e Han hanno vissuto separati
Anche quando la loro relazione
navigava in ottime acque, prima del passaggio di
Ben al lato oscuro, era chiaro Han e
Leia non avrebbero mai vissuto come la classica
coppia convenzionale: il suo impegno da senatrice e poi in veste di
capo della Resistenza la costringeva a viaggiare molto, e allo
stesso modo Han aveva sempre bisogno di imbarcarsi in qualche
avventura nello spazio. Dunque quando i due iniziarono
ufficiosamente a vivere insieme, l’hanno fatto per la maggior parte
del tempo separati.
Non ha mai raccontato a Ben la verità su Darth Vader
Potrà sorprendere molti il fatto che
Leia non fu mai in grado di rivelare la verità sulla vita di
Darth Vader a
suo figlio Ben. Questa esitazione nasceva dalla preoccupazione che
il ragazzo fosse troppo giovane per capirle quale tormento aveva
assalito suo nonno Anakin Skywalker durante il
periodo più complesso della sua esistenza, ma non appena la verità
venne resa pubblica, Leia ha cercato di spiegare a Ben gli eventi
senza successo. Da lì la rivelazione dell’identità di Vader e il
suo legame di sangue hanno giocato un ruolo chiave nel passaggio di
Ben (Kylo Ren) al
lato oscuro.
Fu scelta come candidata al ruolo di primo senatore
Durante la formazione di un nuovo
Senato Galattico, il partito populista e centrista fu costretto a
rivalutare le strategie del passato e imparare dagli errori
commessi, così una delle proposte suggerite fu proporre al ruolo di
Primo Senatore (al posto del Cancelliere) la principessa Leia. Ad un
passo dalle elezioni la sua vera stirpe fu rivelata pubblicamente e
questo le impedì di candidarsi.
Manda Ben ad allenarsi con Luke senza consultare Han
“Non avrei mai dovuto mandarlo
via. Ecco quando l’ho perso. In quel momento ho perso
entrambi.“: è così che Leia parla dei suoi
sentimenti scaturiti dalla partenza di Ben e del suo passaggio al
lato oscuro. Il ragazzo, ancora molto giovane, fu infatti spedito
ad allenarsi con suo zio Luke, evento
che fece arrabbiare moltissimo Han, ma a quanto pare la realtà fu
ancora più sconvolgente e difficile. Grazie al romanzo di
Alan Dean Foster siamo stati in grado di scoprire
– apparentemente – Leia non si fidava del contributo di Han perché
incapace di offrire un’opinione saggia su come gestire il problema
dei crescenti poteri “oscuri” di Ben. Così
decise di affidare suo figlio a Luke per cercare di salvarlo, senza
mai comunicarlo a suo marito.
Ha dato alla luce suo figlio il giorno della fine
dell’Impero
Fu proprio nel giorno in cui la
guerra con l’Impero si concluse con la resa dei suoi avversari che
Leia diede alla luce il suo unico figlio Ben, il
bambino che sarebbe cresciuto e diventato il futuro braccio destro
d del leader supremo Snoke, Kylo Ren.
Ha avuto un ruolo chiave nella battaglia di Jakku
Il pianeta Jakku
gioca un ruolo chiave nel settimo episodio della saga di Star
Wars, Il Risveglio della
Forza, ma come rivelato dall’Universo Espanso, questo
luogo non è soltanto la grande discarica dove ha vissuto
Rey gran parte della sua vita ma anche il teatro
della battaglia che ha visto perire il terrore dell’Impero. È
qui che Leia è stata fondamentale autorizzando alcune delle prime
missioni di ricognizione di Norra e Temmin Wexley per esplorare il
pianeta in cui l’Impero si era nascosto.
Ha lavorato con Han e Chewbacca per liberare Kashyyyk
Chewbacca è
stato il migliore amico, oltre che complice, di Han
Solo ma fu chiaro fin da subito che il Wookiee andava
molto d’accordo con Leia. I tre hanno addirittura collaborato nel
corso degli eventi non mostrati dai film quando lanciarono la loro
campagna per liberare il pianeta natale di Chewie
Kashyyyk dal dominio imperiale.
Ha lavorato con Shara Bey per assistere Naboo durante la Nuova
Repubblica
Per diverse ragioni Leia può essere
considerata un’eroina dell’universo di Star Wars, per
tutto il lavoro svolto dietro le quinte, come quando dopo la
sconfitta dell’Impero nella Battaglia di Endor e
la caduta di Vader e dell’Imperatore, si ritrovò a
Naboo (la casa di Padmé Amidala)
con il tenente Shara Bey per assistere il pianeta durante la Nuova
Repubblica.
Ha sposato Han su Endor
La relazione tra Han
Solo e Leia Organa non è mai stata
tranquilla, talvolta mossa da scelte tempestive; per questo non
stupisce che i due abbiano deciso di sposarsi subito dopo la fine
della battaglia di Endor, come raccontato in Aftermath:
Life Debt di Chuck Wendig, dove la stessa principessa
descrive l’evento: “Eravamo lì, sulla luna di Endor, dopo
tutto. Una piccola cerimonia, con coloro di cui fidavamo, e non
l’abbiamo tenuto privato, ma nemmeno reso pubblico“.
È stata una “consulente” per gli Ewok
Il Il Ritorno dello
Jedi Leia svolge il ruolo di negoziatore e mediatore
tra i ribelli e gli Ewok, dimostrandosi un alleato
per le piccole creature pelose. A quanto pare, il rapporto con gli
Ewok è andato oltre le poche ma adorabili interazioni mostrate nel
film, come rivelato in An Imperial Feast
(parte della serie animata Forces of Destiny).
A diversi mesi dall’uscita di
Avengers: Infinity War si
immagina che i fan sappiano ormai tutto del film, tuttavia
Reddit ci dà ancora piccole informazioni preziose
relative al film e ai suoi protagonisti.
Il sito segnala che, grazie a
Marvel Studios Visual
Dictionary, abbiamo la possibilità di scoprire nuovi
dettagli sull’arma di Gamora e su Nebula stessa. La spada di Gamora
si chiama Godslayer, e nella descrizione apparsa du Reddit,
direttamente dal dizionario visivo Marvel, è “in grado di
uccidere anche un dio, un asgardiano. Quando affronta il mostruoso
succhia-energia Abilisk (all’inizio di Guardiani della Galassia Vol.
2), Gamora usa la Godslayer per tagliare la gola della
bestia gigante“.
Per quanto riguarda invece Nebula,
il dizionario svela che a darle il suo affascinante nome è stato
proprio Thanos, suo padre adottivo: “Dopo aver ucciso una
famiglia di Luphomoidi, Thanos cresce la loro figlia sopravvissuta
come fosse sua, chiamandola Nebula. La addestra come assassina con
un’altra figlia adottiva, Gamora“.
Dalle storie apprese nel corso di
Guardiani
della Galassia Vol. 2, sappiamo che Thanos non ha
esattamente incoraggiato il legame di sorellanza tra le due,
constringendole a battersi, con conseguenze di grande sofferenza
per la più debole, Nebula.
È tornato nelle sale con Animali Fantastici: I
Crimini Di Grindelwald, dopo aver esordito nel 2016
nel film che dava inizio al nuovo franchise sul mondo di J.K.Rowling, ed
è uno dei personaggi più bizzarri dell’universo di Harry Potter: stiamo parlando ovviamente di
Newt Scamander, “esperto” di creature magiche che
gli studenti di Hogwarts hanno imparato a conoscere attraverso i
suoi libri.
Ma cosa sappiamo davvero del
protagonista di Animali Fantastici? Ecco di seguito 10
curiosità:
Suo nipote ha sposato Luna Lovegood
So che è difficile da credere, ma
tutti nell’universo di Harry Potter sembrano collegati.
Non sfugge a questa regola nemmeno Newt Scamander,
che a quanto pare è imparentato con Luna Lovegood:
dopo aver lasciato Hogwarts, la strega sposò infatti Rolf
Scamander, nipote di Newt. I due ebbero due figli, Lorcan
e Lisandro. Che vengano introdotti nel franchise di Animali Fantastici nei prossimi
film?
Ha scritto più di un libro
Newt è diventato celebre per aver
scritto il libro Animali fantastici e dove
trovarli (che sarebbe poi diventato un manuale per gli studenti
della classe di Creature Magiche a Hogwarts), tuttavia non è il
solo lavoro portato a termine dal mago. Sappiamo infatti che
Scamander ha scritto anche un libro per bambini sulle creature
magiche intitolato “A Children’s Anthology Of
Monsters“
Ha studiato creature magiche in più di cento paesi
Prima di pubblicare il libro che lo
rese famoso in tutto il mondo magico, Newt Scamander
iniziò a viaggiare ogni volta che poteva, indagando sulle creature
magiche che trovava sulla sua strada studiando le loro
caratteristiche in oltre un centinaio di paesi dei cinque
continenti. Sappiamo che è stato in Africa, Europa e Nord America
(tutto confermato nel film), ed è probabile che possa ancora
dirigersi in Antartide.
Ha lavorato insieme agli elfi domestici
Dopo aver lavorato a contatto con i
draghi, Newt lavorò per l’ufficio della delocalizzazione degli
elfi domestici
al Ministero della Magia, che poi era una sezione del Dipartimento
per il controllo delle creature magiche; ed è proprio qui che
incontra queste creature, anche se non si rivelarono la specie
migliore con cui passare il tempo. Secondo le informazioni
sull’autore di Animali fantastici e dove
trovarli, Scamander trovava questo impiego
“noiosissimo“!
Ha lavorato con i draghi durante la guerra
Dopo essere stato espulso da
Hogwarts, Newt ha continuato a
lavorare per il Ministero della Magia e dal 1914 si trovava al
fronte orientale insieme ad un gruppo di maghi che volevano usare i
draghi come arma durante la prima guerra mondiale.
In particolare, si volevano sfruttare i draghi ucraini perché
ritenuti i più potenti della loro specie.
È stato espulso da Hogwarts
Come Hagrid, anche Newt
Scamander è stato espulso dalla scuola di magia e
stregoneria di Hogwarts, prendendosi la colpa di un esperimento non
riuscito a opera di Leta Lestrange
che mise in pericolo la vita di un compagno di studi. Scamander
venne quindi allontanato nel 1913, all’età di sedici anni.
Sua madre allevava ippogrifi
L’amore di Newt per
le creature magiche viene dall’infanzia, perché il ragazzo è
cresciuto intorno a bestie fantastiche allevate da sua madre: gli
ippogrifi. Ciò nonostante la donna non approvò mai
la scelta del figlio di dedicare la sua vita allo studio delle
creature. Il suo nome resta ancora sconosciuto.
È un Tassorosso
Probabilmente i “fan” dei
Tassorosso avranno gioito sapendo che il
protagonista di Animali
Fantastici sarebbe stato un membro di questa casa di
Hogwarts, forse la più innocua e trascurata della saga di
J.K.Rowling. Ma già vedendo la sua dedizione al
lavoro, il carattere leale e l’animo gentile di Newt, era difficile
immaginare un’altra destinazione per il personaggio.
È nato nel 1800
Grazie al sito ufficiale di
Pottermore sappiamo che Newt Scamander è nato nel
1897, e ciò significa che durante gli eventi di Animali Fantastici: I
Crimini di Grindelwald il personaggio ha più o meno
trent’anni.
Il suo primo nome non è Newt
Non tutti sanno che Newt non è il
nome di battesimo di Scamander ma un soprannome. La formula
completa riporta invece Newton Artemis Fido
Scamander, chiaramente ispirato alla mitologia greca,
ma è interessante come gran parte del suo nome sembri collegarsi al
suo amore per le creature magiche (Artemide è infatti la dea greca
degli animali selvatici, Fido è un nome comune per un cane Babbano,
e Scamandro suona molto simile a Salamander).
Ha debuttato ieri su il
film
originale Netflix, Qualcuno salvi il
Natale, ed ecco la nostra interviste esclusiva al
protagonista, Kurt Russell.
Il film è una meravigliosa
avventura natalizia, un film originale Netflix prodotto da Chris Columbus (Mamma, ho
perso l’aereo, Harry Potter e la pietra filosofale) e
diretto da Clay Kaytis (Angry Birds – Il film).
Qualcuno salvi il Natale, il film
Qualcuno salvi il
Natale racconta la storia di Kate (Darby Camp) e
Teddy Pierce (Judah Lewis), un fratello e una sorella che,
all’arrivo di Babbo Natale (Kurt Russell) durante la vigilia,
vogliono scattargli una foto. Il loro piano si trasforma però in un
viaggio inaspettato, che molti bambini potrebbero solo sognare.
Dopo aver sorvegliato di nascosto Babbo Natale e averlo visto
arrivare, si nascondono nella sua slitta, causando un incidente che
rischia di rovinare il Natale. Nel corso di una notte avventurosa,
Kate e Teddy lavorano con Babbo Natale – come nessuno l’ha mai
visto prima – e i suoi fedeli elfi per salvare il Natale, prima che
sia troppo tardi.
Il regista Clay Kaytis ha
affermato: «Nessuno meglio di Kurt Russell avrebbe potuto
portare in vita la nostra versione di Babbo Natale, così rude,
carismatico e divertente. Sin dal primo incontro, si è
perfettamente calato in questo ruolo iconico, facendosi addirittura
crescere un’impressionante barba durante le riprese. Lavorare con
Kurt è stato un sogno divenuto realtà, insieme abbiamo creato
quella che penso diventerà la nuova immagine di Babbo Natale per le
prossime generazioni».
Secondo il produttore Chris
Columbus: «Kurt è il Babbo Natale perfetto. Carismatico, con un
senso dell’umorismo pungente quaªªndo necessario. Siamo emozionati
perché il pubblico vedrà la sua incredibile performance sullo
schermo e speriamo che QUALCUNO SALVI IL NATALE diventi un classico
senza tempo».
QUALCUNO SALVI IL NATALE sarà disponibile su
Netflix in tutti i Paesi in cui il servizio è attivo dal 22
novembre 2018.
Toy Story
4 introdurrà una nuova serie di personaggi al fianco
di Woody e Buzz, e di tutti i giochi già noti al pubblico del
franchise. Tra questi si nasconderà anche un nuovo gioco, o un
personaggio, non lo sappiamo ancora con esattezza, che avrà la voce
di un’icona del cinema action e di fantascienza: Keanu Reeves.
A rivelarlo è stato Tim
Allen, che tornerà nel film per prestare la sua voce allo
space ranger Buzz Lightyear. L’attore ha parlato
di questo quarto capitolo durante una sua ospitata da Jimmy
Fallon:
“È così bello. Questi ragazzi
sono dei geni. È così profondo e commovente e ha una trama
meravigliosa. Ma non posso darvi nessuna informazione. Si tratterà
di ogni tipo di giochi. Vi sorprenderanno davvero nel modo in cui
si presenteranno. Ci saranno anche altri personaggi nuovi, Keanu Reeves avrà una parte grandiosa.”
A distanza di più di vent’anni
dalla realizzazione da parte dei Pixar Animation Studios
di Toy
Story – Il Mondo dei Giocattoli, il
primo lungometraggio al mondo animato al computer, i protagonisti
dell’indimenticabile film Disney Pixar ritornano nei primi
contenuti speciali di Toy Story 4, nelle sale italiane dal
27 giugno 2019.
Diretto da Josh Cooley, Toy
Story 4 è prodotto da Jonas Rivera e Mark Nielsen, Toy Story
4 vede Woody e Buzz alle prese con un viaggio in compagnia di
vecchi e nuovi amici e inaspettati ritorni.
Da oltre
vent’anni, Toy Story è indubbiamente una delle
saghe cinematografiche più amate dal pubblico di tutte le
età”, ha commentato l’amministratore delegato di The Walt
Disney Company Italia, Daniel Frigo, “e questo nuovo
capitolo è sicuramente uno dei film più attesi del 2019.
Con Toy Story 4 vogliamo dare un nuovo impulso
alla stagione estiva, per questo abbiamo fissato l’uscita nelle
nostre sale per la seconda metà di giugno. Si tratta di un passo
importante che ci consente di distribuire la nostra offerta
cinematografica nell’arco di tutto l’anno, con l’obiettivo comune
di avere un’unica stagione di 12 mesi.
“Come molti, anche io avevo
pensato che con Toy Story 3 si concludesse la
storia”, afferma il regista Josh Cooley. “E in
effetti si concludeva la storia di Woody con Andy. Ma, come accade
nella vita reale, ogni fine è in realtà un nuovo inizio. La vita di
Woody in una nuova cameretta, con nuovi giocattoli e un nuovo
bambino è qualcosa che non abbiamo mai visto prima. Ci siamo
chiesti come sarebbe stato e da questa domanda ha cominciato a
prendere vita una nuova storia che meritava di essere
esplorata”.
“Il mondo di Toy
Story si basa sull’idea che ogni cosa abbia un proprio
scopo” spiega Cooley. “Lo scopo di un giocattolo
è esserci per il suo bambino. Ma cosa accade con quei giocattoli
che nascono dalla combinazione di altri oggetti? Forky è un
cucchiaio-forchetta usa e getta che Bonnie ha trasformato in un
giocattolo e che di conseguenza ora vive una crisi: desidera
portare a compimento il proprio scopo di posata, ma ora si trova ad
avere anche un nuovo scopo come giocattolo”.
Toy Story 4, la trama
Woody ha sempre saputo quale fosse
il suo posto nel mondo e la sua priorità è sempre stata prendersi
cura del suo bambino, che si trattasse di Andy o di Bonnie. Ma
l’arrivo di un nuovo riluttante giocattolo di nome “Forky” nella
cameretta di Bonnie dà il via a una nuova avventura on the
road insieme a nuovi e vecchi amici, che mostrerà a Woody
quanto può essere grande il mondo per un giocattolo.
In Avengers: Infinity War hanno
fatto il loro debutto cinematografico anche
gli Outrider, i temibili servitori di
Thanos che comparivano nella mini serie MarvelInfinity (uscita
nel 2013), grande ispirazione per il film visto sul grande
schermo.
Si tratta di una particolare razza
di creature umanoidi geneticamente modificate che ha il solo scopo
di obbedire agli ordini del loro creatore fino alla morte; così il
Titano Pazzo li usa per scovare nuovi pianeti abitati da specie
deboli e raderli al suolo, proprio come sperava di fare nel Wakanda
durante la battaglia finale di Infinity War.
Di seguito possiamo dare uno sguardo
ai concept inediti che gli artisti dei Marvel Studios avevano
progettato per il cinecomic dei fratelli Russo. Che ve ne pare?
Vi ricordiamo che il prossimo
capitolo sui Vendicatori, Avengers
4, arriverà al cinema ad Aprile 2019, diretto
da Anthony e Joe Russo concludendo la
Fase 3 del Marvel Cinematic Universe.