Sono passati ormai tre anni
dall’uscita nelle sale di Jurassic World, quarto episodio della celebre
saga resa famosa da Steven Spielberg, ma solo oggi il
regista Colin Trevorrow rivela quanto il film
sarebbe dovuto essere inizialmente diverso da quello arrivato poi
al cinema. Sono stati soprattutto i ruoli dei personaggi principali
a mutare dopo l’arrivo di Trevorrow che ha deciso di modificare la
sceneggiatura iniziale scritta da Rick Jaffa e
Amanda Silver.
“Ho letto solo una volta la
sceneggiatura originale, quindi non ricordo tutti i dettagli”
ha dichiarato Trevorrow “Il protagonista era un personaggio di
nome Vance, che alla fine è diventato Owen nella nostra storia. Il
film si apriva con Vance che salta da un elicottero con un branco
di rapaci durante un’incursione militare. C’era anche un
personaggio che aveva solo una o due scene, il manager del parco il
cui nome mi pare che fosse Whitney. Era un’antagonista vera e
propria che metteva in atto solo la burocrazia. Ricordo di
aver letto queste scene e di aver pensato che Whitney avrebbe
potuto avere un margine di crescita maggiore di qualsiasi altro
personaggio in quel momento. Lei non era affascinata dai
dinosauri, ma li vedeva solo come unpotenziale business.
Prendere un personaggio del genere e riportarla alla meraviglia e
al rispetto per queste creature sembrava un vero e proprio viaggio.
Doveva ritrovare di nuovo l’amore per i dinosauri.”.
La Whitney a cui fa riferimento il
regista è diventata poi la Claire interpretata da Bryce Dallas Howard a cui
effettivamente è stato poi affidato il ruolo chiave per l’intero
svolgimento del film. Dalle parole di Trevorrow pare proprio che
Jurassic World era stato pensato come un progetto
che ruotasse interamente attorno al personaggio interpretato da
Chris Pratt, unico protagonista di un
film action. Per fortuna non è andata così.
L’attrice indiana Soundarya
Sharma si è appena aggiunta al cast di Wonder Woman 1984, nuovo film sull’eroina
diretto da Patty Jenkins ed interpretato da
Gal
Gadot. A rivelarlo è stato il sito
TheHindu.com che ha riportato anche le parole entusiaste della
new entry: “Questa è una di quelle situazioni di ‘sogno che si
avvera’. È esaltante prendere parte ad un film su un personaggio
così grande dove puoi interpretare il ruolo dei tuoi sogni. Ho
sempre sognato di interpretare un personaggio del genere e l’ho
idolatrato.”.
A quale personaggio
Soundarya Sharma faccia riferimento ancora non è
chiaro. Il suo ruolo infatti è momentaneamente top secret, ma
qualche rivelazione si avrà sicuramente in Ottobre, mese in cui
l’attrice è attesa sul set.
Le informazioni che attualmente si
hanno su Wonder Woman 1984 non sono molte: il film sarà
ambientato negli anni ’80 quando Wonder Woman si troverà immersa
nella Guerra Fredda e dovrà vedersela con un nuovo nemico, The
Cheetah. A dare il volto a questa nuova antagonista sarà
Kristen Wiig, mentre Chris
Pine farà il suo ritorno nei panni di Steve Trevor.
Nel cast multietnico del film anche Pedro Pascal, Ravi Patel, Natasha Rothwell
e Soundarya Sharma. Questa sarà anche un’occasione
per Soundarya Sharma di fare il grande
passo nell’industria hollywoodiana, dal momento che il pubblico
statunitense la conosce solo come protagonista della serie
televisiva prodotta in India Ranchi
Diaries.
L’uscita italiana del film
è al momento fissata per il 31 Ottobre 2019.
Da quanto è uscita la notizia
dell’avvio della lavorazione di Once Upon a Time in Hollywood, il
prossimo attesissimo film di Quentin Tarantino, in molti si
sono chiesti chi sarà ad interpretare il celebre criminale
Charles Manson. La risposta sembra arrivare oggi
da
TheWrap che annuncia l’attore australiano Damon
Herriman come volto del mandante del massacro di Cielo
Drive. Visto il resto del cast, forse ci si aspettava un nome un
po’ più di spicco per un personaggio così importante, anche se
Herriman negli USA è piuttosto celebre per il ruolo che ha
ricoperto nella serie TV Justified.
La stessa fonte ha annunciato anche
altre new entry nel già affollato cast. Rumer
Willis, figlia di Bruce Willis e Demi
Moore, interpreterà l’attrice Joanna Pettet, mentre
Dreama Walker sarà l’attrice e
cantante Connie Stevens. Costa Ronin,
Margaret Qualley, Madisen
Beaty e Victoria Pedretti andranno
invece a ricoprire ruoli minori.
Il brutale delitto dove perse la
vita Sharon Tate (interpretata da Margot Robbie) farà solo da sfondo
alla vicenda che invece vedrà protagonisti l’attore televisivo Rick
Dalton (Leonardo DiCaprio) e la
controfigura e stunt-man Cliff Booth (Brad
Pitt). Tra gli interpreti anche: Al
Pacino, Damian Lewis (nei panni dell’attore
Steve McQueen), Dakota Fanning, Nicholas
Hammond, Emile Hirsch, Luke
Perry, Clifton Collins Jr., Keith
Jefferson, Burt Reynolds,
Timothy Olyphant, Tim
Roth, Kurt Russell e Michael
Madsen.
Once Upon a Time in Hollywood arriverà nelle sale il 26 Luglio
2019, mentre attualmente non ci sono ancora informazioni
sulla release italiana. In molti sperano in un’uscita in
contemporanea e che il Bel Paese non si faccia spaventare dalla
data estiva.
Oggi inizia la 75.esima edizione
della Mostra d’Arte cinematografica di Venezia,
film d’apertura è l’atteso First Man
di Damien Chazelle, regista dell’acclamato
La La Land. Nel cast protagonisti Ryan Gosling, Jason
Clarke, Claire Foy, Kyle Chandler, Corey Stoll, Ciaran Hinds,
Christopher Abbott, Patrick Fugit e Lukas Haas.
First
Mannarra l’avvincente storia della missione
della NASA per portare un uomo sulla Luna. Il film si concentra
sulla figura di Neil Armstrong e gli anni tra il 1961 e il 1969.
Resoconto viscerale e in prima persona, basato sul libro di James
R. Hansen, il film esplora i sacrifici e il costo, per Armstrong e
per l’intera nazione, di una delle missioni più pericolose della
storia.
Il regista ha così commentato il film First
Man
Prima di iniziare a lavorare
a First Man, conoscevo la storia della missione sulla
Luna, la storia di successo di una conquista leggendaria… ma nulla
di più. Dopo avere iniziato a esplorare il tema in profondità, sono
rimasto sbalordito di fronte alla follia e al pericolo
dell’impresa: il numero di volte in cui è stata sull’orlo del
fallimento così come il pesante tributo costato a tutte le persone
coinvolte. Volevo capire cosa potesse avere spinto quegli uomini a
intraprendere un viaggio nella vastità infinita dello spazio, e
quale sia stata l’esperienza vissuta, momento dopo momento, passo
dopo passo. E per poter capire dovevo necessariamente addentrarmi
nella vita privata di Neil. Questa è una storia che doveva essere
articolata tra la Luna e il lavello della cucina, tra l’immensità
dello spazio e il tessuto della vita quotidiana. Ho deciso di
girare il film come un reportage, e di catturare sia la missione
nello spazio che i momenti più intimi e privati della famiglia
Armstrong come un testimone invisibile. Speravo che questo
approccio potesse mettere in luce il tormento, la gioia, i momenti
di vita vissuta e perduta in nome di uno dei traguardi più celebri
della storia: lo sbarco sulla Luna.
Dalla serata di ieri sera sta
circolando un clamoroso rumors per chiunque aspetti l’arrivo di
Star
Wars: Episodio IX al cinema. Secondo infatti
Variety, l’attore Matt
Smith si sarebbe aggiunto in queste ore al cast del
film di JJ Abrams. La testata statunitense non ha
rivelato nulla di più sul ruolo che l’attore andrebbe a ricoprire,
definito però come un “ruolo chiave”. Attualmente non ci sono
conferme né da parte della produzione, né dall’interprete stesso.
Si attendono dunque avvistamenti della star di The
Crown sul set che in questo momento è allestito
proprio nel Regno Unito, patria di Smith.
Se la notizia venisse accertata, il
cast di quest’ultimo episodio della celebre saga diventerebbe
ancora più stellare. Solo al momento sono stati infatti già
confermati Daisy Ridley, Adam Driver, John
Boyega, Oscar Isaac, Domhnall
Gleeson, Kelly Marie Tran, Joonas
Suotamo, Billie Lourd (che ha preso in
mano l’eredità dalla madre Carrie Fisher), Lupita Nyong’o, ed ovviamente le
vecchie glorie Mark Hamill, Anthony
Daniels, Billy Dee Williams,
Carrie Fisher (con l’ausilio di materiali
d’archivio). New entry invece già confermate: Naomi
Ackie, Keri Russell e Richard E.
Grant.
Star Wars: Episodio IX
arriverà al cinema nel Dicembre 2019.
Il prossimo appuntamento con la
saga è a dicembre con l’Episodio VIII. Il
filmsarà diretto da Rian
Johnson e arriverà al cinema il 15 dicembre 2017. Il film
racconterà le vicende immediatamente successive a Il
Risveglio della Forza.
Con l’avvio delle riprese di
Star
Wars: Episodio IX iniziate circa un mese fa, si
cominciano ad avere i primi aggiornamenti sul cast. L’ultimo ad
essersi aggiunto alla lunga schiera di nomi è stato l’attore
Greg Grunberg che i fan ricorderanno come
l’interprete di Snap Wexley in Star Wars: Il risveglio della forza. La sua
assenza nell’episodio successivo, Star Wars: Gli ultimi Jedi, aveva insospettito
gli appassionati e già cominciavano a circolare rumors sul totale
abbandono del suo personaggio da parte franchise. L’annuncio del
suo ritorno era però prevedibile da un’intervista rilasciata
dall’attore qualche settimana fa:
“Sarà meglio che mi facciano
tornare, altrimenti mia moglie mi ucciderà per avermi fatto
crescere la barba!” aveva scherzato sulle pagine di Yahoo!
News, aggiungendo poi di non poter rivelare altro sulla sua
partecipazione. Era comunque prevedibile un suo reinserimento nella
saga: il regista JJ Abrams è infatti solito
circondarsi di attori di fiducia sul set, e non si può certo dire
che negli ultimi anni siano mancate le collaborazioni con Grunberg.
Da LOST a Alias, a
Mission Impossible III, i due hanno sempre
rinnovato la collaborazione, anche se all’attore non è mai stato
affidato un ruolo in primo piano. Vedremo quanto minutaggio gli
avrà riservato il regista questa volta.
Star Wars: Episodio IX
arriverà nei cinema nel Dicembre 2019.
Prenderà il via domani, giovedì 30
agosto alle 14 in Sala Perla (Palazzo del Casinò) la 33.
Settimana Internazionale della Critica con il
lungometraggio d’apertura Tumbbad, evento
speciale fuori concorso, diretto dai registi indiani Rahi Anil
Barve e Adesh Prasad accompagnati dal protagonista e produttore
Sohum Shah, che dopo la proiezione saranno coinvolti in un incontro
con il pubblico e la stampa. Questo “fantasy visionario” come lo ha
definito il delegato generale della SIC, Giona A. Nazzaro, è “una
parabola sulla cupidigia, che viaggia alla velocità di un racconto
di Emilio Salgari filmato da Spielberg. Ricco di invenzioni visive,
effetti speciali e sangue, che gioca e dialoga con straordinaria
inventiva fra modernità e tradizione, offrendosi come
un’attendibile riflessione politica sui complessi rapporti fra il
continente indiano, il mondo occidentale e le contraddizioni
post-coloniali”. Ambientato in India nel XIX secolo,
Tumbbad racconta del giovane Vinayak, ossessionato dal
mitico tesoro dei suoi antenati protetto da una divinità
malvagia.
La proiezione Tumbbad sarà
preceduta dal cortometraggio Nessuno è
innocente, evento speciale di apertura della terza
edizione di SIC@SIC (Short Italian Cinema @ Settimana
Internazionale della Critica). Al fianco
dell’interprete Salvatore Esposito, il regista Toni D’Angelo
(L’innocenza di Clara, Filmstudio Mon Amour,
Falchi) presenterà la sua ultima opera in cui ha voluto
mostrare un volto sconosciuto di Scampia, allontanandosi dai luoghi
comuni e dalle notizie di cronaca nera che la descrivono come
inferno dantesco.
La Settimana Internazionale
della Critica (SIC) è una sezione autonoma e parallela
organizzata dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici
Italiani (SNCCI) nell’ambito della 75. Mostra
Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di
Venezia (29 agosto – 8 settembre 2018) e composta da una selezione
di setteopere prime in
concorso e dueeventi
speciali, tutti presentati in anteprima
mondiale. SIC@SIC (Short Italian Cinema @ Settimana
Internazionale della Critica) propone una selezione competitiva di
sette cortometraggi di autori italiani non ancora approdati al
lungometraggio, e tre eventi speciali fuori concorso, tutti
presentati in prima mondiale; nasce dalla sinergia fra
il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici
Italiani (SNCCI) e Istituto
Luce-Cinecittà, ed è una delle iniziative per il supporto
allo sviluppo del nuovo cinema italiano e per la promozione dei
giovani autori. La selezione dei lungometraggi e dei cortometraggi
presentati alla Settimana Internazionale della Critica è curata
dal Delegato Generale della
SIC Giona A. Nazzaro con i membri della
commissione di selezione Luigi Abiusi, Alberto Anile,
Beatrice Fiorentino e Massimo Tria.
I sette lungometraggi in concorso
alla 33. Settimana Internazionale della Critica
concorrono al Premio del pubblico Sun Film Group
consistente in un riconoscimento di € 5.000. Inoltre, i film della
sezione concorrono all’assegnazione del Premio Circolo del
Cinema di Verona, assegnato da una giuria composta dai
soci del Circolo di Verona Emilia Cantieri, Francesco Corezzola,
Francesco Lughezzani, Luca Mantovani e Bianca Meneghini e destinato
al film più innovativo della sezione, e del Premio Mario
Serandrei – Hotel Saturnia per il Miglior Contributo
Tecnico, sponsorizzato dall’Hotel Saturnia di Venezia e assegnato
da una commissione di esperti composta da Adriano De Grandis,
Roberto Manassero e Daniela Persico. I film della SIC, come tutte
le opere prime di lungometraggio presentate nelle diverse sezioni
competitive della Mostra (Selezione Ufficiale e Sezioni Autonome e
Parallele), concorrono all’assegnazione del Leone del
Futuro – Premio Venezia Opera Prima “Luigi De
Laurentiis”.
I sette cortometraggi in concorso
di SIC@SIC concorrono all’assegnazione del
Premio al Miglior Cortometraggio offerto da Frame
by Frame, Premio alla Migliore Regia offerto da
Stadion Video, e Premio al Miglior Contributo
Tecnico offerto da Fondazione Fare Cinema. I riconoscimenti verranno
assegnati da una giuria composta dai membri della Woche der Kritik
(Settimana della Critica di Berlino): Frédéric Jaeger, Dennis
Vetter e Jendrik Walendy, guidati da Michael Hack.
01 Distribution ha
diffuso il trailer ufficiale di Capro
Revolution, il nuovo film di Mario Martone che sarà
presentato a Venezia 75.
https://youtu.be/bXtER5DSd7c
Capro Revolution, la trama
Siamo nel 1914, l’Italia sta per
entrare in guerra. Una comune di giovani nordeuropei ha trovato
sull’isola di Capri il luogo ideale per la propria ricerca nella
vita e nell’arte. Ma l’isola ha una sua propria e forte identità,
che si incarna in una ragazza, una capraia il cui nome è Lucia
(Marianna Fontana). Il film narra l’incontro tra Lucia, la comune
guidata da Seybu (Reinout Scholten van Aschat) e il giovane medico
del paese (Antonio Folletto).
E narra di un’isola unica al mondo,
la montagna dolomitica precipitata nelle acque del Mediterraneo che
all’inizio del Novecento ha attratto come un magnete chiunque
sentisse la spinta dell’utopia e coltivasse ideali di libertà, come
i russi che, esuli a Capri, si preparavano alla rivoluzione.
Il classico del cinema
muto Il Golem – Come venne al
mondo (Der Golem – Wie er in die Welt
kam, 1920, 76’), scritto e diretto da Paul
Wegener, è il film scelto per la serata
di Pre-apertura di martedì28
agosto della 75. Mostra Internazionale
d’Arte
Cinematografica dellaBiennale
di Venezia, che si terrà nella Sala
Darsena(Palazzo del Cinema) al Lido.
Il
Golem sarà proiettato in una nuova
copiadigitale tratta dal
negativo originaleritenuto perduto, con
unrestauro in 4K a cura
della Friedrich-Wilhelm-Murnau-Stiftung di
Wiesbaden (Germania) e della Cinémathèque Royale de
Belgique (Cinematek) di Bruxelles, presentato
in prima mondiale. Il restauro digitale è
stato eseguito dall’Immagine Ritrovata di
Bologna.
La proiezione
de Il Golem sarà sonorizzata
con la musica originale del
maestro Admir Shkurtaj commissionata dalla Biennale di
Venezia, eseguita dal vivo dal Mesimèr
Ensemble così composto: Hersjana
Matmuja (soprano), Giorgio
Distante (tromba in sib, tromba
midi), Pino Basile (cupafon – set di
tamburi a frizione, percussioni, ocarina), Vanessa
Sotgiù (sintetizzatore,
pianoforte), Iacopo
Conoci(violoncello), Admir
Shkurtaj (direzione, elettronica, fisarmonica,
pianoforte).
La 75. Mostra del
Cinema di Venezia si terrà al Lido dal 29 agosto
all’8 settembre 2018 diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla
Biennale presieduta da Paolo Baratta.
Il film Disney Ritorno
al Bosco dei 100 Acri porterà dal 30 agosto nelle
sale italiane il fascino senza tempo delle storie e dei personaggi
di A.A. Milne, in un’emozionante avventura in cui il pubblico vedrà
per la prima volta sul grande schermo Winnie the Pooh, Tigro,
Pimpi, Ih-Oh, Kanga, Ro, Tappo e Uffa in versione live
action.
Christopher Robin, il bambino che
ha vissuto tante avventure con i suoi amici, i vivaci
e adorabili animali di pezza del Bosco dei Cento Acri,
ora è cresciuto e vive a Londra, nella metà del ‘900,
alle prese con i problemi dell’età adulta. Lavora come
Responsabile del settore efficientamento presso la Valigeria
Winslow, cercando di trovare un equilibrio fra i lunghi
orari lavorativi e gli impegni familiari. Ha quasi del tutto
dimenticato lo stupore e la fantasia che hanno caratterizzato la
sua infanzia. Ma prima o poi il passato ritorna.
Dopo aver cancellato un impegno con
sua moglie Evelyn e sua figlia Madeline durante il weekend a
causa del lavoro, Christopher Robin ritrova inaspettatamente Winnie
the Pooh e i suoi vecchi amici del Bosco dei Cento Acri e insieme a
loro ricorda i bei tempi, quando non fare nulla insieme al proprio
migliore amico era considerata la cosa più bella. Quando
torna a Londra per occuparsi dei problemi finanziari della società
per cui lavora, Christopher si rende conto di aver perso alcuni
importanti documenti che erano nella sua valigetta: a quel punto i
suoi vecchi amici decidono che è arrivato il momento di
aiutarlo.
La sceneggiatura del film è di
Alex Ross Perry, del premio Oscar Tom
McCarthy e dell’autrice candidata all’Oscar
Allison Schroeder ed è basata su una storia
scritta da Greg Brooker e Mark Steven Johnson, a
sua volta basata sui personaggi creati da A.A. Milne e E.H.
Shepard. I produttori sono Brigham Taylor, p.g.a., e
Kristin Burr, p.g.a., mentre Renée Wolfe e Jeremy Johns
sono i produttori esecutivi.
Il film vede l’attore vincitore del
Golden Globe e candidato all’Emmy Ewan McGregor nei panni di Christopher Robin;
l’attrice candidata al Golden Globe Hayley Atwell
nel ruolo di sua moglie Evelyn; Bronte Carmichael
nella parte della figlia Madeline; mentre l’attore, candidato
all’Emmy, Mark Gatiss è Giles Winslow, il capo di
Robin.
Quando si pensa a Frankenstein (o
lo si legge) non ci si rende mai pienamente conto di quanto questo
romanzo sia capace di far sgorgare sentimenti, riflessioni, l’anima
intera dell’autrice. Soprattutto, non viene quasi mai dato il
giusto peso all’autrice, sempre poco soppesata e data per scontata
in un mondo, a noi contemporaneo, nel quale l’esistenza di
scrittrici donna (usare il rafforzativo non fa male) viene data per
scontata. E va a finire che su Mary
Wollstonecraft-Godwin (conosciuta come Shelley) non ci si
soffermi più di tanto. Il lavoro che fa Mary
Shelley è dare vita all’autrice del primo romanzo
fantascientifico, tra percorso di crescita e la ricerca di una
propria voce autoriale.
Haifaa Al Mansour,
prima regista donna dell’Arabia Saudita (paese nel quale è stato
riaperto il primo cinema lo scorso aprile, dopo ben 35 anni) ha
plasmato a figura di questa giovane donna pro-femminismo,
anticonvenzionale, che vive nel ricordo della madre eterodossa e
combattiva, morta qualche giorno dopo la nascita della figlia.
Ciò che viene raccontato è il genio
di una ragazza che, a dispetto dei suoi diciotto anni, seppe
indagare a fondo dell’animo umano, narrando sensazioni vissute in
prima persona per poi raccontarle al mondo attraverso la voce non
del mostro, ma di una creatura alla quale è stata data la vita per
poi essere abbandonata. Raccontare il dolore dettato
dall’abbandono, dalle incomprensioni e soprattutto dai
pregiudizi.
Presentato al
Festival di Toronto e allo scorso Torino Film
Festival, in uscita nei nostri cinema il 29 di
agosto, Mary Shelley gode di un fascino indiscutibile ma
raccontato secondo modalità convenzionali. Se la prima parte
del film mostra il percorso di crescita di Mary e le sue relazioni
personali, con tutti gli aspetti positivi e negativi del caso, e
del suo legame con Percy Shelley (Douglas Booth), quasi
sprofondando in un teen drama vero e proprio, è la seconda parte
che riesce a rendere veramente l’idea di cosa ci sia dietro la
realizzazione di Frankestein, o il moderno Prometeo.
Il genio, l’anticonformismo, la
lungimiranza e l’universalità. Ma anche e soprattutto la fermezza
nel contrastare il bigottismo, lo smarrimento, i
preconcetti. Un film che si perde nel didascalismo e che non
si assume nessun coraggio indagatorio oltre i confini della
convezione narratologica, senza arrischiare di indagare più a fondo
il preciso contesto scientifico come il galvanismo, i pensieri e le
contraddizioni interiori di una giovane donna, che sono quelli
anche di un giovane, suo malgrado, mostro.
Mary Shelley
diventa un ulteriore prova di esame per Elle Fanning che si mette nei panni di una
ragazza divenuta donna, cercando di fare propria la grinta e la
battaglia contro i demoni che le gravitano attorno e che la
possiedono, lottando contro il conservatorismo senza, però,
riuscire a dare la giusta empatia.
Arriva al cinema il 29 agosto
Resta con me, il film con Shailene
Woodleye
Sam Claflin, diretto da Baltasar Kormákur.
In Resta con me
Tami è in viaggio da più di cinque anni e non ha intenzione di
fermarsi. Sale su ogni barca che la porti in un posto diverso. Un
giorno, a Tahiti incontra Richard e tra i due scocca l’amore. Dopo
alcuni giorni idilliaci, i due ricevono un’offerta che garantirebbe
loro di viaggiare per oltre un anno: trasportare lo yacht di un
ricco imprenditore da Tahiti a San Diego. Nel mezzo della loro
traversata, e della loro vita insieme, ci si metterà il terribile
uragano Raymond che nel 1983 colpì alcune isole del Pacifico.
Resta con me, il film
L’ultima opera del regista
islandese di successo internazionale è stato
Everest, un film che narrava la sfortunata
escursione sulla vetta dell’Himalaya di un gruppo più o meno
esperto di escursionisti. Nel cast, pezzi da novanta del nostro
cuore: Jake Gyllenhall,
Sam Worthington,
Jason Clarke,
Josh Brolin tra i più notevoli. Tutti morti o quasi.
Un film che esponeva la forza, immobile, muta e perciò
spietata della natura, della montagna, che in effetti sta lì e
altro non può fare.
Con Resta con me,
Kormàkur dà un’altra bella mazzata agli spiriti liberi, spostando
tutto al mare. Tratto da una storia vera, la protagonista Tami
Oldham è infatti sopravvissuta per raccontare questa
allucinante odissea alla deriva (come nel titolo originale,
Adrift) nel nulla dell’Oceano Pacifico. Sebbene
l’atmosfera sia prevalentemente cupa e grigia, come spesso accade
nei film di gente dispersa in mare, nel tessuto di questo
film si nasconde una vena ottimista: partendo dall’assunto che la
protagonista ce l’ha fatta, ogni scena di catastrofe marina,
ribaltamento di nave, inabissamento oceanico, è colta con emozione,
meraviglia e un po’ di terrore, ma almeno con meno preoccupazione.
Ci si lascia quindi trascinare dalla magia degli effetti visivi, e
dal lavoro fatto sul suono nel ricreare un terribile oceano in
tempesta.
Shailene Woodley porta su di sé l’intero film: incarna
perfettamente lo spirito hippy che doveva avere Tami in gioventù,
ed è assolutamente credibile come skipper, almeno per chi di barche
non sa assolutamente nulla. E’ forse il primo ruolo che la stacca
dal solito suo pubblico young-adult, conquistato grazie a
Tutta colpa delle stelle e della
trilogia
Divergent. La storia d’amore con Sam Claflin, sotto utilizzato ma essenziale
per il film è forse troppo perfetta, ma si bilancia bene, con i
colori in cui è girata, con la devastazione del racconto nella
tempesta. Il film esce in sala il prossimo 29 agosto, e tra i
produttori, come spesso si vede ultimamente si vede il nome di una
produzione cinese, la HBrothers, segno di come l’industria
hollywoodiana punti sempre di più al mercato asiatico.
Astenersi deboli di cuore: i creativi
Fabio & Fabio tornano al cinema con un film ad
alto tasso adrenalinico! Per la regia di Jacopo
Rondinelli e scritto da Fabio Guaglione,
Fabio Resinaro e Marco Sani, il 6
settembre arriva nelle sale di tutta Italia
“Ride”, primo film girato interamente con Action
Cam, tra il genere thriller, azione ma anche con qualche spunto
horror.
Siamo davanti al futuro del cinema? Senza
dubbio la domanda sorge spontanea: in un mondo dove le fotocamere
degli smartphone filtrano la nostra vita da condividere momento per
momento, in diretta, in ogni angolo della terra, un film girato
solamente con GoPro e droni ci sembra allo stesso tempo normale ma
anche estremamente innovativo. Questo tipo di linguaggio visivo è
all’ordine del giorno parlando di filmati sportivi, ma la trama di
Ride ci porta oltre il mero documentare l’azione in sé, rendendoci
sia spettatori incuriositi che protagonisti della storia
stessa.
Entriamo quindi di prepotenza nelle vite di
Kyle (Ludovic Hughes) e Max (Lorenzo
Richelmy), due riders acrobatici “adrenaline junkie”,
che amano condividere le loro peripezie su Internet in attesa di
una sperata sponsorizzazione della Red Bull o di qualche altro
brand che gli permetterà di rimandare ancora per un po’ le
responsabilità da “adulti”. Un giorno, un misterioso messaggio
firmato Black Babylon, una società fantasma di cui non c’è traccia
da nessuna parte, li invita a partecipare ad una gara segreta di
downhill. Tra dubbi e incertezza c’è una cosa che li convince e che
potrebbe risolvere i loro problemi: il premio in palio di 250,000$
al riders che arriverà per primo. Le regole (ferree) sono state
stabilite, il percorso controllato a distanza da tantissime
fotocamere sparse tra le montagne e i riders pronti a lanciarsi
nella sfida. Ma Kyle e Max capiranno quasi subito una cosa: non
corrono solo per un montepremi, ma corrono per la loro
vita.
Un
cuore che pulsa in sottofondo, prima lento poi veloce quasi
tachicardico, un incessante martello che scandisce la corsa contro
il tempo, un continuo flash di immagini montate alla perfezione,
una musica nelle orecchie che da la carica: il ritmo in Ride è
tutto. E non potrebbe essere altrimenti o il film perderebbe gran
parte del suo fascino: invece incolla lo spettatore allo schermo,
coinvolgendo così tanto nella gara, da farti soffrire, dubitare,
stancare nelle discese a perdifiato e cercare di capire i tanti
misteri, insieme ai suoi due protagonisti. Se non è il vostro
genere, questo vi genererà uno stato di ansia per tutto il film,
altrimenti vi donerà un senso di euforia facendovi sentire al
centro di un video gioco pazzesco pieno di livelli da superare. È
infatti impossibile non pensare a molti video giochi
dell’immaginario anni ’80, citati qui e lì visivamente per tutto il
film, ma anche al recente Ready Player One di Spielberg, nonostante
sia tutt’altro genere di film.
Un progetto ambizioso
quello di Ride, nato dalla creatività di Guaglione
e Resinaro, che dopo “Mine” con Armie Hammer, film che ha segnato il loro
successo e che li ha anche fatti entrare di diritto nella lista di
creatori italiani che fanno “film poco italiani”, tentano il bis
cambiando però direzione. Se il tema della sopravvivenza ricorda
sempre quello del soldato Hammer in “Mine”, Ride prende spunto più
dal loro primo progetto di autori e supervisori artistici
“True Love”, un thriller psicologico dove, invece
che l’amicizia tra i due riders, veniva messa alla prova la fiducia
in una coppia. Per Ride, non solo ne firmano la sceneggiatura, ma
anche la produzione, la direzione creativa e in parte il montaggio,
che è a cura di Fabio Guaglione e Filippo
Mauro Boni. Un lavoro da ammirare, davvero lungo,
minuzioso e decisamente importante, a giudicare dalla quantità di
angolazioni e fotocamere azionate per ogni singolo ciak: circa 20
fotocamere da far partire tutte insieme, posizionate su gli attori
stessi, ma anche nascoste tra i bellissimi boschi del
Trentino.
Jacopo Rondinelli, già regista
di spot, documentari e videoclip musicali, era senza dubbio la
persona giusta da mettere alla direzione di Ride (suo primo
lungometraggio), perché è innegabile non notare la sinergia
artistica che si è andata a creare con Fabio & Fabio. Anche per
quanto riguarda i protagonisti, si può parlare di persone giuste,
nel posto giusto: Ludovic Hughes e Lorenzo Richelmy, sono i Kyle e Max perfetti.
Richelmy in particolare, destinato al successo fuori dai confini
dell’Italia dopo il suo Marco Polo di Netflix, riesce a dare al Max la giusta “poker face”,
quel pizzico di follia, ma anche serietà che il ruolo richiede,
oltre che alla prestanza fisica e l’ottimo inglese (la pellicola è
stata infatti girata in lingua inglese ma uscirà nelle nostre sale
doppiata in italiano).
Qualche difetto il film ce l’ha, ad esempio sul
lungo finale poco chiaro e qualche scelta narrativa forse un po’
banale rispetto al contesto così nuovo, e bisognerà vedere come il
film verrà accolto dal pubblico ma è ammirevole tutto il progetto
che è stato costruito intorno alla pellicola da Fabio &
Fabio insieme alla Lucky Red, dal fumetto
al libro, per arrivare domani chissà, oltre che ad un sequel, anche
ad un videogioco e magari un gelato!
Dalla prima all’ultima scena siamo
effettivamente in gioco con Kyle e Max e questo rende
Ride non solo un prodotto decisamente nuovo
ma conferma anche che il cinema italiano è vivo e l’adrenalina
scorre nelle sue vene.
Da tempo non si vedeva
un risultato così alto per il primo film in classifica.
Nel fine settimana appena
trascorso, Hotel Transylvania 3 – Una vacanza
mostruosa ha trionfato al box office italiano con un
esordio da 4 milioni di euro registrato in 660 sale a disposizione,
per una strepitosa media per sala di seimila euro.
Così Ant-Man
and the Wasp scende in seconda posizione
incassando altri 809.000 euro con cui arriva a quota 3,7 milioni
dopo due settimane di programmazione.
Come ti divento bella debutta al
terzo posto con 666.000 euro di incasso in 316 copie e registra la
seconda media per sala più alta della classifica, pari a 2100
euro.
Shark – Il primo squalo scende in
quarta posizione con altri 552.000 euro con cui giunge a 4,3
milioni totali.
Seguono tre new entry, a partire da
Escape Plan – Ritorno all’inferno, che esordisce con 247.000
euro, mentre La Settima Musa e
Fire Squad – Incubo di fuoco aprono
rispettivamente con 230.000 euro e 179.000 euro.
Ocean’s 8 precipita all’ottavo
posto con altri 163.000 euro con cui totalizza 3,1 milioni.
Calo anche
per Darkest Minds, arrivato a
411.000 euro complessivi con altri 63.000 euro.
Chiude la
top10 Crazy & Rich, che con altri
40.000 euro giunge a 230.000 euro globali.
A pochi mesi dall’uscita nelle sale
cinematografiche Sky Cinema presenta Frank
Matano in Tonno Spiaggiato, il film
prodotto da Wildside e Newco
Management con Vision Distribution,
diretto da Matteo Martinez (all’esordio nel
suo primo lungometraggio), in prima visione mercoledì 29 agosto alle 21.15 su
Sky Cinema Uno e disponibile anche su Sky
On Demand.
Lasciato dalla sua fidanzata,
Francesco (Frank Matano, Ma che bella
sorpresa, Sono Tornato) fa di tutto per
riconquistarla. Dopo numerosi e maldestri tentativi, tutti
miseramente falliti, finalmente al funerale della nonna di lei,
Francesco riesce a recuperare un contatto con la sua ex. Nella
mente del ragazzo prende così forma un insano quanto geniale
progetto: uccidere un membro della famiglia di Francesca
(Marika Costabile, al suo debutto sul grande
schermo). La scelta cade sulla vulcanica e bizzarra zia Nanna
(Lucia Guzzardi, Mangia Prega Ama,
Niente di serio). Nei panni di un improbabile Padre Gesù,
Francesco entrerà nella casa e nel cuore dell’irresistibile
vecchietta, finendo per mettere in dubbio il suo rocambolesco
intento criminale.
TONNO SPIAGGIATO è una “black
comedy” che aspira goffamente ad essere una tragedia – come lo ha
definito il regista Martinez. «E’ un film che contiene tutta la
nostra passione per le sitcom animate, per l’umorismo nero, per le
situazioni surreali e grottesche» ha raccontato il regista
«c’è un po’ di autobiografia dentro e c’è tutta la nostra
allergia al ‘politicamente corretto’, al didascalismo opprimente e
alle ostentazioni di bontà e di poetica»
Arricchiscono il cast anche
Niccolò Senni (Io, loro e Lara, Mamma o
papà?) nel ruolo di Niccolò e Francesco
Arienzo.
A 48 ore dall’inizio di
Venezia 75, chi parteciperà all’evento, ma anche
chi lo seguirà da casa, deve avere già le idee chiare su chi e cosa
aspettare di vedere al Lido. E non parliamo di star, perché quelle
ce ne saranno in abbondanza, a partire da Lady
Gaga, fino all’ultimo confermato Oscar Isaac. Quella che vi proponiamo di
seguito è una mini guida dei titoli più attesi che compaiono nella
selezione ufficiale e che occuperanno le sale della Mostra per i
prossimi 10 giorni.
A Star is Born/Il primo uomo
I primi titoli che vi proponiamo,
accoppiati per via de loro sapore hollywoodiano, sono l’esordio
alla regia di Bradley Cooper e il ritorno al Lido di Damien
Chazelle. I due titoli sono l’esempio di ciò che ha rappresentato
la Mostra nel panorama cinematografico mondiale: titoli che
ambiscono alla stagione dei premi e che in Venezia trovano il
trampolino di lancio per una stagione cinematografica gloriosa, che
mette d’accordo pubblico, critica e premi di cinema.
Il primo titolo vedrà Lady Gaga
erede di Janet Gaynor, Judy Garland e Barbra Streisand. Il film,
che doveva vedere nei panni della protagonista e del regista,
rispettivamente, Beyoncé e Clint Eastwood, segna l’esordio dietro
la macchina da presa di Cooper, che si rivela anche ottimo
cantante, stando a quanto ha dichiarato Barbera in conferenza
stampa. Chissà se basterà per arrivare agli Oscar.
Chazelle invece torna al cinema dopo
La la
Land, e mai ritorno fu così impegnativo, dopo il travolgente
successo del musical con Emma
Stone e Ryan Gosling. E proprio l’attore canadese che
torna a fare squadra con Chazelle e ad interpretare Neil Armstrong.
Il racconto di un’impresa che sicuramente non avrà un punto di
vista banale. Siamo nelle tue mani, Damien!
Suspiria
Accompagnato da violente critiche,
il Suspiria di Luca Guadagnino è senza dubbio uno dei titoli più
attesi presenti al Lido. Si tratta del remake di un cult di genere,
tutto italiano, l’originale di Dario Argento; segna il ritorno alla
regia di Guadagnino dopo il trionfo di Chiamami col tuo nome;
propone un genere di solito estraneo ai festival e lo fa con una
sicurezza di sé invidiabile. I primi commenti da chi lo ha visto
sono positivi, e sebbene Dakota Johnson non goda troppo
dell’affetto dei cinefili, la presenza di Tilda Swinton e l’approccio estetico di
Guadagnino sembrano catturare bene l’attenzione.
Sulla mia pelle
Il cinema è arte, spettacolo ma
spesso anche impegno. Sempre più raramente la settima arte si fa
seriamente carico di questo compito ma quando lo fa, come nel caso
del film con Alessandro Borghi, è bene stare lì a
guardare. Il film, per Netflix, racconta le ultime ore di Stefano Cucchi, un
caso italiano che ancora fa discutere. Borghi si è dato anima e
soprattutto corpo al personaggio, e con lui Jasmine Trinca, che interpreta Ilaria Cucchi,
protagonista della vicenda dopo la tragedia. Dopo nove anni che il
caso continua a far parlare di sé, la Mostra di Venezia accoglie il
film per mostrarlo al mondo.
The Nightingale
Un horror in concorso a Venezia,
diretto da una delle poche donne registe selezionate da Barbera,
l’unica in concorso, quella stessa Jennifer Kent di Babadook che ha
scosso la comunità cinematografica mondiale con la sua opera prima.
Merita tutta la nostra attenzione con la sua opera seconda in
concorso al Lido.
The Ballad of Buster Scruggs
Da serie tv antologica a film a
episodi: i Coen tornano al cinema e scelgono Venezia e il Concorso
per presentarsi alla stampa, agli spettatori e ai fan che li
venerano in tutto il mondo. The Ballad of Buster Scruggs è formato
da sei segmenti a tema western, con un cast decisamente
interessante: Tim Blake Nelson, James Franco, Liam
Neeson, Tom Waits, Zoe Kazan e Brendan Gleeson.
The Tree of Life (Extended
Cut)
Dopo il trionfo a Cannes 2011, il
film di Terrence Malick verrà presentato in una inedita cut che
celebra il suo ingresso nella Criterion Collection. Si tratta dello
stesso film vincitore della Palma d’Oro, con ben 50 minuti in
più.L’ultima volta che abbiamo visto Malick a Venezia è stato
per Voyage of Time: Life’s Journey, film che produttivamente è
legato a The Tree of Life ma che ha riscosso un’accoglienza
decisamente differente.
The Other Side Of The Wind
Si tratta del titolo più misterioso
della Mostra: il film perduto di Orson Welles, finalmente terminato
e presentato al pubblico. Con il supporto economico di Netflix, il
film è stato completato e data la passione del genio per Venezia,
siamo sicuri che gli sarebbe piaciuto vedere il suo film proiettato
al Lido, invece che a Cannes, dove poteva essere. Sperando che lo
gradiscano anche gli spettatori.
Il ragazzo più felice del
mondo
Dopo L’Ultimo Terrestre, Gipi torna
con un film piccolo e molto amato, una creatura che non vediamo
l’ora di vedere perché è testimonianza della vitalità dello spirito
artistico, malinconico e creativo di un genio come Gian
Alfonso Pacinotti. Nella sezione Sconfini (ex Cinema in Giardino),
il fumettista italiano torna sullo schermo, a esempio di quanto il
mondo del fumetto italiano stia sempre di più avventurandosi nei
territori della settima arte. Infatti proprio a Venezia sarà
presente anche La profezia dell’Armadillo, tratto dall’omonimo
lavoro di un altro famoso fumettista italiano, Zerocalcare.
La favorita
Il Sacrificio del Cervo Sacro,
presentato a Cannes 2017 ma uscito in Italia solo da poche
settimane, è ancora fresco nella mentre degli spettatori, e così un
altro film di Yorgos Lanthimos in arrivo sembra una vera e propria
benedizione, o forse una condanna, data la densità del cinema del
regista greco. Con lui torna al Lido Emma Stone, che l’ultima volta
si era portata a casa la Coppa Volpi per la Migliore
interpretazione femminile con la la Land. Con lei anche Rachel Weisz e l’incredibile Olivia Colman.
Roma
Da Gravity a Roma. Il film più
atteso della Mostra è forse proprio il nuovo lavoro di Alfonso
Cuaron. Dopo la fantascienza e la tecnologia, il regista messicano
torna alle origini, in una storia in bianco e nero che racconta la
sua infanzia e adolescenza. Le prime immagini sono già
incredibilmente suggestive e il film si appresta a diventare uno
dei preferiti dell’intera selezione.
Cosa non sapete sul film? Ecco
dieci curiosità su Mulholland Drive, sul cast e sul
significato del film.
Mulholland Drive: trama del
film
Una donna dai capelli scuri, Rita,
è rimasta senza memoria dopo un incidente d’auto, e si aggira
stordita per le strade di Los Angeles, almeno finché non trova
rifugio in un appartamento. È qui che viene trovata da Betty, una
bionda del Midwest arrivata a Los Angeles in cerca di fama e di una
carriera da attrice. Insieme, le due cercando di risolvere il
mistero che circonda l’identità di Rita.
Mulholland Drive:
curiosità
1. Mulholland Drive nacque come
pilot per la tv.David Lynch inventò il nome
del film mentre cercava di creare un altro pilot, quello di uno
spin-off di Twin Peaks con Mark
Frost. Alla fine, però, Lynch decise di scrivere e girare un nuovo
Mulholland Drive per la ABC, che non avesse niente a che
fare con l’altra serie. Era uno show molto elaborato, per alcuni
elementi molto simile al film. La serie fu rifiutata però dalla
ABC, con la quale Lynch stava cominciando ad avere un rapporto un
po’ difficile. A quanto pare, un rappresentante della ABC disse a
Lynch di essersi addormentato durante la visione del pilot. Fu la
compagnia francese Canal Plus a comprare poi i diritti del pilot
per farne un film: l’episodio fu montato di nuovo, con 50 minuti di
girato in più, e diventò il film che conosciamo.
2. La première di Mulholland
Drive fu al festival di Cannes. Non solo:
addirittura i produttori del film lo videro per la prima volta
sullo schermo del Festival.
Mulholland Drive: cast
3. In Mulholland Drive,
la maggior parte del cast è sconosciuta proprio perché doveva
essere una serie tv. Se Lynch avesse pianificato dall’inizio di
fare di Mulholland Drive un film, Naomi Watts probabilmente non sarebbe nemmeno
stata considerata per il ruolo. Infatti, dato che inizialmente
doveva trattarsi di una serie tv, Lynch e i direttori del casting
decisero di scegliere quegli attori che sarebbero stati disponibili
a firmare un contratto a lungo termine. A riguardo, Lynch ha detto:
“È un altro paio di maniche quando devi scegliere attori o attrici
per una serie tv che potrebbe andare avanti per parecchio tempo”.
Su
Naomi Watts, però, ha aggiunto: “Era giusta per la
parte”.
4. Lynch non fece audizioni per
il cast di Mulholland Drive. Prima di entrare a far
parte del cast,
Naomi Watts ebbe semplicemente una conversazione di
trenta minuti con David Lynch dopo la quale venne
scelta, così come la maggior parte degli attori principali. Durante
una conferenza stampa del 2001, Lynch ha raccontato: “Non faccio
mai leggere una scena a nessuno, perché poi voglio cominciare a
fare le prove, non importa chi sia (l’attore). Mi faccio solo
un’idea a partire da una conversazione. È qualcosa negli occhi. È
un sentimento nell’aria. E io so se la persona può interpretare
quel ruolo”.
5. Laurea Elena Harring fu
coinvolta in un incidente d’auto mentre si recava all’incontro con
Lynch. Harring era molto emozionata per l’incontro con Lynch
riguardo al personaggio di Rita. Ma, mentre guidava per recarsi
all’incontro con il regista, urtò il retro di un’altra auto.
Fortunatamente per lei, era la macchina di un altro attore che
stava andando ad un provino, e i due semplicemente lasciarono la
scena dell’incidente. Fu all’incontro con Lynch che il regista le
rivelò che il personaggio di Rita si ritrova vittima di un
incidente in una delle prime scene del film.
6. La Harring ebbe un’altra
premonizione su Mulholland Drive. Quando Lynch le disse
che la ABC non aveva approvato la serie, lei non perse la speranza.
Una volta, a quanto pare, disse: “Continuavo a sognare che
Mulholland Drive diventava un film. E continuavo a dire (a
Lynch) di avere dei presagi: vedevo il noma Rita (quello del
personaggio) dappertutto, e vedevo ‘Mulholland’ dappertutto e
dissi: ‘Sai, ho proprio la sensazione che questa cosa andrà
avanti”.
Mulholland Drive:
spiegazione
7. Il film di Lynch è un film
difficile da capire: è tutto tranne che lineare. E il regista
si è rifiutato, per Mulholland Drive, di dare una
spiegazione. Ovviamente, il regista ama l’ambiguità, e ha deciso di
non spiegare le proprie intenzioni per quanto riguarda la
narrazione, lasciando agli spettatori e ai critici (il
Guardian ha chiesto ad una serie di critici di dare una
spiegazione su Mulholland Drive, e alcuni hanno fatto
fatica!) l’interpretazione del film. Lynch si è limitato a dare uno
slogan al film: “Una storia d’amore nella città dei sogni”. Come
tanti film del regista, Mulholland Drive segue una logica
onirica ed emotiva, ed è molto difficile da capire, e ogni
spiegazione è inevitabilmente complicata. Interessante è la lunga
spiegazione dei
Cineuforici, che associa ogni scena ad un “mondo” diverso:
quello dei sogni, quello del subconscio, e quello della realtà.
8. Lynch, per Mulholland
Drive, non dà una spiegazione. Ma ha dato delle indicazioni
a riguardo, descrivendo il film così: “Parte uno: lei si ritrova
all’interno del mistero perfetto. Parte due: una triste illusione.
Parte tre: amore”.
9. La maggior parte delle idee
di Lynch vengono dalla meditazione trascendentale. Uno dei
motivi per il quale Mulholland Drive non ha una spiegazione
precisa, è il processo creativo di David Lynch. Infatti, il regista pratica
quella che si chiama meditazione trascendentale, che lui descrive
come un modo per “espandere la coscienza”. Quando gli fu dato il
via libera per il film di Mulholland Drive, Lynch non aveva
idee. Non ci aveva nemmeno pensato. Quando dovette però mettere
delle idee però su bianco, racconta, meditò, e fu così che “tutte
le idee arrivarono, tutte insieme”.
10. Mulholland Drive e il
significato: gli indizi della campagna promozionale. All’uscita
del film, al regista fu chiesto di fornire dieci indizi sul film
per la campagna promozionale. Tra questi, ci sono cose come “Fate
attenzione alle apparizioni della lampada rossa”, “Fate caso alla
vestaglia, al posacenere, alla tazza di caffè”, e “Dov’è la zia
Ruth?”. Le altre indicazioni per svelare il significato di
Mulholland Drive, le potete trovare su mulholland-drive.net.
Mulholland Drive:
trailer
Il classico film di Lynch è uscito
in versione restaurata nel 2017, e Mulholland Drive ha un
trailer fantastico: eccolo.
Mulholland Drive: streaming
in italiano
Dove guardare Mulholland
Drive in streaming in italiano? Purtroppo, Mulholland
Drive non è in streaming su Netflix. Per quanto riguarda i servizi in
abbonamento, però, lo troverete su Infinity TV. Per noleggiare o
acquistare il film invece, andate su Rakuten TV, oppure su Google
Play o iTunes.
Uscito nelle sale ad aprile 2017,
Guardiani della Galassia Vol.2 è
stato un successo assoluto di critica e pubblico, ma la recente
vicenda del licenziamento di James
Gunn dalla regia del terzo capitolo potrebbe
compromettere l’equilibrio e il tono del franchise avviato proprio
da Gunn con i Marvel Studios.
Del film i fan amano l’umorismo e le
dinamiche di gruppo creatasi fra i personaggi, ciò che in fondo
lega anche tutti gli attori e i realizzatori come potete vedere da
queste immagini tratte dal backstage:
Com’era prevedibile a seguito del
licenziamento di James Gunn da parte
della Disney, i Marvel Studios hanno momentaneamente sospeso la
produzione di Guardiani della Galassia
Vol.3.
Gunn, che ha diretto e scritto i
primi due capitoli del franchise, aveva già completato la
sceneggiatura del film quando sono stati portati all’attenzione dei
media alcuni suoi vecchi tweet offensivi. Ora resta da capire se
l’azienda deciderà di posticipare le riprese in vista della ricerca
di un nuovo regista oppure cancellare definitivamente il
progetto.
Nel frattempo il cast di Guardiani
della Galassia, schierato in favore di Gunn, è libero di dedicarsi
ad altri eventuali impegni lavorativi proprio perché la produzione
del cinecomic non prenderà il via.
La Warner Bros. ha effettuato in
questi giorni i primi test screenings di
Aquaman, il cinecomic che arriverà nelle sale a
Dicembre con Jason Momoa protagonista, e le reazioni
dei fortunati presenti sono state riportate su Twitter (tra cui
quella del capo-redattore di Collider Steven
Weintraub.
Ve riportiamo di seguito alcune:
“Ho sentito che è un buon film
(non eccezionale) e questo è tutto ciò che possiamo sperare alla
fine.“
“Aquaman è un film della Fase 1
del MCU in tutto e per tutto, quindi se
ti sono piaciuti quelli ti piacerà anche questo, ma se non ti erano
piaciuti probabilmente non ti divertirai molto con
Aquaman.“
“Indovina quale dei prossimi
film di supereroi è stato proiettato ieri sera nella San Fernando
Valley? Ho sentito cose buone…“
Prima di apparire come assoluto
protagonista, il personaggio di Jason
Momoa ha debuttato in Justice League, diretto
da Zack Snyder, al fianco
di Ben
Affleck (Batman), Gal
Gadot (Wonder Woman), Henry Cavill (Superman), Ezra
Miller (Flash) e Ray
Fisher (Cyborg).
Il
filmè stato diretto da James
Wan (Insidious, L’evocazione The Conjuring,
Fast and Furious 7) e vede protagonista Jason
Momoa. Con lui ci sarà Amber Heard nei panni di
Mera, Yahya Abdul-Mateen II, Patrick Wilson, Dolph Lundgren, Ludi
Lin e Willem Dafoe.
Aquaman è il re dei Sette Mari.
Questo sovrano riluttante di Atlantide, bloccato tra il mondo della
superficie, costantemente violento contro la vita nel mare e gli
Atlantidei che sono in procinto di rivoltarsi, deve occuparsi di
proteggere il mondo intero.
Il canale americano HBO ha diffuso il teaser
trailer di True Detective 3, l’attesa terza
stagione della serie antologica di successo True
Detective.
True Detective 3
Nel cast di True
Detective 3 protagonisti sono Mahershala Ali, Carmen Ejogo, Stephen Dorff,
Scoot McNairy, Mamie Gummer, Brandon Flynn, Michael
Graziadei, Emily Nelson, Sarah Gadon e Ray
Pescatore.
In True Detective
3 verrà raccontata la storia di un crimine macabro
nel cuore degli Ozarks e un mistero che ormai è nascosto da decenni
e si svolge in tre diversi periodi di tempo. Ali interpreterà
il ruolo principale di Wayne Hays, un detective della polizia
statale del Northwest Arkansas.
True
Detective 3 è la terza
stagione della serie televisiva statunitense
True Detective creata ed interamente scritta
da Nic Pizzolatto, che ha debuttato il 12
gennaio 2014 sul canale via cavo HBO. È
concepita come una serie antologica, che ad ogni stagione
rinnova interpreti e storia.
Nella prima stagione Le vite
dei detective Rust Cohle e Marty Hart si intrecciano
inesorabilmente nella lunga caccia a un serial
killer in Louisiana, durata diciassette anni. Attraverso
archi temporali diversi, vengono raccontate le vite e le indagini
dei due detective, dal 1995 al 2012, anno in cui il
caso viene completamente riaperto.
Nella seconda stagione di True
Detective Nell’immaginaria città della contea di Los
Angeles, Vinci, si verifica l’omicidio di un importante politico
locale. Le indagini vedranno il coinvolgimento dei detective
Raymond “Ray” Velcoro, Antigone “Ani” Bezzerides e dell’agente di
polizia della California Highway Patrol Paul Woodrugh. L’assassinio
determina forti ripercussioni anche nella vita di Francis “Frank”
Semyon, un imprenditore che sta cercando di riciclare il suo
passato criminale.
Dopo l’addio di Danny
Boyle al progetto per insanabili divergenze creative, la
produzione di Bond
25 cerca un nuovo regista per il film che vedrà ancora
protagonista Daniel Craig.
Alcuni nomi sono spuntati nel corso
degli ultimi giorni, da Edgar Wright (che in
passato aveva manifestato il desiderio di dirigere un capitolo
della saga di James
Bond), Jean-Marc Vallee (Dallas Buyers Club,
Big Little Lies), David Mackenzie (Hell or High
Water) e Yann Demange (White Boy Rick).
Sarà davvero uno di questi il
sostituto di Boyle? Che ne pensate?
Vi ricordiamo che il franchise
sull’agente segreto
del MI6, James Bond,
proseguirà con il capitolo numero 25 che avrà come protagonista di
nuovo Daniel Craig, per la quinta volta nei
panni del personaggio.
Annapurna si
è assicurata i diritti di distribuzione domestica con
la MGM, mentre la Universal Pictures
distribuirà il film a livello internazionale.
Come da tradizione, Bond
25 verrà distribuito nel Regno Unito una
settimana prima rispetto al resto del mondo, il 25 ottobre 2019,
mentre l’8 novembre 2019 arriverà in tutto il mondo. Le riprese
cominceranno il 3 dicembre prossimo.
I lavori proseguono dietro le
quinte di The
Batman, il cinecomic che la Warner Bros. ha affidato a
Matt Reeves e che – molto probabilmente – non
vedrà più Ben
Affleck nei panni del crociato di Gotham.
Nelle ultime ore però è stata
riportata la voce secondo cui la produzione avrebbe contattato
Oscar Isaac, attualmente sul set di
Star
Wars: Episodio IX, per un “ruolo misterioso” di cui si
ignorano ancora i dettagli. E a quanto pare l’attore si sarebbe
mostrato disponibile e incline alla proposta.
Ovviamente attendiamo conferme, o
smentite, ufficiali. Che ne pensate? Quale personaggio potrebbe
interpretare Isaac?
Per quanto riguarda l’ipotesi di un
collegamento con l’universo cinematografico DC, Reeves ha spiegato
che “la pellicola si legherà in
vari modi anche al DCEU, perché è un tassello di un grande puzzle.
Ma non posso dire altro per ora“. Insomma, le voci circa la
sua indipendenza dal mondo di Wonder Woman,
Aquaman o The
Flash potrebbero non essere state
vere.
Sul tono della pellicola e le fonti
di ispirazione, il regista ha parlato di “un tentativo di
rendere al pubblico un punto di vista definitivo sulla storia di
Batman, con l’eroe che intraprende un’indagine e un viaggio nel
crimine di Gotham. Per fare ciò ho dovuto tuffarmi nei fumetti e
rivisitare tutte le mie storie preferite […] Per ora posso dire che
il film non continuerà ciò che Christopher Nolan aveva fatto con la
trilogia del cavaliere oscuro, ma che proverà a realizzare qualcosa
di nuovo e interessante“.
E alle voci secondo
cui The Batman si sarebbe basato sui
fumetti di Anno
Uno (la serie di Fran
Miller pubblicata nel 1990), Reeves risponde che
“Non ci stiamo ispirando a nessun testo
particolare, anche se amo Anno Uno ed è uno dei miei preferiti.
Vogliamo concentrarci in modo specifico su un racconto che
definisce il personaggio e che è molto personale per lui.
Ovviamente non sarà una origin story, ma una storia
emozionante…“
Come riportato nelle ultime
settimane, The Batman potrebbe riavviare
il franchise sul crociato di Gotham senza Ben
Affleck, dunque è ormai certa la ricerca di un altro
interprete che possa raccogliere l’eredità dei suoi colleghi e dare
nuova linfa al personaggio.
Come questo
film si inserirà, o meglio, si legherà al DC
Extended Universe (che comprende
anche Aquaman, Wonder Woman
2 e The Flash) non è ancora
chiaro.
La produzione
di The Batman è slittata al
2019, dunque la speranza di vederlo presto sul grande schermo
è sfumata e toccherà attendere almeno il 2020.
Ant-Man and The Wasp non avrà registrato gli
stessi numeri di Avengers: Infinity War
(almeno in America, dove è uscito a Luglio), tuttavia l’incasso del
weekend d’apertura in Cina rimane notevole: ben 68 milioni di
dollari al box office nei primi giorni di programmazione in un
mercato sempre più importante per l’economia e il futuro di questi
grandi blockbuster.
Con queste cifre sale a 544
milioni l’incasso provvisorio del film, di cui 211.4 nelle
sale americane e 332.6 nel resto del mondo (dunque il sequel
di Ant-Man sembra andare meglio fuori dalle mura
domestiche).
Vi ricordiamo che il cinecomic è
sbarcato nei cinema italiani lo scorso 14 agosto. Potete ascoltare
qui il nostro podcast.
Interpretato
da Paul
Rudded Evangeline
Lilly, Ant-Man and The Wasp è
stato presentato in anteprima nazionale in apertura della 48esima
edizione del Giffoni Film Festival, dove i due protagonisti sono
stati accolti dal calore dei fan, hanno risposto ad alcune domande
del pubblico in sala e hanno ricevuto il Giffoni Experience
Award.
Come annunciato nei mesi scorsi,
Ronan l’Accusatore sarà in Captain
Marvel, primo cinecomic
Marvel ad avere una protagonista femminile. Il personaggio,
introdotto da James
Gunn in Guardiani della Galassia
Vol.1, verrà di nuovo interpretato da Lee
Pace, che nelle ultime ore ha pubblicato un video che
anticipa il suo grande ritorno nel MCU.
Vi ricordiamo che alla regia del
cinecomic con protagonista Brie
Larson, ci saranno Anna
Boden e Ryan Fleck. Il film
invecearriverà al cinema l’8 marzo
2019.
Basato sul
personaggio dei fumetti Marvel apparso per la prima volta nel 1968,
il film segue Carol Danvers mentre diventa uno degli eroi più
potenti dell’universo. Quando la Terra viene coinvolta in una
guerra galattica tra due razze aliene, è lì che Captain Marvel
interverrà. Ambientato negli anni ’90, il cinecomic è un’avventura
tutta nuova che racconterà un periodo inedito nella storia
dell’universo cinematografico Marvel.
Guarda la nostra intervista al
regista Marc Forster di Ritorno al Bosco
dei 100 Acri, l’atteso live action su Winnie the
Pooh della Walt Disney Pictures.
[brid video=”383719″ player=”15690″ title=”Marc Forster
intervista al regista di Ritorno al Bosco dei 100 Acri”]
Il film Disney Ritorno
al Bosco dei 100 Acri porterà dal 30 agosto nelle
sale italiane il fascino senza tempo delle storie e dei personaggi
di A.A. Milne, in un’emozionante avventura in cui il pubblico vedrà
per la prima volta sul grande schermo Winnie the Pooh, Tigro,
Pimpi, Ih-Oh, Kanga, Ro, Tappo e Uffa in versione live
action.
Christopher Robin, il bambino che
ha vissuto tante avventure con i suoi amici, i vivaci
e adorabili animali di pezza del Bosco dei Cento Acri,
ora è cresciuto e vive a Londra, nella metà del ‘900,
alle prese con i problemi dell’età adulta. Lavora come
Responsabile del settore efficientamento presso la Valigeria
Winslow, cercando di trovare un equilibrio fra i lunghi
orari lavorativi e gli impegni familiari. Ha quasi del tutto
dimenticato lo stupore e la fantasia che hanno caratterizzato la
sua infanzia. Ma prima o poi il passato ritorna.
Dopo aver cancellato un impegno con
sua moglie Evelyn e sua figlia Madeline durante il weekend a
causa del lavoro, Christopher Robin ritrova inaspettatamente Winnie
the Pooh e i suoi vecchi amici del Bosco dei Cento Acri e insieme a
loro ricorda i bei tempi, quando non fare nulla insieme al proprio
migliore amico era considerata la cosa più bella. Quando
torna a Londra per occuparsi dei problemi finanziari della società
per cui lavora, Christopher si rende conto di aver perso alcuni
importanti documenti che erano nella sua valigetta: a quel punto i
suoi vecchi amici decidono che è arrivato il momento di
aiutarlo.
La sceneggiatura del film è di
Alex Ross Perry, del premio Oscar Tom
McCarthy e dell’autrice candidata all’Oscar
Allison Schroeder ed è basata su una storia
scritta da Greg Brooker e Mark Steven Johnson, a
sua volta basata sui personaggi creati da A.A. Milne e E.H.
Shepard. I produttori sono Brigham Taylor, p.g.a., e
Kristin Burr, p.g.a., mentre Renée Wolfe e Jeremy Johns
sono i produttori esecutivi.
Il film vede l’attore vincitore del
Golden Globe e candidato all’Emmy Ewan McGregor nei panni di Christopher Robin;
l’attrice candidata al Golden Globe Hayley Atwell nel ruolo di sua moglie
Evelyn; Bronte Carmichael nella parte della figlia
Madeline; mentre l’attore, candidato all’Emmy, Mark
Gatiss è Giles Winslow, il capo di Robin.
Ritorno al Bosco dei 100 Acri (in originale,
semplicemente Christopher Robin) è la prova
ennesima del percorso intrapreso con intelligenza dalla
Disney per quanto riguarda la serie di adattamenti
in live action di celebri film d’animazione e storie appartenute ad
un’altra generazione di spettatori. l’intenzione è sempre stata –
fin dall’Alice
in Wonderland di Tim Burton datato
2010 – individuare un nuovo tipo di pubblico e linguaggi
contemporanei ad esso, sfruttando le ultime tecnologie senza
danneggiare la magia pura del racconto, la bellezza delle favole e
l’universalità dei temi offerti.
Per
usare un’espressione tanto in voga in ambito culinario, qui stiamo
parlando di un cinema tradizionale che però guarda al futuro
re-interpretando il modo in cui il messaggio viene comunicato; da
questa idea nasce il revisionismo della Bella Addormentata
nel Bosco attuata da Maleficent (non del tutto riuscito, ma
coraggioso), la modernizzazione del classico con la Cenerentola di Kenneth Branagh, la lettura dark e più
politica de Il Libro della Giungla di Jon Favreau.
Lo
scorso anno la 20th Century Fox aveva involontariamente consegnato
il capitolo prequel di Ritorno al Bosco dei 100
Acri, sulla creazione dei personaggi di Winnie The
Pooh da parte dello scrittore inglese Alan Alexander Milne
per suo figlio Christopher Robin (la pellicola vedeva nel cast
Domhnall Gleeson e Margot Robbie), mentre ora la Disney – proprio
per onorare le correnti di “cambiamento” e novità – capovolge la
linea narrativa partendo si dall’infanzia del piccolo Christopher,
ma catapultandosi subito nel grigiore della vita adulta e di una
Londra mai così uggiosa nell’immaginario storico della casa di
Topolino.
Per
farlo chiama a rapporto un team di eccellenze creative, il che non
è scontato, da Jon Brion alle musiche (di recente
ha firmato la colonna sonora di Lady Bird),
passando per Tom McCarthy (Oscar per Spotlight) e Alex Ross Perry
(geniale esponente del movimento mumblecore americano)
alla sceneggiatura, affidando il timone dell’operazione al regista
Marc Foster che dirige sulla falsa riga del
realismo fantastico di Neverland aiutato
dall’ottima fotografia di Matthias Koenigswieser. Completano
l’ensemble un perfetto Ewan McGregor, tuttavia presenza ingombrante
in un film dove i veri protagonisti potevano essere l’orso
golosissimo di miele e i suoi amici, e la sempre meravigliosa
Hayley Hatwell.
Lasciata da parte l’iniziale malinconia, che era invece il
carattere dominante di Alla ricerca di Christopher
Robin, il film impasta il suo dolce percorso trattando
temi come la perdita dell’innocenza e il desiderio di tenere aperta
una finestra sull’immaginazione, laddove le responsabilità
dell’essere adulti e genitori si scontrano con un’epoca di
transizione (il post seconda guerra mondiale) e si trasformano
nelle difficoltà di dialogo con le prossime generazioni. Senza
dimenticare il senso del gioco, di cui Ritorno al Bosco dei
100 acri è l’espressione più pulita, divertente e anche
amara, quando vuole.
In occasione dell’uscita di
Ride
abbiamo avuto il piacere di intervistare Fabio Guaglione e
Fabio Resinaro sceneggiatori e produttori del
film.
Diretto da Jacopo
Rondinelli e scritto, co-prodotto e supervisionato
artisticamente da Fabio Guaglione e Fabio
Resinaro, già registi del
fortunato Mine,che nel 2016 è
stato accolto con favore da pubblico e critica come un caso
esemplare di rinnovamento e rinascita del cinema italiano.
Ride
è una produzione Lucky
Red, Mercurious con TimVision e
con il contributo di Trentino Film
Commission e vanta un cast italiano e
internazionale, che vede protagonisti Lorenzo
Richelmy, Ludovic Hughes al
fianco di Simone
Labarga e Matt Rippy.
Ride
è la storia di Max (Lorenzo Richelmy) e Kyle (Ludovic Hughes),
due riders acrobatici. Quando ricevono l’invito a partecipare
a una misteriosa gara di downhill con in palio 250.000$, accettano
senza esitazione per poi scoprire – ormai troppo tardi – di doversi
spingere oltre i limiti delle loro possibilità fisiche e
psicologiche. Quella che affronteranno sarà così una corsa estrema
per la sopravvivenza. Grazie alla potenzialità delle telecamere GO
PRO, RIDE sarà capace di
trasmettere l’adrenalina dello sport estremo come nessun altro
modo sarebbe in grado di fare.
In occasione dell’uscita di
Ride abbiamo
avuto il piacere di intervistare Lorenzo
Richelmy e Jacopo Rondinelli, interprete e regista del
film.
Diretto da Jacopo
Rondinelli e scritto, co-prodotto e supervisionato
artisticamente da Fabio Guaglione e Fabio
Resinaro, già registi del
fortunato Mine,che nel 2016 è
stato accolto con favore da pubblico e critica come un caso
esemplare di rinnovamento e rinascita del cinema italiano.
Il film è una
produzione Lucky
Red, Mercurious con TimVision e
con il contributo di Trentino Film
Commission e vanta un cast italiano e
internazionale, che vede protagonisti Lorenzo
Richelmy, Ludovic Hughes al
fianco di Simone
Labarga e Matt Rippy.
Ride è
la storia di Max (Lorenzo Richelmy) e Kyle (Ludovic Hughes),
due riders acrobatici. Quando ricevono l’invito a partecipare
a una misteriosa gara di downhill con in palio 250.000$, accettano
senza esitazione per poi scoprire – ormai troppo tardi – di doversi
spingere oltre i limiti delle loro possibilità fisiche e
psicologiche. Quella che affronteranno sarà così una corsa estrema
per la sopravvivenza. Grazie alla potenzialità delle telecamere GO
PRO, RIDE sarà capace di
trasmettere l’adrenalina dello sport estremo come nessun altro
modo sarebbe in grado di fare.
Lo scorso maggio venne ufficializzata la notizia
che uno Sherlock
Holmes 3 era in programma e addirittura che c’era
già una data d’uscita alla Warner Bros: 25 Dicembre
2020. Adesso è Jude
Law a rompere il silenzio sul film e a fornire i primi
dettagli sulla trama del film che lo vedrà riprendere il ruolo di
John Watson, al fianco di Sherlock/Robert.
Downey Jr.
Parlando con EW, l’attore
inglese ha dichiarato: “Speriamo di riuscire a sviluppare la
storia. Come sempre l’essenza sarà la co-dipendenza dei due
protagonisti. Dal momento che sono passati diversi anni da quando
li abbiamo visti, esamineremo l’effetto che questi anni hanno avuto
su entrambi e sulla loro relazione.”
Non sappiamo se i due attori
saranno nuovamente diretti da Guy
Ritchie, come accaduto per Sherlock
Holmes, 2009 e Sherlock Holmes: Gioco di
Ombre, 2011, ma sappiamo, al momento,
che Chris Brancato (Hannibal) si
occuperà della sceneggiatura.
Nei mesi passati, Downey Jr. aveva
affermato la sua gioia nel riprendere il ruolo dello strambo
investigatore. In vista della chiusura del suo contratto con i
Marvel Studios, dopo
Avengers 4 nel 2019, l’attore
volto di Iron Man avrà finalmente il tempo di tornare all’altro
franchise che all’inizio degli anni ’10 lo ha rivisto tornare a
splendere nel firmamento di Hollywood.
Per quanto riguarda Jude
Law, Sherlock
Holmes 3 non è l’unico progetto di alto profilo
che ha in cantiere alla Warner Bros, visto che per il prossimo
novembre è prevista l’uscita in sala, sempre con Warner Bors, di
Animali Fantastici: I Crimini di Grindelwald, film
che lo vedrà interpretare nientemeno che un giovane Albus
Silente, al fianco di Eddie Redmayne/Newt Scamander e di
Johnny Depp/Gellert Grindelwald.
Il canale Youtube TheGaroStudios ha realizzato un
montaggio molto emozionante che racchiude tutte le morti, i
sacrifici, le vittime che abbiamo contato in Avengers: Infinity War. Il
film ha visto scomparire, a causa dello schiocco di dita di
Thanos, la metà degli eroi, ma anche prima di compiere
la sua missione, il Titano Pazzo aveva lasciato dietro di sé
diverse vittime.
Ecco il video:
Come ben sappiamo, molti di questi
eroi torneranno in vita in Avengers 4. Non ci è ancora dato
sapere come e perché, ma molti dei sacrificati hanno ancora un
futuro nel Marvel Cinematic Universe
e quindi, la loro dipartita, seppure dolorosa, è solo
momentanea.
In particolare sappiamo che
Tom
Holland è impegnato sul set di Spider-Man: Far From Home,
e questo ci indica che sicuramente Peter Parker tornerà in vita in
Avengers 4. Tuttavia, questa consolazione non
rende affatto meno triste la sua morte, sicuramente tra le meglio
rappresentate in Avengers: Infinity War.
La prima sinossi di
Avengers 4: “Il culmine di 22 film
interconnessi, il quarto film della saga degli Avengers porterà gli
spettatori a essere testimoni di un punto di svolta di un viaggio
epico. I nostri amati eroi capiranno davvero quanto è fragile
questa realtà e i sacrifici che devono essere fatti per
sostenerla.