Il 2018 sarà un anno di grandi
festeggiamenti per i Marvel Studios, che
proprio dieci anni fa, con Iron Man, inauguravano
la loro grande cavalcata cinematografica che ha portato sul grande
schermo tutti gli eroi dei fumetti della Casa delle
Idee.
Un viaggio cinematografico senza
precedenti, lungo dieci anni, per sviluppare l’intero Marvel
Cinematic Universe, Avengers: Infinity War di Marvel Studios porta
sullo schermo il definitivo, letale scontro di tutti i tempi. Gli
Avengers e i loro alleati supereroi devono essere disposti a
sacrificare tutto nel tentativo di sconfiggere il potente Thanos prima che il suo attacco improvviso di
devastazione e rovina metta fine all’universo.
Anthony e Joe
Russo dirigono il film, che è prodotto da
Kevin Feige. Louis D’Esposito,
Victoria Alonso, Michael Grillo e Stan
Lee sono produttori esecutivi. Christopher Markus
& Stephen McFeely hanno scritto la sceneggiatura. Avengers:
Infinity War arriverà nei cinema USA il 4 maggio, dal
25 aprile in Italia.
Avengers: Infinity War trailer ufficiale – i
Vendicatori contro Thanos
Nel cast torneranno tutti gli eroi
protagonisti degli ultimi dieci anni di film ambientati nel
Marvel Cinematic Universe, da Iron
Man (2008) e Black Panther (2018).
Avengers: Infinity
War, chi ha indossato il Guanto
dell’Infinito prima di Thanos?
Grazie a un’intervista esclusiva
che Guillermo del Toro ha concesso a Screen Rant, ecco che il
regista messicano spiega il significato dei suoi personaggi in
The Shape of
Water.
Il film ha vinto quattro premi Oscar,
alla colonna sonora, alla scenografia, alla regia e soprattutto il
premio per il Miglior Film dell’anno, battendo il diretto
concorrente Tre Manifesti a Ebbing,
Missouri.
The Shape of
Water è riuscito a trovare la sua strada verso
il successo, nonostante sia stato accusato di violazione del
copyright e di plagio.
Venezia 75: Guillermo
Del Toro sarà il Presidente di Giuria
Il cast del film
include Sally
Hawkins (Blue
Jasmine, Happy-Go-Lucky), il
candidato all’Oscar Michael
Shannon (Revolutionary
Road, 99 Homes), il candidato
all’Oscar Richard
Jenkins (The Visitor, Olive
Kitteridge), Doug
Jones (Crimson
Peak, Hellboy), il
candidato al Golden Globe Michael
Stuhlbarg (A Serious
Man, Steve Jobs) e la
vincitrice dell’Oscar Octavia
Spencer (The
Help, Gifted).
“È un dramma ambientato nel
1963, non è un film di fantascienza, non è un film di genere ma io
interpreto comunque una creatura. Sono una specie di pesce umano,
un enigma, nessuno da dove vengo, sono l’ultimo della mia specie
quindi è come se fossi un’anomalia naturale. Sono stato studiato e
testato in una struttura governativa degli USA nel 1963, quindi
durante la Guerra Fredda con la Russia, la corsa allo spazio,
quindi c’è tutto un background da raccontare. Sono stato testato
per cercare di misurare che tipo di potenzialità potevo avere
contro il nemico, per usarmi come vantaggio militare o per i viaggi
nello spazio, o per la tecnologia. Possiamo usarlo a favore degli
umani? Quindi provano a tenermi segreto dai Russi.”
Alla fine del primo film, il potente
mago oscuro Gellert Grindelwald era stato catturato dal MACUSA (il
Magico Congresso degli Stati Uniti d’America), con l’aiuto di Newt
Scamander. Ma, come aveva minacciato di fare, Grindelwald riesce a
fuggire e inizia ad adunare i suoi sostenitori, la maggior parte
dei quali ignorano il suo vero obiettivo: far salire i maghi
purosangue a capo di tutti gli esseri non magici.
Per sventare i piani di Grindelwald,
Albus Silente recluta il suo ex studente
Newt Scamander, che acconsente ad aiutarlo, ignaro
dei pericoli che lo aspettano. Si creano divisioni, mentre l’amore
e la lealtà vengono messi alla prova, anche tra gli amici più
sinceri e in famiglia, in un magico mondo sempre più
frammentato.
Animali Fantastici: i
Crimini di Grindelwald è diretto da David
Yates, tratto da una sceneggiatura di J.K.
Rowling, e prodotto da David Heyman, J.K. Rowling,
Steve Kloves e Lionel Wigram.
L’immagine con cui si congeda Maria Maddalena
è inequivocabilmente pensata per chiudere l’ennesima parabola
cinematografica sulla rivendicazione del ruolo della donna nella
società; ci stupirebbe sapere che nella testa di Garth
Davis, regista (quasi) alle prime armi, e delle due
sceneggiatrici (donne, ovviamente) Helen Edmundson
e Philippa Goslett, non ci fosse sempre stata
questa intenzione, o almeno questo cambio di prospettiva
incoraggiato dal clima degli ultimi anni. Partendo proprio da una
figura femminile “riabilitata” ad altro rispetto al comune sapere,
la Maria di Magdala oggi festeggiata dalla Chiesa Cattolica ma a
lungo giudicata una peccatrice, una prostituta e
un’adultera.
Una lettura politica del personaggio di Maria
di Magdala
C’è
qualcosa di demoniaco nella giovane figlia di Genezaret – il lago
d’acqua dolce situato in Israele – che suo padre non comprende né
accetta: Maria è avversa al matrimonio (combinato e forzato) e alla
vita delle donne del suo rango, tutte mogli, pescatrici e
incubatrici. Se vogliamo, una lettura del genere unita alla scelta
di seguire il predicatore Gesù di Nazareth, è già di per sé moderna
e coraggiosa, addirittura politica. Maria non vuole essere ciò che
la società impone, ma insegue un desiderio più grande e
individualista, e questo tormento esistenziale trova finalmente
pace nella scoperta di un’alternativa e del viaggio da compiere
affinché si realizzi.
Torna
il viaggio al centro della narrazione del cinema del regista
australiano, che dal precedente Lion
porta con sé lo stesso direttore della fotografia Greig
Fraiser (Zero Dark Thirty,
Foxcatcher e Rogue One: A Star
Wars Story) e strappa l’ultima colonna sonora
originale al compianto Jóhann Jóhannsson, il
musicista islandese scomparso a Febbraio. Nulla da dire quindi sul
comparto tecnico e visivo del film, perso tra scenari mozzafiato e
colori al margine di albe e tramonti – una meraviglia che vale il
prezzo del biglietto – e primi piani agitati, con camera a mano che
indugia i contorni di porcellana di Rooney Mara, ogni volta da perdercisi dentro;
tuttavia esaurito l’entusiasmo delle scene iniziali e la funzione
di queste due uniche espressioni (campo lungo e volto degli
attori), Maria Maddalena perde pezzi a effetto
valanga, non raccoglie niente di ciò che semina e denuncia una
certa povertà di inventiva.
Un viaggio cinematografico senza
inventiva
Femminista, ma nemmeno troppo, pudico e cauto nel trattare le
sorti del personaggio (e di quelli che le gravitano attorno, come
Giuda che non regge il dolore del lutto e dunque tradisce il Messia
o Pietro, qui diventato nero, che sembra eccessivamente maschilista
senza reale motivo), il film procede a rilento e più naviga nel
vuoto, più si stringe sui monologhi di Gesù, che interpretato da
Joaquin Phoenix non poteva che essere
problematico, scostante, scurissimo nell’anima e un po’
santone (passateci il termine). Facendo naufragare le
speranze del prologo e il discorso alternativo alle letture che
conosciamo e al pensiero retrogrado in cui ci siamo spesso
trascinati. La vera chicca, in tutto ciò, è che Maria
Maddalena sia stato prodotto dalla compagnia di
Harvey Weinstein e che in America, terra di fuoco
tra denunce di molestie e rivoluzione femminile, potrebbe non
uscire affatto. Insomma, tanto rumore per nulla.
Sir Ian McKellen e Dame Helen Mirren reciteranno insieme sul
grande schermo in The Good Liar, thriller prodotto
dalla New Line Cinema e diretto da Bill Condon
(La bella e la bestia, Mr.
Holmes). A confermare la notizia è l’Hollywood Reporter
nelle ultime ore.
Il progetto nasce dall’adattamento
del romanzo scritto da Nicholas Searle e
incentrato su Roy Courtnay (McKellen) e sulla
rivalità con la ricca vedova Betty McLeish (Mirren) scatanatasi
online.
Jeffrey Hatcher,
che aveva già collaborato con Condon e McKellen in Mr.
Holmes, scriverà la sceneggiatura.
Durante gli ultimi minuti della
cerimonia infatti, ai presentatori Warren
Beatty e Faye Dunaway era stata
consegnata la busta sbagliata contenente il nome di
Emma
Stone associato quindi a La La
Land, scatenando il caos sul palco degli Academy
Awards.
Ospite al South By
Southwest (SXSW), il regista di MoonlightBarry Jenkins ha condotto una speciale masterclass
dove si è discusso del suo passato a Miami, della sua formazione e
dei primi passi nel mondo del cinema.
Inoltre Jenkins ha avuto modo di
condividere con gli spettatori accorsi il “vero” discorso che aveva
preparato nel caso Moonlight avesse vinto l’Oscar
al Miglior Film. Queste le sue parole:
“Tarell Alvin McCraney [drammaturgo e autore
della piéce originale] e io siamo Chiron.Noi siamo
quel ragazzo. E quando guardi Moonlight, non pensi che un ragazzo
cresciuto nello stesso modo in cui siamo cresciuti e dove siamo
cresciuti possa un giorno realizzare un’opera d’arte che vincerà un
Academy Award. Di sicuro non penso potesse mai aspirare a vincere
come Miglior film. Per molto tempo mi sono negato quel sogno – non
voi, nessun altro – solo io. E così, a chiunque guardi Moonlight
come specchio della propria vita, sia questo film un simbolo, una
riflessione che ti possa portarvi ad amare voi stessi. Perché farlo
potrebbe fare la differenza tra sognare e realizzare sogni che non
hai mai avuto il permesso di avere.“
Il finale a sorpresa di Split di
M. Night Shyamalan ha riportato sul grande schermo
David Dunn, il personaggio interpretato da
Bruce Willis in
Unbreakable. Il film infatti è il sequel ideale
per il film del 2001 e al momento si sono concluse le riprese di
Glass, film che chiuderà la trilogia e che dal titolo preannuncia
la presenza anche di Samuel L. Jackson, che nel film
del 2001 era appunto L’Uomo di Vetro.
In Glass
torneranno dunque anche Bruce Willis,
James McAvoy e Anya Taylor-Joy, questi ultimi due
protagonisti di Split.
Durante un’intervista con Entertainment
Weekly, la giovane interprete che rivedremo anche in
New Mutants, ha spiegato che durante le riprese
non era consapevole del legame tra Split e
Unbreakable:
“Night mi ha chiesto di andare
a una di quelle proiezioni per tester in Arizona. Sono andato con
lui, e il finale vero del film (con Bruce Willis) non era incluso,
ma, dato che eravamo fuori pronti per andare alla proiezione, [lui]
me ne ha parlato [di Glass]. Mi sono completamente smarrita. Ho
pensato che fosse davvero bello e gli ho detto: ‘Devi farmi sapere
come vanno le riprese!’ Ma lui mi ha guardata e ha detto, ‘Cosa ti
fa pensare che tu non sia coinvolta?’ Sono completamente morta. Ero
tipo, ‘Aspetta, davvero? Vuoi che venga a fare questo con te?’ Ero
così eccitata di riprendere il mio personaggio, perché amo così
tanto Casey, ed ero anche contenta di essere in grado di farlo con
tutti questi incredibili attori. Ero a un tavolo con tutte queste
persone incredibili. Ho solo pensato, cosa diavolo ci faccio
qui?”
Glass, sequel di Split e
Unbreakable: per Jason
Blum sarà un film di supereroi molto diverso
Qui la prima sinossi: Dunn
(Bruce Willis) sta dando la caccia alla Bestia, controparte
sovrumana di Crumb (James McAvoy), scontrandosi con lui in maniera
sempre più aspra. Intanto Price (Samuel L. Jackson) emerge
dall’ombra, nascondendo dei segreti che si riveleranno pericolosi
per entrambi.
Il film Split,
terzo di una trilogia, sarà un horror-thriller e vedrà nel cast
Bruce Willis, Samuel L.
Jackson, James
McAvoy, Anya Taylor-Joy, Spencer Treat
Clark e Charlayne Woodard. La Universal Pictures
tornerà a collaborare con la Blumhouse per la produzione
di Glass, che arriverà al cinema il
18 Gennaio 2019.
Annunciato nel 2015 come un ibrido
tra sequel e prequel, Die Hard 6 vedrà finalmente
la luce nel corso dei prossimi anni, con la Fox che ha appena
assunto la coppia di sceneggiatori di The
Conjuring formata da Chad e Carey
Haye.
Restano ancora da confermare un
regista adatto a riportare sullo schermo le avventure del
personaggio interpretato nella serie originale da Bruce Willis, e soprattutto un attore
perfetto per ricoprire il ruolo del giovane John
McClane.
La prima
apparizione di Willis nei panni di McClane risale al 1988, anno di
uscita di Die Hard. Da allora altri quattro
capitoli sono stati prodotti, l’ultimo nel 2013, reduce da
risultati tutt’altro che soddisfacenti al box office.
È stata diffusa su IMDb una nuova lunga clip dal
backstage di Star Wars: Gli Ultimi
Jedi in cui vediamo la magia del film prendere vita,
attraverso testimonianze, interviste e interessanti video sulla
preparazione degli attori.
Ecco la clip:
Star Wars: Gli Ultimi
Jedi arriverà in Home Video a partire dall’11 aprile. Sarà
il primo film distribuito da Disney Italia ad essere
disponibile anche nel formato 4K Ultra
HD oltre che nei classici Blu-Ray 3D,
Blu- Ray, DVD e nella
versione Steelbook da
collezione con un’iconica copertina in
metallo.
Dopo trentacinque film e
oltre vent’anni di carriera, Cameron Diaz ha deciso di ritirarsi
dalla recitazione. La sua ultima apparizione risale al 2014 nel
musical Annie, al fianco di Jamie
Foxx.
Icona femminile della
commedia americana del decennio scorso, l’attrice è stata
protagonista di alcuni titoli cult come Tutti pazzi per
Mary, The Mask, Charlie’s
Angels e La cosa più dolce, ma anche di
pellicole d’autore come Essere John Malkovich, Gangs of New
York e
Vanilla Sky.
A rivelare questa scelta
di congedo è l’amica e collega Selma Blair: “Ho pranzato
con Cameron l’altro giorno. Stavamo parlando de La
cosa più dolce, e del fatto che mi sarebbe piaciuto girare
un sequel. Purtroppo Cameron si è appena ritirata dalla
recitazione, è come se avesse detto ‘Ho chiuso’. Conduce una vita
piuttosto bella, e non so cosa ci vorrebbe per farle cambiare idea.
È felice così com’è“.
Parlando con Total Film,
l’attore, che al momento è impegnato nella serie tv AMC
The Walking Dead, nei panni di
Negan, ha dichiarato che già solo indossare la tuta di Batman
sarebbe una cosa elettrizzante: “Vedremo. La DC è la DC, e
capiranno cosa vorranno fare dopo. Ma sono molto consapevole del
personaggio, diciamo. Sono molto consapevole del personaggio e per
me potrebbe essere la cosa più elettrizzante della mia vita
indossare quel costume.”
Ezra Miller, già
apparso due volte nei panni dell’eroe (per un cameo in
Batman v Superman e per uno in Suicide
Squad), si è dichiarato fiducioso
nelle intenzioni della Warner Bros di preparare il progetto al
meglio, nonostante l’abbandono del regista che deve essere ancora
rimpiazzato. Lo aspettiamo a breve al suo vero e proprio esordio in
Justice League.
Flashpoint, il
film stand alone su The
Flash con protagonista Ezra Miller
non ha ancora una data di uscita. Nel cast anche Kiersey
Clemons nei panni di Iris West.
Mentre il mondo aspetta il teaser
trailer del nuovo capitolo di Animali Fantastici,
la Disney conferma che la produzione del “suo Harry
Potter” è in pieno svolgimento; parliamo ovviamente di
Artemis Fowl, adattamento cinematografico della
serie di romanzi dell’irlandese Eoin
Colfer.
A dirigere, come annunciato, ci sarà
Kenneth Branagh, nome di grande
appeal dopo il successo di Assassinio sull’Orient
Express, mentre è di oggi la notizia che è stato
confermato anche il cast principale del film.
Ferdia Shaw sarà
Artemis, Lara McDonnell sarà l’elfa Holly Short,
Judi Dench si conferma nel ruolo del Commander
Root, Josh Gad è Mulch Diggums e Nonso
Anozie sarà Butler. Al cast si unisce Tamara
Smart (Juliet, nipote di Butler) e Miranda
Raison (la madre di Artemis).
Di seguito la sinossi del film:
Basato sul primo libro di Eoin
Colfer e diretto da Kenneth Branagh, Artemis Fowl verrà girato in
Inghilterra, Irlanda del Nord e Ho Chi Minh City. Il libro è
stato adattato dallo sceneggiatore Conor McPherson.
Discendente da una famiglia di
geni del crimine, Artemis Fowl, genio di 12 anni, si trova
coinvolto in una battaglia di forza e astuzia contro una potente e
nascosta razza di fate che potrebbe essere alla base della
scomparsa di suo padre.
La Walt Disney ha annunciato che il
suo prossimo progetto sarà l’adattamento cinematografico delle
avventure di Artemis Fowl, progetto che
porterà avanti con la collaborazione del produttore Harvey
Weinstein, della Weinstein Company. il film verrà girato
in live action e avrà come base per la sceneggiatura il primo e il
secondo romanzo della serie di romanzi per bambini scritti da
Eoin Colfer e pubblicati dalla Disney Publishing
Worldwide.
A riscrivere la sceneggiatura è
stato chiamato Conor McPherson, che si baserà su
un precedente script di Michael Goldberg,
mentre produttori esecutivi saranno Robert De Niro e Jane
Rosenthal.
Di seguito trovate la trama
ufficiale dei romanzi di Artemis Fowl
Chi è Artemis Fowl? Un genio?
Certo, visto che gioca con la tecnologia come altri giocherebbero
con i soldatini. Un criminale? Indubbiamente: non a caso discende
da un’antica e illustre stirpe di malfattori. Ma Artemis è
soprattutto colui che ha ideato il colpo più audace e fantasioso
del secolo: impadronirsi dell’oro che il Piccolo Popolo custodisce
gelosamente da millenni. Questo è il racconto della sua guerra
privata con fate, folletti, gnomi e troll, e soprattutto con la
superpoliziotta elfica Spinella Tappo: una guerra che assomiglia a
un frenetico videogame e che solo un ragazzo con i nervi saldi di
un James
Bond è in grado di combattere…
Oggi invece invertiamo la
classifica, e sveliamo invece i 10 personaggi dei fumetti
DC “rubati” alla Marvel:
Bumblebee (da The Wasp)
Si,
Bumblebee ha un nome e un costume molto
simili a quelli di Wasp della Marvel. Tuttavia
Janet Van Dyne è un membro fondatore dei
Vendicatori, ha guidato la squadra più di tutti gli altri, ed ha
lavorato per portare la parità di genere nel team durante il suo
mandato come presidente. Karen Beecher invece? È
entrata a far parte dei Teen Titans molto prima e da allora è stata
relegata alle occasionali apparizioni come ospite, anche giocando a
margine delle storie.
Aquaman (da Namor)
Apparso
per la prima volta nel 1939, Namor è uno dei primi
personaggi Marvel, risalente all’epoca “Timely Comics“.
Due anni dopo, la DC creò Arthur Curry, noto anche
come Aquaman. Quest’ultimo è sicuramente rimasto
un personaggio più popolare, mentre Namor è ricordato come l’eroe
più cool per via delle sue battute.
Guardian (da Captain America)
Nel caso
di Guardian, i creatori del Captain
America della Marvel, Joe
Simon e Jack Kirby, hanno preso la stessa
idea del personaggio e ne hanno poi realizzato una versione per la
DC Comics. Capitan America debuttò nel marzo del 1941, mentre
Guardian apparve per la prima volta un anno più tardi, nell’aprile
del 1942.
Swamp Thing (da L’Uomo Cosa)
I due
personaggi sono stati introdotti nei loro universi solo a distanza
di due mesi: L’Uomo Cosa nel maggio del 1971 in
Savage Tales n.1 di Stan Lee, Roy
Thomas, Gerry Conway e Gray
Morrow, mentre Swamp Thing è apparso in July House
of Secrets #92, creato da Len Wein. Entrambi
sono scienziati che hanno subito un terribile “incidente” di
percorso nelle paludi che li hanno trasformati in creature
mostruose.
Rocket Red (da Iron Man)
Rocket Red ha ricoperto un ruolo importante
nella prima super squadra della Justice League alla fine degli anni
’80 ed è anche conosciuto come Dmitri Pushkin,
parte della Brigata Rossa Rocket (lega di armatori
altamente addestrati, che riuniva patrioti fedeli alla causa
comunista). Una sorta di versione russa di Iron
Man simile a personaggi già esistenti come
Titanium Man e Crimson
Dynamo.
Black Racer (da Silver Surfer)
Black Racer è stato introdotto cinque anni
dopo Silver Surfer in New Gods #3 nel
1971 e proprio come Norrin Radd, ha iniziato il
suo percorso da mortale di nome Willie Walker, un
veterano della guerra del Vietnam scelto dalla stessa Sorgente per
essere l’icona mortale di New Gods.
Red Lion (da Black Panther)
Red Lion è chiaramente ispirato a
Black Panther: creato da
Christopher Priest, Matthew Bland è un dittatore
africano che guida e governa la nazione africana di
Buredunia. È apparso per la prima volta in
Deathstroke, Bland prendeva la vecchia armatura di
Promethium rimodellandola per creare il suo costume. A
differenza della Pantera Nera però, i poteri di Bland derivano
interamente dal suo allenamento e dal suo costume.
Imperiex (da Galactus)
Introdotto
nel 1966 in I Fantastici Quattro,
Imperiex incarna l’energia che ha scelto di
dimorare all’interno di una massiccia armatura umanoide. È insomma
Galactus su una scala maggiore, e distrugge interi
universi per formarne di nuovi.
Zatanna (da Scarlet Witch)
Zatanna e Scarlet Witch
vennero introdotte nello stesso anno, con Wanda
Maximoff che arriva in scena nel marzo del 1964 in un
numero di X-Men, e Zatanna che appare a novembre in
Hawkman #4. Presentano anche molte affinità nei
poteri.
Commander Steel (da Captain America)
Molto
tempo dopo la fine della seconda guerra mondiale, lo scrittore
Gerry Conway e l’artista Don Heck
introdussero Hank Heywood in Steel, the
Indestructible Man. Inizialmente era un membro del Corpo dei
Marines fino a quando non venne ferito da un sabotatore e soltanto
in seguito divenne il supereroe Commander
Steel.
Scott Eastwood
vuole a tutti i costi essere il nuovo Wolverine.
Il giovane attore figlio d’arte, che a breve vedremo in
Pacific Rim – La Rivolta, è stato già in
passato accostato al ruolo che ha regalato fama e successo a
Hugh Jackman, ma adesso sembra davvero
convinto a voler indossare gli artigli e unirsi agli X-Men
(e forse ai Vendicatori).
Data la sua esperienza con
Suicide Squad, Eastwood non è nuovo ai
cinecomics, e questo sembra renderlo anche più
audace nel proporsi per il ruolo rimasto scoperto dopo Logan – The
Wolverine.
S.R: “Un sacco di persone ha
pensato a te come nuovo Wolverine, che te ne pare?”
S.E.: “Sì, l’ho
sentito.”
S.R.: “Che ne pensi?”
S.E.: “Amo Wolverine. Lui è uno
dei miei personaggi preferiti dei fumetti, è un ribelle
cazzuto. È come un cane sciolto… non gioca secondo le regole…
si tratta del tipo di personaggio che amo.”
S.R.: “Se venissero da te,
diresti di sì al ruolo?”
S.E.: “Al 100%.”
Wolverine:
10 attori che potrebbero
interpretarlo nel MCU
Che ve ne pare? Scott
Eastwood potrebbe essere la persona giusta a raccogliere
l’eredità di Hugh Jackman?
Vedremo Eastwood in Pacific
Rim – La Rivolta. Diretto da Steven S.
DeKnight vede protagonisti nel cast John
Boyega, Scott Eastwood, Jing Tian, Cailee Spaeny, Rinko Kikuchi, Burn Gorman,
Adria Arjona e Charlie Day.
Il conflitto che ha
coinvolto il nostro pianeta tra mostri alieni e super macchine
pilotate dall’uomo e costruite per annientarli è stato solo il
preludio ad un nuovo devastante assalto nei confronti dell’umanità
che vedremo in Pacific Rim – La Rivolta. John Boyega (Star
Wars: Il risveglio della forza) veste i panni del ribelle Jake
Pentecost, un tempo promettente pilota Jaeger il cui leggendario
padre diede la vita per assicurare la vittoria dell’uomo sui
mostruosi “Kaiju”. Jake decide poi di abbandonare il suo
addestramento, per ritrovarsi coinvolto nel mondo della
criminalità.
Quando però una minaccia
ancora più inarrestabile rischia di abbattersi sulle nostre città e
di mettere in ginocchio l’umanità, la sorella Mako Mori (Rinko
Kikuchi) —adesso a capo di una nuova e coraggiosa generazione di
piloti cresciuti all’ombra della guerra— dà a Jake un’ultima
possibilità per dimostrarsi all’altezza dell’eredità lasciata dal
padre. Mentre cercano giustizia per i caduti, la loro unica
speranza è unire le forze in una rivolta globale contro
l’estinzione.
Jake verrà affiancato da Lambert, un
talentuoso pilota rivale (interpretato da Scott Eastwood, Fast &
Furious 8), e dalla quindicenne Amara (Cailee Spaeny, al suo
debutto), un’hacker di Jaeger. Ribellandosi per diventare la più
potente linea di difesa mai esistita, faranno rotta verso una
nuova, spettacolare avventura di gigantesca portata.
L’uscita di
Pacific Rim – La Rivolta è stata fissata per
il 22 marzo 2018.
Black
Pantherha superato il miliardo e si può
ben dire che per i Marvel Studios il film indica un
nuovo inizio, una spinta importantissima per il futuro, aspettando
Avengers: Infinity War, che
infonde nella Casa delle Idee la stessa fiducia che, nel 2008, gli
regalò il successo di Iron Man.
Alla sua uscita, il film fu accolto
con grande entusiasmo, soprattutto perché si annunciò subito come
il primo di un universo più grande, realizzato appositamente per i
fan dei fumetti.
Tuttavia, oggi,
secondo Joe Robert Cole, che ha co-scritto
Black Panther, un film come Iron Man,
un personaggio come Tony
Stark, non sarebbero accolti allo stesso modo dal pubblico.
Ecco cosa ha dichiarato lo sceneggiatore (via IndieWire):
“Pensate a dove siamo ora, con
questo Presidente insulso e poco intelligente, mentre il nostro
mondo sta scricchiolando per colpa sua. Ora pensate a Tony, al suo
essere presuntuoso e al fatto che stava bene a tutti. Se quel
personaggio, Stark, fosse stato portato al cinema adesso, mi chiedo
come avrebbe risposto il pubblico di fronte al fatto che era un
personaggio presuntuoso, irrispettoso verso le donne… Credo che
siamo in un momento storico diverso adesso, credo che sia meglio
ora.”
Cole inquadra i personaggi
all’interno del contesto socio politico americano, il che non è
sbagliato, tuttavia sembra dimenticare che il personaggio di Tony
Stark, uno dei meglio scritti del MCU, parte sì
dall’essere un presuntuoso donnaiolo, ma nel corso del primo film
comincia già a prendere coscienza di sé dei suoi limiti e dei suoi
errori. Ed è proprio questo che ha reso il suo Iron Man così
iconico e amato.
Il confronto tra il personaggio di
Iron Man e quello di Black
Panther, scritto da Cole, non ha ragione di esistere, dal
momento che il background dei due è completamente differente e
anche il momento storico in cui i due film sono arrivati sullo
schermo è completamente diverso. Nell’economia del
MCU, i due sono importanti e ben bilanciati.
Mentre Quentin Tarantino sta portando
avanti il suo film sulla Hollywood degli anni Sessanta e Settanta,
rimane viva e valida la sua intenzione di girare un nuovo film di
Star Trek con la produzione di J.J.
Abrams.
Ora, secondo Karl Urban, che
potrebbe naturalmente essere coinvolto nel progetto nei panni del
dottor Leonard McCoy, Tarantino potrebbe avere
l’energia giusta che serve al franchise.
Parlando con Yahoo! Urban ha detto:
“Non so niente di più diq uello che sapete voi. Credo,
personalmente, che si tratti esattamente della giusta energia di
cui ha bisogno il franchise (…) È importante rimanere aperti a
qualunque sia la storia, in qualunque modo la collaborazione possa
evolversi. Se questo dovesse significare dire parolacce, essere più
violenti o avere scene di sesso, non saprei. Ma sarà interessante
da vedere.”
Del progetto sappiamo che, oltre al
coinvolgimento di Tarantino e di Abrams, è stato di recente
assunto Mark L. Smith, già sceneggiatore
di The Revenant – Redivivo, che dovrebbe
quindi occuparsi dello script.
Iniziato nel lontano 2009
con Star Trek e proseguito
rispettivamente a distanza di quattro e tre anni
con Star Trek: Into Darkness (2013)
e Star Trek: Beyond (2016), il progetto
di un reboot della nota serie televisiva creata nel 1966
da Gene Roddenberry ha
visto J.J.Abrams – anche regista dei
primi due episodi – mettere in atto veri e propri sforzi per
rivitalizzare al meglio il franchise, e
nonostante Star Trek: Beyond abbia
ottenuto un grande riscontro di pubblico e critica il film diretto
da Justin Lin si è fermato a
quota 345.5 milioni di dollari nel
mondo contro un budget di oltre 185.000.000
dollari, e ciò a portato
la Paramount a frenare la corsa verso un
possibile Star Trek 4.
Il prestigio conferito a
Guillermo del Toro dall’Oscar per The
Shape of Water potrebbe farlo diventare la persona più
“appetibile” dal punto di vista della Universal per la
realizzazione del suo Universal Monsterverse che è
certamente cominciato con il piede sbagliato.
Il progetto inaugurato con un
disastroso flop da La Mummia, la scorsa estate,
prevedeva altri film, al momento in stand-by, tra cui
L’Uomo Invisibile, Dottor Jekyl e Mr. Hide e
La Sposa di Frankenstein. Tuttavia adesso lo
studio tiene i film nel cassetto, aspettando l’input giusto per
andare avanti.
Questo spunto potrebbe arrivare
proprio da del Toro, che con i mostri ha sempre avuto una relazione
di particolare affinità, tanto che è riuscito a portarli sul tetto
di Hollywood con il suo ultimo film presentato alla Mostra
di Venezia del 2017.
Di questa possibilità ha
parlato J. Miles Dale, produttore insieme al
regista di The Shape of Water, durante un’intervista con Screen Rant:
“Non ne abbiamo parlato davvero. Ho fatto sette film con la
Universal e li conosco e amo molto, e dopo La Mummia stanno facendo
altre cose. È interessante, Guillermo propose a loro una
versione del film, un remake del Mostro della Laguna, ma quando
hanno sentito della ragazza e della creatura, lo hanno mandato via.
Per loro è una proprietà intellettuale molto importante e faranno
tutto ciò che vogliono. Si tratta di un progetto enorme ma non ne
abbiamo parlato davvero. So che Guillermo ha pensato a tutti questi
film. Ha progetti per Frankenstein, per sua moglie, e certamente
non farà un remake del Mostro della Laguna Nera, ma credo che abbia
la sua versione di ogni film. Ma non ne abbiamo parlato e auguro
loro molta fortuna.”
L’ingresso di Guillermo del
Toro nello Universal Monsterverse
potrebbe senza dubbio cambiare le cose per il progetto, ma è chiaro
che con due Oscar in mano, il regista messicano è diventato un
personaggio davvero importante con cui trattare. Potrebbe decidere
di salire in cattedra e fare di testa sua. Dopotutto ha dimostrato
ampiamente di amare i mostri.
La scena vedeva l’eroina
osservare l’orizzonte dalla costa di Ahch-To,
e subito dopo notare una serie di fuochi sul mare. Temendo si
trattasse di un incendio, Rey si sarebbe diretta al villaggio dove
vivono le Custodi per cercare di risolvere la
situazione.
Al contrario delle aspettative,
nessun pericolo aveva assalito i piccoli abitanti, sorpresi a
intrattenersi in una festicciola attorno al fuoco.
Ora questa scena è stata pubblicata
sul web e potete finalmente dargli uno sguardo qui sotto.
Star Wars: Gli Ultimi
Jedi, il nuovo capitolo pieno
d’azione della famosa saga, dopo essere stato acclamato dalla
critica e aver conquistato il primo posto nella classifica dei film
con i maggiori incassi del 2017 in tutto il mondo,
arriva dall’11 aprile in home video in
tutti i migliori negozi, sulle piattaforme e-commerce e
digitali.
Star Wars Gli ultimi
Jedi è il primo film distribuito da Disney
Italia ad essere disponibile anche nel formato 4K
Ultra HD oltre che nei classici Blu-Ray
3D, Blu- Ray, DVD e nella
versione Steelbook da
collezione con un’iconica copertina in
metallo.
Nelle ultime ore però, parlando a
MTV in occasione di un’intervista sul futuro del MCU, Feige ha puntualizzato che gli
piacerebbe vedere addirittura una trilogia spin-off interamente
dedicata a Okoye, il capo delle Dora Milaje:
“Penso che vedrei benissimo tre
film su Okoye. Non sto dicendo che lo faremo, ma che l’idea mi
intriga molto“.
Di seguito la sinossi del
film:Black Panther segue T’Challa che, dopo gli
eventi di Captain America Civil War, torna a casa, nell’isolata e
tecnologicamente ultra avanzata nazione africana, Wakanda, per
prendere il suo posto in qualità di nuovo re. Tuttavia, un vecchio
nemico ricompare sui radar e il doppio ruolo di T’Challa di sovrano
e di Black Panther è messo alla prova, quando viene trascinato in
un conflitto che mette l’intero fato di Wakanda e del mondo in
pericolo.
Chadwick
Bosemaninterpreta il protagonista, T’Challa, già
visto in Captain America Civil War. Nei ruoli
principali del film ci saranno, oltre a Boseman,
Michael B. Jordan, Lupita Nyong’O, Danai Gurira, Martin Freeman, Daniel Kaluuya, Angela Basset,
Forest Whitaker eAndy
Serkis. Nei ruoli di comprimari compariranno
invece Letitia Wright, Winston Duke, Florence Kasumba,
Sterling K. Brown e John
Kani.
Durante un’intervista
con The Wrap,
Sheridan ha spiegato che non crede che il film sia un tipico
cinecomic, perché anche se tutti lo hanno descritto come un film
che allargherà nello spazio gli orizzonti degli X-Men, per lui si tratta più di un dramma:
“Jean impazzisce nel film.
Cioè, Ciclope non pensa che lei sia impazzita, lui pensa solo che
lei abbia bisogno di lavorare su alcune cose. È interessante
il dramma nel film. Ci siamo approcciati a questo film più come a
un dramma che a un film di supereroi classicamente
inteso.”
Jean Grey sarà di nuovo
interpretata da Sophie Turner e il film si dovrebbe
concentrare sulla storia che la vede fronteggiare l’entità cosmica
nota come Fenice.
La saga della Fenice
Nera è stata male accennata in X-Men:
Conflitto Finale, tanto che gli eventi raccontati
in X-Men: Giorni di un Futuro
Passato hanno completamente cancellato, grazie al
viaggio nel tempo, gli effetti di quel film sulla saga,
contribuendo però a pasticciarne la continuity.
Come già riportato qualche giorno
fa, l’attore avrebbe espresso il desiderio di diventare
protagonista di The Joker Origins, il film che
sarà diretto da Todd Phillips e finanziato dalla
Warner Bros.
Tuttavia l’impegno mostrato nel
video e la motivazione di Wiseau potrebbero essere inutili dal
momento che il prescelto dalla produzione è
Joaquin Phoenix, di cui si attende la conferma
ufficiale.
Per quanto riguarda The
Joker Origins, invece, il film è ancora alla ricerca del
suo protagonista, con Joaquin Phoenix che potrebbe
essere in trattative con lo studio, mentre Jared
Leto continuerebbe a interpretare il Clown
Principe del Crimine nei film che rientrano nell’Universo della DC
Films.
The Joker
Origins sarà ambientato nel 1980, e racconterà
l’evoluzione di un uomo ordinario e la sua trasformazione nel
criminale che tutti conosciamo.
Tuttavia in una recente
intervista Hamill ha sottolineato come in principio questa svolta
“dark” che vediamo nel film, e che di fatto non si realizza, non
sia stata esattamente gradita: “Ho letto la
sceneggiatura de Gli Ultimi Jedi e ho pensato: aspetta un secondo!
Pensavo di essere diretto verso la lotta per unirmi al Lato Oscuro.
Sono in nero. Ho un guanto. Vedo una tendenza qui…“
Il Luke visto ne Gli Ultimi
Jedi è un vecchio maestro Jedi diventato cinico e
pessimista a causa degli eventi che hanno attraversato la sua vita,
come l’aver fallito nell’addestramento di Kylo Ren e il non essere
riuscito a formare una nuova classe di jedi che potesse garantire
l’ordine e la pace nella galassia.
Ovviamente questo carattere è
lontano anni luce dal personaggio ammirato dai fan, e dallo stesso
Hamill, nella trilogia originale. È probabile che l’attore sia
stato sorpreso dalle scelte di Johnson tanto quanto lo spettatore
alla fine del suo percorso nel film. Voi cosa ne pensate? Avreste
voluto vedere una svolta verso il lato oscuro di Luke
Skywalker?
Ecco un primo video di backstage per
Avengers: Infinity War in cui
i protagonisti del film ci portano dietro le quinte della Battaglia
del Wakanda.
Nel video possiamo ascoltare le
testimonianze di Chris Evans, nei panni di Steve Rogers,
di Scarlett Johansson, in quelli
della bionda Vedova Nera. Con loro ci sono anche Danai Gurira e Chadwick
Boseman che sono ancora in sala nel panni di Okoye e
T’Challa in Black Panther.
Un viaggio cinematografico senza
precedenti, lungo dieci anni, per sviluppare l’intero Marvel Cinematic Universe,
Avengers: Infinity War di Marvel Studios porta sullo schermo il
definitivo, letale scontro di tutti i tempi. Gli Avengers e i loro
alleati supereroi devono essere disposti a sacrificare tutto nel
tentativo di sconfiggere il potente Thanos prima che il suo attacco improvviso di
devastazione e rovina metta fine all’universo.
Anthony e Joe
Russo dirigono il film, che è prodotto da
Kevin Feige. Louis D’Esposito,
Victoria Alonso, Michael Grillo e Stan
Lee sono produttori esecutivi. Christopher Markus
& Stephen McFeely hanno scritto la sceneggiatura. Avengers:
Infinity War arriverà nei cinema USA il 4 maggio, dal
25 aprile in Italia.
Avengers: Infinity War trailer ufficiale – i
Vendicatori contro Thanos
Nel cast torneranno tutti gli eroi
protagonisti degli ultimi dieci anni di film ambientati nel
Marvel Cinematic Universe, da Iron
Man (2008) e Black Panther (2018).
Avengers: Infinity
War, chi ha indossato il Guanto
dell’Infinito prima di Thanos?
Ecco un nuovo trailer di
Justice League in cui vediamo che per
presentare la versione in Home Video del film di
Zack Snyder e Joss Whedon è stato
adottato un linguaggio rétro, in cui i protagonisti appaiono sotto
una luce un po’ più ingenua.
Justice League,
sarà disponibile dal 21 Marzo nei formati
DVD, Blu-ray, Blu-ray 3D e in 4k Ultra HD,
distribuito da Warner Bros. Entertainment
Italia.
Diretto da Zack
Snyder, il film presenta una invidiabile lineup di
SuperEroi DC: Ben
Affleck nei panni di Batman, Henry Cavill come Superman, Gal
Gadot nel ruolo dell’irresistibile Wonder Woman,
Ezra Miller come The
Flash, Jason Momoa nei panni di Aquaman e
Ray Fisher come Cyborg.
I Contenuti
Speciali delle edizioni Blu-ray permetteranno ai fan
di scoprire tutti i segreti della Justice League, conoscere meglio
i nuovi membri, il loro lavoro di squadra e la tecnologia che dà
loro una marcia in più. L’edizione 4k Ultra HD del fim contiene
anche il disco Blu-ray, oltre ad una scena inedita non presente nel
film al cinema.
Anche Occhio di
Falco ha ottenuto la sua cover di EW e così, grazie a un
fan made condiviso da Jeremy Renner in persona sul suo
account Instagram, abbiamo la
possibilità di vedere come apparirà, probabilmente, Clint Barton in
Avengers: Infinity War.
A prima vista, il look del
personaggio è quello di Ronin, e probabilmente sarà quello del
film, cosa che non può essere accertata, adesso, dato che non
abbiamo effettivamente materiale ufficiale sul personaggio.
Tuttavia sappiamo perché non è
presente nei video promozionali e nel merchandising fino a
questo momento diffuso.
Avengers: Infinity War – la trama
Un viaggio cinematografico senza
precedenti, lungo dieci anni, per sviluppare l’intero Marvel Cinematic Universe,
Avengers: Infinity War di Marvel Studios porta sullo schermo il
definitivo, letale scontro di tutti i tempi. Gli Avengers e i loro
alleati supereroi devono essere disposti a sacrificare tutto nel
tentativo di sconfiggere il potente Thanos prima che il suo attacco improvviso di
devastazione e rovina metta fine all’universo.
Anthony e Joe
Russo dirigono il film, che è prodotto da
Kevin Feige. Louis D’Esposito,
Victoria Alonso, Michael Grillo e Stan
Lee sono produttori esecutivi. Christopher Markus
& Stephen McFeely hanno scritto la sceneggiatura. Avengers:
Infinity War arriverà nei cinema USA il 4 maggio, dal
25 aprile in Italia.
Avengers: Infinity War trailer ufficiale – i
Vendicatori contro Thanos
Nel cast torneranno tutti gli eroi
protagonisti degli ultimi dieci anni di film ambientati nel
Marvel Cinematic Universe, da Iron
Man (2008) e Black Panther (2018).
Avengers: Infinity
War, chi ha indossato il Guanto
dell’Infinito prima di Thanos?
Ecco una preview del primo trailer
di Animali Fantastici: I Crimini di
Grindelwald che annuncia il primo trailer del film con
Eddie Redmayne nei panni di Newt
Scamander domani.
Animali Fantastici: i
Crimini di Grindelwald – first look
In uscita il 15 novembre 2018, il
film presenta un cast capitanato da Eddie Redmayne,
Katherine Waterston, Dan Fogler, Alison
Sudol, Ezra Miller, con Jude
Law e Johnny Depp.
Alla fine del primo film, il potente
mago oscuro Gellert Grindelwald era stato catturato dal MACUSA (il
Magico Congresso degli Stati Uniti d’America), con l’aiuto di Newt
Scamander. Ma, come aveva minacciato di fare, Grindelwald riesce a
fuggire e inizia ad adunare i suoi sostenitori, la maggior parte
dei quali ignorano il suo vero obiettivo: far salire i maghi
purosangue a capo di tutti gli esseri non magici.
Per sventare i piani di Grindelwald,
Albus Silente recluta il suo ex studente
Newt Scamander, che acconsente ad aiutarlo, ignaro
dei pericoli che lo aspettano. Si creano divisioni, mentre l’amore
e la lealtà vengono messi alla prova, anche tra gli amici più
sinceri e in famiglia, in un magico mondo sempre più
frammentato.
Animali Fantastici: i
Crimini di Grindelwald è diretto da David
Yates, tratto da una sceneggiatura di J.K.
Rowling, e prodotto da David Heyman, J.K. Rowling,
Steve Kloves e Lionel Wigram.
Sono molte le curiosità che i
Marvel Movies generano
negli spettatori e nei fan del MCU e la discesa in campo di Black
Panther e della mitologia del Wakanda, non fa che
ampliare l’universo condiviso e aumentare il numero di domande.
Alla luce degli avvenimenti del
film di Ryan Coogler, sembra legittimo chiedersi
in che modo Howard Stark, papà di Tony, sia entrato in possesso del
vibranio da cui è stato forgiato lo scudo di Cap, e che lui stesso
dà a Steve Rogers in Captain America: Il Primo
Vendicatore.
In Black Panther, Ulysses Klaue dice
all’agente Everett Ross che lui è l’unica persona ad essersi
infiltrata nel Wakanda e ad uscirne viva (nel 1992). Certo, è stato
aiutato da N’Jobu, ma sostiene che nessuno è mai riuscito a entrare
(ed uscire) dalla nazione oltre a lui. Sembra quindi probabile che
ci siano altri mercanti in nero che potrebbero, in passato, essere
riusciti nell’impresa, alcuni dei quali avrebbero potuto avere dei
legami con Stark. Dopotutto, alcuni manufatti wakandiani sono
esposti al British Museum, e secondo Killmonger sono stati presi
con la forza dal paese sudafricano.
Ci sono diverse potenziali
spiegazioni. Forse Howard Stark in realtà non stava facendo
riferimento a Wakanda quando ha detto che aveva ottenuto il
vibranio “dal profondo dell’Africa“. Le origini
meteoritiche del vibranio rivelate in Black
Panther lasciano una possibilità: l’asteroide,
schiantandosi,si è frantumato, creando piccoli giacimenti intorno
ed esterni ai confini del Wakanda. Scientificamente, la spiegazione
potrebbe reggere. I fumetti utilizzano questa spiegazione, quando
in una piccola isola del Sud Atlantico è stato scoperto del
vibranio, utilizzato dalla compagnia petrolifera
Roxxon. Data la quantità di vibranio necessaria
per realizzare lo scudo di Cap, Howard Stark aveva probabilmente
accesso a una riserva ridottissima di vibranio.
Black Panther: ecco tutto il
vibranio nel Marvel Cinematic Universe
C’è anche la possibilità che il
vibranium sia stato regalato a Howard Stark (o ai suoi uomini) dai
wakandiani – qualcosa di cui T’Challa non è a conoscenza. Lo stesso
Black
Panther ha stabilito che ci sono molti segreti anche
all’interno della famiglia reale del Wakanda. Re Azzuri, il monarca
regnante e la Pantera Nera negli anni ’40, potrebbe aver stretto un
accordo con alcuni degli esploratori inviati dal vecchio Stark; per
mantenere il silezio in merito all’esistenza del suo Paese, il re
potrebbe aver pagato un prezzo in vibranio. Considerando che lo
S.H.I.E.L.D. monitorava già il Wakanda (come mostrato da un Easter
Egg in Iron Man 2), non è escluso che ci siano stati
più contatti tra il paese e il resto del mondo.
Dal momento che Howard Stark è
morto, sarà difficile scoprire la verità, e T’Challa potrebbe
continuare a credere che il vibranio dello scudo di Cap potrebbe
essere stato rubato, opzione non da escludere. Il nuovo re del
Wakanda si è però dimostrato accogliente, sia nei confronti di Cap
che soprattutto in quelli di Bucky e probabilmente Avengers: Infinity War ci
racconterà qualcosa in più in merito a questo piccolo mistero dei
Marvel Movies.
Tutti amano dire e dirsi che quello
che vivono è “Un amore sopra le righe”, una storia vivace,
interessante, coinvolgente, lontana dai cliché. Certamente
è sopra le righe la relazione tra Victor e Sarah, due giovani,
nella Francia degli anni ’70, che si incontrano per caso e che non
si lasciano più, per i 45 anni successivi. Una relazione fatta di
grandissima passione, gioia e fughe romantiche, ma anche di
tradimento, di lontanza e di crescita, maturazione. Insomma una
storia che nella sua complessità regala uno sguardo inedito sulle
relazioni, su ciò che le tiene in piedi nel tempo, ma anche
sull’ambizione, sull’aspirazione, sugli equilibri che due persone
che si amano sono disposte a mantenere per andare avanti.
Una relazione grandissima passione ma anche di tradimento e
maturazione
Quando si incontrano per caso, nel
1971, non immaginano che lui diventerà uno dei più importanti
scrittori francesi e che si innamoreranno perdutamente. Sarah ha
deciso da subito che avrebbe fatto innamorare Victor di sé, lui,
come ogni uomo, è un po’ più lento ma capisce che non può fare a
meno di lei, del suo sorriso, del suo supporto, dell’ispirazione
che da lei arriva.
Opera prima dell’attore e
sceneggiatore Nicolas Bedos, Un amore
sopra le righe (Mr & Mme Adelman) è sicuramente un
film che racconta una storia d’amore, ma è anche una riflessione
spietata sull’ambizione di un uomo e sulla capacità dello stesso di
aggrapparsi a una donna, fino a diventarne completamente
dipendente, quasi succube, se solo lei volesse esercitare con
spietatezza il suo potere.
Bedos, che interpreta
anche Victor, e Doria Tillier, interprete di
Sarah, co-sceneggiatrice e compagna nella vita del regista,
restituiscono un’intesa di coppia dinamica e raccontano un amore
realmente complesso, lontano dalle romanticherie e dai classici
schemi cinematografici. Se tradizionalmente la commedia romantica
racconta la storia d’amore al nascere, interrompendosi con un
fiducioso “e vissero felici e contenti”, Un amore sopra le righe è
sicuramente un film romantico, ma non è una commedia, né tantomeno
una storia tradizionalmente raccontata, dal momento che ha il
coraggio di raccontare l’amore in tutte le sue fasi, nel corso
della vita.
Un viaggio capace di sorprendere a ogni svolta
Sfociando nel thriller,
attraversando il dramma e chiaramente trovando un comodo spazio
nella commedia brillante, il film di Bedos si potrebbe spiegare
come un viaggio, lungo (il film dura 120 minuti),
capace di sorprendere a ogni svolta svolta narrativa, incatenando
lo spettatore alla sorte di Victor e Sarah. Le parabole dei due
protagonisti si sviluppano parallele e in direzione inversa;
all’inizio siamo abbagliati dal brillante scrittore in erba, alla
fine siamo stregati da questa donna affascinante che ha abbracciato
l’età con grazia, diventando sempre più bella, una donna che strega
prima lo spettatore e poi il protagonista con il suo sorriso
magnetico e il suo fine intelletto.
Un amore sopra le
righe non regala fiori, non fa complimenti, sconvolge la
quotidianità e apre gli orizzonti, svincolato dai canoni, scappa
nella notte sotto la pioggia, al suono di risate giovani e ribelli,
sotto un fuoco incrociato di grida di persone di mezza età in crisi
di identità, abbracciando due vite così eccezionali da sembrare
aliene.
Brillante, travolgente,
sorprendente, è la storia d’amore che stavate aspettando.
Dopo aver trionfato agli Oscar
aggiudicandosi 4 statuette, La
Forma dell’Acqua sale in testa al box office
italiano di questo fine settimana con 1,4 milioni di euro incassati
alla quarta settimana di programmazione.
Red Sparrow scende al secondo
posto con 830.000 euro e arriva a quota 2,3 milioni.
Il Giustiziere della
Notte apre sul terzo gradino del podio con 729.000
euro incassati in 330 sale.
Puoi baciare lo sposo perde una
posizione rispetto all’esordio con altri 661.000 euro e un totale
di 1,8 milioni.
Il filo nascostotiene bene raccogliendo
altri 542.000 euro con cui arriva a 3 milioni complessivi.
E’ arrivato il
broncio giunge a 1,1 milioni con altri 493.000
euro.
A casa tutti bene precipita al
settimo posto con altri 492.000 euro arrivando a quota 8,6
milioni.
Lady Bird conferma l’ottava
posizione della scorsa settimana con altri 444.000 euro e un
globale di 1,1 milioni.
Segue Black
Panther che arriva a 6,6 milioni totali con
altri 429.000 euro.
Chiude la
top10 Belle e Sebastien 3 – Amici per
sempre che totalizza 2,4 milioni con altri
396.000 euro.