Ecco la nostra intervista a
Byron Howard e Jared Bush, i
registi di Zootropolis
2, dal 26 novembre al cinema con Walt Disney
Italia.
Leggi la nostra recensione di Zootropolis
2
Nel nuovo film d’animazione, i
poliziotti alle prime armi Judy Hopps e Nick Wilde si trovano sulle
tracce di un grande mistero quando Gary De’Snake arriva a
Zootropolis e mette sottosopra la città animale. Per risolvere il
caso, i due, sotto copertura, sono costretti ad avventurarsi in
nuove e inaspettate aree della città, dove la loro continua
collaborazione viene messa alla prova come mai prima d’ora. Il
film è diretto dal team vincitore dell’Oscar® composto dal Disney
Animation chief creative officer Jared Bush e Byron Howard e
prodotto da Yvett Merino. Nel film anche la nuova canzone
originale “Zoo” interpretata da Shakira. La musica e il testo di
“Zoo” sono stati scritti da Ed Sheeran, Blake Slatkin e Shakira. La
canzone è prodotta da Blake Slatkin, Alex (A.C.) Castillo, Shakira
ed Ed Sheeran. La colonna sonora strumentale di Zootropolis 2 è composta dal vincitore
dell’Academy Award® Michael Giacchino.
C’è un’infondata leggenda
riguardante Wolfgang Amadeus Mozart e
Antonio Salieri, ovvero quella della loro
rivalità. Una competizione costante tra i due musicisti che avrebbe
portato il secondo ad avvelenare il primo, non potendo sopportare
la presenza di un talento maggiore del suo. In realtà, di questa
versione tramandatasi nel corso dei secoli non ci sono prove
ufficiali, ma l’idea di un simile scontro tra geni della musica è
comprensibilmente troppo appetibile per rinunciarci, specialmente
considerando che nel 1984 ha portato alla realizzazione di uno dei
film più celebri della storia del cinema,
l’Amadeus di Miloš Forman
(qui
la nostra recensione).
Tratta dall’omonima opera teatrale
di Peter Shaffer, a sua volta liberamente ispirata
alla vita del prodigioso compositore, questa storia viene ora
riproposta alle nuove generazioni grazie alla nuova serie Sky
intitolata a sua volta Amadeus,
con protagonisti Paul Bettany (WandaVision),
Will Sharpe (The White
Lotus) e Gabrielle Creevy (Three
Women). Tuttavia, come spesso avviene, il formato della serie
offre l’occasione per ampliare la narrazione, permettendo una
visione più profonda dei due protagonisti e del mondo musicale che
li circonda. Il risultato è sorprendente.
La trama di
Amadeus
A 25 anni, Amadeus
(Will Sharpe) arriva nella vivace Vienna
determinato a tracciare il proprio percorso artistico, al di là
della celebrità che ha conosciuto da bambino prodigio. Disoccupato
e finalmente libero dal padre autoritario, trova un’alleata
inaspettata in una giovane cantante destinata a diventare sua
moglie: la passionale ma leale Constanze Weber
(Gabrielle Creevy). Le sue conoscenze nel mondo
culturale introducono Amadeus nell’orbita del rispettato e devoto
compositore di corte Antonio Salieri (Paul
Bettany). Incuriosito, disgustato ma non senza
sentirsi minacciato, Salieri lo accoglie nei circoli più influenti
e tra i due nasce un’amicizia.
Quando però diventa chiaro che la
musica di Amadeus trascenderà la sua reputazione, Salieri vede
vacillare le fondamenta stesse della sua fede in Dio. Quella che
era una rivalità si trasforma in ossessione, mentre Salieri si
convince a distruggere colui che considera l’eletto di Dio, una
volta per tutte. Dopo un fallito tentativo di togliersi la vita,
trent’anni più tardi Salieri viene chiamato a raccontare l’intera
verità proprio da Constanze, la moglie di Amadeus. Emergeranno così
tutti i segreti, gli orrori e i peccati rimasti fino a quel momento
nell’oscurità.
Il linguaggio di Dio
Come al solito in questi casi, dar
luogo ad un confronto volto a stabilire se sia meglio il film o la
serie ha ben poco senso. Non solo perché si tratta di formati
diversi con diverse esigenze nella struttura del racconto, ma anche
perché la serie scritta da Joe Barton e
Julian
Farino sembra interessarsi in particolar modo
all’aspetto spirituale, quel legame con Dio che in un modo o
nell’altro porta sia Salieri che Mozart ad essere in conflitto con
sé stessi e con il mondo. Lo rendono ben chiaro i primi due
episodi, che abbiamo potuto vedere in anteprima alla 35ª edizione
del Noir in Festival, dove se Salieri si rivolge a
più riprese a Dio colpevole di averlo abbandonato, mentre Mozart lo
attacca con la musica per avergli portato via alcuni affetti.
Nasce ad esempio proprio da questo
stimolo una delle scene più belle e struggenti, presente verso il
finale del secondo episodio, in cui Mozart cerca a suo modo di
mettersi in contatto con l’aldilà attraverso la musica, avvalendosi
anche dell’aggraziata voce di sua moglie. Un rapporto con la
spiritualità, dunque, importante tanto quello con la musica, che
resta ovviamente centrale. Quando le due sfere si uniscono si hanno
poi i momenti migliori di questi episodi (come quello poc’anzi
descritto). Ma ovviamente quelli con Dio e la musica non sono gli
unici conflitti della serie, in cui resta assolutamente centrale il
rapporto tra Mozart e Salieri.
Risultano innanzitutto vincenti le
scelte di casting dei protagonisti. Will Sharpe è
un Mozart particolarmente convincente, brillante e cupo, ribelle e
tormentato. Ancora una volta l’enfant prodige della musica viene
ritratto come una personalità fuori dal suo tempo, o meglio, che
sembra averlo capito a tal punto da volerlo smantellare e
riformulare. Una rock star ante litteram, che dietro l’esuberanza
nasconde però profonde ferite interiori, che Sharp riesce a rendere
credibili rendendo particolarmente apprezzabile il suo Mozart. Per
motivi affini Paul Bettany si dimostra un convincente
Salieri, che dietro i suoi occhi di ghiaccio nasconde tutto lo
struggimento del vedersi superato in ciò che si riteneva il
migliore.
“Mi hai donato abbastanza
talento da capire quanto immensamente poco ne possiedo”
rimprovera Salieri a Dio. Una frase che ben lo sintetizza, con
Bettany che riesce a farsi carico del peso emotivo di questo ruolo
nel 1985 fruttò l’Oscar a F. Murray Abraham.
Bisogna però parlare anche di Gabrielle Creevy,
che si è qui assunta l’impegno di restituire una Constanze
tutt’altro che in balia degli eventi, che ha la forza di rinunciare
ai propri sogni per permettere al marito di raggiungere i suoi,
senza per questo lasciarsi schiacciare da quel mondo di uomini. A
partire da questo terzetto di protagonisti la serie dimostra di
avere qualcosa di valido da offrire, motivo per cui sarebbe un
peccato considerarla solo all’ombra del film omonimo.
Inoltre, se è vero che
interpretazioni e discorsi musicali e spirituali hanno già lasciato
promettenti semi in questi primi due episodi, va anche detto che
l’intera ricostruzione storica, tra scenografie e costumi, è
particolarmente ammaliante e gioca la sua parte nella costruzione
di un atmosfera che promette divertimento ma anche mistero e
tensione. Sebbene si siano visti per ora solo i primi due episodi
di cinque, se Amadeus continuerà su queste note la
si potrà senza dubbio un più che valido nuovo adattamento del testo
teatrale, ribadendo la forza di questo racconto.
Disney+ ha diffuso il nuovo trailer di
Taylor Swift | The Eras
Tour | The Final Show, il film concerto dedicato alla
superstar vincitrice di 14
GRAMMY, che debutterà il 12 dicembre in esclusiva sulla piattaforma.
Il progetto accompagna l’ultimo atto del tour da record della
cantante, diventato un vero e proprio fenomeno culturale
globale.
Il
film concerto, girato a Vancouver, British Columbia, documenta integralmente
l’ultimo show dell’Eras Tour e presenta per la prima volta
all’interno della scaletta l’intero set di “THE TORTURED POETS DEPARTMENT”, aggiunto
dopo l’uscita dell’album nel 2024 e accolto con enorme entusiasmo
dai fan. La regia è affidata a Glenn Weiss, mentre la produzione è firmata da
Taylor Swift
Productions in collaborazione con Silent House
Productions.
Accanto al film concerto, il 12 dicembre debutterà su Disney+ anche The End of an Era, la docuserie-evento in
sei episodi che
esplora lo sviluppo, l’impatto e i meccanismi interni dell’Eras
Tour. La serie offrirà uno sguardo intimo sulla vita della cantante
durante un periodo in cui il tour dominava le prime pagine e
riempiva gli stadi in tutto il mondo.
Oltre a Taylor Swift, nella docuserie compaiono Gracie Abrams, Sabrina Carpenter, Travis
Kelce, Ed Sheeran e Florence Welch, insieme alla band, ai
ballerini, alla crew e alla famiglia dell’artista, per raccontare
da vicino l’universo creativo e umano che ha trasformato l’Eras
Tour in un fenomeno senza precedenti.
A
partire dal 12
dicembre, Disney+ pubblicherà due episodi a settimana di
The End of an Era,
offrendo ai fan un appuntamento continuativo per rivivere
l’esperienza del tour e scoprirne i retroscena.
Prime Video ha rilasciato oggi il trailer e il
poster di
Gigolò per caso – La sex guru, la seconda
stagione della serie comedy Original Italiana che vede l’inedita
coppia padre-figlio formata da Christian De
Sica e Pietro Sermonti, questa volta alle
prese con una nuova sfida, l’arrivo della sex guru femminista
Sabrina Ferilli. Entra nel cast anche
Gianmarco Tognazzi accanto ai ritorni
Ambra Angiolini, Frank Matano, Giorgia Arena e
Francesco Bruni, a cui si uniscono anche le nuove
guest star Euridice Axen, Gianfranco Gallo, Francesca Agostini e
Valerio Lundini. Tutti e sei gli episodi di Gigolò per caso – La
sex guru saranno disponibili in esclusiva su Prime Video dal
prossimo 2 gennaio 2026 in oltre 240 Paesi e territori nel
mondo.
In questa seconda stagione, padre e
figlio sono nuovamente alle prese con nuove esilaranti avventure ed
un rapporto conflittuale dai risvolti comici. L’attività dei Bremer
è in pericolo: sta per arrivare una rivoluzione e il suo nome è
Rossana Astri (Ferilli), celebre guru femminista che insegna alle
donne a fare a meno degli uomini. Le sue idee sovversive metteranno
a rischio il business di Giacomo (De Sica) e la vita privata di
Alfonso (Sermonti), soprattutto quando Margherita (Angiolini)
diventa una delle sue seguaci più devote. Costretto nuovamente ad
aiutare il padre, Alfonso si ritrova nel bel mezzo di una guerra
tra sessi che fa emergere con ironia i desideri nascosti delle
donne e la disarmante difficoltà degli uomini a stare al loro
passo.
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Crediti Arianna
Lanzuisi
Crediti Arianna
Lanzuisi
Crediti Arianna
Lanzuisi
Crediti Arianna
Lanzuisi
Crediti Arianna
Lanzuisi
Gigolò per caso – La sex guru è una
serie co-prodotta da Amazon MGM Studios con Stefano Massenzi,
Andrea Occhipinti e Serena Sostegni per Lucky Red. La seconda
stagione di Gigolò per caso è diretta nuovamente da Eros Puglielli,
mentre Tommaso Renzoni, Elena Santoro e Matteo Calzolaio firmano
soggetto e sceneggiatura.
Si apre con una storia vera il concorso
internazionale della 35ª edizione del Noir in
Festival: quella della bandadelle
Amazzoni, che tra il 1989 e il 1990 rapinò sette banche
gettando in forte agitazione la provincia di Avignone, in Francia.
Una banda composta da sole donne, le cui motivazioni dietro quelle
gesta portarono alla luce un desolante ritratto del rapporto tra
individuo e Stato. Una vicenda ora riproposta dalla regista
Melissa
Drigeard, che con Le Gang des
Amazones va dunque a scavare nel contesto in cui gli
eventi sono avvenuti, proponendo così una rilettura che dà molto su
cui riflettere.
La vicenda della gang delle Amazzoni è in realtà
stata già la fonte d’ispirazione per un film, italiano in questo
caso. Si tratta di Brave ragazze (qui la recensione), diretto nel
2019 da Michela Andreozzi e con
protagoniste Ambra
Angiolini,Ilenia Pastorelli, Serena Rossi e
Silvia d’Amico. In quel caso però la
vicenda viene rielaborata con spunti di originalità, mentre per il
suo quarto lungometraggio Drigeard punta ad una maggiore aderenza
al reale, ma anche a sottoporre con maggior durezza la domanda alla
base del film: quanto è grave l’illecito che si commette per
difendersi da uno Stato che non protegge i suoi cittadini?
La trama di Le Gang de
Amazones
Inizi degli anni ’90: cinque ragazze, amiche
d’infanzia, rapinano sette banche nella regione di Avignone. La
stampa le soprannomina La banda delle amazzoni, anche se non si
sono mai viste donne rapinatrici di banche e il fatto suscita ancor
più clamore quando vengono arrestate. Sono ragazze semplici, di
diversa estrazione sociale, mamme in cerca di sostegno economico,
adolescenti a caccia di un sogno di benessere. Il film segue non
tanto la cadenza sempre più ravvicinata delle rapine, quanto un
processo che ha tenuto col fiato sospeso tutta la Francia.
Lyna Khoudri in Le Gang des Amazones
Raccontare la gang delle Amazzoni
La regista sembra ben consapevole del valore e
anche dell’attualità di questo racconto, motivo per cui sceglie di
abbracciarlo nella sua interezza, restituendolo al pubblico con un
fare quasi documentaristico. Sin dalle prime scene ci porta dunque
con sé nel seguire le sue protagoniste, le loro vite e soprattutto
le loro difficoltà. Difficoltà di cui molto spesso non hanno colpe,
ritrovandosi invece a dover pagare per gli errori altrui. Nel
presentarci in questo modo le cinque protagoniste di quello che è
un film quasi interamente femminile (i pochi uomini sono immaturi o
assenti), Drigeard vuole subito porci dalla loro parte.
Ma non le occorre calcare la mano per far
emergere la gravità della situazione, che spinge facilmente ad
empatizzare con Katy (Lyna
Khoudri), Hélène (Izïa
Higelin), Laurence (Laura
Felpin), Carole (Mallory
Wanecque) e Malika (Kenza
Fortas). Consapevole anche di questo, la regista può
permettersi di dar luogo ad un racconto asciutto, senza eccessi
stilistici né enfasi, che non ha bisogno di spingere
sull’acceleratore del ritmo per coinvolgere il pubblico. Non le
occorre neanche arrischiarsi in una pericolosa esaltazione della
violenza, relegandola anzi a poche scene. Le bastano invece mirate
scelte di messa in scena (tra primi piani, linguaggio del corpo e
uso degli ambienti) per portare alla luce il mondo interiore delle
protagoniste e dire quanto le occorre.
Lo si evince ad esempio nella scena dedicata ad
Hélène, quella in cui chiede spiegazioni per l’assegno di
mantenimento ridotto a causa di un errore dello Stato. Un unico
piano fisso su di lei, sul suo volto che si propone gentile ma su
cui progressivamente si dipingono rabbia, dolore e paura. In
effetti, è proprio Izïa Higelin a spiccare sulle
sue colleghe co-protagoniste, tutte comunque bravissime e
convincenti). Le loro interpretazioni conferiscono ulteriore
realismo al racconto, permettendoci di vedere le donne prima delle
amazzoni. Donne che amano, sperano e soffrono. Ed è qui che si
trova racchiuso il senso del film.
Una scena del film Le Gang des Amazones
Le Gang de
Amazones offre domande, non risposte
Quello di Drigeard è dunque un racconto che
vuole suscitare domande e spingere a riflessioni. Sebbene la
regista miri a questo obiettivo senza abbandonarsi ad un’enfasi
distraente, talvolta si ha la sensazione di star assistendo ad
alcune lungaggini che appesantiscono un po’ la narrazione. Una
sensazione che si ha soprattutto nell’ultimo atto del film,
dedicato al processo alle cinque protagoniste. Certo, è chiaro
l’intento di voler raccontare anche il clamore di quelle udienze,
che ebbero grande seguito, ma una maggiore condensazione avrebbe
potuto forse giovare al film senza nulla togliergli.
In ogni caso, Le Gang des
Amazones riesce ad essere un’opera di grande impatto,
capace di emozionare e far indignare quando serve. Lancia
soprattutto un monito che trent’anni dopo risulta ancora attuale,
ovvero la pericolosità di una sempre maggiore sfiducia nelle
istituzioni. Sfiducia che può portare ad atti sconsiderati e con
forti conseguenze per chi ne viene coinvolto (convincente in tal
senso la scelta di far ascoltare anche i testimoni delle rapine),
ma che diventa sempre più difficile giudicare in modo completamente
negativo. Il film, in questo non offre risposte facili, ma invita a
considerare le tante sfumature esistenti tra nero e bianco.
LEGO ha diffuso le prime immagini
di tre nuovi set di Star
Wars in arrivo nel 2026. Non solo abbiamo un
nuovissimo Incrociatore d’Attacco di Classe Venator tratto da La
Vendetta dei Sith, ma anche un’espansione della popolare collezione
di veicoli in scala media e un nuovo droide di grandi
dimensioni.
In uscita il 1° gennaio, tre nuovi
set LEGO Star Wars saranno lanciati per dare il via al nuovo anno.
Ecco le immagini ufficiali e le informazioni sui set per i prossimi
Incrociatore d’Attacco di Classe Venator (75441), AT-AT
(75440) e BB-8 (75452) LEGO.
AT-AT (75440)
Espandendo la collezione LEGO in
scala media dalle astronavi ai veicoli terrestri, il nuovo AT-AT
(75440) è una novità per i set LEGO Star Wars.
Con dimensioni completamente nuove
per il modello del Walker Imperiale, questo nuovo AT-AT presenta
una varietà di dettagli, tra cui alcuni Easter Egg che
rappresentano il Generale Veers de L’Impero colpisce ancora e altre
truppe imperiali all’interno del set. È presente anche una
mini-costruzione di uno snowspeeder ribelle che cerca di far
inciampare il Walker con il suo cavo di traino.
Con un totale di 525 pezzi e un
prezzo di $ 64,99, alcuni collezionisti potrebbero essere titubanti
nell’acquistare questo set, soprattutto se possiedono già una
versione più grande o anche l’AT-AT Gingerbread a tema natalizio di
quest’anno. Tuttavia, non è una cattiva idea per chi non ha AT-AT
nella propria collezione e/o ha poco spazio sugli scaffali.
Incrociatore d’Attacco Classe Venator (75441)
Allo stesso modo, il nuovo
Incrociatore d’Attacco Classe Venator in scala media di LEGO
(75441) è un’ottima scelta per chi non poteva permettersi o non
aveva spazio per l’enorme UCS Venator di LEGO da 650 dollari,
uscito nel 2023.
Con 643 pezzi e un prezzo di
listino di 80 dollari, il rapporto prezzo/pezzo è più o meno lo
stesso del precedente AT-AT, con i suoi Easter egg, come pezzi che
rappresentano gli Intercettori Jedi di Anakin e Obi-Wan
all’interno.
Tutto sommato, sembra abbastanza
probabile che questo nuovo modello di Venator sarà il modello LEGO
Star Wars più venduto tra i tre questo gennaio.
Droide Astromeccanico BB-8 (75452)
Ultimo ma non meno importante, il
nuovissimo Droide Astromeccanico BB-8 (75452), l’ultima versione
del classico droide della trilogia sequel e l’ultimo arrivato nella
recente serie LEGO di modelli di droidi in scala più grande. Detto
questo, il prezzo per pezzo non è nemmeno lontanamente conveniente
come quello dei due modelli precedenti, con solo 569 pezzi a 90
dollari.
Sembra anche che questo nuovo BB-8
sia in scala con i modelli LEGO R2-D2 e C-3PO dell’anno scorso,
quindi sarà probabilmente di interesse per chi desidera completare
il set.
Mentre Arrowhead Games continua a
cercare nuovi modi per innovare il franchise originale,
l’adattamento di Helldivers da parte di
Sony si avvicina sempre di più al decollo. Arrivato quasi un
decennio dopo il suo predecessore, accolto con grande entusiasmo,
lo sparatutto fantascientifico è rapidamente diventato uno dei più
popolari nel mondo dei videogiochi cooperativi con il suo sequel
del 2024, grazie al suo ciclo di gameplay e all’approccio satirico
al genere, in linea con Starship Troopers, che
hanno ottenuto recensioni ampiamente positive.
Ancora più importante,
Helldivers 2 si è rivelato uno dei
maggiori successi finanziari degli ultimi anni, diventando il gioco
PlayStation più venduto di tutti i tempi entro maggio 2024 e il
terzo titolo più venduto del 2024 negli Stati Uniti, con oltre 19
milioni di copie vendute. Forte di questo successo, Sony ha
annunciato a gennaio 2025 che un adattamento cinematografico di
Helldivers era nelle prime fasi di sviluppo.
Come riportato per la prima volta
da The Hollywood Reporter, Justin Lin è stato
scelto per dirigere l’adattamento cinematografico di
Helldivers. Lin, noto per la sua
esperienza nel franchise di Fast and
Furious, produrrà anche l’adattamento, scritto da
Gary Dauberman, sceneggiatore di
IT e Until Dawn, tramite la sua
Perfect Storm Entertainment.
Justin Lin che
firma per dirigere il film di Helldivers
è una scelta interessante per una serie di motivi. Innanzitutto, il
regista, a quanto pare, si è basato sul fatto di non essere un
videogiocatore per proporre il suo approccio al titolo, con
l’obiettivo di concentrarsi sui personaggi umani. Rispetto a una
varietà di altri adattamenti di videogiochi, avere un regista che
porta il proprio approccio a un franchise potrebbe destare
preoccupazione sulla potenziale fedeltà alla fonte.
Inoltre, a seconda di quando
inizierà la produzione, Helldivers sarà il primo ritorno di Lin al
genere blockbuster dopo l’uscita da Fast &
Furious per divergenze creative, con il regista che
di recente è tornato alle sue radici indie con Last Days, ispirato
a una storia vera. È interessante notare che, sebbene Fast &
Furious sia stato il suo pane quotidiano per oltre un decennio, in
passato ha attinto al genere fantascientifico con
Star Trek Beyond, che ha
continuato il successo di critica della linea temporale Kelvin.
Detto questo, c’è ancora la
possibilità che Helldivers impieghi del tempo per arrivare sullo
schermo a causa degli impegni di Lin. Prima di firmare per
l’adattamento del gioco, si è anche occupato della regia degli
adattamenti di One-Punch Man e BRZRKR, entrambi ancora in diverse
fasi di sviluppo. Considerando che lavora con il primo da oltre tre
anni, una sceneggiatura definitiva potrebbe convincerlo a buttarsi
per primo.
Anche se non dovesse arrivare in
fretta, Sony e PlayStation Productions hanno abbastanza cose in
programma per lasciare che il film di Helldivers si prenda il suo
tempo nello sviluppo. Oltre alle terze stagioni confermate di Last
of Us della HBO e della serie Twisted Metal di Peacock, Amazon MGM
ha appena confermato un ordine di due stagioni per una serie di
God
of War, mentre Resident Evil di Zach Cregger è attualmente in
produzione, tra gli altri adattamenti ancora in lavorazione.
Il regista di
Open Arms – La legge del mare torna sul grande schermo con un
lungometraggio toccante e in grado di parlare, di nuovo, al cuore
delle persone. Bus 47 è il racconto di un atto di
dissenso pacifico e del movimento popolare di quartiere che
trasformò per sempre nel 1978 la città di
Barcellona. Basato su fatti accaduti e recitato principalmente in
catalano, in Spagna è stato un grande successo di
botteghino ma anche di premi infatti si è aggiudicato ben
cinque premi, anche quello per miglior film,
durante la 39° edizione dei Goya, i principali
riconoscimenti del cinema spagnolo.
La trama di Bus 47
Questo film si apre con un prologo
ambientato nel 1958, durante la Spagna
franchista, dove molti spagnoli si sono sono rifugiati
sulle colline intorno a Barcellona. Il quartiere in questione è
Torre Barò, le prime scene ambientate negli anni
Cinquanta, opportunamente in tonalità seppia e inquadrate in un
formato squadrato, raffigurano l’accoglienza che i nuovi arrivati
ricevettero dalla polizia locale, che aveva l’ordine di demolire
qualsiasi edificio incompiuto non conforme alle normative. Le
strutture vennero quindi costruite durante la notte, in un turbine
di code per mattoni e sacchi di cemento, poiché non ci sarebbe
stata alcuna clemenza dall’altra parte, dato che le forze dell’ordine sarebbero arrivate la mattina
successiva.
Il film poi salta avanti di ben
vent’anni, siamo nel 1978 e la Spagna sta in pieno
cambiamento verso un governo democratico ma c’è ancora tanto da
lavorare. Il protagonista Manolo Vital,
interpretato da Eduard Fernández, è uno dei tanti
abitanti di Torre Barò che lavora in città, infatti l’uomo sposato
e con una figlia grande è un autista del bus della linea
47. Manolo è un cittadino modello e conosciuto da tutti i
passeggeri della suo autobus ma anche papà e marito amorevole e con
un senso per la solidarietà tra gli amici. Nel quartiere il signor
Vital è visto in qualche modo come una figura autorevole e l’unico
in grado di cambiare le sorti di un luogo che sembra dimenticato
dal consiglio comunale. Vivere a Torre Barò non è facile anche
perché è assente un servizio di trasporto pubblico, il protagonista
frustrato dalla burocrazia del governo catalano, dalla possibilità
di essere licenziato e da una tragedia nella sua comunità, decide
di compiere un piccolo atto di disobbedienza civile che avrà un
impatto enorme.
(The Mediapro Studio) Foto de Lucía Faraig
L’autista un giorno come tanti
decide di dirottare il suo Bus 47, con dei
cittadini inclusi su fino alla sua casa, mostrando così a chi lo
governava che non era vero che le strade erano inagibili. Nel film
alla storia è stata concessa qualche libertà, in quanto la
posizione di Manolo come rivoluzionario pressoché solitario, invece
nella realtà la comunità fu più ampia e molto più coinvolta negli
eventi che portarono alla completa assimilazione di Torre Baró a
Barcellona. Il film si conclude con i titoli di coda che mostrano
il vero signore Vital e vari filmati d’archivio con il celebre bus
che ha cambiato le sorti della società migliorandone il futuro.
Un atto di ribellione
pacifica
Conosciamo tutti il gesto
rivoluzionario di Rosa Parks, quello di
non cedere il suo posto ad un giovane uomo bianco, una scintilla
che avrebbe acceso il movimento statunitense contro le leggi
discriminatorie in qualche modo Bus 47 racconta
qualcosa di simile. Nel film assistiamo ad una parte di cittadini
della grande metropoli che stava diventando Barcellona che vengono
discriminati non per il colore della pelle ma per altri motivi e
uno di loro stanco ha deciso di ribellarsi. Manolo Vital
interpretato da Eduard
Fernández, che torna a farsi dirigere da
Marcel Barrena dopo l’ottimo Open Arms –
La legge del mare, recita un ruolo carismatico e nelle sue
corde che rappresenta al meglio un vero e proprio simbolo positivo
del popolo. Da segnalare anche le ottime interpretazioni di
Clara Segura, come la moglie Carmen di Manolo ed
ex suora, e quella di Salva Reina nei panni
dell’amico Felipín, i due si sono giudicati
entrambi il Goya una come Migliore attrice non
protagonista e l’altro come Migliore attore non
protagonista.
Un dramma del passato che parla al
presente
Bus 47, scritto
dal regista con Alberto Marini, è un film delicato
e toccante tanto modesto nella sua portata ma attuale e che si basa
su una storia personale. Il racconto di un eroe locale che ha
rischiato di perdere il lavoro e di essere condannato al carcere
per aver preso una coraggiosa posizione contro la mancanza
di servizi, mentre il governo e il mondo aziendale
sembravano sempre più distanti dalle preoccupazioni della gente
comune. Bus 47 conferma quello che abbiamo assistito noi in Italia
con
C’è ancora domani, di quanto le storie del passato posso
aiutare il nostro presente anche portando al cinema un pubblico
critico e attento ai messaggi sociali.
Aldo, Giovanni e
Giacomo (Tre
uomini e una gamba,
Il grande giorno) sono uno dei trii comici italiani che
maggiormente hanno fatto la storia della comicità italiana negli
ultimi decenni, spaziando dal teatro alla televisione al cinema.
Qui la regista Sophie Chiarello li racconta nella maniera più vera,
senza filtri. In Attitudini: nessuna viene
ripercorsa tutta l’infanzia e l’ascesa per i tre comici,
coinvolgendo tutte le figure che hanno contribuito al loro
successo. Nel “cast”, quindi, rientrano tanti personaggi cruciali
della commedia italiana, dalle strette collaboratrici come
Marina
Massironi (Chiedimi se sono felice,
Così è la vita) comparsa anche in diverse produzioni
cinematografiche del trio, al regista Arturo Brachetti.
Attitudini: nessuna, gli esordi
difficili
Attitudini:
nessuna si mostra da subito come una fantastica narrazione
della vita reale dietro agli sketch divertenti. Talvolta, nel
vedere un comico, lo spettatore può cadere nell’inganno che la sua
vita sia solamente piena di risate e allegria, ma, purtroppo, non è
sempre così. E qui Aldo, Giovanni e Giacomo mostrano anche i loro
momenti più tristi, più delicati, partendo proprio
dall’infanzia.
Il documentario ha una struttura
cronologica, parte dagli anni di scuola dei tre, dove, in alcuni
casi sembrano essere quasi invisibili (non a caso in pagella
“attitudini: nessuna”). Giovanni è stato costretto a 13 anni ad
abbandonare la scuola per lavorare, pur frequentando dei corsi
serali; Aldo vive una situazione familiare difficile dopo il
divorzio dei genitori. Il teatro, la comicità attraverso le
attività dell’oratorio diventano così per tutti e tre una via di
fuga da realtà talvolta difficili. Giacomo da un lato e Aldo e
Giovanni dall’altro vivono per diversi anni viete parallele,
coltivando la propria passione, avendo gli stessi maestri, alla
scuola teatro Arsenale, senza ancora incontrarsi però. Solo in un
secondo momento Aldo e Giovanni incontreranno Giacomo, creando un
loro formidabile equilibrio comico.
Attitudini: nessuna, un
racconto intimo
Già il solo stile delle riprese
rende bene l’informalità con cui si raccontano queste tre vite: il
film sembra quasi essere girato con un cellulare, con scene mosse o
più sfocate. Questo sembra indicare proprio una forma di
anticonformismo, anche propria del trio; anche nelle prime scene
vediamo i tre riuniti nel salotto dell’appartamento di Giovanni,
con il padrone di casa stesso in pantofole. Tutto questo sembra
aggiungere una certa comicità e senso anche di intimità al
documentario: Aldo, Giovanni e Giacomo si presentano nella loro
veste più autentica, senza alcuna maschera.
Dal trio al coro
Altro elemento che rende
Attitudini: nessuna così interessante e conviviale
è proprio il modo in cui vengono inseriti tutti gli altri
personaggi che animano il documentario e hanno caratterizzato la
vita del trio. Il film assume la forma di un cammino nei ricordi,
in cui, col proseguire della storia, vengono interpellati tutti
coloro che c’erano, e così partendo dai compagni di teatro
all’oratorio, ai maestri di teatro, ai primi registi e
collaboratori e così via.
Tutte queste figure non vengono
semplicemente intervistati dalla regista o da una persona terza, ma
sono proprio Aldo, Giovanni e Giacomo a rincontrare tutti e,
proprio come dei vecchi amici a rievocare tutti i ricordi delle
avventure passate. Queste diventano quindi delle semplici
chiacchierate in cui regna la spontaneità e spesso anche l’ironia
del momento. Un esempio è proprio, nella parte con i produttori di
Mai dire gol che Giacomo resta in piedi all’inizio perché senza
microfono e fa partire un giro di battute su come sembrasse alla
stessa altezza degli altri seduti.
Sketch e voci fuori campo
Attitudini:
nessuna si anima anche con un mix di commenti e domande
sporadiche dalla regista, come anche di piccole scene mostrate.
All’inizio del documentario si tendono a mostrare soprattutto
piccoli spezzoni di film in bianco e nero, come di Stanlio e Ollio,
anche per metterli a paragone con le scenette di Aldo e Giovanni; a
queste si aggiungono delle scene di Tempi Moderni di Charlie
Chaplin per raccontare il passato in fabbrica di Giovanni,
probabilmente anche per alleggerire un momento drammatico per il
lui allora poco più che bambino. Un continuo susseguirsi di sketch
comici del repertorio della coppia e poi del trio rendono anche il
documentario molto più leggero e divertente.
Attitudini:
nessuna ci racconta i tanti sforzi ed esperienze, successi
e insuccessi che hanno portato Aldo, Giovanni e Giacomo dove sono
ora, consacrati nella comicità italiana. Pur mantenendo ancora oggi
una grande umiltà, è certamente commuovente vedere tutti i
sacrifici sopportati negli anni senza perdere il sorriso:
l’importante era e resterà far ridere il pubblico.
È nel segno di Giorgio Scerbanenco
la giornata dì mercoledì 3 dicembre al Noir in Festival con la
cerimonia del Premio che decreta il miglior romanzo noir italiano
dell’anno. Prima di scoprire il vincitore del Premio
Scerbanenco 2025, le autrici e gli autori della
cinquina finalista incontrano il pubblico di Casa Manzoni (a
partire dalle ore 17.30) per presentare le proprie
opere: Barbara Baraldi (Gli omicidi
dei tarocchi, Giunti), Giorgia
Lepore (Forse è così che si diventa uomini,
Edizioni E/O), Davide Longo (La
donna della mansarda, Einaudi), Alessandro
Robecchi (Il tallone da killer, Sellerio)
e Mirko Zilahy (La stanza delle
ombre, Mondadori). Con loro anche Antonio
Lanzetta, che con L’educatore (Newton
Compton) si è aggiudicato il Premio dei Lettori –
Premio Città di Lignano Sabbiadoro, riconoscimento
assegnato al romanzo più votato sul sito del festival.
Ad inaugurare il pomeriggio a Casa
Manzoni, la presentazione di Il noir italiano prima e dopo
Scerbanenco (Mimesi): un incontro con
l’autore Alberto Pezzotta su cinema e
narrativa dal dopoguerra agli anni settanta (ore 16.45).
La mattinata si apre all’Università
IULM con le presentazioni di Incel in una
stanza di Dikotomiko e
di Firenze. Ciak, si
uccide di Massimo Moscati .
Entrambi gli incontri sono moderati da Barbara Sorrentini (ore
11 – sala dei 146). A seguire si parla di podcast con un
incontro dedicato a Il banchiere di Dio in un
dialogo di Nicolò Majnoni, in un dialogo con
il produttore Andrea Maltagliati e il giornalista e responsabile
editoriale Guido Guenci.
Torna protagonista il fumetto con
Spugna e Cattivik – La Novell’
Grafik’ (ore 15 – Sala dei 146): una reinterpretazione
contemporanea di un’icona del fumetto nero italiano.
Lo sguardo si sposta poi alla
Cineteca Milano Arlecchino, che alle 15.30 ospita l’evento speciale
Chi è senza colpa. Viaggio nel noir
italiano di Riccardo Alessandri, che con la
sceneggiatrice Katiuscia
Magliarisi presenta questo percorso tra storia e
memoria del genere. Per il Concorso internazionale alle
18.00 Akaki Popkhadze presenta il
suo Brûle le sang, gangster movie
ambientato a Nizza con protagonisti due fratelli in cerca di
vendetta, mentre alle 21
arriva Golpes di Rafael
Cobos, noir spagnolo che vede nuovamente protagonisti due
fratelli in un lungo viaggio tra legalità e crimine.
Per il Premio Caligari,
all’Università IULM alle 17.30 proiezione di La valle dei
sorrisidi Paolo Strippoli, autore che
continua a esplorare con sguardo personale le zone più fragili e
inquietanti del reale.
Netflix rilascia il trailer e le nuove immagini
ufficiali di Wake Up Dead Man – Knives Out, il terzo
capitolo dell’opera del regista candidato all’Oscar Rian
Johnson con protagonista il celebre detective Benoit Blanc
(Daniel
Craig). Il film – già acclamato dal pubblico al
Toronto International Film Festival e al London Film Festival – è
ora disponibile in cinema selezionati mentre arriverà su Netflix il
12 dicembre.
1 di 7
Cortesia di Netflix
Cortesia di Netflix
Rian Johnson sul set di
Wake Up Dead Man - Cortesia di Netflix
Cortesia di Netflix
Cortesia di Netflix
Cortesia di Netflix
Cortesia di Netflix
La trama di Wake Up Dead Man – Knives
Out
Benoit Blanc
(Daniel
Craig) torna per affrontare il suo caso più pericoloso
nel terzo e più oscuro capitolo dell’opera di Rian Johnson. Quando
il giovane prete Jud Duplenticy (Josh
O’Connor) viene inviato ad affiancare il carismatico e
focoso Monsignor Jefferson Wicks (Josh
Brolin), è chiaro che qualcosa non va tra i banchi
della chiesa. Il modesto ma devoto gregge di Wicks comprende la pia
signora della chiesa Martha Delacroix (Glenn
Close), il riservato custode Samson Holt
(Thomas Haden Church), l’avvocatessa sempre sotto
pressione Vera Draven (Kerry
Washington), l’aspirante politico Cy Draven
(Daryl McCormack), il medico del paese Nat Sharp
(Jeremy
Renner), il celebre autore Lee Ross (Andrew
Scott) e la violoncellista Simone Vivane (Cailee
Spaeny). Dopo che un omicidio improvviso e
apparentemente impossibile sconvolge la cittadina, l’assenza di un
chiaro sospettato spinge la capo della polizia locale Geraldine
Scott (Mila
Kunis) a unire le forze con il rinomato detective
Benoit Blanc per svelare un mistero che sfida ogni logica.
La Disney non ha ancora
annunciato ufficialmente Zootropolis 3, ma un
momento in Zootropolis 2 lascia intendere che lo
studio abbia già dato il via libera ai Walt Disney Animation
Studios per svilupparlo. Dopo aver impiegato nove anni per
realizzare un sequel del successo originale da 1 miliardo di
dollari, la Disney non sembra interessata a un intervallo
altrettanto lungo tra il pubblico e la visione di Judy
Hopps e Nick Wilde.
Ora che il botteghino di
Zootropolis 2 ha infranto i
record nel suo weekend di apertura, sembra ancora più inevitabile
che la Disney regalerà agli spettatori un’altra avventura a
Zootropolis. Mentre dobbiamo aspettare che lo studio confermi
direttamente l’arrivo di un altro sequel, annunciando il
coinvolgimento del cast e della troupe o fissando una data di
uscita, c’è una parte nella parte principale di Zootropolis
2 che anticipa a che punto è arrivato lo sviluppo.
Un Easter Egg di Zootropolis
suggerisce che la Disney ha già dato il via libera a Zootropolis
3
Verso la fine di
Zootropolis 2, Clawhauser viene
incaricato di usare il computer di Paul, un altro agente della ZPD,
per ottenere alcune informazioni, e questo richiede che trovi la
password per accedere. Fortunatamente, c’è un Post-it con la
password scritta proprio lì. Zootropolis 2 non si concentra sulla
password di Paul, ma questa si rivela un Easter Egg piuttosto
clamoroso per Zootropolis 3.
Ora circola online:
“P@Rt3izFr&BrdZ” è la parte visibile della
password di Paul, ma ci sono altri caratteri coperti dalle dita di
Clawhauser. La credenza comune è che gli ultimi caratteri siano
“r2”, rendendo la password completa “P@Rt3izFr&BrdZr2”. Se
decodifichiamo i personaggi, sembra che sia un codice per “Part
3 is real and birds too”, ovvero “La Parte 3 è reale, e
anche gli uccelli lo sono”.
Sebbene il finale potrebbe essere
leggermente diverso, la scritta su questo Post-it, se presa come un
fatto, è un modo intelligente per la Disney di confermare che lo
studio è già al lavoro su Zootropolis 3.
Questo dettaglio assume maggiore sostanza alla luce di ciò che
succede nella
breve scena post credits.
Come Zootropolis 2 prepara
Zootropolis 3
La Disney ha preparato direttamente
un terzo film per Judy e Nick nei titoli di coda del sequel, quando
Judy viene mostrata nel suo appartamento con il registratore a
forma di carota riparato, che appoggia sul davanzale. Dopo che esce
dalla stanza, una piuma d’uccello atterra accanto ad esso mentre
un’ombra volante attraversa il cielo.
La scena post-credits prepara
Zootropolis 3, introducendo gli uccelli
in questo mondo, poiché gli animali volanti sono stati assenti dal
franchise fino a questo punto. Sembra che Paul sia uno degli
abitanti di Zootropolis che crede nell’esistenza degli uccelli, e
la sua password/nota diventa un altro modo in cui il film anticipa
il ruolo che le creature volanti del regno animale avranno in ciò
che verrà dopo.
Bakemono Lab
è lieta di annunciare, per il tredicesimo anno consecutivo, la sua
partecipazione aPiù Libri Più Liberi.
In occasione di questo importante traguardo verranno presentati i
nuovi titoli del catalogo invernale e sarà rinnovato il consueto
incontro con gli autori del
collettivo
Eiga,
che introdurranno le novità editoriali del catalogo dedicato al
cinema.
Numerosi gli ospiti
attesi allo stand A52: Simone Fiocco, Luca
Ruocco, Elizabeta Keci, Marilena Pradal,
Stefano Bessoni, Marco Mancinelli e Matteo
Maino.
Sabato 6
dicembre, alle ore 11, in Sala Marte, si terrà la
presentazione ufficiale delle novità della collana di cinema
Eiga, dal titolo “Le vie del cinema”.
I volumi protagonisti
dell’incontro saranno:
Lonesome Blues – Ombre e lampi di ragione nel
cinema di Woody Allen di Emanuele Rauco e Simone
Tarditi, con prefazione di Giampiero Frasca;
Alone Together – solitudini e incontri nel
cinema di Spike Jonze di Gianmaria Cataldo, con
prefazione di Chiara Guida;
Little Water Song – Kate Winslet e le mille sfumature dell’essere
donna di Elisa Torsiello, con prefazione di
Ilaria Feole e postfazione di Chiara Colizzi;
I see you – la via di James Cameron di Matteo Maino,
con prefazione di Chiara Guida;
A moderare l’incontro
saranno Stefano Bessoni, Chiara Guida e Federica
Aliano. Ospite speciale: Chiara Colizzi, storica voce
italiana di Kate Winslet.
Le novità che
Bakemono Lab porterà in fiera, però, non finiscono qui,
perché allo stand A52 saranno finalmente disponibili anche
tre nuovi titoli delle collane di narrativa e di libri illustrati.
Si comincia con Il Limbo dei Piccoli Fobici di
Varla Del Rio e Mauro Beato, illustrato da Aurora
Giatti.
Nel regno della
Paranoia, oltre la nebbia, un passaggio segreto conduce a un limbo
oscuro… Là, un’orda di bambini fobici danza tra le ombre delle
proprie ossessioni. Sei pronto a varcare la soglia?
Il secondo titolo,
firmato da Jessica Ravera e con l’illustrazione di copertina
di Domenico Scalisi, è Cuordilupo, romanzo
della collana Yokai: Nella notte in cui i fulmini
squarciano le Alpi e il bosco custodisce presagi antichi, dopo
molto tempo, quando ormai le generazioni hanno imparato a convivere
con i propri silenzi, tra gli alberi ricompare un grande lupo nero,
come non se ne vedevano più: ombra ancestrale che riapre ferite e
risveglia memorie di simboli perduti. ma è l’incontro con uno
sguardo innocente a cambiare per sempre la vita di tutti. Da
quell’attimo sospeso nasce un filo invisibile, capace di
attraversare gli anni e legare il destino di una famiglia al
respiro segreto della natura. Una storia di metamorfosi e
sacrifici, dove il confine tra uomo e bestia si dissolve nella
forza di un amore che sfida la natura stessa.
Per la collana
Tanabata, Bakemono Lab presenta Le ali del
colibrì di Marilena Pradal, con la cover di
Aurora Giatti: A trent’anni, Marilena ha una vita piena:
ha progetti e sogni da realizzare. Poi un giorno il suo cuore,
quell’organo che ha sempre dato per scontato, diventa
improvvisamente un traditore. Il pronto soccorso. La paura di
morire. Un dispositivo impiantato nella spalla. Qualcosa che lei
vivrà inizialmente come una gabbia, un limite invalicabile. Come si
riprende a vivere quando il corpo ti ricorda ogni giorno la sua
fragilità? Come si torna a sognare quando anche il gesto più
semplice sembra una sfida? Marilena si ferma. Si arrende. Ma solo
per un momento. Perché dentro di lei pulsa ancora quella voglia di
scoprire il mondo che l’ha sempre animata. E così decide di non
rinunciare: riempie lo zaino, affronta le sue paure e parte verso
mete lontane ed esotiche, tra l’emozione dell’ignoto e il timore
che il cuore possa tradirla di nuovo. Una storia vera di rinascita
e coraggio, un inno alla vita che insegna che i limiti esistono
solo se scegliamo di accettarli.
A chiudere le serie di
nuove uscite di narrativa, la raccolta di Racconti
gotici di Emilia Pardo Bazan, con la traduzione
di Alessandro Margheriti e la cover di Gaia
Magnini: «Entrate con coraggio insieme a me nella zona
d’ombra della mia anima.» È con queste parole che la contessa
Emilia Pardo Bazán ci prende in disparte per mostrarci una delle
facce meno conosciute del suo poliedrico essere: quella più
inquietante. In questa antologia di racconti gotici sorprendenti e
carichi di tensione, l’autrice esplora un mondo soprannaturale
popolato da vampiri, fantasmi, spettri, magia nera… un mondo
invisibile ma non poi così lontano, in cui riecheggia tutto il
folklore tradizionale della Galizia rurale.
Scarlett Johansson ripensa alla
causa intentata contro la Disney per l’uscita di Black
Widow, che in origine avrebbe dovuto debuttare nelle sale
cinematografiche. Dopo l’inizio della pandemia di COVID-19, la
Disney ha deciso di distribuire il film contemporaneamente in
streaming e nelle sale, provocando l’azione legale da parte della
Johansson, che secondo quanto riferito avrebbe ottenuto un
risarcimento di 40 milioni di dollari.
A quattro anni dalla causa,
Johansson parla con The Telegraph di questa esperienza, rivelando che
avrebbe apprezzato il sostegno dei suoi colleghi di Hollywood in
quel periodo. “Voglio dire, sarebbe fantastico avere più
sostegno dalla comunità e dai miei colleghi – in modo esplicito e
pubblico – su alcune questioni che riguardano l’intero
settore”, afferma l’attrice. “È sempre utile avere più
voci, ragazzi!”
La causa legale di Johansson è
stata motivata dalla distribuzione in streaming che minacciava il
suo bonus legato al successo al botteghino di Black Widow.
L’uscita del film su Disney+ lo stesso giorno della sua
uscita nelle sale ha ovviamente compromesso questo bonus, che era
stato inserito nel suo contratto.
Sebbene Johansson avrebbe gradito
un maggiore sostegno da parte dei suoi colleghi, ammette che anche
parlare da sola “può comunque essere molto efficace”. Come
spiega la star, il cambiamento dell’ultimo minuto ha stravolto
completamente i sistemi esistenti a Hollywood, ed era
importante per lei spingere per un cambiamento:
“Quando siamo passati
dal modello dei bonus al botteghino a quello dello streaming, la
situazione è diventata nebulosa, senza linee guida. Quindi, poter
influire su questo aspetto fa muovere tutto nella giusta direzione.
Ma sì, gradirei un maggiore sostegno”.
La pandemia di COVID-19 ha chiuso
molti cinema e ha lasciato gli spettatori a disagio nell’andare in
quelli rimasti aperti, spingendo la Disney ad adottare la strategia
del day-and-date per Black Widow. Il film ha incassato 379
milioni di dollari in tutto il mondo al botteghino, un
risultato estremamente modesto considerando il suo budget stimato
di 200 milioni di dollari.
Diretto da Cate Shortland, il film
segue Natasha Romanoff mentre affronta il suo passato e si
ricongiunge con i vecchi membri della sua famiglia. In generale, ha
avuto un buon successo di critica.
Black Widow recensioni ha elogiato la performance dominante
della Johansson, così come le performance dei nuovi arrivati
nell’MCUFlorence Pugh e David Harbour.
Su Rotten
Tomatoes, Black Widow gode di un punteggio della critica del
79% e di un brillante 91% Popcornmeter. Nonostante il dramma
legale che ha circondato l’uscita, l’ultima apparizione della
Johansson nei panni di Romanoff è stata generalmente ben
accolta.
Lo streaming simultaneo e
l’uscita nelle sale sono ormai un ricordo del passato, con la
Marvel che ha optato per un’esclusiva nelle sale prima che i film
passino a Disney+ settimane o mesi dopo. Anche se
il periodo d’oro dell’MCU è finito, con i nuovi episodi che
generalmente incassano meno di quanto avrebbero incassato prima
della pandemia, ci sono alcune uscite degne di nota
all’orizzonte.
I più grandi titoli MCU in uscita
sono Avengers: Doomsday e Avengers: Secret Wars, in uscita
rispettivamente il 18 dicembre 2026 e il 17 dicembre 2027. Questi
film dovrebbero riportare in scena una serie di volti noti del
passato dell’MCU, ma la Johansson è stata categorica nell’affermare
che la sua esperienza come Black Widow è ufficialmente
terminata, mettendo in dubbio il suo ritorno nei panni di
Romanoff.
Mentre The Brave and The Bold è
ancora in lavorazione presso la DC Studios, James
Gunn approfondisce gli aspetti chiave che l’DC
Universe deve azzeccare riguardo al nuovo Batman. Uno dei
progetti più attesi del Capitolo 1 della DCU: “Gods and Monsters” è il prossimo film di
Bruce Wayne nella serie condivisa di Gunn.
Mentre il suo film da solista è
ancora in fase di sviluppo, Gunn è stato recentemente intervistato
su Threads da @ReelAnarchy,
che gli ha chiesto se il co-CEO della DC Studios avesse preso in
considerazione l’idea di rendere il cappuccio di Batman simile a
quello di Deadpool, rendendolo animato. Gunn ha dato la seguente
risposta:
Il regista di Superman ha dichiarato:
“La cosa più richiesta sarebbe il blu e il grigio”,
riferendosi a quanti gli hanno chiesto se utilizzerà uno dei
costumi preferiti per Batman nella DCU. Ha poi aggiunto: “Poi il
giallo intorno al pipistrello. E POI gli occhi bianchi”.
Tuttavia, Gunn ha sottolineato che
“Tutte queste cose le trovo meno importanti del
personaggio stesso, della sceneggiatura e della persona che lo
interpreta”. Sebbene Batman non sia ancora stato
scritturato nel franchise, il Cavaliere Oscuro è apparso in un
cameo in Creature Commandos, dando al pubblico
un assaggio della versione di questo mondo del combattente del
crimine di Gotham City.
Andy Muschietti dirigerà il film
The Brave and The Bold, mentre la sceneggiatura è ancora in
fase di scrittura. Sebbene sia stato ingaggiato uno sceneggiatore,
Gunn non ha ancora rivelato chi sia, ma ha commentato che le cose
stanno andando nella giusta direzione.
Durante un’intervista al podcast
2 Bears, 1
Cave nel settembre 2025, ha dichiarato: “Ciò che conta è
il personaggio, la storia. E penso che ora abbiamo una storia
davvero molto buona per ciò che sta accadendo con Batman”.
Anche se The Brave and The Bold potrebbe essere ancora lontano
qualche anno, un prossimo film DCU esplorerà Gotham City nel 2026,
ma con una particolarità.
Il film horror Clayface, classificato come vietato ai minori,
porterà sul grande schermo uno dei più famosi nemici di Batman, e
sarà ambientato nella città dell’iconico eroe. Resta da vedere se
ci saranno anticipazioni sull’icona DC.
The Brave and The
Bold non ha ancora una data di uscita da parte della DC
Studios.
L’amato velocista blu è pronto a
tornare in Sonic the Hedgehog 4, e ci sono già
tantissime novità sul prossimo capitolo della serie di film tratti
dal videogioco. Basata sul personaggio titolare dell’universo
videoludico Sega, la serie di film Sonic the Hedgehog segue
Sonic e i suoi amici Tails e Knuckles mentre cercano di fermare i
piani malvagi del Dr. Robotnik (Jim
Carrey). Nell’ultima avventura, Sonic e la sua banda affrontano
due generazioni di Robotnik e il loro nuovo alleato, il
potentissimo Shadow the Hedgehog (doppiato da Keanu Reeves), che vuole distruggere il mondo
intero.
Alzando la posta in gioco dopo due
capitoli divertenti e ben accolti, Sonic the Hedgehog
3 ha ottenuto grandi elogi dalla critica (tramite Rotten
Tomatoes) e segna una svolta più drammatica per la serie.
Oltre a tutto ciò, l’ultimo film di Sonic ha anche
introdotto Shadow, uno dei personaggi preferiti dai fan, e ha
anticipato altri entusiasmanti personaggi dei giochi nel suo
finale. Tutto ciò porta a un quarto capitolo, e sono già in corso i
lavori per riportare il classico videogioco sul grande schermo.
Anche se Sonic the Hedgehog 4 potrebbe essere ancora
lontano, è già in fase di produzione.
Ultime notizie su Sonic The
Hedgehog 4
Rivelata la data di uscita di
Sonic 4
Con le cose che procedono già a
ritmo serrato per il prossimo quarto capitolo, le ultime notizie
confermano la data di uscita di Sonic the Hedgehog 4. Si
sapeva già che il film puntava a un’uscita nel 2027, ma ora la
finestra è stata ristretta al 19 marzo 2027. Ciò significa
che il quarto capitolo arriverà poco più di due anni dopo l’uscita
del terzo. Tuttavia, da qui ad allora è sempre possibile un
cambiamento nella data di uscita.
Data di uscita di Sonic The
Hedgehog 4
Il sequel è stato confermato
nel 2024
Pochi giorni prima dell’uscita di
Sonic the Hedgehog 3, la Paramount
ha chiarito i propri piani per il franchise dando il via libera a
un altro film. Sonic the Hedgehog 4 non solo è stato
confermato, ma gli è già stata assegnata una data di uscita, il
19 marzo 2027. Questa notizia non solo suggerisce che il film
fosse già in fase di sviluppo prima dell’annuncio, ma anche che la
Paramount abbia probabilmente in mente un piano più ampio che
coinvolge altri contenuti di Sonic the Hedgehog. Con una
tempistica di produzione quasi identica a quella dei sequel
precedenti, non c’è motivo di pensare che Sonic 4 non
arriverà in tempo.
Dettagli sul cast di Sonic The
Hedgehog 4
Sonic, Tails, Knuckles e Shadow
torneranno?
Con ogni nuovo capitolo della serie
di film Sonic the Hedgehog, il cast di adorabili personaggi
si è ampliato per includere sempre più personaggi amati dai fan dei
videogiochi. Si prevede che questa tendenza continuerà anche in
Sonic the Hedgehog 4, e il finale di Sonic 3 ha
persino introdotto alcuni nuovi personaggi che sicuramente
torneranno. Altri ritorni includono quelli di Ben Schwartz nei
panni di Sonic, Colleen O’Shaughnessey nei panni di Tails e
Idris
Elba nei panni di Knuckles, e il trio principale è
diventato ancora più forte dopo gli eventi del terzo film.
La scena post-crediti in Sonic
the Hedgehog 3 ha rivelato che Shadow è sopravvissuto
all’Eclipse Cannon, il che significa che Keanu Reeves potrebbe
tornare. Non è chiaro se Jim Carrey tornerà a interpretare il
Dr. Ivo Robotnik nel prossimo film, sia perché il suo personaggio
apparentemente non è sopravvissuto, sia perché Carrey è uscito dal
pensionamento per recitare in Sonic 3. Anche i personaggi
umani Tom Wachowski (interpretato da James Marsden) e Maddie Wachowski (Tika
Sumpter) torneranno probabilmente per aiutare i loro amici dotati
di superpoteri. Metal Sonic e Amy Rose torneranno probabilmente
in Sonic 4, ma i loro ruoli non sono ancora stati
assegnati.
Dettagli della trama di
Sonic 4
Un nuovo nemico e un nuovo
alleato
Il
finale di
Sonic the Hedgehog 3 era, come prevedibile, inconcludente
e, oltre a concludere alcune trame, serviva principalmente a
gettare le basi per il conflitto in Sonic 4. Il Dr. Ivo
Robotnik e Shadow si sono ribellati al malvagio Dr. Gerald Robotnik
e hanno salvato la Terra dall’Eclipse Canon. Sfortunatamente,
sembra che questo sia costato la vita a entrambi. Mentre è stato
rivelato che Shadow è sopravvissuto, il destino del Dr. Robotnik è
rimasto incerto. Questo potrebbe avere ripercussioni nel sequel,
dato che Sonic e la sua squadra devono affrontare le conseguenze
della perdita del loro nemico di lunga data, diventato poi
alleato.
L’approccio più logico a
Sonic the Hedgehog 4 sarebbe quello di far combattere Sonic, Tails,
Knuckles, Amy Rose e forse anche Shadow contro gli imitatori
robotici, cercando di scoprire chi li ha creati.
Tuttavia, potrebbero non avere
molto tempo per pensarci, dato che la sequenza a metà dei titoli
di coda ha introdotto un esercito di Sonic robotici, e lui è
stato salvato solo dall’intervento di Amy Rose e del suo martello.
L’approccio più logico a Sonic the Hedgehog 4 sarebbe quello
di far combattere Sonic, Tails, Knuckles, Amy Rose e forse anche
Shadow contro gli imitatori robotici, mentre cercano di scoprire
chi li ha creati.
L’introduzione di Amy Rose
potrebbe anche introdurre qualche conflitto nel gruppo, e il
trio composto da Sonic, Tails e Knuckles potrebbe vedere il suo
delicato equilibrio compromesso dall’arrivo di un quarto membro.
Basandosi sul personaggio di Amy Rose dei videogiochi, anche lei
potrebbe sviluppare una cotta per Sonic, il che potrebbe complicare
ulteriormente la loro dinamica di salvataggio del mondo. Anche i
Wachowski si inseriranno in qualche modo nel mix e, con Tom
ripresosi dagli eventi di Sonic 3, potrebbe essere meno
desideroso di partecipare a Sonic the Hedgehog 4.
Mentre lo sviluppo del quarto film
continua, la Paramount ha già messo in cantiere la prossima storia
di Sonic the Hedgehog. Dopo una breve battuta
d’arresto dovuta al famigerato design ora soprannominato Ugly
Sonic, gli adattamenti live-action del franchise SEGA sono
diventati alcuni dei più grandi successi nel campo degli
adattamenti di videogiochi, ottenendo un successo sempre maggiore
sia dal punto di vista della critica che da quello commerciale con
ogni nuova uscita.
Ancor prima che il terzo film
stabilisse i record del franchise con le migliori recensioni e il
maggior incasso della serie, la Paramount ha annunciato lo sviluppo
di Sonic
the Hedgehog 4 il giorno dell’uscita del terzo capitolo.
Sebbene i dettagli della trama siano attualmente sconosciuti, il
film è previsto per marzo 2027, con piani per un ruolo più
importante per Amy Rose dopo la sua introduzione post-crediti,
mentre il futuro di Shadow di Keanu Reeves e Robotnik di Jim
Carrey è rimasto un mistero.
Secondo Variety, la
Paramount ha avviato lo sviluppo di un misterioso film spin-off di
Sonic the Hedgehog. Il progetto, prodotto ancora una volta
da Neal H. Moritz, è attualmente descritto solo come un
“Sonic Universe Event Film,” con il titolo già fissato
per l’uscita il 22 dicembre 2028. Oltre al nuovo film Sonic,
lo studio ha anche annunciato un film senza titolo Teenage
Mutant Ninja Turtles, in uscita il 17 novembre 2028.
Non è certo la prima volta che si
parla di un nuovo spin-off di Sonic the Hedgehog, dato che
all’inizio di quest’anno circolavano voci secondo cui lo studio
stava valutando un progetto del genere. Anche quelle notizie non
fornivano alcuna informazione concreta sul possibile contenuto del
film, ma considerando lo stato attuale del franchise, il
candidato più probabile per uno spin-off sarebbe Shadow the
Hedgehog.
Dopo il
finale di Sonic the Hedgehog 3,
il personaggio antieroe di Reeves viene lasciato in una situazione
molto simile a quella in cui si trova in Sonic Heroes e,
cosa ancora più importante, nel gioco dedicato a Shadow the
Hedgehog. Considerando quanto sia stata positiva l’accoglienza
riservata all’incarnazione di Reeves nel terzo capitolo del 2024,
sarebbe sicuramente logico che la Paramount volesse sfruttare
questo successo con un progetto dedicato al personaggio.
Un’altra possibilità per lo
spin-off di Sonic the Hedgehog potrebbe essere Tails di
Colleen O’Shaughnessey, che è stato anche protagonista di
alcuni giochi spin-off della serie SEGA. A differenza di Shadow, la
cui storia è stata raccontata in modo piuttosto approfondito nella
sua introduzione alla serie, gran parte della storia di Tails è
stata relegata a una spiegazione fuori campo del personaggio, che
ha raccontato di essere stato vittima di bullismo e di essere
diventato un emarginato a causa delle sue code. Uno spin-off non
solo potrebbe dare un’adeguata visione di questa storia, ma anche
dare a Tails un arco narrativo completo che lo vede diventare
l’eroe del suo mondo grazie alle sue avventure con Sonic.
Indipendentemente da chi sarà il
protagonista del prossimo film, il fatto che la Paramount stia
portando sul grande schermo il film spin-off di Sonic the
Hedgehog è un segnale incoraggiante della fiducia dello
studio nella serie. Questo potrebbe non solo portare alla
realizzazione della seconda stagione di Knuckles in forma di
film, ma anche a considerare l’intero roster di personaggi per
creare storie autonome, offrendo anche incarnazioni più complete
rispetto alle loro controparti nei videogiochi.
È stata una serata di sorprese e
colpi di scena quella della 35a edizione dei Gotham
Awards, che ha dato il via alla stagione dei premi
cinematografici. L’epico film d’azione di Paul Thomas Anderson
Una
battaglia dopo l’altra si è aggiudicato il primo
premio per il miglior lungometraggio, unica vittoria tra le sue sei
nomination da record.
Il regista iraniano Jafar
Panahi si è distinto come il vincitore principale della
serata, realizzando una tripletta con film internazionale,
sceneggiatura originale e regia per
Un semplice incidente.
Presentato dal Gotham
Film & Media Institute e tenutosi al Cipriani Wall
Street, questo premio ha segnato il terzo anno da quando
l’organizzazione ha rimosso i limiti di budget per la
partecipazione ai premi. Negli anni precedenti, il budget di un
film non poteva superare i 35 milioni di dollari per essere
eleggibile.
Tra i vincitori del premio per il
miglior lungometraggio delle passate edizioni figurano
Il caso Spotlight (2015), Moonlight
(2016) e Everything Everywhere All at Once
(2022), tutti vincitori del premio come miglior film agli
Oscar.
Tra i film più sorprendenti della
serata, “My Undesirable Friends: Part I – Last Air in Moscow”,
autodistribuito, diretto e prodotto da Julia Loktev, e
Pillion di A24, che ha vinto il premio
per la migliore sceneggiatura non originale di Harry Lighton.
Tutti e tre i premi per la
recitazione sono andati ad attori non presenti. Sopé Dìrísù ha
vinto il premio per la migliore interpretazione principale per “My
Father’s Shadow”, Wunmi Mosaku si è aggiudicata il premio per la
migliore interpretazione non protagonista per “Sinners” e Abou Sangaré ha vinto il premio per la
migliore interpretazione rivelazione per “Souleymane’s Story”.
Oltre a premiare i vincitori del
concorso, la cerimonia ha offerto diversi omaggi ad attori e
registi. Tra questi, Frankenstein di
Netflix, con il regista Guillermo del
Toro che ha radunata la folla dichiarando “Fuck AI”, e un
esilarante Adam Sandler che ha presentato un
omaggio – insieme alla co-sceneggiatrice di Jay
Kelly Emily Mortimer – al regista del film,
Noah
Baumbach.
Ecco tutti i vincitori dei Gotham Awards
2025
Best Feature
“One Battle
After Another” (Warner Bros. Pictures) — Paul Thomas Anderson,
Sara Murphy, Adam Somner, producers
Best International Feature
“It Was Just an Accident” (Neon) — Philippe Martin,
Jafar Panahi, producers
Best Documentary Feature
“My Undesirable Friends: Part I – Last Air in Moscow”
(self-distributed) — directed and produced by Julia
Loktev
Sono arrivate le recensioni di
Marty
Supreme di Josh Safdie. Interpretato dal due volte
candidato all’Oscar Timothée Chalamet, Marty Supreme
è liberamente ispirato alla carriera del vero giocatore di
ping-pong Marty Reisman, reimmaginato come Marty Mauser. Le
prime reazioni a Marty Supreme sono state estremamente
positive, posizionandolo come uno dei principali contendenti ai
premi, ora supportato da recensioni complete.
Sostenuto da A24, Marty
Supreme vede anche la partecipazione di Gwyneth Paltrow, Odessa A’zion, Kevin O’Leary
e Tyler, the Creator, e uscirà nelle sale il 25 dicembre. Il
film è co-sceneggiato da Ronald Bronstein, che ha anche scritto
Uncut Gems con Josh Safdie e suo fratello Benny, e si sta
rivelando un’impresa determinante per la carriera di Chalamet.
Infatti, Marty Supreme ha
debuttato con un punteggio critico del 95% su Rotten
Tomatoes, diventando attualmente uno dei film più
apprezzati della carriera di Chalamet. È il film più apprezzato che
si possa dire appartenga all’attore, poiché l’unico a superarlo è
il lungometraggio di Greta GerwigLady Bird, in cui Chalamet
ha un piccolo ruolo secondario.
Questo punteggio conferma
essenzialmente le categorie in cui molti esperti hanno ipotizzato
che Marty Supreme entrerà tra i candidati agli Oscar 2026. A
questo punto è quasi garantito che sarà candidato come Miglior
Film, Miglior Sceneggiatura Originale, forte contendente per il
Miglior Regista e alcune categorie tecniche e artigianali. E il
Miglior Attore sembra essere una corsa persa da
Chalamet.
Secondo le recensioni, Marty
Supreme condivide Uncut Gems il tono caotico, ma
brilla come un film sportivo non convenzionale sull’arroganza del
protagonista.
Marty Supreme deve ancora
affrontare il botteghino e condividerà la data di uscita con
The Testament of Ann Lee e una
distribuzione limitata di No Other Choice. Quest’ultimo
potrebbe avere un successo più sorprendente perché non sarà
immediatamente disponibile su larga scala, ma gli altri due
potrebbero competere per il titolo di ultimo grande successo al
botteghino di questa stagione di premi.
Tuttavia, le recensioni indicano
generalmente che Marty Supreme è il film più forte,
con molti elementi che piaceranno al grande pubblico. Questa
impresa solitaria di Safdie non sembra poter superare One Battle
After Another, Sinners e Hamnet, ma si preannuncia come qualcosa di
imponente e speciale, e potrebbe finalmente far vincere a Chalamet
l’ambito premio.
In un recente articolo pubblicato
su Forbes, la testata ha rivelato nuovi dettagli sul film
Supergirl, in particolare sul budget del progetto. Secondo
Forbes, il film DCU aveva un budget di 200 milioni di
dollari. Rispetto al budget di Superman, il film con
David Corenswet ha avuto un costo di
produzione netto di 225 milioni di dollari, al netto delle
agevolazioni fiscali e degli incentivi. Il film di James
Gunn del 2025 ha incassato 616 milioni di dollari ed è
diventato il film di supereroi di maggior incasso dell’anno.
Diretto da Craig Gillespie,
Supergirl è stato scritto da Ana Nogueira, mentre il film è
basato sulla serie a fumetti Supergirl: Woman of Tomorrow
di Tom King e Bilquis Evely. Il cast di Supergirl ha
terminato le riprese principali del progetto il 10 maggio 2025.
Nello stesso articolo di Forbes,
Alcock ha parlato della sua partecipazione al film Supergirl.
Secondo l’attrice australiana, “Ho pensato: ‘Cosa ho fatto?’ Ho
fatto davvero fatica a credere di poterlo fare. Ho persino chiamato
il regista dicendo: ‘Non so come essere quella persona. Sono solo
me stessa’”.
La giovane star ha spiegato che
“alla fine ho capito che l’unico modo per superare la cosa era
fidarmi di me stessa”. Alcock ha anche affermato: “Ho sempre
creduto che la vita sia puntuale. Le cose accadono quando devono
accadere, che tu ti senta pronto o meno”.
The Girl of Steel non sarà l’unica
uscita DCU per DC Studios nel 2026, dato che Clayface debutterà l’11 settembre. Altri film in
lavorazione per il franchise di Gunn sono Man of Tomorrow, che inizierà la
produzione il prossimo anno e sarà il seguito di
Superman.
Blade riceve un
aggiornamento contrastante da Mia
Goth, che esprime la sua fiducia nel film MCU con protagonista
Mahershala Ali. Annunciato al San
Diego Comic Con nel 2019, il film sul cacciatore di vampiri
titolare ha faticato a vedere la luce, tanto che ora è
completamente assente dal calendario delle prossime uscite della
Marvel.
Goth, che si è unita al cast di
Blade
nell’aprile 2023, ora commenta lo stato del film MCU in
un’intervista con Josh Horowitz nel
podcast Happy Sad Confused. L’attrice chiarisce di non avere
alcuna informazione sull’attuale versione del film, ma afferma che
è un progetto a cui la Marvel ha dato molta importanza:
“Non so cosa stia
succedendo. Penso che vogliano realizzarlo, ed è un film così
importante per loro che ci stanno prendendo tempo. Non ho davvero
alcuna informazione. Non so perché ci sia voluto così tanto tempo.
Vedremo. Sì, vedremo”.
Alla domanda sull’ambientazione
degli anni ‘20 prevista per il nuovo Blade, Goth entra un po’ più
nel dettaglio del suo coinvolgimento, rivelando che sono state
fatte prove di chimica e prove costumi. Poi, però, le cose sono
andate in fumo. Come spiega Goth:
“Il massimo che ho
ottenuto è stato andare – ho fatto anche un provino, in realtà – e
sono volata ad Atlanta dove abbiamo fatto un test di chimica tra me
e Marhershala. Abbiamo fatto una prova costumi e una prova
parrucche, ed ero molto entusiasta della direzione che stava
prendendo. Era molto interessante. E Marhershala aveva
un’interpretazione molto interessante. Era fantastico. Poi,
purtroppo, da lì in poi tutto è andato in fumo”.
Diversi sceneggiatori e registi
sono stati coinvolti nel film MCU Blade in vari momenti durante la
sua realizzazione. Stacy Osei-Kuffour, Michael Starrbury, Nic
Pizzolatto, Eric Pearson e Michael Green hanno tutti lavorato alla
sceneggiatura, e anche i registi Bassam Tariq e Yann Demange
sono stati coinvolti in momenti diversi prima di abbandonare
entrambi il progetto.
Al momento, nessun regista è
pubblicamente associato a Blade, e la realizzazione del
progetto rimane ancora un punto interrogativo. Tuttavia, nonostante
i ritardi, l’ultimo commento di Goth è un segnale rassicurante: la
Marvel non realizzerà il film solo per il gusto di farlo, ma sembra
consapevole dell’importanza di farlo bene.
Come la trilogia originale con
Wesley Snipes, il nuovo Blade dovrebbe puntare a una
classificazione R. Sebbene la maggior parte dei film MCU siano
classificati PG-13, l’enorme successo di Deadpool & Wolverine (2024), che
ha riportato Snipes nei panni dell’omonimo cacciatore di vampiri,
suggerisce che ci sia spazio per film di supereroi orientati agli
adulti.
Per quanto riguarda la potenziale
uscita, qualsiasi nuovo Blade non arriverà prima del
2028, e questo presuppone che la sceneggiatura venga definita e
che le date delle riprese vengano programmate nel prossimo futuro.
A questo punto, il film sui vampiri arriverebbe dopo entrambi i
prossimi Avengers: Doomsday e
Avengers: Secret Wars, previsti
rispettivamente per il 18 dicembre 2026 e il 17 dicembre 2027.
Con Secret Wars pronto a
segnare un importante punto di svolta per l’MCU come conclusione
della
saga Multiverse, non è nemmeno chiaro come Blade
si inserirebbe nei piani previsti per la prossima saga. L’ultimo
commento di Goth chiarisce che nulla è ancora definitivo, ma
suggerisce che non tutte le speranze sono perdute per questo
travagliato progetto Marvel.
Odissea di Christopher Nolan, senza dubbio
uno dei film più attesi del 2026, ha mantenuto un alto livello di
segretezza durante la ricerca del cast, come rivelato da una delle
star. In uscita il 17 luglio 2026, questo lungometraggio sarà la
versione del mito greco del regista premio Oscar di Oppenheimer, con le sue consuete immagini
mozzafiato e un cast di prim’ordine.
Con la rivelazione che la Hathaway
interpreterà Penelope, moglie di Ulisse, è stato anche
confermato che Goth, protagonista di Pearl e
Frankenstein, interpreterà Melantho, una delle ancelle di
Penelope. Goth, una star relativamente nuova che lavora con
Nolan per la prima volta, ha parlato di quanto fosse snervante
incontrarlo in una recente intervista con Happy Sad
Confused.
Guarda Goth e Hathaway
nell’immagine esclusiva di Empire tratta da The Odyssey qui
sotto:
The Odyssey (2026)
Dir: Christopher Nolan
Starring Tom Holland, Matt Damon, Robert Pattinson, Jon
Bernthal, Anne Hathaway, Zendaya, Lupita Nyong’o, Mia Goth & more.
pic.twitter.com/YbWI9UiEq0
Goth ha anche raccontato che
l’audizione per Odissea è stata un processo
altamente riservato, che ricorda il modo in cui alcune grandi
produzioni hollywoodiane nascondono agli attori i personaggi per
cui stanno facendo l’audizione. Goth non ha potuto leggere la
sceneggiatura né sapere con certezza quale fosse il suo ruolo fino
a quando non ha firmato ufficialmente il contratto. Leggi il suo
commento completo qui sotto:
Ho fatto il provino per The Odyssey. Ho fatto il
provino… mi hanno dato delle battute fittizie, quindi non aveva
nulla a che fare con la sceneggiatura. […] E poi ho ottenuto il
lavoro, e poi ho scoperto che… ho dovuto accettare il lavoro prima
ancora di poter leggere la sceneggiatura e scoprire quale fosse il
ruolo. Quindi è stato un processo nuovo.
Quindi, si trattava di aspettative
completamente nuove per Goth, dato che Nolan era diventato un
regista ancora più importante dopo Oppenheimer. Il cast di
L’Odissea è rimasto molto misterioso per un po’
di tempo agli occhi del pubblico, perché sapevamo chi c’era nel
film ma non quali ruoli avrebbero interpretato, e potevamo solo
fare ipotesi basandoci sulla conoscenza dei personaggi iconici.
Altri casting confermati di
recente includono Zendaya nel ruolo della dea Atena e
Robert Pattinson in quello del cattivo, il malvagio
pretendente di Penelope, Antinoo, mentre Tom Holland nel ruolo del
figlio di Ulisse, Telemaco, era già stato ipotizzato da tempo. Dopo
il teaser trailer molto vago ed esclusivamente teatrale di questa
estate, potremmo presto vedere un trailer vero e proprio di
Odissea.
Odissea
sarà sicuramente uno dei film più importanti del prossimo anno e un
grande evento cinematografico, dato lo stile epico di Nolan.
Nascondere tutte queste informazioni agli attori durante le
audizioni potrebbe non essere stato del tutto necessario, dato che
la storia è già ampiamente nota, ma Nolan e il suo team potrebbero
avere le loro ragioni, con alcune sorprese in serbo.
Le immagini di Ready or Not
2: Here I Come hanno rivelato il sanguinoso ritorno di
Samara Weaving nel sequel “malato” della commedia horror del
2019 acclamata dalla critica. La storia di Ready or Not 2
riprenderà gli eventi del primo film, con Weaving che torna nei
panni di Grace dopo la sua distruttiva e sanguinosa notte di nozze.
Promette anche una storia molto più grande.
Ora, People ha pubblicato nuove immagini di Ready
or Not 2: Here I Come, concentrandosi sul ritorno della Weaving
e sull’arrivo di Kathryn Newton nei panni della sorella minore di
Grace, Faith. Le due attrici sono ritratte in diverse situazioni
adrenaliniche. Tra queste, nascondersi in un ufficio e correre
insieme attraverso un campo, nel disperato tentativo di sfuggire a
chi le insegue.
Le immagini anticipano anche i
numerosi nuovi personaggi che saranno coinvolti nella storia. Tra
questi ci sono Sarah Michelle Geller e Shawn Hatosy nei panni di
Ursula e Titus Danforth, David Cronenberg come capo della famiglia
Danforth, il personaggio dell’avvocato interpretato da Elijah Wood e un’immagine di gruppo con l’intero
cast. Date un’occhiata alle prime immagini qui sotto:
Sebbene non sia stato rivelato
molto sulla trama esatta del sequel, sembra che il film sarà
ambientato poco dopo la
fine di Finché morte non ci separi (Ready or Not).
Questa volta, la sorella di Grace sarà coinvolta insieme a una
nuova famiglia, i Danforth, che saranno i principali antagonisti.
Weaving ha espresso la sua gioia per il ritorno, anticipando la
storia “squilibrata” che sta per arrivare:
Ero un po’ nervosa e non
sapevo se avrei ricordato cosa avevo fatto nel primo film, ma una
volta indossato di nuovo quel vestito, mi sono emozionata
tantissimo. Il personaggio mi è tornato in mente tutto d’un colpo.
In realtà, durante la prova costumi eravamo tutti piuttosto
emozionati. Ritornare a interpretare il personaggio è una cosa, ma
lavorare di nuovo con quella troupe è stata la parte
migliore.
[Ready or Not 2 è] così
folle, assolutamente pazzesco… lo adorerete. Quei pazzi
sceneggiatori hanno trovato un modo che è allo stesso tempo una
progressione naturale e molto sorprendente.
La natura esatta di come questa
continuazione avverrà naturalmente rimane segreta. I registi Matt
Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett hanno accennato a qualcosa di
molto simile per quanto riguarda il modo in cui il film continuerà
la serie, in particolare per quanto riguarda la loro visione di
mantenere il sequel in linea con l’originale. Questo include
l’entusiasmo per come si svilupperà la storia di Grace:
È emozionante vedere
Grace in una nuova situazione incasinata che approfondisce la sua
storia e il suo personaggio, e volevamo assicurarci che questo film
non fosse solo più dello stesso. Abbiamo messo tantissimo amore in
questo film per renderlo un sequel degno che speriamo che i fan del
primo film – e le persone che stanno conoscendo Grace per la prima
volta – ameranno davvero.
Le immagini indicano che Grace farà
del suo meglio per salvare sua sorella dal pericolo, con Faith di
Newton potenzialmente nella stessa situazione con i Danforth in cui
si trovava con i le Domas. Mentre il primo film si svolgeva
interamente in una villa, sembra che ci sarà un’ambientazione più
ampia per il sequel.
Sulla base di queste immagini e
dichiarazioni, sembra che Ready or Not 2: Here I Come avrà
una miriade di nuove idee che ampliano ciò che era stato stabilito
nel primo film. Per quanto riguarda lo svolgimento degli eventi,
sembra che saranno sanguinosi come nel primo film, con nuovi
pericoli che enfatizzano implicazioni narrative più grandi.
Ready or Not 2: Here I Come
arriverà nelle sale il 10 aprile 2026.
Mentre Arrowhead Games continua a
cercare nuovi modi per innovare il franchise originale,
l’adattamento di Sony di Helldiversè
sempre più vicino al lancio. Arrivato quasi un decennio dopo il suo
acclamato predecessore, questo sparatutto fantascientifico è
diventato rapidamente uno dei più popolari nel panorama dei giochi
cooperativi con il suo sequel del 2024, grazie al suo ciclo di
gioco e all’approccio satirico al genere sulla scia di Starship
Troopers, che ha ottenuto recensioni largamente positive.
Ancora più importante,
Helldivers 2 si è rivelato uno dei più grandi successi
finanziari degli ultimi anni, diventando il gioco PlayStation più
venduto di tutti i tempi entro maggio 2024 e il terzo titolo più
venduto del 2024 negli Stati Uniti, con un totale attuale di oltre
19 milioni di copie. Sulla scia di questo successo, Sony ha
annunciato nel gennaio 2025 che un adattamento cinematografico di
Helldivers era nelle prime fasi di sviluppo.
Come riportato per la prima volta
da The Hollywood Reporter, Justin Lin è stato scelto per
dirigere l’adattamento cinematografico di Helldivers.
Line, noto per la sua partecipazione alla serie Fast and
Furious, produrrà anche l’adattamento, scritto da Gary
Dauberman, autore di IT e Until
Dawn, attraverso la sua Perfect Storm Entertainment. Al
momento della stesura di questo articolo, non ci sono notizie sul
programma di produzione del film.
La scelta di Lin di dirigere
il film Helldivers è interessante per una serie di
motivi. Innanzitutto, il regista avrebbe sfruttato il fatto di
non essere un giocatore per proporre il suo approccio al
titolo, con l’obiettivo di concentrarsi sui personaggi umani.
Se paragonato ad altri adattamenti di videogiochi, il fatto che un
regista porti il proprio approccio a un franchise potrebbe lasciare
alcuni preoccupati per la potenziale fedeltà alla fonte.
Inoltre, a seconda di quando
inizierà la produzione, Helldivers sarà il primo ritorno
di Lin al genere blockbuster dopo la sua uscita da Fast X
a causa di divergenze creative, con il regista che è
recentemente tornato alle sue origini indie con Last Days,
ispirato a una storia vera. È interessante notare che, sebbene Fast
and Furious sia stato il suo pane quotidiano per oltre un decennio,
in passato ha già esplorato il genere fantascientifico con Star Trek Beyond, che ha continuato il
successo di critica della Kelvin Timeline.
Detto questo, c’è ancora la
possibilità che Helldivers impieghi un po’ di tempo per
arrivare sullo schermo a causa dell’agenda di Lin. Prima di firmare
per l’adattamento del gioco, ha anche accettato i lavori di
regia degli adattamenti di One-Punch Man eBRZRKR, entrambi ancora in varie fasi di
sviluppo. Dato che lavora al primo da oltre tre anni, una
sceneggiatura finita potrebbe spingerlo a dedicarsi prima a
quello.CorrelatiI 10 adattamenti cinematografici e televisivi di
videogiochi in uscita che ci entusiasmano di piùCi sono molti film
e serie TV tratti da videogiochi in fase di sviluppo che promettono
di adattare serie popolari, dai recenti successi multiplayer ai
vecchi classici.Di Alexander Valentino9 gennaio 2025
Anche se non arriverà rapidamente,
Sony e PlayStation Productions hanno abbastanza progetti in
cantiere da consentire al film Helldivers di
prendersi il tempo necessario per lo sviluppo. Oltre alle terze
stagioni confermate di Last of Us della HBO e della serie
Twisted Metal di Peacock, Amazon MGM ha appena confermato un
ordine di due stagioni per una serie God
of War, mentre Resident Evil di Zach Cregger è
attualmente in produzione, tra gli altri adattamenti ancora in
lavorazione.
Ammazzare stanca – Autobiografia di un
assassino non è soltanto un film di mafia: è un
racconto umano, sociale e profondamente contemporaneo che colpisce
per il suo realismo e per la capacità di raccontare un pezzo di
Italia spesso ignorato. Ecco 5 motivi per cui non puoi perderlo.
Racconta la mafia come non
l’abbiamo mai vista: senza spettacolo, senza epica, senza
glamour
Il
cinema e la TV ci hanno abituati a mafiosi che salgono nella
gerarchia criminale, a guerre tra clan e a figure larger-than-life.
Ammazzare stanca – Autobiografia di un
assassino prende la strada opposta: mostra
la mafia come condizione sociale, come ambiente che soffoca e
condiziona, non come spettacolo d’azione. È un approccio più
adulto, più vero, più potente. E proprio per questo fa più
male.
È ispirato a una storia
vera, e si sente in ogni scena
La vicenda di Antonio Zagari — uomo intrappolato in dinamiche
culturali, familiari e territoriali più grandi di lui — restituisce
una verità che nessuna fiction potrebbe inventare.
Il film non “romanza” la cronaca: la guarda negli occhi. Ogni
gesto, ogni silenzio, ogni pressione sociale ha il peso della
realtà. E questa aderenza al vero lo rende un racconto che resta
addosso anche dopo i titoli di coda.
Mostra la Calabria come
raramente viene raccontata: vera, tesa, senza
folclore
Niente cartoline, niente stereotipi. La Calabria che si vede nel
film è fatta di paesi che si svuotano, di un senso di comunità che
è allo stesso tempo rifugio e prigione, di strade silenziose in cui
un gesto può cambiare un destino. È lo stesso tipo di operazione
che Gomorra ha fatto su
Napoli e Romanzo
Criminale su Roma: restituire un territorio nella sua
complessità, senza filtri.
È un ritratto devastante
dell’uomo comune intrappolato in un sistema violento
Il protagonista non è un boss, non è un criminale carismatico, non
sogna soldi o potere. È un uomo che cerca di sopravvivere — e
scivola in una spirale che non ha scelto ma da cui non può più
uscire. È questo che rende il film Ammazzare stanca – Autobiografia di un
assassino così potente: la violenza non nasce
dalla spettacolarizzazione, ma dalla pressione sociale, dalle
aspettative degli altri, dal contesto che ti definisce prima ancora
che tu possa definirti.
È uno dei film più
importanti dell’anno perché parla dell’Italia di oggi, non di
ieri
Non è un film nostalgico né ambientato in un passato lontano.
Ammazzare stanca – Autobiografia di un
assassino è un racconto che parla
adesso di cosa
significa vivere in territori dove la legalità è fragile e le
alternative sembrano poche. È un film che interroga, non che
rassicura. Un’opera che non vuole intrattenere, ma far riflettere
su cicli di violenza che continuano a ripetersi, e che soli
possiamo scegliere di interrompere.
Netflix è un passo più vicina all’acquisto della
Warner Bros. dopo aver offerto una considerevole somma in contanti
per acquistare lo studio. Questo avviene dopo che la Warner Bros. è
stata ufficialmente messa in vendita a ottobre. In qualità di
società madre di HBO, CNN e molte altre realtà nel campo del cinema
e della televisione, l’esito finale della vendita avrà implicazioni
significative per l’industria dell’intrattenimento.
Secondo Bloomberg, Warner Bros. ha ricevuto l’offerta
prevalentemente in contanti da Netflix nell’ambito di una seconda
tornata di offerte iniziata il lunedì dopo il Giorno del
Ringraziamento. Secondo una fonte, il prestito ponte di Netflix
vale decine di miliardi di dollari. Altre fonti vicine alle
discussioni in corso indicano che l’asta potrebbe concludersi nei
prossimi giorni o settimane.
Netflix non è stata l’unica società
i cui banchieri hanno lavorato durante il lungo weekend del
Ringraziamento per mettere insieme un’offerta per Warner Bros.
Anche i banchieri di Paramount Skydance e Comcast hanno lavorato
per migliorare le loro offerte per acquisire tutta o parte della
Warner Bros, in competizione con Netflix.
Poiché le offerte sono considerate
vincolanti, l’accordo potrebbe essere firmato rapidamente dal
consiglio di amministrazione se tutti gli obiettivi saranno
raggiunti. Detto questo, potrebbero ancora arrivare altre offerte,
poiché quelle più recenti, compresa quella di Netflix, fatta
principalmente in contanti, non sono ancora considerate
definitive.
Quando Warner Bros. è stata messa
in vendita a ottobre, Paramount, ora sotto la guida di David
Ellison, ha presentato tre offerte per acquistare l’intera società,
con le reti televisive via cavo che costituiscono una parte
significativa di ciò che verrebbe acquisito.
Netflix e Comcast non vogliono
l’intera Warner Bros., poiché desiderano specificatamente gli studi
Warner Bros. e il servizio di streaming di HBO, HBO
Max. Se le offerte di Netflix o Comcast saranno accettate,
Warner Bros. procederà con il suo piano di integrare i canali via
cavo in Discovery Global.
Le migliori serie HBO sono
ampiamente considerate tra le migliori nella storia della
televisione, ma il futuro delle serie in corso sarebbe fortemente
influenzato dall’acquisizione della Warner Bros. da parte di
Netflix. Da un lato, Netflix e HBO Max hanno approcci diversi alle
loro uscite: il primo rilascia le stagioni tutte in una volta o in
lotti di più episodi, mentre il secondo rilascia episodi
settimanali.
Un’altra questione è cosa succederà
alle uscite cinematografiche dei film sotto la potenziale proprietà
di Netflix. Secondo quanto riferito, Netflix romperà la sua
politica cinematografica, con i dirigenti che promettono di
continuare a distribuire film nelle sale se l’accordo andrà in
porto.
Mentre alcuni film originali
Netflix, tra cui i sequel di
Knives Out di Rian Johnson e Frankenstein di Guillermo del Toro, hanno un’uscita
cinematografica limitata, Netflix generalmente mantiene i suoi film
in esclusiva sulla propria piattaforma di streaming.
L’approccio di Netflix alla
distribuzione nelle sale cambierà con l’uscita in più settimane e
su larga scala del film Chronicles
of Narnia di Greta Gerwig nel 2026. Si tratta però di
un’eccezione alla regola generale, e resta da vedere quale sarà
l’approccio se Netflix riuscirà ad acquistare la Warner Bros.
Scarlett Johansson difende il suo continuo sostegno al
controverso regista
Woody Allen, affermando che “è importante avere
integrità”. Johansson ha recitato in tre film scritti e diretti
da Allen negli anni 2000: Match Point (2005), Scoop
(2006) e Vicky Cristina Barcelona (2008).
In precedenza, nel 1992, Allen era
stato accusato dalla sua ex compagna, l’attrice Mia Farrow, di aver
abusato sessualmente della loro figlia adottiva, Dylan Farrow, e
sebbene l’accusa avesse attirato l’attenzione dei media, Allen non
è mai stato incriminato penalmente e ha sempre negato l’accusa, che
è stata indagata e archiviata dal Dipartimento dei Servizi Sociali
di New York.
Tuttavia, l’accusa è riemersa in
seguito alla caduta pubblica di Harvey Weinstein e all’ascesa del
movimento #MeToo, portando molti degli ex collaboratori di Allen a
denunciarlo pubblicamente per la controversa accusa di abuso su
minori, con solo pochi, come la Johansson, che hanno mostrato
sostegno ad Allen.
Durante una recente intervista con
The Telegraph, Scarlett Johansson ha difeso il suo
continuo sostegno a Woody Allen. Oltre alle reazioni negative
online, all’attrice è stato chiesto se ci fossero state
ripercussioni concrete a causa del suo continuo sostegno ad Allen,
come la perdita di ruoli o di amici. Leggi la sua risposta completa
qui sotto:
Immagino sia difficile
da sapere. Non si può mai sapere con esattezza quale sarà l’effetto
domino. Ma mia madre mi ha sempre incoraggiato a essere me stessa,
[a capire] che è importante avere integrità e difendere ciò in cui
si crede.
Allo stesso tempo, penso
che sia anche importante sapere quando non è il tuo momento. Non
intendo dire che dovresti tacere. Intendo dire che a volte
semplicemente non è il tuo momento. Ed è qualcosa che ho capito
meglio man mano che sono maturata.
Durante l’ascesa del movimento
#MeToo, molti degli ex collaboratori di Allen si sono affrettati a
denunciarlo pubblicamente, e solo pochi, come Scarlett Johansson e
l’attrice Diane Keaton, gli sono rimasti fedeli. Nel 2019,
Johansson ha difeso Allen in un’intervista con The Hollywood
Reporter, dicendo:
Adoro Woody. Gli credo e
lavorerei con lui in qualsiasi momento. Vedo Woody ogni volta che
posso e ho parlato molto con lui di questa vicenda. Sono stata
molto diretta con lui e lui è molto diretto con me. Lui sostiene la
sua innocenza e io gli credo.
Diane Keaton ha anche recitato in
diversi film di Woody Allen, tra cui Sleeper (1973), Love and Death
(1975), Annie Hall (1977), Interiors (1978), Manhattan (1979),
Radio Days (1987) e Manhattan Murder Mystery (1993).
Tra il 1980 e il 1992, Allen ha
avuto una relazione sia personale che professionale con l’attrice
Mia Farrow, con cui ha lavorato in 13 film. La loro relazione è
finita dopo che Allen ha iniziato a frequentare Soon-Yi Previn, la
figlia adottiva ventunenne di Farrow e André Previn, nel 1991.
Allen e Previn si sono sposati nel 1997 e da allora hanno adottato
due bambini.
D’altra parte, Scarlett
Johansson ha recentemente debuttato come regista con il film
drammatico Eleanor the Great, con June Squibb nel ruolo della
protagonista.
Balle Spaziali 2
riceve un importante aggiornamento sulla produzione da Josh Gad. È
co-sceneggiatore, produttore e uno dei protagonisti dell’atteso
sequel di Spaceballs del 1987, considerato da molti uno dei
migliori film di Mel Brooks di tutti i tempi.
Su Facebook, Gad ha confermato che
Balle Spaziali 2 ha terminato le riprese dopo
essere entrato in produzione a settembre. Fa riferimento al primo
film e alla rapida svolta, dicendo “È stata davvero una velocità
assurda” mentre riflette sul processo creativo e su questo
importante traguardo. Dai un’occhiata al post qui sotto:
Gad riflette su come ha contattato
Brooks tre anni prima per il progetto e su come sia rimasto
sbalordito dal fatto che l’acclamato regista abbia accettato.
Brooks è tornato per produrre e
recitare nel sequel. Ha diretto, co-sceneggiato e prodotto il film
originale, oltre a interpretare il saggio Yogurt e il malvagio
presidente Skroob.
Josh Greenbaum dirige il sequel,
che Gad definisce “uno dei più grandi registi che abbia mai
avuto il privilegio di conoscere”. Ringrazia anche l’intera
troupe, gli altri co-sceneggiatori, Amazon MGM Studios e il resto
del cast di Balle Spaziali 2.
Insieme a Brooks nel sequel tornano
Bill Pullman, Daphne Zuniga, Rick Moranis e George Wyner.
Riprendono i loro ruoli originali, con Pullman nei panni di Lone
Starr, Zuniga in quelli della regina Vespa, Moranis in quelli di
Dark Helmet e Wyner in quelli del colonnello Sandurz. Dato che Rick
Moranis ha smesso di recitare nei film decenni fa, il suo ritorno è
particolarmente significativo.
I nuovi arrivati che si sono uniti
al cast con Gad e che lui menziona nel suo post includono Keke
Palmer, Anthony Carrigan e il figlio di Bill Pullman, Lewis
Pullman. Opportunamente, il giovane Pullman interpreterà Starburst,
il figlio di Lone Starr e della regina Vespa nel sequel.
Considerando i decenni di film e
serie televisive di fantascienza usciti dal 1987, ci sono molte
trame e personaggi pronti per essere parodiati in Balle
Spaziali 2. Tra questi ci sono la trilogia prequel di
Star
Wars e i film e le serie usciti dopo l’acquisizione della
Lucasfilm da parte della Disney. Star Trek, Avatar, Dune, Matrix, Alien e Predator sono tra le altre popolari
serie di fantascienza che potrebbero essere parodiate questa
volta.
Balle Spaziali 2
dovrebbe uscire nel 2027, anche se non ha ancora una data di uscita
precisa. Con le riprese terminate prima della fine del 2025, potrà
essere in post-produzione per più di un anno e rispettare comunque
la finestra di uscita del 2027. Nel frattempo, continueranno le
speculazioni su quali franchise, storie e personaggi saranno
parodiati nel sequel.
Dopo oltre cinque anni di sviluppo,
il film live-action One-Punch Manha
finalmente ricevuto un nuovo aggiornamento. La longeva serie manga
di One è stata una delle franchise multimediali moderne più
popolari grazie alla sua premessa unica: l’eroe protagonista,
Saitama, è in grado di sconfiggere qualsiasi avversario con un solo
pugno e parte alla ricerca di un nemico degno di lui, affrontando
tutti, dal cosiddetto “Dominatore dell’Universo” a mostri
apocalittici.
Con un adattamento anime già
composto da tre stagioni, l’ultima delle quali si è rivelata più
controversa tra i fan della serie, all’inizio del 2020 la Sony ha
annunciato un film live-action di One-Punch Man, con la
coppia di Jumanji, Scott Rosenberg e Jeff Pinker, incaricata
della sceneggiatura. Justin Lin, veterano di Fast and
Furious, ha firmato per dirigere il film nell’estate del 2022,
anche se i piani per un rapido avvio della produzione hanno subito
una battuta d’arresto.
Ora, in un nuovo articolo di The
Hollywood Reporter, il regista Justin Lin è stato scelto dalla
Sony per dirigere l’adattamento di Helldivers 2. Fonti dello
stesso articolo hanno affermato che “Lin rimane in fase di
sviluppo ed è stato incaricato di dirigere” il film live-action
One-Punch Man, confermando che il progetto è ancora vivo
e vegeto nello studio, anche dopo un anno di silenzio.
L’ultimo aggiornamento sul film
One-Punch Man arriva a poco più di un anno dalla rivelazione
che la sceneggiatura era stata riscritta dal co-creatore di
Rick and Morty Dan Harmon e dalla veterana della serie Heather
Anne Campbell. L’ultimo rapporto sul programma di Lin non
chiarisce del tutto se queste riscritture siano state completate o
se siano state mantenute da Lin e dallo studio.
Una cosa che rivela, tuttavia, è
che il regista ha lasciato la regia del thriller poliziesco
Stakehorse della Amazon MGM, il che è un segnale
incoraggiante che la sua agenda si sta avvicinando alla
conclusione, consentendogli di iniziare a lavorare su One-Punch
Man. Sebbene il suo coinvolgimento in Helldivers e
BRZRKR di Keanu Reeves lasci spazio alla curiosità su
quale progetto affronterà in seguito, la sua collaborazione con
Sony per il primo potrebbe consentire a lui e allo studio di
superare finalmente qualsiasi ostacolo stia affrontando
l’adattamento anime.
I ritardi sono generalmente un
segnale preoccupante per l’avanzamento di un progetto, ma il fatto
che One-Punch Man si stia prendendo il suo tempo potrebbe in
realtà finire per andare a vantaggio del film. Negli anni
successivi al suo annuncio, diversi adattamenti live-action di
anime e manga sono arrivati sul grande schermo, ma con risultati
più che controversi. Per ogni successo ottenuto dalle serie
NetflixOne
Piece e Alice in Borderland, ci sono stati
alcuni forti insuccessi nei precedenti tentativi dello streamer,
tra cui Cowboy Bebop e Knights of the Zodiac della
Sony.
Proprio come l’adattamento di
Naruto di Destin Daniel Cretton, anch’esso a lungo in
gestazione, il fatto che Lin non abbia affrettato i tempi per
One-Punch Man potrebbe consentire a lui e al suo team
di imparare correttamente cosa ha funzionato e cosa no dal resto
del genere. Con la terza stagione dell’anime, in particolare, che
ha suscitato forti reazioni negative da parte dei fan del materiale
originale, il film dovrà adottare un approccio cauto nell’adattare
l’amato manga di One se spera di costruire un franchise che
racconti l’intera storia di oltre 155 capitoli.
I critici stanno finalmente dando
le loro impressioni su Avatar: Fuoco e
Cenere, mentre l’amata saga fantasy continua. Con il 2025
che si avvicina alla fine, uno dei registi più leggendari di
Hollywood contribuirà a concludere l’anno, con James Cameron che riporta sul grande schermo la
sua serie da miliardi di dollari.
A poche settimane dall’uscita nelle
sale di Avatar: Fuoco e Cenere, diversi
membri della stampa hanno potuto vedere il film in anteprima e
stanno finalmente condividendo le loro prime reazioni
all’attesissimo nuovo capitolo di Cameron. Di seguito alcune
reazioni sui social media:
Avatar: Fire and Ash – there’s definitely a
middle chapter feel to the film but it kind of doesn’t matter
because it’s so overwhelmingly immersive. Now that Cameron has
established his sandbox, he’s willing to take bigger swings & you
can feel that here. Also, I cried twice lol
Avatar: Fire and Ash is visually stunning,
and it has a better spectacle-to-story balance than previous films
in the series, but some of the story choices are…bizarre. There’s
some nice character moments. Oona Chaplin’s Varang is genuinely
scary, which is cool. It’s a fun time. pic.twitter.com/Btig2mXhwo
It’s no surprise that
#AvatarFireAndAsh is a bonafide cinematic experience, albeit an
overly long one. I think it could have been edited down some, but
darn if I wasn’t hooting and hollering over every action sequence
and emotional Spider moment. Also: Oona Chaplin is amazing.
pic.twitter.com/kBl4u5qYmL
#AvatarFireAndAsh is a staggering achievement of moviemaking,
and an all round phenomenal film. James Cameron raises the stakes.
It’s bigger, better and more emotional than ever before. It has
gorgeous visuals, thrilling new characters and is a technical
marvel. Loved it. pic.twitter.com/XcPKjCvsVL
Three films in and I still can’t get over
how magical the
#Avatar movies are. Wish I had more original phrasing, but this
applies too well —
#AvatarFireAndAsh truly feels like a ride. I couldn’t believe
how quickly I was pulled back into the world of Pandora and swept
up in the… pic.twitter.com/TdmAxp4ELQ
Three films in and I still can’t get over
how magical the
#Avatar movies are. Wish I had more original phrasing, but this
applies too well —
#AvatarFireAndAsh truly feels like a ride. I couldn’t believe
how quickly I was pulled back into the world of Pandora and swept
up in the… pic.twitter.com/TdmAxp4ELQ
Avatar: Fire and Ash is gorgeous to look at
& certainly has its moments, but it falls into the same trap of
repetition as the previous films. Lots of set up for little payoff,
but at least we get some great action sequences. Varang is a fun
new addition. Far too long.
#Avatarpic.twitter.com/fFAd6M6Qrd
AVATAR: FIRE AND ASH: I truly love that
these movies exist, there’s nothing else like it, even though a
couple beats were repeated from the previous film. Whatever. For
over three hours I was on a different planet. Oona Chaplin is
demonic as the evil fire Na’vi
#avatarfireandash
Il cast di Avatar: Fuoco e
Cenere e Cameron riporteranno “il pubblico su Pandora
in una nuova avventura coinvolgente con Jake Sully
(Sam Worthington), marine diventato leader dei
Na’vi, la guerriera Na’vi Neytiri (Zoe
Saldaña) e la famiglia Sully”. Cameron, che ha diretto il
terzo capitolo, ha anche scritto la sceneggiatura insieme a Rick
Jaffa e Amanda Silver, mentre i tre hanno lavorato alla storia con
Josh Friedman e Shane Salerno.
Avatar: Fuoco e
Cenere di James Cameron uscirà nelle sale il 19
dicembre.