Unstoppable – Fuori controllo (qui
la recensione) segna un capitolo ad alta tensione nella
filmografia di Tony Scott, regista noto per il suo
stile visivo dinamico e l’abilità nel creare thriller adrenalinici
come Man on fire o Dejà vù. Il film mette in scena Denzel Washington nei panni del macchinista
veterano Frank Barnes e Chris Pine come il giovane e determinato Will
Colson, affiancati da un cast di supporto che contribuisce a
rendere palpabile la suspense. La regia di Scott si distingue per
le riprese in movimento e la costruzione di sequenze di grande
impatto visivo, tipiche del suo approccio alla narrativa
action.
Il
film appartiene al genere action-thriller con forti elementi
drammatici, concentrandosi sulla lotta contro il tempo e sul
rischio costante per la vita dei protagonisti e della popolazione
circostante. La vicenda ruota infatti attorno a un treno merci
fuori controllo, carico di materiali chimici altamente pericolosi,
e all’impegno dei macchinisti di fermarlo prima che causi un
disastro. Temi come il coraggio, la responsabilità, la
collaborazione tra esperti e la gestione di situazioni di crisi
sono centrali, rendendo la storia tanto emozionante quanto
umana.
Pur essendo una storia
adrenalinica e spettacolare, Unstoppable – Fuori
controllo si ispira a eventi realmente accaduti negli
Stati Uniti, rendendo il racconto ancora più coinvolgente. La
vicenda del treno fuori controllo, noto come “runaway train”, ha
avuto ripercussioni concrete nella vita di persone e comunità
locali, e il film ne rielabora le dinamiche enfatizzando la
suspense. Nel resto dell’articolo si approfondirà la storia vera
che ha ispirato il film, analizzando come i fatti reali si siano
svolti e quali elementi siano stati adattati per la versione
cinematografica.
Unstoppable – Fuori controllo segue dunque la
corsa contro il tempo di un treno merci fuori controllo lungo le
linee ferroviarie della Pennsylvania. Il treno trasporta un carico
di materiali chimici altamente pericolosi e, a causa di un errore
tecnico, comincia a muoversi senza conducente. La minaccia
crescente pone a rischio città, infrastrutture e vite umane,
trasformando la situazione in un’emergenza di portata nazionale. La
tensione si accumula man mano che la velocità del convoglio aumenta
e le possibilità di fermarlo diminuiscono, con ogni decisione dei
protagonisti che può avere conseguenze catastrofiche.
Il film si concentra
principalmente sui macchinisti Frank Barnes e
Will Colson, due uomini con esperienze e approcci
diversi, che devono collaborare per affrontare la crisi. Mentre il
treno continua la sua corsa incontrollata, i protagonisti valutano
strategie e rischiano la loro vita, mettendo alla prova coraggio,
abilità e capacità di reagire sotto pressione. Allo stesso tempo,
le autorità ferroviarie e locali cercano di coordinarsi per
contenere il pericolo e proteggere la popolazione lungo il
percorso. La narrazione mantiene alta la suspense, lasciando in
sospeso il modo in cui la minaccia verrà neutralizzata e come i
personaggi riusciranno a salvare il treno e chiunque si trovi nelle
aree a rischio.
La storia vera dietro il film
L’ispirazione per Unstoppable – Fuori
controllo deriva dall’incidente
CSX 8888, noto anche come “Crazy Eights”, avvenuto il
15 maggio 2001 in Ohio. Quel giorno, una
locomotiva CSX numero 8888 (una EMD SD40‑2) era accoppiata a 47
vagoni, di cui due contenenti fenolo fuso, una sostanza altamente
tossica. Secondo le ricostruzioni, un macchinista scese per
correggere un deviatoio, credendo di aver regolato correttamente il
sistema di frenatura dinamica, ma in realtà lasciò il motore in
potenza. Il treno, senza controllo, si mise in moto e iniziò a
percorrere i binari senza nessuno al comando per circa due ore.
Chris Pine in Unstoppable – Fuori controllo
Durante la fuga, il convoglio raggiunse una velocità di circa 84
km/h (52 mph) e attraversò oltre 100 chilometri (circa 66 miglia)
attraverso il nord-ovest dell’Ohio. Nel tentativo di fermarlo,
furono messi in atto diversi piani: un locomotore CSX (la #8392) fu
schierato in coda al treno in corsa per agganciarlo, ma altri
metodi fallirono: un deragliatore portatile non funzionò e persino
la polizia sparò al pulsante di emergenza per il taglio del
carburante, ma non ebbe effetto. Alla fine, la squadra riuscì a
rallentare il treno utilizzando i freni dinamici.
Si
riuscì così a portare la velocità a circa 18 km/h (11 mph), e un
capotreno – Jon Hosfeld – saltò a bordo proprio per azionare il
freno manuale e mettere in sicurezza la locomotiva. L’incidente non
provocò vittime gravi, ma fu un evento clamoroso per le ferrovie
americane: il treno pericoloso fu fermato, ma le ganasce dei freni
della locomotiva #8888 subirono danni importanti per il calore
generato durante la folle corsa. Successivamente la locomotiva
fu rimessa in servizio, con modifiche tecniche, e in seguito
riprogettata come SD40-3, cambiando numero di matricola.
Le conseguenze dell’evento furono molteplici: l’incidente divenne
materiale di studio per la sicurezza ferroviaria e, più tardi,
ispirò appunto il film Unstoppable – Fuori
controllo. Il film, pur mantenendo l’anima della storia
reale, apporta modifiche per aumentare il dramma e la suspense,
come velocità maggiorate del treno, intensificazione della minaccia
chimica e l’aggiunta di personaggi ricreati. Questo mix tra realtà
e finzione rende la vicenda più cinematografica, ma rende chiaro
che il cuore dell’ansia viene proprio dalla corsa reale che il
treno impazzito ha compiuto sulle rotaie dell’Ohio.
Sleepers (qui
la recensione), uscito nel 1996 e diretto da Barry
Levinson, si basa sull’omonimo libro di Lorenzo
Carcaterra, che racconta una storia definita come vera
dallo stesso autore, sebbene negli anni sia stata oggetto di accesi
dibattiti sulla sua autenticità. Il romanzo, che narra l’infanzia
difficile di quattro ragazzi del quartiere Hell’s Kitchen e
l’incubo vissuto nel riformatorio di Wilkinson, colpì Hollywood per
la forza drammatica dei suoi eventi, spingendo Levinson a
trasformarlo in un film corale, cupo e moralmente complesso.
La
produzione riuscì a riunire un cast straordinario, composto da
Brad Pitt, Jason Patric, Dustin Hoffman, Robert De Niro, Kevin Bacon e Minnie Driver,
attori che diedero corpo a personaggi segnati da traumi profondi e
scelte irreversibili. La presenza di interpreti così autorevoli
contribuì a far emergere l’intensità emotiva della storia, mettendo
in risalto sia l’innocenza violata dell’adolescenza sia il peso
delle conseguenze che i protagonisti portano nell’età adulta. Il
film divenne subito noto per il suo tono cupo e per l’impatto etico
delle vicende mostrate.
Sleepers
si colloca tra il dramma giudiziario e il crime, ma affronta temi
più universali come l’abuso di potere, la perdita dell’innocenza,
l’amicizia come unico rifugio e la ricerca di giustizia in un
sistema profondamente corrotto. L’opera di Levinson intreccia
passato e presente in un racconto di colpa, vendetta e redenzione,
senza mai perdere la tensione morale che lo attraversa. Proprio per
questi motivi, il finale rappresenta il cuore emotivo e tematico
del film, e nel resto dell’articolo ne verrà proposta una
spiegazione approfondita.
La storia è dunque quella di
quattro ragazzi: Lorenzo Carcaterra,
soprannominato Shakes, Michael Sullivan,
John Reilly e Tommy Cohen
Marcano. Cresciuti ad Hell’s Kitchen, un quartiere
malfamato di New York, in situazioni famigliari piuttosto critiche,
i quattro giovani minorenni sono legati da una forte amicizia e
sognano da grandi di diventare veri gangster. Durante la calda
estate del 1967, un giorno per mettersi alla prova, i quattro
tentano di rubare un carretto di hot dog, finendo però per ferire
gravemente un anziano signore all’uscita della metropolitana. Per
questo motivo verranno arrestati e condannati a un anno di
riformatorio, da scontare presso il Wilkinson Home, che segnerà per
sempre la loro vita.
Durante la detenzione i ragazzi
infatti subiscono terribili violenze psichiche e fisiche da parte
di alcuni agenti dell’istituto, in particolar modo dal crudele
Sean Nokes, che li picchierà e abuserà di loro più
e più volte. L’unico a fare visita ai ragazzi durante la loro
permanenza in riformatorio è un sacerdote, padre Bobby
Carillo, al quale però nessuno dei quattro racconta cosa
sia successo loro. Diversi anni dopo essere usciti da quel luogo
infernale, i quattro ragazzi hanno ora intrapreso percorsi di vita
differenti. Quando però si rincontreranno, e incontreranno di nuovo
anche Nokes, il passato tornerà ad essere presente e il tempo della
vendettà sembrerà essere arrivato.
La spiegazione del finale del
film
Nel
terzo atto di Sleepers, il processo per l’omicidio
di Sean Nokes diventa il fulcro della storia, trasformandosi nel
mezzo attraverso cui i protagonisti cercano giustizia per gli abusi
subiti a Wilkinson. Michael, ora procuratore, orchestra un piano
complesso per sabotare dall’interno la propria accusa e garantire
l’assoluzione di John e Tommy. Con l’aiuto di Shakes e
dell’avvocato Snyder, costruisce una contro-narrazione credibile,
minando le testimonianze chiave e facendo emergere gradualmente le
ombre del passato. Il tribunale diventa così l’arena in cui si
prepara la resa dei conti definitiva.
La
svolta arriva quando Michael comprende che, per completare il
piano, serve una testimonianza inattaccabile che dimostri
l’innocenza degli imputati. È allora che entra in gioco Padre
Bobby, il loro punto di riferimento d’infanzia. Dopo un confronto
doloroso con Shakes, accetta di mentire in aula, fornendo l’alibi
decisivo e consegnando i tre biglietti del famoso Knicks game.
L’esito è inevitabile: John e Tommy vengono assolti, mentre il
castello di segreti e violenze che ha caratterizzato Wilkinson
inizia finalmente a crollare, travolgendo i responsabili
superstiti.
Il finale mette così in luce come il film ribalti i codici del
legal drama tradizionale, mostrando un sistema giudiziario incapace
di punire i veri colpevoli se non attraverso deviazioni morali. La
scelta di Padre Bobby rappresenta una frattura etica profonda: la
menzogna diventa l’unica via per affermare una verità che le
istituzioni non hanno mai voluto vedere. Levinson suggerisce che,
di fronte a traumi così indicibili, la giustizia ufficiale non è
sufficiente, e sono gli individui – con le loro azioni imperfette –
a colmare il vuoto.
Al tempo stesso, il finale ribadisce il tema dell’irrecuperabilità
dell’innocenza. Anche se i protagonisti ottengono la loro vendetta,
il prezzo pagato è altissimo: la scoperta della verità porta a
ulteriori violenze, come le esecuzioni dei vecchi guardiani
orchestrate da Little Caesar. Nessuno esce davvero vincitore.
Michael abbandona il suo lavoro, Shakes rimane segnato per sempre,
mentre John e Tommy, pur assolti, sono già destinati a una fine
tragica. La giustizia ottenuta non cancella il dolore che li ha
deformati.
Infine,
Sleepers ci lascia con un messaggio amaro ma
profondamente umano: alcune ferite segnano per sempre e l’infanzia
sottratta non può essere restituita. Il film non glorifica la
vendetta, ma mostra come, in un mondo corrotto, i sopravvissuti
cerchino almeno di dare un senso al proprio dolore. L’eredità più
luminosa è il gesto di Carol, che dà al figlio un nome che unisce
tutti e quattro gli amici, trasformando un passato di orrore in un
atto d’amore e memoria.
Divenuto celebre negli anni
Novanta per i suoi numerosi ruoli d’azione, Brendan Fraser è in breve tempo
diventato uno dei nomi più richiesti da Hollywood. Anche se per
alcuni anni le sue apparizioni sono state rare, negli ultimi anni
l’attore ha vissuto una vera e propria rinascita professionale,
conquistando nuovamente il grande pubblico e critica, soprattutto
grazie al film The Whale,
che gli è valso un premio Oscar, e al suo ritorno in produzioni
iconiche. Rick O’Connell, protagonista della trilogia de
La mummia, resta un ruolo
simbolo della sua carriera, amatissimo dalle generazioni di
spettatori cresciuti con Fraser.
Ecco 10 cose che non sai di
Brendan Fraser.
Brendan Fraser: i suoi film e le
serie TV
10. Ha recitato in celebri
lungometraggi. Fraser debutta al cinema con il film
Dogfight – Una storia d’amore (1991), per poi diventare
protagonista di film come Scuola d’onore (1992), Il
mio amico scongelato (1992), 110 e lode (1994),
Scambio di identità (1996), e George re della giungla…
? (1997). Ottenuta la popolarità, recita in Demoni e
dei (1998), con Ian McKellen
e, soprattutto, nel kolossal La mummia
(1999), con Rachel
Weisz. Divenuto ora una star, l’attore recita poi in
Indiavolato (2000), La mummia – Il ritorno
(2001), Looney Tunes: Back in Action (2003), Crash –
Contatto fisico (2005), con Don
Cheadle, La mummia – La tomba
dell’Imperatore Dragone (2008), Viaggio al centro
della terra 3D (2008), Inkheart
(2009), con Paul
Bettany, Misure straordinarie (2010), Non
lasciarmi sola (2013), con Rosario
Dawson, e La rosa velenosa (2019), con
John
Travolta. Nel 2022 Fraser ha ricevuto grande
apprezzamento per The
Whale (2022), che ha consolidato il suo ritorno a Hollywood e
lo ha reso candidato agli Oscar come Miglior Attore e da allora ha
ripreso a lavorare a Hollywood con continuità, infatti nel 2023
appare in un piccolo ruolo in Killers of the Flower Moon di
Martin Scorsese. Del 2025 è
Rental Family.
9. È noto anche per i suoi
ruoli televisivi. Parallelamente all’attività per il
cinema, l’attore recita anche in diversi film televisivi nel corso
degli anni Novanta. Questi sono My Old School (1991),
Figlio delle tenebre (1991), Presumed Guilty
(1991) e Nel nome di mio figlio (1997). Torna poi in
televisione per recitare nella popolare sit-com Scrubs,
dove ricopre il ruolo di Ben Sullivan. Delle tante guest star
avvicendatesi nel corso della serie, la sua partecipazione è
probabilmente la più nota e apprezzata. Negli ultimi anni
Fraser si è poi dedicato principalmente al piccolo schermo,
recitando nelle serie Texas Rising (2015), The
Affair (2016-2017), Condor (2018) e Trust (2018),
con Donald
Sutherland. Dal 2019 al 2023 è tra i protagonisti di
Doom Patrol, dove
recita nel ruolo di Cliff Steel alias Robotman. Nel 2020 ha poi
preso parte a Professionals.
8. È anche
produttore. Nel corso degli anni, Fraser non si è distinto
solo come interprete, ma in diversi casi ha deciso di assumere
anche il ruolo di produttore delle opere che lo vedevano come
protagonista. Nel 2006 ricopre per la prima volta l’attività per il
thriller L’ultima occasione, dove recita accanto a
Michael
Keaton. Successivamente, produce i film Viaggio al
centro della Terra e Puzzole alla riscossa, da lui
anche interpretati. Nel 2011 è invece produttore della commedia
crime Rapina a Belfast, mentre nel 2013 di Breakout –
weekend di paura. Dopo anni in cui non ha più svolto tale
ruolo, Fraser torna alla produzione per la serie
Professionals, da lui particolarmente voluta e
sostenuta.
Brendan Fraser in George re della
giungla
7. Si tratta di uno dei
suoi progetti che ancora oggi sono molto amati. Brendan
Fraser ha consolidato la sua fama internazionale con il ruolo
comico e avventuroso di George in George re della giungla (1997). Il film, ispirato al
celebre cartone animato, mise in luce la sua capacità di combinare
fisicità e comicità, rendendo Fraser perfetto per ruoli leggeri ma
memorabili. Il successo della pellicola gli permise di diventare un
volto amato dal grande pubblico e di ricevere proposte per film
d’azione e avventura. Ancora oggi, George re della giungla resta una delle interpretazioni
più iconiche della carriera di Brendan Fraser, simbolo della sua
versatilità e del suo carisma unico.
Brendan Fraser in Scrubs
6. Il regista della serie
ha fortemente voluto la sua partecipazione. In una recente
intervista, Fraser ha raccontato di come arrivò ad essere una delle
più amate guest star nella serie Scrubs. Pur comparendo
soltanto in tre episodi, il suo personaggio è stato particolarmente
amato dagli spettatori e la sua è una delle stoyline ancora oggi
più celebri. L’attore disse di non aver mai incontrato Bill
Lawrence, ideatore della serie, ma le loro due mogli erano
grandi amiche e questo li mise in contatto. Lawrence offrì così una
piccola parte a Fraser, allegando al copione anche dei pantaloncini
sportivi. Fu proprio tale inaspettato dono che convinse Fraser ad
accettare il ruolo.
Brendan Fraser in La mummia
5. Ha rischiato di morire
sul set del film.La mummia ha rappresentato una
vera e propria svolta nella carriera dell’attore, e ancora oggi è
ricordato come il suo ruolo più celebre. Questo ha però rischiato
di essere anche l’ultimo per Fraser, il quale è stato coinvolto in
un incidente che ha rischiato di ucciderlo. Per una scena era
infatti previsto che il suo personaggio si trovasse ad essere
impiccato, salvo poi liberarsi giusto in tempo. Qualcosa, tuttavia,
andò storto, e l’attore si ritrovò a rischiare realmente il
soffocamento. Fortunatamente, fu liberato in tempo e venne aiutato
da un equipe di medici a riprendersi.
4. Era la prima scelta del
regista. Dopo aver realizzato il film George re della
giungla… ?, l’attore era diventato estremamente popolare come
interprete di film d’avventura con vene comiche. Fu per questo
motivo che il regista di La mummia decise di affidare a
Fraser la parte nel film. Egli lo riteneva la giusta combinazione
tra personaggio d’avventura e personaggio comico. Quest’ultimo
aspetto era particolarmente fondamentale, perché avrebbe permesso
agli spettatori di provare empatia nei suoi confronti. Fraser
dunque puntò molto sul costruire un personaggio che non si
prendesse troppo sul serio.
Brendan Fraser in The Whale
3. Ha segnato il suo
ritorno in grande stile. Il ritorno di Brendan
Fraser al cinema è stato segnato dal film The Whale (2022), di Darren
Aronofski, che ha ricevuto grande attenzione da critica e
pubblico. L’attore interpreta Charlie, un insegnante obeso e
introverso, riuscendo a trasmettere emozioni profonde con una
performance intensa e commovente. Questo ruolo ha segnato la sua
rinascita artistica, confermando il talento e la versatilità di
Fraser, e gli ha valso candidature ai principali premi
cinematografici, tra cui l’Oscar come Miglior Attore.
The Whale ha inoltre
riportato Brendan Fraser al centro del panorama
hollywoodiano, dimostrando quanto il suo carisma e la sua capacità
interpretativa siano ancora straordinari.
Brendan Fraser: chi è sua
moglie
2. È stato sposato con
un’attrice. Nel 1993, arrivato da poco a Los Angeles,
l’attore si ritrovò a partecipare ad un party esclusivo per
celebrità. Qui ebbe modo di conoscere l’attrice Afton Smith, con la
quale strinse subito un certo legame. Dopo qualche anno di
frequentazione, i due si sono infine fidanzati ufficialmente e
hanno dato vita al loro matrimonio il 27 settembre del 1998. In
seguito, hanno avuto tre figli, nati rispettivamente nel 2002, nel
2004 e nel 2006. Da sempre molto riservata, la coppia ha sempre
cercato di non rivelare dettagli sulla propria vita privata. Nel
dicembre del 2008, tuttavia, hanno reso pubblica la loro volontà di
divorziare.
Brendan Fraser: età e altezza
1. Brendan Fraser è nato a
Indianapolis, in Indiana, Stati Uniti, il 3 dicembre del
1968. L’attore è alto complessivamente 189 centimetri.
Leonardo DiCaprio è uno di quegli
attori che se non esistesse bisognerebbe inventarlo, un attore che
dimostra ogni anno, nel 2025 con Una
Battaglia dopo l’altra di Paul Thomas
Anderson, quanto il cinema ha bisogno delle sue
interpretazioni. Dopo aver conquistato il mondo intero con la sua
performance in Titanic, non ha smesso di affascinare il mondo con il
suo magnetismo e il suo talento. DiCaprio ha sempre preferito la
qualità dei film ai quali partecipa, riuscendo ad essere sempre un
valore aggiunto e ad essere uno degli attori perfetti con cui
lavorare (basta pensare al suo rapporto con Martin Scorsese).
Ecco, allora, dieci cose da
sapere su Leonardo DiCaprio.
2. Leonardo DiCaprio è un
produttore affermato. Nel corso della sua carriera,
Leonardo DiCaprio ha vestito molte volte i panni del produttore.
L’attore, infatti, è conosciuto per aver prodotto molti film di
successo e anche diversi documentari: tra i vari titoli, si
annoverano film come The Aviator, Cappuccetto rosso sangue
(2011), Le idi di marzo (2011),
Il fuoco della vendetta (2013), The Wolf of Wall
Street, La legge della notte
(2016), Robin Hood – L’origine della
leggenda (2018), Richard Jewell (2019)
e documentari come The 11th Hour (2007), Virunga
(2014), Cowspiracy (2015), Punto di non
ritorno (2016) e Sea of Shadows (2019). Ma non
solo: DiCaprio ha prodotto anche le serie TV Greensburg
(2008) e le miniserie Digital Wampum (2015), Fire
Chasers (2017) e Jonestown: Terror in the Jungle
(2018). Ha anche prodotto nel 2019 Richard
Jewell, di Clint Eastwood, e Killers of the Flower Moon
di Martin Scorsese.
Con la sua Appian Way produce la
maggior parte dei film in cui è coinvolto, oltre a una grande
attenzione per i prodotti che raccontano la condizione di salute
del nostro pianeta, a sostegno del suo grande attivismo
ambientalista.
Leonardo DiCaprio: chi è la sua
fidanzata
3. Leonardo DiCaprio ha
sempre avuto fidanzate con meno di 25 anni. Oltre ai film
da lui interpretati, Leonardo DiCaprio è famoso anche per avere
avuto uno stuolo di fidanzate giovanissime e biondissime. Di
recente è stato realizzato un grafico che mostra come l’attore non
abbia mai frequentato una donna che avesse un’età maggiore ai 25
anni e tutte sono durate per poco tempo, salvo quelle con
Gisele Bundchen e Bar Rafaeli,
durate poco più di cinque anni. Tra le diverse fidanzate, oltre la
Bundchen e la Refaeli, sono comparse Blake Lively, Erin Heatherton,
Toni Garrn, Klly Rohrbach e Nina
Adgal.
4. Leonardo DiCaprio è
stato fidanzato con la figliastra di Al
Pacino. Dal marzo del 2018, DiCaprio ha iniziato a
frequentare la Camila Morrone, famosa più che
altro per essere la figliastra di Al Pacino (la
giovane, infatti, è la figlia di Lucila Solà, compagna di Pacino).
Tra i due la differenza d’età è importante, 44 anni lui e 22 lei,
ma questo non gli ha impedito di formare una coppia che per un
certo periodo è sembrata piuttosto affiata. Nel 2022, tuttavia, i
due si sono lasciati. La fidanzata di Leonardo
DiCaprio al momento è Vittoria
Ceretti.
Leonardo DiCaprio e Kate
Winslet
5. Leonardo DiCaprio ha
regalato a Kate Winslet un anello dell’amicizia.
Da quando si sono conosciuti sul set di Titanic, DiCaprio
a Kate Winslet
sono diventati amici inseparabili, tanto da essere sempre presenti
agli eventi importanti della vita dell’altro. L’attore, infatti, ha
accompagnato all’altare la sua amica durante il matrimonio con il
terzo marito Ned Rocknroll ed è il padrino del suo
terzo figlio, mentre lei c’è sempre stata per sostenere le sue
campagne ambientali durante la sua vittoria agli Oscar. Per
celebrare la loro profonda amicizia, DiCaprio ha regalato alla
Winslet, dopo essersi ritrovati sul set di Revolutionary
Road, un anello dell’amicizia a cui l’attrice è molto
affezionata.
Leonardo DiCaprio e Martin
Scorsese
6. Leonardo DiCaprio e
Martin Scorsese sono pronti a collaborare ancora. Se c’è
uno dei sodalizi tra attore e regista più intensi ed edificanti,
quello è tra Martin Scorsese
e Leonardo DiCaprio. I due, che hanno negli anni dato vita a
diversi grandiosi film, sono ora pronti a collaborare per la
settima volta per un film dal titoloThe
Wager tratto dall’omonimo romanzo di
DavidGrann. Per loro
questa nuova collaborazione seguirà le esperienze di Gangs of
New York, The Aviator, The Departed, Shutter Island,The Wolf of Wall Street e
di Killers of the Flower
Moon. Sono stati annunciati nuovi progetti per i due, che
vedranno la luce dal 2026 in poi.
Leonardo DiCaprio in Titanic
7. Non era certo di voler
accettare il ruolo. Considerando che DiCaprio si è
consacrato proprio grazie al ruolo di Jack Dawson in Titanic, soprende
sapere che egli era inizialmente insicuro sull’accettare o meno la
parte. L’attore temeva infatti che il personaggio non fosse dotato
di particolarità tali da renderlo interessante. Il
regista James Cameron,
però, riuscì però a convincerlo sottolineando la complessità del
costruire il personaggio come una persona normale. Partendo da tale
indicazione, DiCaprio ha dato vita ad una delle sue interpretazioni
più celebri.
Leonardo DiCaprio ha vinto un
Oscar
8. Leonardo DiCaprio ha
vinto l’Oscar dopo 6 candidature. Chiunque è a conoscenza
del travagliato rapporto esistente tra DiCaprio e i Premi Oscar:
l’attore, infatti, ha ricevuto ben 7 candidature agli Academy – di
cui 5 come Miglior Attore Protagonista, 1 come Miglior Attore non
Protagonista e una come Miglior Film. Di tutte queste nomination,
l’attore è riuscito a vincere l’ambita statuetta nel 2016 grazie al
film Revenant – Redivivo, conquistando, finalmente e per
la gioia dei suoi fan che avevano aperto anche delle petizioni
online, il titolo di Migliore Attore.
Leonardo DiCaprio da giovane
9. È stato un bambino
prodigio. Comparso in alcuni spettacoli televisivi già
quando aveva tre anni, DiCaprio inizia poi ad interessarsi alla
recitazione sin da adolescente. In breve tempo si afferma come un
prodigio, recitando in alcune serie e film. Nel frattempo, trovato
un agente a Hollywood, rifiuta il consiglio da parte di questi di
cambiare il proprio nome in Lenny Williams, considerato più
american friendly, e nel 1999 lo protegge divenendone il
titolare dal punto di vista commerciale. A soli 18 anni, poi,
ottiene la sua prima nomination all’Oscar per Buon compleanno Mr.
Grape.
Leonardo DiCaprio ha origini
italiane
10. Il suo nome è in onore
al celebre artista. Dal lato paterno, DiCaprio vanta
origini italiane. I suoi bisnonni, Salvatore Di
Caprio e Rosina Casella, erano originari
di Napoli, secondo una notizia fatta circolare nel 1998, e la
famiglia di Salvatore era originaria di Alife. Come noto, gli è poi
stato dato il nome Leonardo perché diede il suo primo calcio mentre
la madre incinta stava osservando un dipinto di Leonardo da Vinci
nella Galleria degli Uffizi di Firenze. Da parte di madre, invece,
ha origini tedesche.
AVVISO SPOILER:
Questo articolo contiene importanti spoiler riguardanti la trama, i
camei e il finale di Wicked
– Parte 2 (qui
la nostra recensione), ora nelle sale, così come piccoli
spoiler dello spettacolo teatrale “Wicked”.
Il tanto atteso capitolo conclusivo
di Wicked
è arrivato nei cinema, riunendo il pubblico con
Cynthia Erivo nel ruolo di Elphaba e Ariana Grande in quello di Glinda,
mentre la storia riprende dopo il loro periodo a Shiz.
E il film contiene una moltitudine
di rimandi emozionanti al materiale originale di Broadway,
riferimenti a “Part One” e introduce le icone de “Il
mago di Oz.” Ecco tutto ciò da cercare mentre ritorni nella
Città di Smeraldo.
Logo Universal
In Wicked,
il logo della Universal Pictures è stato sostituito da una versione
vintage del globo, che richiama quella del 1939 — l’anno in cui
uscì “Il mago di Oz.” Questa volta, un tornado è visibile
dietro la scritta Universal, un riferimento al ciclone che portò
Dorothy a Oz e schiacciò la Strega Cattiva dell’Est.
Scrittura tra le nuvole
In “Il mago di Oz”, la
Strega dell’Ovest vola nel cielo sulla sua scopa e utilizza le
nuvole per scrivere “Arrenditi Dorothy.” In omaggio a quella scena,
Elphaba vola nel cielo scrivendo questa volta “Il nostro mago
mente.”
Nuova musica
Parte
2 introduce due nuove canzoni originali — una per
ciascuna strega. La nuova canzone di Glinda è “Girl in the
Bubble”, mentre Elphaba canta “No Place Like Home.”
Il titolo è un chiaro riferimento a Dorothy e a “Il mago di
Oz”, dove, nel tentativo di tornare in Kansas, ripeteva
“There’s no place like home” mentre batteva tre volte i tacchi
delle sue scarpette rosse.
La colonna sonora del compositore
John Powell intreccia diversi richiami musicali
all’Atto I. C’è una ripresa di “What Is This Feeling?” con
testi rivisitati per lodare Glinda e la sua bontà, ed Elphaba
interpreta una versione reimmaginata di “The Wizard and I”
che riflette la sua delusione verso l’uomo che aveva ammirato. Nel
corso del film compaiono ulteriori modifiche musicali, inclusi
nuovi versi in “Wonderful” e una versione ampliata della
scena che ora include Glinda.
Il vestito di Glinda — che il
pubblico vede per la prima volta in “Thank Goodness” —
rende omaggio sia al costume di Billie Burke nel “Mago di
Oz” sia all’abito finale di Glinda nel musical di Broadway. Il
costumista Paul Tazewell ha preso la silhouette di quello del film
del 1939, creando un abito ampio in tulle e organza multistrato con
cristalli e perline di vetro. Tuttavia, la palette cromatica è
ispirata alle tonalità lavanda-blu della Glinda di Broadway.
“Era un modo per onorare quell’immagine,” dice Tazewell a
Variety.
Vetro infranto
In riferimento a Wicked,
il primo segno del ritorno di Elphaba da Glinda è la lieve crepa
sul vetro della finestra di quest’ultima — proprio come si frantumò
quando litigarono mentre condividevano la stanza al dormitorio.
Questa volta, però, la frattura è più controllata, a dimostrazione
della maggior padronanza che Elphaba ha acquisito sulla sua magia e
del suo imminente arrivo.
Mimetizzazione
In un altro richiamo al primo film,
Elphaba evita per un soffio di essere individuata dalle guardie
reali mimetizzandosi tra gli alberi. Ricordiamo che — quando
incontrò Fiyero per la prima volta — lui scherzò dicendo che quasi
non l’aveva notata perché “si confondeva con il fogliame.”
In Parte
2, quella battuta ritorna, quando Elphaba elude
proprio lui e le sue guardie facendo esattamente questo.
Cavallo blu
Il fidato destriero di Fiyero è un
cavallo blu — un evidente rimando al “Cavallo di un Colore Diverso”
de “Il mago di Oz.”
Guardando a occidente
Tutti i punti di riferimento di Oz
sono stati posizionati strategicamente per guidare il viaggio di
Elphaba da est a ovest, secondo il production designer Nathan
Crowley. “Deve compiere un viaggio verso ovest, perché deve
accettare di diventare la Strega Cattiva dell’Ovest. Deve diventare
il villain di cui Oz ha bisogno,” spiega a Variety.
Così, il baldacchino dove Elphaba si nasconde guarda a ovest; poi,
entro la fine del film, raggiunge il castello di Kiamo Ko,
completando il suo arco narrativo verso ovest.
Prefigurazione di
Boq
Universal ha suggerito il futuro di
Boq già nel materiale promozionale. Il personaggio è incorniciato
dal metallo, alludendo alla sua trasformazione nell’Uomo di Latta.
E il Munchkin indossa una “M” ricamata sul petto, riempita in modo
da formare un cuore — che poi perderà quando un incantesimo andrà
storto. Nella sua prima scena in Wicked
– Parte 2, vediamo Boq tagliare legna nella stanza di
Nessarose, anticipando il suo destino.
Poiché la trasformazione avviene
nella residenza di Nessarose, “tutto il metallo nella stanza si
attaccò a lui,” spiega Francis Hannon, responsabile del trucco
del film. “I manici della brocca diventarono le sue orecchie.
Le sue dita erano fatte con le saliere e pepiere.”
Scarpette d’argento
Le iconiche scarpette
rosse non appaiono mai nel film. A causa di un problema di
copyright con MGM, né il film né il musical di Broadway possono
utilizzare i celebri tacchi rossi. I filmmaker sono quindi tornati
alle scarpe d’argento descritte originariamente nel libro “Il
mago di Oz”, ormai di pubblico dominio. Il trucco adottato:
quando Nessarose vola, la direttrice della fotografia Alice Brooks
utilizza luci rosse per indicare al pubblico che quelle sono le
scarpe amate da tutti. “Diventano sempre più calde, e quel
rosso è diventato il nostro rosso più vibrante,” dice
Brooks.
Il meraviglioso arcobaleno
Durante il ballo in
“Wonderful” (che ora include Glinda), il palazzo del Mago
è illuminato da luci arcobaleno come omaggio alla celebre canzone
di Judy Garland“Somewhere Over the
Rainbow.”
Un volo ispirato a Peter Pan
Mentre il numero
“Wonderful” continua, Elphaba e Glinda levitano sopra un
diorama di Oz. I filmmaker hanno concepito l’idea del viaggio
seduto sulla scopa basandosi su un’idea del regista Jon M.
Chu, condivisa poco prima dell’inizio delle riprese a
Londra. Chu mostrò foto al team spiegando che voleva che la scena
si svolgesse in modo simile alla giostra di Peter Pan a
Disneyland.
“Jon voleva costruire
un’attrazione, e mancavano tre settimane alle riprese di questa
scena. Avevamo Jeff Goldblum solo per quattro settimane per
girare entrambi i film,” ricorda Alice
Brooks. Chu era irremovibile: voleva un’attrazione che
potesse decollare davvero con gli attori a bordo; ma il set era già
costruito, quindi il team creò un modello seduto. La scena richiama
anche “The Wizard and I”, nota Brooks: “Abbassiamo
lentamente la luce rosa mentre prendono il volo e la pelle verde di
Elphaba scompare nella luce rosa.”
Richiamo a “Dancing
Through Life”
Oltre a volare attorno al palazzo,
Glinda ed Elphaba danzano insieme, ricreando il momento emozionante
in cui diventarono amiche al ballo dell’Ozdust nel primo film.
Ripropongono i loro movimenti caratteristici — un polso sulla
fronte e il gesto giocoso “ad ala di pollo” — ricordando al
pubblico le origini e la forza del loro legame.
Coperture animali
Nel primo film, i poteri magici di
Elphaba esplodono nel cortile dell’Università di Shiz, facendo
cadere un ritratto inciso del Mago e rivelando un dipinto di
animali, simbolo del passato di Oz. In Wicked
– Parte 2, il palazzo del Mago presenta un quadro
simile. Spinta dalla scimmia volante Chistery, Elphaba guarda
dietro l’opera, scoprendo una stanza segreta con animali veri
intrappolati dietro le sbarre.
Diretta dal Mago
In una scena, Elphaba dice a
Glinda: “I’m off to see the Wizard,” un
riferimento diretto a “Il mago di Oz” e alla Dorothy di
Judy Garland, che canta “We’re off to
see the wizard.”
Il ritorno di Alice Fearn
All’inizio del film, Glinda ha un
flashback di quando era bambina e faceva giochi di magia davanti
agli amici. Appaiono i suoi genitori, con Alice
Fearn che torna nel ruolo della madre di Glinda. Fearn ha
interpretato Elphaba nella produzione londinese di
“Wicked.”
Flashback arcobaleno
Abbiamo conosciuto la giovane
Elphie in Part One, e ora in Part Two incontriamo
la giovane Galinda. La vediamo a una festa, dove prova — senza
riuscirci — a eseguire un trucco di magia. Ma quando un arcobaleno
(rimando a “Somewhere Over the Rainbow”) appare fuori e i
suoi amici le chiedono se lo ha creato lei, risponde con sicurezza
di sì.
Scena del matrimonio
Il matrimonio è pieno di Easter egg
simbolici. Innanzitutto, il tappeto di farfalle gialle richiama la
strada di mattoni gialli. Inoltre, c’è il contrasto tra Elphaba,
che si trova sottoterra — rappresentando il suo percorso verso
l’oscurità e la malvagità — e Glinda, che è in superficie,
celebrata dai suoi pari.
Dopo aver tradito le guardie del
Mago e aver permesso a Elphaba di fuggire, Fiyero affronta il suo
destino: diventerà lo Spaventapasseri. A uno sguardo attento, gli
indizi erano presenti fin dall’inizio — dal poster, che mostra il
personaggio circondato da campi di grano, ai dettagli del suo
costume.
“Quando lo vedi da dietro, c’è
un motivo a tre punte creato con il cordoncino… e quello potrebbe
suggerire qualcosa,” dice Tazewell a Variety.
Inoltre, il ricamo di paglia sul suo petto anticipa ulteriormente
il suo futuro.
Il ritorno dei papaveri rossi
I papaveri giocano un ruolo chiave
ne “Il mago di Oz”, con un campo di fiori che fa
addormentare Dorothy. I papaveri compaiono anche in Wicked
– Parte 2, inclusi sulla veste del Mago e sulla sua
scrivania, come omaggio al celebre fiore ipnotico.
Tende a quadretti
Sebbene Dorothy non sia vista
direttamente, né abbia dialoghi, appare con il suo iconico vestito
blu a quadretti. C’è però un altro sottile riferimento al
personaggio: la casa che cade su Nessarose presenta tende a
quadretti blu.
Toto al guinzaglio
Quando Dorothy inizia a percorrere
la Strada di Mattoni Gialli, Elphaba nota che ha Toto al
guinzaglio. Ciò indica che Dorothy sta diventando un agente del
Mago e, sebbene non abbia il cane in gabbia, anche lei è
un’oppressora.
Scena di combattimento
Durante “What Is This
Feeling?” in Wicked, le due streghe
si confrontano durante una lezione di combattimento. Le loro
abilità tornano utili più avanti, quando si riuniscono per
combattere dopo la morte della Strega Cattiva dell’Est.
Dopo che Glinda schiaffeggia
Elphaba in seguito al loro scontro, Elphaba emette una risata
malvagia — un omaggio alla risata iconica di Margaret
Hamilton in “Il mago di Oz.”
Piccole bolle
Così come i futuri di Boq e Fiyero
sono cuciti e suggeriti nei loro costumi, anche l’abbigliamento di
Glinda riflette il suo percorso. È adornata di cerchi sugli
orecchini, sulla corona e sull’abito, tutti a richiamare la bolla
che usa per spostarsi.
L’uscita del Mago
Quando il Mago viene finalmente
smascherato e lascia Oz per sempre, se ne va nello stesso modo del
film originale “Il mago di Oz” — in una mongolfiera.
Finale e arcobaleno
La scena finale a Kiamo Ko richiama
la scena iniziale di Wicked, in cui
l’acqua versata e il cappello abbandonato segnano le conseguenze
dello “scioglimento” della Strega Cattiva. Ma mentre la telecamera
si allontana per mostrare la celebrazione della sua morte nella
Terra dei Munchkin, compare un ultimo riferimento
all’arcobaleno.
Il gran finale
La scena finale di Wicked
– Parte 2 differisce da quella del musical di
Broadway. Sul palco, Fiyero ed Elphaba se ne vanno insieme. Nel
film, invece, si conclude con un flashback a quando Glinda ed
Elphaba erano a Shiz; Glinda, con un cappuccio bianco, sussurra
qualcosa a Elphaba — un richiamo diretto al poster originale del
musical.
Quattro anni dopo l’uscita del
primo film nelle sale,
Dwayne Johnson ha appena dato una notizia devastante
sul sequel di Jungle
Cruise (qui
la recensione) della Disney. Parlando della possibilità
che un sequel venga realizzato, l’attore ha
affermato: “Non credo. Penso che quando la Disney è
passata sotto una nuova leadership, abbia semplicemente cambiato
rotta a causa del COVID. Il COVID ha cambiato il nostro business in
molti modi. Penso che abbiano guardato quella proprietà e abbiano
pensato: l’abbiamo fatto una volta, non siamo sicuri di doverlo
rifare. Nonostante la nostra chimica fosse ottima”.
Johnson si riferisce al fatto che
Bob Chapek era l’amministratore delegato al
momento dell’uscita di Jungle Cruise nelle sale,
ma poi Bob Iger è stato reintegrato per correggere
la rotta dell’azienda prima di cederla a un nuovo successore. La
pandemia di COVID-19 ha poi giocato un ruolo importante nell’uscita
del film. Dopo essere stato programmato per luglio 2020, la
pandemia ha costretto la Disney a ritardare il film fino a luglio
2021. L’avvertenza è che il film d’avventura è stato distribuito su
Disney+ con Premier Access
contemporaneamente all’uscita nelle sale.
La funzione Premiere Access, che
comportava un costo aggiuntivo rispetto all’abbonamento a Disney+, è stata aggiunta al servizio
di streaming quando la Disney non è stata in grado di distribuire i
film nelle sale a causa della pandemia. Emily Blunt – co-protagonista in insieme
a Johnson – ha aggiunto che lei e il collega hanno accettato il
fatto che la Disney alla fine non voglia realizzare Jungle
Cruise 2, nonostante la loro grande intesa sullo schermo.
“Va bene così”, ha semplicemente detto.
La notizia è però deludente, perché
nonostante gli spettatori avessero la possibilità di guardarlo a
casa, Jungle Cruise è comunque riuscito a
incassare 220,9 milioni di dollari al botteghino. Il film è stato
ben accolto dal pubblico grazie a un punteggio del 92% su Rotten
Tomatoes, ma i critici non sono stati altrettanto ricettivi, il che
ha portato il film di Johnson e Blunt a ricevere un punteggio del
62%. Nonostante abbia dovuto superare vari ostacoli come la
pandemia, sembrava inevitabile che il sequel sarebbe stato
approvato.
Johnson, produttore del film, e
Blunt avrebbero firmato per Jungle Cruise 2, con
Jaume Collet-Serra come regista e Michael
Green come sceneggiatore. Non più tardi dell’autunno 2022,
era infatti stato rivelato che Green stava già lavorando alla
sceneggiatura. Ora, tuttavia, i piani sembrano essere cambiati. È
possibile che la Disney non potesse garantire che Jungle
Cruise 2 sarebbe stato un successo al botteghino a causa
delle circostanze legate alla pandemia del primo film.
Indipendentemente da ciò che ha portato alla decisione della
Disney, il sequel sembra quindi essere morto.
Ci sono state molte novità questo
novembre su Game of Thrones e i suoi spin-off,
uno dei quali potrebbe alleviare un dolore persistente che la serie
fantasy genera in una buona parte dei suoi spettatori. Negli ultimi
due giorni, abbiamo avuto annunci su A Knight of the Seven Kingdoms e House
of the Dragon, e gli appassionati di fantasy se la
passano bene.
Entrambe le serie prequel sono
state rinnovate fino al 2028. È un buon segno per AKOTSK e una
ricompensa attesa per HOTD. House of the Dragon è stata
determinante nella ricostruzione del marchio Game of
Thrones dopo un finale non proprio ideale. Ora,
Game of Thrones potrebbe avere la possibilità di
riscattarsi con una serie sequel.
HBO sta sviluppando sequel di Game of
Thrones.
Martin ha detto questo durante un
panel, in risposta a una domanda su quali nuove serie siano in fase
di sviluppo. L’autore fantasy ha menzionato House of the
Dragon, A Knight of the Seven
Kingdoms e l’imminente serie prequel “Aegon il
Conquistatore“, ma non ha fornito indicazioni su cosa
tratterà la serie sequel.
I sequel di Game of Thrones sono
l’unico modo per sistemare l’ottava stagione
I problemi con Game of
Thrones sono iniziati con la quinta stagione, ma l’ottava
è stata un tale calo nella percezione del pubblico che ha oscurato
tutte le incongruenze e le difficoltà incontrate dallo show prima
di allora.
Uno dei più grandi problemi con
l’ottava stagione è stato quanto sembrasse frettolosa. Tuttavia,
questo punto potrebbe essere facilmente risolto da una serie
sequel. Forse potremmo vedere di più Bran come re, Jon che vive
oltre la Barriera, Arya che va a ovest di Westeros o Sansa che
guida il Nord come Regina.
Ci siamo precipitati alla fine di
Game of Thrones nell’ottava stagione e le trame
troncate hanno danneggiato tutti. Perché Bronn era Maestro del
Conio? Perché le Isole di Ferro non hanno ottenuto l’indipendenza
insieme al Nord? Perché Jon deve essere esiliato quando gli
Immacolati hanno comunque lasciato Westeros?
Una serie sequel potrebbe
dare a queste trame la possibilità di respirare e spiegarsi. Forse
una guerra con le Isole di Ferro è imminente. Forse Jon può
mostrare più chiaramente perché voleva tornare al Nord. Forse le
dinamiche politiche ad Approdo del Re possono mostrare perché un
mercenario dovrebbe avere lo stesso diritto di governare di un
principe.
Ci sono molte direzioni che la
serie potrebbe prendere e che aiuterebbero a correggere i finali
traballanti che l’ottava stagione di Game of
Thrones ha dato ai suoi personaggi. Che si tratti di
un sequel ambientato subito dopo Game of Thrones o
anni nel futuro, contribuiranno notevolmente a togliere l’amaro in
bocca alla gente.
HBO non rifarà mai l’ottava
stagione di Game of Thrones
Una cosa che probabilmente
non accadrà mai è che HBO rifaccia Game of Thrones.
Chiunque speri in un remake dell’ottava stagione può mettersi in
fila con chi pensa che The Winds of Winter e A Dream
of Spring siano dietro l’angolo. Almeno non accadrà per molti
anni.
Probabilmente si pensava che
Harry Potter non avrebbe avuto una grande
possibilità di ricevere un adattamento dopo il successo del
franchise cinematografico, ma ora Harry Potter è in arrivo su
HBO
Max. Quindi mai dire mai.
La star di Harry
Potter, Oliver Phelps, ha raccontato
come ha presentato la serie fantasy a sua figlia, raccontando anche
la reazione della bimba nel vedere suo padre sullo schermo. Phelps
e il fratello gemello James Phelps hanno debuttato
come attori nel primissimo film di Harry Potter nel 2001.
Sono poi apparsi nel resto della
serie nei panni di George e Fred Weasley e sono
rimasti coinvolti nel franchise attraverso i parchi a tema e un
programma competitivo su Food Network. Oliver
Phelps ha due figlie con la moglie Katy
Humphage, che ha sposato nel 2015. Autumn ed Emilia hanno
ora l’età in cui scoprono Harry Potter per la
prima volta, e l’attore ha rivelato a People come ha
reagito la figlia più piccola nel vederlo interpretare George.
Lui e la sua famiglia hanno
visitato Universal Orlando, dove si trova il parco a tema originale
di Harry Potter. I membri del cast hanno girato
nuove scene nei panni dei loro personaggi per alcune delle giostre
e attrazioni. Quando Phelps e la sua famiglia viaggiavano
sull’Hogwarts Express, a un certo punto i personaggi arrivavano a
bordo di scope, e la figlia più piccola guardava avanti e indietro
verso di lui e lo schermo. Gli faceva domande come: “Papà,
perché sei lì?” e “Perché hai i capelli di quel
colore?”.
Credit HBO / Everett Collection via Variety
La figlia maggiore di Phelps, che
ha 8 anni, conosce molto bene Harry Potter perché
i suoi amici sono fan. L’attore non vuole costringerla a diventare
anche lei una fan. Piuttosto, “Voglio che lo scopra da
sola“.
A dire il vero, la mia figlia
maggiore ha 8 anni e, ovviamente, conosce Potter. Sa di cosa si
tratta perché molti dei suoi amici a scuola ne sono appassionati.
Ma non gliel’ho mai insistito. Voglio che lo scopra da
sola.
Siamo saliti sul treno Hogwarts
Express e [la mia figlia più piccola] era seduta accanto a me
quando siamo arrivati a bordo di scope volanti. È rimasta lì a
guardarmi, poi ha guardato lo schermo e ha detto: “Papà, perché sei
lì?”. Ci vorrà un po’ prima che capisca. Mi ha detto: “Perché hai i
capelli di quel colore?”.
Essere padre significa che Phelps
può riscoprire Harry Potter attraverso una nuova prospettiva, cosa
che adora, anche se fa fatica a guardare i primi film a causa della
sua voce acuta. “Non posso nemmeno fingere di avere una voce
profonda da bambino”, ha scherzato, aggiungendo che è
difficile sfuggire a Harry Potter e la Pietra
Filosofale perché va in onda in TV durante le vacanze ogni
anno, “quindi tutti lo sentono sempre”.
Probabilmente sembrerà sciocco,
ma la prima volta che vedi i Weasley al Binario Nove e Tre Quarti.
Era la prima volta che si conoscevano i personaggi, ed era la prima
volta che partecipavo a un film. Odio guardarlo perché ho la voce
troppo acuta. Non posso nemmeno fingere di averla avuta da bambino,
e poi c’è ogni Natale, quindi tutti la sentono sempre.
Sebbene la maggior parte del cast
di Harry Potter non sia più molto coinvolto nel franchise, a parte
la reunion per Harry Potter 20th Anniversary: Return to
Hogwarts, i gemelli Phelps sono rimasti fedeli alla
serie che li ha resi famosi. Appaiono regolarmente alle grandi
inaugurazioni, anche per i parchi a tema e la Mostra di Harry
Potter.
Sia Oliver che James Phelps
attualmente presentano Harry Potter: Wizards of
Baking, una serie di gare su Food Network in cui i
concorrenti creano elaborati dessert a tema. Le squadre vengono
eliminate ogni settimana fino a quando una sola coppia vince, come
deciso dai giudici Carla Hall e Jozef Youssef. Ogni tanto, si
uniscono a loro altri ex attori di Harry Potter come Bonnie
Wright (Ginny Weasley) ed Evanna Lynch
(Luna Lovegood).
Una curiosità inaspettata emerge
dal nuovo numero di Empire Magazine, dedicato a
Christopher Nolan. Il regista ha infatti
rivelato che, prima di approdare al mondo di Batman, era stato
inizialmente ingaggiato da Warner Bros. per dirigere Troy, il kolossal epico poi realizzato da
Wolfgang Petersen nel 2004.
Nolan ha infatti spiegato che:
“Inizialmente ero stato assunto dalla Warner Bros. per dirigere
Troy. Wolfgang Petersen lo aveva sviluppato, ma quando lo studio
decise di non procedere con il suo film sui supereroi Batman Vs Superman, lui lo
rivolle indietro”. A quel punto, la Warner passò a Nolan
un’altra proprietà estremamente importante: Batman, affidandogli
quello che lo sceneggiatore David Goyer ha
recentemente definito una sorta di “premio di
consolazione”.
Il risultato sarebbe stato Batman Begins (2005), film che rilanciò
definitivamente il personaggio al cinema e cambiò la storia del
cinecomic moderno. Petersen, invece, non si riprese mai del tutto
dalla fredda accoglienza critica di Troy,
nonostante gli oltre 490 milioni di dollari incassati. Dopo il
successivo Poseidon (2006), il regista si allontanò
progressivamente da Hollywood.
Nolan ha però confessato che
quell’universo mitologico non lo ha mai davvero abbandonato. Il
regista ha infatti ammesso di aver quello che è il suo prossimo
progetto, Odissea, in mente da decenni,
affascinato dalle possibilità narrative e visive legate al mondo di
Omero, strettamente connesso alla storia narrata in
Troy. Tra le immagini ricorrenti che lo hanno
accompagnato negli anni, Nolan cita anche il modo in cui vorrebbe
mettere in scena il celebre Cavallo di Troia.
Il film di Petersen, uscito nel
periodo in cui i peplum stavano vivendo una breve rinascita dopo il
successo di Il Gladiatore, rimane oggi ricordato più per la sua
imponente messa in scena che per la sua profondità narrativa.
Brad Pitt, trasformato fisicamente per il
ruolo di Achille, fu uno degli elementi più discussi del progetto,
che divise critica e pubblico. Negli anni, la director’s cut ha
migliorato la percezione complessiva del film, ma il ricordo della
versione cinematografica resta quello di un’opera spettacolare ma
disomogenea.
Quello che sappiamo sul
film Odissea di Christopher
Nolan
Il film vanta un ricco cast
composto da Matt Damon, Tom Holland, Anne Hathaway, Zendaya, Lupita Nyong’o, Robert Pattinson, Charlize Theron, Jon Bernthal, Benny Safdie,
John Leguizamo, Elliot Page, Himesh Patel,
Mia Goth e Corey Hawkins. Per
quanto riguarda la trama, questa segue Odisseo, il leggendario re
greco di Itaca, nel suo pericoloso viaggio di ritorno a casa dopo
la guerra di Troia. La narrazione descrive i suoi incontri con
esseri mitici come il ciclope Polifemo, le sirene e la maga Circe,
culminando nel suo tanto atteso ricongiungimento con la moglie
Penelope.
Ad oggi sappiamo unicamente che
Matt Damon interpreta Odisseo, mentre Tom Holland è suo figlio Telemaco e Charlize Theron è la Maga Circe. Zendaya è la dea Atena, mentre Robert Pattinson è il leader dei Proci,
Antinoo. L’identità dei personaggi degli altri interpreti è ad oggi
segreta. Sappiamo inoltre che Nolan ha girato il film interamente
in formato IMAX, avvalendosi di nuove tecnologie realizzate
appositamente per Odissea. Il regista ha inoltre
limitato quanto più possibile l’uso di CGI, con l’obiettivo di
ricreare quanto più possibile in modo pratico l’epico mondo
descritto da Omero con il suo poema epico.
Il film sarà distribuito al cinema
da Universal Pictures dal 16
luglio 2026.
Wake Up Dead Man: A Knives Out Mystery di
Rian Johnson arriverà nelle sale questo mese, il
secondo film della serie ad essere distribuito da Netflix e ad avere un’uscita cinematografica
limitata, sebbene il regista sia deluso dall’uscita. La serie
Knives Out ha debuttato nel 2019 con il suo primo
film, che segue il detective Benoit Blanc (Daniel
Craig) che indaga su uno strano omicidio.
I primi due film hanno entrambi
ottenuto ottime recensioni, grazie alle loro intricate trame
misteriose e all’avvincente satira dei ricchi e dei potenti,
interpretati da un’eccellente selezione di attori di prima
categoria. Mentre Knives Out è stato distribuito
da Lionsgate e ha avuto una distribuzione cinematografica
tradizionale prima della pandemia, Netflix ha preso il sopravvento
con il secondo capitolo, Glass
Onion: A Knives Out Mystery.
Glass Onion è
stato nelle sale cinematografiche per una settimana alla fine di
novembre 2022, per poi approdare su Netflix un mese dopo. Ora
Wake Up Dead Man dovrebbe essere proiettato
per due settimane, dalla sua première in sale selezionate il 26
novembre alla sua uscita su Netflix il 12 dicembre. Questo è tipico
per la maggior parte dei film Netflix che la piattaforma di
streaming desidera siano considerati idonei per i premi.
Tuttavia, il regista Johnson ha
espresso il suo disappunto per il fatto che Wake Up Dead Man non
verrà proiettato nei cinema AMC. “Per chi lo chiedesse,
purtroppo AMC non ha voluto proiettare il film”, ha detto
Johnson tramite X, “sarà distribuito da Landmark, Alamo e altre
catene. E può tranquillamente rimanere nei cinema dopo il lancio di
Netflix del 12/12 se c’è domanda: spetta ai cinema
decidere”.
Netflix e AMC hanno storicamente
avuto divergenze sui termini delle brevi uscite cinematografiche di
Netflix, il che significa che molti dei suoi film non sono stati
disponibili presso la grande catena di cinema. Tuttavia, AMC ha
fatto un’eccezione per Glass Onion; la catena ha
anche recentemente partecipato alla riedizione di KPop
Demon Hunters nel weekend di Halloween.
Il primo film
diKnives
Out è uscito nelle sale nel 2019, con la storia di come
Benoit Blanc ha aiutato Marta Cabrera (Ana
de Armas) a dimostrare la sua innocenza, guadagnando
più di 300 milioni di dollari al botteghino mondiale. Quando
Netflix ha visto l’incredibile potenziale del
franchise, il gigante dello streaming ha acquisito i diritti di
distribuzione per due sequel successivi, che si sono rivelati
essere Glass
Onion e
Wake Up Dead Man: A Knives Out Mystery.
Il tempo ci dirà se Johnson
continuerà a scrivere altri misteri da risolvere per Benoit Blanc,
o se l’avventura del prossimo anno sarà l’ultima volta che gli
spettatori vedranno il detective fare la sua magia. Wake Up Dead Man: A Knives Out Mystery
debutterà su Netflix nel 2025.
In un nuovo articolo di The Ankler,
lo scrittore Rob Ledonne condivide un commento del
cantautore di Wicked, Stephen Schwartz, il quale
afferma che lui e l’autrice del libro del musical, Winnie
Holzman, “stanno lavorando in questo momento su idee
che non sono un sequel di Wicked”, ma si svolgono
nell’universo del romanzo originale di Gregory
Maguire e dei suoi seguiti, senza seguire Glinda ed
Elphaba.
Tuttavia, pur confermando che
stanno svolgendo quel lavoro preliminare, Schwartz avverte che
realizzeranno un progetto solo se ci sarà una legittima ragione
creativa per farlo, e “nessuno ha ancora presentato un’idea che
giustifichi una cosa del genere, a quanto ho sentito”. Ecco
cosa dice:
Se ci fosse un’idea giusta, ma
non sono sicuro che quell’idea giusta esista. Quello che vi dirò
senza rivelare troppo è che Winnie Holzman e io stiamo lavorando in
questo momento su idee che non sono un sequel di Wicked, perché
penso che la storia di Glinda ed Elphaba sia completa, ma ci sono
altri aspetti che potrebbero essere esplorati. Gregory Maguire,
l’autore originale di Wicked, ha scritto diversi libri, per
esempio. Ma c’è un’altra idea che Winnie e io stiamo discutendo:
non un sequel, ma un’aggiunta. Mettiamola così…
Se qualcuno riuscisse a pensare
a una continuazione della storia che sembrasse avere una
giustificazione che vada oltre il semplice guadagno, ovviamente.
Per ora, nessuno ha ancora presentato un’idea che giustifichi una
cosa del genere.
Questa rivelazione arriva sulla
scia della notizia che l’uscita di
Wicked – Parte 2 ha avuto i migliori incassi dell’anno in anteprima
al botteghino nazionale. Mentre il totale del weekend di
apertura e la performance complessiva restano da vedere, l’incasso
mondiale potrebbe alla fine raggiungere una cifra compresa tra 700
milioni e 1,2 miliardi di dollari, data la sua attuale
traiettoria.
Dato il suo successo con il
pubblico di tutto il mondo, non sorprende che ci siano state delle
prime discussioni su come proseguire il franchise. Anche
se questo potrebbe assumere una forma diversa dal
possibile Wicked 3, Maguire ha già tracciato
una tabella di marcia per la direzione futura del franchise.
La sua serie di libri, intitolata
The Wicked Years, include i seguiti
Son of a Witch (sul figlio di Elphaba, Liir),
A Lion Among Men (sul Leone Codardo) e Out
of Oz (sulla figlia di Liir, Rain). Altri capitoli, oltre
alla serie principale, includono il prequel Elphie: A
Wicked Childhood, la raccolta di racconti Tales
Told in Oz e la serie sequel incentrata su Rain intitolata
Another Day.
Qualsiasi di questi romanzi
potrebbe fornire la cornice per un seguito di Wicked
– Parte 2. Dato che Schwartz e
Holzman sono coinvolti in questo primo sviluppo, sembra
anche probabile che il progetto sarà un musical con nuove canzoni
originali, molto simili ai due brani composti da Schwartz per la
colonna sonora del nuovo film, rendendolo idoneo per una nomination
all’Oscar per la migliore canzone originale.
Il reboot di
Resident Evil, del regista di WeaponsZach Cregger sta davvero prendendo forma, e ci
sono delle prime foto dal set che lo dimostrano. Le immagini (si
possono vedere qui e qui) dal set praghese dell’attesissimo
film survival horror mostrano una città in uno stato di
devastazione dopo un evento terribile, fornendo al contempo alcuni
indizi sul luogo e sul periodo dell’anno in cui è ambientato il
film. Le foto confermano inoltre che l’ambientazione è Raccoon
City, la città infestata dagli zombie presente nei videogiochi
originali di Resident Evil.
Nessun attore è visibile nelle
nuove immagini dell’ultimo tentativo di Cregger di rilanciare la
serie horror. Tutte le foto mostrano le strade di Praga che sono
state meticolosamente trasformate in scene di carneficina, con auto
distrutte e bruciate. C’è neve sulla strada e sui veicoli, il che
suggerisce un’ambientazione invernale. Alcune immagini mostrano la
neve e il fango sulla strada macchiati di rosso sangue, un indizio
che qualcosa di veramente orribile sta accadendo.
Un’immagine mostra poi un SUV dello
sceriffo, ricoperto di neve e con la scritta “Martin County” e una
targa del Colorado. La posizione geografica esatta di Raccoon City
non è menzionata nella serie originale di videogiochi Resident
Evil, ma sembra che il film di Cregger sarà ambientato in un
luogo specifico del mondo reale, poiché i resoconti dal set di
Praga menzionano altri veicoli visti lì con targhe del
Colorado.
In primo piano in alcune delle
nuove foto dal set c’è una pensilina dell’autobus, con all’interno
una mappa racchiusa in una teca di vetro che mostra la pianta di
Raccoon City, una mappa della metropolitana e quello che sembra
essere un orario della metropolitana. Come rivelato dal Prague
Reporter, diverse strade della città sono state chiuse per le
riprese, comprese quelle notturne, con un avviso affisso per
avvertire i residenti delle attività imminenti, assicurando loro
che il coprifuoco sarebbe stato rispettato.
“Durante le riprese, le strade
Jirsíkova e Malého saranno ricoperte artificialmente di neve e
liberate dalle auto parcheggiate. Le riprese comprenderanno
sparatorie, guida veloce e altre scene d’azione. Comprendiamo che
ciò possa essere fastidioso, quindi queste scene saranno girate nel
rispetto delle ore di silenzio notturno”, è quanto
riportato.
Il rapporto ha anche segnalato
alcune “acrobazie con veicoli ad alta velocità” in fase di
riprese e ha menzionato che un noto ristorante locale era stato
trasformato in un locale chiamato Oak Street Diner. Riguardo alla
saga, come noto, ci sono già stati sette film di Resident
Evil, sei nella serie originale con Milla Jovovich e un reboot sfortunato uscito
nel 2021 dal titolo
Welcome to Raccoon City. Il film di Cregger ha dunque il
compito di rilanciare al cinema il franchise e queste prime
immagini sembrano promettere bene.
Cosa sappiamo del Resident
Evil di Zach Cregger
Quando è stato intervistato a
settembre sulla sua visione di Resident Evil, il
regista Cregger ha accennato a un’esperienza che soddisferà i fan
dei giochi, pur raccontando una storia che non è al 100% fedele a
quegli stessi giochi: “È una storia completamente originale.
Quando la vedrete, direte: “Questo è proprio nello stile di Zach”.
È solo che è ambientata nel mondo di Resident Evil. Non credo che i
fan dei videogiochi rimarranno delusi“.
Parlando di quali materiali di
riferimento influenzano direttamente la sua versione di
Resident Evil, Cregger ha affermato di non aver
mai visto nessuno dei film precedenti della serie, ma ha detto di
essere da tempo un fan dei videogiochi e ha dichiarato che il suo
film “probabilmente vive più nel mondo di Resident Evil 2 e 3,
ma direi che aderisce maggiormente al tono del 4”.
Il cast di Resident Evil è stato
confermato e include Austin Abrams
(Weapons), Paul Walter Hauser (Richard Jewell),
Zach Cherry (Scissione), Kali Reis
(True Detective) e Johnno
Wilson (I Love That For You).
Il reboot di Resident Evil di Zach Cregger
uscirà il 18 settembre 2026.
Brendan Fraser torna con un altro viaggio
emozionante in Rental Family (qui
la nostra recensione), e lui e il co-protagonista
Takehiro Hira rivelano il vero nucleo della storia
del film. Diretto dal regista di 37 Seconds,
Hikari, il film è incentrato su Phillip
Vandarploeug, un attore americano che vive in Giappone e che lotta
per farsi un nome nel settore e per trovare uno scopo nella vita.
Improvvisamente, Phillip si ritrova in una nuova posizione unica,
iniziando a lavorare per l’agenzia di recitazione del titolo, in
cui le persone interpretano ruoli di controfigure per
sconosciuti.
Oltre a Fraser, che ha già
scatenato le prime voci di un’altra potenziale nomination all’Oscar
come miglior attore, il cast della commedia drammatica include
l’attore di ShogunTakehiro
Hira nel ruolo del proprietario dell’agenzia, Shinji, e
Mari Yamamoto di Monarch: Legacy of
Monsters nel ruolo della collega Aiko, tra gli
altri. Presentato in anteprima mondiale al Toronto International
Film Festival del 2025, Rental Family ha riscosso
ampi consensi dalla critica, con un indice di gradimento dell’89%
su Rotten Tomatoes, dopo aver mantenuto il 100% per mesi.
Ash Crossan di ScreenRant ha
intervistato Brendan Fraser e Takehiro
Hira per parlare di Rental Family.
Riflettendo sulla citazione di Phillip in cui ammette che, come
attore, “non so come aiutare le persone”, e se riconosce
che i suoi film hanno aiutato molte persone, Fraser ha affermato
che “i film aiutano le persone” e che gli attori
“vogliono illuminare e mostrare qualcosa di nuovo”.
Il premio Oscar ha poi sottolineato
come Rental Family attinga a questo tema,
riconoscendo come il film faccia sì che il pubblico “se ne vada
con una visione completamente diversa di ciò di cui tratta”,
ma che alla fine concluda comunque con la convinzione che
“tutti si sentano un po’ meglio”:
Brendan Fraser:Forse hanno bisogno di chiamare la mamma, o di imparare
qualcosa su se stessi e su cosa significhi avere un legame
familiare, che sia di sangue o di famiglia acquisita. Il mondo di
questo film si colloca a metà strada tra la finzione e la
finzione.
Hira concorda con la prospettiva di
Fraser indicando una scena del film in cui Phillip è visto
“seduto sul lettino del suo appartamento di Tokyo mentre guarda
fuori“, che ha fatto piangere il candidato all’Emmy mentre la
guardava. Ridacchiando, ammettendo di non sapere perché lo abbia
fatto piangere, l’ex attore di Monarch ha spiegato che gli ha
ricordato quando era “uno studente straniero” negli Stati
Uniti, sentendosi in sintonia con l’isolamento di Phillip.
Questo ha spinto Fraser a
sottolineare che un altro tema chiave esplorato da Rental
Family è “l’epidemia di solitudine” che si è
diffusa in tutto il mondo, non solo nell’ambientazione del film,
Tokyo. Sottolineando l’idea “controintuitiva” di
affrontare “la solitudine che le persone trovano in un luogo
molto affollato” con il desiderio di “creare una
connessione significativa“, il premio Oscar ha affermato che
questo è “esattamente il motivo per cui esiste un’agenzia di
noleggio di famiglie“.
Sembra che il formaggio diventerà
l’argomento di conversazione a Hollywood, dato che il
Parmigiano Reggiano è diventato un cliente per le
prossime apparizioni in film e serie tv.
In una dichiarazione a The Hollywood Reporter, il
Consorzio del Parmigiano Reggiano ha dichiarato
che la United Talent Agency ha firmato un
contratto con l’azienda “re dei formaggi” per ottenere
ancora più visibilità in film e programmi TV in tutto il mondo, per
garantire che il Parmigiano rimanga nella mente e potenzialmente
nello stomaco di tutti.
L’organo di governo ha dichiarato
che UTA “sfrutterà la sua esperienza e la sua connettività
globale nel mondo dell’intrattenimento e della cultura per
presentare il Parmigiano Reggiano a un’ampia gamma di partner, per
promuovere il suo messaggio di eccellenza gastronomica e
ingredienti, produzione e distribuzione di alta qualità”.
Ecco una dichiarazione del
responsabile marketing del Consorzio del Parmigiano Reggiano,
Carmine Forbuso: “Il Parmigiano Reggiano
non è solo un simbolo di eccellenza radicato nella tradizione, ma
sempre più un marchio globale davvero iconico: infatti, secondo i
dati dei primi otto mesi del 2025, le esportazioni hanno raggiunto
il 53,2%, con una crescita dei volumi del +2,7% rispetto allo
stesso periodo dell’anno precedente.
Questa partnership con UTA,
agenzia leader nel marketing culturale, ci permette di entrare in
contatto con un nuovo pubblico in modo autentico e pertinente. Con
soli tre ingredienti naturali e secoli di know-how artigianale, il
Parmigiano Reggiano è sinonimo di semplicità, qualità e profondità,
e siamo entusiasti di esplorare nuovi formati e piattaforme per
raccontare questa storia a livello globale.”
Il Parmigiano Reggiano è un
formaggio di fama mondiale e viene prodotto da noi in Italia da
quasi 1.000 anni. Esistono regole e linee guida rigide per la
produzione del formaggio, che ha ottenuto la Denominazione
di Origine Protetta, il marchio DOP.
Il product placement e l’embedded
marketing sono diventati una pratica standard a Hollywood da
decenni, ma ora sembra che sia una battaglia tra i prodotti caseari
per garantire che il Parmigiano Reggiano, e in particolare il
Parmigiano Reggiano, possano essere in prima linea nei
supermercati, nelle cucine e nei ristoranti.
Come i Reese’s
Pieces in E.T., le Nike Cortez in Forrest
Gump, il Castello Bianco in Harold e Kumar vanno
al Castello Bianco, ora anche il Parmigiano
Reggiano sarà una star in qualsiasi nuovo film o serie in
streaming in arrivo al cinema o sulla TV di casa.
Si è conclusa la
XXIII edizione del Trailers FilmFest, l’unico
evento in tutta Europa dedicato alla promozione cinematografica,
che si svolge a Roma dal 19 al 21
novembre.
Il Trailers
FilmFest vuole riconoscere e celebrare tutti i mestieri
del cinema che contribuiscono al successo di un film, sta
finalmente per iniziare. E quest’anno fa le cose in grande.
We Make It
Big, questo infatti è il claim che ha accompagnato
l’edizione numero ventitré, che punta sicuramente a trovare il
giusto posizionamento nel panorama festivaliero, ma soprattutto a
radicarsi come un laboratorio permanente, un osservatorio su un
settore dell’industria audiovisiva ancora troppo poco analizzato e
studiato.
Saranno consegnati
questa sera, venerdì 21 novembre 2025, i premi ufficiali del
festival, di seguito elencati.
Ecco tutti i
vincitori del Trailers FilmFest XXIII
Miglior
Trailer Italia: Follemente (Distribuzione:
01 Distribution – Trailer Maker: Edoardo Massieri – Ottoemezzo
Movie Factory
Miglior Trailer
Europa:The Substance (Distribuzione: I Wonder
Pictures)
Miglior Trailer
World:Mission: Impossible – The Final
Reckoning(Distribuzione: Eagle Pictures)
40 Secondi non è soltanto un film che
ricostruisce
una delle vicende più traumatiche degli ultimi anni: è un’opera
che tenta di restituire dignità, complessità e umanità a un ragazzo
diventato simbolo suo malgrado. Con un approccio lontano da ogni
sensazionalismo, Vincenzo Alfieri sceglie la strada più difficile e
più necessaria: raccontare Willy Monteiro Duarte non attraverso
l’eco del caso mediatico, ma attraverso il silenzio delle persone
che lo conoscevano, dei luoghi che attraversava, della comunità che
lo ha pianto.
Il
film scava nella notte che ne ha segnato il destino, ma soprattutto
scandaglia le dinamiche sotterranee della violenza giovanile, della
frustrazione, delle identità in conflitto. Attraverso gli occhi
degli attori che interpretano quei minuti drammatici — ragazzi che
potrebbero essere i nostri fratelli, compagni di classe, vicini di
casa — 40 Secondi riapre
una ferita ancora viva, chiedendo a chi guarda di assumersi un
pezzo di responsabilità collettiva.
E
sono proprio le parole del cast e del regista a rivelare quanto sia
stato delicato, persino doloroso, avvicinarsi a questo racconto: un
lavoro di ascolto, rispetto e fedeltà emotiva, che ha imposto a
tutti un confronto continuo con ciò che siamo diventati come
società. Perché raccontare Willy significa anche interrogarsi su
ciò che resta della gentilezza, del coraggio, della scelta –
rarissima – di non voltarsi dall’altra parte.
Le intenzioni del
regista: «Una storia di ragazzi qualunque, non di
criminali»
Fin dall’inizio della promozione del film, Vincenzo Alfieri ha
chiarito la postura etica dietro il progetto: evitare ogni forma di
spettacolarizzazione e mettere al centro le persone, non il fatto
di cronaca. «Questa storia parla soprattutto di ragazzi
qualunque — non è una storia criminale, ma di dolore. Una storia di
persone come tutti noi.» Una scelta che riflette non solo
il desiderio di raccontare Willy con sincerità, ma anche quello di
restituire complessità ai suoi coetanei, spesso ingabbiati in
narrazioni semplicistiche o stigmatizzanti.
Raccontare Willy senza
retorica: «Non un supereroe, ma un ragazzo normale»
Alfieri ha ribadito più volte che l’obiettivo era evitare di
trasformare Willy in un’icona astratta, per restituirlo invece
nella sua dimensione più pura e reale. «Abbiamo voluto mostrare
Willy come un ragazzo normale, e non come un supereroe. I supereroi
non esistono, esistono gli esseri umani, con le loro fragilità e
generosità.» Un approccio che ha richiesto delicatezza,
attenzione e soprattutto la capacità di far dialogare il cinema con
la verità emotiva dei fatti.
Il gesto di Willy e
l’impossibilità di “spiegare” la violenza
La scena chiave del film — quei 40 secondi in cui tutto cambia — è
stata affrontata dal regista con grande responsabilità. La
riflessione sulla violenza è uno degli assi portanti della
narrazione: «Willy ha fatto una cosa meravigliosa – non si è
messo in mezzo alla lite per difendere un amico… ma ha cercato di
sedare due persone. Non si può trovare una spiegazione dietro a
questa violenza, perché purtroppo non c’è.» Vincenzo Alfieri
La dimensione del gesto — istintivo, umano, immediato — è ciò che
rende il racconto così potente e doloroso.
Il lavoro degli attori:
verità emotiva e responsabilità
Gli attori coinvolti nel progetto hanno dichiarato più volte quanto
difficile sia stato interpretare ruoli così vicini alla realtà.
Daniele Cartocci, nel film uno dei ragazzi coinvolti nella vicenda,
ha parlato apertamente della forza della sceneggiatura: «La
prima cosa che ho pensato leggendo era che fosse scritta benissimo…
tutto risultava incredibilmente reale: dalla struttura della
sceneggiatura alle singole battute.» Daniele Cartocci
Cartocci ha anche spiegato il modo in cui ha costruito il proprio
personaggio, cercando sempre di non giudicarlo ma di comprenderne
la deriva: «Christian è un ragazzo di provincia, smarrito e
profondamente fragile. Questa sua fragilità però viene
costantemente mascherata da una forte
aggressività.» Daniele Cartocci
Questa lettura interna, più psicologica che didascalica, è ciò che
dà al film uno spessore umano raro nei racconti basati su fatti
reali.
40 Secondi come specchio
della società: un film che parla al presente
Le dichiarazioni dei protagonisti convergono nell’idea che
40 Secondi sia un film
necessario, non per rivivere una tragedia ma per comprenderne le
radici: alienazione, fragilità, rabbia, incapacità di gestire il
conflitto.
Il gesto di Willy — un ragazzo che ha tentato di fermare la
violenza con la gentilezza — diventa così il fulcro morale del
film. E nel riportare la sua storia allo sguardo del pubblico,
Alfieri e il cast ci ricordano che dietro ogni titolo di giornale
c’è un essere umano, e dietro ogni comunità ferita una domanda
ancora aperta: cosa
significa davvero essere responsabili gli uni degli
altri?
La colonna sonora di Wicked
– Parte 2 contiene tutte le canzoni del
musical di Broadway, oltre a due nuovi brani. Affrontando la
seconda metà dello spettacolo, il sequel è stato considerato
svantaggiato rispetto alla colonna sonora di Wicked per la
mancanza della performance iconica di “Defying Gravity”.
Ma con Cynthia Erivo, Ariana Grande, Jonathan Bailey e altri che prestano
la loro voce alla nuova serie di canzoni originariamente scritte da
Stephen Schwartz, Wicked – Parte 2 (Wicked: For
Good) include nuove interpretazioni di canzoni famose come “No
Good Deed” e “For Good”. Inoltre, debutta con nuovi assoli per
Elphaba e Glinda scritti appositamente per l’adattamento
cinematografico.
In totale, ci sono 11 canzoni in
Wicked: For Good. Se volete sapere quali canzoni vengono
riprodotte e quando, o capire dove ascoltare la colonna sonora,
abbiamo quello che fa per voi.
Quando viene riprodotta ogni
canzone di Wicked: For Good
“Every Day More Wicked” (feat.
Michelle Yeoh & Ariana Grande) dal cast del film Wicked, Cynthia
Erivo: Dopo l’apertura con Elphaba che ferma la costruzione
della strada di mattoni gialli, la prima canzone di Wicked: For
Good inizia a gettare le basi della storia. Dividendo
l’inizio di “Thank Goodness” in una nuova traccia chiamata “Every
Day More Wicked”, la canzone viene riprodotta mentre Elphaba
viene mostrata nella sua casa sull’albero nella foresta, Glinda e
Fiyero sono uniti nella Città di Smeraldo e vengono mostrati altri
personaggi che ritornano.
“Thank Goodness / I Couldn’t Be
Happier” (feat. Michelle Yeoh) di Ariana Grande, cast del film
Wicked: La parte principale della canzone originale “Thank
Goodness” inizia subito dopo, con la maggior parte dell’azione che
si svolge a Munchkinland, dove Glinda e Madame Morrible assistono
all’inaugurazione della strada di mattoni gialli. Appare anche
Fiyero, che scopre di essere fidanzato con la strega buona prima
che Morrible racconti le false storie sulle azioni di Elphaba.
“No Place Like Home” di Cynthia
Erivo:
La canzone originale di Elphaba per Wicked: For Good
arriva all’inizio del film. Quando incontra un gruppo di animali
che fuggono da Oz attraverso un tunnel nella strada di mattoni
gialli, intona questa nuova melodia per cercare di incoraggiare gli
animali a unirsi a lei nella lotta per salvare Oz.
“The Wicked Witch of the East”
di Marissa Bode, Cynthia Erivo, Ethan Slater: Il film include
anche “The Wicked Witch of the East” quando Nessarose ed Elphaba si
riuniscono, le scarpe di Nessa vengono incantate e Boq confessa il
suo amore per Glinda. È anche il momento in cui Nessa lancia un
incantesimo sul suo amore respinto, portandogli via il cuore e
trasformandolo nell’Uomo di Latta.
“Wonderful” di Jeff Goldblum, Ariana Grande, Cynthia
Erivo: A seguire, ‘Wonderful’ viene riprodotta mentre il Mago
cerca di convincere Elphaba a stringere un accordo per lavorare
insieme. La canzone presenta un cambiamento notevole rispetto
alla produzione di Broadway, poiché Glinda viene aggiunta alla
performance. Questo introduce nuovi elementi e momenti, come un
breve richiamo a “Defying Gravity” mentre Glinda ed Elphaba siedono
insieme.
” “I’m Not That Girl
(Reprise)” di Ariana Grande: Dopo la distruzione del
matrimonio di Glinda e Fiyero, quando Elphaba libera gli animali
imprigionati che il Mago nascondeva e vede il suo futuro marito
andarsene con la sua amica, Glinda torna tra le macerie della sala
delle cerimonie. Riflette sul fatto che Fiyero ama davvero Elphaba,
dando a Glinda la possibilità di cantare parte delle migliori
canzoni di Elphaba in Wicked.
“As Long As You’re Mine” di
Cynthia Erivo, Jonathan Bailey: Una delle canzoni più
importanti di Wicked: For Good è “As Long As You’re Mine”,
la ballata romantica e passionale di Elphaba e Fiyero. Si sente
quando finalmente riescono a stare insieme nella casa sull’albero
dopo essere fuggiti da Emerald City e culmina con il loro primo
bacio tanto atteso.
“No Good Deed” di Cynthia
Erivo: un’altra delle migliori canzoni della produzione di
Broadway, “No Good Deed” è la canzone successiva che viene
riprodotta quando Elphaba arriva a Kiamo Ko. Lei recita
l’incantesimo che
trasforma Fiyero in Spaventapasseri e continua a cantare mentre
vede i ricordi di Nessarose e del dottor Dillamond. È la canzone
che racchiude davvero i temi del film: la bontà e la malvagità.
“March of the
Witch Hunters” del cast del film Wicked, Ethan Slater:
guidata da Boq dopo la sua trasformazione in Tin Man, “March of the
Witch Hunters” ha luogo mentre lui, Dorothy, il Leone Codardo e lo
Spaventapasseri/Fiyero si preparano a trovare la Strega Malvagia
dell’Ovest su richiesta del Mago. Tuttavia, finisce di suonare dopo
la canzone successiva nel film.
“The Girl in the Bubble” di
Ariana Grande: dopo aver visto gli abitanti di Oz prepararsi a
dare la caccia a Elphaba, Glinda si prende un momento nel suo
appartamento per riflettere sulla sua vita e sul suo ruolo in ciò
che è accaduto.
La nuova canzone di Glinda in Wicked: For Good, “The
Girl in the Bubble”, si concentra sul suo accettare di non poter
stare a guardare e lasciare che tutto questo continui, comprendendo
che è ora di uscire dalla sua bolla e fare del bene, rivoltandosi
contro il Mago e Morrible per avvertire Elphaba di ciò che sta per
accadere.
“For Good” di Cynthia Erivo,
Ariana Grande: Il
gran finale di Wicked:
Parte 2, “For Good” è la potente ed emozionante
riunione tra Glinda ed Elphaba a Kiamo Ko. Condividono ciò che la
loro amicizia ha significato per loro e come entrambe siano
cambiate per sempre, forse in meglio. Il film lo combina con
“Finale ‘Wicked’” per creare un lungo numero finale, inserendo
parti di “No One Mourns The Wicked”, prima di lasciare che Erivo e
Grande concludano il tutto.
Dove ascoltare la colonna
sonora di Wicked: For Good
La colonna sonora di Wicked: For
Good è disponibile in streaming su servizi musicali come
Apple Music e
Spotify a partire dal 21 novembre. Si intitola “Wicked: For
Good — The Soundtrack” e include tutte le 11 canzoni del film,
oltre a una traccia speciale con i commenti di Schwartz.
C’è anche la possibilità di
acquistare una copia in vinile della colonna sonora di Wicked:
For Good. Republic
Records offre sette diverse opzioni in vinile, tra cui quelle
separate progettate per Elphaba e Glinda, due diversi vinili
picture disc, un vinile zoetrope e un vinile standard.
Ci sono anche opzioni esclusive in
vinile che possono essere acquistate altrove.
Amazon offre un vinile colorato con copertina alternativa e
poster, mentre
Barnes & Noble vende un vinile marmorizzato rosa/blu/verde.
Target offre una copertina lenticolare e un vinile rosa e verde
luccicante, mentre
WalMart vende un’opzione rosa e verde glitterata.
Tutte queste varianti offrono
numerose opzioni tra cui scegliere quando si tratta di decidere
come ascoltare la colonna sonora completa di Wicked – Parte
2.
Il fenomeno musicale Wicked
include molti colpi di scena per portare i personaggi classici dove
devono essere per Il mago di Oz, compreso l’amato
Spaventapasseri di Dorothy. Wicked descrive Elphaba
(Cynthia Erivo), la futura Strega Malvagia
dell’Ovest, che frequenta la Shiz University, dove incontra e viene
costretta a dividere la stanza con Galinda (Ariana Grande), destinata a diventare Glinda la
Buona. Il cast di Wicked comprende molti altri personaggi
pittoreschi che influenzano la vita di Elphaba e Glinda alla Shiz e
oltre, come la potente preside Madame Morrible (Michelle Yeoh) e il
compagno di studi Fiyero (Jonathan Bailey).
Fiyero, un principe ribelle che è
stato espulso da diverse scuole prima di arrivare alla Shiz,
stravolge la vita degli studenti e spinge sia Elphaba che Glinda a
rivalutare i propri desideri e le proprie priorità. Probabilmente,
il personaggio di Bailey in Wicked è una copia carbone di
Anthony Bridgerton, ma svolge un ruolo narrativo
importante mostrando il profondo effetto che Elphaba ha sulle
persone che la ascoltano e aumentando le tensioni tra lei e Glinda.
Inoltre, come quasi tutti i personaggi di Wicked,
la storia di Fiyero torna a Dorothy, anche se cambiando
completamente la sua controparte in Il mago di
Oz.
L’incantesimo di Elphaba
trasforma Fiyero in uno spaventapasseri in Wicked
Elphaba trasforma
accidentalmente Fiyero in uno spaventapasseri, cercando di salvarlo
durante la canzone “No Good Deed”
Verso la fine della Wicked,
Fiyero minaccia Glinda per costringere le guardie del Mago
(Jeff Goldblum) a rilasciare Elphaba,
permettendole di sfuggire nuovamente alla cattura. Fiyero viene
successivamente catturato e trascinato nei campi vicino a
Munchkinland per essere interrogato sulla posizione di Elphaba.
Altrove, Elphaba inizia a cercare disperatamente di realizzare un
incantesimo che protegga Fiyero dal dolore e dalla morte, creando
parte della cupa canzone “No Good Deed”. Oltre a recitare un
incantesimo nella lingua del libro degli incantesimi Grimmerie,
Elphaba dice:
“Che la sua carne non sia
lacerata
Che il suo sangue non lasci
macchie
Anche se lo picchiano
Che non provi dolore
Che le sue ossa non si spezzino
mai
E per quanto cerchino di
distruggerlo
Che non muoia mai […]”
Elphaba tecnicamente riesce a
realizzare tutto questo, con l’effetto collaterale che Fiyero
diventa lo Spaventapasseri.
È assodato che la magia è
inaffidabile in Wicked, ed Elphaba ha già avuto problemi simili con
gli incantesimi in passato. Ad esempio, prima di rubare il
Grimmerie al Mago e recitare “Defying Gravity”, cerca di far
levitare il suo servitore scimmia e per errore gli dà delle ali
fisiche. Dopo questo incidente, realizza l’incantesimo come
previsto con la sua caratteristica scopa. Molti personaggi del Mago
di Oz che compaiono in Wicked hanno storie di origine piuttosto
bizzarre come questa, a dimostrazione dell’imprevedibilità della
magia e rendendo interessante il discorso sul potere in questo
mondo.
La relazione di Elphaba con
Fiyero e lo Spaventapasseri spiegata
Elphaba e Fiyero si
innamorano mentre lui ha una relazione con Glinda
Elphaba e Fiyero si incontrano a
Shiz, prima che Elphaba e Glinda diventino amiche e Elphaba sia
ancora trattata male dalla maggior parte degli altri studenti.
Fiyero è un principe del Paese di Winkie, la cui storia familiare
non è completamente esplorata né particolarmente rilevante per la
trama principale di Wicked. Si innamora immediatamente di Glinda, i
due diventano i capi del gruppo dei popolari e invitano tutti a
partecipare a una festa con loro. Fiyero e Glinda iniziano anche
una relazione, comportandosi come se fosse scontata perché entrambi
sono “perfetti”.
Tuttavia, Fiyero ed Elphaba
sviluppano un legame innegabile dopo aver entrambi recitato un
ruolo nella storia delle origini del Leone Codardo. Lei lo ispira a
essere più riflessivo, ma nella canzone “Not That Girl” esprime la
convinzione che non ci sarà mai nulla tra loro, dato che lui ha
scelto Glinda, il suo opposto. Tuttavia, qualche tempo dopo, quando
tutti hanno lasciato la scuola ed Elphaba è in fuga, Fiyero è molto
meno disposto a stare a guardare, mentre tutti demonizzano Elphaba,
rispetto a Glinda.
Elphaba e Fiyero fuggono quindi
insieme, lasciando Glinda arrabbiata e devastata e creando
conseguenze che tutti dovranno affrontare.
C’è, ovviamente, l’ulteriore
tensione dovuta al fatto che sia Elphaba che Fiyero provano almeno
un po’ di lealtà e affetto per Glinda e sanno che i loro sentimenti
reciproci le spezzerebbero il cuore. Tuttavia, le cose culminano
quando Elphaba torna alla Città di Smeraldo e Fiyero dichiara
apertamente la sua dedizione nei suoi confronti. Elphaba e Fiyero
fuggono quindi insieme, lasciando Glinda arrabbiata e devastata e
creando molte conseguenze con cui tutti dovranno fare i conti.
Cosa succede a Fiyero dopo che
diventa lo Spaventapasseri
Fiyero viene trovato da Dorothy
come spaventapasseri prima di ricongiungersi con Elphaba
Presumibilmente, dopo che Fiyero
diventa improvvisamente uno Spaventapasseri, le guardie che lo
torturano sono completamente sconcertate e concludono che non
otterranno alcuna informazione da lui e lo lasciano inchiodato nel
campo di grano. Potrebbero anche essersene andati prima della sua
trasformazione, credendolo morto. Dorothy arriva poco dopo, poiché
la sorella di Elphaba, Nessarose (Marissa Bode), la Malvagia Strega
dell’Est, è già morta durante lo scontro tra Fieryo, Elphaba,
Glinda e le guardie.
La maggior parte delle persone
penserebbe quindi che Fiyero reciti la trama del Mago di
Oz, durante la quale diventa particolarmente amato da Dorothy.
Dopo questa avventura e l’incontro con il Mago, Fiyero torna sul
luogo della “morte” di Elphaba e scopre che lei ha inscenato la sua
scomparsa. I due decidono di lasciare Oz insieme; Fiyero in
particolare sottolinea che non possono dire a Glinda della loro
sopravvivenza per proteggersi. Wicked si conclude con una nota
agrodolce, poiché Elphaba non realizza mai il suo programma
politico e si separa dalla sua migliore amica, ma riesce a stare
con l’amore della sua vita.
Come l’origine dello
Spaventapasseri in Wicked cambia Il mago di Oz
Le motivazioni dello
Spaventapasseri sono particolarmente intriganti alla luce del suo
passato malvagio
L’arco narrativo di Fiyero/lo
Spaventapasseri in Wicked è molto confuso per quanto riguarda gli
eventi de Il mago di Oz. Almeno con la storia delle origini
malvagie dell’Uomo di Latta, è plausibile che Boq (Ethan Slater)
desideri davvero un cuore dopo essere stato presumibilmente
trattato ingiustamente da Elphaba. Tuttavia, le motivazioni di
Fiyero per accompagnare Dorothy, come descritto in
Il mago di Oz, sono presumibilmente più complicate. Ad
esempio, Fiyero conosce il Mago a livello personale, poiché ha
servito come Capitano della Guardia nella Città di Smeraldo mentre
era con Glinda.
Wicked è una narrazione
complessa dall’inizio alla fine, che richiede ai fan di analizzare
le motivazioni dei personaggi in ogni momento.
Forse Fiyero pensava che
viaggiare con Dorothy fosse il modo più discreto per attraversare
Oz, dato che ora è un noto collaboratore della Malvagia Strega
dell’Ovest. Forse chiedere al Mago un cervello era un piano
stravagante per costringerlo ad ammettere di non avere poteri
magici. Forse Fiyero, descritto come una brava persona, era
sinceramente preoccupato per una ragazzina che vagava da sola per
Oz. Tuttavia, qualsiasi affetto provasse per Dorothy è complicato
dal fatto che Elphaba in seguito imprigiona e terrorizza la
ragazza.
Le canzoni di Fiyero in
Wicked
Accompagnato daContesto
“Dancing Through Life”
Glinda, Boq, Nessarose e il cast
di Wicked
Fiyero arriva a Shiz e
incoraggia tutti a essere più spensierati e a uscire quella
sera.
“Thank Goodness” (solo parte
parlata)
Glinda, Madame Morrible e il
cast di Wicked
Mentre circolano voci sul
terrificante potere di Elphaba, Glinda cerca di distrarre tutti con
la buona notizia del suo fidanzamento con Fiyero.
“As Long As Your Mine”
Elphaba
Dopo che Fiyero ed Elphaba lasciano
insieme la Città di Smeraldo, trascorrono una notte romantica nel
bosco.Tuttavia, Wicked è una narrazione complessa
dall’inizio alla fine, che richiede ai fan di analizzare le
motivazioni dei personaggi in ogni momento. Il personaggio di
Fiyero è inizialmente definito dalla superficialità e dal desiderio
di ottenere le stesse cose di Glinda: mantenere la sua reputazione
e divertirsi. L’arco narrativo di Glinda riguarda il modo in cui il
suo amore per l’adorazione del pubblico e il contatto con le
persone si scontra con la lealtà verso la sua amica e il fare ciò
che è giusto. Allo stesso modo, Fiyero viene cambiato per sempre da
Elphaba, diventando qualcuno che sembra accettare di essere uno
Spaventapasseri.
Wicked –
Parte 2 aggiunge due nuove canzoni al musical
iconico, tra cui un nuovo assolo per Glinda interpretato da
Ariana Grande intitolato “The Girl In
The Bubble”. Il film ti fa aspettare questo brano musicale
originale, che è la penultima canzone ascoltata.
L’assolo di Glinda si svolge nei
suoi lussuosi alloggi nella Città di Smeraldo dopo che lei vede una
folla di cacciatori di streghe, guidati da Boq, prepararsi a dare
la caccia a Elphaba. È solo allora che la “strega buona” si prende
un momento per riflettere sul suo ruolo in ciò che è successo e su
ciò che accadrà in seguito. La sua ricerca interiore la porta a una
decisione drammatica che completa il suo percorso.
E mentre la maggior parte della
colonna
sonora di Wicked: Parte 2 è familiare, “The Girl In The
Bubble” offre ai fan una canzone completamente nuova da amare e
imparare. Conoscere il testo vi aiuterà a cantarla insieme.
Il testo originale di The Girl
In The Bubble
L’intera nuova canzone di Stephen
Schwartz per Glinda, “The Girl in the Bubble”, è cantata dalla
strega buona, con il seguente testo originale:
Look
There’s that beautiful girl
With a beautiful life
Such a beautiful life
Build on lies
Cause all that’s required
To live in a dream
Is endlessly closing your eyes
She spins such beautiful
stories
To sing her to sleep
Full of magic and glory and
love
She’s the girl in the bubble
A bright shiny bubble
Blissfully floating above
Ah, but the truth has a way
Of seeping on in
Beneath the surface and sheen
And blind as you’ve tried to be
Eventually
It’s hard to unsee what you’ve
seen
And so that beautiful girl
With a beautiful life
Has a question that haunts her
somehow
If she comes down from the sky
Gives the real world a try
Who in the world is she now?
And though so much of her
wishes
That she could float on
And the beautiful lies never
stop
For the girl in the bubble
The pink shiny bubble
It’s time for her bubble to pop
For the popular girl
High in the bubble
Isn’t it high time
For her bubble to pop?
Il testo tradotto in Italiano
di The Girl In The Bubble
Guarda, ecco quella ragazza bellissima
Con una vita bellissima
Una vita così bella
Costruita sulle bugie
Perché tutto ciò che serve
Per vivere in un sogno
È tenere gli occhi chiusi all’infinito
Lei
inventa storie così belle
Per cullarsi nel sonno
Piene di magia, di gloria e d’amore
È
la ragazza nella bolla
Una luminosa, scintillante bolla
Che galleggia beata lassù
Ah,
ma la verità ha un modo
Di infiltrarsi dentro
Sotto la superficie e lo splendore
E per quanto tu abbia cercato di essere cieca
Alla fine
È difficile non vedere ciò che hai visto
E
così quella ragazza bellissima
Con una vita bellissima
Ha una domanda che in qualche modo la tormenta:
Se
scende dal cielo
E dà una possibilità al mondo reale
Chi sarà mai, allora, adesso?
E
anche se una parte di lei vorrebbe
Continuare a galleggiare
E che le belle bugie non finissero mai
Per la ragazza nella bolla
La rosa, scintillante bolla
È ora che la sua bolla scoppi
Per la ragazza popolare
Lassù nella bolla
Non è forse arrivato il momento
Che la sua bolla scoppi?
Il significato di The Girl In
The Bubble
La nuova canzone di Glinda
contenuta nella
colonna sonora di Wicked – Parte 2 arriva in un
momento cruciale della sua storia, e il testo riflette l’evoluzione
dei suoi sentimenti e delle sue intenzioni. La canzone inizia con
lei che si guarda allo specchio e riflette sulla sua bellezza
esteriore, non solo fisica ma anche materiale. Ma questo stile di
vita popolare non è più in linea con ciò che lei sa essere
giusto.
Usando il suo gigantesco
dispositivo di trasporto a forma di bolla come metafora di come ha
vissuto la sua vita, la canzone di Glinda parla di come lei abbia
finalmente accettato di non poter chiudere gli occhi davanti al
male con cui si è associata solo per avere la vita dei suoi sogni.
Riconosce le bugie a cui ha permesso a se stessa di credere.
Arrivare a questa consapevolezza è
spaventoso per Glinda, però. Non è sicura di quale sarà il suo
posto nel mondo. Ma dopo aver fatto di tutto per vivere in questa
facciata, è finalmente pronta a far scoppiare la sua bolla e a
essere parte della soluzione ai problemi del mondo, piuttosto che
nascondersi da essi.
Il testo di “The Girl In The
Bubble” mostra la trasformazione che Glinda compie per poter
essere davvero all’altezza del suo soprannome di Glinda la Buona.
Da parte sua, Grande è entusiasta che il film abbia aggiunto la
canzone per dare agli spettatori la possibilità di vivere questo
momento potente insieme al personaggio:
Quello che mi piace
di più è che è… è un pezzo così narrativo per lei. Sono così felice
che possiamo vedere la sua esperienza in quel momento di
cambiamento, quella scelta di iniziare il capitolo dell’essere
veramente buona… Non fingere di essere buona, non… una facciata di
bontà, ma mettere giù la bacchetta e diventare davvero
buona.
Piuttosto che lasciare che questo
momento avvenga fuori dallo schermo come accade sul palcoscenico,
Wicked: For Good esalta l’arco narrativo di Glinda con
l’introduzione di “The Girl In The Bubble”.
Diretto da Phil
Claydon, il film del 2016 Within –
Presenze porta gli spettatori all’interno di una casa che
si rivela essere stata teatro di indicibili orrori. Un soggetto
apparentemente visto e rivisto, ma che il regista sviluppa in modo
nuovo a partire da una serie di suggestioni ispirate da eventi
reali. Si costruisce così un film che suscita numerosi brividi ed
offre un finale tutt’altro che conciliante ma che anzi nutre quella
paura silenziosa del non essere del tutto al sicuro neanche
all’interno della propria abitazione. In questo articolo,
approfondiamo dunque le dinamiche di questo finale.
La trama di Within –
Presenze
Hannah (Erin
Moriarty) si trasferisce in una nuova casa con il
padre John (Michael Vartan) e la
matrigna Melanie (Nadine
Velazquez). John sostiene di averla comprata a poco prezzo
perché la famiglia precedente non ha pagato il mutuo ed è stata
sfrattata. Nella nuova abitazione, però, Hannah sperimenta
un’attività apparentemente paranormale: sente dei suoni di notte, i
mobili vengono continuamente spostati e i suoi oggetti personali
scompaiono. Facendo un po’ di ricerche, scopre che una famiglia che
ha vissuto lì in precedenza è stata uccisa nella casa.
Un uomo, in un raptus di follia, ha
infatti ucciso la moglie e la figlia, dopo di che, è scomparso
misteriosamente. È quindi questo il reale motivo per cui la casa
era così economica. Piano piano, dunque, le presenze sembrano
manifestarsi in modo sempre più aggressivo e la famiglia si ritrova
così intrappolata in un terribile incubo, in cui il passato
sanguinoso della casa sembra tornare a galla e vendicarsi nel
peggiore dei modi nei confronti di quei nuovi inquilini.
Hannah riesce dunque a convincere
il padre che c’è qualcosa di sinistro in quella casa. John chiama
la polizia, che stabilisce che il fabbro del quartiere si è
introdotto in casa loro, ma non riescono a localizzarlo. Il fabbro
entra poi in casa per derubare la famiglia di Hannah e inizia a
spiare la ragazza, che si sta vestendo per un appuntamento. Mentre
il fabbro la osserva, però, una presenza scheletrica scende dalla
soffitta e lo uccide. Più tardi, la stessa presenza spettrale
rapisce il fidanzato di Hannah mentre cerca di uscire di nascosto
dalla casa. La presenza si intrufola anche nella camera da letto di
Hannah di notte per guardarla dormire.
Nel frattempo, Hannah continua le
sue ricerche sui precedenti abitanti di quella casa e rovistando
tra i loro oggetti che ha trovato abbandonati nel garage scopre che
la famiglia aveva un figlio di nome David
(Dorian Kingi), agorafobico. Leggendo le relazioni
psichiatriche di David, scopre che era in cura per tendenze omicide
che si manifestavano ogni volta che stavano per verificarsi grandi
cambiamenti nella vita. Hannah racconta la sua scoperta ai
genitori, che le promettono di chiamare l’ospedale psichiatrico
contenuto nelle cartelle per avere la conferma che David è ancora
ricoverato.
In realtà, David non è mai andato
in ospedale. Ha ucciso la sua famiglia prima di essere internato e
da allora vive nella casa. Ha infatti costruito un muro finto in
soffitta e si muove nei condotti dell’aria e all’interno delle
pareti. È dunque David la presenza spettrale che ha ucciso il
fabbro e rapito il fidanzato di Hannah. Capendo che la famiglia lo
sta cercando, egli passa ora all’attacco. La famiglia lo respinge e
chiama la polizia mentre David si ritira in soffitta. La polizia lo
raggiunge lì e gli spara, ponendo fine alla minaccia.
La polizia dice alla famiglia che
sono al sicuro e porta il cadavere David all’ospedale. Hannah e i
suoi genitori, invece, iniziano a fare i bagagli per lasciare la
casa, turbati da quegli eventi. Viene però rivelato che la polizia
ha in realtà sparato al fidanzato di Hannah, che David aveva tenuto
legato in soffitta. David è quindi ancora in casa e uscendo di
nuovo allo scoperto rapisce Hannah. Melanie e John si rendono
subito conto che Hannah è intrappolata tra le mura e si adoperano
per salvarla. Nonostante riescano a liberarla, però, David li
uccide entrambi.
Hannah, ferita nella fuga, cerca di
strisciare verso la porta d’ingresso. Quando la raggiunge, però,
David appare alla sue spalle, le afferra una gambe e la trascina
nuovamente dentro l’abitazione. Il film termina così con Hannah che
urla, invano, mentre va incontro ad un destino incerto ma
senz’altro orribile. Conclusosi il film, infine, viene poi
riportato un testo che ci dice che, dopo la crisi immobiliare del
2008, gli abusivi che vivono nascosti nelle case sono aumentati in
modo esponenziale. Il film si basa dunque su questa problematica
per dar vita ad un horror con un finale tutt’altro che lieto.
Il trailer del film e dove vederlo
in streaming e in TV
È possibile fruire di
Within – Presenze grazie alla sua presenza su
alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in
rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di
Prime Video,Apple
iTunes e Tim Vision. Per vederlo, una
volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il
singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così
modo di guardarlo in totale comodità e ad un’ottima qualità video.
Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di
venerdì 24 novembre alle ore
21:15 sul canale Italia 2.
Charlie’s
Angels del 2019 segna un nuovo capitolo nella saga
iniziata negli anni ’70 con la serie TV e proseguita nei primi film
del 2000. Diretto da Elizabeth Banks, che qui fa anche parte del
cast insieme a Kristen
Stewart, Ella Balinska e
Naomi Scott, il
film rinnova la mitologia degli angeli grazie a una prospettiva
moderna e femminista, inserendo un contesto internazionale e una
tecnologia avanzata che amplia il concetto di squadra segreta. La
regia di Banks combina azione e humor, offrendo al pubblico una
nuova energia pur rimanendo fedele allo spirito originale.
Il
film si colloca nel genere action-comedy con forti elementi di spy
story, giocando sul dinamismo delle scene d’azione coreografate,
sugli inseguimenti e sul combattimento corpo a corpo, mentre
mantiene un tono leggero e ironico. Temi come l’empowerment
femminile, la solidarietà tra donne e l’intelligenza strategica
sono centrali, mostrando le protagoniste non solo come atlete e
combattenti, ma anche come figure capaci di pensiero critico e
decisioni autonome. La narrazione gioca con stereotipi del genere
spionistico, aggiornandoli alla sensibilità contemporanea.
Oltre alla componente
action, il film introduce nuove dinamiche tra i personaggi,
ampliando il concetto di “Charlie” come organizzazione globale con
diversi team sparsi nel mondo. Questo rinnovo permette di ampliare
il target narrativo e mostrare una rete più complessa di agenti e
missioni, con l’aggiunta di gadget tecnologici e una comicità più
sfumata. Nel resto dell’articolo si esplorerà il finale del film,
analizzando come le scelte delle protagoniste chiudano la storia e
consolidino i temi di empowerment e collaborazione che
caratterizzano questa nuova incarnazione degli Angeli di
Charlie.
Kristen Stewart, Ella Balinska e Naomi Scott
in Charlie’s Angels
La trama di Charlie’s Angels
L’agenzia investigativa Townsend si
è espansa a livello internazionale, ingaggiando come spie le donne
più intelligenti e impavide del mondo e formando diversi team di
“Angeli”. Un giorno si rivolge a loro un ingegnere informatico,
Elena Houghlin, capo programmatore di una
tecnologia in grado di rivoluzionario il settore energetico, ma che
potrebbe diventare un’arma così pericolosa da mettere seriamente a
rischio l’intero pianeta. Il delicato affare viene affidato a
Bosley che incarica la maga dei travestimenti
Sabina e l’ex MI6 Jane di
scendere in azione e recuperare l’arma prima che finisca nelle mani
sbagliate. Viene arruolata per la missione anche la stessa Elena,
presto addestrata al lavoro sul campo.
La spiegazione del finale del
film
Il
terzo atto di Charlie’s Angels vede la scoperta
del piano criminale di John Bosley, che ha creato una rete segreta
all’interno della Townsend Agency per sfruttare i dispositivi
Calisto a scopo personale. Jane, Sabina ed Elena devono intervenire
per prevenire un disastro, mentre la tensione raggiunge l’apice.
Dopo aver rintracciato John e Brok a Chamonix, gli angeli
orchestrano una serie di manovre simultanee per salvare gli
ostaggi, impedire l’attivazione dei Calisto e neutralizzare gli
uomini di John. L’azione è rapida, coreografata e ricca di colpi di
scena, sottolineando le abilità strategiche delle protagoniste.
La
risoluzione della vicenda vede gli angeli trionfare grazie al
lavoro di squadra e all’intuito investigativo. Jane impedisce che
Hodak continui a minacciare Elena, Rebekah cattura John e i suoi
uomini, mentre Sabina contribuisce a neutralizzare il mastermind.
Brok viene arrestato per cospirazione e Elena viene ufficialmente
reclutata come nuovo angelo dopo aver superato un rigoroso
addestramento. Jane avvia una relazione con Langston, mentre la
squadra consolida la propria posizione, mostrando l’equilibrio tra
azione, ingegno e morale nella chiusura della missione.
Kristen Stewart, Ella Balinska e Naomi Scott in Charlie’s
Angels
Il finale conferma il tema dell’empowerment femminile e della
solidarietà tra donne, elementi centrali del film. Le protagoniste
affrontano nemici superiori numericamente e tecnologicamente, ma
prevalgono grazie alla cooperazione, alla fiducia reciproca e
all’ingegno. La vittoria non è solo fisica ma anche strategica e
morale: gli angeli dimostrano che il valore del gruppo supera le
ambizioni egoistiche, e che l’onore e la giustizia guidano le
azioni, consolidando la nuova filosofia della Townsend Agency come
organizzazione globale e responsabile.
Inoltre, il finale porta a compimento il tema della fiducia e della
lealtà all’interno della rete degli angeli. La scoperta del
tradimento di John e la successiva neutralizzazione sottolineano
l’importanza di distinguere tra apparente autorità e reale
integrità. L’ingresso di Elena nella squadra sancisce il passaggio
generazionale, mostrando come l’esperienza e il coraggio delle
veterane possano guidare le nuove leve. Questo completamento
narrativo rinforza l’idea che la vera forza degli angeli risiede
nella loro capacità di adattarsi, cooperare e affrontare le sfide
mantenendo principi morali saldi.
Il film lascia come
messaggio un chiaro invito all’empowerment e alla collaborazione
tra donne, sottolineando come la solidarietà, la fiducia reciproca
e il talento combinato possano superare qualsiasi avversità. La
chiusura aperta con l’ingresso di Elena come nuovo angelo
suggerisce continuità, crescita e rinnovamento. La narrazione
ribadisce che il successo non dipende solo dalla forza individuale,
ma dalla capacità di combinare intelligenza, abilità e integrità
all’interno di un team coeso, proiettando l’universo degli Angeli
di Charlie verso un futuro dinamico e inclusivo.
Mission: Impossible III segna un punto di svolta
nella
saga di Ethan Hunt, conferendo al franchise una nuova energia
grazie alla regia di J. J. Abrams.
Dopo i toni più stilizzati e quasi freddi dei primi due film,
Abrams introduce un approccio più personale e drammatico, puntando
sul lato umano di Hunt e sulle dinamiche tra i personaggi. Il film
rinnova la serie con sequenze d’azione spettacolari e tensione
costante, mescolando thriller, spionaggio e adrenalina
cinematografica, senza sacrificare la costruzione della storia né
il ritmo serrato che caratterizza la saga.
Il
cast contribuisce in modo determinante a ravvivare il franchise:
Tom Cruise
conferma il suo ruolo iconico di Ethan Hunt, mentre Philip
Seymour Hoffman offre una performance memorabile nel ruolo
del villain Owen Davian. Michelle
Monaghan viene introdotta come Julia, la moglie di
Hunt, dando al protagonista un legame emotivo forte e concreto.
Simon Pegg
assume un ruolo più attivo come tecnico e alleato, consolidando
l’equilibrio tra azione e momenti più leggeri. Il film esplora temi
come il sacrificio, la lealtà, l’amore e i limiti personali,
approfondendo l’umanità del protagonista in modo inedito per la
saga.
Dal punto di vista
tematico, Mission: Impossible III unisce la
spettacolarità delle missioni impossibili con la vulnerabilità
emotiva dei protagonisti, unendo azione ad introspezione. Le
minacce non sono solo fisiche ma anche personali: la vita di Julia
e la fedeltà del team diventano motori centrali della narrazione.
Il film esplora inoltre il confine tra dovere e morale,
evidenziando come le scelte di Hunt influenzino chi gli sta vicino.
Questa combinazione di dramma personale e tensione spionistica ha
rinnovato la saga, rendendo questo capitolo un punto di riferimento
nella filmografia della serie. Nel resto dell’articolo si proporrà
una spiegazione dettagliata del finale e della sua importanza
narrativa.
L’agente Ethan Hunt continua a
lavorare per l’Impossible Mission Force, ma ha ormai abbandonato la
prima linea. Se in precedenza si era occupato delle missioni più
pericolose e segrete, adesso conduce una vita più tranquilla
occupandosi dell’addestramento delle nuove reclute. Anche la vita
sentimentale di Ethan procede al meglio, grazie alla nuova
fidanzata, un’infermiera di nome Julia, con la
quale dorvà presto sposarsi e che, però, è assolutamente ignara del
vero lavoro di Ethan. Nonostante l’intenzione di rimanere lontano
dai pericoli per lei, Ethan sarà però costretto a rientrare in
azione quando una delle sue allieve, Lindsey
Farris, viene catturata.
Comincia così per lui una missione
di salvataggio in piena regola, il cui esito è quantomai incerto.
La situazione precipiterà ulteriormente quando Ethan capirà che
Lindsey è stata fatta prigioniera in virtù delle informazioni che
possiede riguardo un’arma chiamata “Zampa di Lepre”. Egli si
ritroverà dunque invischiato in una missione impossibile di prima
categoria, che lo condurrà fino a Città del Vaticano. Il nemico,
pur rimanendo nell’ombra, si rivela essere una pericolosa
organizzazione terroristica che, nel tentativo di sogiogare
l’ordine mondiale, farà di tutto pur di contrastare il
protagonista, compreso, oltre ad aver rapito la sua alliena, far
prigioniera anche la sua promessa sposa Julia.
La spiegazione del finale del
film
Il
terzo atto di Mission: Impossible
III vede l’escalation della minaccia di Owen Davian,
che ha rapito Julia e minaccia la vita di Ethan. L’agente, guidato
da informazioni sottili come il microdot lasciato da Lindsey, si
muove rapidamente da Shanghai fino al luogo in cui Davian tiene
prigioniera la sua promessa sposa. Dopo aver recuperato il Zampa di
Lepre, Ethan viene sedato e gli viene impiantata una
micro-esplosione simile a quella che ha ucciso Lindsey, mentre
Davian afferma di poter uccidere Julia se Ethan non rivela il
nascondiglio dell’oggetto. La tensione raggiunge il culmine.
Ethan reagisce con prontezza e coraggio: affronta Davian in uno
scontro diretto, sfruttando le sue capacità di combattimento e
ingegno tattico. Il confronto culmina con la morte di Davian e la
liberazione di Julia. Per neutralizzare l’esplosivo nella propria
testa, Ethan improvvisa un defibrillatore, coinvolgendo Julia nel
processo e insegnandole come proteggersi. La sequenza si chiude con
la sconfitta definitiva dei nemici, la rivelazione della verità
sulla complicità di Musgrave e il ricongiungimento dei due
protagonisti, che possono finalmente allontanarsi dalla missione
per vivere la loro vita personale.
Il finale sottolinea il tema centrale del film: il conflitto tra
dovere professionale e legami personali. Ethan è costretto a
confrontarsi con le conseguenze della sua vita da spia, mettendo a
rischio chi ama. La scena dimostra come la sua determinazione,
l’ingegno e l’esperienza siano strumenti indispensabili per salvare
vite e portare a termine missioni impossibili. La combinazione di
azione frenetica e tensione emotiva permette di enfatizzare il lato
umano del protagonista, conferendo al film profondità oltre
l’adrenalina dei combattimenti e delle infiltrazioni.
Inoltre, il finale porta a compimento il tema della fiducia e della
lealtà: il tradimento di Musgrave mostra i pericoli interni e la
necessità di discernimento, mentre il lavoro di squadra con Luther
e Benji evidenzia come la collaborazione e la fedeltà reciproca
siano essenziali per affrontare minacce estreme. La risoluzione
della vicenda del Zampa di Lepre sottolinea anche l’intelligenza
strategica di Ethan, capace di superare ostacoli apparentemente
insormontabili senza perdere il controllo né il focus sugli
obiettivi morali e personali che guidano le sue azioni.
Il film lascia infine un
messaggio sulla determinazione, la resilienza e la responsabilità:
anche di fronte a nemici superiori, tradimenti e pericoli mortali,
il coraggio e l’ingegno individuale possono fare la differenza. La
vicenda rafforza l’idea che il sacrificio personale e la protezione
di chi si ama siano motivazioni potentissime, e che le azioni di un
singolo, quando guidate da etica e astuzia, possano ribaltare
situazioni disperate. Il finale lega così emozione e adrenalina,
chiudendo il film con un equilibrio tra vittoria professionale e
personale soddisfazione.
Wicked
– Parte 2 (qui
la nostra recensione) ha già battuto un record al botteghino
prima della fine del suo weekend di apertura. Il sequel adatta il
secondo atto del musical di successo di Broadway sull’amicizia tra
Glinda (Ariana Grande) e la Strega Cattiva
dell’Ovest Elphaba (Cynthia
Erivo). A differenza del suo predecessore, la colonna
sonora di Wicked
– Parte 2 presenta due nuove canzoni originali del
compositore originale Stephen Schwartz.
La Universal ha ora rivelato che
Wicked
– Parte 2 ha incassato 30,8 milioni di dollari
al botteghino nazionale durante le anteprime. Si tratta
del miglior incasso in anteprima per un film del 2025 finora, con
un ampio margine. Il precedente detentore del record era il
capitolo del Marvel Cinematic Universe,
I Fantastici Quattro: Gli Inizi, che ha
debuttato a luglio con 24,4 milioni di dollari in anteprime.
Si tratta anche di un enorme passo
avanti per il franchise, poiché Wicked del 2024
aveva incassato solo 19,2 milioni di dollari durante le anteprime
del giovedì. Tuttavia, il film è stato proiettato in anteprima dal
lunedì al giovedì, quindi aveva un vantaggio rispetto al suo
predecessore. Isolando gli incassi del giovedì, Parte
2 ha incassato solo 18,2 milioni di dollari.
Resta da vedere quale sarà
l’incasso del weekend di apertura di Wicked
– Parte 2 nei tre giorni successivi e come si
confronterà con il film di successo del 2024. Quel progetto ha
debuttato con 112,5 milioni di dollari e alla fine è salito a 758,7
milioni di dollari in tutto il mondo.
È troppo presto per dire se il
sequel seguirà le sue orme, poiché i totali delle anteprime e gli
incassi del weekend di apertura non sono sempre indicatori accurati
della performance complessiva di un film. Inoltre, le recensioni di
Wicked
– Parte 2 sono state più smorzate, facendo guadagnare
al sequel un punteggio di Rotten Tomatoes del 70% rispetto all’88%
dell’originale.
Tuttavia, anche se dovesse
attestarsi al di sotto del totale mondiale del film del 2024, avrà
comunque ampiamente giustificato il budget dichiarato di 150
milioni di dollari. Sebbene i film ad alto budget debbano in genere
incassare due volte e mezzo il loro budget nelle sale, questo
colloca il punto di pareggio stimato di Parte
2 a circa 375 milioni di dollari.
Resta anche da vedere se Wicked
– Parte 2 manterrà il suo record per i migliori
incassi in anteprima del 2025. La concorrenza si sta intensificando
durante la stagione dei film natalizi con le imminenti uscite di
Zootropolis 2 (che è il sequel di un
film Disney da un miliardo di dollari) e Avatar: Fuoco e cenere (che
segue due dei film con i maggiori incassi di tutti i tempi).
Hazbin Hotel – Stagione 2 presenta 20 canzoni che
attraversano una varietà di generi, ma non ogni numero musicale
raggiunge il livello di eccellenza del brano classificato al primo
posto. Dopo le uscite settimanali, tutti gli episodi di
Hazbin Hotel – Stagione 2 sono ora
disponibili su Prime Video.
Ancora una volta, i compositori Sam Haft e Andrew Underberg hanno
guidato la realizzazione della colonna sonora della seconda
stagione di Hazbin Hotel. Se la prima stagione includeva canzoni
più semplici ma orecchiabili, la seconda ha compiuto un
significativo salto in avanti in termini di composizione e qualità
dei testi.
Tuttavia, non ogni brano della stagione 2 è allo stesso livello,
proprio come non lo erano tutte le canzoni della colonna sonora
della stagione 1. Alla fine, alcune spiccano nettamente sulle
altre, e la canzone numero 1 è un’autentica opera d’arte.
20 – Speed Run To
Redemption
La canzone più debole della stagione è “Speed Run To Redemption”.
Il brano risulta estremamente ripetitivo e monotono. A parte
l’aumento di velocità, il suo suono rimane invariato, con testi
mediocri e solo lievemente divertenti. Non riesce mai davvero a
essere esilarante. L’unico pregio è mostrare quanto Charlie stia
perdendo il controllo, anche se il suo bisogno esasperato di
dimostrare qualcosa finisce per risultare irritante.
19 – Like
You
“Like You” è l’equivalente della stagione 2 di “Welcome to Heaven”.
I testi sono eccessivamente allegri, il suono è ripetitivo e la
struttura appare infantile. A eccezione della battuta sul crack,
sembra una canzone da film per bambini, inadatta a una serie
animata per adulti. Inoltre, la sua funzione di presentare le parti
del Paradiso risulta ridondante, essendo un ruolo già svolto nella
stagione precedente.
18 – Bad With
Us
“Bad Like Us” ha buone idee ma un’esecuzione pessima. L’idea di
racchiudere quattro o cinque generi musicali in un brano è
interessante, ma in meno di due minuti tutto diventa caotico. I
cambi di genere risultano bruschi, e il pezzo corale è affidato a
personaggi sconosciuti al pubblico, riducendo l’impatto
emotivo.
17 – Live to
Live
“Live to Live” è essenzialmente una ripresa di “It Starts With
Sorry”, questa volta con Sir Pentious e Sera. È dolce vedere
Pentious trasmettere ciò che ha imparato, ma l’effetto complessivo
è stucchevole. Inoltre, il brano arriva troppo tardi nella
stagione, risultando fuori luogo in un episodio carico di
tensione.
16 – Hazbin Guarantee
(Trust Us)
Il pezzo riesce a reintrodurre i personaggi e a preparare
l’antagonista della stagione. Il contrasto tra la musicalità
dell’hotel e quella delle Vees funziona, ma quando i due stili si
sovrappongono perdono forza. Sarebbe stato meglio separarli in due
canzoni distinte.
15 –
Brighter
La stagione offre numerosi brani dei villain, e “Brighter” arriva
quando la formula inizia a risultare ripetitiva. Vox continua a
cantare del suo desiderio di potere, ma i testi sono pieni di
cliché. Le immagini che accompagnano il brano fanno molto di più
per la storia rispetto alla canzone stessa.
14 – Don’t You
Forget
Il pezzo è piacevole e lo swing jazz è coinvolgente. Le immagini,
che omaggiano Hello Dolly, sono splendide, ma a livello musicale le
melodie risultano ripetitive e poco sfruttano la potenza vocale dei
due interpreti. Inoltre, potrebbe essere cantata da qualsiasi
coppia in un patto, non è specifica per Rosie e Alastor.
13 – When I Think About
The Future
Ottima come penultima canzone, costruisce tensione senza oscurare
il
finale. Tuttavia, non è orecchiabile quanto altri brani. Nel
tentativo di includere tutti i personaggi, finisce per sembrare
dispersiva.
12 – Once We Get Up
There
Perfetta per inaugurare la stagione, sovverte il tropo dell’“I Want
Song” assegnandola a un villain. La composizione cresce in modo
efficace, ma i testi non sono particolarmente creativi.
11 – Clean It
Up
Divertente e caratteristico, si distingue per l’estetica anime e
l’uso del giapponese da parte di Niffty. Tuttavia, non
approfondisce il suo personaggio e rimane centrato su Charlie e
l’hotel.
10 – Piss (A Love
Song)
Il duetto romantico tra Cherri Bomb e Sir Pentious è irresistibile
e ricco di giochi di parole. Pur essendo molto orecchiabile, arriva
un po’ troppo presto nella loro relazione, poco esplorata nella
prima stagione.
9 – Love in a
Bottle
Keith David offre un’interpretazione eccellente. Il brano è
perfettamente calibrato per Husker, sia come barman sia come
personaggio segnato da difficoltà sentimentali. L’unico difetto è
la presenza delle Huskettes, che distrae leggermente.
8 – Don’t You Forget
(Reprise)
Più specifico per i personaggi rispetto alla versione originale,
con una performance vocale e recitativa notevole. Le dinamiche fra
Alastor, Vox e Val sono coinvolgenti, anche se il brano non ha la
“rigiocabilità” di altri.
7 – Easy
Un raro momento romantico saffico, energico e radiofonico. Permette
alla voce di Stephanie Beatriz di brillare, anche se l’entrata
brusca del pezzo stona leggermente con la scena precedente.
6 – VOX
POPULI
Diviso in due parti molto diverse: la prima epica, con un Lucifer
vocalmente imponente; la seconda più teatrale. La discontinuità
pesa, ma entrambe le sezioni sono forti. Il brano mette bene in
luce le facciate dei due personaggi.
5 – VOX DEI
Un brano brillante dal punto di vista orchestrale e simbolico. Il
titolo latino significa “voce di Dio”, mentre i riferimenti al
“furor” e all’Omega sottolineano l’autocelebrazione tirannica di
Vox. Usa la rabbia dei peccatori come arma.
4 – Losin’
Streak
Un pezzo sensuale, raffinato e dalla struttura cabarettistica. La
voce di Blake Roman possiede una dinamica naturale che rende il
brano magnetico e riascoltabile.
3 – Gravity
Un successo immediato, punk rock potente e perfettamente costruito.
Lute apporta freschezza al genere con un’energia moderna. Unico
limite: la pubblicazione anticipata ne ha ridotto l’impatto nella
serie.
Un capolavoro. Orchestrazione ricca, ritmi variabili, armonie
complesse e intreccio vocale sofisticato. I testi sono profondi e
intelligenti, basati sul conflitto morale di Sera e sul confronto
con la Voce di Dio. È la canzone più potente della stagione.
L’attore
Aaron Taylor-Johnson è stato recentemente visto
sul set del Parco Nazionale di Dartmoor, nel sud-ovest
dell’Inghilterra, mentre girava alcune scene del prossimo film
horror di Robert Eggers, Werwulf.
Werwulf è ambientato
nell’Inghilterra del XIII secolo, dove il personaggio principale
perseguita gli abitanti di una tranquilla cittadina di campagna.
Ciò che inizialmente si pensava fosse solo una leggenda
metropolitana o frutto della propria immaginazione si trasforma in
una minaccia molto reale che costringe gli abitanti del villaggio a
reagire. Si dice che il film tratti anche temi di stregoneria.
Quello che sappiamo di Werwulf
Eggers dirigerà l’horror sui
licantropi da una sceneggiatura che ha scritto insieme a
Sjón (il duo ha già collaborato alla sceneggiatura
di The Northman del 2022). L’uscita del film in
Nord America è prevista per Natale 2026. Tim Bevan
ed Eric Fellner di Working Title sono i produttori
insieme a Eggers e Sjón, mentre Chris ed Eleanor Columbus di Maiden
Voyage sono i produttori esecutivi.
Il cast di Werwulf
presenta molti degli stessi attori di Nosferatu di Eggers del 2024. Oltre a
Aaron Taylor-Johnson, il film vede il ritorno anche di
Lily-Rose Depp, Ralph Ineson e
Willem Dafoe. L’uscita di
Werwulf è prevista per il giorno di Natale del
prossimo anno, il 25 dicembre 2026.
Sembra che Teenage Mutant
Ninja Turtles abbia trovato un nuovo produttore per un
prossimo film live-action.
Secondo un’esclusiva di The Hollywood Reporter,
Neal H. Moritz, il produttore noto per The
Fast and the Furious, sarebbe in trattative per dirigere
il nuovo film per la Paramount e riavviare il franchise di
Teenage Mutant Ninja Turtles. Anche il
co-fondatore della sua casa di produzione, Original Films, Toby
Ascher, dovrebbe produrre insieme a lui.
La Paramount, recentemente
ricostruita, ha apportato importanti sviluppi all’iconico
franchise. Uno dei cambiamenti più importanti è avvenuto qualche
mese fa, quando lo studio ha cancellato Tales of the
Teenage Mutant Ninja Turtles (lo spin-off di Mutant
Mayhem). Ha staccato la spina a metà della produzione del progetto
e non si è più voltato indietro.
Christopher Yost,
lo showrunner di Tales of the Teenage Mutant Ninja
Turtles, ha confermato su Threads che la serie è stata
effettivamente cancellata. Ha poi aggiunto: “I prossimi episodi
di Tales of the Teenage Mutant Ninja Turtles saranno purtroppo gli
ultimi. Fortunatamente, sono i nostri migliori episodi
finora”.
Nel frattempo, fonti interne hanno
affermato che The Last Ronin, che era in
produzione, era stato chiuso. Il film era un adattamento vietato ai
minori dell’omonima serie di fumetti best-seller. A quanto pare,
Ilya Naishuller era in trattative per dirigere il
progetto. Sfortunatamente, i piani sono falliti perché la nuova
dirigenza dello studio non era interessata a rendere il primo film
live-action delle Teenage Mutant Ninja Turtles in
un decennio un film grafico e non adatto alle famiglie. Tuttavia,
un’altra fonte ha affermato che avrebbero preso in considerazione
l’idea di tornare indietro e riconsiderare la cosa in futuro.
Nonostante tutte queste
cancellazioni e i cambiamenti di programma, almeno un progetto
rimane al sicuro, almeno per ora. Al momento della pubblicazione di
questo articolo, l’uscita di
Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutant Mayhem 2 di
Seth
Rogen, Evan Goldberg e Jeff Rowe è
ancora prevista per il 17 settembre 2027.
Dopo otto episodi di
Hazbin Hotel – Stagione 2, Abel, doppiato
da Patrick Stump nella versione originale, ha
finalmente il suo momento di gloria, che entusiasmerà i Fall Out
Boys di tutto il mondo. La popolare serie TV animata per adulti è
tornata per una seconda stagione e tutti gli episodi sono
finalmente usciti.
Hazbin Hotel – Stagione
2 ha introdotto nuovi personaggi, tra cui Abel,
interpretato da Patrick Stump.
Stump non è solo il famoso cantante dei Fall Out
Boy, ma ha anche una vasta esperienza come doppiatore e
cantautore per film d’animazione. Questo lo ha reso la scelta
perfetta per il cast di Hazbin Hotel.
Tuttavia, ci è voluto un po’ prima che avesse il suo momento di
gloria nella seconda stagione di Hazbin Hotel.
Abel, interpretato da Patrick
Stump, è poco utilizzato in Hazbin Hotel – Stagione
2
Considerato il prestigio del
cantante-attore, è un peccato che gli abbiano dedicato così poco
tempo nella seconda stagione di Hazbin Hotel.
Nell’episodio 2, ha meno di una dozzina di battute. Poi, canta nel
gruppo con Emily, St. Peter e il resto degli angeli. La sua voce
non viene sfruttata al meglio.
Nell’episodio 5, appare sullo
schermo per circa 5 minuti in modo significativo come parte degli
angeli che scendono all’Inferno. Non ha un vero momento da protagonista fino
ai due episodi finali di Hazbin Hotel – Stagione
2.
Sebbene sia deludente che lo
abbiano poco utilizzato, non è nemmeno sorprendente. Il cast di
Hazbin Hotel include quattro attori molto famosi: Stephanie
Beatriz, Keith David, Darren Criss e Jeremy
Jordan. Anche questi ultimi due non hanno avuto molto
spazio sullo schermo nella loro stagione d’esordio, ma il loro
spazio è aumentato nella seconda stagione.
Considerando questa tendenza nel
casting e il momento di Abel negli episodi finali di
Hazbin Hotel – Stagione 2, sembra
probabile che Abel, interpretato da Patrick Stump,
avrà più spazio se apparirà nella Stagione
3.
Abel finalmente ha il suo momento
di gloria
nel finale di Hazbin Hotel – Stagione
2
Abel viene un po’
preparato nel penultimo episodio, quando la sua posizione di capo
dell’esercito angelico diventa più necessaria. L’Inferno ha
dichiarato guerra al Paradiso, quindi l’esercito deve essere
preparato. Poi, nel finale, lui e Lute ricevono da Sera l’ordine di
scendere all’Inferno, prendere Emily e riportarla indietro.
Quando Lute decide di scatenarsi
all’Inferno, Abel è costretto a scegliere se essere il leader o un
debole. Questo provoca un attacco d’ansia e una spirale emotiva.
Elabora questo durante il suo assolo nella canzone numero 2 della
seconda stagione di Hazbin Hotel, “Hear My Hope”.
In sostanza, Abel si rende conto
che la sua inazione potrebbe significare la distruzione di tutto il
Paradiso, ma non si sente abbastanza coraggioso da prendere il
comando. Pensa che suo padre o suo fratello avrebbero dovuto essere
al comando.
La parte interessante è che suo
padre e suo fratello erano entrambi assassini che non avrebbero
avuto alcun problema con le azioni di Lute. Prendendo il comando,
sta dimostrando di poter essere coraggioso e anche empatico.
L’assolo di Abel
nel finale entusiasmerà i fan dei Fall Out Boy
Non c’era modo di ingaggiare
Patrick Stump nella seconda stagione di Hazbin Hotel senza dargli
un assolo. Io e tutti gli altri fan dei Fall Out Boy ci saremmo
scatenati. Per fortuna, il
finale mantiene la promessa tacita di far cantare Patrick
Stump, regalandogli un assolo di 55 secondi.
Inoltre, Sam Haft e Andrew
Underberg hanno chiaramente tirato fuori il loro lato Fall Out Boy
quando hanno scritto l’assolo di Abel. La chitarra elettrica, la
batteria pesante, il ritmo energico e la voce sono perfetti.
Hazbin Hotel deve riportare Abel
nella terza stagione
Hazbin Hotel è stato
confermato per le stagioni 3 e 4 da Prime Video mesi prima della seconda,
quindi i fan potranno sicuramente vedere di più dei nostri
personaggi preferiti. La domanda è: includerà Patrick Stump? La
risposta è molto probabile, ma non certo.
Tecnicamente, è stato annunciato
solo per la seconda stagione. Detto questo, il suo ruolo sembra più
importante che mai, visto il finale della seconda stagione di
Hazbin Hotel. Ora sta prendendo possesso del suo potere, trovando
un equilibrio tra compassione e forza. Lute sarà senza dubbio in
agguato per aver fermato il suo massacro.
Sarebbe anche assurdo che lo
introducessero solo per una stagione, sviluppassero il suo ruolo
negli ultimi due episodi e poi eliminassero il personaggio. Non è
morto. Quindi, sembra logico che sia nella terza stagione di
Hazbin Hotel. Inoltre, il suo assolo è stato così
fantastico che sarebbe un crimine non averne un altro.
La creatrice di Hazbin
Hotel, Vivienne Medrano, ha spiegato
come il colpo di scena finale della seconda stagione influenzerà
l’arco narrativo della terza stagione di Angel Dust, con
la sua storia al centro dell’attenzione. Hazbin Hotel –
Stagione 2 ha rivelato che Vox aveva ipnotizzato
Angel affinché diventasse la sua spia nell’hotel fin dalla prima
stagione. In seguito lo ha ipnotizzato per farlo denunciare l’hotel
e sostenere la rivolta di Vox contro il Paradiso.
Alla fine di Hazbin
Hotel – Stagione 2, Angel decide di lasciare l’hotel,
incapace di fidarsi di se stesso dopo quello che ha fatto. Questo
include aver quasi ucciso Cherry e Husk quando hanno cercato di
salvarlo dai Vee. Torna a lavorare con Valentino, nonostante i suoi
amici lo implorino di tornare a casa, impostando la sua trama
futura.
Parlando con Collider, Medrano ha spiegato
come la terza stagione di Hazbin Hotel vedrà una
maggiore attenzione su Angel dopo la rivelazione che Vox lo aveva
trasformato in una spia ipnotizzata. Questo include un focus sugli
abusi subiti da Valentino, oltre a portare Husk nella storia mentre
cerca di aiutare il suo amico. Ecco cosa ha detto Medrano qui
sotto:
La terza stagione parla molto
di Angel e della sua situazione. E anche di Husk e del fatto che
Husk è un personaggio che ha imparato a interessarsi ad Angel, e
questa è una posizione davvero difficile perché sappiamo già da
“Loser Baby” che hanno un forte legame tra loro, e si trovano
entrambi in una situazione molto simile, ma a differenza di Angel,
Husk almeno ha qualcuno che – voglio dire, di nuovo, è difficile
paragonare gli abusatori in questa serie, ma almeno Alastor ha i
suoi obiettivi. Husk è lì solo per aiutarlo a raggiungerli qua e
là. Ma con Valentino, è come se Angel fosse questa cosa su cui
vuole dominare, e su cui vuole il controllo, e vuole controllare,
usare e ferire, e questa è la differenza. E credo che ci sia un
elemento che non vedo l’ora che la gente ci veda esplorare, ovvero
Husk in questa posizione in cui si rende conto di quanto la
situazione di Angel sia diversa dalla sua.
Angel è sotto il
controllo dei Vee fin dall’inizio della serie, la sua
anima è legata a Valentino. Questo è ciò che ha permesso a Vox di
usarlo come spia, ed è il motivo per cui Angel non può lasciare il
suo lavoro. Mentre gli abusi di Angel non sono stati oggetto di
nessuna canzone nella seconda stagione di Hazbin Hotel, la prima
stagione ha presentato il suo assolo, “Poison”, che descrive la
sofferenza che ha dovuto sopportare.
In base alla dichiarazione di
Medrano, è chiaro che Angel avrà più spazio nella terza stagione,
esplorando la sua situazione di abusi e i suoi peccati con maggiori
dettagli. La seconda stagione ha già rivelato che il suo peccato è
stato uccidere suo padre, un altro problema tumultuoso con cui
potrebbe dover fare i conti nei prossimi episodi. Come si evolverà
la sua storia, tuttavia, resta da vedere.
Tutti gli episodi di
Hazbin Hotel –
Stagione 2 sono ora disponibili in streaming su
Prime Video.
La stagione finale di
Jurassic World: Teoria del caso ci
riporta nel mondo dei dinosauri e della corruzione, e il suo finale
offre una conclusione definitiva per i Sei di
Nublar. La storia riprende da dove si era conclusa la
stagione 3 di Jurassic World: Teoria del
caso.
Brooklynn, Ben, Darius e Yaz si
dirigono al quartier generale della Biosyn per fermare una volta
per tutte l’allevamento illegale e il traffico di dinosauri. Nel
frattempo, Kenji e Sammy vanno verso la Valle della Biosyn per
salvare Bumpy. I personaggi di Teoria del caso rimangono
intrappolati nella valle insieme a tutti i dinosauri, e devono
correre contro il tempo per fuggire prima che vengano uccisi.
Questo porta a un finale mozzafiato
che vede Ben lottare per la vita e il resto dei Sei di Nublar
impegnati a tenerlo in vita abbastanza a lungo perché i soccorsi
possano salvarli. Le stagioni 3 e 4 di Jurassic World:
Teoria del caso si svolgono parallelamente agli
eventi di Jurassic World – Il Dominio,
collegandosi direttamente a essi.
Come Ben Sopravvive in
Jurassic World: Teoria del caso – Stagione 4
A metà della stagione 4 di
Jurassic World: Teoria del caso, Ben viene attaccato da un
dinosauro, rimanendo ferito mortalmente. La seconda metà della
stagione sembra far credere allo spettatore che stia per morire, ma
alla fine sopravvive.
Nella narrazione, la sua
sopravvivenza viene spiegata grazie all’unione degli altri membri
dei Sei di Nublar. Questo è simbolico perché Ben è sempre stato il
pilastro sottovalutato del gruppo, colui che ha sempre sostenuto
gli altri. I ragazzi lavorano duramente, medicando le sue ferite e
persino trasportandolo quando necessario per portarlo
all’elicottero medico.
Vederli collaborare per salvare il
loro amico contro ogni probabilità è un momento commovente. Ciò
detto, la vera ragione per cui Ben sopravvive è che aveva “plot
armor”: considerando la gravità della ferita e il tempo impiegato
per ricevere cure mediche, avrebbe dovuto morire. È una scelta
narrativa un po’ codarda, ma comprensibile per evitare di
traumatizzare i giovani spettatori.
Come i Sei di Nublar
Fuggono dalla Valle della Biosyn
I Sei di Nublar trovano molte
difficoltà a fuggire dalla Valle della Biosyn, ma alla fine
riescono grazie a una serie di eventi favorevoli. Innanzitutto, il
dottor Wu dà a Ben, Brooklynn, Darius e Yaz un’auto per
attraversare la valle relativamente indenni. Lungo il percorso si
scontrano letteralmente con Kenji e Sammy.
Li raccolgono e proseguono verso
l’altro avamposto per distruggere il backup del programma, il loro
obiettivo principale. La corrente salta, ma riescono a riattivarla
per il tempo necessario a richiedere un elicottero medico. Poi i
T-Rex eliminano i rapaci, salvando così i Sei di Nublar. Infine,
usano l’auto di Gia per raggiungere il punto in cui vengono
prelevati dai soccorsi.
In definitiva, tutto è andato
incredibilmente per il verso giusto, e sono usciti dalla situazione
relativamente indenni, a parte la ferita di Ben. È un momento che
richiede una forte sospensione dell’incredulità, ma risulta
comunque estremamente coinvolgente.
Perché Sammy Perdona
Finalmente il Tradimento di Brooklynn
Brooklynn crede che Kenji sarà il
più difficile da affrontare e che non la perdonerà facilmente.
Tuttavia, è in realtà Sammy la più arrabbiata per il suo
tradimento. Ciò probabilmente deriva dal fatto che Sammy sa cosa
significa tradire i propri amici per un bene superiore.
Sammy l’ha fatto in Camp
Cretaceous per aiutare la sua famiglia, e Brooklynn era
rimasta profondamente ferita dalle sue azioni. Brooklynn, in
effetti, ha fatto lo stesso: ha tradito i Sei di Nublar per il bene
comune. Naturalmente, Sammy reagisce nello stesso modo in cui aveva
reagito Brooklynn quando i ruoli erano invertiti.
Alla fine, la gravità della ferita
di Ben costringe tutti a lavorare insieme. La situazione disperata
permette a Sammy di perdonare Brooklynn. Sammy è ancora arrabbiata
e ferita, e ne ha pieno diritto. Tuttavia, riesce comunque a
mettere da parte il rancore e a iniziare a ricostruire il loro
rapporto.
Chi C’è Davvero Dietro i
Dinosauri Assassini
La rivelazione più scioccante della
stagione 4 di Jurassic World: Teoria del caso riguarda la
persona che ha realmente avviato il Progetto Theropod Axis, il
programma che addestrava i dinosauri assassini nelle stagioni
precedenti. Non è stata Soyona Santos, né l’Addestratore, né il
dottor Lewis Dodgson. È stato invece il dottor Wu, il personaggio
originale di Jurassic Park, riportato in scena in
Teoria del caso.
Tuttavia, a differenza degli altri
membri del progetto, il dottor Wu aveva buone intenzioni
all’inizio: voleva addestrare i dinosauri per operazioni di ricerca
e salvataggio in situazioni di disastro, proprio come fanno esseri
umani e cani nella realtà.
Ma il dottor Lewis Dodgson ha
distorto la missione originale, trasformando il programma in un
addestramento per rendere i dinosauri aggressivi e letali su
comando, creando così assassini perfetti.
In definitiva, il lavoro di Wu ha
contribuito involontariamente a molte morti, e lui trascorre
Jurassic World Dominion e la stagione 4 di Teoria del
caso cercando di rimediare ai suoi errori e migliorare il
mondo.
Perché Sammy Non Parla con
la Sua Famiglia in Jurassic World: Teoria del caso
Per tutta Jurassic World:
Teoria del caso, Sammy Gutierrez non parla con la sua
famiglia, un fatto che la turba profondamente. Tuttavia, la serie
rivela il vero motivo solo nella stagione finale. Si scopre che la
famiglia di Sammy ha deciso di collaborare con il dottor Lewis
Dodgson e la Biosyn, ignorando i suoi avvertimenti.
Volevano coltivare piante
geneticamente modificate nella loro fattoria, e la Biosyn era il
mezzo per raggiungere questo scopo. Sammy sapeva che la Biosyn era
una cattiva scelta, ma loro non l’hanno ascoltata. Fortunatamente,
nell’ultima scena del finale, scopriamo che Sammy ha ripreso i
contatti con la famiglia e stanno lavorando sui loro problemi.
Perché Brooklynn e Darius
Non Stanno Insieme in Jurassic World: Teoria del caso – Stagione
4
Una delle parti più sorprendenti
del finale di Jurassic World: Teoria del caso è che rimane
aperta la possibilità che Brooklynn e Darius possano o meno
mettersi insieme. Sono la “ship” più popolare dai tempi di Camp
Cretaceous, e il loro tira e molla è diventato ancora più
evidente in Teoria del caso.
Sfortunatamente, la serie non dà
una risposta chiara. Darius rivela verso la fine della stagione di
amarla, ma dice anche di non provare per lei un’intensità emotiva
paragonabile a quella di Yaz e Sammy. Allo stesso tempo, non prova
quell’intensità per nessun altro. È una scena confusa, lasciata
all’interpretazione del pubblico.
Alcuni pensano che sia una conferma
che Darius sia aromantico. Altri credono che significhi
semplicemente che ama Brooklynn, ma non con la stessa intensità. La
scena è ambigua e potrebbe essere interpretata in entrambi i modi.
Personalmente, ritengo che avrebbero dovuto scriverla in maniera
più esplicita.
Indipendentemente dalla sua
interpretazione, penso che la ragione per cui Brooklynn non finisce
con Darius o Kenji sia che avrebbe distratto dal messaggio del
finale: l’amicizia è la chiave della vita.
L’amicizia ha salvato Ben.
L’amicizia li ha fatti uscire dalla Valle della Biosyn. L’amicizia
è il cuore dei Sei di Nublar. L’unica eccezione è Yaz e Sammy, che
sono una coppia già consolidata sin dalla serie originale.
Il Vero Significato del
Finale di Jurassic World: Teoria del caso
L’interpretazione più semplice del
finale di Jurassic World: Teoria del caso è che l’amicizia
è la chiave di tutto. Questo è il messaggio ribadito in ogni scelta
narrativa, ed è ciò che i giovani spettatori recepiranno più
facilmente.
Tuttavia, l’interpretazione più
adulta è che possiamo sopravvivere alle difficoltà solo se
lavoriamo insieme.
Come sottolinea Sammy, le
situazioni terribili sono spesso incontrollabili. Brooklynn non è
la causa di tutto ciò che va storto nella stagione 4 di
Jurassic World: Teoria del caso, proprio come noi non
siamo in controllo di tutto ciò che va male nelle nostre vite.
Tuttavia, proprio come i Sei di Nublar, siamo più forti insieme che
separati.
Il cast di
Frozen tornerà ufficialmente per costruire
un paio di costosissimi pupazzi di neve. Le star del franchise
d’animazione Disney di grande successo avrebbero ottenuto
stipendi enormi e da record per il terzo e il quarto
film, moltiplicando i 15 milioni di dollari percepiti per
il loro doppiaggio in Frozen II.
Secondo The Wrap,
Kristen Bell (Anna), Josh Gad
(Olaf) e
Idina Menzel (Elsa) hanno firmato un contratto
del valore di 60 milioni di dollari ciascuno, che è tra gli importi
più alti mai pagati agli attori in un progetto animato, superando
di gran lunga i 20 milioni di dollari guadagnati da
Dwayne Johnson per
Oceania 2 e i 25-40 milioni di dollari
incassati da Tom
Hanks per Toy Story 4.
Questi stipendi mastodontici
includeranno, a quanto pare, compensi iniziali e bonus a
posteriori, che non saranno erogati in un’unica soluzione, ma
piuttosto nel corso delle lunghe produzioni dei futuri film. Una
parte degli incassi dipenderà anche dall’andamento del botteghino,
ma qualcosa ci dice che non sarà un grosso problema!
Una sinossi di Frozen
3 è stata condivisa online dopo la conferenza di
lancio della divisione prodotti di consumo Disney tenutasi a
Shanghai a settembre. La traduzione ha rivelato che il terzo
capitolo Disney si concentrerà sul matrimonio reale della regina
Anna e Kristoff (Jonathan Groff), introducendo
anche un “nuovo misterioso membro” della famiglia reale. “In
questo nuovo capitolo, assistete al matrimonio del secolo ad
Arendelle, mentre la regina Anna percorre la navata e si unisce a
Elsa in un nuovo viaggio magico pieno di sfide inedite. E la cosa
ancora più emozionante: la famiglia reale sta per dare il benvenuto
a un nuovo misterioso membro!”
Il direttore creativo dei Walt
Disney Animation Studios, Jared Bush, ha
recentemente condiviso il seguente aggiornamento sui progressi dei
prossimi due film.
“Alcune informazioni sono
riservate, ma quello che vorrei condividere con voi è che al
momento il lavoro svolto su Frozen
3, in particolare, è fenomenale. Quando la gente lo vede, penso
che tornare in quel mondo con quei personaggi, il valore di
intrattenimento di vederli intraprendere un nuovo viaggio, ma che
sia molto coerente con la storia che hanno già vissuto, sia
fantastico. Personalmente, credo che sia fondamentale assicurarsi
che ogni film che realizziamo sia fantastico. Abbiamo il lusso di
poter rivedere i film più volte, quindi guardare a Frozen 3
pensando: ‘Possiamo raccontare la storia migliore possibile con
questo senza preoccuparci di dove ci sposteremo nella storia
successiva’, è in un certo senso importante. Una cosa alla volta è,
per me, il modo migliore di affrontare la situazione.”