Il regista e
produttore coreano Park Chan-wook, autore di
Old Boy del 2003 e Lady
Vendetta del 2005, ha incontrato il pubblico per
presentare un cortometraggio finanziato da Ermenegildo
Zegna. Ad accompagnarlo e a fare gli onori di casa era
presente il regista italiano Luca Guadagnino, qui
in veste di produttore.
A rose reborn racconta la strana avventura di Stephen, un imprenditore che deve presentare una nuova tecnologia a un misterioso potenziale acquirente. Stephen segue una sorta di caccia al tesoro, inseguendo il suo cliente in giro per il mondo, seguendo gli indizi che di volta in volta gli vengono forniti, come in una grande caccia al tesoro. Ma il suo timore è che la persona inseguita non sia quella giusta per acquisire e divulgare la sua scoperta.
Chan-wook racconta che la sua prima idea fosse quella di realizzare un piccolo film rocambolesco, pieno di inseguimenti e azione, ma poi, scoraggiato dagli investitori ha virato verso un approccio più filosofico e meditativo, pur senza rinunciare al mistero e all’intrigo. All’inizio era anche spaventato dal mettere in piedi un progetto che avesse a che fare con il mondo della moda, visto che non ne sapeva assolutamente nulla, ma grazie all’aiuto di Stefano Pilati si è avvicinato ad un ambiente che lo ha letteralmente catturato e inserire il noto marchio di abbigliamento maschile nel film è diventato uno dei tasselli del gioco.
I finanziatori lo hanno lasciato completamente libero di seguire la sua visione e così ha voluto raccontare la storia di un uomo imprigionato dal suo mondo, che incontra improvvisamente una guida che lo trascina allo scoperto e che gli fa incontrare le persone e scoprire un universo diverso, migliore. Chan-Wook sostiene che questo sia un film molto positivo e diverso dai suoi precedenti ed in particolare da quei tre film appartenenti alla Trilogia della Vendetta, che lo hanno reso popolare. Sostiene che la bellezza possa essere la salvezza e che accompagnata dal tentativo sincero di capire gli altri potrebbe migliorare la nostra situazione di esseri umani.
Il regista coreano dice che ha voluto inserire nel cortometraggio la forma tonda e la circolarità, come sorta di geometrico filo conduttore: un edificio, un manichino, una lampada in miniera, i getti d’acqua nel cimitero di Milano. Tutto questo per raccontare una storia fantascientifica di rinascita.
L’incontro è stato breve e incentrato solamente sul cortometraggio, senza toccare minimamente il resto della filmografia di Park Chan-Wook. Peccato.

All’incontro con
Tomas Milian tenutosi nella sala Petrassi
nell’ambito del
Con Singer tornerà
anche Simon Kinberg a scrivere la sceneggiatura
che si baserà su una storia di Singer, Kinberg, Michael
Dougherty e Dan Harris.
Il Festival
Internazionale del Film di Roma presenta in anteprima
il cineromanzo più importante e atteso
dell’anno: domani, venerdì 17 ottobre alle ore 20 presso la Sala
Petrassi, nella linea di programma Gala, saranno proiettati i primi
due episodi della serie televisiva “The Knick” di
Steven Soderbergh. Il nuovo lavoro del grande cineasta statunitense
– premio Oscar® per Traffic, Palma d’Oro a Cannes
per Sesso, bugie e videotape, autore di alcuni fra i
maggiori successi cinematografici degli ultimi anni (la trilogia di
“Ocean”, Erin Brockovich – Forte come la
verità, Magic Mike, Side Effects)
– vede protagonista Clive Owen, nei panni del geniale chirurgo John
Thackery. L’attore britannico (Golden Globe
per Closer, interprete di film come King
Arthur, Sin City, Inside Man) sarà
sul red carpet alle ore 19.30: il giorno dopo incontrerà il
pubblico (sabato 18 ottobre) alle ore 18 presso la Sala Petrassi,
nell’ambito di una vera e propria “maratona cinematografica” in cui
sarà proiettata l’intera serie, con il finale di stagione in
contemporanea con gli Stati Uniti. I dieci episodi – scritti da
Jack Amiel e Michael Begler, sceneggiatori di Quando meno
te lo aspetti e Qualcosa di
straordinario – andranno in onda in esclusiva assoluta su
Sky Atlantic HD in autunno.




Arrow

Guillermo Del Toro
ha fatto alcune dichiarazioni interessanti in merito al suo
prossimo e atteso sequel di 

Non solo la cerimonia
di ieri, ma anche l’accoglienza di oggi pomeriggio sono state
all’insegna dell’entusiasmo e dell’affetto che gli abitanti di Roma
provano nei confronti di questo camaleontico attore. Appena è
salito sul palco- dopo una clip celebrativa che raccoglieva alcune
delle sue interpretazioni più celebri- Milian ha ricevuto una
standing ovation generale con veri e propri cori da stadio e
dimostrazioni d’affetto collettivo, che l’attore ha cercato di
ricambiare elargendo baci e frasi d’affetto: per lui Roma è un vero
e proprio amore infinito verso una città che lo ha accolto e che ha
ricoperto la funzione di una seconda madre per lui, che non ha mai
ricevuto affetto dai genitori, troppo rigidi, tradizionalisti e
disinteressati al figlio.
Relegare il film in uno
stile, come quello dell’animazione, potrebbe essere un errore
poiché questo premia e valorizza la scelta di esprimere la poesia e
i messaggi che porta con sé il pensiero di Gibran. Le parole, molto
semplici e profonde, riflettono storie comuni e valori universali
che danno la possibilità di utilizzare diversi tipi di
animazioni.

La storia è
scritta dai vincitori, si dice, ma spesso i vincitori non dicono la
verità, e qualche volta chi dovrebbe far venire alla luce questa
discrepanza non è disposto, o non è in grado, di smascherare ‘le
bugie dei vincitori’. Forse è questa la chiave di The
Lies of the Victors, quarto lungometraggio del
regista tedesco Christoph Hochhäusler, che porta
al
The Lies
of the Victors manca clamorosamente il
bersaglio: un film che si muove sul limite tra vero e falso, che si
fonda su ritmi da thriller, che dovrebbe farci appassionare alla
causa e agli avventurosi protagonisti, si rivela invece confuso,
contorto, dispiegando una narrazione difficile da decifrare ed uno
stile registico forzosamente ricercato e invadente.
Cosa ti ha convinto di
questo ruolo così impegnativo ?
![Emma Stone in guepiere per Cabaret [first look] Emma Stone in guepiere per Cabaret [first look]](https://cinefilos.it/wp-content/uploads/2015/12/aloha-film-Emma-Stone-768x411.jpg)
Alla conferenza
stampa di Quando eu era
vivo erano presenti il
regista Marco e il
protagonista Antonio Fagundes. Proprio
perchè il film è in concorso, in questa nona edizione del festival,
nella sezione Mondo Genere la prima
domanda riguarda proprio l’argomento generi e dintorni. Dutra
risponde partendo da un episodio personale: quando noleggiava i
film in videoteca, i VHS erano sistemati su scaffali suddivisi in
base ai differenti generi. Solo successivamente, all’università, ha
appreso la grande differenza tra i film commerciali e d’essai,
distinzione che tutt’ora è molto forte in Brasile. Con i suoi film,
il regista cerca di utilizzare i codici stilistici di ogni singola
categoria cinematografica per abbattere qualunque barriera o
distinzione formale possa impedire ad una pellicola di avere
successo- ma soprattutto una distribuzione- anche all’estero.
Il film è una sorta di
gemello del fumetto, presentandosi come una rilettura macabra della
parabola del figliol prodigo che torna a casa dal padre e cerca di
scoprire un passato sepolto.

Nel lavoro di
documentazione, avete tenuto conto anche degli addetti e degli
esperti?
Il Premio
Oscar Angelina Jolie dirige e
produce Unbroken, un dramma epico
che racconta l’incredibile storia dell’atleta olimpionico ed eroe
di guerra, Louis “Louie” Zamperini (Jack
O’Connell), che insieme ad altri due membri
dell’equipaggio, è riuscito a sopravvivere su una zattera per 47
giorni, in seguito ad un disastroso incidente aereo durante la
Seconda Guerra Mondiale, per poi essere catturato dalla Marina
giapponese e spedito in un campo di prigionia.