Come sappiamo, Guardiani della
Galassia sarà ovviamente ambientato nella
galassia, appunto. Ma prima di andare nello spazio profondo, il
film avrà quasi certamente un prologo ambientato sulla Terra, in
cui incontreremo il piccolo Peter Quill, non ancora Star Lord, che
vive con sua madre. Laura Haddock, attrice che
interpreta proprio la madre di Quill, ha commentato il suo ruolo
nel film.
“E’ stato fantastico lavorare
con James
Gunn. Ha lavorato a questo grande sci-fi dando tanto spazio ad
ogni attore che lavorava con il green screen, così da permettere
loro di crearsi un universo personale, credo. E’ abbastanza
difficile lavorare con il green screen, ma la storia è così ben
piantata a terra e concreta che le cose sono state rese più facili.
James ha voluto che la prima volta che ci incontrassimo, io e il
resto del cast, fosse davanti alla camera, così da poter registrare
una reazione di sorpresa completa e autentica.”
E’ probabile che questo trucco
della “sorpresa” del primo incontro, James Gunn
l’abbia usato tra Laura Haddock e Michael Rooker,
che nel film interpreta Yondu, un alieno blu che diventa una sorta
di padre adottivo per il giovane Quill. Qui i dettagli del
rapporto trai due personaggi.
Trama: L’audace esploratore Peter
Quill è inseguito dai cacciatori di taglie per aver rubato una
misteriosa sfera ambita da Ronan, un essere malvagio la cui
sfrenata ambizione minaccia l’intero universo. Per sfuggire
all’ostinato Ronan, Quill è costretto a una scomoda alleanza con
quattro improbabili personaggi: Rocket, un procione armato; Groot,
un umanoide dalle sembianze di un albero; la letale ed enigmatica
Gamora e il vendicativo Drax il Distruttore. Ma quando Quill scopre
il vero potere della sfera e la minaccia che costituisce per il
cosmo, farà di tutto per guidare questa squadra improvvisata in
un’ultima, disperata battaglia per salvare il destino della
galassia.
“Sapevo che il personaggio era
parecchio figo, e sapevo che in sceneggiatura avevano fatto un buon
lavoro ma non avevo idea di quello che avevano intenzione di fare
con gli effetti speciali.” A parlare è Evan
Peters in merito al suo ruolo di Quicksilver in
X-Men
Giorni di un futuro passato. “Non avevo mai fatto
nulla di simile, ho girato le scene e mi hanno detto poi che
sarebbero state davvero belle dopo la post produzione. Sono molto
felice che il risultato sia piaciuto così tanto.”
“Sono cresciuto
guardando i film degli X-Men – ha continuato Peters – e
quando mi sono trovato Hugh Jackman davanti come Wolverine ero un po’
nervoso. Sono stati davvero simpatici e carini con me (Hugh,
James McAvoy e Nicholas Hoult).”
“Ho cercato di trovare la giusta
attitudine per il personaggio, non volevo che fosse troppo folle o
tipo un caffeinomane, ma è stato sulle sue qualità di malandrino
che abbiamo lavorato io e Bryan. E’ più veloce della legge. E
questa cosa gli permette di farla franca in ogni occasione. Bryan
Singer mi chiamò e mi disse che era fan di American Horror Story e che mi voleva
per un ruolo. Mi è tipo esplosa la testa, perchè faccio
continuamente audizioni e nessuno mi prende, ed ecco che mi
chiamano per un ruolo bello e pronto: Quicksilver in X-Men. Mi sono
detto ‘cosa diavolo sta succedendo? è magnifico!’ Penso che in
tutto siano stati otto o nove giorni di riprese in due sessioni
differenti.”
Riguardo all’ormai celebre scena
della cucina, Evan Peters ha detto che si è
trattato di una scena molto fisica, nella quale ha riportato anche
un paio di contusioni. “E’ stato davvero divertente, nella
scena dell’ascensore io e Fassbender abbiamo un po’ improvvisato.
E’ davvero un tipo cool. Nella cuicna invece p stato tutto molto
tecnico. C’erano un sacco di camere per la motion capture e io ho
girato con una camera fantasma che riprendeva in super slow motion.
La stanza era più luminosa di una giornata di sole. E c’erano
questi quattro ragazzi con gli occhi apperti che facevano finta di
essere immobili, come congelati. E io correvo intorno a loro
facendo finta di muoverli.“
E’ probabile che vedremo Quicksilver
di nuovo all’opera in X-Men Apocalypse,
almeno stando a quello che ha dichiarato Simon
Kinberg, intanto Evan Peters si gode il successo,
confessando: “Sono felice come un bimbo in un negozio di
caramelle. Sono così felice di far parte di questa cosa. Hugh
Jackman ha detto che è andato a vedere il film con il pubblico, in
mezzo alla folla. Credo che lo farò anche io questa
settimana.”
Agli spettatori che non hanno ancora
visto il film consigliamo quindi di tenere gli occhi aperti! Magari
vi ritrovata accanto Quicksilver in carne e ossa!
Tutti conosciamo e amiamo (chi
più chi meno) Kevin Smith, personaggio irriverente
e particolarmente border line nell’ambito del cinema hollywoodiano
in senso stretto. Il regista ha di recente espresso la sua opinione
su Batman v Superman Dawn of
Justice, facendo prima di tutto una considerazione
sul titolo del film, e dicendo ad alta voce una cosa che
probabilmente tutti ci domandavamo:
“Non so perchè Batman v
Superman. Perchè hanno tolto la ‘s’? Non saprei, anche se
onestamente credo che tutti i fan dei fumetti del pianeta, e
soprattutto i fan della DC, volevano vedere un Batman/Superman:
World’s Finest.”
Sul film in generale:
“Stanno ovviamente cominciando qualcosa di grande, c’è un
tratto univoco in questi film, e questo sarebbe l’inizio della
Justice League, cosa che tutti sospettavamo
dopo aver sentito il cast. In pratica noi diciamo ‘ questo è
l’inizio di un film sulla JL’ Da quello che ho capito fino ad ora,
non è più un sequel di Superman, e non ci sarà un sequel per questo
film, ma è come se stessero costruendo un universo film dopo film,
e la cosa culminerà tra cinque o sei film con una grande storia
sulla JL.”Cosa ve ne pare come ragionamento? Può avere un
fondo di verità?
Le riprese
di Batman v Superman Dawn of
Justicesi stanno svolgendo nei Michigan
Motion Picture Studios e in location in giro per
Detroit, Michigan ,Illinois, Africa, e il Sud
Pacifico.
Guarda il Trailer italiano del film
Le origini del male, un film
di John Pogue con Jared
Harris, Sam
Claflin, Olivia Cooke, Erin Richards, Rory
Fleck-Byrne, che arriverà in sala
il 26 giugno con Key Films.
LE ORIGINI DEL
MALE narra la storia vera di un gruppo di
studenti di Oxford di cui non si hanno più notizie dal 1974, quando
tentarono un esperimento per curare una ragazza affetta da un male
inspiegabile. Le videoriprese amatoriali che avevano girato
sono state nascoste per anni: oggi, a quarant’anni di distanza,
finalmente sappiamo ciò che scoprirono.
Per la prima volta al cinema il
pubblico potrà assistere a un‘esperienza cinematografica oltre ogni
immaginazione che li condurrà a una verità sconvolgente.
Da questo episodio di cronaca, che
finalmente ha una spiegazione, prende spunto un esperimento
condotto da un gruppo di parapsicologi canadesi, noto come “The
Philip Experiment”.
Lo scopo dell’esperimento era
quello di entrare in contatto con un fantasma. Per farlo, i
ricercatori dovevano creare l’identità spirituale e renderla il più
reale possibile. Così si riunirono e cominciarono ad inventare un
background concreto: diedero un nome allo spirito (Philip) e
ricrearono i dettagli della sua intera vita e delle azioni che
avevano portato alla sua tragica morte.
Dopo aver creato l’atmosfera
adatta, che ricordava il periodo storico in cui era vissuto Philip,
le sedute cominciarono. Dopo un paio di settimane, Philip entrò in
contatto con i ricercatori. Le sue manifestazioni non erano in
forma fisica, ma il fantasma segnalava la sua presenza alzando il
tavolo e facendolo scivolare da destra a sinistra.
Ma dal momento che Philip era solo
un’identità inventata, a chi apparteneva lo spirito che si era
manifestato durante l’esperimento?
Mancano solo 3 giorni al fischio di
inizio: da giovedì 29 maggio le platee di tutta Italia si
scalderanno all’urlo di Goool! In questa nuova e divertente
clip vediamo l’arrivo dei “cattivi” sulle celebri note della
Cavalcata delle Valchirie di Wagner (in cui i cinefili
riconosceranno certamente la citazione di Apocalypse Now) che per
volere di Grosso si apprestano a costruire un mega-stadio nel
villaggio di Amadeo.
Nel frattempo Amadeo,
supportato dall’amica di sempre Laura, cerca volontari per creare
la squadra del Pueblo e sfidare gli Assoluti (Galacticos)
capitanati proprio dal super campione Grosso in una vera partita di
calcio: in palio il futuro del villaggio dei suoi abitanti e
naturalmente di Amadeo. Chi accetterà di entrare nella squadra del
Pueblo?
Macbeth. Dal
capolavoro di William Shakespeare, un adattamento cinematografico
di grande impatto visivo – dai produttori de Il Discorso del re –
con il candidato Oscar Michael Fassbender ed il premio Oscar Marion
Cotillard. Regia di Justin Kurzel.(DA STUDIO CANAL)
Il nostro traditore
tipo. Dal best seller di John le Carrè,
un thriller di grande respiro con Ewan McGregor, Stellan Skarsgard, Damian Lewis e Naomi Harris. Sceneggiatura di
Hossein Amini (Drive) e regia di Susanna White.(DA STUDIO
CANAL)
Always on my mind.
Una commedia sulle sfumature della vita, interpretata dalla
candidata Oscar Glenn Close, e dal candidato Oscar Nick Nolte e
dalla candidata Oscar Laura
Dern. Regia di Chris D’Arienzo (Rock of Ages). Colonna sonora
di Elton John.
(DA
HANWAY)
FreeHeld. Storia
d’amore, amicizia e lotta per il riconoscimento dei diritti civili.
Tratto da una storia vera, con la candidata Oscar Julianne Moore,
la candidata Oscar Ellen Page (anche produttrice del film) e Zach
Galifianakis (Una notte da leoni). Regia di Peter Sollett.(DA
BANKSIDE)
Kevin Costner è Ethan Renner,
una spia internazionale che decide di abbandonare una vita vissuta
sul filo del rasoio per riallacciare i rapporti con moglie e
figlia, tenute sempre a debita distanza per allontanarle dai
pericoli connessi al suo lavoro. Prima però dovrà portare a termine
un’ultima missione, anche se questo significherà dover trovare un
equilibrio tra i due compiti più difficili che gli siano mai stati
assegnati: catturare il terrorista più pericoloso al mondo e
proteggere la figlia adolescente.
Koch Media
torna dal Festival di Cannes, da poco
conclusosi, con nuove acquisizioni che vanno ad ampliare
ulteriormente il suo listino cinematografico per il 2014/2015. Si
tratta di “Asterix e il Regno degli Dei”, la
trasposizione animata del diciassettesimo albo della serie, ed il
primo film completamente realizzato in CG 3D, Wild
Card, di Simon West con Jason Statham, Sofía Vergara, Stanley Tucci e Milo Ventimiglia,
You’re not You di George C. Wolfe con Hilary Swank e Josh Duhamel, due nuovi progetti
dalla casa del terrore BlumHouse ovvero Sinister 2
di Ciaran Foy e scritto da Scott Derrickson e
Viral di Henry Joost, Ariel Schulman,
Everly di Joe Lynch con Salma Hayek,
Somnia, nuovo film di Mike Flanagan regista di
Oculus con Kate Bosworth, Thomas Jane, e Heart Beat
3D Il nuovo film dal creatore di Step Up e Save the last
Dance.
ASTERIX E IL REGNO DEGLI
DEI
Asterix, Obelix e compagni tornano,
in questa nuova pellicola d’animazione, con una nuova avventura; la
prima realizzata completamente in computer grafica 3D.
Si tratta della trasposizione
animata del diciassettesimo albo della serie e racconta di un nuovo
pericolo che incombe sui Galli. Privandoli della loro principale
risorsa, il bosco, e nel tentativo di indebolirli e “civilizzarli”,
Cesare decide, infatti, di costruire proprio fuori dal loro
villaggio una zona residenziale per nobili romani chiamata “il
regno degli Dei”. I quali naturalmente vanno al villaggio per
rifornirsi, alterando così abitudini ed equilibri. Tra tutti solo
Panoramix, Asterix ed Obelix si accorgono del pericolo e come
sempre toccherà ai nostri eroi salvare la situazione. Il film sarà
diretto dall’ex animatore Pixar, Louis Clichy e
dall’attore e regista Alexandre Astier.
WILD CARD
Questo action thriller racconta la
storia di Nick Wild (Jason Statham), un giocatore d’azzardo, in
riabilitazione, che decide di dedicare la sua vita alla protezione
delle persone coinvolte nel difficile mondo del gioco d’azzardo
come “chaperon”. Il suo lavoro giornaliero passa in secondo piano
quando una sua amica viene brutalmente picchiata da un pericoloso
gangster. Basato sull’omonimo romanzo di William Goldman del 1985 e
remake del film “Heat” del 1986 con Burt Reynold è il nuovo action
movie di Simon West regista di Con Air, Lara Croft ed I Mercenari
2
YOU’RE NOT YOU
Il film racconta la storia di Kate
(Hilary Swank), una trentenne affermata la cui vita perfetta viene
improvvisamente stravolta quando le diagnosticano una devastante e
incurabile malattia: la SLA.. Kate e suo marito Evan (Josh
Duhamel), nella ricerca di un assistente a tempo pieno perKate, si
imbattono in Bec (Emmy Rossum), una studentessa di college che ha
risposto impulsivamente all’annuncio pur non avendo la minima
esperienza. Nonostante Bec sia una persona confusionaria ed
incapace di creare stabili relazioni sentimentali e professionali,
Kate vede qualcosa di speciale in lei e la sceglie come suo “angelo
custode”. Una strana relazione tra due donne completamente diverse
che si trasforma in una grandissima amicizia che trascende i
confini della malattia.
SINISTER 2
Il secondo capitolo del film, oltre
85 milioni di BO nel mondo, riporta in scena il mito del Bughuul e
dei suoi efferati omicidi. In un nuovo tentativo di fermare la
furia assassina della divinità pagana, altre famiglie dovranno fare
i conti con momenti di grande inquietudine e terrore.
VIRAL
In seguito ad un’epidemia che ha
contagiato tutti gli abitanti della città, una ragazza dovrà
documentare la vita della sua famiglia messa in quarantena e
cercare di proteggere la sorella infetta. Il film segna il ritorno
alla regia di un film di genere di Henry joost ed Ariel Schulman,
registi di Paranormal Activity 3 e Paranormal Activity 4 ed
ideatori e conduttori della serie Tv Catfish: False Identità in
onda su MTV.
EVERLY
Una donna rimasta senza soldi né
fortuna, si ostina a stare chiusa nel suo appartamento. Bloccata
tra le mura di casa, deve affrontare orde di assassini mandati dal
suo ex fidanzato, un pericoloso capo della mafia.
SOMNIA
Un horror psicologico che vede
nuovamente lavorare insieme la Sackhoff e Flanagan dopo
Oculus. Un orfano vede i propri sogni manifestarsi
fisicamente mentre dorme. Il film esplora i legami duraturi tra
genitori e i figli ed è scandito da sequenze di intenso terrore
viscerale che solo la fantasia di un bambino potrebbe evocare.
HEART BEAT 3D
Dopo il successo del franchise di
Step Up e Save the Last Dance, Duane Adler torna
a farvi ballare con una nuova romantic comedy musicale che mixa il
ritmo di Hip Hop alla tradizione indiana.
“Torniamo dal Festival di
Cannes davvero molto soddisfatti”, commenta Umberto
Bettini, Country Manager Koch Media Italia. “Il nostro
listino 2014/2015 si arricchisce di titoli davvero importanti e,
soprattutto, capaci di soddisfare gusti molto diversi. Si va dai
film d’animazione agli horror, dalle pellicole d’azione ai film
drammatici. Con un occhio sempre puntato sulla qualità abbiamo
selezionato il giusto mix di offerta che va ad integrare, in
maniera assolutamente coerente, la nostra line up per i prossimi
mesi che già includeva due titoli che sono stati accolti
positivamente da critica e pubblico a Cannes come The Rover e The
Disappearance of Eleonor Rigby. Koch Media si conferma, quindi,
sempre più pronta a rispondere alle esigenze del pubblico e un
player sempre più presente sulla scena cinematografica
italiana”.
Gods of
Egypt è diretto da Proyas e si basa su una
sceneggiatura scritta da Proyas, insieme
a Matt Sazama e Burk Sharpless. La
pellicola racconterà la storia di un comune ladro che si unirà
ad Horus (Nikolaj Coster-Waldau), Dio del Cielo e
alla Dea dell’Amore Hathor per vendicare la morte del loro
padre Osiride: Rush avrà il ruolo di Ra, Dio del sole e padre di
Set e Osiride, mentre Butler sarebbe in trattative per
interpretare lo stesso Set, dio del deserto, delle tempeste e
degli stranieri.
Per Proyas non è la prima
incursione nell’Olimpo delle divinità: nel 2010 era stato infatti
annunciato che il regista avrebbe diretto Paradise Lost, pellicola
tratta dall’omonima opera di John Milton, ma nonostante il casting
fosse già stato completato e fossero stati avviati i primi screen
test in CGI, dati gli esorbitanti costi l’intero progetto venne
infine abbandonato. Gods of
Egyptarriverà nelle sale cinematografiche il 12
febbraio 2016.
Danny Caputo, giovane jazzista
italiano, arriva all’appuntamento più grande della sua carriera,
l’esibizione in mondovisione al Bluestone per l’appuntamento del
The Jazz Solo Award. Nell’attesa che precede la performance, Danny
nel backstage viene avvicinato da persone che chiedono di lui e dai
ricordi che portano con sé, questi metteranno in luce la sua
ossessione, il jazz e le donne, in cui cerca costantemente la
perfezione.
Assolo
rappresenta l’esordio cinematografico per il regista teatrale
Massimo Piccolo, qui in veste anche di
sceneggiatore della storia, che attraverso l’escamotage delle ansie
pre spettacolo di un debuttante, propone un insolito intreccio che
trova nel tempo filmico un interessante spunto narrativo. La storia
sposa lo spirito con cui nasce il jaz, la sporcatura e la
casualità, per poi utilizzare l’elemento temporale del cinema per
comprimere, espandere, ripetere e modificare scene-frammenti che
saranno la base della storia che mescola le tecniche di montaggio e
le voci degli autori, quello interno onnisciente e quello del
protagonista, richiamando così quel tipo di manipolazione e
contaminazione dell’immagine che riescono a mostrarci più piani
contemporaneamente. Il tema centrale della storia riesce a
sorvolare questo complesso flusso di coscienza che ha Denny nei
cinquanta minuti precedenti al debutto e tratteggiare un uomo
ossessionato dalla sua passione di artista e di uomo, alla ricerca
della perfezione nell’arte così come nella vita privata che lo
porterà a una verbosa analisi di coscienza nonché ad una
rivelazione su come cambiare la sua vita.
La storia seppur ricca di premesse
viene sottratta in attenzione e spessore in alcuni elementi che
tolgono il disincanto allo spettatore, senza trascinarlo in questo
flusso aleatorio. La messa in scena minimalista, segnata
dall’ottima fotografia di Valentina Caniglia,
rende il backstage uno spazio fin troppo surreale privo di punti di
riferimento che fanno apparire la struttura un po’ macchinosa. Così
come le belle composizioni al pianoforte di Claudio
Passilongo che riempiono la scena fino a diventare
evidentissimi in diversi segmenti sottraendo così la bellezza della
parola recitata e dei suoi tempi di battuta che un bravo
Antonio de Matteo si prende per poter dare vita
alle riflessioni del suo personaggio. Giovanissimo ed esordiente il
resto del cast su cui primeggia Adriana Cardinale
per le canzoni che ci accompagnano per una buona parte del
film.
Assolo
dimostra un’ottima idea di sceneggiatura che purtroppo nella messa
in scena non è riuscita a trovare il suo giusto spazio, a volte
messa da parte da alcuni elementi di disturbo, ma che comunque pone
uno sguardo nuovo e insolito per il panorama del cinema
italiano.
La strage di Bologna
del 2 agosto 1980, che costò la vita a 85 persone, così come le
figure di Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, terroristi dei
N.A.R. condannati per la strage, non erano mai stati al centro di
un lungometraggio. Ci ha pensato Giorgio Molteni – autore di
diversi film, ma noto soprattutto per aver diretto numerose fiction
(tra cui La squadra 1, Un posto al
sole, Centovetrine) – assieme a Daniele
Santamaria Maurizio. L’intento è senz’altro lodevole, specie ora
che qualcosa sembra muoversi riguardo al segreto di Stato, che
potrebbe far luce sui mandanti della strage, ancora ignoti. I mezzi
sono quelli di un film autoprodotto. Ma ciò può bastare a
giustificare le manchevolezze di questo lavoro? Purtroppo no.
Innanzitutto, non viene fatta una
precisa scelta stilistica: ci si muove fra la cinematografia di
genere (un po’ poliziottesco anni ‘70, un po’ melò romantico anni
’80), i film per adolescenti, la fiction tv e il vero dramma, la
scelta stilistica più appropriata, ma che non riesce a imporsi.
Evidente comunque l’indirizzo verso un pubblico giovane e
giovanissimo.
Conseguenza di questa scelta,
dell’intento che i registi hanno definito “didascalico”,
divulgativo, ma che possiamo dire anche commerciale, è la
semplificazione, non solo di una trama complessa – la parabola
criminale di Fioravanti e Mambro, il legame tra terrorismo di
destra, servizi segreti deviati e massoneria – ma un eccessivo
semplicismo nel soggetto. I protagonisti Giuseppe Maggio
(Alverio Fiori), Marika Frassino
(Antonella de Campo), Lorenzo De Angelis
(Tiziano Furlani), liberamente ispirati a
Fioravanti, Mambro e Ciavardini, sembrano e restano per lo
spettatore più una banda di teppisti anche piuttosto sprovveduti,
che un gruppo terroristico di cui plausibilmente si possano servire
P2 e servizi segreti deviati.
Anche la sceneggiatura – di Fernando
Felli, all’esordio – ha evidenti limiti: i dialoghi non paiono
convincenti ma stereotipati, il lessico desueto, o poco appropriato
a personaggi e situazioni, o retoricamente enfatico.
Le interpretazioni certo ne
risentono e senza dubbio non si trattava di prove facili, specie
per attori giovani come Giuseppe Maggio. L’impostazione televisiva
si sente e la sensazione della messa in scena resta alta, frenando
un vero coinvolgimento anche da parte dello spettatore. In
particolare, l’esordio della lucana Marika Frassino non
convince.
Questi elementi penalizzano molto il
prodotto, che è comunque più adatto al piccolo schermo. Coi mezzi a
disposizione ci si sarebbe forse potuti “accontentare” di
confezionare un onesto film di genere, piuttosto che avventurarsi
ad affrontare una delle pagine più drammatiche della nostra storia,
e dunque cinematograficamente molto impegnativa. Intento senza
dubbio nobile, ma il risultato non può considerarsi
soddisfacente.
Ieri
sera si è svolta l’anteprima all-fashion e milanese del nostro
film Maleficent, in arrivo nelle sale italiane dal 28 maggio in
circa 700 copie. Per una sera, il Teatro Vetra di Milano, uno dei
più importanti templi della moda, si è trasformato nelle terra
incantata dimora dell’affascinante Malefica e di tutte le
misteriose creature della foresta.
https://www.youtube.com/watch?v=lrjIgjw4P_I
Daniel Frigo,
presidente e amministratore delegato di The Walt Disney Company
Italia, ha dichiarato: “Il mondo del cinema è solito
intrecciarsi con il mondo del fashion specie in produzioni
tipicamente fantasy come Maleficent, un film che
porta alla ribalta una delle villain più affascinanti dell’universo
disneyano e che solo la bellezza misteriosa della bravissima
Angelina Jolie poteva riflettere con tanta
seduzione. Siamo molto lieti di celebrare questo suggestivo
sodalizio tra cinema e fashion proprio nella città griffata per
eccellenza: Milano, alla presenza di un parterre di celebrities e
di grandi talenti del mondo della creatività italiana”.
Moltissime le
celebrities che hanno reso omaggio alla magia del film e della
straordinaria interpretazione di Angelina Jolie. Cristina
Chiabotto, Anna Dello Russo, Guido Bagatta, Anna Safroncik, Giusy
Ferreri, Alvin e Syria sono solo alcuni dei volti noti dello
spettacolo che, accompagnati dalla seducente voce di Luca Ward, si
sono lasciati avvolgere dall’atmosfera gothic glamour ispirata
a Maleficent.
Tra gli special
guest della serata, Chiara Ferragni. La famosa autrice di “The
Blond Salad” (http://www.theblondesalad.com)
seguito da milioni di follower appassionati di moda e tendenze, ha
percorso il black carpet con la sua nuova limited edition, un nuovo
modello di slippers realizzato per l’occasione e ispirato alla
leggendaria strega del classico animato Disney del 1959 La
Bella Addormentata nel Bosco. Durante la serata, Chiara ha
donato un paio di slippers della sua limited edition a Medicinema*,
l’associazione sostenuta da tutti noi di Disney Italia e che ha
l’obiettivo di portare sollievo a tutti coloro che vivono
un’esperienza ospedaliera grazie all’intrattenimento (www.medicinema-italia.org).
Nel cast di Maleficent oltre
alla Jolie anche Sharlto Copley, Elle
Fanning, Sam Riley, Imelda Staunton, Juno
Temple e Lesley Manville.
Disney presenta Maleficent
con l’affascinante attrice premio Oscar
Angelina Jolie nel ruolo della protagonista, la
spaventosa e potente strega che nel 55° anniversario della sua
comparsa sul grande schermo, nel lungometraggio di
animazione La Bella Addormentata nel Bosco, è ancora
il personaggio più amato tra i cattivi Disney.
“Maleficent racconta la storia
di una delle villain più amate dell’universo Disney, antagonista
della favola La bella addormentata nel bosco del 1959. Affascinante
donna dal cuore gentile, la bellissima Maleficent ha vissuto a
lungo in un bosco incantato circondata da pace e armonia, fino a
quando un squadra di invasori non ha messo a repentaglio la
tranquillità del suo regno. Maleficent si trasforma così nella più
cattiva guardiana del suo universo, subendo un terribile tradimento
che tramuterà il suo cuore benevolo in un cuore di pietra. Accecata
dalla sete di vendetta, Meleficent inizierà una leggendaria
battaglia contro il successore del re invasore, gettando una
maledizione sulla figlia Aurora. Col passare del tempo, la strega
di renderà conto che la giovane custodisce la chiave per la
salvezza del suo regno e forse anche quella per ritrovare l’ormai
perduta serenità.”
Andrà a Carlo Verdone il Premio alla carriera
dell’Italian Contemporary Film Festival 2014, il
Festival che ogni anno promuove in Canada il meglio del cinema
contemporaneo di origine italiana. Una manifestazione che nasce con
l’obiettivo di diffondere in Canada la rilevanza sociale e
culturale del cinema italiano proveniente da tutto il mondo.
Protagonista indiscusso sarà, quindi, il cinema italiano: per nove
giorni nelle città di Toronto, Vaughan, Hamilton,
Montreal e Quebec
City verranno proiettate ben 65 pellicole tra
lungometraggi, corti e documentari in lingua originale con
sottotitoli in inglese. In calendario, incontri con registi, attori
e dibattiti con diversi esperti del settore.
Ad aprire la kermesse, presentata
da IC Savings e con partner ufficiali il
TIFF Toronto International Film Festival e l’Istituto Italiano di
Cultura, sarà un altro maestro del cinema
italiano, Giuseppe Tornatore con la
proiezione del suo ultimo film La migliore
offerta.
L’ultimo film di Carlo
Verdone, Sotto una buona stella, sarà
proiettato per la prima volta a Toronto il 19 giugno al TIFF Bell
Lightbox. Verdone sarà presente nella serata di chiusura al Palazzo
del Cinema sede del Toronto International Film Festival. In
quell’occasione, l’attore e regista verrà omaggiato per i numerosi
lavori e successi, tra cui l’ultima interpretazione nel
film La grande
bellezzadi Paolo Sorrentino, vincitore
del Premio Oscar come miglior film straniero.
Il Festival sarà impreziosito per
la sua terza edizione dall’anteprima
mondialeda 2047 – Sights of
Death. Direttamente dai set hollywoodiani gli
attori del cast, nonché stelle del
cinema internazionale, Stephen
Baldwin e Danny
Glover calcheranno il red carpet della prestigiosa
sede del TIFF Bell Lightbox il 13 giugno a Toronto, dove sarà
proiettato il filmper la prima volta in assoluto, insieme
ai produttori Andrea Iervolino e
Monika Bacardi, co-fondatori della
holding Ambi Pictures, entrambi con
all’attivo decine e decine di produzioni di successo. Tra le
pellicole scelte che verranno proiettate durante
il Festival,Come il
ventodi Marco Simon Puccioni con
l’attrice Valeria Golino, un’altra pellicola di Ambi
Pictures.
Tra gli ospiti attesi alla
manifestazione, che si terrà dal 12 al 20
giugno, il regista Paolo
Genovese e Vittoria Puccini, per la
presentazione di Tutta colpa di
Freud, Enrico Brignano protagonista
del film di Alessio Maria Federici Stai lontana da
me, in anteprima in Nord America,
e Martina Stella che
riceverà un premio.
Tra le commedie made in Italy
proiettate al Festival e per la prima volta assoluta in Nord
America ancheUn boss in
salotto di Luca Miniero con Paola Cortellesi, Una
piccola impresa meridionale di Rocco
Papaleo, Amiche da morire, di
Giorgia Farina con Claudia Gerini e La mossa del
pinguino di Claudio Amendola. A impreziosire
ulteriormente l’ampia e vivace selezione dell’edizione di
quest’anno, le anteprime canadesi de La mafia
uccide solo d’estate, il debutto alla regia di
Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif,
e Nottetempodi Francesco
Prisco.
“L’ICFF è una vera e propria
vetrina della declinazione multiforme del cinema italiano e
dell’italianità – ha commentato Cristiano de
Florentiis, direttore artistico del Festival – e
rappresenta un tassello importante in un paese che ha fatto del
mosaico multiculturale l’anima della propria identità
nazionale.”
Il pubblico potrà votare il miglior
film, determinando il vincitore del People’s Choice
Award, il premio al lungometraggio più apprezzato in
platea, che si aggiudicherà una preziosa statuetta ideata e
realizzata dal celebre scultore Silvio Mastrodascio. Per i film in
concorso nella categoria cortometraggi, in palio un premio del
valore di 1000 dollari. Ulteriori riconoscimenti saranno assegnati
sia dai critici dell’associazione Toronto Film Critics
(FIPRESCI) che dall’IC Savings, che premierà la
pellicola che meglio rappresenta e promuove i valori sociali e
culturali della comunità italo-canadese. Il Festival, infatti, non
a caso si svolge a giugno, mese in cui in Ontario si celebra il
patrimonio culturale italiano.
I NUMERI DEL
FESTIVAL:
– 9 giorni di programmazione dal 12
al 20 giugno
– 65 pellicole in programmazione: 28
lungometraggi, 37 cortometraggi
– 10 anteprime in Nord America, 3
anteprime mondiali, 3 canadesi, 1 internazionale
LE LOCATION DEL
FESTIVAL:
– Toronto (Tiff Bell Lightbox,
Bloor Hot Docs, Isabel Bader Theatre)
– Vaughan (Colossus Theatre,
Silver City Richmond Hill)
– Montreal (Cinémathèque
Québécoise, Centro Leonardo Da Vinci)
– Quebec City (Le Clap, Musée
de la Civilisation)
– Hamilton (HWT Centre)
Max
Steel, il personaggio creato dalla Mattel nel 1999 e
diventato in pochi anni una delle action figure più amate e vendute
al mondo, arriva finalmente sul grande schermo nel primo
attesissimo film live-action. Scritto da Christopher
Yost (Thor: The Dark world), diretto da
Stewart Hendler (Halo 4), il film si
avvale di una troupe tecnica e artistica di altissimo livello, che
ha seguito tutti i più importanti film Marvel degli ultimi anni.
La storia di Max
Steel, supereroe nato dall’unione dei poteri del
sedicenne Max McGrath con quelli del suo alter ego alieno Steel,
approda al cinema grazie alla Dolphin Film, che ha acquisito i
diritti cinematografici dalla Mattel, una delle più grandi case
produttrici di giocattoli (la stessa che ha lanciato Barbie, Big
Jim e le Hot Wheels).
Max
Steel, una delle property di maggiore successo nel segmento
toys in Italia, sarà distribuito da Lucky Red nel
2015. Protagonista del film Ben Winchell nei
panni di Max McGrath. Ad affiancarlo Ana
Villafañe, Andy Garcia e Maria Bello.
Arriva online il video integrale
della conferenza stampa tenuta da Quentin Tarantino durante la
67esima edizione del Festival di Cannes in occasione
dei 20 anni di Pulp Fiction. Durante la
conferenza, il regista si è lasciato andare a commenti sul digitale
e sui alcuni colleghi registi, rivelando anche un alcune nuove
indiscrezioni su The Hateful Eight. Ecco
le dichiarazioni del regista:
“Attualmente sto ancora
scrivendo la seconda bozza della sceneggiatura – ha detto
Tarantino in merito a The Hateful Eight – Poi ne
realizzerò una terza. Forse lo girerò, forse lo pubblicherò
soltanto; forse lo porterò a teatro perché capirò che solo lì può
funzionare davvero bene. Forse, invece, farò tutte e tre le
cose”.
Sul digitale, invece, il regista si
è così espresso: “Penso che le proiezioni digitali e le riprese
in digitale siano la morte del cinema, almeno del cinema per come
lo intendo io. Ormai non si tratta più di scegliere se girare un
film in digitale o su pellicola. E’ già allarmante di per sè il
fatto che la maggior parte dei film non siano neanche presentati in
35mm. Sembra che le cose vadano bene, ma in realtà il cinema è
morto”.
Per finire, una velata critica ad
alcuni suoi colleghi registi: “Non capisco quei registi che
ammettono di non rivedere i loro film per paura poi di trovarci
tantissimi errori. Mi chiedo come facciano questi registi a fare
questo mestiere allora. Se fosse un problema per me rivedere i miei
lavori, allora credo che cambierei mestiere. Mi dispiace per queste
persone. Forse le loro vite non sono come in realtà vorrebbero che
fossero”.
Guarda il Trailer italiano del
film Synecdoche New
York, l’opera prima di Charlie Kaufman,
sceneggiatore candidato all’Oscar per Essere John
Malkovic e premio Oscar per Eternal
Sunshine of the Spotless Mind,debutta dietro la macchina da prese dirigendo un
cast d’eccezione composto da Philip Seymour Hoffman,
Samantha Morton, Michelle Williams, Catherine Keener, Emily Watson,
Dianne Wiest, Jennifer Jason Leigh e Hope
Davis.
Dopo una lunga
battaglia legale che ne ha impedito la distribuzione in Italia, il
19 giugno esce finalmente nelle sale il film di Charlie Kaufman
“Synecdoche, New York”.
Bim Distribuzione è orgogliosa
di distribuire l’opera prima dello sceneggiatore culto di film come
Essere John Malkovich, Confessioni di una mente
pericolosa, premio Oscar per la sceneggiatura di Se mi lasci
ti cancello, rendendo omaggio al suo attore protagonista: Philip
Seymour Hoffman, dopo la sua recente e prematura
scomparsa.
Il film,
presentato al Festival di Cannes e successivamente ad
altri prestigiosi festival internazionali, ha ricevuto un grande
consenso da parte della critica. Il Time Magazine lo ha definito un
“film miracoloso”, Variety “profondo e caloroso”, The Guardian
“surreale, acuto, unico”.
Al centro della storia ci sono
le vicende di Caden Cotard (interpretato da Philip Seymour
Hoffman), regista teatrale frustrato, afflitto da una misteriosa
malattia e ossessionato dal timore della morte. Lasciato dalla
moglie che intende proseguire la sua carriera come pittrice, Caden
tenterà una breve relazione con una donna, prima che la sua vita
inizi misteriosamente a trasformarsi.
Attorno al protagonista Philip
Seymour Hoffman il cast si compone di grandi attori come Samantha
Morton, Michelle Williams, Catherine Keener, Emily Watson, Dianne
Wiest, Jennifer Jason Leigh, Hope Davis, Tom Nooan.
Il film verrà presentato al
prossimo festival di Taormina.
“Synecdoche, New
York è forse il film più inventivo e personale dell’attore
americano di maggior talento e risorse espressive degli ultimi
vent’anni ed era incomprensibile non fosse ancora uscito in Italia
– dicono Mario Sesti, Direttore Editoriale e Tiziana Rocca,
General Manager, del Taormina Filmfestival – siamo davvero
felici ed orgogliosi di ricordare Philip Seymour Hoffmann
presentando questo film in anteprima per l’Italia nel nostro
Festival: Taormina e la BIM, in questo modo, realizzano un omaggio
ad un interprete che non vogliamo smettere di amare”
Questa la trama del film
Apes Revolution – Il pianeta delle scimmie: La
crescente nazione delle scimmie guidata da Caesar è minacciata da
una banda di umani sopravvissuti al devastante virus diffuso dieci
anni prima. Raggiunta una fragile pace, essa sarà molto breve,
ed entrambe le parti si troveranno sul’orlo di una guerra che
deciderà quale sarà la specie dominante sulla Terra.
Andy
Serkis ritorna nel ruolo di Caesar. Faranno parte del
cast di
Apes Revolution – Il pianeta delle scimmie anche
Jason Clarke (Zero Dark
Thirty, Public Enemies, The Great
Gatsby),
Gary Oldman (The Dark Knight Rises, The
Harry Potter film series),
Keri Russell (The
Americans, Mission Impossible III), Toby
Kebbell (The Prince of Persia, Wrath of the
Titans, Rock N Rolla), Kodi
Smit-McPhee (Let Me
In, ParaNorman), Enrique
Murciano (Traffic, Black Hawk
Down), Kirk Acevedo (The Thin Red Line)
e Judy Greer (The
Descendants, Three Kings, 13 Going on
30).
Arriva online il trailer italiano
di The Congress, film del 2013 diretto
da Ari Folman (Valzer con
Bashir) con protagonista assoluta Robin Wright, affiancata da
Kodi Smit-Mcphee, Paul Giamatti, Harvey
Keitel e Danny Huston.
Presentato alla 66esima edizione
del Festival di Cannes,
The Congress, proprio come Valzer con
Bashir, mescola il live action all’animazione in rotoscope.
Nel film Robin Wright interpreta se stessa,
un’attrice ormai in declino che, per cambiare le sorti della sua
carriera, decide di cedere alla casa di produzione Miramount i
diritti sulla propria immagine, e diventare così la prima attrice
digitalizzata.
The
Congress uscirà nei cinema italiani il 12
Giugno.
E’ Variety a riportare la notizia
che Le Meraviglie, il film di Alice
Rohrwacher vincitore a Cannes 2014 del
Grand Prix Speciale della Giuria, ha ottenuto un
grande successo ed è stato acquistato per essere distribuito in
diversi paesi esteri. La pellicola uscirà, infatti, in Francia,
Australia, Benelux, America Latina, ex-Yugoslavia, Grecia,
Portogallo, Turchia, Polonia e Taiwan, e a breve verranno
annunciati anche nuove distribuzioni.
Le
Meraviglie di Alice Rohrwacher è al
cinema dal 22 Maggio, distribuito da BiM.
Il film è una produzione tempesta /
Carlo Cresto – Dina con RAI CINEMA. Nel
cast Maria Alexandra
Lungu, Sam Louwyck, Alba Rohrwacher, Sabine Timoteo, Agnese
Graziani e
con Monica Bellucci.
Trama: L’estate di
quattro sorelle capeggiate da Gelsomina, la primogenita, l’erede
del piccolo e strano regno che suo padre ha costruito per
proteggere la sua famiglia dal mondo “che sta per finire”. È
un’estate straordinaria, in cui le regole che tengono insieme la
famiglia si allentano: da una parte l’arrivo nella loro casa di
Martin, un ragazzo tedesco in rieducazione, dall’altro l’incursione
nel territorio di un concorso televisivo a premi, “il paese delle
Meraviglie”, condotto dalla fata bianca Milly Catena.
Più buio di
mezzanotte, opera prima di Sebastiano
Riso, ha ottenuto un grandissimo successo di vendite al
Mercato del Film in occasione del Festival di Cannes 2014. La
pellicola, che è stata presentata alla Semaine de la Critique e che
in italia è stata distribuita da Istituto Luce
Cinecittà, è stata venduta dalla Rai
Trade in Germania, Australia e Polonia. Attualmente sono
in corso le trattative per vendere il film anche in Francia,
Inghilterra, Stati Uniti e Sud America.
Più buio di
Mezzanotte vede protagonisti Davide Capone,
Vincenzo Amato, Lucia Sardo, Pippo Delbono, Carla Amodeo, Sebastian
Gimelli Morosini, Giovanni Gulizia, Gabriele Mannino, Rosario
Raineri, Fabio Grossi e Micaela
Ramazzotti.
Di seguito la trama: Davide non è
un adolescente come gli altri. C’è qualcosa in lui, nel suo
aspetto, che lo fa somigliare ad una ragazza. Davide ha
quattordici anni quando scappa di casa. Il suo istinto, o
forse il destino, lo porta a scegliere come rifugio il parco più
grande di Catania: Villa Bellini è un mondo a parte, che il resto
della città fa finta di non vedere. Il mondo degli emarginati, a
cui appartengono anche La Rettore e il suo gruppo di amici,
coetanei di Davide e come lui scappati dalle rispettive famiglie.
Quando Davide viene accettato in quella famiglia allargata, il
passato da cui stava fuggendo sembra svanire
definitivamente. Fino a quando il passato irrompe nel presente
e a Davide tocca la scelta più difficile, di fronte alla quale si
trova, questa volta senza possibilità di fughe o rinvii, da
solo.
Esordio (quasi) da record a livello
statunitense per X-Men: Giorni di un futuro
passato. Negli USA, infatti, la pellicola ha
incassato 91 milioni di dollari tra giovedì (giorno di anteprime) e
domenica, arrivando a 111 milioni di dollari poi nel week-end, che
comprende la festività del Memorial Day (lunedì). Se
X-Men Conflitto finale mantiene ancora il
record di pellicola sugli X-Men con il miglior esordio in America
(122 milioni di dollari), X-Men Giorni di un futuro
passato detiene il record per il miglior esordio a livello
globale (282 milioni di dollari). Complessivamente, l’ultima
pellicola di Bryan Singer ha incassato 300 milioni
di dollari in tutto il mondo.
Il film X-Men – Giorni di
un futuro passato
La trama di X-Men – Giorni di un futuro passato, tratta
dall’omonimo fumetto del 1981, ripercorre un arco temporale
ambientato in un imprecisato futuro in cui gli USA sono dominati
dalla Sentinelle, mentre i mutanti vivono confinati in campi di
concentramento. Kitty Pride torna indietro nel tempo e impedisce
dal passato che gli eventi precipitino a tal punto da trasformare
la vita dei mutanti del futuro in un inferno di reclusione.
Un Black Carpet
stregato e ricco di sorprese ha accolto le celebrities che hanno
preso parte all’anteprima nazionale del film
Disney Maleficent, in arrivo nelle sale italiane dal
28 maggio in circa 700 copie. Per una sera, il Teatro Vetra di
Milano, uno dei più importanti templi della moda, si è trasformato
nella magica brughiera che nel film è la dimora dell’affascinante
Malefica (Angelina Jolie) e di tutte le creature
incantate.
Daniel Frigo,
presidente e amministratore delegato di The Walt Disney Company
Italia, ha dichiarato: “Il mondo del cinema è solito
intrecciarsi con il mondo del fashion specie in produzioni
tipicamente fantasy come Maleficent, un film che
porta alla ribalta una delle villain più affascinanti dell’universo
disneyano e che solo la bellezza misteriosa della bravissima
Angelina Jolie poteva riflettere con tanta seduzione. Siamo molto
lieti di celebrare questo suggestivo sodalizio tra cinema e fashion
proprio nella città griffata per eccellenza: Milano, alla presenza
di un parterre di celebrities e di grandi talenti del mondo della
creatività italiana”.
Cristina Chiabotto,
Anna Dello Russo, Guido Bagatta, Anna Safroncik, Giusy Ferreri,
Alvin e Syria sono solo alcuni dei volti noti dello spettacolo che,
accompagnati dalla seducente voce di Luca Ward, si sono lasciati
avvolgere dall’atmosfera gothic glamour ispirata
a Maleficent.
Tra gli special
guest della serata, Chiara Ferragni. La famosa autrice di “The
Blond Salad” (http://www.theblondesalad.com)
seguito da milioni di follower appassionati di moda e tendenze, ha
percorso il Black Carpet con la sua nuova limited edition, un nuovo
modello di slippers realizzato per l’occasione e ispirato alla
leggendaria strega del classico animato Disney del 1959 La
Bella Addormentata nel Bosco. Durante la serata, Chiara ha
donato un paio di slippers della sua limited edition a Medicinema*,
l’associazione sostenuta anche da Disney Italia, che ha l’obiettivo
di alleviare lo stato di stress emotivo di coloro che vivono
un’esperienza ospedaliera, grazie al valore dell’intrattenimento e
alla costruzione di vere e proprie sale cinematografiche
all’interno degli ospedali (www.medicinema-italia.org).
Nel cast di Maleficent oltre
alla Jolie anche Sharlto Copley, Elle
Fanning, Sam Riley, Imelda Staunton, Juno
Temple e Lesley Manville.
Disney presenta Maleficent
con l’affascinante attrice premio Oscar
Angelina Jolie nel ruolo della protagonista, la
spaventosa e potente strega che nel 55° anniversario della sua
comparsa sul grande schermo, nel lungometraggio di
animazione La Bella Addormentata nel Bosco, è ancora
il personaggio più amato tra i cattivi Disney.
“Maleficent racconta la storia
di una delle villain più amate dell’universo Disney, antagonista
della favola La bella addormentata nel bosco del 1959. Affascinante
donna dal cuore gentile, la bellissima Maleficent ha vissuto a
lungo in un bosco incantato circondata da pace e armonia, fino a
quando un squadra di invasori non ha messo a repentaglio la
tranquillità del suo regno. Maleficent si trasforma così nella più
cattiva guardiana del suo universo, subendo un terribile tradimento
che tramuterà il suo cuore benevolo in un cuore di pietra. Accecata
dalla sete di vendetta, Meleficent inizierà una leggendaria
battaglia contro il successore del re invasore, gettando una
maledizione sulla figlia Aurora. Col passare del tempo, la strega
di renderà conto che la giovane custodisce la chiave per la
salvezza del suo regno e forse anche quella per ritrovare l’ormai
perduta serenità.”
Ecco l’immagine, condivisa dal
regista Colin Trevorrow, dello stemma del servizio
veterinario del parco giurassico che vedremo in
Jurassic World, e che sarà situato
sull’isola Nuglar. L’immagine è nella gallery a seguire: [nggallery
id=385]
Il nuovo film è ambientato 22 anni
dopo gli eventi terribili del film
originale Jurassic Park. Vi
ricordiamo che Jurassic
World, attualmente in fase di riprese è diretto dal
regista Colin Trevorrow e uscirà al cinema negli
USA il 12 Giugno 2015.
Trevorrow ha
scritto la sceneggiatura con Derek
Connolly. Steven Spielberg, Frank
Marshall e Pat
Crowley sono i produttori. Protagonisti della
pellicola sono al momento confermati Chris Pratt, Bryce Dallas Howard, Ty Simpkins, Jake
Johnson, Nick Robinson, Andy
Buckley e Irrfan Khan.
Jurassic
World sarà diretto da Colin
Trevorrow (Safety Not Guardanteed),
accompagnato nella sceneggiatura da Derek
Connolly, e arriverà in 3D nelle sale USA a partire
dal 12 Giugno 2015. Frank
Marshall e Pat
Crowley sono i produttori della
pellicola. Spielberg sarà il produttore
esecutivo del sequel e affiancherà il regista nella lavorazione del
film. In questo quarto capitolo saranno inseriti nuovi dinosauri
acquatici, ma soprattutto un nuovo temibile dinosauro che potrebbe
essere l’erede del famoso T-Rex che tutti noi ben conosciamo. La
trama completa rimane ancora incerta e nascosta. Dovremo aspettare
ancora un po’ per conoscere la storia e i suoi segreti, almeno fino
a giugno 2015.
Ecco il teaser poster di
BananaMan, il film tratto dall’omonima
serie a fumetti per ragazzi, su cui negli anni ’80 in Regno Unito e
Irlanda venne realizzata anche una serie animata per il piccolo
schermo.
Ecco il teaser poster:
L’intenzione delle
strisce a fumetti di BananaMan era quella di realizzare una parodia
dei vari supereroi canonici. In un momento storico in cui il
cinefumetto sembra la strada più facile per il successo, un film su
BananaMan sembra particolarmente indicato.
Con Maleficent, uscito nel 2014 e diretto
da Robert
Stromberg al suo debutto dietro la macchina da presa, la
Disney tenta una delle sue più ambiziose operazioni di riscrittura:
trasformare una delle villain più celebri del suo universo in
protagonista assoluta. Il risultato è un film visivamente
spettacolare, sostenuto da un’interpretazione magnetica di
Angelina Jolie, ma narrativamente fragile,
incapace di reggere fino in fondo la tensione fra mito e
revisionismo. Al fianco dell’attrice premio Oscar, la giovane
Elle Fanning interpreta la dolce
Aurora, incarnazione della purezza e dell’innocenza che fa da
contrappunto al tormento interiore della protagonista.
Nell’immaginario dei cultori disneyani, Malefica è la regina indiscussa dei
cattivi: elegante, spietata, affascinante, una figura di potere e
oscurità che da decenni domina la scena di La bella addormentata nel
bosco (1959). Con Maleficent, la Disney tenta di restituirle
umanità e complessità, raccontando ciò che non sapevamo: le origini
della sua rabbia, le ferite che l’hanno trasformata e il legame
nascosto con la giovane principessa. Un’operazione affascinante,
almeno nelle intenzioni, che tuttavia finisce per restare a metà
strada fra la fedeltà al mito e il desiderio di renderlo più
inclusivo e sentimentale.
L’idea di dare voce a un personaggio considerato “malvagio” era
sulla carta vincente – una prospettiva in linea con la tendenza
hollywoodiana a umanizzare i villain, come accadrà in seguito con
Joker o Cruella. Tuttavia, nel film di
Stromberg, la potenza simbolica di Malefica viene parzialmente
annacquata da una sceneggiatura incerta, che non riesce a coniugare
il lato oscuro e quello empatico del personaggio in un ritratto
coerente. L’introduzione fiabesca, sorretta da una voce narrante
onnipresente, rallenta il ritmo e priva lo spettatore del piacere
della scoperta. Il prologo è lungo, illustrativo, più raccontato
che mostrato, e l’effetto è quello di una fiaba spiegata piuttosto
che vissuta.
Quando la narrazione finalmente si apre, Stromberg dimostra di
possedere un ottimo occhio visivo — qualità inevitabile per chi, da
scenografo, ha vinto due Oscar lavorando per Avatar e Alice in Wonderland. Le scenografie, i costumi e il
design delle creature del bosco sono incantevoli, ma rimangono un
esercizio di stile, privi della forza emotiva che dovrebbe
accompagnarli. Il film sembra oscillare costantemente fra due
registri: da un lato il fantasy sontuoso e favolistico, dall’altro
il dramma intimo di una donna ferita e tradita. In questo dualismo
irrisolto si consuma il suo limite principale.
La difficoltà maggiore del film risiede proprio nella
caratterizzazione di
Malefica.
Angelina Jolie è straordinaria nel restituire
il magnetismo, la sensualità e la tragicità del personaggio: il suo
sguardo domina la scena, la voce è calda e tagliente, le ali
spezzate diventano un simbolo potente della violenza subita e della
sete di vendetta. Tuttavia, il copione la intrappola in una
contraddizione. Da un lato, Malefica è la vittima di un torto
atroce – un gesto di tradimento che la spinge a maledire Aurora -,
dall’altro diventa improvvisamente madre surrogata della stessa
ragazza, trasformando il racconto in una parabola sulla maternità e
sul perdono. Questa inversione emotiva, pur interessante sulla
carta, non trova il giusto equilibrio sullo schermo. Il film non
osa davvero spingersi nelle zone più oscure della psicologia della
protagonista, preferendo una via conciliatoria, più rassicurante
per il pubblico ma meno incisiva sul piano narrativo.
Il regista Robert
Stromberg, pur sostenuto da un apparato produttivo
imponente, sembra limitato dall’assenza di una vera impronta
autoriale. La sua regia appare elegante ma impersonale, priva di
quella profondità visiva e simbolica che il soggetto richiedeva. Al
contrario, gli effetti speciali e la fotografia patinata creano un
universo estetico seducente ma artificiale, un po’ come se la forma
avesse divorato il contenuto. Eppure, in alcuni momenti –
soprattutto nelle scene più intime tra Malefica e Aurora – si
intravede la promessa di un film più audace, capace di raccontare
l’amore non romantico ma materno, e di riscrivere i ruoli
archetipici della fiaba.
Un fantasy che incanta ma
non sorprende
Nel complesso, Maleficent è un film che sogna in grande ma vola basso. Ha la forza
visiva di un colossal e la grazia di una fiaba, ma non l’intensità
drammatica necessaria per reinventare un classico. La sceneggiatura
procede in modo prevedibile, sacrificando l’ambiguità del
personaggio sull’altare della morale disneyana: il male non è più
tale, è solo incomprensione; la vendetta diventa redenzione, e la
tragedia si scioglie in un abbraccio liberatorio. Questo approccio
“gentile” funziona sul piano dell’intrattenimento familiare, ma
priva il film della potenza sovversiva che avrebbe potuto
avere.
Resta però il piacere visivo, la cura dei dettagli e la forza
magnetica di Angelina Jolie, vera colonna portante del
progetto. La sua presenza riempie lo schermo, dando vita a un’icona
che, pur ammorbidita, mantiene un’aura di mistero e regalità. Al
suo fianco,
Elle Fanning è perfetta nella delicatezza
luminosa di Aurora, mentre Sharlto Copley (Stefan) offre un antagonista
ambiguo e tormentato.
In definitiva, Maleficent è un fantasy elegante ma irrisolto, che
affascina l’occhio più che la mente. È il primo passo di un
percorso di riscrittura dei classici Disney che troverà maggiore
coerenza e maturità solo negli anni successivi, con Cenerentola,
La Bella e la Bestia e
Crudelia.
Questo pomeriggio presso
l’ANICA a Roma è stato presentato il debutto cinematografico di
Massimo Piccolo per il film
Assolo, in sala oltre al regista e
sceneggiatore era presente anche l’attore protagonista
Antonio de Matteo.
Massimo Piccolo, come è
stata la produzione di questo film?
M.P.:È un film
molto piccolo, fatto con un budget ridotto ma questa non è una
giustificazione ma una scelta. È un Film del quale sono molto
contento, non soltanto per il risultato questo poi sarà ad altri
dirlo, ma sono contento perché finalmente è stato possibile far
uscire una storia da un autore napoletano e prodotto a Napoli, che
non parlasse di degrado, camorra o folklore. Per chi non abita a
Napoli questo può essere qualcosa di difficile da comprendere però
quando si vive in una città in cui tutto il sistema culturale è in
qualche modo legato a determinati stereotipi, non sto dicendo che
non esistono alcune cose, però quando ti viene detto che se vuoi
raccontare una storia sono interessati ma questa deve essere in un
determinato modo perché è quello che si vuole sentire, allora
diventa davvero un’impresa raccontare una storia che vuole essere
una storia.
Come è nata
l’idea?
M.P.:Assolo è
un piccolo film, una piccola storia che racconta anche qualcosa di
abbastanza banale, ma non che sia di poca importanza ma perché
tutte le cose viste da fuori diventano un po’ banali. Non c’è
niente di più divertente, patetico, ridicolo di una persona
innamorata quando viene vista dall’esterno. Io ho cercato di
raccontare questo, ma la cosa che mi affascinava era il personaggio
interpretato da Antonio de Matteo. A me
interessava e affascinava raccontare questa storia di un musicista,
che potrebbe essere un pittore, uno scrittore o comunque un
artista, che passa la sua vita, dalla sua infanzia fino ad arrivare
all’età adulta, focalizzata su un unico obiettivo, quello di
arrivare alla perfezione, quindi non solo talento ma anche tanta
tecnica che significa passare otto o dieci ore al giorno facendo
solo quello e cercando la perfezione. Quindi quello che volevo
capire era cosa significasse per una persona così ossessionata
vivere in un mondo imperfetto con delle persone e delle relazioni
imperfette. Danny trova un escamotage lui ha un ancóra che diventa
un’azione a ripetere, lui è come se compie le stesse cose, come il
musicista ripete all’infinito le scale per impararle senza
sbagliare, Danny in ogni relazione ripete le cose nelle quali si
sente sicuro. Però mentre il pianoforte ha 88 tasti e da lì non c’è
possibilità di muoversi, le persone hanno molte più variabili e
diventa molto più difficile. Questa equazione a ripetere diventa un
ossessione e questa a sua volta diventa una mancanza di tempo. Lui
è costretto a rincorrere tutta la vita il tempo per imparare delle
cose, il tempo che resta per vivere e cercare questa perfezione
diminuisce e questo inevitabilmente inizia a confondersi, non
sapendo più la dimensione.
Come è stata pensata tutta
la struttura del tempo?
M.P.:Il tempo
in questo film non esiste, perché quando noi siamo ossessionati da
una cosa e lo vedo nelle persone come me che ne fanno quasi una
patologia, il pensiero ossessivo fa vivere di continuo situazioni e
sentimenti che magari sono successi tre giorni prima o tre anni
prima ma che non ha importanza poiché questi vengono rivissuti
anche in quel momento.
Antonio de Matteo come hai
preparato il personaggio di Danny?
A.M:Essendo un
attore e non un musicista, ho dato forza, pensiero e voce alla mia
ossessione quella dell’arte della recitazione, che io porto con me
tutto il giorno, ogni giorno soprattutto in Assolo. Questo
all’inizio era un testo teatrale, che noi abbiamo portato in giro
per anni, io conosco Massimo dal 2002, da quando sono uscito dal
Centro Sperimentale di Cinematografia. Ho incontrato lui ed è
iniziata questa avventura che approda al cinema e tutti i giorni
prima delle riprese e prima dello spettacolo, ho da anni ripetuto
questo aspetto ossessivo fino a farlo mio del tutto, perché era il
veicolo e il tramite per arrivare a realizzare il mio sogno, quello
di far diventare pagine scritte reali, le più reali possibili,
anche se apparentemente sono lontane da una realtà parlata e
vissuta.
Scontro tra titani
questa settimana al box office
nordamericano: X-men: days of future
past scalza il primo in classifica della scorsa
settimana, Godzilla, con un incasso d’esordio di 111
milioni di dollari. Il lucertolone atomico la scorsa settimana, ne
aveva totalizzati 20 di meno. Questa settimana il re dei mostri si
conquista il secondo posto con un incasso di 39 milioni di dollari
che portano il suo totale a 156. La terza posizione è occupata a
sorpresa da Blended, una commedia
che riporta Adam Sandler, qui in compagnia di Drew Barrymore, sulle zone alte della
classifica, dopo anni in cui sembrava non imbroccarne una. Il film
incassa 18 milioni di dollari e relega in quarta posizione un’altra
commedia Neighbors con protagonista
Zach Efron, alla terza settimana di sala e
classifica e un incasso settimanale di 17 milioni per un totale di
117. La quinta posizione è occupata da The amazing
spiderman 2, che scende lento, incassando 10 milioni di
dollari questa settimana per un totale di 187. Il sesto posto è
invece riservato a Million Dollar
arm, film di produzione Disney, che incassa 8
milioni di dollari questa settimana per un totale di 22.
Scende The other woman, che
questa settimana ha incassato 4 milioni di dollari per un totale di
78, attestandosi in settima posizione, mentre all’ottavo posto si
ferma Rio 2, che ha raggiunto quasi
i due mesi di classifica, incassando 3 milioni di dollari questa
settimana per un totale di
122. Chef, film prodotto, diretto e
recitato dal regista dei primi Iron
man, Jon
Favreau, la commedia
culinaria Chef, emerge in nona posizione con
un incasso di quasi 3 milioni questa settimana per un totale di 4,
dopo tre settimane di classifica. Chiude la top ten dei film più
visti nelle sale nordamericane Heaven is for
real, che incassa 3 milioni di dollari per un totale
di 86.
La prossima settimana si aspetta
l’uscita del fantasy Maleficent, con Angelina Jolie e l’eco-thriller
presentato al festival di Venezia di quest’anno Night
moves.
Giorgio
Molteni e Daniele Santamaria Maurizio
presentano il loro lavoro sulla strage di Bologna (2 agosto 1980),
protagonisti Giuseppe Maggio e Marika
Frassino nei panni di Alverio Fiori e Antonella de Campo,
liberamente ispirati a Valerio Fioravanti e Francesca Mambro.
Perché i protagonisti non
compaiono come Fioravanti e Mambro, ma con nomi di
fantasia?
Giorgio Molteni:
“Abbiamo scelto di ispirarci agli attori reali delle vicende
narrate, ma ci sono anche personaggi di fantasia, come quelli
interpretati da Martina Colombari e Lorenzo Flaherty. Non volevamo
correre il rischio di dire false verità. Solo così abbiamo potuto
preservare la libertà di espressione. Ma ci sono le clip di
repertorio a tirare le somme di quanto realmente
accaduto”.
Daniele Santamaria
Maurizio: “Ci auguriamo che il film venga visto anche
dagli adolescenti, cui volevamo mandare un messaggio chiaro: non
intraprendere attraverso un’ideologia politica distorta, un
percorso criminale. Ecco perché ci siamo concessi delle libertà
autoriali”.
Da dove nasce l’urgenza di
questo lavoro?
D.S.M.:
“Volevamo rappresentare un fatto che cinematograficamente non
era mai stato neppure sfiorato. Uno dei più gravi del dopoguerra,
dopo Piazza Fontana”.
G.M.:
“L’urgenza è anche quella di raccontare un cinema diverso, che
non si fa quasi più, con un linguaggio molto semplice. C’è
un’attenzione per il pubblico “semplice”. Questo è un film di
nicchia, ma aspira a diventare popolare ed ecumenico”.
Come vi siete
documentati?
DSM: “Il film
poggia sulla storiografia processuale della vicenda. Bisognava
stare molto attenti, trattandosi di un processo indiziario e che
ancora oggi, pur con una sentenza definitiva, lascia aperti molti
spazi a dubbi e confutazioni. Non abbiamo voluto suggerire piste
alternative o fatti che non fanno parte della realtà processuale.
Abbiamo voluto fare un lavoro prettamente artistico, con una base
nella vicenda reale”.
Come vi siete preparati e
cosa vi ha colpito dei personaggi?
Giuseppe Maggio:
“Alverio Fiori è un personaggio abbastanza complesso, con cui
non ho caratteri in comune, per cui è stato abbastanza difficile da
interpretare. Non ho avuto l’opportunità di confrontarmi con
Valerio Fioravanti, ma ho letto di lui. È l’espressione del suo
tempo, in cui si agisce con violenza e si ottiene come risposta
altra violenza”.
Martina Colombari:
“Cinzia Cordero è una reporter. Vuole sapere la verità a tutti
i costi. Quando ficchi il naso in vicende troppo segrete o ti
spingi così in fondo – l’abbiamo visto ieri con il reporter Andrea
Rocchelli, un amico – ti puoi far male, ma lo fai perché hai la
necessità di raccontare la verità. In quegli anni ero piccina, ma i
genitori ci raccontavano cosa significa morire da innocenti. Di
fronte a ciò non ci si deve fermare”.
Lorenzo Flaherty:
“Credo sia importante fare film su questo e su altri misteri,
di cui speriamo di poter scoprire la verità. Ciò che mi ha più
stimolato del mio personaggio è il suo lato umano e la sua
determinazione nel far luce sul grande dolore legato a questo
episodio”.
Confermate che, come detto
nel film, Fioravanti e Mambro si sono sempre dichiarati estranei
alla strage?
DSM: “Mambro e
Fioravanti si sono sempre proclamati estranei a questo fatto, pur
avendo confessato i precedenti crimini. Mi risulta che non sia
stata mai chiesta la revisione del processo. Non abbiamo assunto
posizioni colpevoliste o innocentiste. Volevamo solo rappresentare
i fatti che la magistratura ha accertato. Ne sapremo di più quando
si decideranno a rimuovere il segreto di stato. Questo film va
anche in quella direzione. Speriamo che la sua diffusione inneschi
la miccia giusta per arrivare a questa conclusione”.
Perché, secondo voi, questa
storia non è mai stata raccontata?
GM: “Perché non siamo in
America. Se fai un film che affronta una tematica come questa,
rischi di smettere di lavorare. In Italia abbiamo registi di
valore, se non l’hanno mai fatto è perché probabilmente non hanno
trovato la libertà artistica – il denaro senza padrone, pulito. C’è
paura di bruciarsi con una pagina molto delicata della nostra
storia”.
Benedict Cumberbatch è
decisamente un appassionato di automobili, e di Formula Uno in
particolare. Dopo aver partecipato in maniera attiva al Gran Premio
di Malesia (intervistando i vincitori), l’attore è stato ospite
della Red Bull sul circuito di Monaco.
Benedict
Cumberbatch è stato da poco ingaggiato per interpretare il
fratello di Johnny Depp in Black
Mass, film che vede l’attore feticcio di Tim
Burton calarsi nei panni del leggendario mafioso
Whitey Bulger, e che, a questo punto, vedrà
Cumberbatch interpretarne il fratello. L’attore inglese entra nel
cast in sostituzione di Guy
Pearce, prima scelta di Scott Cooper.
Nel cast di Black
Mass oltre Johnny
Depp compaiono anche Jesse
Plemons, Juno
Temple, Guy Pearce, Joel Edgerton, Benedict Cumberbatch
eDakota
Johnson.
La magia di
Frozen continua senza sosta a raccogliere
dollari. Il film ha infatti appena sorpassato Iron Man
3 nella classifica dei film che hanno incassato di
più in assoluto nella storia del cinema, raccogliendo 1.219
miliardi di dollari in tutto il mondo.
In questo momento, forte degli
incassi in Giappone, Frozen è arrivato ad essere il secondo incasso
più alto nella storia dlla Disney, che vede ancora al primo posto
The Avengers, a sua volta al numero tre
della classifica mondiale.
L’obbiettivo di Frozen è adasso
Harry Potter e i Doni della Morte Parte
2, che tiene salda la quarta posizione della
classific con 1.34 miliardi.
E’ estremamente plausibile che
Frozen arrivi a scalare ancora i gradini
della classifica mondiale, considerando che in Giappone il film è
ancora numero uno negli incassi.
Frozen il regno di ghiaccio è
uscito in home video il prossimo 9 aprile.
Diretto da Chris
Buck (Tarzan, Surf’s Up) e
Jennifer Lee (sceneggiatrice di Ralph
Spaccatutto), autrice anche della sceneggiatura, e
prodotto da Peter Del Vecho (Winnie
the Pooh, La principessa e il ranocchio)
Frozen Il regno di ghiaccio ha vinto un
Golden Globes® 2013 come Miglior film d’animazione, ed è stato il
primo film prodotto da Walt Disney Animation Studios a vincere il
premio Oscar per il miglior film d’animazione e per la migliore
canzone originale Let it Go.
Ispirato alla fiaba di Hans
Christian Andersen “La regina delle nevi” (pubblicata per
la prima volta nel 1845), Frozen – Il regno di ghiaccio
trasporta grandi e piccini in un’epica avventura ricca di magia,
divertimento e musica.