Più che un sequel, il nuovo Predators, prodotto da Robert Rodriguez, diretto da Antal e interpretato da Adrien Brody, ha tutta l’aria di essere un remake o reboot del primo capitolo.
Ed è certamente la prova che se un film lo si fa con spiccato talento ed un pizzico di furbizia, non importa poi così tanto che sia un remake o un rifacimento di una precedente opera. Senza alcun dubbio uno dei punti forti del film è proprio la regia; equilibrata nella giusta maniera, senza eccessive stramberie, riesce a mantenere alto l’interesse per le vicende, sin dalle prime battute fino ad arrivare ad un finale forse un po’ scontato. Buona anche l’idea di mantenere le stesse ambientazione del primo famoso capitolo e in molti punti stessa trama.
Predators, tra passato e presente
Se da un lato quest’opera ha il pregio di partire con un inizio molto enigmatico ed interessante, dove non vi è traccia dei mostruosi Predators e di futili morti senza senso, successivamente l’eccessivo dilungarsi di un’assente vera caccia all’uomo e forti echi derivanti dai vari LOST, per dirne qualcuno, o addirittura dello spilberghiano Jurassic Park, ma senza bambini, sminuisce un po’ le intenzioni e ridimensiona decisamente il film.
Nonostante ciò la sceneggiatura regge molto bene e diventa quasi funzionale nella seconda parte a cui faranno seguito scene di pura azione e adrenalina, mantenendo giustamente un’aurea enigmatica che da un tocco più intrigante al film. Da qui si può evincere un altro punto forte dell’opera, ovvero la buona costruzione dei personaggi, partendo da quello di Adrien Brody che interpreta egregiamente l’ex militare Royce, mercenario impassibile che diventa leader della squadra di violenti assassini bloccati nel pianeta, anche se ad insidiare la sua prova c’è un gruppo ben nutrito di caratteristi che sanno il fatto loro e in molti momenti emergono vincendo il confronto con il protagonista.

Mi riferisco a Danny Trejo (fidato collaboratore di Rodriguez) trafficante messicano di droga di Los Zeta, esperto di guerra fra bande; Mahershalalhashbaz Ali, membro della squadra della morte della RUF in Sierra Leone, e anche lo stesso Laurence Fishburne, che interpreta magistralmente Noland, da tempo abitante nel pianeta di caccia dei Predator, che malgrado tutto riesce a sopravvivere nascondendosi.
In definitiva, da polpettone americano, sparatutto e fracassone, e negli ultimi rifacimenti abbastanza vuoto, il nuovo Predators, si presenta invece come un buon prodotto, godibile da un pubblico più vasto, coraggioso nel scegliere un approccio più “classico” in senso lato, riprendendo i punti forti dei primi film e imbastendo un’operazione che se non altro si presta ad un analisi più stimolante.







Tutti ne parlano, nessuno ne racconta. L’omosessualità è
senza dubbio un tema inflazionato e talvolta banalizzato. Ecco che
dalla Danimarca arriva un piccolo gioiello e ogni racconto visto ao
ascoltato in precedenza sullo stesso tema diventa banale.
Fratellanza – Brotherhood di Nicolo
Donato racconta la storia di due ragazzi, Jimmy e Lars,
che si uniscono ad un gruppo di neo-nazi, salvo poi scoprire tra
loro una passione ardente e autentica che collide violentemente con
l’ideologia che i due dovrebbero abbracciare. La scelta sarà presto
inevitabile: seguire i propri sentimenti o scegliere il gruppo?





























Nel film, diretto da Ruper
Wyatt, Serkis sarà infatti Caesar, la scimmia intelligente che
capeggia la rivolta contro gli umani e contro lo scienziato suo
“creatore” interpretato da James Franco. Secondo le prime
informazioni, proprio la WETA di Peter Jackson provvederà a fornire
la tecnologia motion capture con la quale verranno realizzate tutte
le scimmie del film.