Home Blog Pagina 3385

‘The Town’ di Ben Affleck sbanca il botteghino USA

0

Per le sale cinematografiche statunitensi, il weekend appena trascorso è stato pieno di novità e attesissime anteprime. Per questo motivo, ci si aspettava una vera e propria lotta al botteghino, anche se nessuno si immaginava che ad avere la meglio, alla fine, sarebbe stato ‘The Town’ di Ben Affleck.

E invece, con grande sorpresa di tutti, il giovane attore e regista conquista il Box Office, guadagnando circa 23,8 milioni di dollari nel weekend del proprio debutto, con una distribuzione in circa 3.500 sale. Ben Affleck, contro ogni aspettativa, ha dunque sbaragliato la concorrenza, superando in un solo fine settimana l’incasso complessivo della sua precedente esperienza di regista in ‘Gone Baby Gone’. Merito sicuramente anche della Warner Bros, la cui campagna di promozione della pellicola è stata piuttosto intensa, sia in televisione che in occasione di vari eventi (tra cui il nostro Festival di Venezia). Un successo di pubblico e di critica per Ben Affleck, che si conferma così non solo attore, ma anche ottimo regista e sceneggiatore (come l’Oscar per la sceneggiatura di ‘Will Hunting’ nel 1997, del resto, ci aveva fatto giustamente presupporre). Secondo posto per ‘Easy A’, la commedia con Emma Stone che offre una creativa rivisitazione moderna del romanzo ‘La Lettera Scarlatta’. Anche per ‘Easy A’ questo era il weekend del debutto e la pellicola è riuscita a guadagnare 18,2 milioni di dollari: anche se il risultato finisce per passare inosservato di fronte al successo del film di Ben Affleck, non si può negare che la commedia superi certamente tutte le aspettative, diventando una delle ‘teen-comedy’ col guadagno più alto di sempre nel weekend del debutto.

Grande delusione, invece, per il nuovo film scritto e prodotto da M. Night Shyamalan, ‘Devil’, che incassa solo 12,6 milioni di dollari. È il guadagno più basso di sempre per un film di Shyamalan, oltre ad essere un risultato non esaltante per un film horror, dal quale ci si aspettava qualcosa di più. Nessun problema a rientrare nei costi di produzione (che comprendono 27 milioni spesi per ottenere i diritti dalla Media Rights Capital), soprattutto perché a livello mondiale il film dovrebbe comunque registrare alti incassi, ma negli USA il debutto è stato indubbiamente sottotono.

Scende al quarto posto perdendo la vetta della classifica ‘Resident Evil – Afterlife’, che guadagna comunque 10,1 milioni di dollari, arrivando ad un totale di 44 milioni di dollari incassati in due settimane negli Stati Uniti e a circa 100 milioni nel resto del mondo. Sebbene rispetto allo scorso weekend il film con Milla Jovovich mostri un calo del 62%, ‘Afterlife’ continua ad essere – fuori dagli USA – il maggior successo della saga ispirata al celebre videogioco.

Ultima new entry in classifica è ‘Alpha & Omega’, che mostra un debutto piuttosto tiepido: quinta posizione e 9,2 milioni di dollari incassati per il cartone in 3D prodotto dalla Crest Animation Productions e distribuito dalla Lionsgate. Difficile che il cartone animato scali la classifica, considerando le anteprime previste per la prossima settimana (tra cui Il ‘Regno di Ga’Hoole – La Leggenda dei Guardiani’).

Resiste in sesta posizione ‘Takers, che questo weekend ha incassato 3 milioni di dollari, seguito da ‘The American’ (2,76 milioni di dollari), che, con un incasso totale di 32,8 milioni,risulta un po’ sotto le aspettative, soprattutto considerando la presenza di George Clooney. Scende invece molto lentamente ‘Inception’, che guadagna 2 due milioni di dollari, mostrando la percentuale più bassa di declino tra tutti i film già presenti la settimana scorsa in classifica (appena il 28%). ‘Inception’ rientra in questo modo negli unici tre film dell’anno ad essere rimasti in classifica per 10 settimane (oltre al film di Nolan hanno raggiunto questo risultato ‘Avatar’ e ‘Dragon Trainer’). Chiudono la classifica ‘I poliziotti di riserva’ (2 milioni di dollari) e ‘Machete’ (1,7 milioni di dollari).

 

‘Ndrangheta, World Wide Mafia, la nuova docuserie originale italiana Disney+

0

Disney+ ha annunciato la docuserie originale italiana in quattro parti ‘Ndrangheta, World Wide Mafia. Prodotta da Disney, IBC Movie e Sunset Press e basata su eventi reali, questo nuovo progetto originale scritto e diretto da Jacques Charmelot e François Chayé racconta per la prima volta la storia dell’organizzazione criminale italiana sotto forma di docuserie. Insieme alla già annunciata serie locale The Good Mothers, questa nuova produzione italiana offrirà al pubblico un racconto completo, unico ed esclusivo sul fenomeno italiano della ‘Ndrangheta.

‘Ndrangheta, World Wide Mafia quando esce e dove vederla in streaming

‘Ndrangheta, World Wide Mafia uscirà nel 2022 su Disney+

‘Ndrangheta, World Wide Mafia, trama e cast

‘Ndrangheta, World Wide Mafia è una docuserie crime originale composta da quattro episodi che racconta la storia della guerra portata avanti dal procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri contro una delle organizzazioni criminali più potenti al mondo, la ‘Ndrangheta. La segretissima organizzazione criminale italiana è una delle principali realtà a livello mondiale nel business della droga e del riciclaggio di denaro e si è infiltrata ovunque, dall’economia legale ai circoli politici. La docuserie racconterà anche lo storico maxi-processo aperto nel gennaio 2021 a Lamezia Terme, in Calabria, guidato da Gratteri contro più di 350 imputati: un processo le cui sorti avranno conseguenze anche sul traffico internazionale della droga.

Con un accesso non comune al lavoro investigativo condotto da Gratteri, dai suoi collaboratori e dalla sua squadra di sicurezza, questa docuserie racconta la lotta a tutto campo che si svolge in una delle regioni più povere d’Europa, la Calabria, nel sud Italia.  Gratteri in questi anni ha ricevuto molteplici minacce di morte e da più di trent’anni vive sotto scorta. Durante la serie gli spettatori scopriranno la sua storia personale e la realtà quotidiana della sua lotta, seguiranno il suo lavoro di “comandante in capo” di un’indagine che coinvolge servizi segreti, polizia, unità militari e forze speciali.

Il pubblico avrà modo di conoscere personaggi unici: quelli dalla parte della giustizia e quelli al servizio dei clan, contrapposti in uno scontro mortale che condanna la Calabria a una maledizione senza fine. ‘Ndrangheta, World Wide Mafia racconterà come una delle regioni più povere d’Europa abbia visto nascere e crescere un’organizzazione tentacolare, che ha corrotto la società e le istituzioni e renderà gli spettatori parte integrante dell’azione reale in un modo unico e senza precedenti, con riprese suggestive che nessuna troupe cinematografica ha mai realizzato prima d’ora.

‘Ndrangheta, World Wide Mafia sarà prodotta da Disney insieme alla società di produzione italiana IBC Movie e alla società di produzione francese Sunset Presse. Gli Executive Producer per IBC sono Francesca Andreoli e Maurizio Feverati. Gli Executive Producer per Sunset Presse sono Carlos Carvalho Da Silva, Stéphanie de Montvalon, David Tillier. La docuserie è diretta da Jacques Charmelot e François Chayé ed è scritta da Jacques Charmelot e François Chayé insieme a Giovanni Filippetto e Michela Gallio.

‘Hope’, il sequel è già pronto: Na Hong-jin conferma il futuro del film sci-fi presentato a Cannes 79

Il regista Na Hong-jin ha confermato che un sequel di Hope è già stato scritto e potrebbe entrare in produzione non appena si presenterà l’occasione giusta. La notizia arriva direttamente dal Festival di Cannes, dove il film è stato presentato il 18 maggio 2026, scatenando immediatamente discussioni per la sua ambizione visiva e narrativa. Il progetto, che mescola survival drama e fantascienza aliena, è già considerato uno dei titoli più sorprendenti della stagione festivaliera.

Secondo quanto dichiarato dal regista durante la conferenza stampa, esisterebbe già una sceneggiatura pronta per il seguito: “Penso che il sequel sia facilmente immaginabile. C’è già una sceneggiatura che vorrei girare, se ne avrò l’opportunità lo realizzerò”, ha spiegato Na Hong-jin. Il film, prodotto su larga scala, vede nel cast Michael Fassbender, Alicia Vikander e Taylor Russell, che interpretano creature aliene in CGI, accanto a star coreane come Hwang Jung-min e Zo In-sung. Le dichiarazioni arrivano da Cannes, riportate da Variety, dove il cast ha anche raccontato il proprio coinvolgimento nel progetto.

Sul piano industriale, la conferma di un sequel già scritto segnala una strategia precisa: “Hope” non è concepito come film isolato ma come potenziale franchise internazionale. In un panorama in cui la fantascienza originale fatica a imporsi fuori dai grandi brand consolidati, l’idea di un universo narrativo guidato da un autore come Na Hong-jin rappresenta un’eccezione significativa e potenzialmente di rottura.

Un universo alieno tra cinema d’autore coreano e star system hollywoodiano

Il cuore di Hope sta proprio nella sua natura ibrida: da un lato l’estetica e la tensione tipiche del cinema coreano contemporaneo, dall’altro la presenza di star hollywoodiane inserite in un contesto narrativo completamente alieno. Alicia Vikander ha raccontato di essersi avvicinata al progetto dopo aver scoperto il cinema asiatico ai festival internazionali, mentre Michael Fassbender ha ironizzato sul fatto di aver accettato il ruolo anche grazie alla moglie. Taylor Russell, invece, ha sottolineato il desiderio di lavorare in produzioni internazionali guidate da autori forti.

Questa convergenza tra industria coreana e star system occidentale suggerisce una direzione chiara: la progressiva dissoluzione dei confini produttivi tradizionali. Na Hong-jin, già noto per il suo cinema teso e ipnotico, sembra qui tentare un salto ulteriore, costruendo un’opera che non si limita a “ospitare” attori internazionali, ma li integra in una mitologia completamente nuova.

La presenza di un sequel già scritto rafforza l’idea che “Hope” non sia soltanto un esperimento isolato, ma l’inizio di un progetto narrativo più ampio. Se confermato, il seguito potrebbe consolidare una delle operazioni più ambiziose mai tentate nel cinema di genere recente.

‘Pizze’ in cantina: dalla primavera tutto il cinema in digitale

I simboli del cinema saranno definitivamente sostituiti dal digitale 

‘De Sica, Io e Il giardino dei Finzi Contini’: il diario di Lino Capolicchio presentato a Venezia 79

Sarà presentato a Venezia 79 De Sica, Io e Il giardino dei Finzi Contini, il diario inedito di Lino Capolicchio, attore, sceneggiatore e regista italiano, mancato lo scorso maggio, edito da Bietti ed. in collaborazione con Cinecittà. Il testo, curato da Nicole Bianchi, è accompagnato da un’intervista di Bianchi stessa, che può considerarsi a tutti gli effetti l’ultima dichiarazione ufficiale dell’attore.

La presentazione si svolgerà il 7 settembre e verrà moderata da Andrea Purgatori, che ha conosciuto e lavorato con Capolicchio; tra gli ospiti, si aspettano: Alessio Boni, diretto da Capolicchio nel film “Diario di Matilde Manzoni” (2002); la regista Ra Di Martino, che ci concede un estratto recente dell’intervista all’attore, dal suo doc “Il giardino che non c’è” (2021). Tra gli ospiti presenti anche Ilaria Floreano per Bietti ed. e Francesca Golino, la vedova Capolicchio. E infine Nicole Bianchi, che ha curato l’intero volume.

Dall’introduzione di Nicole Bianchi al volume: “Il diario di Capolicchio è uno scritto intimo, spontaneo, espressione della vivacità cerebrale dell’artista, laddove il Cinema – la sua sacralità, il suo potere d’intrattenimento – è il filo rosso che non si rarefà mai. Lino Capolicchio ha in sé anche il pregio di celebrare spesso la Settima arte non in riferimento al proprio talento, alle opere che gli hanno dato luce, ma con l’ammirazione, la critica, lo stupore, la franchezza dell’attento spettatore, che è affamato di guardare i grandi titoli, italiani e non, della Storia del Cinema: qua e là ci sono, infatti, vere e proprie piccole recensioni, non nate come tali, ma che alla lettura assumono un valore interessante per il punto di vista peculiare, mai banale.”

’71: trailer ufficiale del film con Jack O’Connell

’71: trailer ufficiale del film con Jack O’Connell

Arriva online il primo trailer ufficiale di ’71, la nuova pellicola di Yann Demange che sarà presentata in concorso alla 64esima del Festival di Berlino. La pellicola ha come protagonista Jack O’Connell, star del prossimo film da regista di Angelina Jolie, Unbroken, che arriverà a fine gennaio nelle nostre sale. Di seguito il trailer.

Nel film O’Connell interpreta un giovane soldato britannico che viene abbandonato dalla sua unità in seguito ad una rivolta per le strade di Belfast tra cattolici indipendisti e protestanti filobritannici durante la guerra civile del 1971. Il film è ambientato a Belfast, nell’Irlanda del Nord, ed è stato sceneggiato da Gregory Burke. Nel cast figurano anche Sam Reid e Sean Harris.

’71 uscirà nei cinema americani il 27 febbraio 2015.

Fonte: Collider

…E fuori Nevica: trailer del film di e con Vincenzo Salemme

0
…E fuori Nevica: trailer del film di e con Vincenzo Salemme

Ecco il primo trailer del film di e con Vincenzo Salemme … E fuori Nevica. Con il regista e attore napoletano, nel cast del film, anche con Carlo Buccirosso, Nando Paone, Paola Quattrini, Margareth Madè e con la partecipazione straordinaria di Maurizio Casagandre e Giorgio Panariello.

...E fuori NevicaQui la trama del film: Enzo Righi (Vincenzo Salemme) ha cinquant’anni e vive cantando (male) sulle navi da crociera. Eterno immaturo, è allergico a qualsiasi tipo di responsabilità. Quando arriva la notizia della morte di sua madre, è costretto a rientrare a Napoli per la lettura del testamento, dove, dopo anni, incontrerà i fratelli Stefano e Cico. Ad attenderli una sopresa: saranno costretti a vivere tutti insieme per volontà testamentaria della madre. La convivenza non si rivelerà affatto semplice e i tre fratelli ne vedranno delle belle…finché una trovata geniale e spietata di Cico risolverà il nuovo, complicato,”stato di famiglia”.

…continuavano a chiamarlo Trinità: la spiegazione del finale del film

Quando si parla di western all’italiana, pochi titoli hanno lasciato un segno profondo quanto …continuavano a chiamarlo Trinità, sequel del celebre Lo chiamavano Trinità… diretto da Enzo Barboni. Uscito nel 1971, il film consacrò definitivamente la coppia formata da Terence Hill e Bud Spencer, trasformandola in un fenomeno internazionale capace di ridefinire il genere western attraverso una miscela irresistibile di comicità, avventura e scazzottate memorabili.

Dietro l’apparente leggerezza della storia, il film sviluppa però un discorso sorprendentemente coerente sui suoi protagonisti. Trinità e Bambino sono due fuorilegge che vivono ai margini della legalità, ma che finiscono regolarmente per schierarsi dalla parte dei più deboli. Il finale rappresenta la sintesi perfetta di questa contraddizione: i due fratelli rinunciano al guadagno che inseguono per tutta la vicenda e compiono, quasi contro la propria natura, un gesto di autentica generosità. È proprio questa scelta a rendere la conclusione del film molto più significativa di quanto possa sembrare a una prima visione.

Come il film trasforma il western classico in una favola comica attraverso i personaggi di Trinità e Bambino

Nel panorama dello spaghetti western dei primi anni Settanta, …continuavano a chiamarlo Trinità occupa una posizione particolare. Mentre il genere era stato reso celebre da figure ciniche e violente come quelle dei film di Sergio Leone, il film di Enzo Barboni sceglie una strada differente. La frontiera non è più un luogo dominato dalla tragedia e dalla vendetta, ma uno spazio in cui l’astuzia, l’ironia e la solidarietà finiscono per prevalere.

I protagonisti incarnano perfettamente questa trasformazione. Bambino è impulsivo, pragmatico e interessato soprattutto al profitto immediato. Trinità, invece, appare pigro e svagato, ma possiede una sensibilità che emerge progressivamente durante la storia. Il loro rapporto costituisce il vero centro emotivo del film. Le continue discussioni, le rivalità e gli scherzi reciproci diventano il motore narrativo di un racconto che utilizza il linguaggio del western per costruire una sorta di commedia familiare.

L’incontro con la famiglia di contadini e con i frati della missione introduce una dimensione morale che accompagna tutta la vicenda. I due fratelli cercano inizialmente facili guadagni, ma finiscono coinvolti nei problemi di persone che non possono difendersi da sole. Da quel momento il film inizia lentamente a spostare il proprio baricentro dalla ricerca del denaro alla protezione della comunità.

Terence Hill in ... continuavano a chiamarlo Trinità

Cosa succede nel finale e perché Trinità e Bambino rinunciano al premio che hanno inseguito per tutto il film

La parte conclusiva della storia prende forma quando Trinità scopre che la missione dei frati viene utilizzata come copertura per il traffico illegale di armi organizzato da Parker. Il contrabbandiere sfrutta l’apparente innocenza del luogo per concludere affari con una banda di messicani guidata da Gonzalez, mettendo in pericolo sia i religiosi sia i contadini che gravitano attorno alla missione.

Dopo aver scoperto il traffico, Trinità convince Bambino a intervenire. È una decisione importante perché, fino a quel momento, entrambi hanno continuato a cercare occasioni per arricchirsi. La prospettiva dei cinquantamila dollari affidati ai frati diventa inizialmente il motivo pratico che spinge Bambino ad accettare il piano. Tuttavia, durante lo scontro finale, emerge qualcosa di diverso.

Quando Parker arriva alla missione accompagnato dai suoi uomini, i due fratelli organizzano una trappola e danno vita alla celebre scazzottata conclusiva. Come accade spesso nei film della coppia, la violenza viene completamente svuotata di brutalità e trasformata in spettacolo comico. I pugni servono a ristabilire l’equilibrio, punendo chi abusa del proprio potere.

La situazione si complica con l’arrivo dei rangers. Per evitare di essere smascherati come criminali, Trinità e Bambino si presentano come agenti federali e affidano alle autorità il denaro recuperato da Parker. In un istante svanisce la ricompensa che aveva motivato gran parte delle loro azioni. Il film si chiude così con una beffarda inversione dei ruoli: questa volta è Trinità a infuriarsi con Bambino per aver rinunciato alla ricchezza.

Bud Spencer in ... continuavano a chiamarlo Trinità

Perché il vero tema del film è il conflitto tra interesse personale e senso di giustizia

L’elemento più interessante del finale risiede proprio nella rinuncia al denaro. Per tutta la durata della storia, Trinità e Bambino si definiscono attraverso il loro desiderio di ottenere facili guadagni. Sono truffatori, ladri occasionali e opportunisti. Eppure, ogni volta che si trovano davanti a un’ingiustizia, finiscono per intervenire.

Il film costruisce così un paradosso molto efficace. I protagonisti continuano a considerarsi banditi, ma il loro comportamento racconta qualcosa di diverso. La protezione dei contadini, l’aiuto ai frati e la lotta contro Parker dimostrano che esiste una linea morale che non sono disposti a oltrepassare.

Questa contraddizione rappresenta uno degli aspetti più affascinanti della saga. Trinità e Bambino vivono fuori dalle regole della società, ma possiedono una forma di etica personale più autentica di quella mostrata da molte figure ufficialmente rispettabili. Parker, ad esempio, è un uomo elegante e influente, ma utilizza il proprio potere per sfruttare gli altri. I due fratelli, al contrario, nascondono dietro modi rozzi e comportamenti discutibili una sincera attenzione verso chi è più vulnerabile.

Il finale suggerisce quindi che la vera distinzione non passa tra legalità e illegalità, bensì tra chi usa il potere per opprimere e chi sceglie di metterlo al servizio degli altri.

La missione dei frati come simbolo di una comunità che merita di essere difesa

La missione occupa un ruolo centrale nell’economia narrativa del film. Inizialmente viene descritta come un luogo misterioso e persino inquietante. Le voci diffuse nel paese parlano di religiosi aggressivi e poco raccomandabili, alimentando una percezione distorta della realtà.

Quando Trinità e Bambino scoprono la verità, comprendono che i frati sono semplicemente persone oneste finite al centro di una situazione più grande di loro. La missione diventa così il simbolo di una comunità minacciata dall’avidità e dalla corruzione.

L’intervento dei due protagonisti assume allora un significato più ampio. Difendere la missione significa difendere un’idea di convivenza basata sulla solidarietà e sulla fiducia reciproca. È significativo che la battaglia finale si svolga proprio all’interno di quel luogo. Lo spazio sacro diventa il teatro di una resa dei conti che contrappone due visioni opposte del mondo: da una parte l’avidità rappresentata da Parker, dall’altra la possibilità di costruire rapporti fondati sull’aiuto reciproco.

Anche la presenza della famiglia contadina rafforza questa lettura. Attraverso quei personaggi, il film mostra una frontiera fatta di persone comuni che cercano semplicemente di sopravvivere e che hanno bisogno di qualcuno disposto a schierarsi dalla loro parte.

Bud Spencer e Terence Hill in ... continuavano a chiamarlo Trinità

Cosa significa davvero il finale di …continuavano a chiamarlo Trinità

Il finale di …continuavano a chiamarlo Trinità rappresenta la definitiva consacrazione dei suoi protagonisti come eroi riluttanti. Trinità e Bambino non diventano uomini nuovi, non rinunciano alla loro natura di avventurieri e non si trasformano improvvisamente in cittadini modello. Restano gli stessi personaggi scanzonati, litigiosi e interessati al denaro che il pubblico ha imparato ad amare.

Ciò che cambia è la consapevolezza dello spettatore. La conclusione dimostra che, dietro la facciata dei fuorilegge, esiste un codice morale preciso. Quando arriva il momento decisivo, i due fratelli scelgono sempre le persone invece del profitto. La perdita del denaro diventa quindi il prezzo necessario per confermare la loro identità più autentica.

È questa la ragione per cui il film continua a essere ricordato con affetto dopo oltre mezzo secolo. Dietro le battute, le scazzottate e le situazioni comiche, racconta una storia in cui la generosità riesce a emergere persino nei personaggi meno prevedibili. Trinità e Bambino restano banditi agli occhi del mondo, ma il loro comportamento dimostra che l’eroismo può assumere forme molto diverse da quelle tradizionali.

La risata finale nasce proprio da questa consapevolezza. I due fratelli hanno perso ancora una volta l’occasione di diventare ricchi, ma hanno salvato persone innocenti e sconfitto chi sfruttava il proprio potere. In fondo, è esattamente ciò che li rende immortali nella storia del cinema popolare italiano.

…Che Dio perdona a tutti, recensione dell’ultimo film di Pif

…Che Dio perdona a tutti, recensione dell’ultimo film di Pif

Con il suo nuovo film, Pierfrancesco Diliberto (in arte Pif) torna a raccontare l’Italia attraverso uno sguardo personale, mescolando leggerezza e profondità. …Che Dio perdona a tutti, dal 2 aprile al cinema, è una commedia che sorprende per la sua capacità di far convivere risate di pancia e riflessioni autentiche sulla fede e sull’incoerenza umana.

Un protagonista immerso nella quotidianità (e nei dolci)

Arturo (Pif) è un agente immobiliare dalla vita scandita da abitudini rassicuranti: lavoro, calcetto e una passione smisurata per i dolci siciliani. Non si tratta solo di un piacere personale, ma di una vera e propria ossessione, che lo porta a recensire sui social ogni specialità che assaggia.

Accanto a lui c’è Tommaso, interpretato da Francesco Scianna, amico di Arturo e al tempo stesso suo superiore alla Trinacria Real Estate, l’azienda per cui lavora. Figura concreta e terrena, rappresenta un contrappunto perfetto alle inquietudini del protagonista. In questa prima parte del film, Pif costruisce un mondo credibile e familiare, fatto di piccoli riti quotidiani e di una leggerezza che nasconde, però, una certa immobilità esistenziale.

Che dio perdona a tutti
Che dio perdona a tutti – Crediti @Valentina Glorioso

Flora: amore, fede e trasformazione

L’equilibrio di Arturo si incrina con l’arrivo di Flora, interpretata da Giusy Buscemi. Figlia del più rinomato pasticcere di Palermo, Flora è determinata ad aprire un proprio locale, ma soprattutto è una donna profondamente religiosa.

Il loro incontro è l’innesco di tutto: Arturo, inizialmente, si avvicina alla fede quasi per gioco, per compiacerla. Ma quello che nasce come finzione si trasforma lentamente in un percorso più sincero. Flora non è solo un interesse amoroso, ma una figura che mette Arturo di fronte a domande che ha sempre evitato.

Il rapporto tra i due è costruito con delicatezza: lei lo conquista attraverso i dolci, ma pretende anche una crescita interiore, una coerenza tra ciò che si dice e ciò che si vive.

Che dio perdona a tutti
Che dio perdona a tutti – Crediti @Valentina Glorioso

L’incontro con il Papa e il cambio di prospettiva

Il vero punto di svolta arriva con l’incontro con il Papa, interpretato da Carlos Hipólito. È qui che il film cambia tono, senza però perdere la sua anima ironica.

Questa figura, chiaramente ispirata a Papa Francesco, non è mai caricaturale: al contrario, rappresenta un modello di umanità, ascolto e semplicità. Il Papa diventa per Arturo una guida inattesa, capace di spingerlo verso una riflessione più autentica e meno superficiale sulla fede.

Da questo momento in poi, il film amplia il suo respiro, passando dalla dimensione privata a una riflessione più universale.

Comicità e profondità: un equilibrio riuscito

Uno degli aspetti più riusciti del film è la sua capacità di bilanciare momenti comici e riflessioni profonde. Pif resta fedele al suo stile: una comicità mai urlata, spesso basata sull’assurdo e sulle contraddizioni dei personaggi.

Le scene di vita quotidiana e le situazioni legate al mondo dei dolci offrono momenti di puro divertimento. Ma sotto questa superficie si sviluppa una riflessione costante sulla religione: non tanto come istituzione, ma come pratica concreta.

Il film si interroga sulla distanza tra chi predica e chi vive davvero la fede, mettendo in luce le incoerenze di una società che spesso confonde devozione e apparenza.

Che dio perdona a tutti
Che dio perdona a tutti – Crediti @Valentina Glorioso

Personaggi autentici e interpretazioni convincenti

Il cast contribuisce in modo decisivo alla riuscita del film. Pif costruisce un Arturo imperfetto ma umano, facile da comprendere proprio per le sue contraddizioni.

Giusy Buscemi dona a Flora una doppia anima credibile: spirituale ma anche sensuale, rigorosa ma capace di grande passione. È un personaggio che sfugge agli stereotipi e incarna una fede profondamente radicata e dogmatica, in cui crede senza esitazioni, ma che talvolta rimane distante dalla concretezza delle opere e della vita vissuta.

Francesco Scianna, invece, porta in scena un personaggio immediato e concreto, molto “terreno” e lontano dalla spiritualità, offrendo un contrappunto essenziale alle tensioni esistenziali del protagonista.

Infine, Carlos Hipólito regala al suo Papa una presenza carismatica e sorprendentemente naturale.

Una commedia deliziosa in tutti i sensi

…Che Dio perdona a tutti è una commedia “deliziosa” anche nel senso più letterale. Il cibo – e in particolare i dolci – diventa metafora di relazione, seduzione e persino spiritualità. Pif riesce a utilizzare questo elemento in modo narrativo, rendendolo parte integrante del percorso dei personaggi. Il risultato è un film che si gusta con piacere, capace di alternare leggerezza e intensità senza mai perdere coerenza.

In definitiva, …Che Dio perdona a tutti è una commedia riuscita, che riesce nell’impresa non scontata di far ridere e riflettere al tempo stesso. È anche un omaggio a Papa Francesco, alla sua visione della fede e alla sua capacità di parlare anche a chi si sente distante dalla religione.

Pif firma un film personale ma accessibile, che invita lo spettatore a interrogarsi senza mai imporre risposte. E forse è proprio questo il suo punto di forza: lasciare spazio al dubbio, alla contraddizione e, perché no, anche alla possibilità di cambiare. Oppure di restare fedeli alle proprie convinzioni, ma con una nuova consapevolezza e domande più profonde.

… E fuori nevica: i character poster del film di Vincenzo Salemme

0

Ecco quattro character poster del nuovo film di e con Vincenzo Salemme, che chiama a raccolta l’affiatata e divertentissima squadra di amici e colleghi per … E fuori Nevica. Ecco il poster del film con Carlo Buccirosso, Nando Paone, Paola Quattrini, Margareth Madè e con la partecipazione straordinaria di Maurizio Casagandre e Giorgio Panariello.

... E fuori 2 ... E fuori nevica 1 ... E fuori nevica 2 ... E fuori

Qui la trama del film: Enzo Righi (Vincenzo Salemme) ha cinquant’anni e vive cantando (male) sulle navi da crociera. Eterno immaturo, è allergico a qualsiasi tipo di responsabilità. Quando arriva la notizia della morte di sua madre, è costretto a rientrare a Napoli per la lettura del testamento, dove, dopo anni, incontrerà i fratelli Stefano e Cico. Ad attenderli una sopresa: saranno costretti a vivere tutti insieme per volontà testamentaria della madre. La convivenza non si rivelerà affatto semplice e i tre fratelli ne vedranno delle belle…finché una trovata geniale e spietata di Cico risolverà il nuovo, complicato,”stato di famiglia”.

 

… E fuori nevica: ecco il poster del film di Vincenzo Salemme

0

Ecco il poster del nuovo film di e con Vincenzo Salemme, che chiama a raccolta l’affiatata e divertentissima squadra di amici e colleghi per … E fuori Nevica. Ecco il poster del film con Carlo Buccirosso, Nando Paone, Paola Quattrini, Margareth Madè e con la partecipazione straordinaria di Maurizio Casagandre e Giorgio Panariello.... E fuori nevica

Sinossi: Enzo Righi (Vincenzo Salemme) ha cinquant’anni e vive cantando (male) sulle navi da crociera. Eterno immaturo, è allergico a qualsiasi tipo di responsabilità. Quando arriva la notizia della morte di sua madre, è costretto a rientrare a Napoli per la lettura del testamento, dove, dopo anni, incontrerà i fratelli Stefano e Cico. Ad attenderli una sopresa: saranno costretti a vivere tutti insieme per volontà testamentaria della madre. La convivenza non si rivelerà affatto semplice e i tre fratelli ne vedranno delle belle…finché una trovata geniale e spietata di Cico risolverà il nuovo, complicato,”stato di famiglia”.

 

… e alla fine arriva Polly: la spiegazione del finale del film

… e alla fine arriva Polly: la spiegazione del finale del film

Le commedie romantiche dei primi anni Duemila hanno spesso raccontato l’incontro tra due personalità opposte come il motore principale della trasformazione dei protagonisti. … e alla fine arriva Polly, diretto da John Hamburg, parte proprio da questo schema, ma lo utilizza per riflettere su un tema sorprendentemente universale: il rapporto tra controllo e imprevedibilità. Dietro le gag, gli equivoci e il tono leggero si nasconde infatti una riflessione sul rischio come elemento inevitabile dell’esistenza.

Interpretato da Ben Stiller e Jennifer Aniston, il film racconta il percorso di un uomo che ha costruito tutta la propria vita evitando qualsiasi possibilità di fallimento. Il finale rappresenta il momento in cui questa filosofia viene definitivamente messa in discussione. La storia d’amore con Polly diventa così molto più di una relazione sentimentale: è il simbolo di un cambiamento radicale, attraverso il quale Reuben comprende che nessuna scelta importante può essere ridotta a una semplice probabilità statistica.

Il contrasto tra l’uomo che calcola ogni rischio e la donna che vive il presente definisce tutta la costruzione narrativa del film

John Hamburg costruisce il racconto partendo da due personaggi che sembrano appartenere a universi incompatibili. Reuben Feffer lavora come analista del rischio per una compagnia assicurativa e affronta ogni decisione seguendo dati, statistiche e probabilità. Ogni aspetto della sua quotidianità è pianificato per ridurre al minimo gli imprevisti, trasformando la prudenza in una vera filosofia di vita.

L’umiliante tradimento durante il viaggio di nozze rappresenta il crollo improvviso di questo sistema. Reuben aveva scelto una moglie che riteneva perfetta, aveva programmato il proprio futuro nei minimi dettagli e credeva di aver eliminato qualsiasi variabile. Bastano pochi minuti perché tutte le sue certezze vengano spazzate via.

L’arrivo di Polly introduce l’esatto contrario del suo modo di vivere. Impulsiva, spontanea e incapace di programmare troppo il futuro, la donna affronta ogni giornata come un’esperienza da vivere senza eccessive preoccupazioni. La loro incompatibilità diventa immediatamente evidente, ma è proprio questa distanza a rendere possibile la crescita del protagonista.

Il film si inserisce così nella tradizione della commedia romantica americana interpretata da Ben Stiller, dove l’umorismo nasce spesso dall’imbarazzo e dalle situazioni fuori controllo. Tuttavia, sotto la superficie brillante, emerge una riflessione precisa sul bisogno contemporaneo di controllare ogni aspetto della propria esistenza.

Persino gli episodi più comici, come la disastrosa cena al ristorante marocchino o le difficoltà di Reuben nel ballare salsa, raccontano un uomo incapace di accettare che vivere significhi inevitabilmente esporsi all’errore e all’imprevisto.

Ben Stiller in ... e alla fine arriva Polly

Il finale di … e alla fine arriva Polly: Reuben rinuncia ai calcoli e sceglie finalmente una vita autentica

La parte conclusiva del film mette Reuben davanti all’ultima prova. Dopo aver rifiutato definitivamente il ritorno della moglie Lisa, sembra finalmente pronto a costruire un futuro con Polly. Eppure commette ancora un errore fondamentale: affronta la relazione come farebbe con una pratica assicurativa.

L’analisi statistica che inserisce nel proprio programma informatico dimostra che Polly rappresenta la scelta sentimentalmente meno rischiosa. Dal suo punto di vista è quasi una dichiarazione d’amore, perché certifica razionalmente che stare con lei costituisce la decisione migliore.

Per Polly, invece, quella scoperta produce l’effetto opposto. Comprende che Reuben continua a osservare la loro relazione attraverso formule matematiche e percentuali, incapace di affidarsi completamente ai propri sentimenti. La proposta di andare a vivere insieme viene quindi respinta perché nasce ancora dalla necessità di controllare il futuro.

La separazione costringe finalmente Reuben a guardarsi dentro. Le parole del padre e il discorso rivolto all’amico Sandy lo aiutano a capire quanto tempo abbia trascorso vivendo in funzione della paura anziché della felicità.

Quando scopre che Polly sta per lasciare New York, decide di inseguirla invece di rifugiarsi nelle proprie responsabilità lavorative. È una scelta apparentemente semplice, ma profondamente simbolica: per la prima volta mette una persona davanti alla carriera e alle proprie abitudini.

Il gesto conclusivo, quando mangia deliberatamente del cibo caduto per terra per dimostrare di essere disposto ad affrontare anche le situazioni più imprevedibili, assume un valore quasi allegorico. Non si tratta della prova di un amore romantico, bensì della dimostrazione che ha finalmente smesso di lasciare che la paura governi ogni sua decisione.

Jennifer Aniston in ... e alla fine arriva Polly

L’amore diventa il mezzo attraverso cui il film riflette sull’illusione di poter controllare completamente la vita

L’idea più interessante sviluppata dal film riguarda il concetto stesso di rischio. Reuben è convinto che ogni evento possa essere previsto e gestito attraverso modelli statistici. Il suo lavoro gli ha insegnato che ogni probabilità può essere calcolata e trasformata in una decisione razionale.

L’esperienza sentimentale dimostra però l’esatto contrario. Il matrimonio con Lisa, apparentemente perfetto, si rivela il fallimento più clamoroso della sua vita. La relazione con Polly, piena di imprevisti e situazioni assurde, diventa invece quella destinata a renderlo davvero felice.

Il film suggerisce quindi che il rischio non rappresenta necessariamente qualcosa da evitare. Al contrario, evitare costantemente ogni possibilità di soffrire significa rinunciare anche alle esperienze più significative.

Anche Polly evolve nel corso della storia. Se inizialmente rifugge qualsiasi forma di impegno stabile, il rapporto con Reuben le insegna che apertura emotiva e libertà personale possono convivere. Il loro cambiamento è reciproco: lui diventa più spontaneo, lei più disponibile a costruire un progetto condiviso.

Questa crescita parallela impedisce al film di trasformare uno dei due protagonisti nel semplice “insegnante” dell’altro. Entrambi imparano qualcosa, dimostrando che una relazione funziona quando produce un’evoluzione reciproca anziché l’annullamento delle differenze.

Phillip Seymour Hoffman e Alec Baldwin in ... e alla fine arriva Polly

La conclusione ribalta l’idea iniziale del protagonista e dimostra che le relazioni non possono essere trattate come formule matematiche

La scena finale, ambientata ancora una volta sulla spiaggia di Saint Barthélemy, chiude perfettamente il cerchio narrativo aperto all’inizio del film. È lo stesso luogo dove Reuben aveva visto crollare il proprio matrimonio, ma il suo atteggiamento è completamente cambiato.

L’incontro con Claude, l’uomo con cui Lisa lo aveva tradito durante la luna di miele, rappresenta il simbolo definitivo di questa trasformazione. In passato avrebbe reagito con rabbia o umiliazione. Stavolta lo ringrazia sinceramente, riconoscendo che proprio quell’evento doloroso ha cambiato la direzione della sua vita.

Anche il fatto che Reuben scelga di entrare completamente nudo in mare insieme a Polly assume un preciso significato simbolico. L’uomo che viveva seguendo protocolli rigidissimi accetta finalmente una situazione spontanea, perfino imbarazzante, senza preoccuparsi del giudizio degli altri.

Il cambiamento non consiste nell’abbandonare ogni prudenza. Reuben continua a essere una persona razionale, ma ha imparato che esistono ambiti della vita in cui le emozioni non possono essere sostituite dai calcoli.

Persino il rapporto con Polly riflette questa nuova maturità. I due decidono infatti di procedere con calma, senza affrettare un nuovo matrimonio. È una scelta che nasce dalla consapevolezza, non dalla paura. Per la prima volta Reuben prende una decisione senza affidarsi esclusivamente alle probabilità.

Ben Stiller e Jennifer Aniston nel film ... e alla fine arriva Polly

Il significato del finale di … e alla fine arriva Polly è che vivere davvero significa accettare l’incertezza invece di combatterla

Il finale di … e alla fine arriva Polly va oltre la classica conclusione romantica. La riunione della coppia rappresenta certamente il lieto fine sentimentale, ma soprattutto sancisce la vittoria di una nuova filosofia di vita.

Reuben comprende che il controllo assoluto è un’illusione. Nessun algoritmo può prevedere l’amore, evitare il dolore o garantire il successo di una relazione. La felicità nasce proprio dalla disponibilità ad affrontare ciò che non può essere pianificato.

La parabola del protagonista dimostra che la prudenza diventa un limite quando impedisce di cogliere le opportunità più importanti. L’amore, come ogni esperienza autentica, richiede inevitabilmente una dose di vulnerabilità e fiducia.

Per questo motivo il film continua a conservare una sorprendente attualità. In un’epoca in cui ogni scelta viene valutata attraverso dati, statistiche e previsioni, … e alla fine arriva Polly ricorda che alcune delle decisioni più importanti della vita sfuggono inevitabilmente a qualsiasi calcolo razionale.

L’ultima immagine di Reuben e Polly insieme, pronti a vivere il futuro senza pretendere di conoscerne già ogni dettaglio, sintetizza così il messaggio dell’intera storia: la vita più sicura non coincide sempre con quella migliore, mentre la felicità nasce spesso proprio dal coraggio di accettare l’imprevedibile.

… altrimenti di arrabbiamo! L’omaggio natalizio degli Oliver Onions

0

Sono tornate due autentiche superstar della musica italiana ed internazionale, tra i più famosi autori italiani di colonne sonore di film, vere e proprie leggende della storia della pop culture del nostro Paese: gli Oliver Onions!

Il duo composto da Guido e Maurizio De Angelis, che ha scritto le musiche di cult assoluti, in Italia e nel mondo, da Sandokan a Orzowei passando per i celebri film di Bud Spencer e Terence Hill, per le quali sono stati protagonisti sia come autori che come arrangiatori e interpreti, ha deciso di far rivivere uno dei loro brani di culto, il Coro dei Pompieri di …altrimenti ci arrabbiamo!, in una speciale versione natalizia arrangiata e prodotta da Ricky Quagliato, che fonde inconfondibili sonorità 80’s tra synth e campionatori con un sound 2.0 di grande impatto, addobbato a festa da campanelli natalizi e sonorità gioiose.

Il brano uscito per BMG, una sorpresa natalizia che anticipa il ritorno discografico degli Oliver Onions previsto per la primavera 2021, è già disponibile in streaming e su tutte le piattaforme digitali. Il la la la la lalla più famoso della storia del cinema, torna oggi in una inedita veste accompagnata da un videoclip con ospiti d’eccezione. Tanti gli amici che hanno deciso di rendere omaggio ai due maestri della colonna sonora, in un video che vediamo proiettato all’interno di un cinema – purtroppo vuoto come accaduto in questo anno – con la speranza e l’augurio di trascorrere queste festività con serenità e un pizzico d’allegria, in vista del nuovo anno e del nuovo progetto degli Oliver Onions.

Il parterre di amici che hanno partecipato al videoclip, provenienti dal mondo della musica, del cinema, della radio, è vastissimo: Ale&Franz, Brunori Sas, Claudia Gerini, Claudia Pandolfi, Cristina D‘Avena, Daniele Adani, Eugenio in Via di Gioia, Fabio Armiliato, Fabio Volo, Francesco Gabbani, Frankie Hi-nrg, Jerry Calà, Kabir Bedi, Lorenzo Branchetti, Luca Abete, Luisa Corna, Neri Marcoré, Nicola Ventola, Nina Zilli, Nino Frassica, Omar Fantini, Panpers (Andrea Pisani e Luca Peracino), Ricchi e Poveri, Rita Pavone, Rosita Celentano, Scintilla (Gianluca Fubelli), Simona Molinari, Tommaso Paradiso, Trio Medusa (Furio Corsetti, Gabriele Corsi e Giorgio Daviddi) con Francesco Lancia, Tutti Nudi (Antonio Mezzancella, Dj Osso e Pippo Lorusso), Vince Tempera.

… altrimenti ci arrabbiamo!: tutte le curiosità sul film con Bud Spencer e Terence Hill

Celebre coppia del cinema italiano e non solo, Bud Spencer e Terence Hill hanno girato tra gli anni Settanta e Ottanta diversi film divenuti popolarissimi a livello internazionale. Dal western Lo chiamavano Trinità… fino al poliziesco Miami Supercops (I poliziotti dell’8ª strada), passando per Pari e dispari, Io sto con gli ippopotami, Chi trova un amico trova un tesoro e tanti altri. Uno dei loro titoli più amati, da grandi e piccoli, è però … altrimenti ci arrabbiamo!, diretto nel 1974 da Marcello Fondato. Commedia d’azione, questo vanta gag, battute e sequenze ancora oggi iconiche, tanto note quanto omaggiate.

Pur se privo di particolari trovate di regia o di messa in scena, … altrimenti ci arrabbiamo! vanta numerose acrobazie, corse d’auto e, soprattutto, le celebri scazzottate di cui Spencer e Hill erano grandi maestri. Il film si affermò come il maggior successo economico tra tutti i film della coppia e li consacrò a stelle del cinema mondiale. Prima di intraprenderne una visione, però, sarà utile approfondire alcune curiosità relative a questo. Qui sarà possibile ritrovare dettagli relativi alla trama, al cast e a molto altro ancora. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

… altrimenti ci arrabbiamo!: la trama, il cast di attori e la dune buggy

Protagonisti del film sono Ben e Kid, rispettivamente un meccanico ed un camionista, accomunati dalla passione per le corse automobilistiche. Da sempre amici ma rivali, i due si ritrovano a vincere insieme una competizione, ottenendo come premio una dune buggy rossa con la capotte gialla nuova di zecca. L’agognata vettura, però, viene distrutta nel momento in cui una banda di sicari al servizio del Capo, mette a ferro e fuoco il luna park dove i due amici si erano recati. In risposta a quell’affronto, Ben e Kid decideranno di recarsi personalmente dal responsabile dell’accaduto, richiedendogli come risarcimento un’identica dune buggy. Se la loro volontà non verrà rispettata, si arrabbieranno e non ci sarà pace per nessuno.

Come anticipato, ad interpretare Ben e Kid vi sono rispettivamente Spencer e Hill. I due, come noto, divertirono molto a realizzare questo film, apportandovi anche proprie idee. Il celebre balbettìo effettuato da Spencer durante la scena del coro dei pompieri, ad esempio, è una sua trovata. Accanto a loro, nel ruolo del criminale noto come il Capo, vi è l’attore inglese John Sharp, mentre il suo braccio destro Attila è interpretato da Deogratias Huerta. Di particolare rilievo, inoltre, è la presenza del film dell’attore Donald Pleasence, nel ruolo del Dottore del Capo, ma celebre in particolare per essere stato Sam Loomis nella saga di Halloween. In ultimo, Manuel de Blas è il killer Paganini, mentre Luis Barbero è il gentile Geremia.

Protagonista del film è ovviamente anche la dune buggy, qui assunta a pomo della discordia della vicenda. Tale vettura, destinata alla marcia su sabbia, si caratterizza per il suo aspetto sbarazzino, divenuta un simbolo del divertimento estivo. In Italia le prime dune buggy apparvero sul finire degli anni Sessanta, ma è stato proprio … altrimenti ci arrabbiamo! ad averle rese popolarissime. Nella metà degli anni Settanta, infatti, a Roma venne fondata dal pilota di autocross Adriano Gatto la Puma s.r.l. con sede sulla via Tiburtina, la quale iniziò a produrre una propria linea di dune buggy molto simili al “Deserter”. Queste sono poi quelle utilizzate all’interno del film.

... altrimenti ci arrabbiamo! canzone

… altrimenti ci arrabbiamo!: dove è stato girato e la colonna sonora

Per quanto riguarda le location del film, come anche altri film di Spencer e Hill, anche … altrimenti ci arrabbiamo! è caratterizzato da località di differenti paesi. Le scene con il luna park, ad esempio, sono state girate a Madrid e più precisamente nei pressi dello Stadio Vicente Calderòn. Sempre nella capitale spagnola, al numero 17 di Calle de Postas, subito fuori da una porta di Plaza Mayor, si trova l’Hotel “Petit Palace Posada del Peine”, la cui entrata rappresenta nel film l’entrata del locale del Capo. La scena dell’inseguimento in moto, invece, è stata girata nel Lazio, nel bosco di Manziana. La scena iniziale di autocross è stata girata a Poggio San Romualdo, una frazione di Fabriano, in provincia di Ancona.

Ad essersi occupati della colonna sonora del film, invece, sono stati i fratelli Guido e Maurizio De Angelis, anche noti come fondatori del gruppo Oliver Onions. In attività dal 1963, questi hanno firmato la colonna sonora di diversi film di Spencer e Hill, ma anche di innumerevoli altri titoli. Per … altrimenti ci arrabbiamo!, in particolare, il gruppo compose il brano Dune Buggy, utilizzato per ben sette volte nel corso della pellicola. Come il film, anche questo conobbe un estremo successo commerciale, rimanendo nella top ten per oltre diciassette settimane e risultando il più venduto del 1974 in Italia. Anche all’estero tale brano ottenne ampi riconoscimenti, vantando una distribuzione estera in paesi come Cile, Messico, Francia, Spagna, e Germania.

… altrimenti ci arrabbiamo!: il remake, il trailer e dove vederlo in streaming e in TV

Dopo anni di speculazioni, nel 2022 è arrivato al cinema un remake del film. Diretto dagli YouNuts!Altrimenti ci arrabbiamo si propone in realtà più come un reboot che come un vero e proprio remake, modificando alcuni particolari dell’originale per dar vita ad un omaggio di quel cult. Ad interpretare i due protagonisti, qui, sono gli attori Edoardo Pesce ed Alessandro Roja. Christian De Sica, invece, compare nei panni del villain principale, mentre Alessandra Mastronardi è Miriam, intrigante e pericolosa donna che aiuterà i due protagonisti. Naturalmente, grande protagonista è anche in questo caso la mitica dune buggy rossa con la capotte gialla nuova di zecca.

È possibile fruire di … altrimenti ci arrabbiamo! grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Infinity+, Amazon Prime Video e Netflix. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di sabato 27 maggio alle ore 21:25 sul canale Rete 4.

Fonte: IMDb

X-Men Giorni di un futuro passato: treno del film inaugurato da Hugh Jackman

0

Ormai manca poco all’arrivo dell’atteso nuovo film sui mutanti Marvel, X-Men giorni di un futuro passato, e arrivano in serata le foto dell’inaugurazione del treno di X-Men giorni di un futuro passato, un’iniziativa del marketing della produzione che ha visto  Hugh Jackman e James McAvoy protagonisti all’inaugurazione. L’evento da il via alla campagna di lancio del film.

[nggallery id=495]

Per chi se lo fosse perso, a questo link trovate il bellissimo trailer.

X-Men giorni di un futuro passato locandinaLa trama di X-Men giorni di un futuro passato, tratta dall’omonimo fumetto del 1981, ripercorre un arco temporale ambientato in un imprecisato futuro in cui gli USA sono dominati dalla Sentinelle, mentre i mutanti vivono confinati in campi di concentramento. Kitty Pride torna indietro nel tempo e impedisce dal passato che gli eventi precipitino a tal punto da trasformare la vita dei mutanti del futuro in un inferno di reclusione.

Vi ricordiamo che nel cast sono confermatissimi Halle Berry, Peter Dinklage e . Il film è ispirato ai fumetti di Chris Claremont e John Byrne dal titolo: ”Uncanny X-Men” # 141 e 142 nel 1981. Tutte le info sul film nella nostra scheda: X-Men: giorni di un futuro passato. Tutte le news sul film invece sono nel nostro speciale: X-Men.

Fonte: CBM

X-Men giorni di un futuro passato: foto dalla Trask Industries

0

Continuano ad arrivare aggiornamenti dal sito virale dell’atteso nuovo film  X-Men giorni di un futuro passato nuovo capitolo basato sui mutanti Marvel. Oggi è la volta di una foto di un collare inibitore per mutanti progettato dalla Trask. L’immagine è stata lanciata dallo stesso regista della pellicola Bryan Singer:

X-Men giorni di un futuro passato-foto1

La trama di X-Men giorni di un futuro passato, tratta dall’omonimo fumetto del 1981, ripercorre un arco temporale ambientato in un imprecisato futuro in cui gli USA sono dominati dalla Sentinelle, mentre i mutanti vivono confinati in campi di concentramento. Kitty Pride torna indietro nel tempo e impedisce dal passato che gli eventi precipitino a tal punto da trasformare la vita dei mutanti del futuro in un inferno di reclusione.

Vi ricordiamo che nel cast sono confermatissimi ,  Halle Berry, Peter Dinklage e . Il film è ispirato ai fumetti di Chris Claremont e John Byrne dal titolo: ”Uncanny X-Men” # 141 e 142 nel 1981. Tutte le info sul film nella nostra scheda: X-Men: giorni di un futuro passato. Tutte le news sul film invece sono nel nostro speciale: X-Men.

Tutte le foto del film nella nostra gallery:

[nggallery id=222]

Fonte: Trask-Industries.com

Woody Allen a lavoro su Magic in the Moonlight

0

Magic in the MoonlightLogorroico, ipocondriaco, inarrestabile: Woody Allen è a lavoro sul suo prossimo film, mentre ancora Blue Jasmine promette di far parlare di sè per l’interpretazione di Cate Blanchett, forse protagonista della cinquina di nominate agli Oscar del prossimo 2 marzo. Ci arriva via Collider la notizia che la Sony ha appena comprato i diritti di distribuzione di Magic in the Moonlight, prossima pellicola del regista di cui sappiamo già qualche dettaglio. Come è ormai abitudine del buon vecchio Woody, il cast del film sarà composto da molti (e tutti famosi) attori, tra questi sono già confermati Colin Firth ed Emma Stone con l’aggiunta di Eileen Atkins, Marcia Gay Harden, Hamish Linklater e Jacki Weaver.

Il film riprenderà inoltre gli elementi che hanno in qualche modo fatto il successo di Midnight in Paris, a partire dal titolo che lo rievoca, anche Magic in the Moonlight sarà ambientato in Francia, nel sud del paese e sarà una commedia romanticanegli anni ’20. Protagonista un uomo inglese (Firth) che sarà impegnato a smascherare una truffa ma sarà intralciao da complicazioni sentimentali.

A produrre il film c’è la squadra di Blue Jasmine: Letty Aronson, Stephen Tenenbaum e Edward Walson. Per quanto riguarda invece la data d’uscita, è probabile che Magic in the Moonlight arrivi già in estate negli Stati Uniti.Fonte: Collider

VIEWFest 2012: il regista di Madagascar 3 presenta il film

0

ERIC DARNELL, Regista della trilogia di MADAGASCAR presenterà a VIEW MADAGASCAR 3: RICERCATI IN EUROPA. Eric Darnell è il regista e sceneggiatore di “Madagascar”

Vicini del terzo Tipo – Teaser Trailer Italiano

0
Vicini del terzo Tipo – Teaser Trailer Italiano

Ecco il Teaser Trailer italaino di Vicini del terzo tipo, prossima commedia irriverente con Jonah Hill, Ben Stiller, Vince Vaughn, Billy Crudup, Doug Jones, Richard Ayoade, Will Forte, Rosemarie DeWitt

Una commedia politica per Russel Brand

0

Russel Brand prenderà parte in veste di interprete e produttore alla commedia The President Stole My Girlfriend, un progetto

Transformers 4 L’era dell’estinzione: scene inedite nel nuovo Trailer

0

Arriva un nuovo trailer interazione dell’atteso film, Transformers 4 L’era dell’estinzione di Michael Bay, quarto capitolo del franchise di successo Transformers.

[nggallery id=336]

Transformers 4 L'Era dell'EstinzioneVi ricordiamo che Transformers 4 L’era dell’estinzione sarà diretto nuovamente da Michael Bay con protagonisti: Jack Reynor, Nicola Peltz e Kelsey Grammer. Vi ricordiamo che per tutte le news sul film potete consultare il nostro speciale: Transformers 4. Mentre per le info utili sulla pellicola c’è la nostra Scheda Film:  Transformers 4 L’era dell’estinzione. Le riprese cominceranno in giugno e la pellicola uscirà negli Stati Uniti il 27 Giugno 2014, mentre quella italiane il 16 luglio 2014.

Piccole anticipazioni sulla trama. Il film comincerà dove è finito il terzo capitolo, in un mondo in cui, nonostante la minaccia dei Deception sia stata debellata, l’umanità ne è uscita distrutta. La pace non durerà poi così tanto, sarà infatti interrotta dalle ricerche sulla tecnologia dei robot alieni da parte di alcuni uomini potenti.

Transformers 4 L’era dell’estinzione: Optimus Prime e Grimlock nel nuovo poster

0

Arriva un nuovo spettacolare poster dell’atteso Transformers 4 L’era dell’estinzione, il quarto capitolo del franchise di successo diretto da Michael Bay. Oggi protagonisti sono Optimus Prime e Grimlock, il poster nella nostra Gallery: [nggallery id=336]

Transformers 4 L'era dell'estinzioneVi ricordiamo che Transformers 4 L’era dell’estinzione sarà diretto nuovamente da Michael Bay con protagonisti: Jack Reynor, Nicola Peltz e Kelsey Grammer. Vi ricordiamo che per tutte le news sul film potete consultare il nostro speciale: Transformers 4. Mentre per le info utili sulla pellicola c’è la nostra Scheda Film:  Transformers 4 L’era dell’estinzione. Le riprese cominceranno in giugno e la pellicola uscirà negli Stati Uniti il 27 Giugno 2014, mentre quella italiane il 16 luglio 2014.

Piccole anticipazioni sulla trama. Il film comincerà dove è finito il terzo capitolo, in un mondo in cui, nonostante la minaccia dei Deception sia stata debellata, l’umanità ne è uscita distrutta. La pace non durerà poi così tanto, sarà infatti interrotta dalle ricerche sulla tecnologia dei robot alieni da parte di alcuni uomini potenti.

 Tiziano. L’impero del colore al cinema il 3, 4, 5 ottobre

0
 Tiziano. L’impero del colore al cinema il 3, 4, 5 ottobre

La nuova stagione de La Grande Arte al Cinema di Nexo Digital torna nelle sale italiane con un docufilm dedicato a uno dei pittori simbolo di Venezia e del Rinascimento: Tiziano Vecellio (1488/1490 –1576). L’appuntamento è per il 3, 4, 5 ottobre con Tiziano. L’impero del colore, diretto da Laura Chiossone e Giulio Boato e scritto da Lucia Toso e Marco Panichella con la supervisione di Donato Dallavalle, una produzione Sky, Kublai Film, Zetagroup, Gebrueder Beetz e Arte ZDF.

Tiziano. L’impero del colore ripercorre quasi un secolo di vita di quel ragazzo che, all’aprirsi del 1500, in una città coperta d’oro che svetta ammiratissima sopra una foresta sommersa, scende dalle montagne del Dogado per essere ricordato come “il più eccellente di quanti hanno dipinto”. Straordinario artista e geniale imprenditore di se stesso, tanto innovativo nella composizione di un’opera quanto nel saperla vendere, Tiziano diviene in pochi anni pittore ufficiale della Serenissima e sommo artista ricercato dalle più ricche e famose corti d’Europa. Da Ferrara a Urbino, da Mantova a Roma fino alla Spagna di Carlo V e di suo figlio Filippo II, Tiziano attraversa il secolo illuminandolo con i suoi dipinti e ispirando artisti di tutte le epoche successive. Perfetto interprete della religione e della mitologia e ritrattista di immediata potenza espressiva, domina il suo tempo oscurando i contemporanei, sempre tenendo fede al suo motto: “l’arte è più potente della natura”.

In Tiziano. L’impero del colore, esperti, critici, studiosi e artisti internazionali raccontano la vita e lo stile dell’artista, il suo temperamento, le sue ambizioni. E poi la Venezia che, per tutta la sua esistenza, rimarrà la base operativa da cui spostarsi per conquistare e creare un “impero del colore”, una fucina creativa eccezionale capace di accogliere viaggiatori e influenze provenienti da tutto il mondo. Ce lo raccontano nel film Amina Gaia Abdelouahab, curatrice indipendente e storica dell’arte, co-founder e vicepresidente di Progetto A, Bernard Aikema, Professore di Storia dell’arte moderna all’Università di Verona, Brunello Cucinelli, stilista e imprenditore, finanziatore del Foro delle Arti, Francesca Del Torre, assistente scientifica all’Istituto di storia dell’arte della Fondazione Cini e curatrice per la pittura italiana del Rinascimento al Kunsthistorisches Museum di Vienna, Miguel Falomir Faus, Direttore del Museo Nacional del Prado a Madrid, studioso di pittura italiana del Rinascimento e del Barocco, Sylvia Ferino-Pagden, curatrice di mostre, in precedenza Curatrice della Pittura rinascimentale italiana e Direttrice della Pinacoteca del Kunsthistorisches Museum di Vienna, Jeff Koons, uno degli artisti più influenti e seguiti al mondo, Patrizia Piscitello, storica dell’arte, curatrice, responsabile Ufficio mostre e prestiti e Curatrice collezioni del Cinquecento del Museo e Real Bosco di Capodimonte, Tiziana Plebani, storica, cultrice di Storia moderna all’Università Ca’ Foscari di Venezia, in precedenza responsabile del Dipartimento Storia e Didattica della Biblioteca Nazionale Marciana, Giorgio Tagliaferro, Professore Associato in Arte Rinascimentale all’Università di Warwick con un Ph.D. in Storia dell’arte all’Università Ca’ Foscari di Venezia.

A comporre le vicende dell’artista anche le indagini sui suoi affetti, come quello per l’amatissima figlia Lavinia, e sui rapporti con le grandi personalità del suo tempo: il Duca di Ferrara Alfonso I; il poeta e intellettuale Pietro Aretino, rockstar del Rinascimento; la Marchesa di Mantova, collezionista e mecenate senza eguali, Isabella d’Este; l’imperatore Carlo V; il Papa Paolo III; il re di Spagna Filippo II; il celebre “rivale” Jacopo Tintoretto.

Se per tre secoli la tomba di Tiziano, ucciso dalla peste nel 1576, sarà decorata solo da una lapide, la sua produzione influenzerà i grandi artisti delle epoche successive e continua tuttora a dialogare con i contemporanei come spiega nel docufilm lo stesso Jeff Koons, raccontando la sua assoluta fascinazione per il gesto pittorico e la bottega di Tiziano: elementi che lo accomunano, a distanza di oltre quattrocento anni, al rivoluzionario pittore veneziano.

La Grande Arte al Cinema è un progetto originale ed esclusivo di Nexo Digital. Per l’autunno 2022 la Grande Arte al Cinema è distribuita in esclusiva per l’Italia da Nexo Digital con i media partner Radio Capital, Sky Arte, MYmovies.it e in collaborazione con Abbonamento Musei.

The World’s End: prima foto ufficiale!

0
The World’s End: prima foto ufficiale!

Superata la minaccia dell’Apocalisse il 21 dicembre 2012, Simon Pegg ha scelto di rimanere in tema twittando la prima immagine ufficiale per The World’s End, irriverente pellicola

The Vampire Diaries 6×06: anticipazioni e promo

0

Si intitola Then More You Ignore Me, The Closer I Get,  The Vampire Diaries 6×06, la sesta puntata dell’atteso sesto ciclo di episodi della serie televisiva di successo trasmessa dal network americano della The CW.

In  The Vampire Diaries 6×06  Alaric, dopo essersi reso conto che Jo non può essere soggiogata, chiederà ad Elena di investigare un po’ su di lei, mentre Caroline, Matt e Stefan cercheranno di salvare Enzo, ancora prigioniero di Tripp. Inoltre Elena dovrà affrontare le conseguenze delle sue scelte, ora che Damon è tornato, e Jeremy toccherà il fondo. Alla fine, dopo aver scoperto qualcosa di sconvolgente, sarà Damon a dover prendere in mano la situazione.

The Vampire Diaries 6x06The Vampire Diaries è una serie televisiva statunitense di genere fantasy creata da Kevin Williamson e Julie Plec, che ha debuttato il 10 settembre 2009 sul network The CW. È basata sull’omonima serie di libri di Lisa Jane Smith, dal titolo italiano Il diario del vampiro.

La protagonista è Elena Gilbert, una normale ragazza adolescente che vive a Mystic Falls, in Virginia. La sua vita viene sconvolta quando scopre che il suo ragazzo, Stefan Salvatore, è un vampiro, e che è stata adottata. Stefan si accorge che Elena è identica alla prima donna della sua vita, la vampira che trasformò lui e suo fratello Damon Salvatore nel 1864: Katherine Pierce. I due fratelli si innamorano anche di Elena ed entrano a far parte della sua vita. Il loro scopo è proteggerla dal vampiro Originale Klaus e da altre forze che ambiscono al pieno controllo della ragazza, che si è rivelata essere una delle doppelgänger di Amara. Gli amici di Elena vengono spesso coinvolti nelle situazioni soprannaturali e combattono per vivere serenamente a Mystic Falls, un luogo costantemente tormentato dal proprio passato.

Trama:

A Mystic Falls (VA), Elena Gilbert e il fratello Jeremy hanno da poco subito la perdita dei loro genitori, morti in un incidente stradale sul ponteWickery Bridge, e da qualche mese vivono assieme alla loro giovane zia, Jenna, diventata loro tutrice. Dopo le vacanze estive i fratelli tornano a scuola, dove Elena incontra Stefan Salvatore, vampiro centenario che torna nella sua città natale per conoscere la ragazza. Infatti, fu lui a salvarla da morte certa il giorno dell’incidente stradale in cui morirono i coniugi Gilbert e, incontrandola, si accorge che Elena è identica alla vampiraKatherine Pierce, che trasformò lui e suo fratello Damon in vampiri durante gli anni della guerra civile. I due iniziano a frequentarsi e si fidanzano, ma la loro relazione viene messa in difficoltà da Damon, che diversamente dal fratello si nutre di sangue umano ed è più cattivo. Elena scopre presto la loro natura soprannaturale, ma impara a conviverci. Jeremy inizia a frequentare Vicki Donovan, ma la ragazza viene trasformata in vampiro da Damon e successivamente uccisa, così Jeremy si innamora della vampira Anna Johnson, conoscente di Katherine.

In città arriva Alaric Saltzman, che è alla ricerca di Damon per vendicare l’omicidio della moglie Isobel, ma in seguito viene a sapere che è stata vampirizzata. Inoltre si scopre che Elena è stata adottata e che i suoi genitori biologici sono Isobel e John Gilbert, che ha sempre creduto suo zio.

The Counselor: Cameron Diaz sostituisce Angelina Jolie

0

Sfumano gli accordi per avere Angelina Jolie in The Counsoler, prossimo film di Ridley Scott, al suo posto Cameron Diaz.

The Big Bang Theory 8×11: anticipazioni e promo

0

Si intitola The Clean Room Infiltration,  The Big Bang Theory 8×11, l’undicesima puntata dell’ottavo ciclo di episodi della sit-com di enorme successo trasmessa dal network americano della CBS.

 

The Big Bang Theory 8x11In  The Big Bang Theory 8×11 Amy (Mayim Bialik) organizza un tradizionale in stile vittoriano per la vigilia di Natale e Raj (Kunal Nayyar) invita il padre, arrivato in America da poco per una visita al figlio. Come sarà la situazione tra i due dopo il divorzio dalla madre?

Il resto del gruppo, Leonard (Johnny Galecki), Sheldon (Jim Parsons) e Howeard (Simon Helberg) cercano di cacciare un uccello che hanno fatto entrare loro all’interno della stanza asettica dell’Università. Sheldon tenterà di fare un brutto regalo a Amy, per vendicarsi di essere stato baciato in pubblico.

The 100 2: anticipazioni su Lincoln ed Octavia

0

Mentre cresce l’attesa per la messa in onda dei prossimi episodi di  The 100 2, secondo ciclo di puntate della serie di successo targata The CW oggi arrivano alcune anticipazioni su cosa aspettarci nel prossimo futuro.

In The 100 2, dove le speranze di vedere insieme Lincoln ed Octavia sembrano affievolirsi, ma Devon Bostick ci ha assicurato che prima del finale di stagione alcuni personaggi si ritroveranno a sorpresa, mentre ad altri dovremo dare l’estremo saluto

The 100 2The 100 (pronunciato The Hundred) è una serie televisiva statunitense sviluppata da Jason Rothenberg, in onda sul network The CW dal 19 marzo 2014.

La serie si basa sull’omonimo romanzo scritto da Kass Morgan, pubblicato il 3 settembre 2013 e ripubblicato nel 2014 con le facce dei protagonisti della serie in copertina. Il 16 settembre 2014 è stato pubblicato il sequel del romanzo, Day 21 (Giorno 21). Nonostante la prima stagione sia basata sul romanzo, serie e libro seguono due vie diverse. In Italia, la serie viene trasmessa, a partire dal 1° ottobre 2014, sul canale Premium Action.

97 anni dopo una guerra nucleare globale che ha sconvolto il pianeta Terra, ciò che rimane del genere umano è una stazione spaziale, l’Arca, formata dalle 13 stazioni spaziali che si trovavano in orbita al momento del disastro. L’Arca ha leggi molto severe e chi trasgredisce viene punito con la morte per espulsione nel vuoto. Con l’aumento della popolazione e con il rapido deteriorarsi degli impianti di riciclo, i rappresentanti del governo decidono di inviare sulla Terra cento delinquenti. Questi giovani ragazzi intraprenderanno un viaggio molto pericoloso per cercare di ripopolare il Pianeta e creare una nuova comunità.

Star Wars il risveglio della Forza: un bellissimo Fan Poster

0

Ecco un altro bellissimo fan poster per  Star Wars il risveglio della Forza. Nello stile dei vecchi poster della saga, è stato realizzato un manifesto che vede campeggiare in primo piano i nuovi volti del film.

Che ve ne pare?

Star Wars il risveglio della forza

[nggallery id=1221]

Star Wars il risveglio della forza-3All’inizio delle riprese, il regista J.J. Abrams aveva dichiarato “È emozionante e al tempo stesso surreale osservare l’amato cast originale insieme a nuovi incredibili talenti portare in vita questo mondo ancora una volta”. Nel nuovo film, John Boyega, Daisy Ridley, Adam Driver, Oscar Isaac, Andy Serkis, Domhnall Gleeson e Max von Sydow si uniranno alle star della saga Harrison Ford, Carrie Fisher, Mark Hamill, Anthony Daniels, Peter Mayhew e Kenny Baker. Star Wars Il Risveglio della Forza è diretto da J.J. Abrams e scritto da Lawrence Kasdan e Abrams. Kathleen Kennedy, Abrams e Bryan Burk sono i produttori, mentre John Williams torna come compositore per le musiche. Il film arriverà prossimamente nei cinema italiani.

Stalker 1×10: anticipazioni e promo

0

Si intitola A Cry for Help,  Stalker 1×10, la decima puntata della prima stagione della nuova serie televisiva trasmessa dal network americano della CBS.

https://www.youtube.com/watch?v=OoVbZB6N8Oc

stalker-1x10Stalker è una serie televisiva statunitense creata da Kevin Williamson per la CBS. La serie ha debuttato negli Stati Uniti il 1º ottobre 2014. Il tenente Beth Davis e il detective Jack Larsen indagano su vari casi di stalking per la Threat Assessment Unit del Los Angeles Police Department.

Personaggi:

  • Tenente Beth Davis, interpretata da Maggie Q
  • Detective Jack Larsen, interpretato da Dylan McDermott
  • Detective Ben Caldwell, interpretato da Victor Rasuk
  • Detective Janice Lawrence, interpretata da Mariana Klaveno
  • Vice procuratore distrettuale Amanda Taylor, interpretata da Elisabeth Röhm