Mentre prosegue l’ultima tornata di
riprese di
Captain America: Brave New World (precedentemente
noto come New World Order), quest’ultima foto dal set
solleverà sicuramente alcune domande!
Condivisa da Atlanta
Filming, l’immagine mostra strane creature appese per la coda.
Sebbene si sia ipotizzato che si tratti dei Mangia-anime
di Chang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli, a
noi sembrano molto più simili agli Orloni.
Questi piccoli animali simili a
roditori sono stati introdotti nei film di
Guardiani della Galassia e sembrano essere uno
spuntino molto popolare in alcuni angoli cosmici del
Marvel Cinematic
Universe.
Non abbiamo idea del perché queste
piccole creature facciano parte di questo film in particolare,
quindi c’è sempre la possibilità che assomiglino semplicemente a
Orloni. Un’altra teoria è che si tratti di una sorta di mutanti
gamma creati dal dottor Samuel Sterns, alias The Leader.
Date un’occhiata alla foto qui sotto e fateci sapere cosa ne
pensate nella sezione commenti.
Quello che sappiamo sul
film Captain America: Brave New World
Captain America: Brave New World riprenderà da
dove si è conclusa la serie Disney+The Falcon and the Winter
Soldier, seguendo l’ex Falcon Sam Wilson (Anthony Mackie)
dopo aver formalmente assunto il ruolo di Capitan America. Il
regista Julius Onah (Luce, The
Cloverfield Paradox) ha descritto il film come un
“thriller paranoico” e ha confermato che vedrà il ritorno
del Leader (Tim Blake Nelson), che ha iniziato la
sua trasformazione radioattiva alla fine de L’incredibile
Hulk del 2008.
Secondo quanto riferito, la star
di Alita: Angelo della BattagliaRosa
Salazar interpreta la
cattiva Diamondback. Nonostante dunque avrà
degli elementi al di fuori della natura umana, il film riporterà
il Marvel Cinematic
Universe su una dimensione più terrestre e realista, come
già fatto anche dai precedenti film dedicati a Captain America. Ad
ora, il film è indicato come uno dei titoli più importanti
della Fase
5.
Anthony
Mackie ha recentemente dichiarato che questo film
è “10 volte più grande” della sua serie Disney+ e ha parlato della dinamica tra Cap e il
nuovo Falcon, Joaquin Torres. “Sono in coppia alla pari“,
ha scherzato. “Sono entrambi militari. Io ero il suo ufficiale
comandante. Tra noi c’è più amicizia rispetto al modo in cui
ammiravo Steve o al modo in cui non mi piaceva Bucky“.
“Questo film è un chiaro reset.
Ristabilisce davvero l’idea di cosa sia e cosa sarà questo
universo“, ha aggiunto Mackie. “Penso che con questo film,
si stia ottenendo un chiaro, nuovo marchio di ciò che
la Marvel vuoole
essere nello stesso modo in cui hanno fatto con Captain America: The Winter
Soldier“.
Nastri d’Argento a
Call my agent – Italia– Seconda
Stagione (Sky) per la ‘Commedia’, Il
Re– Seconda Stagione (Sky) per il ‘Crime’,
I Leoni di Sicilia (Disney+) tra i ‘Drama’ e Un
Professore– Seconda stagione (Rai) tra le
serie ‘Dramedy’ e, ancora una volta tratto da una commedia di
Eduardo De Filippo, Napoli milionaria (Rai) è il miglior
‘Film tv’ dell’anno per la regia di Luca Miniero con Massimiliano
Gallo e Vanessa Scalera.
Così ha deciso il
voto dei Giornalisti Cinematografici che concludono stasera a
Napoli al Teatro di Corte di Palazzo Reale la quarta edizione dei
Nastri d’Argento – Grandi Serie in collaborazione
con la Film Commission Regione Campania, con il sostegno del MiC –
Direzione Generale Cinema e audiovisivo. Main sponsor SIAE –
Società Italiana degli Autori ed Editori.
Foto di Lacovelli Zayed
Una grande festa
per la serialità che ha cambiato negli ultimi anni il pubblico
delle reti e delle piattaforme e ha reso internazionale e sempre
più amato dal pubblico il nuovo formato cinematografico della
fiction tradizionale, trasformandone lo storytelling nelle
mani di sceneggiatori sempre più attenti anche al recupero della
grande letteratura: molti titoli di quest’anno nascono da successi
letterari e non è un caso che la ‘Serie
dell’anno’, scelta dalla stampa specializzata, sia
La Storia di Francesca
Archibugi (Rai) dal romanzo di Elsa Morante. Un premio
collettivo per i produttori, Roberto Sessa per Picomedia e Maria
Pia Ammirati Direttrice di Rai Fiction, e naturalmente, con la
regista Francesca Archibugi, anche per gli sceneggiatori Giulia
Calenda, Ilaria Macchia, Francesco Piccolo e la stessa Archibugi
insieme al cast: Jasmine Trinca, Elio Germano, Asia Argento, i giovani Lorenzo
Zurzolo, Francesco Zenga e Valerio Mastandrea.
Agli sceneggiatori,
grandi protagonisti della rivoluzione della serialità,
un’attenzione speciale con il Nastro le ‘Penne
d’Argento’ Campo Marzio, Premio che aggiunge valore al
‘created by’ che sintetizza il loro apporto determinante alla
nascita e allo sviluppo creativo di ogni progetto. E nasce tra i
riconoscimenti dei Giornalisti, in quest’edizione il Nastro
d’Argento SIAE per la sceneggiatura che premia le autrici
di Antonia (Prime Video) Chiara Martegiani, Elisa Casseri e
Carlotta Corradi. La serie è nata da un’idea di Chiara Martegiani
che ne è anche protagonista.
Tre le attrici e
gli attori con i Nastri speciali i Giornalisti specializzati hanno
festeggiato, con una scelta del Direttivo Nazionale, il
successo dei protagonisti ‘iconici’ dell’anno molto amati dal
pubblico: Sabrina Ferilli per Gloria
(Rai), Alessandro Borghi e Adriano Giannini per
Supersex (Netflix) e con loro il regista Gabriele
Muccino, che si è messo autoironicamente due volte in
gioco da attore, quest’anno, con le sue performance
irresistibili in altrettante serie popolarissime come Call my
agent – Italia (Sky) e Vita da Carlo (Paramount+), entrambe alla seconda stagione. Con i
titoli più votati hanno vinto i loro interpreti: Isabella
Ragonese protagonista de il Re (Sky),
Michele Riondino, nel ruolo del
capostipite della più appassionante dinasty siciliana, la
saga della famiglia Florio, I Leoni di Sicilia (Disney+) tratta dal romanzo omonimo di
Stefania Auci che ha vinto nella categoria ‘Miglior Drama’ con la
regia di Paolo Genovese, scritta da Ludovica Rampoldi e Stefano
Sardo. Nastri anche per attrici e attori non protagonisti
Linda Caridi per Supersex (Netflix) e
Giovanni Ludeno che affianca Luisa Ranieri ne
Le indagini di Lolita Lobosco (Rai).
Nastri d’Argento
tra musica e cinema quest’anno anche per due giovanissime
rivelazioni: Leo Gassmann per Franco
Califano e Letizia Toni per Sei
nell’anima. Il ‘Premio Guglielmo Biraghi’ con il
quale la stampa cinematografica ogni anno segnala il talento dei
più giovani, è andato a Giacomo Giorgio: un
successo ad altissima velocità (che ha ricevuto anche un Premio
da Italo) per ben quattro titoli molto popolari, da
Mare
fuori e Doc – Nelle tue mani a Noi siamo
leggenda e Per Elisa – Il caso Claps. E proprio a
Per Elisa – Il caso Claps (Rai) va un Nastro d’Argento
speciale al suo regista Marco Pontecorvo e al
protagonista Gianmarco Saurino.
Foto di Chiara Calabrò
E non sono poche le
serie entrate quest’anno nel palmarès per il valore che
una nuova narrazione esprime sui temi del sociale, un’attenzione
dichiarata ne I Fantastici 5 (Mediaset),
Premio Nastri d’Argento-Fondazione Claudio Nobis, prodotta da
Luca Bernabei di Lux Vide, società del gruppo Fremantle con Daniele
Cesarano, Head of Drama per RTI – Gruppo Mediaset. Una storia nata
da un’idea dello stesso Bernabei e di Massimo Gramellini con
protagonista Raoul Bova, empatico coach
di una squadra paralimpica. E ancora, Il Nastro della
legalità – Serie è andato a Il Clandestino –
Un investigatore a Milano (Rai) protagonista Edoardo Leo per la regia di Rolando Ravello, una
coproduzione Rai Fiction e Italian International Film, prodotta da
Fulvio e Paola Lucisano.
Il
Clandestino è un detective fuori dai canoni tradizionali che
rinnova un genere molto frequentato dalla serialità con un segno di
attenzione significativo per i temi del sociale, pur nella
costruzione di storie che non dimenticano il mondo dei fragili in
una grande città. E a Giusy Buscemi, protagonista
di Vanina – Un vicequestore a Catania diretta da
Davide Marengo, è andato il Premio che i Nastri
assegnano con Nuovo Imaie, consegnato da un protagonista molto
popolare, non solo a Napoli, per Un posto al sole come
Patrizio Rispo. Da Salvatore
Clemensi Giusy Buscemi riceverà anche il tradizionale
Premio Wella Professionals per l’immagine ogni anno ai Nastri
d’Argento.
Una
sessantina le serie selezionate quest’anno, titoli che
hanno aperto la platea tradizionale della fiction anche ai grandi
autori del cinema, e 70 i voti dei Giornalisti Cinematografici per
il meglio di una selezione che ha preso in considerazione i titoli
della stagione andati in onda dal 1° maggio 2023 al 30 aprile
2024.
Le serie candidate,
anche su segnalazione degli iscritti al SNGCI, sono state scelte
quest’anno, come i premi speciali, dal Direttivo presieduto da
Laura Delli Colli e composto da Fulvia Caprara (Vicepresidente),
Oscar Cosulich, Maurizio di Rienzo, Susanna Rotunno, Paolo
Sommaruga e Stefania Ulivi. Nel Direttivo Romano Milani, Segretario
generale e Franco Mariotti (Sindaco).
TUTTI I
PREMI
Il
Premio ad ogni serie riconosceanche il
valore del Cast artistico e tecnico nella sua
coralità
SERIE
DELL’ANNO
LA
STORIA (RAI)
Regia Francesca ARCHIBUGI
Protagonisti Jasmine TRINCA, Elio GERMANO, Asia
ARGENTO, Lorenzo ZURZOLO, Francesco ZENGA e con Valerio
MASTANDREA
Una
produzione PICOMEDIA in collaborazione con RAI FICTION in
collaborazione con THALIE IMAGES
Sceneggiatura Giulia CALENDA, Ilaria MACCHIA,
Francesco PICCOLO, Francesca ARCHIBUGI
MIGLIOR SERIE
‘COMMEDIA’
CALL MY
AGENT – ITALIA | SECONDA STAGIONE (SKY)
Regia Luca RIBUOLI
Prodotta
da SKY STUDIOS e PALOMAR
Sceneggiatura Lisa NUR SULTAN con Federico BACCOMO
e Dario D’AMATO
MIGLIOR SERIE
‘CRIME’
IL
RE | SECONDA STAGIONE (SKY)
Regia Giuseppe GAGLIARDI
Una
produzione SKY STUDIOS con THE APARTMENT e WILDSIDE,
entrambe società del gruppo FREMANTLE,
in collaborazione
con ZOCOTOCO
Sceneggiatura Alessandro FABBRI e Peppe FIORE,
Federico GNESINI
Distribuito a partire dal 2001 nei
cinema di tutto il mondo, Donnie Darko è in breve
diventato un film cult, integrandosi perfettamente nel contesto
cinematografico per contenuti e forma. Ancora oggi il film è spunto
di dibattiti circa la sua intricata trama, la quale ha appassionato
negli anni sempre più critici e cinefili.
Ecco 10 cose che non sai di
Donnie Darko.
Donnie Darko cast
1. Vi hanno partecipato
diversi attori famosi. Il film è l’opera d’esordio del
regista Richard Kelly, mentre protagonista con il
personaggio di Donnie Darko è l’attore Jake
Gyllenhaal, che sarebbe poi divenuto celebre proprio
grazie a questo ruolo. Tra gli altri protagonisti si annoverano
Jena Malone, nel ruolo della ragazza di Donnie,
Drew Barrymore, nel ruolo della
professoressa Pomeroy, Maggie
Gyllenhaal, nel ruolo della sorella del protagonista,
e Patrick Swayze, nel ruolo del predicatore Jim
Cunningham. Nel film vi è anche un piccolo cameo dell’attore
Seth
Rogen, al suo debutto cinematografico.
2. È stato realizzato
grazie al contributo di Drew Barrymore. Il regista ha
affermato che il film ha trovato una distribuzione cinematografica
anche grazie al supporto dell’attrice Drew
Barrymore, che figura anche come produttrice.
3. C’erano altri candidati
oltre a Jake Gyllenhaal. Prima di
scegliere Gyllenhaal come protagonista, la produzione aveva
valutato gli attori Vince Vaughn, Mark
Wahlberg e Jason Schwartzman, ma
tutti loro rifiutarono per impegni presi precedentemente con altri
film.
Donnie Darko trama
4. La trama ha generato
numerose teorie. Il film è ambientato il 2 ottobre 1988,
quando il motore di un aereo precipita sulla camera da letto di
Donnie Darko. Da quel momento la vita del ragazzo non sarà più la
stessa, data anche la comparsa di Frank, un coniglio antropomorfo
che gli preannuncia l’imminente fine del mondo. All’interno dei
film viene citata la teoria degli universi tangenti e delle
dimensioni parallele, elementi che hanno portato critici e
spettatori a speculare circa la realtà o meno degli eventi. Nessuna
delle teorie proposte è tuttavia stata ufficialmente accettata dal
regista.
5. Esiste una Director’s
cut. La versione uscita inizialmente nelle sale
cinematografiche ha una durata di 113 minuti. Nel 2004 viene
tuttavia rilasciata una versione estesa, a cui ha lavorato lo
stesso regista, della durata di 133 minuti, la quale presenta
dunque scene ed elementi in più, utili alla miglior comprensione
dell’opera.
Donnie Darko coniglio
6. È una figura
emblematica. Tra i più grandi misteri del film vi è quello
relativo alla figura del coniglio Frank. Oscuro e demoniaco, il
personaggio assume il ruolo di guida del protagonista, portandolo a
compiere gesti che influenzeranno lo svolgersi del film. La sua
presenza è più importante, e criptica, di quanto appaia, essendo
strettamente legato al fenomeno della dimensione parallela.
Donnie Darko Netflix
7. È possibile vederlo in
streaming. Per chi non avesse ancora visto il film, è
possibile recuperarlo sulla piattaforma streaming Netflix, dove è disponibile nel catalogo. Basterà
attivare un proprio account per poterlo guardare comodamente da
casa propria.
Donnie Darko canzone
8. Ha dato nuova vita ad un
brano già esistente. All’interno del film è presente il
brano Mad World, nella versione dell’artista Gary Jules.
Benché il brano esistesse ben prima del film, questo ha contribuito
ad un suo ritorno in auge, specialmente nella sua nuova versione.
La canzone è infatti associata ad una delle sequenze più importanti
del film, impossibile da dimenticare.
Donnie Darko sequel
9. Esiste un seguito del
film. Nell’estate del 2009 esce al cinema il film S.
Darko. Il film assume il punto di vista della sorella minore
di Donnie, anni dopo gli eventi del primo film e cerca di
ricalcarne gli eventi. Il regista dell’originale, Richard
Kelly si è più volte dissociato dal film.
Donnie Darko frasi celebri
10. Alcune frasi sono
entrate nell’immaginario collettivo. Il film è costellato
di frasi divenute ben presto iconiche, molte delle quali di natura
filosofica. Ecco le più celebri tra le battute del film:
– “28 giorni, 6 ore, 42 minuti,
12 secondi. Ecco quando il mondo finirà. (Frank)
– “Ci sono delle persone che
nascono con la tragedia nel sangue. (Gretchen Ross)
– “Un famoso linguista un
giorno scrisse che fra tutte le espressioni nella letteratura
inglese, fra tutte le infinite combinazioni di parole utilizzate
nella storia, Cellar Door è senz’altro la più bella.”
(Professoressa Pomeroy)
– “Perché Indossi quello
stupido costume da coniglio?” – “Perché indossi quello stupido
costume da uomo?” (Donnie Darko e Frank)
– “Ogni creatura sulla terra
quando muore è sola.” (Donnie Darko)
Al Festival di Cannes 2022 suscitò
particolare scandalo il film iraniano Holy Spider,
diretto da Ali Abbasi (regista
anche di Border – Creature di
confine e del recente The
Apprentice). Il film, basato su una storia vera, narra del
serial killer Saeed Hanaei della città iraniana di
Mashhad e nel lungometraggio il regista ricorre frequentemente
all’uso di violenza e scene esplicite per scioccare e far
riflettere sulla brutalità di un episodio come quello che vede
protagonista Saeed, purtroppo tutt’altro che isolato.
Secondo il regista, però, il film
non vuole essere una ricostruzione accurata degli omicidi (il
personaggio interpretato da Zahra Amir Ebrahimi è
composito e in buona parte fittizio), né aspira volutamente a
creare controversie. Abbasi era infatti principalmente interessato
ad approfondire la storia di questo serial killer e il fatto che
per buona parte della popolazione fosse diventato un eroe. Allo
stesso tempo, il regista voleva offrire un’immagine della
condizione femminile in Iran diversa da quella che si è soliti
conoscere.
Si tratta dunque di un film
particolarmente interessante, che propone numerosi spunti di
riflessione oltre ad una serie di immagini decisamente
indimenticabili. In questo articolo, approfondiamo dunque alcune
delle principali curiosità relative a Holy Spider.
Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare
ulteriori dettagli relativi alla trama, al
cast di attori e alla storia vera dietro
il film. Infine, si elencheranno anche le principali
piattaforme streaming contenenti il titolo nel
proprio catalogo.
Forouzan Jamshidnejad in Holy Spider.
La trama e il cast di Holy Spider
Ambientato in Iran nel 2001, il film
racconta la storia di un uomo di nome Saeed, un
padre di famiglia alle prese con la propria ricerca religiosa.
Saeed è intenzionato a compiere una sacra missione: purificare la
città santa di Mashhad, cercando di sradicare del tutto la
prostituzione, simbolo di immoralità e corruzione. Il modo che
sceglie per portare a termine questa impresa è l’eliminazione
fisica delle donne.
Dopo aver mietuto già qualche
vittima, Saeed si ritrova però in preda alla disperazione, perché
le persone non sembrano interessate affatto alla sua missione
divina. Nel frattempo una giornalista di Teheran,
Rahimi, giunge in città per indagare sullo
spietato serial killer, rendendosi conto che le autorità locali non
sembrano avere fretta di trovare il colpevole. Si scontra infatti
con pregiudizi sessisti ed una polizia apatica e potrà contare solo
sul reporter locale Sharifi.
Ad interpretare Saeed Hanaei vi è
l’attore Mehdi Bajestani, recentemente visto anche
in Tatami
– Una donna in lotta per la libertà (2023). Proprio la
regista di quest’ultimo film, Zahra Amir Ebrahimi,
è qui presente nel ruolo della giornalista Rahimi, per il quale ha
vinto il Prix d’interprétation féminine al Festival di Cannes 2022.
Recitano poi nel film gli attori Arash
Ashtiani nel ruolo di Sharifi, Forouzan
Jamshidnejad in quello di Fatima Hanaei e
Alice Rahimi in quello di Somayeh.
Mehdi Bajestani in Holy Spider.
La storia vera dietro al film: chi è Saeed Hanaei?
Holy Spider, come
anticipato, è basato sulla storia vera di un serial killer
iraniano, Saeed Hanaei, che ha ucciso 16 donne
nella città di Mashhad tra il 2000 e il 2001. Tutte le sue vittime
erano prostitute, che egli attirava in casa mentre la moglie e i
figli erano assenti per pregare. Qui Hanaei strangolava le donne
con il loro foulard mentre avevano un rapporto sessuale. In
seguito, non nascondeva i corpi ma li scaricava ai bordi delle
strade o nelle fogne a cielo aperto.
Qui le vittime venivano trovati
avvolti nel loro chador, una lunga e fluente veste nera che ricopre
le donne dalla testa ai piedi. Con il susseguirsi degli omicidi, la
stampa li definì “gli Omicidi del Ragno” in quanto Hanaei attirava
le malcapitate a sé e, una volta in trappola, le assaliva, come
fanno i ragni con le prede. Saeed fu poi arrestato il 25 luglio del
2001 a seguito di un tentato omicidio: una delle sue vittime
sopravvisse al suo assalto e corse dalla polizia a denunciare il
fatto.
In carcere Saeed confessò
tutti e 16 gli omicidi e spiegò di averli commessi in quanto
considerava le prostitute come “esseri peccaminosi, corrotti
moralmente e che corrompevano, uno spreco di sangue’’ e quindi
sentiva che era suo dovere ripulire la città dalla loro presenza.
La sua, come lui stesso la descrisse, era “una crociata
personale per amore di Dio e per la tutela della
religione’’.
Questo movente trovò l’apprezzamento
di alcuni gruppi fondamentalisti e militanti islamici, che
considerarono il killer come “un eroe che difende la città da
una piaga sociale crescente”. Qualche tempo dopo l’arresto,
altre 19 prostitute sono state uccise almeno 3 di questi omicidi
sono stati attribuiti ai seguaci di Hanaei. Nel settembre 2001 fu
giudicato colpevole di 16 omicidi e condannato a morte per
impiccagione, che fu poi eseguita l’8 aprile 2002.
Il trailer di Holy
Spider e dove vedere il film in streaming e in TV
Sfortunatamente il film non è
presente su nessuna delle piattaforme streaming attualmente attive
in Italia. È però presente nel palinsesto televisivo di
sabato 1 giugno alle ore 21:20
sul canale Rai 4. Di conseguenza, per un limitato
periodo di tempo sarà presente anche sulla piattaforma
Rai
Play, dove quindi lo si potrà vedere anche oltre il
momento della sua messa in onda. Basterà accedere alla piattaforma,
completamente gratuita, per trovare il film e far partire la
visione.
Quando nel 2001 il film
Shrek arrivò
nei cinema di tutto il mondo, l’animazione cinematografica cambiò
per sempre. Con l’uscita dei successivi tre sequel, quello di
Shrek diventa un vero e proprio fenomeno globale,
dando vita ad uno dei franchise animati più redditizi di sempre.
Tra riferimenti alla cultura di massa e una comicità scorretta e
cinica, si è affermato come un vero e proprio apri pista per
numerosi imitatori. Dopo
Shrek 2 nel 2004 e Shrek Terzo nel 2007, nel 2010 è arrivato al
cinema Shrek e vissero felici e contenti (qui la recensione).
Dopo aver raccontato l’ascesa di
Shrek a re di Molto Molto Lontano, con questo quarto film il
regista Mike Mitchell è voluto
tornare alle origini del celebre orco verde. Si portano dunque gli
spettatori non solo ad esplorare un mondo alternativo, ma anche le
origini di alcuni dei personaggi più amati. Questa inzialmente
doveva anche essere la storia conclusiva della serie, ma dato il
riscontro positivo di pubblico, la DreamWorks ha
lasciato aperte le porte per ulteriori sviluppi.
Con un incasso di oltre 750 milioni,
Shrek e vissero felici e contenti è infatti stato
uno dei maggiori successi del suo anno e della serie. Dato questo
successo, i produttori hanno dunque in seguito annunciato anche un
quinto capitolo della serie. Prima di intraprendere una visione
del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle
principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella
lettura sarà possibile ritrovare dettagli sulla
trama e il cast di doppiatori.
Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme
streaming contenenti il film nel proprio catalogo.
La trama di Shrek e vissero felici e
contenti
Con il quarto capitolo della serie,
Shrek e vissero felici e
contenti, Shrek è ora, insieme
a Fiona, il padre amorevole di tre orchetti.
Le sue giornate, però, si ripetono tutte uguali a se stesse tra il
caos della sua palude invasa dalla sua famiglia,
Ciuchino, la suocera Lilian, il
Gatto e altri loro amici. Incastrato così in una
routine che non gli permette di dare sfogo alla propria essenza,
Shrek inizia nutrire il desiderio di poter tornare alla sua vecchia
vita solitaria e pacifica.
Sempre più in preda alla
disperazione, egli si lascerà ingannare dal terribile nano
Tremotino, con cui stringe un patto per poter
rivivere un giorno della sua vecchia vita da orco in cambio di un
giorno a caso del suo passato. Il patto si rivela però una
trappola, in quanto Tremotino ha sottratto all’orco il giorno della
sua nascita, catapultandolo di conseguenza in un mondo parallelo in
cui non è mai esistito.
In questa realtà, Tremotino è
diventato il dittatore di Molto Molto Lontano, dove gli abitanti
vivono nella miseria, mentre gli orchi vengono cacciati e
schiavizzati dalle streghe. Cosa più importante, Shrek scopre di
non aver mai incontrato Fiona. L’orco avrà a questo punto soltanto
un giorno di tempo per poter rimediare a tutto ciò, deciso a
sfruttare l’unica clausola presente nel contratto del malefico
nano, relativa all’ottenimento del bacio del suo vero amore.
Il cast e i personaggi del
film
Una delle punte di diamante dei film
sono i numerosi celebri attori che si sono avvicendati nel
doppiaggio dei personaggi principali e più apprezzati della saga.
Voce originale dell’orco Shrek è il comico Mike
Myers. Questi, particolarmente legato al personaggio,
decise di conferire al personaggio un marcato accento scozzese.
Tale scelta è motivata dal fatto che questo gli ricordava il modo
in cui sua madre gli leggeva le favole.
Iconico è poi il ruolo svolto
dall’attore Eddie
Murphy, il quale ha reso celebre il personaggio di
Ciuchino grazie alla propria interpretazione. Conclude il trio di
protagonisti la principessa Fiona, la quale sfoggia la voce
dell’attrice Cameron
Diaz. La premio Oscar Julie Andrews dà
nuovamente voce alla regina Lilian, la madre di Fiona, mentre
Antonio
Banderas è ancora una volta la voce di Gatto con gli
stivali, ruolo da lui doppiato anche per le versioni in lingua
spagnola e italiana del film.
Fanno poi il loro ingresso
anche Walt Dohrn nei panni del perfido
Tremotino e JonHamm, celebre protagonista della serie Mad
Men, in quelli di Brogan l’orco. Si annoverano poi
anche Conrad Vernon per Zenzy, Craig
Robinson per Cuciny l’orco Jane Lynch nei
panni di Gretched. Per il doppiaggio italiano, invece,
Renato Cecchetto, Nanni Baldini e
Selvaggia Quattrini sono le voci di Shrek,
Ciuchino e Fiona.
Shrek 5 si farà?
Al momento non si sa molto di
Shrek
5, anche se il cast completo dei film originali di
Shrek dovrebbe tornare, con le trattative con le
star iniziate ad aprile 2023. “Prevediamo che il cast
ritorni. I colloqui stanno iniziando adesso, e ogni
indicazione che abbiamo ottenuto è che c’è un enorme
entusiasmo da parte degli attori a tornare” ha detto il
fondatore e CEO della Illumination Chris
Meledandri. In un precedente rapporto, si suggeriva
un’uscita nel 2025 per il film, cosa però al momento non
confermata.
Il trailer di Shrek e
vissero felici e contenti e dove vedere il film in
streaming e in TV
È possibile fruire del film grazie
alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme
streaming presenti oggi in rete. Shrek e vissero
felici e contenti è infatti disponibile nel catalogo di
Rakuten TV, Google Play, Apple
TV, Prime Video e
Infinity+. Per vederlo, basterà noleggiare il
singolo film, avendo così modo di guardarlo in totale comodità e al
meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel
palinsesto televisivo di sabato 1 giugno alle
ore 21:20 sul canale Italia
1.
Arriva per la prima volta su Rai 2
il film francese Gli omicidi di Pont D’Arc (titolo
italiano di Le secret de la grotte), diretto nel 2023
da Christelle Raynal. Si
tratta di un film per la TV che si basa su una celebre località e
sito turistico francese per proporre un racconto di carattere
thriller dove il mistero nel presente si lega ad un caso del
passato rimasto irrisolto. Un titolo dunque dove si mescolano più
elementi ed atmosfere.
Il film, realizzato dunque
unicamente per la TV francese, arriva ora anche sugli schermi
italiani, ed è l’ideale per gli appassionati di questo genere,
attratti dai misteri e dal percorso che si compie per arrivare alla
loro risoluzione. Oltre a ciò, il film è un titolo che suscita
interesse anche solo per il suo mostrare una serie di location di
grande fascino e che sono qui vere e proprie protagoniste di questo
racconto.
In questo articolo, approfondiamo
dunque alcune delle principali curiosità relative a Gli
omicidi di Pont D’Arc. Proseguendo qui nella lettura sarà
infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla
trama, al cast di attori e alle
location dove si sono svolte le riprese. Infine,
si elencheranno anche le principali piattaforme
streaming contenenti il film nel proprio catalogo.
Catherine Davenier e Élodie Varlet in Gli omicidi di Pont
D’Arc
La trama di Gli omicidi di Pont D’Arc
Il film ha per protagonisti il
capitano della gendarmeria francese Riad Lekcir e
la responsabile della sezione scientifica Manon
Ferret-Duval. I due sono legati da un passato controverso
e doloroso. Nel 1994, Kamel, fratello maggiore di
Riad, fu accusato di aver ucciso i genitori di Manon. All’epoca
Kamel aveva otto anni e quando vide crollare i suoi alibi si
suicidò. Ora Riad e Manon sono colleghi e devono collaborare su un
caso molto singolare.
Il cadavere di un uomo è stato
rinvenuto sulle rive dell’Ardèche, si tratta di una figura nota
agli abitanti della zona. L’arma del delitto è la lama di una
pietra intagliata più di 40 mila anni fa, periodo corrispondente
alla presenza dell’uomo nella grotta rupestre scoperta proprio nel
1994. Gli investigatori devono mettere da parte i traumi del
passato e portare avanti le indagini, che sveleranno un legame tra
l’omicidio e il dramma avvenuto trent’anni prima.
Il cast del film
Ad interpretare Riad Lekcir vi è
l’attore Samy Gharbi, noto per il suo ruolo
ricorrente nella serie Demain nous. Accanto a lui, nel
ruolo di Manon Ferret-Duval, vi è invece l’attrice Élodie
Varlet, meglio conosciuta per il suo ruolo di Estelle
Cantorel nella serie televisiva Plus Beautiful Life, di
cui è diventata una delle attrici ricorrenti fin dal suo arrivo
alla fine del 2006. Accanto a loro, recitano Catherine
Davenier e Serge
Riaboukin nei ruoli di Nathalie e Étienne Ferret,
genitori adottivi di Manon.
Per quanto riguarda il suo ruolo,
Élodie Varlet ha dichiarato nel corso di un’intervista che:
“Non ho avuto il tempo di incontrare la polizia o altre
tipologie di forze dell’ordine, per prepararmi con loro al ruolo.
Ma cinque anni prima avevo già avuto l’opportunità di interpretare
un commissario e quindi conoscevo già un po’ come si svolge il
lavoro del mio personaggio in questo film. Ciò che dovevo fare qui
era però più un approfondimento sul piano personale di ciò che
Manon sta vivendo“.
Samy Gharbi e Élodie Varlet in Gli omicidi di Pont
D’Arc
Le location dove è stato girato Gli omicidi di Pont
D’Arc
Per
quanto riguarda le location, queste si sono svolte a
Vallon-Pont-d’Arc, nel dipartimento delle
Ardèche, Francia. Si tratta di un
un comune francese la cui importanza come destinazione turistica
risiede principalmente nel fatto che è il punto di partenza per la
discesa delle gole dell’Ardèche (da Pont d’Arc a
Saint-Martin-d’Ardèche). Il comune ospita anche la Grotte
Chauvet, Patrimonio dell’Umanità, e la sua replica, la
Grotte Chauvet 2.
La
“porta d’ingresso naturale” delle gole dell’Ardèche è anche detta
pont d’Arc e si tratta di un arco naturale che ha
una lunghezza di 60 metri e un’altezza di 54 metri ed è stato
aperto dal fiume Ardèche. Si tratta di un sito noto per i canoisti
nonché meta turistica particolarmente gettonata proprio per il
fascino che è capace di suscitare con la sua particolare forma e
collocazione.
Il trailer di Gli omicidi
di Pont D’Arc e dove vedere il film in streaming e in
TV
Sfortunatamente il film non è
presente su nessuna delle piattaforme streaming attualmente attive
in Italia. È però presente nel palinsesto televisivo di
sabato 1 giugno alle ore 21:20
sul canale Rai 2. Di conseguenza, per un limitato
periodo di tempo sarà presente anche sulla piattaforma
Rai
Play, dove quindi lo si potrà vedere anche oltre il
momento della sua messa in onda. Basterà accedere alla piattaforma,
completamente gratuita, per trovare il film e far partire la
visione.
Il Cacciatore (The Deer
Hunter) di Michael Cimino è stato premiato come
miglior film e un’epopea di guerra che ha seguito tre amici
d’infanzia di una cittadina della Pennsylvania, Michael (Robert
De Niro), Steven (John Savage) e Nick
(Christopher
Walken) nel corso della guerra del Vietnam.
Il Cacciatore (The Deer Hunter) è una storia vera
per i soldati che hanno vissuto la sua straziante narrazione, con
un finale che, a distanza di quarant’anni, rimane uno dei pezzi più
sconvolgenti del cinema. Il film non si trattiene dall’esporre le
atrocità del combattimento e i loro effetti sulla psiche umana, in
particolare per Nick, il suo personaggio più fragile, che dopo la
guerra scompare nel mondo del gioco d’azzardo clandestino di
Saigon.
Prima di partire per il Vietnam,
Nick ha fatto promettere a Mike di non lasciarlo indietro, cosa che
perseguita Michael quando torna negli Stati Uniti. Quando scopre
che un benefattore anonimo sta inviando denaro all’ospedale per
veterani dove Steven è in cura, sospetta che si tratti di Nick.
Mike rintraccia Nick e lo trova a giocare alla roulette russa in
cambio di denaro, ma il Nick al tavolo da gioco è ben lontano
dall’uomo bello e ridente che era nei dintorni della Pennsylvania.
Nonostante la loro efficacia drammatica, le scene finali hanno
suscitato molte polemiche che hanno fatto discutere Il cacciatore
dal 1978.
La morte di Nick e l’ultima partita
alla roulette russa spiegate
Nonostante i migliori tentativi di
Mike di comunicare a Nick i ricordi della loro casa, il suo vecchio
amico non sembra recepire nulla di tutto ciò, e a turno ognuno di
loro fa girare la camera di scoppio e preme il grilletto, finendo
per sparare a vuoto. Il tono gelido del gioco è in netto contrasto
con la volta in cui giocarono nella giungla durante la guerra,
quando un fiducioso Mike disse a un impaurito Nick che tutto ciò
che doveva fare era “mettere una camera vuota in quella pistola”.
Entrambe le scene della roulette sono intense ma hanno scopi
diversi: una mette in evidenza il fuoco indomabile dello spirito
umano, l’altra mostra quando si è spento.
Qui, implora disperatamente un Nick
distaccato e rettiliano di mostrare un qualsiasi segno che si
ricordi di lui e della sua provenienza, cercando di fare qualsiasi
cosa per innescare la connessione di Nick con l’umanità. Ha quasi
la sua occasione quando Nick ripete le parole “Un colpo, un colpo”,
pochi istanti prima di premere il grilletto, ma il sorriso vuoto
sul suo volto è di breve durata quando spara e soccombe all’unico
proiettile in canna. “Un solo colpo” si riferisce al
metodo che Michael usava quando i due cacciavano insieme i cervi, a
significare il modo ottimale per uccidere senza che l’animale
soffrisse, e ora, in qualche modo, Nick sa che un solo colpo lo
libera.
Colto dalla morsa del disturbo da
stress post-traumatico (PTSD), in cui tutto ciò che può fare è
rivivere il suo trauma, Nick si è rivolto a un gioco che
rappresentava gli orrori che aveva visto e da cui era ancora
consumato. Sapeva che, una volta tornati a casa, i soldati
diventavano dei gusci di se stessi, con uno stato psicologico
fragile e non facilmente reintegrabile nella società ordinaria, e
anche se è discutibile quanto Nicky fosse lucido quando ha premuto
il grilletto, è chiaro che non voleva quel destino per se stesso,
una volta tornato sul suolo americano. Accettava che l’uomo che era
prima era già morto in Vietnam e che non si poteva tornare a casa,
cosa che Mike avrebbe imparato da solo in seguito.
Il vero significato del finale “Dio
benedica l’America”
La coda di “God Bless America” che
suona alla fine de Il cacciatore di cervi è allo stesso tempo
ispiratrice e dolceamara. La canzone è uno degli inni più
patriottici degli Stati Uniti e, inserendola alla fine di
Il Cacciatore (The Deer Hunter), il film riafferma
i valori americani. Nonostante il trauma subito da Michael, Nick,
Steve e gli altri uomini che hanno prestato servizio oltreoceano in
Vietnam, ognuno di loro ha un legame profondo con il proprio Paese
e la sua identità, anche se questo li ha lasciati emotivamente
segnati per tutta la vita in modi che hanno solo iniziato a capire
e ad affrontare.
Cantandola insieme, i protagonisti
di Il Cacciatore (The Deer Hunter) riescono non
solo a legare grazie alle loro esperienze comuni, ma anche a
liberare una pletora di emozioni complesse per raggiungere una
sorta di catarsi. Ascoltando la melodia, è impossibile ignorare
l’innocenza che tutti loro condividevano prima di andare in guerra,
in contrasto con la profonda trasformazione a cui li ha sottoposti.
La guerra li ha privati dell’idealismo e li ha sostituiti con il
cinismo e il nichilismo, ma l’atto di unirsi insieme in una canzone
patriottica sulle virtù dell’America ricorda loro che almeno hanno
un conforto reciproco dopo tutto quello che hanno passato.
Perché Mike lascia vivere il cervo
nel finale de Il Cacciatore
Nel finale di Il Cacciatore
(The Deer Hunter) c’è un momento in cui Michael ha la
possibilità di sparare a un cervo ma non lo fa, un gesto semplice
che ha un grande significato. Dopo tutto quello che ha vissuto in
Vietnam, ha imparato ad apprezzare la vita e la caccia non ha più
lo stesso fascino di un tempo. Come i suoi amici, ha subito
profondi cambiamenti dopo aver assistito in prima persona alle
atrocità della guerra, così l’atto di uccidere un cervo, che un
tempo gli procurava bei ricordi con i suoi compagni, non è più la
spensieratezza di un tempo e ora si sente oscurato dalle vite degli
uomini che ha portato con sé oltreoceano.
Sparare a una creatura bella e
innocente non corrisponde al modo in cui Mike vede il mondo ora.
Laddove un tempo il cervo rappresentava una sfida o un premio, ora
incarna l’innocenza della sua vita prebellica che non potrà mai più
riavere. Esiste solo il modo in cui le cose erano e il modo in cui
sono, e non sparando al cervo Mike dà credito e riconoscimento al
fatto che non sarà mai più lo stesso. Infine, il fatto di non
uccidere il cervo dimostra la crescita personale di Mike e il fatto
che la violenza non è così attraente come un’esistenza più pacifica
e simbiotica con gli esseri viventi che lo circondano.
Come Nick invia denaro a Steven
nonostante abbia perso la memoria
Uno degli aspetti più
confusi del finale di Il Cacciatore (The Deer Hunter) è il
fatto che Nick sia la persona che invia i soldi a Steve da Saigon
nonostante abbia perso la memoria. Quando Michael trova Nick,
questi è chiaramente dipendente dall’eroina e vive da tempo in uno
stato di torpore, per poi riacquistare pezzi di memoria in quelli
che si rivelano essere i suoi ultimi momenti. Nick percepisce a
malapena la presenza di Mike, tanto meno di un vecchio amico della
sua città natale, rendendo difficile credere che sia stato il
misterioso benefattore di Steve per tutto questo tempo.
La spiegazione più semplice è che a
un certo punto, quando ha iniziato a giocare alla roulette russa
per soldi, ha avuto un pensiero abbastanza razionale da trovare
l’ospedale di Steve e inviargli le vincite. Lentamente, nel corso
del tempo, è diventato dipendente dall’eroina per affrontare il
trauma delle sue esperienze di guerra, e il suo rimanere in uno
stato di torpore si adattava agli uomini che facevano soldi grazie
al soldato americano disposto a giocare a questo gioco pericoloso.
Questo dimostra che Nick voleva che la sua vita fosse servita a
qualcosa e che aveva ancora un piccolo legame con il suo amico,
anche se non poteva tornare a casa e anche se lo aveva perso di
vista lungo il cammino.
Le controversie sull’inesattezza
storica e gli effetti sulle relazioni con i veterani d’America ne
Il Cacciatore spiegati
Il Cacciatore (The Deer
Hunter) è considerato uno dei migliori
film sulla guerra del Vietnam, ma la sua accuratezza è
stata a lungo discussa dagli storici del Vietnam che hanno
sostenuto che non ci sono prove che i Vietcong abbiano mai
costretto i prigionieri di guerra americani a giocare alla roulette
russa. Inoltre, il film è stato citato per le sue rappresentazioni
razziste del popolo vietnamita, in particolare durante le scene
della roulette russa. Per quanto riguarda la narrazione del film,
il gioco rappresenta la scommessa che i soldati fanno andando in
guerra, in particolare gli amici d’infanzia che sono cresciuti
insieme e che avevano idee diverse su come sarebbe stato servire il
proprio Paese.
La guerra del Vietnam non è stata
vista di buon occhio dall’opinione pubblica americana e i soldati
americani non sono stati trattati bene né durante né dopo il
conflitto. Molti sono tornati in un Paese che ha fatto ben poco per
riabilitarli o per fornire risorse per la loro salute mentale, con
il risultato che alcuni hanno scelto di automedicarsi in modi che
hanno portato alla morte. Nel complesso, il finale di Il
Cacciatore (The Deer Hunter) ha messo in luce i danni
provocati dalla guerra agli individui e ha aiutato l’opinione
pubblica americana a trattare i soldati con maggiore empatia e
compassione per il sacrificio che hanno compiuto per il loro
Paese.
Rebecca Ferguson sta vivendo appieno la gloria
di dire “te l’avevo detto” dopo il successo sbalorditivo
di Dune: Parte
Due. Nel corso di un’intervista con Steve
Weintraub di Collider, durante la quale la
coppia ha discusso principalmente di Silo di
Apple
TV+, l’attrice di Doctor Sleep ha dichiarato di aver
assaporato quelle quattro gloriose parole da quando il film è
uscito a marzo.
Riflettendo sulle lodi della
critica, sui guadagni gargantueschi al botteghino e sul dono
complessivo al cinema, Rebecca Ferguson ha ricordato di aver
partecipato ai press junket per il film e di aver anticipato ciò
che sarebbe accaduto con il secondo capitolo dell’epico franchise
di Denis Villeneuve.
Credo che per me, dato che avevo
visto Dune e
stavo facendo delle interviste – io e te le abbiamo fatte – mi
ricordo che ero seduto lì e dicevo: “Voglio solo che la gente
lo veda”. Mi sono sentito dire: ‘Se pensate che Dune sia
bello, aspettate di vedere Dune 2′, e ricordo di aver pensato: ‘Dico
davvero’. Voglio dire, le sfide, gli angoli, la trama, la musica,
la portata, gli Harkonnen, la grafica, è tutto lì. È un capolavoro.
E il fatto che io sappia che la gente l’ha visto e che la risposta
è quella che è, è un po’ come se io dicessi: “Ve l’avevo
detto””.
Rebecca Ferguson pensa che Dune
potrebbe facilmente diventare il prossimo Star Wars
Le prime reazioni a Dune: Parte
Due sono state pronte a paragonarlo a film come
L’Impero colpisce ancora, Il Signore degli Anelli: Le due
torri e Il cavaliere oscuro, a riprova del fatto che
i sequel sono assolutamente il punto di partenza. Per quanto
riguarda le epopee spaziali, Dune
ha già dato filo da torcere a Star
Wars (letteralmente) al botteghino, e con
Dune Messiah in arrivo, l’hype continuerà a scorrere
forte come le spezie. Come i fan, Rebecca Ferguson capisce cosa significhi un
terzo
film di Dune non solo per il franchise ma per
tutti gli aspetti del cinema e vede che le cose possono solo
migliorare da qui in poi.
“È un universo. È un po’ quello
che era Star
Wars quando è nato. Non voglio portare sfortuna, ma
c’è molto che si può fare qui. Questo è un mondo. È un mondo sexy,
pericoloso, con culture e vite e visioni diverse, e Patrice [
Vermette ], che è il designer, e i costumi. Insomma, è uno
spettacolo sotto ogni aspetto. È semplicemente
fenomenale”.
Speriamo che abbiate visto Dune: Parte
Due quando era nelle sale e in IMAX, se avete ancora
bisogno di vederlo o volete semplicemente rivederlo, il film
Dune:
Parte Due in streaming è ora disponbile sulle seguenti
piattaforme:
Finalmente l’universo caotico della
serie di videogiochi Borderlands sta
per arrivare sul grande schermo. L’atteso adattamento di
Eli Roth, con
Cate Blanchett e
Kevin Hart nei panni degli originali cacciatori di
caveau Lilith e Roland, uscirà nelle sale il prossimo
agosto e concluderà una saga quasi decennale per portare in vita i
personaggi di Gearbox.
Édgar Ramírez si opporrà all’eccentrico gruppo
di strampalati su Pandora nel ruolo di Atlas, descritto come
“il più potente S.O.B. dell’universo” e padre della
ragazza scomparsa che hanno il compito di salvare. In vista del suo
ruolo di cattivo, ha dato a Steve Weintraub di
Collider un breve teaser di ciò che ci si può
aspettare dal film “stravagante” e “gonzo”
durante un’intervista al Festival di Cannes per Emilia Pérez.
Ci sono pochi franchise come
Borderlands,
una serie di sparatutto in prima persona ambientata principalmente
sul pianeta di Pandora, abitato da banditi, dove le corporazioni e
i cacciatori di tesori vanno per arricchirsi o morire nel
tentativo. Mentre i cosiddetti cacciatori di caveau cercano le
favolose camere aliene che si suppone siano piene di ricchezze, si
imbattono in personaggi sopra le righe e nell’avidità aziendale,
insieme a una moltitudine di animali selvatici mortali e a miliardi
di armi fatte per distruggere qualsiasi cosa si trovi sulla loro
strada.
Édgar Ramírez ritiene che il film di Roth
catturi la stessa energia con un mix di commedia, caos e violenza.
Più specificamente, ritiene che il film evochi un’epoca bizzarra di
fantascienza e di cinema italiano degli anni ’70 che egli paragona
alla sensazione che si prova dopo una sbornia.
“Sì, è così divertente. È un
bel film. È un film molto stravagante, molto gonzo. Quel film è un
po’ come una sbornia. È come la sbornia dopo una sbornia, perché
questo è lo spirito del gioco. Eli Roth è stato molto chiaro nel
creare questa atmosfera quasi italiana anni ’70, fantascientifica,
quindi sono molto eccitato“.
Borderlands
ha avuto un paio di mani stabili per dirigerlo finalmente oltre il
traguardo, con Tim Miller che è intervenuto per
guidare i reshoots mentre Eli Roth ha lasciato il
film per lavorare allo slasher Thanksgiving. Anche
se Édgar Ramírez non ha visto molti filmati del
prodotto finale, ha fatto ampiamente eco ai sentimenti di Miller,
secondo cui il film è una corsa divertente e “folle” per i
fan. “Sono molto eccitato“, ha aggiunto. “Ci siamo
divertiti molto. C’è qualcosa di veramente oltraggioso, proprio
come lo spirito del gioco“.
Lilith avrà un ruolo di primo piano
in Borderlands,
in quanto torna sul suo pianeta natale ed esplora il suo misterioso
passato nel bel mezzo della sua missione. A lei e a Roland, un ex
membro della Crimson Lance e un altro cacciatore di volte che
proviene dal gioco del 2009 che ha dato il via a tutto, si aggiunge
un’ampia gamma di personaggi preferiti dai fan, tratti direttamente
dal materiale di partenza. Ariana Greenblatt
interpreterà l’esplosiva e iperattiva adolescente Tiny Tina insieme
al suo protettore psicopatico Krieg, interpretato da
Florian Munteanu, mentre Jack
Black darà voce al buffo robottino Claptrap e Jamie Lee Curtis vestirà i panni della
bizzarra xenoarcheologa Patricia Tannis.
Il cast di supporto comprende anche
personaggi che appaiono o sono ispirati ai giochi, tra cui
Gina Gershon nel ruolo di Mad Moxxi, Bobby Lee nel
ruolo di Larry, Olivier Richters nel ruolo di
Krom, Janina Gavankar nel ruolo del Comandante
Knoxx, Cheyenne Jackson nel ruolo di Jakobs, Charles
Babalola nel ruolo di Hammerlock, Benjamin Byron Davis nel
ruolo di Marcus, Steven Boyer nel ruolo di Scooter
e Ryann Redmond nel ruolo di Ellie con
Haley Bennett in un nuovo ruolo legato al passato
di Lilith.
Star
Trek: Discovery ha raggiunto la fine del suo viaggio.
Dopo aver debuttato nel 2017, Discovery è riuscita a durare cinque
stagioni, il che sta diventando una rarità nell’era dello streaming
(e ironicamente segna la durata di una missione quinquennale sotto
la Flotta Stellare). Discovery
ha anche contribuito a dare il via alla rinascita di Star
Trek in televisione, con serie come Star Trek:
Picard e lo spin-off Star
Trek: Strange New Worlds, quindi vederla finire dopo tutto
questo tempo è piuttosto agrodolce.
Nonostante le circostanze, Star
Trek: Discovery era determinata a concludere il suo
ultimo viaggio in grande stile: il capitano Michael Burnham
(Sonequa
Martin-Green) ha rintracciato la tecnologia
appartenente ai Progenitori, una razza di esseri che ha seminato
l’universo con la vita intelligente.
A complicare ulteriormente le cose
c’è il fatto che l’equipaggio della Discovery si trova ad essere
spinto in direzioni diverse: Saru (Doug Jones) è
ora un ambasciatore della Federazione dei Pianeti Uniti, Hugh
Culber (Wilson Cruz) ha un’esperienza
extracorporea con la quale sta lottando per venire a patti, e
Burnham deve fare i conti con i suoi sentimenti persistenti per
Book (David Ajala), soprattutto quando i due si
sono separati. Come si risolverà tutto nell’episodio finale di
Star
Trek: Discovery, “Life, Itself”?
Il capitano Burnham prende una
decisione sulla tecnologia dei Progenitori
“Life, Itself” inizia con Burnham
che si risveglia su una piattaforma che funge da ponte per più
mondi, insieme a Moll (Eve Harlow), che era alla
ricerca della tecnologia dei Progenitori. Dopo aver raggiunto una
tregua, i due scoprono un’interfaccia che permette loro di parlare
con i Progenitori. Moll tradisce Burnham e cerca di accedere
all’interfaccia, ma viene congelata per i suoi problemi.
Alla fine Burnham riesce a parlare
con uno dei Progenitori, che le offre una scelta: Diventare
l’amministratore della tecnologia dei Progenitori o abbandonarla.
Burnham sceglie la terza opzione e usa il raggio traente della
Discovery per spedire la tecnologia nell’orizzonte degli eventi di
un buco nero, assicurandosi che nessuno possa accedervi: “È
troppo potente perché una sola persona o una sola cultura possa
accedervi o controllarla“, dice al resto dell’equipaggio.
Mentre Burnham è su un altro piano
di esistenza, la Discovery respinge un attacco dei Breen e riesce a
sconfiggerli usando una combinazione di intelletto e intimidazione.
Il comandante Rayner (Callum Keith Rennie)
teletrasporta un dreadnought Breen nell’estremo spazio, mentre Saru
intimidisce il primarca Breen e lo costringe a richiamare il resto
delle loro forze, insinuando che porterà una forza diversa da
quella che i Breen hanno visto sulle loro teste.
Il momento è stato un cerchio
completo per entrambi, perché Rayner è finalmente diventato un
comandante in grado di guidare la Star
Trek: Discovery in situazioni pericolose e Saru ha
dimostrato di saper condurre negoziati aggressivi (per prendere in
prestito una frase da quell’altro franchise di fantascienza).
Un matrimonio e nessun funerale
per il finale di serie di Star Trek: Discovery
“Life, Itself” ha anche un
altro momento importante: Saru finalmente si sposa! Il kelpiano si
sposa con la fidanzata vulcaniana T’Rina (Tara
Rosling), alla presenza dell’intero equipaggio della
Discovery. Come se il matrimonio di Saru non fosse già abbastanza
romantico, Burnham e Book riaccendono la loro storia d’amore.
“Vediamo cosa ci riserva il futuro”, dice Burnham a Book, proprio
prima che l’episodio faccia un salto in avanti di qualche decennio
per mostrare il futuro. Non solo i due sono sposati, ma Burnham è
ora un ammiraglio della Flotta Stellare ed è pronta a congratularsi
con il figlio Leto (Sawandi Wilson), che è recentemente diventato
capitano.
Un personaggio di “Star
Trek: Discovery” ha legami segreti con un altro show
di “Star Trek
Quando la Discovery ha fatto il
salto nel 32° secolo nella terza stagione, Burnham e il suo
equipaggio hanno trovato una serie di nuovi alleati mentre
cercavano di ricostruire la Federazione. Uno di questi era il
dottor Kovich (David
Cronenberg), uno scienziato misterioso che sembrava
quasi sempre sapere più di quanto lasciasse intendere. Il motivo è
stato finalmente svelato: Kovich è l’agente temporale Daniels,
apparso per la prima volta in Star Trek:
Enterprise.
Daniels e altri agenti temporali
avevano il compito di mantenere intatta la storia durante una
“guerra fredda temporale”. Daniels dice anche a Burnham di essere
stato in “altri luoghi”, e il suo ufficio contiene oggetti
provenienti da diversi momenti della storia di Star Trek. Tra
questi, la palla da baseball che Benjamin Sisko (Avery
Brooks) teneva nel suo ufficio in Star Trek: Deep
Space Nine e il VISOR usato dall’ingegnere di Star Trek:
The Next Generation Geordi La Forge (LeVar Burton). È un altro
momento di chiusura del cerchio per Star
Trek: Discovery, soprattutto perché la quinta stagione
ha attinto dalla trama di un episodio di Next
Generation che ha creato i Progenitori.
Il finale di ‘Star Trek:
Discovery’ ripaga un filo di trama di ‘Short Trek’
“Life, Itself” riesce persino a
riannodare un filo della trama che risale all’inizio della
Discovery. Burnham ha il compito di compiere un’ultima
missione: deformare la Discovery in un misterioso punto dello
spazio dove dovrebbe rimanere come “capsula del tempo” da far
esplorare alle generazioni future. Questo fa da sfondo agli eventi
dell’episodio “Calypso” di Star Trek: Short Treks, dove un
soldato umano (Aldis Hodge) scopre la Discovery secoli dopo; la sua
unica compagna è Zora, il computer senziente della Discovery.
Zora è stata caricata sulla
Discovery nell’episodio della terza stagione “Non dimenticarmi”,
lasciando intendere che prima o poi la serie avrebbe affrontato
questo filone della trama. La showrunner Michelle Paradise ha
persino lasciato intendere che Discovery avrebbe affrontato questo
filone di trama se fosse stata rinnovata per la sesta stagione,
dichiarando a Variety: “La storia, per quanto nascente, alla fine
avrebbe dovuto riannodare quel filo e ricollegare ‘Discovery’ a
‘Calypso’”.
Nonostante la fine di Star
Trek: Discovery, i futuri progetti di Star Trek sono
destinati a esplorare gli elementi da essa creati. La Starfleet
Academy sarà ambientata nel 32° secolo, mentre il film Star
Trek: Section 31 è incentrato sull’ex ufficiale comandante di
Burnham/rifugiata dell’Universo dei Fantasmi Philippa Georgiou
(Michelle
Yeoh). Star
Trek: Discovery, proprio come Burnham e il suo
equipaggio, ha superato prove e tribolazioni mentre serviva come
base per la rinascita di Star Trek, e rappresenta
un degno capitolo del franchise Trek.
Star Trek:
Discovery in streaming è disponibile è
disponibile sulle seguenti piattaforme:
La mini serie di Netflix con
Benedict Cumberbatch, Eric, racconta
la ricerca di due bambini scomparsi e potrebbe far nascere il
dubbio negli spettatori che si tratti di una serie basata su una
storia vera. Eric trasmette l’atmosfera cruda di un film
poliziesco, poiché è incentrato su due devastanti sparizioni.
Il detective Michael Ledroit
(McKinley Belcher III) tenta di rintracciare Edgar
Anderson – e questo lo spinge a tornare a un’indagine precedente
che coinvolge la corruzione della polizia e il giro di traffico
sessuale di una discoteca.
L’ambientazione realistica di
Eric negli anni ’80 rende la storia ancora più
credibile e il cast della serie Netflix immerge completamente gli spettatori nella
sua narrazione. Sebbene sia ovvio che la trama di Vincent Anderson
(Benedict
Cumberbatch) – completa di un comico burattino
parlante – sia scritta per la televisione, si potrebbe facilmente
vedere nelle storie delle sparizioni dei bambini fatti realmente
accaduti. Alla fine della serie, è facile chiedersi se si sia
trattato o meno di un adattamento di una storia reale.
Eric di Netflix non è
basato su una storia vera
Sebbene Eric di
Netflix
utilizzi la storia reale per dare vita alla finzione, i casi
centrali su cui il detective Ledroit indaga nel corso della serie
non sono basati su storie vere. Edgar Anderson e Marlon Rochelle
non sono persone reali, anche se le loro sparizioni somigliano a
molti altri casi di persone scomparse degli anni ’80.
Eric cattura con precisione il
periodo di tempo in cui è ambientato, dall’epidemia di AIDS
all’aumento del tasso di senzatetto. Attraverso questi dettagli, la
serie Netflix fornisce alle indagini di Ledroit uno scenario
credibile. Tuttavia, i personaggi, i misteri e le soluzioni sono
creazioni appositamente inventate per la mini serie.
La serie Netflix offre
alle indagini di Ledroit uno scenario credibile. Tuttavia, i
personaggi, i misteri e le soluzioni sono creazioni dello
spettacolo.
A quanto pare, lo sceneggiatore
della serie Abi Morgan voleva raccontare il
periodo di tempo durante qualsiasi indagine reale. “Non credo
che la serie si sia mai basata su un caso specifico”, ha
spiegato Morgan a RadioTimes.com, “ma penso
che volevo tornare a quel periodo molto vivido della storia in cui,
ovviamente, c’erano quei casi.” Chiunque abbia familiarità con
gli anni ’80 ricorderà i rapimenti altamente pubblicizzati e la
conseguente mania del “pericolo di estranei” di quel
periodo di tempo. La sceneggiatura di Morgan riesce a scattare
un’istantanea di com’era quel periodo, specialmente in una città
enorme come New York.
Eric trae ispirazione da
numerosi casi di persone scomparse
Invece di portare una storia vera
sul piccolo schermo, Eric di Netflix trae
ispirazione da più casi di persone scomparse mentre intreccia la
sua narrazione. Edgar e Marlon non sono basati su persone reali, ma
le loro sparizioni sono simili a casi reali.
Durante la sua intervista con
RadioTimes.com, Morgan ha
ricordato quanto sia stato “inquietante” vedere “i
bambini scomparsi sul cartone del latte” negli anni ’80.
Marlon diventa uno di quei bambini, con la sua faccia incollata su
poster e cartoni del latte in tutto il corso della serie. La sua
tragedia sembra familiare perché lo è. Sebbene i nomi non
corrispondano a casi reali, molte famiglie hanno vissuto simili
tragedie.
È sabato, il che significa che è
arrivato il momento per James Gunn di far
esplodere ancora una volta la rete con una nuova, allettante foto
dal set del suo attesissimo reboot di Superman.
Il regista ha postato su Instagram lo scatto dietro le quinte, con un
ensemble di volti familiari che lasciano intendere il cast stellare
che animerà il prossimo capitolo dell’universo cinematografico DC.
Nella foto, James Gunn posa
con Nathan Fillion,
Skyler Gisondo, Mikaela Hoover e Christopher
McDonald, tutti sorridenti sul set di quello che promette
di essere un film rivoluzionario.
Fillion e Gisondo fanno già parte
del cast del film, rispettivamente nei panni di Guy
Gardner/Lanterna Verde e dell’intrepido Jimmy Olsen, mentre Hoover
sarà ben noto ai fan della Marvel come voce del tragico
Floor il Coniglio in Guardiani della Galassia vol.
3.
Superman, tutto
quello che sappiamo sul film di James Gunn
Superman,
scritto e diretto da James Gunn, non
sarà un’altra storia sulle origini, ma il Clark Kent che
incontriamo per la prima volta qui sarà un “giovane reporter” a
Metropolis. Si prevede che abbia già incontrato Lois Lane e,
potenzialmente, i suoi compagni eroi (Gunn ha detto che
esistono già in questo mondo e che l’Uomo di domani non è il primo
metaumano del DCU). Il casting ha
portato alla scelta degli attori David Corenswet
e Rachel
Brosnahan come Clark Kent/Superman e Lois Lane. Nel casta
anche Isabela Merced, Edi Gathegi,
Anthony Carrigan,
Nicholas Hoult e Nathan Fillion. Sean Gunn, María
Gabriela de Faría, Terence Rosemore, Wendell Pierce, Sara Sampaio,
Anthony Carrigan, Pruitt Taylor Vince completano il
cast.
Il film è stato anche descritto
come una “storia
delle origini sul posto di lavoro“, suggerendo che una
buona parte del film si concentrerà sull’identità civile di
Superman, Clark Kent, che è un giornalista del Daily Planet.
Secondo quanto riferito, Gunn ha consegnato la prima bozza della
sua sceneggiatura prima dello sciopero degli sceneggiatori, ma ciò
non significa che la produzione non subirà alcun impatto in
futuro.
“Superman è il vero fondamento
della nostra visione creativa per l’Universo DC. Non solo Superman
è una parte iconica della tradizione DC, ma è anche uno dei
personaggi preferiti dai lettori di fumetti, dagli spettatori dei
film precedenti e dai fan di tutto il mondo”, ha detto Gunn
durante l’annuncio della lista DCU. “Non vedo
l’ora di presentare la nostra versione di Superman, che il pubblico
potrà seguire e conoscere attraverso film, film d’animazione e
giochi”. Il film uscirà nelle sale l’11 luglio
2025.
Manifestando il suo
debito, ma anche la sua spiccata differenza rispetto a prodotti
come Skam, Prisma arriva su
Prime
Video con il suo secondo ciclo, a partire dal 6 giugno
(qui
il trailer). La seconda stagione parte
immediatamente con un passo diverso, rispetto agli episodi
precedenti, dal momento che i toni, decisamente più cupi, si
adeguano alle vicissitudini dei protagonisti, che nelle puntate
precedenti hanno subito, in maniera diversa e ognuno a suo modo, un
trauma.
Mentre
Carola si trova a fare i conti con la terribile
circostanza in cui un video in cui si vede che fa sesso con
Daniele è stato messo on line, il ragazzo dal
canto suo deve affrontare la stessa situazione, forse mitigata dal
fatto che essendo un ragazzo, in una società innegabilmente
patriarcale, per lui è più semplice gestire questo tipo di
circostanze. In più, Daniele dovrà metabolizzare la scoperta che la
ragazza di cui era innamorato, è in realtà Andrea,
che in chat si fingeva una lei, mentre nella vita, accompagnato da
Nina, esplorava la sua identità di genere.
Riuscirà Daniele a non fare muro e ad aprirsi a
una realtà che non comprende? E Riuscirà Andrea a
trovare il coraggio di confrontarsi con il mondo e con suo
fratello? Marco, dal canto suo, scottato dalla
delusione con Carola e confuso da quello che sta
accadendo al suo gemello, sembra incapace di mettere in discussione
le sue certezze, e questo atteggiamento lo porterà in territori
inesplorati per il suo personaggio.
Foto di Francesco Ormando
Lontani dai colori dell’arcobaleno, nel nero
Il lavoro che
Ludovico Bessegato e la sua squadra hanno fatto in
questa seconda stagione, almeno stando ai primi tre episodi, è
leggermente diverso rispetto a quanto già realizzato. La serie
subisce una normalizzazione della narrazione,
nelle atmosfere e nella forma, per affrontare in maniera più
asciutta e precisa situazioni complesse, alla luce dei disastri
accaduti in chiusura del primo ciclo. E l’impressione è quella che
questa apertura di seconda stagione debba
raccogliere i cocci di quanto accaduto in precedenza e tentare di
rimetterli insieme nel migliore dei modi, passando attraverso
cliché, passaggi di scrittura raffinati, trasformazioni, aperture,
qualche luogo comune e soprattutto il dubbio, grande
protagonista dell’inizio della seconda stagione di Prisma,
seminato nel cuore di ognuno dei personaggi, i quali con le loro
forze tentano di far fronte alle necessità.
Foto di Francesco Ormando
Quello che in
Prisma Seconda Stagione è evidente è che Bessegato
sceglie di percorrere strade poco battute, senza la paura di far
deviare i suoi protagonisti, senza santificarli o martirizzarli, ma
rappresentandoli, seppure edulcorati, imperfetti e fallaci. E
questo li rende un pochino più veri, più vicini, sicuramente
capaci di fare il salto da personaggio a persona,
divenendo reali.
Foto di Francesco Ormando
Il giovane cast si conferma all’altezza del ruolo
Il merito è certamente
dei protagonisti,
Lorenzo Zurzolo, che brilla per fama e talento, le
giovani Caterina Forza e Chiara
Bordi, ma soprattutto Mattia Carrano, che
torna nel doppio ruolo di Andrea/Marco. I due gemelli sembrano
scambiarsi di posto, in questo inizio stagione: tanto diventa
riservato e riflessivo Andrea, quanto Marco prova a trasformarsi in
un animale sociale. E nessuna delle due trasformazioni appare
forzata, in quanto per entrambi si tratta di reazioni commisurate
al loro vissuto.
Con un valore produttivo
sempre alto e una storia solida e avvincente soprattutto perché
realistica e concreta, Prisma Seconda Stagione si
prepara a rispondere a tante domande, rivelandosi “il secondo
tempo” di una prima stagione con un finale aperto e la promessa di
tanti cambiamenti.
I due hanno già collaborato con i
Marvel Studios per Ms.
Marvel, dopo aver diretto la prima e il finale della
serie Disney+ acclamata dalla
critica. Hanno poi fatto il salto nel DCEU per dirigere Batgirl,
solo che il film, quasi ultimato, è stato eliminato dalla
Warner Bros. Discovery per non pagare le
tasse.
Parlando con ComicBook.com,
El Arbi e Fallah hanno
affrontato le voci relative a Spider-Man
4.
“È venuto fuori dal nulla, perché
abbiamo qui i capi della Sony e non ci hanno detto nulla!”. El Arbi
ha scherzato, prima che Fallah si unisse a lui per dire: “Sono un
superfan di Spider-Man, quindi potete immaginare che quando l’ho
letto ho pensato: ‘Wow, sarebbe una figata’”.
Quando il sito ha suggerito di
riportarlo nel ruolo dell’Avvoltoio in Spider-Man
4, i registi hanno convenuto che si trattava di una buona
idea. Adil ha scherzato: “Ora porteremo Michael Keaton in ogni cosa”.
Il Peter Parker del MCU si è
scontrato per la prima volta con Adrian Toomes/Avvoltoio in
Spider-Man: Homecoming. Il
cattivo, che nutriva rancore nei confronti di Iron
Man, ha scoperto l’identità segreta di Spidey e ha spinto
il wall-crawler al limite prima di essere sconfitto.
Lo scorso novembre è stato riferito
che Michael Keaton è in procinto di tornare a
vestire i panni dell’Avvoltoio in Spider-Man 4
(era stato proposto per un ruolo in
Spider-Man: No Way Home, ma è stato tagliato per
motivi ancora non del tutto chiari).
Il possibile ritorno dell’Avvoltoio
nel MCU è una sorpresa, visto che Morbius ha caratterizzato il suo bizzarro e
inaspettato arrivo nello “Spider-Verse” che Venom chiama
casa. Bloccato sul pianeta sbagliato, l’Avvoltoio è stato liberato
dalla prigionia, ha ricostruito la sua tuta e ha deciso di
reclutare Morbius in una squadra apparentemente
eroica.
La sequenza è stata ridicolizzata
dai fan e l’indiscrezione suggerisce che l’idea – o almeno il ruolo
di Toomes – sia stata scartata. L’ultima volta che abbiamo visto
Toomes nel MCU, era dietro le sbarre e sembrava accettare il suo
destino.
Mac Gargan, un criminale ferito
durante un alterco con Spidey, ha suggerito che avrebbe costretto
l’Avvoltoio a rivelare chi si nasconde sotto la maschera dell’eroe.
Inutile dire che i Marvel Studios possono
semplicemente ritrattare Morbius se il piano, indipendentemente da
chi dirige il film, prevede il ritorno di Toomes.
Come molti film del 2024,
Captain America: Brave New World è stato
coinvolto negli scioperi WGA/SAG-AFTRA dello scorso anno. Si è
parlato molto dei piani per i reshoots e, grazie a The Hollywood Reporter, abbiamo finalmente
un’idea di cosa stia realmente accadendo.
Nonostante le affermazioni secondo
cui enormi porzioni del seguito di The Falcon and the Winter
Soldier sarebbero state girate per diversi mesi,
gli addetti ai lavori confermano che le riprese aggiuntive
dureranno solo 22 giorni. Il piano prevede l’aggiunta di nuove
sequenze d’azione e Julius Onah rimarrà alla
regia.
Quando gli scioperi sono terminati
lo scorso novembre,
Captain America: Brave New World è stato spostato
dal 26 luglio 2024 al 14 febbraio 2025. Secondo quanto riferito,
questo ha dato ai dirigenti dei Marvel Studios ulteriore tempo per
capire cosa volevano dai reshoots e per affrontare i feedback delle
proiezioni di prova.
Come abbiamo riportato in
precedenza, lo sceneggiatore di Moon Knight
Matthew Orton è stato arruolato per scrivere nuove pagine
a dicembre e ha lavorato su quelle durante l’inverno.
“Nonostante si parli di
molteplici reshoot del film, finora questo è l’unico”,
conferma il rapporto. “Non sembra che si tratti di reshoots
così estesi come quelli che ha affrontato
Doctor Strange nel Multiverso della Follia, che sono durati sei
settimane, né i costosi ed estesi reshoots subiti da The
Marvels”. “In effetti, un insider sostiene che Brave
New World costerà molto meno di The
Marvels”.
Ecco chi interpreterà
Giancarlo Esposito in Captain America: Brave New
World
È stato inoltre confermato che la
star di Breaking Bad, The Boys e
The
MandalorianGiancarlo Esposito si è
unita al cast di
Captain America: Brave New World. Fa parte dei
reshoots e, secondo THR, “è ufficialmente sulla lista delle
chiamate in un ruolo non rivelato, ma le fonti dicono che si tratta
di un cattivo”.
Quindi, sì, interpreterà un altro
cattivo! Non si sa ancora chi potrebbe essere, anche se in rete si
fanno molte speculazioni sul fatto che Esposito potrebbe
interpretare Jacob “Jake” Fury,
il fratello minore di Nick Fury. L’attore ha già confermato
che farà un cameo in un film del MCU prima di assumere un ruolo più
ampio in una serie televisiva.
Quello che sappiamo sul
film Captain America: Brave New World
Captain America: Brave New World riprenderà da
dove si è conclusa la serie Disney+The Falcon and the Winter
Soldier, seguendo l’ex Falcon Sam Wilson (Anthony Mackie)
dopo aver formalmente assunto il ruolo di Capitan America. Il
regista Julius Onah (Luce, The
Cloverfield Paradox) ha descritto il film come un
“thriller paranoico” e ha confermato che vedrà il ritorno
del Leader (Tim Blake Nelson), che ha iniziato la
sua trasformazione radioattiva alla fine de L’incredibile
Hulk del 2008.
Secondo quanto riferito, la star
di Alita: Angelo della BattagliaRosa
Salazar interpreta la
cattiva Diamondback. Nonostante dunque avrà
degli elementi al di fuori della natura umana, il film riporterà
il Marvel Cinematic
Universe su una dimensione più terrestre e realista, come
già fatto anche dai precedenti film dedicati a Captain America. Ad
ora, il film è indicato come uno dei titoli più importanti
della Fase
5.
Anthony
Mackie ha recentemente dichiarato che questo film
è “10 volte più grande” della sua serie Disney+ e ha parlato della dinamica tra Cap e il
nuovo Falcon, Joaquin Torres. “Sono in coppia alla pari“,
ha scherzato. “Sono entrambi militari. Io ero il suo ufficiale
comandante. Tra noi c’è più amicizia rispetto al modo in cui
ammiravo Steve o al modo in cui non mi piaceva Bucky“.
“Questo film è un chiaro reset.
Ristabilisce davvero l’idea di cosa sia e cosa sarà questo
universo“, ha aggiunto Mackie. “Penso che con questo film,
si stia ottenendo un chiaro, nuovo marchio di ciò che
la Marvel vuoole
essere nello stesso modo in cui hanno fatto con Captain America: The Winter
Soldier“.
Gaby Hoffmann e
Benedict Cumberbatch parlano delle intense scene di
litigio in Eric di Netflix.
In un’intervista esclusiva rilasciata a ComingSoon, è stato chiesto
a
Benedict Cumberbatche
Gaby Hoffmann come hanno affrontato le scene di
litigio che mostrano il matrimonio dei loro personaggi andare in
pezzi in Eric del 2024.
“È stato incredibilmente facile
iniziare a litigare con Benedict fin da subito [ride]“, ha
detto Hoffman. “No, in realtà molto di questo è presente nella
brillante scrittura di Abi Morgan e poi avere Lucy Forbes, la
regista più capace di tutte, per aiutarci a guidarci attraverso di
essa. Ma ne abbiamo parlato un po’ prima dell’inizio. Abbiamo
trovato molte cose in piedi, ovviamente, ma non è stato troppo
difficile. I dettagli di dove si trovavano e perché erano lì
avevano molto senso per noi. Penso che abbiamo capito
implicitamente chi erano l’uno per l’altro in questo momento.
Quindi si trattava solo di navigare nei dettagli delle minuzie, ma
era un mondo che ci è sembrato subito disponibile“.
Cumberbatch ha aggiunto:
“Immagino che ci sia una sorta di gradazione dello stato e
della salute mentale e la crisi che si sta sviluppando al di fuori
del matrimonio che sta contribuendo a farlo implodere. È stato
molto importante riuscire a gestire questo aspetto e non essere
sempre troppo urlati, né tantomeno essere troppo invadenti, dove
gli elementi di pericolo reale, la fisicità e la messa in scena
sono stati difficili. È stato nelle prime settimane. Voglio dire,
non è stato difficile nel senso che, come dice Gaby, c’era qualcosa
di molto fluido, ma in un palinsesto televisivo, approdare a una
storia decennale che cade a pezzi nelle prime settimane, è il nome
del gioco. È una di quelle cose che devi fare e basta”.
Quindi sono state fatte delle
domande e ci sono stati un paio di momenti in cui ci si è chiesti:
“Aspettate“. Il programma televisivo. Aspettate,
aspettate“. Dobbiamo solo parlare dei dettagli di questa
cosa, perché non so cosa sto facendo. Dovresti solo scegliere
alcune parti. Ma, come diceva Gaby, Abi e Lucy erano presenti e
disponibili e fornivano lo spazio e la sicurezza, l’incoraggiamento
e l’eliminazione delle idee o l’approfondimento delle stesse per
farle funzionare. Quindi alla fine non è stato difficile. Lavorare
con lei è un sogno assoluto, un sogno, un sogno, un sogno che
diventa realtà. È una giocatrice che si fa valere“.
Di cosa parla Eric?
“Ambientato nella New York degli
anni ’80, il limited drama segue la disperata ricerca di un padre
quando il figlio di nove anni scompare una mattina mentre si reca a
scuola”, si legge nella sinossi. “Vincent, uno dei principali
burattinai di New York e creatore del popolarissimo programma
televisivo per bambini ‘Good Day Sunshine’, lotta per affrontare la
perdita del figlio Edgar, diventando sempre più angosciato e
scostante. Pieno di disgusto per se stesso e di sensi di colpa per
la scomparsa di Edgar, si aggrappa ai disegni del figlio di un
pupazzo mostruoso blu, Eric, convinto che se riuscirà a portare
Eric in TV allora Edgar tornerà a casa. Mentre il comportamento
progressivamente distruttivo di Vincent allontana la sua famiglia,
i suoi colleghi di lavoro e i detective che cercano di aiutarlo, è
Eric, un’illusione di necessità, che diventa il suo unico alleato
nella ricerca di riportare a casa suo figlio”.
Tutti i sei episodi di
Eric sono ora disponibili in streaming su Netflix.
L’imminente Alien:
Romulus vuole essere un mix di due di quelli che i fan
considerano i migliori film di Alien
del franchise. Parlando con Empire Magazine, il
regista Fede Álvarez ha parlato della sua
ispirazione per il film e di come volesse assicurarsi che i fan di
Alien di
Ridley Scott del 1979 e di Aliens di
James Cameron del 1986 fossero
soddisfatti.
“Chiedere a un fan di Alien di
scegliere tra i due è una domanda perversa”, ha detto Álvarez.
“Così ho pensato: ‘Come faccio a fare entrambe le cose?’. C’è
un momento in cui i personaggi camminano in aree familiari alla
Nostromo. Poi attraversano quell’edificio e dall’altra parte: boom!
Ci si trova in un corridoio che assomiglia alla Speranza di Hadley
[di Aliens]”.
Alien: Romulus,
tutto quello che sappiamo sul film
Il film Alien:
Romulus è interpretato da Cailee Spaeny (Priscilla),
David Jonsson (Agatha Christie’s Murder is
Easy), Archie Renaux (Tenebre e
ossa), Isabela Merced (The Last of Us), Spike Fearn
(Aftersun) e Aileen Wu. Alien:
Romulus è diretto da Fede Alvarez (La
casa, Man in the Dark) da una sceneggiatura scritta dallo
stesso Alvarez insieme al suo frequente collaboratore Rodo Sayagues
(L’uomo nel buio – Man in the Dark), basata sui personaggi
creati da Dan O’Bannon e Ronald Shusett.
Nel film, stando alla sinossi ad
oggi riportata, un gruppo di giovani coloni spaziali, mentre
rovista nelle profondità di una stazione spaziale abbandonata, si
ritrova faccia a faccia con la forma di vita più terrificante
dell’universo. Dovranno allora cercare di sopravvivere e impedire
che quel male possa diffondersi. Il film è atteso in sala a partire
dal 16 agosto.
Il film è prodotto da Ridley Scott (Napoleon),
che ha diretto l’originale Alien
e ha prodotto e diretto i nuovi film della saga, Prometheus
e Alien:
Covenant, Michael Pruss (Lo strangolatore di
Boston) e Walter Hill (Alien); mentre Fede Alvarez,
Elizabeth Cantillon (Charlie’s Angels), Brent O’Connor
(Bullet Train) e Tom Moran (Unstoppable
– Fuori controllo) sono i produttori esecutivi.
Durante una chiacchierata con
Variety sul red carpet dei Gotham Awards dello scorso anno, la
Spaeny aveva rivelato che Romulus si svolge tra gli eventi
dell’Alien
originale di Ridley Scott e il sequel di James Cameron, Aliens – Scontro finale. “Dovrebbe inserirsi tra
il primo e il secondo film“, ha detto Spaeny. “Hanno
portato lo stesso team di ‘Aliens’, il film di James Cameron. Le stesse persone che hanno
costruito quegli xenomorfi sono venute a costruire i nostri. Quindi
vedere il progetto originale con le persone originali che hanno
lavorato a questi film per più di 45 anni e che hanno fatto parte
della loro vita è stato davvero incredibile“. Sappiamo ora che
il nuovo capitolo si svolge prima di entrambi questi film.
A produrre il film c’è naturalmente
anche la Scott Free, la società del regista originale di Alien,
Ridley Scott,
che è produttore esecutivo. Con il titolo Alien:
Romulus, non è dunque ancora stato rivelato molto riguardo
all’ambientazione, alla collocazione temporale o alla trama del
film. Ad aprile, Álvarez aveva rilasciato un’immagine dietro le
quinte di un facehugger che stringe il ciak del film a bordo di una
stazione spaziale. La presenza del facehugger conferma che il film
si svolgerà dopo gli eventi di Prometheus
e Alien:
Covenant, che hanno rappresentato le origini degli
Xenomorfi così come li si conosce.
Michael,
il prossimo biopic su Michael Jackson diretto da
Antoine Fuqua, ha terminato la produzione. Secondo
un post su Instagram della casa di produzione GK Films,
Michael ha ufficialmente terminato le riprese. Il
post recita: “Grazie al miglior cast e alla migliore troupe che
potessimo mai chiedere! Ci vediamo presto, Moonwalkers!”.
“Michael offrirà al pubblico un
ritratto avvincente e onesto dell’uomo brillante ma complicato che
è diventato noto in tutto il mondo come il Re del Pop”, si
legge nella sinossi del film. Questo film epico e cinematografico
esaminerà i trionfi e le tragedie di Michael
Jackson – dal suo lato umano, alle sue lotte pubbliche
e private, alle accuse e al microscopio mediatico 24 ore su 24, 7
giorni su 7, sotto cui Jackson ha vissuto, anche quando era al suo
apice artistico”. Il team di registi all-star catturerà anche
l’innegabile genio creativo di Michael,
ricreando le sue performance più memorabili e iconiche. Come mai
prima d’ora, il pubblico potrà dare uno sguardo dall’interno a uno
degli artisti più influenti e all’avanguardia che il mondo abbia
mai conosciuto”.
Jaafar Jackson,
nipote di Michael Jackson, interpreterà il Re del
Pop nel film di prossima uscita. Il cast comprende anche Colman Domingo nel ruolo di Joe Jackson,
Nia Long nel ruolo di Katherine Jackson, Miles Teller nel ruolo di John Branca,
Laura Harrier nel ruolo di Suzanne de Passe,
Jamal R. Henderson nel ruolo di Jermaine Jackson,
Tre Horton nel ruolo di Marlon Jackson,
Joseph David-Jones nel ruolo di Jackie Jackson,
Kat Graham nel ruolo di Diana Ross, Larenz
Tate nel ruolo di Berry Gordy, Liv Symone
nel ruolo di Gladys Knight, Jessica Sula nel ruolo
di La Toya Jackson, Kevin Shinick nel ruolo di
Dick Clark e Juliano Krue Valdi nel ruolo del
giovane Michael Jackson.
La sceneggiatura di Michael è
stata scritta da John Logan. Graham King, John Branca e
John McClain producono il film. Sebbene la produzione sia
stata ritardata a causa degli scioperi del 2023, le riprese di
Michael sono iniziate ufficialmente nel gennaio 2024. Michael uscirà
nelle sale statunitensi il 18 aprile 2025, distribuito da
Lionsgate.
Il prequel di Mad
Max: Fury Road di George Miller,
Furiosa: A Mad
Max Saga (qui
la recensione), non ha avuto un buon rendimento nelle sale da
quando è uscito venerdì scorso e, a meno che non ci sia un drastico
miglioramento negli incassi, questo potrebbe segnare il destino dei
piani del leggendario regista per un seguito.
Furiosa
ha incassato un deludente 35 milioni di dollari in patria per i
quattro giorni del Memorial Day, e ha raccolto 40 milioni di
dollari all’estero, per un totale globale di 75 milioni di
dollari.
Il film Furiosa
uscirà in Grecia e in Giappone questa settimana,
prima di uscire in Cina il 7 giugno.
Vale la pena notare che Fury
Road non è stato affatto un successo al botteghino, ma
si ritiene che la popolarità del film e l’attenzione degli Academy
Awards abbiano influito sulla decisione della Warner Bros. di
dare il via libera al prequel di Miller – e potrebbero non essere
così veloci nel fare lo stesso se Furiosa non
otterrà un’alta spinta di guzzoleen al botteghino nelle prossime
settimane.
Miller e Nico
Lathouris hanno già scritto insieme la sceneggiatura di
Mad Max: The Wasteland, che segue l’antieroe
titolare nell’anno precedente a Fury
Road. Tuttavia, Miller ha precedentemente riconosciuto
che l’opportunità di andare avanti con il prossimo film dipenderà
probabilmente dal successo di Furiosa. “Aspetterò sicuramente
di vedere come andrà [Furiosa], prima di pensarci”.
Non stiamo ancora suonando la
campana a morto per il franchise, ma gli analisti (via THR)
sembrano ritenere che un’altra avventura di
Mad Max sarà molto improbabile a meno che Furiosa non
riesca a risollevare le sorti del film al botteghino.
Furiosa: A Mad Max
Saga, tutto quello che c’è da sapere sul film con Anya
Taylor-Joy e Chris Hemsworth
In Furiosa: A Mad
Max Saga,Anya
Taylor-Joy assume il ruolo che è stato
di Charlize
Theron in Mad Max: Fury Road. La sinossi
ufficiale recita: mentre
il mondo va in rovina, la giovane Furiosa viene strappata dal Luogo
Verde delle Molte Madri, e cade nelle mani di una grande Orda di
Motociclisti guidata dal Signore della Guerra Dementus.
Attraversando le Terre Desolate, si imbattono nella Cittadella
presieduta da Immortan Joe. Mentre i due tiranni si battono per il
predominio, Furiosa deve sopravvivere a molte prove e mettere
insieme i mezzi per trovare la strada di casa.
Il nuovo film è molto diverso
da Fury Road. Mentre quest’ultimo era un “road
movie” che si svolge in pochi giorni, questo nuovo film è invece
descritto come un racconto più “epico, che si
svolgesu un piùlungo periodo di
tempo, e in un certo senso impari a conoscere Furiosa meglio in
questo modo“. Atteso da molti anni e a lungo bloccato da una
disputa legale tra Miller e la Warner Bros. il film è ora in fase
di post-produzione. Furiosa: A Mad
Max Saga è scritto, diretto e prodotto
da George Miller insieme al suo partner
di produzione di lunga data Doug Mitchell.
Oltre Anya
Taylor-Joy , nel film ci sarà anche
Chris Hemsworth nel
ruolo del villain. Il film è nelle sale dal 23 maggio
2024.
Mancano ormai pochi giorni alla
première di due episodi di The
Acolyte: La Seguace e, tra le voci insistenti e i
trailer che forse rivelano un po’ troppo, sembra che Lucasfilm
abbia dato il via libera al cast per discutere di un certo punto
della trama relativo al personaggio di Amandla
Stenberg.
Se preferite sapere il meno
possibile, ecco il vostro avviso di spoiler.
Precedenti rapporti hanno affermato
che la Stenberg interpreterà un doppio ruolo di due gemelli, uno
dei quali compie l’assassinio dei Jedi e incastra l’altro per gli
omicidi.
Durante un’intervista con The
Electric Playground, Amandla Stenberg ha
confermato che interpreterà effettivamente due gemelle di nome Mae
e Osha, rivelando anche alcuni nuovi dettagli su entrambe le
sorelle.
“Nello show interpreto due
gemelle. Si chiamano Osha e Mae e sono più o meno orientate verso
lati diversi della forza. Anche se questo è oggetto di dibattito e
speriamo che ce ne sia uno, una volta che tutti avranno visto lo
show. Mae è in cerca di vendetta, è sul sentiero di guerra.
Qualcosa che è accaduto durante la loro infanzia ha separato queste
due gemelle e ora Mae è in cerca di vendetta. Osha, che è un
meccanico e che faceva parte dell’ordine Jedi, ma se n’è andata
come padawan, è accusata della vendetta che sta avvenendo e deve
difendersi, scoprendo anche che la sua sorella gemella è ancora
viva”.
Abbiamo sentito che anche
Manny Jacinto interpreterà due gemelli, ma non è
ancora stato confermato.
The
Acolyte: La Seguace è scritto e prodotto
esecutivamente da Leslye Headland (Russian Doll), che sarà anche
showrunner. Insieme alla Stenberg ci sono Lee
Jung-jae (Squid
Game),
Dafne Keen (His Dark Materials), Rebecca
Henderson (Inventing Anna), Dean-Charles
Chapman (1917), Carrie-Anne Moss (The Matrix), Manny
Jacinto (The Good Place), Jodie Turner-Smith (After Yang),
Charlie Barnett (Russian Doll) e l’ex stao della
trilogia sequel di Star
Wars, Joonas Suotama, che interpreta un nuovo
personaggio sotto forma di maestro Jedi
Wookiee.
The
Acolyte: La Seguace è l’annunciata serie tv parte del
franchise di Star Wars creata
da Leslye Headland. La serie tv è ambientato alla
fine dell’era dell’Alta Repubblica prima degli eventi dei
principali film di Star
Wars.
The
Acolyte: La Seguace è ambientato alla fine dell’era dell’Alta
Repubblica in un mondo di “segreti oscuri e poteri emergenti del
lato oscuro”, circa 100 anni prima di
Star Wars: Episodio I – La minaccia fantasma (1999). Un’ex
Padawan si riunisce con il suo Maestro Jedi per indagare su una
serie di crimini, ma le forze che affrontano sono più sinistre di
quanto avessero mai previsto.
Nel cast della serie tv protagonisti sono
Amandla Stenberg come ex padawan, Lee
Jung-jae come Maestro Jedi, Manny Giacinto,
Dafne Keen come una giovane Jedi,
Jodie Turner-Smith, Rebecca Henderson
nei panni di Vernestra Rwoh, un cavaliere Jedi prodigio.
Charlie Barnett come un giovane Jedi,
Dean-Charles Chapman,
Carrie-Anne Moss come una Jedi,
Margherita Levieva, Joonas Suotamo nei panni di
Kelnacca, un maestro Jedi Wookiee.
Quella dannata mostruosità di
Dune:
Parte Due ha molto di cui rispondere! In risposta al
secchiello per popcorn Sandworm, involontariamente (o
almeno così vogliono farci credere) osceno, messo in vendita
all’inizio di quest’anno in concomitanza con l’uscita del sequel
fantascientifico di Denis Villeneuve, Ryan Reynolds ha promesso che un secchiello
per Deadpool &
Wolverine, volutamente osceno, era in arrivo, e
l’attore ha ora svelato la prima immagine.
Questo è… sì. Onestamente, non ci
scomoderemo nemmeno a spiegarlo, perché siamo sicuri che sarà molto
più efficace se guarderete da soli il video di rivelazione.
Davvero, non siamo sicuri del
motivo di tanto clamore. Logan ha la bocca spalancata, come spesso
fa quando si lancia in una battaglia, fa una piccola pausa per
riempirsi la gola di deliziosi popcorn ed è così entusiasta che si
ritrova con un po’ di burro caldo sul viso.
Deadpool &
Wolverine riunisce il protagonista Ryan Reynolds con Shawn Levy, regista di
Free
Guy e
The Adam Project, che ha firmato la regia dell’atteso
progetto. Hugh Jackman
uscirà finalmente dal suo pensionamento da supereroi per riprendere
il ruolo di Wolverine. Sebbene i dettagli
ufficiali della storia di Deadpool &
Wolverine, con protagonista Ryan Reynolds,
non siano infatti ancora stati rivelati, si presume che la trama
riguarderà il Multiverso. Il modo più semplice per i Marvel Studios di unire la
serie di film di Deadpool – l’unica parte del
franchise degli X-Men sopravvissuta all’acquisizione della Fox da
parte della Disney – è stabilire che i film di Reynolds si siano
svolti in un universo diverso.
Ciò preserva i film degli X-Men della Fox nel loro universo, consentendo al
contempo a Deadpool e Wolverine, di nuovo interpretato da Hugh Jackman,
viaggiare nell’universo principale dell’MCU. Nel film saranno poi presenti anche personaggi
presenti nei primi due film di Deadpool, come Colossus e
Testata Mutante Negasonica. Da tempo, però, si vocifera che anche
altri X-Men possano fare la loro
comparsa nel film, come anche alcuni altri supereroi della
Marvel comparsi sul
grande schermo nei primi anni Duemila, in particolare il Daredevil di Ben
Affleck.
Una voce recente afferma che anche
Liev Schreiber
sia presente riprendendo il suo ruolo Sabretooth. Di certo,
Morena Baccarin
(Vanessa), Karan Soni (Dopinder), Leslie
Uggams (Blind Al), Rob Delaney (Peter) e
Shioli Kutsuna (Yukio) torneranno tutti nei panni
dei rispettivi personaggi, e a loro si uniranno i nuovi arrivati in
franchising Emma Corrin (The
Crown) e Matthew
Macfadyen (Succession), i cui ruoli sono ancora segreti. Un
recente report afferma inoltre che la TVA di Loki, incluso l’agente
Mobius (Owen Wilson) e
Miss Minutes, saranno coinvolti nel film. Deadpool &
Wolverineuscirà nei cinema il 26 luglio
2024.
Ogni fandom ha la sua parte di
elementi tossici, ma probabilmente è giusto dire che Star Wars
dell’era Disney ha subito più negatività e contraccolpi da parte di
un certo contingente di fan rispetto a qualsiasi altro franchise
negli ultimi anni.
Ci si aspettava che Daisy Ridley fosse annunciata come
protagonista di Star Wars: Il Risveglio della Forza, ma le
reazioni sono aumentate quando il suo personaggio, Rey, è stato
considerato una “Mary Sue”. La tossicità ha probabilmente
raggiunto un picco quando la Rose Tico di Kelly Marie-Tran
è stata introdotta ne
Gli ultimi Jedi, ma la percezione generale tra alcuni
fan che Star
Wars sia diventato troppo ruffiano nella sua
rappresentazione e inclusività continua.
Con The
Acolyte: La Seguace – una nuova serie Disney+ della showrunner Leslye
Headland con un cast prevalentemente femminile –
all’orizzonte, l’amministratore delegato di Lucasfilm
Kathleen Kennedy ha riconosciuto che salire a
bordo del franchise può essere un’esperienza
“terrificante” per le registe e le attrici.
Cosa ha detto Kathleen Kennedy sui
fan di Star Wars
“Operare all’interno di questi
franchise giganteschi, con i social media e il livello di
aspettative, è terrificante”, ha dichiarato al
New York Times. “Credo che Leslye abbia avuto qualche
difficoltà. Penso che molte delle donne che entrano in Star
Wars abbiano difficoltà a sopportarlo. Essendo la base dei fan
così dominata dagli uomini, a volte vengono attaccate in modi che
possono essere piuttosto personali. Io credo che la narrazione
debba essere rappresentativa di tutte le persone. Per me è una
decisione facile”.
Per quanto riguarda la
Headland, lei comprende la frustrazione dei fan
per la direzione che ha preso il franchise di Star
Wars, ma ritiene che chiunque oltrepassi la linea
dell’odio non sia un vero fan.
“Come fan, so quanto sia stata
frustrante la narrazione di Star Wars in passato. L’ho provato io
stesso“, ha detto. “Sono convinto della mia empatia nei
confronti dei fan di Star Wars. Ma voglio essere chiara. Chiunque
si dedichi al bigottismo, al razzismo o all’odio… non lo considero
un fan”.
Star Wars: The Acolyte è scritto e prodotto
esecutivamente da Leslye Headland (Russian Doll), che sarà anche
showrunner. Insieme alla Stenberg ci sono Lee
Jung-jae (Squid
Game),
Dafne Keen (His Dark Materials), Rebecca
Henderson (Inventing Anna), Dean-Charles
Chapman (1917), Carrie-Anne Moss (The Matrix), Manny
Jacinto (The Good Place), Jodie Turner-Smith (After Yang),
Charlie Barnett (Russian Doll) e l’ex stao della
trilogia sequel di Star Wars, Joonas Suotama, che
interpreta un nuovo personaggio sotto forma di maestro Jedi
Wookiee.
In WandaVision,
Wanda Maximoff è finalmente diventata Scarlet
Witch. Tuttavia, la sua evoluzione si è conclusa con una
nota tragica, quando è stata costretta ad abbandonare l’Esa intorno
a Westview e a dire addio alla Vision e
ai suoi figli, Tommy e Billy.
Quando abbiamo ritrovato
Wanda in Doctor Strange nel Multiverso della Follia, la
Darkhold ha corrotto la Vendicatrice e lei si è scatenata
attraverso le realtà per trovare le varianti dei suoi figli
gemelli.
Quando tutto fu detto e fatto,
Wanda si rese conto dell’errore commesso e sembrò seppellirsi sotto
Wundagore. Tuttavia, ciò avvenne solo dopo aver usato i
suoi poteri per distruggere ogni possibile copia del Darkhold
nel Multiverso.
È opinione diffusa che
Wanda abbia trovato un modo per sopravvivere e da diversi
mesi si parla di un film sulla Scarlet Witch.
Oggi, lo scooper @MyTimeToShineH ha
condiviso un aggiornamento secondo il quale i Marvel Studios stanno cercando un
regista. Questo presumibilmente significa che hanno una
sceneggiatura, e in precedenza è stato riferito che il piano è
quello di portare questo progetto nelle sale prima di Avengers:
Secret Wars.
Per il momento, però, Elizabeth Olsen sembra desiderosa di
prendersi una pausa dal MCU. “In particolare negli ultimi
quattro anni, la mia produzione è stata la Marvel”, ha
dichiarato l’anno scorso. “Non voglio… non è che non voglia
essere associata solo a questo personaggio. Ma sento davvero che ho
bisogno di ricostruire altre parti per avere un
equilibrio”.
“Ho tanta voglia di fare film in
questo momento. E spero che alcuni di essi si realizzino nel modo
in cui sento di poterlo fare. Ma sì, è qualcosa di cui ho bisogno.
Ho bisogno di altri personaggi nella mia vita”, ha aggiunto la
Olsen. “Non c’è longevità in un solo personaggio”.
È probabile che se il film su
Scarlet Witch non servirà a dare l’addio al personaggio a Elizabeth Olsen, lo farà uno dei prossimi film
sui Vendicatori.
Cosa si dice sulla seconda
stagione di Hawkeye?
Abbiamo anche un aggiornamento
sulla
seconda stagione di Hawkeye;
a quanto pare, il piano prevede che la storia si svolga ancora una
volta durante il Natale. La speranza è di affidare a un “grande
nome” il ruolo di Barney, fratello di Clint Barton (meglio
conosciuto nei fumetti come Trickshot).
A febbraio, Jeremy Renner aveva parlato del suo ritorno
nel MCU dicendo: “Sono sempre pronto. Sarò abbastanza forte,
questo è certo. Sarò pronto“.
Ora è stato condiviso online un
primo sguardo alla controfigura dell’attore e abbiamo anche alcuni
dettagli sul suo personaggio di “agente antagonista del
caos”.
Ora abbiamo la conferma che
Giancarlo Esposito farà effettivamente il
suo debutto nel MCU in Captain America: Brave New World, che ha
recentemente iniziato un altro ciclo di riprese. Grazie ad
Atlanta Filming, abbiamo una foto del set che ritrae la
sua controfigura in tenuta tattica.
Non c’è molto da aggiungere, ma AF
ha anche condiviso uno schizzo del personaggio di Giancarlo Esposito con il suo costume
completo, insieme ad alcuni nuovi dettagli molto interessanti.
Sembra che questo personaggio sarà
molto ben equipaggiato per la battaglia, con tre pistole, tre
coltelli e un’ascia. Si dice anche che sfoggerà un mantello nero
con fodera marrone e “assomiglierà a Blade con i capelli
bluastri”.
Sulla base di queste nuove
informazioni, è probabile che Giancarlo Esposito interpreti una sorta
di mercenario non dotato di superpoteri, incaricato di eliminare
Sam Wilson e i suoi alleati. Ci sono diversi personaggi
della Marvel Comics che potrebbero fare al
caso suo, tra cui Paladin, Lance Hunter e Blue Streak (il
che spiegherebbe i capelli). Un’altra teoria popolare sembra essere
quella di una versione malvagia del Dr. Adam Brashear,
alias Blue Marvel.
Ci sono numerose altre possibilità,
ma presto potremo avere un’idea più precisa di chi sia questo
personaggio se verranno diffuse online altre foto rivelatrici del
set.
Un paio di settimane fa sono state
diffuse le prime foto ufficiali del film, che mostrano Anthony Mackie nei panni del rientrante
Sam Wilson, equipaggiato con l’iconico scudo di vibranio
di Steve Rogers, e la nostra nuova Sentinella della
Libertà che incontra Ross, il quale incaricherà Wilson di riformare
i Vendicatori.
Nel filmato proiettato al CinemaCon
il mese scorso, Ross accoglie Wilson alla Casa Bianca per lodarlo
per il suo passato eroismo, ma il caos si scatena quando la musica
attiva alcuni assassini agenti dormienti, tra cui Isaiah Bradley di
Carl Lumbly, che tentano di eliminare il Presidente.
“Aveva più senso che fosse un
film d’azione di spionaggio con i piedi per terra, piuttosto che
alieni e aerei che attraversano portali e cose del genere“, ha
detto Mackie a EW. “Anche se ho partecipato a così tanti film e
li ho visti tutti, con questo film Sam ha l’opportunità di
affermarsi come vera star dell’azione e come Vendicatore“.
“Questo film è un chiaro
reset”, aggiunge. Ristabilisce davvero l’idea di cosa sia e cosa
sarà questo universo. Penso che con questi film, si stia ottenendo
un chiaro, nuovo marchio di ciò verso cui la Marvel è diretta,
proprio come hanno fatto con Captain America: The Winter
Soldier“.
Insieme a Anthony Mackie e
Harrison Ford ci saranno Danny
Ramirez nel ruolo del nuovo Falcon, Shira
Haas nel ruolo della supereroina israeliana Sabra,
Liv
Tyler nel ruolo di Betty Ross e Tim Blake
Nelson nel ruolo del Leader.
I dettagli specifici della trama
non sono ancora stati resi noti, ma si dice che la storia vedrà
Samuel Sterns rivelarsi come il “benefattore segreto”
dietro la Serpent Society. Non è chiaro cosa comporterà,
ma si presume che finanzierà il gruppo e forse fornirà loro
tecnologia. Captain America: Brave New World arriverà
nelle sale il 14 febbraio 2025.
Ieri sera si è diffusa la
notizia che Mahershala Ali è in trattativa per
recitare nel prossimo reboot di Jurassic World
della Universal Pictures, lasciando apparentemente in sospeso lo
status del reboot di Blade,
programmato da tempo dai Marvel Studios.
Anche se non abbiamo avuto
aggiornamenti ufficiali sul progetto, si dice che Jurassic
World 4 si stia preparando per le riprese di metà
giugno, che è anche il periodo in cui Blade dovrebbe
iniziare le riprese. Sembra quindi altamente improbabile che Ali si
sia accaparrato questo ruolo di JW se aveva ancora
in programma di interpretare il Daywalker, a meno che il progetto
del MCU non abbia subito un altro ritardo – o sia stato cancellato
del tutto?
Blade
è stato tormentato da problemi di produzione sin da quando è stato
annunciato per la prima volta più di quattro anni fa, passando
attraverso una serie di registi e scrittori. Il progetto sembrava
finalmente tornato in carreggiata dopo che un recente aggiornamento
di Production Weekly aveva affermato che le riprese
sarebbero iniziate in autunno, ma di
recente abbiamo appreso che il film aveva incontrato un altro
ostacolo, con la ricerca di un nuovo sceneggiatore per dare
alla sceneggiatura un’altra importante revisione.
Ora John Campea è intervenuto sulla
situazione durante l’ultimo episodio del suo show su YouTube.
Secondo le sue fonti, “la produzione di Blade è completamente
ripartita” perché i protagonisti coinvolti nel reboot sono
insoddisfatti della sceneggiatura.
Questo suggerisce che i Marvel
Studios hanno ancora intenzione di portare avanti il film, ma un
riavvio completo indica ovviamente che si partirà da zero e si
butteranno via (o almeno si rivedranno in modo significativo) le
idee della storia precedente.
Per quanto riguarda i “personaggi
chiave”, saremmo molto sorpresi se Mahershala Ali non fosse uno di loro. Anche se
siamo stati portati a credere che tutto sia stato risolto, un
recente articolo ha affermato che la star di Luke Cage ha
minacciato di lasciare il film a un certo punto a causa di
frustrazioni con la sceneggiatura.
Secondo alcune prime bozze, la
nuova interpretazione di Ali del Daywalker sarebbe stata
“relegata a terzo o quarto protagonista” del suo stesso
film e, sebbene ciò sia stato smentito da uno sceneggiatore che ha
lavorato a una bozza prima degli scioperi (per saperne di più
clicca qui), alcuni di questi problemi (o altri del tutto nuovi)
potrebbero ancora far riflettere l’attore.
Vale la pena notare che l’ultimo
aggiornamento di Mahershala Ali durante un’intervista con EW è
stato positivo.
“Ci stiamo lavorando. Questo è
il meglio che posso dirvi. Sono davvero incoraggiato dalla
direzione del progetto. Penso che torneremo a lavorarci
relativamente presto“. “Sono sinceramente incoraggiato per
quanto riguarda il punto in cui si trovano le cose e chi è a bordo
e chi sta guidando la strada per quanto riguarda la scrittura della
sceneggiatura, la regia e tutto il resto”, ha aggiunto. “Quindi
questo è il massimo che posso dirvi“.
Anche il regista Yann Demange (che
ha preso il posto di Bassam Tariq) ha parlato positivamente del
reboot e ha già confermato che il film sarà effettivamente vietato
ai minori. “Sono entusiasta di mostrare una sorta di
spietatezza, una ruvidezza che gli permette di camminare sulla
terra in un modo particolare. Lo amo per questo”, ha detto il
regista. “Ha una dignità e un’integrità, ma c’è una ferocia che di
solito tiene sotto la superficie. Voglio liberarla e portarla sullo
schermo“.
Blade,
il film
Blade
uscirà nelle sale il 7 novembre 2025. Del nuovo Bladee
si sa ancora molto poco se non che esplorerà la natura del
personaggio, un vampiro in grado di camminare alla luce del sole
che usa i suoi poteri per dare la caccia ai suoi simili malvagi. Il
personaggio era già stato raccontato al cinema con i film
Blade, Blade II e Blade: Trinity, dove ad
interpretare il personaggio vi era l’attore Wesley Snipes.
La scelta di Mahershala Ali per assumere ora tale ruolo
sembra aver messo d’accordo
tutti, con l’attore indicato perfettamente idoneo sia a livello
estetico che di carisma.
Il Bladedi
Ali, come noto, ha già avuto un suo piccolo ingresso nell’MCU. Sua è infatti
la voce che si può ascoltare nella scena post titoli di coda del
film Eternals, quella in cui
compare anche l’attore Kit Harington e
la celebre Lama d’Ebano, che a sua volta sembra comparirà in
Blade. Come noto, il film sta però affrontando
numerosi problemi produttivi, con Ali che sembra essere stato
scontento delle prime versioni della sceneggiatura. Ci sarebbe
dunque stata una forte fase di riscrittura, che ha però
naturalmente portato il progetto a subire ritardi sia sull’inizio
delle riprese che sull’uscita in sala.
Con Andy Serkis dietro la macchina da presa, le
aspettative per Venom: La furia di
Carnage erano alte. Il film si è rivelato un grande
miglioramento rispetto al suo predecessore, ma la classificazione
PG-13 ha castrato Cletus Kasady e ha frenato il film in
larga misura.
Una scena post-credits che
annunciava l’incontro di Venom con
Spider-Man ha aumentato l’interesse dei fan, solo che lo
stinger di
Spider-Man: No Way Home ha rispedito Eddie Brock da
dove era venuto senza mai incontrare Peter Parker.
Venom: The
Last Dance è il prossimo film e, secondo quanto
riferito, sarà l’ultima apparizione di Tom Hardy nei panni di Eddie. Kelly Marcel,
che ha scritto Venom e Venom: La furia di
Carnage, ora scrive e dirige… se questo sia un bene o un
male resta da vedere.
Tuttavia, presto potremo dare una
prima occhiata al threequel, perché il BBFC (British Board of Film
Classification) ha appena classificato un trailer di 2 minuti e 27
secondi con rating 15 (l’equivalente britannico di un rating
R).
Secondo il fidato runtime e trailer
leaker @Cryptic4KQual, il trailer di Venom: The
Last Dance debutterà online la prossima settimana
e sarà proiettato nei cinema davanti a Bad Boys:
Ride or Die. Abbiamo sentito chiacchiere simili e ci
aspettiamo che sia presto online.
“Queste cose [di solito] si
fanno in tre”, ha detto Hardy in precedenza. “Penso che sia davvero
importante, se vai a vedere qualcosa, pensare che uno, due e tre
siano la stessa cosa… la stessa storia, lo stesso film. In questo
modo non ci si sorprende a dover fare un terzo film dal
nulla”.
“Ci deve essere una certa
continuità con il terzo, il quarto e il quinto, e se qualcuno dice
‘no’, va bene. Lasciate perdere e passate a qualcos’altro“, ha
concluso. Sembra che Tom Hardy abbia deciso di fare proprio questo,
anche se ci sono ancora voci che parlano di un salto di Venom nel
MCU…
Tutto quello che sappiamo su
Venom: The Last Dance
Venom: The Last Dancesegue i successi
al botteghino consecutivi di Venom: La furia di
Carnage del 2021 (502 milioni di dollari a
livello globale) e Venom
del 2018 (856 milioni di dollari a livello globale). Kelly
Marcel, che ha scritto i primi due film, dirigerà e
scriverà il trequel.
Tom Hardy ha
menzionato Marcel nel suo post, scrivendo “Voglio menzionare
molto brevemente quanto sia orgoglioso della mia regista, compagna
di sceneggiatura e cara amica Kelly Marcel. Vederti prendere il
timone di questo film mi riempie di orgoglio, è un onore. Fidati
del tuo istinto, il tuo istinto è sempre perfetto. Prima classe: ti
appoggio.”
A parte il ritorno di Tom Hardy nei
panni del giornalista Eddie Brock e del suo inconsapevole aiutante
e parassita Venom, la trama del terzo capitolo è
stata tenuta nascosta. Juno Temple e Chiwetel Ejiofor si sono uniti al cast in
ruoli non rivelati. Abbiamo visto l’ultima volta Venom/Eddie Brock
nei titoli di coda di
Spider-Man: No Way Home del 2021, ma non è chiaro
quale dei personaggi dell’Universo Marvel di Sony – che
include
Morbius, Kraven Il
Cacciatore e Madame
Web, tra gli altri – potrebbe comparire in
Venom: The Last
Dance.
Sony Pictures ha
fatto una dichiarazione coraggiosa confermando che utilizzerà
l’intelligenza artificiale per produrre i futuri film e spettacoli
televisivi.
L’amministratore delegato
Tony Vinciquerra ha recentemente partecipato a una
conferenza di investitori in Giappone e ha dichiarato ai presenti
che lo studio è “molto concentrato sull’intelligenza
artificiale” per ridurre i costi.
“Cercheremo di utilizzare l’IA per
produrre film per il cinema e la televisione in modo più
efficiente, utilizzando soprattutto l’IA”, ha detto
Vinciquerra.
In seguito ha aggiunto: “Gli
accordi che sono emersi dagli scioperi dell’anno scorso e quelli
che emergeranno dalle trattative IATSE e Teamster definiranno più o
meno quello che faremo con l’AI”.
Si riferisce alle trattative in
corso tra i principali sindacati delle troupe di Hollywood e gli
studios più importanti; il timore è che strumenti di IA come “Sora”
di OpenAI possano compromettere il lavoro dei membri delle troupe e
dei talenti. Ora, lo IATSE spera di ottenere le stesse garanzie di
attori e scrittori dopo gli scioperi di SAG-AFTRA e WGA.
Che piaccia o no, gli studios si
stanno affidando sempre di più all’IA; solo l’anno scorso il
fondatore della DreamWorks Jeffrey Katzenberg ha
suggerito che questa tecnologia potrebbe ridurre i costi di
realizzazione di un film d’animazione fino al 90%, con soli 50
artisti necessari per crearli al posto di 500.
Per quanto riguarda i motivi che
hanno spinto la Sony a seguire questa strada, The Hollywood
Reporter ritiene che possano essere riconducibili a una serie di
delusioni commerciali, tra cui
Morbius, Madame
Web e, se dovessimo azzardare un’ipotesi, Ghostbusters: Minaccia Glaciale.
Gli appassionati di cinema sono
stati rapidi nel respingere l’uso dell’IA nei film. Late
Night with the Devil, un film horror altrimenti grandioso,
ha finito per essere oscurato dalla decisione di utilizzare
immagini generate dall’IA in vari punti. Se gli spettatori abituali
se ne rendano conto o se ne preoccupino è un’altra questione.
Ironia della sorte, mentre parlava
dei difetti di Madame
Web, la star
Dakota Johnson ha espresso preoccupazione per
l’IA.
“Non si può fare arte basandosi
su numeri e algoritmi”, ha detto. “La mia sensazione è che
da tempo il pubblico sia estremamente intelligente, mentre i
dirigenti hanno iniziato a credere che non lo sia. Il pubblico sarà
sempre in grado di riconoscere le stronzate. Anche se si cominciano
a fare film con l’intelligenza artificiale, gli esseri umani non
vorranno vederli”.
“Ma per me è stata sicuramente
un’esperienza fare [Madame Web]. Non avevo mai fatto nulla di simile
prima. Probabilmente non farò mai più nulla di simile perché non ho
senso in quel mondo. E ora lo so“, ha aggiunto
Dakota Johnson. “Ma a volte, in questa industria,
firmi per qualcosa che è una cosa e poi, mentre la stai
realizzando, diventa una cosa completamente diversa e ti chiedi:
‘Aspetta, cosa?’”.
La nebbia si avvicina ancora una
volta: Konami ha presentato il primo trailer
dell’adattamento live-action del videogioco Return
to Silent Hill del regista Christophe Gans. Dopo
un’anteprima al Festival di Cannes all’inizio di
questo mese, questo breve teaser offre uno sguardo adeguato a
Jeremy Irvine nel ruolo dell’iconico protagonista
di Silent Hill 2, James
Sunderland, mentre esplora la città del titolo e incontra
i macabri abitanti del luogo. Sebbene duri meno di un minuto,
mostra anche alcuni dei personaggi più memorabili e inquietanti del
gioco, come Maria (Hannah Emily Anderson)
e l’incubo di
Pyramid Head.
Return
to Silent Hill è un adattamento degli eventi di
Silent Hill 2, spesso acclamato come uno dei più grandi
giochi horror di tutti i tempi e a sua volta fortemente influenzato
da Crime and Punishment e dalle opere di David
Lynch, tra gli altri. Il gioco segue il tormentato
James Sunderland che, dopo aver perso la moglie Mary a
causa di una malattia tre anni prima, riceve una misteriosa lettera
che afferma di provenire da lei e che lo invita a recarsi a
Silent Hill. Trova una città deformata da una
forza sconosciuta, piena di orrori indicibili che minacciano di
distruggerlo e di figure sia familiari che sconosciute che lo
conducono sempre più a fondo nel cuore di questo luogo infestato.
Inizia lentamente a dubitare della propria realtà, ma continua ad
andare avanti nella speranza di trovare Mary e porre fine al suo
incubo.
A dimostrazione della fedeltà con
cui Gans sta realizzando l’adattamento, il teaser si apre con un
remake shot for shot di una memorabile scena del gioco in cui James
si guarda allo specchio. Il filmato ripercorre i suoi passi
attraverso le strade nebbiose di Silent Hill, mentre incontra
Maria, una figura particolare che assomiglia in modo inquietante
alla sua defunta moglie, e altre persone che rimangono in città
nonostante i mostri che le circondano. La tensione aumenta man mano
che James si addentra, la città diventa sempre più buia e mostri
come le infermiere con la testa a bolla escono dall’ombra per
attaccarlo. Non passa molto tempo prima che incontri Pyramid Head
che trascina la sua mannaia gigante mentre cerca disperatamente di
mettere le mani su James.
Take a look at the gripping new trailer of
#RETURNTOSILENTHILL directed and produced by Christophe Gans
with music composer @AkiraYamaoka.
Silent Hill
Returns è il terzo film del franchise di Silent
Hill per il grande schermo e il primo film di Gans dopo
La bella e la bestia di
Vincent Cassel e Léa
Seydoux del 2014. Inoltre, Gans torna nella città
avvolta dalla nebbia per la prima volta da quando ha contribuito a
dare il via al franchise cinematografico nel 2006 con l’adattamento
hollywoodiano di Silent Hill scritto da Roger
Avery. Sebbene quel film non abbia avuto un’accoglienza
molto calorosa da parte della critica e del pubblico, il regista e
il suo team, tra cui i co-sceneggiatori Sandra Vo-Anh e
William Josef Schneider, questa volta stanno collaborando
strettamente con Konami per garantire che la leggendaria Silent
Hill 2 sia resa giustizia.
Il produttore Victor Hadida, che ha
lavorato in precedenza a The
Crow, ha sottolineato che Konami è stata strettamente
coinvolta nel team di Return to Silent Hill durante tutto il suo
sviluppo. Il film arriva in un momento importante, poiché il remake
del gioco classico uscirà l’8 ottobre di quest’anno. Hadida ritiene
che sia fondamentale per il futuro del franchise che i due progetti
vengano portati avanti insieme, nella speranza di reintrodurre il
pubblico a ciò che lo storico franchise di videogiochi è in grado
di fare nel campo dell’horror psicologico.
“Christophe e io abbiamo
lavorato a stretto contatto con i nostri partner di Konami, mentre
aggiornavano il videogioco, per creare anche una versione di Silent
Hill per il pubblico teatrale di oggi“, ha spiegato il
produttore Victor Hadida. “Troverete ancora i mostri iconici,
ma ci saranno anche nuovi design. Siamo certi che questo nuovo film
e il gioco aggiornato di Konami insieme daranno impulso al
franchise per gli anni a venire“.
Considerato ancora oggi uno dei
grandi classici degli anni Ottanta, Top Gun ha
rappresentato una vera e propria svolta per il cinema statunitense,
coniugando sentimento e patriottismo. Diretto da Tony Scott, fratello
di
Ridley, il film prese infatti spunto dalla cultura politica di
quegli anni, dove si cercava di riaffermare la grandezza degli
Stati Uniti. Divenuto così storicamente significativo, questo fa
ormai parte dell’immaginario comune, tanto per i suoi memorabili
personaggi quanto per la bellezza di certe scene e sequenze.
Tra le altri fonti di spunto di
questo, vi è l’articolo intitolato proprio Top
Gun, pubblicato nel 1983 dalla rivista
California. All’interno di questo si descriveva il
complesso addestramento dei piloti da caccia, e grazie al suo
appassionante resoconto questo attirò l’attenzione anche di
numerosi produttori di Hollywood. Ad aggiudicarsi i diritti fu però
Jerry Bruckheimer, noto per aver dato vita a
numerosi blockbuster come
Transformers e Pirati dei
Caraibi.
Al momento della sua uscita il film
divenne in breve un grandissimo successo. A fronte di un budget di
circa 15 milioni, questo arrivò ad incassarne oltre 353 in tutto il
mondo. Top Gun, tra le altre cose, contribuì a
lanciare la moda dei giubbotti bomber e degli occhiali Ray-Ban. La
celebre canzone Take My Breath Away finì poi per vincere
l’Oscar, affermandosi come uno dei brani più popolari di sempre.
Proseguendo qui nella lettura sarà possibile approfondire ulteriori
curiosità legate al film.
Protagonista del film è Pete
“Maverick” Mitchell, giovane aviatore della marina
militare americana. Insieme all’amico Nick, detto
“Goose” sono diventati i membri di punta del loro equipaggio in
seguito alla spettacolare azione condotta nel salvataggio di
un’altra squadra. Tale dimostrazione di valore consente loro di
entrare a far parte della prestigiosa scuola Top Gun, specializzata
nell’insegnamento del combattimento aereo. Qui Maverick e Goose
vengono addestrati dal comandante Mike “Viper”
Metcalf, il quale esige il massimo e sottopone i suoi
allievi ad un allenamento durissimo.
Top Gun: il cast del
film
Ad interpretare Pete
“Maverick” Mitchell vi è Tom Cruise, il
quale per risultare realistico nei panni del personaggio venne
seguito da alcuni veri addestratori, che gli suggerirono un
allenamento e un modo di comportarsi in linea con quanto richiesto
ai veri piloti. Cruise decise inoltre di rimanere costantemente nel
personaggio, evitando dunque di socializzare troppo con gli altri
membri del cast. La tensione che si avverte tra lui e l’attore
Val Kilmer,
interprete di Tom “Iceman” Kazinsky è stata infatti il risultato di
un reale evitarsi dei due interpreti.
L’attrice Kelly McGillis, divenuta estremamente popolare
grazie a questo film, interpreta invece la bella Charlotte
Blackwood, la donna di cui Maverick si innamora. Per lei il film si
rivelò un esperienza particolarmente complessa, avendo dichiarato
di non aver avuto un buon rapporto con Cruise durante le riprese.
Ad interpretare l’amico fraterno di Maverick, Goose, vi è invece
l’attore Anthony Edwards. Questi si affermò per la
sua grande padronanza delle situazioni previste dal copione, e fu
l’unico membro del cast a non vomitare in seguito alle riprese
aeree.
A distanza di oltre trent’anni, un
sequel diretto del film è arrivato al cinema. Si tratta di
Top Gun:
Maverick, dove sia Tom Cruise che
Val Kilmer
riprendono i rispettivi iconici ruoli. Ad affiancarli vi sono poi
celebri attori come Miles Teller, Jennifer Connelly,Glen Powell e Jon Hamm. Il
film si concentra nuovamente sul personaggio di Pete Mitchell, il
quale è ora diventato il nuovo istruttore di volo della scuola Top
Gun. Egli è qui impegnato però anche a fare da mentore al giovane
Bradley Bradshaw, figlio del suo scomparso compagno di volo
Goose.
Il trailer di Top
Gun e dove vedere il film in streaming e in TV
Top Gun è presente
su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in
rete. Il film è infatti disponibile nel catalogo di
Rakuten TV, Chili Cinema, Google Play, Infinity+, Apple
TV, Netflix e Paramount+. Per vederlo, basterà
sottoscrivere un abbonamento generale, e si avrà così modo di
guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video.
Top Gun sarà inoltre trasmesso in televisione il
giorno venerdì 31 maggio alle ore
21:20 sul canale Italia 1.
Il
cinema d’azione degli anni Ottanta ci ha regalato alcuni tra i
più iconici eroi del cinema, personaggi tutto muscoli capaci di
uscire indenni da ogni situazione, salvando sempre chi ne ha
bisogno. La saga Rambo con Sylvester Stallone, quella di Die Hard con Bruce Willis, o quella di Arma letale con Mel Gibson sono solo alcuni esempi a riguardo.
Sono film che ancora vengono citati e omaggiati e proprio a loro si
ispira il lungometraggio del 2021 dal titolo Last Man
Down.
Film di produzione inglese e
svedese, questo è diretto da Fansu
Njie, regista poco noto ma distintosi grazie ad alcuni
cortometraggi e che proprio grazie a Last Man Down
ha conosciuto una maggiore notorietà. Njie, anche autore della
sceneggiatura insieme a Daniel Stisen e
Andreas Vasshaug dà però qui vita non ad un
semplice action movie ricco di combattimenti ed esplosioni,
bensì ad un’opera che si colloca anche nel filone dei
film post apocalittici e distopici.
Si tratta dunque di un film che non
manca di entusiasmare i fan del genere, che possono qui ritrovare
anche graditi elementi di originalità. In questo articolo,
approfondiamo dunque alcune delle principali curiosità relative a
Last Man Down. Proseguendo qui nella lettura sarà
infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla
trama, al cast di attori e al suo
annunciato sequel. Infine, si elencheranno anche
le principali piattaforme streaming contenenti il
film nel proprio catalogo.
Il film è ambientato in una realtà
distopica in cui una terribile pandemia ha sterminato milioni di
esseri umani. Protagonista di questo racconto è John
Wood, ex soldato delle forze speciali che dopo la morte
dell’amata moglie per mano di spietati mercenari, si è ritirato
nelle foreste selvagge del Nord. Scegliendo di vivere in
solitudine, John vuole tenersi lontano dalla violenza e dall’odio
che dominano il mondo.
Un giorno, però, bussa alla sua
porta Maria Johnson, una giovane donna ferita in
cerca di aiuto. Racconta di essere vittima di un esperimento
condotto dal folle Comandante Stone che l’ha usata
come cavia convinto che il suo sangue possa sconfiggere la
pandemia. John, sconvolto nello scoprire che si tratta dello stesso
spietato comandante che ha ucciso sua moglie sotto i suoi occhi,
decide di nascondere Maria e di riarmarsi per combatterlo.
Il cast del film
Ad interpretare John Wood vi è l’ex
bodybuilder Daniel Stisen, apparso con dei cameo
anche nei film Justice
Leage e Jurassic World: Il dominio. Prossimamente, invece, lo
si vedrà nel ruolo di Ursus nella serie Those
About to Die, con Anthony Hopkins. Accanto a lui, in
Last Man Down, vi è poi l’attrice Olga
Kent nel ruolo di Maria Johnson. Kent è apparsa in alcune
fiction italiane come Don Matteo, Che Dio ci aiuti e
Rocco Schiavone, ma anche nel recente film The Palace.
L’attore Daniel
Nehme dà il volto al personaggio del Comandante Stone,
mentre Stanislav Yanevski è Dottor Feltspat. I fan
della saga
di Harry Potter riconosceranno in
quest’ultimo l’interprete di Viktor Krum, personaggio
de Harry
Potter e il Calice di Fuoco. Recitano poi nel film gli
attori Madeleine Vall nel ruolo Granito,
Natassia Malthe in quello di Zahara,
Stephanie Siadatan nel ruolo di Emilia e
Michael Billington in quello di Mason.
Non ci è voluto molto Last
Man Down per diventare un piccolo cult tra gli
appassionati di questo genere di film. Dato il buon successo
riscontrato, è stata confermata la realizzazione di un sequel ad
oggi intitolato semplicemente Last Man Down 2.
Daniel Stisen è confermato come protagonista e
riprenderà dunque i panni di John Wood, ma la trama di questo
sequel rimane per ora un mistero, come anche gli altri attori che
saranno presenti accanto a Stisen. Il film, attualmente in
pre-produzione, potrà vantare ancora una volta la regia di Fansu
Njie.
Il trailer di Last Man
Down e dove vedere il film in streaming e in TV
È possibile fruire di Last
Man Down grazie alla sua presenza su alcune delle più
popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è
infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Apple
TV, Google Play e Prime Video. Per vederlo, una volta
scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo
film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di
guardarlo in totale comodità e ad un’ottima qualità video. Il film
è inoltre presente nel palinsesto televisivo di venerdì 31
maggio alle ore 21:20 sul canale
Rai 4.