Jeff Bridges è uno di quegli attori che è diventato leggenda e che ha letteralmente fatto la storia del cinema grazie al suo talento e alle sue capacità. L’attore ha sempre lavorato duro per realizzare una carriera solida e concreta senza dipendere da questioni di discendenza (la sua è una famiglia di attori, il padre era il celebre Lloyd Bridges) e sapendo scegliere ruoli iconici ed indimenticabili.
Ecco, allora, dieci cose da sapere su Jeff Bridges.
Jeff Bridges: i suoi film
1. Ha recitato in celebri film. La carriera dell’attore è iniziata nel 1951, con il debutto non accreditato in N. N. vigilata speciale. Ottiene poi dei primi successi con i film L’ultimo spettacolo (1971), Una calibro 20 per lo specialista (1974), King Kong (1976), I cancelli del cielo (1980), Tron (1982), Starman (1984), Il mattino dopo (1986), Tucker – Un uomo e il suo sogno (1988) e La leggenda del re pescatore (1991). Altri celebri film in cui ha recitato sono Il grande Lebowski (1998), The Contender (2000), Scene da un crimine (2001), La banda del porno (2005), Iron Man (2008) e L’uomo che fissa le capre (2009) e Crazy Heart (2009). Tra i suoi ultimi lavori si citano invece Il Grinta (2010), Tron: Legacy (2010), R.I.P.D. – Poliziotti dall’aldilà (2013), Il settimo figlio (2014), Hell or High Water (2016), Kingsman: Il cerchio d’oro (2017), Fire Squad – Incubo di fuoco (2017) e 7 sconosciuti a El Royale (2018).
2. È anche doppiatore e produttore. L’attore ha svolto l’attività di doppiatore, prestando la propria voce per i film L’ultimo unicorno (1982), Lost in la Mancha (2002), Surf’s Up – I re delle onde (2007) e Il piccolo principe (2015). In quanto produttore, Bridges ha invece lavorato alla realizzazione dei film American Heart (1992), L’orgoglio di un padre (1996), Crazy Heart, The Giver – Il mondo di Jonas (2014), The Only Living Boy in New York (2017) e Living in the Future’s Past (2018).

Jeff Bridges: chi è sua moglie
3. È sposato da molti anni. L’attore americano ha conosciuto la moglie, Susan Geston, mentre lui stava girando il film Scandalo al Ranch e lei lavorava come cameriera nel ranch in cui hanno girato il film. I due si sono dunque incontrati per caso per poi sposarsi nel 1977 e non lasciarsi più. Dall’unione con la moglie Susan, sono nate tre figlie: Isabelle Annie, nata nel 1981, Jessica Lily “Jessie”, nata nel 1983, e Hayley Roselouise, nata nel 1985.
Jeff Bridges e il tumore
4. Ha lottato contro un brutto male. Nell’ottobre 2020 l’attore ha rivelato tramite i suoi account social che gli era stato diagnosticato un linfoma, un cancro del sistema linfatico, e che aveva iniziato i trattamenti necessari. A distanza di circa un anno, Bridges ha poi informato che il male era in remissione e che si sentiva quasi pronto per tornare a recitare. Il processo di guarigione è in realtà stato ulteriormente complicato dal Covid, contratto negli ultimi mesi. L’attore ha poi specificato di aver trascorso cinque settimane in ospedale, e ora che ha finalmente ricevuto due dosi di vaccino si sente più tranquillo e in forma che mai.
Jeff Bridges e Clint Eastwood
5. Ha recitato con il celebre attore e regista. Nel 1974 Bridges ha avuto occasione di dividere la scena con Clint Eastwood nel film Una calibro 20 per lo specialista, opera prima di Michael Cimino, regista noto per Il cacciatore e I cancelli del cielo. Eastwood e Bridges interpretano rispettivamente Artigliere, un rapinatore di banche reduce della Guerra di Corea, e Caribù, un giovane ladro di auto. Insieme punteranno a recuperare un ricco bottino nascosto in un luogo segreto. Ancora oggi questo film è l’unico lavoro svolto insieme dai due attori.
Jeff Bridges in Iron Man
6. Si sentiva a disagio. L’attore ha dichiarato di non essersi sentito a proprio agio nel non avere una sceneggiatura o nel non fare delle prove, anche perché di solito è molto preparato e conosce a memoria tutte le sue battute. Rendendosi conto che era in un film da duecento milioni di dollari, ha cercato di eliminare la pressione che c’era su di lui, rendendo il tutto divertente.
7. Ha letto alcuni fumetti. Per prepararsi al ruolo di Obadiah Stane, il villain del film, l’attore ha letto diversi fumetti di Iron Man che hanno caratterizzato il suo personaggio. Inoltre, si è fatto crescere la barba e ha rasato la testa, cosa che ha detto di aver sempre voluto fare. Il suo look inedito ha infatti sorpreso in molti, che quasi stentavano a riconoscerlo.

Jeff Bridges in Il grande Lebowski
8. Chiedeva sempre informazioni ai Coen. Prima di filmare una scena, l’attore chiedeva spesso ai fratelli Coen se “Drugo ne ha bruciato uno sulla strada?”. Se rispondevano in maniera affermativa, allora lui si strofinava gli occhi con le nocche delle mani prima di fare una ripresa, per far apparire i suoi occhi iniettati di sangue.
9. Pensava che la sceneggiatura sarebbe stata riscritta. Dopo essere stato scritturato nel film, l’attore, non estraneo a lavorare a film che avrebbero avuto costanti riscritture di sceneggiature, ha chiamato John Goodman a chiedere quando avrebbero ottenuto le sceneggiature riscritte. Il collega, collaboratore di lunga data dei Coen, ha detto all’attore che questo film era territorio dei Doen e che loro non hanno riscritto il loro materiale.
Jeff Bridges: età e altezza
10. Jeff Bridges è nato il 4 dicembre del 1949 a Los Angeles, in California. La sua altezza complessiva corrisponde a 187 centimetri.
Fonti: IMDb


































Vite parallele ma
co-dipendenti
Black Bolt
apparirà come membro degli Illuminati nel sequel di
Doctor Strange. Data la storia di Black
Bolt, la sua presenza nel film è abbastanza probabile.
Anson Mount presumibilmente interpreterà l’eroe,
anche se non c’è la certezza che la Marvel torni
ad esplorare nella serie fallita della
ABC per pescare i suoi personaggi.
Ci sono state voci sul
debutto di 

Ci sono molti indizi che
suggeriscono la presenza di Mr. Fantastic in
Doctor Strange nel Multiverso della Follia.
Probabilmente
Inizialmente, 

Già solo dal trailer di


Può sembrare strano, ma
pare che
Ci sono stati pareri
contrastanti sul possibile coinvolgimento di
La serie What if…?
sembra offrire tutta una serie di personaggi a Doctor
Strange nel Multiverso della Follia. Nello show,
l

Il crime è
indubbiamente un genere intramontabile. Dai grandi film classici,
ai cult come
C’è un’altra categoria che
esplora personaggi e temi oscuri: il genere slasher.
Parliamo di film come Halloween – La notte delle streghe
(John Carpenter), horror in cui vi è un maniaco
omicida mascherato come antagonista che perseguita un gruppo di
persone in un piccolo spazio per ucciderle brutalmente.
Molti paragonano il
successo dell’MCU degli ultimi anni a quello del
film western degli anni Trenta e Settanta. Entrambi i
generi hanno dominato la cultura popolare dei rispettivi periodi e
hanno saturato il mercato con la loro produzione.
I
Kaijū sono i mostri tipici della fantascienza
giapponese. Per antonomasia, i film che li vedono protagonisti
prendono il nome di Kaijū. Il capostipite del
genere è
I road movie sono film che
oscillano sempre tra il successo e l’insuccesso, senza mai svettare
più di tanto. Il road movie è un genere di film che esiste da
sempre, soprattutto negli Stati Uniti: dalle carovane western a
Genere che spazia dalla
letteratura al cinema, il mistery è sempre affascinante
per il pubblico, che ha la possibilità di risolvere il caso mentre
si svolgono gli eventi. Il successo dei gialli è attualissimo, come
dimostrano gli adattamenti dei romanzi di Agatha
Christie da parte di
Se c’è un genere
intramontabile, è quello delle commedie romantiche: dai film
hollywoodiani con
Per evadere dalla realtà,
il genere
Dopo il successone dei
musical anni Cinquanta come Singing in the Rain e Un
americano a Parigi, il genere ha visto una rinnovata
popolarità recentemente: dal 2016 con
Un genere che, pur avendo i
suoi alti e bassi, mantiene sempre un certo livello di interesse
agli occhi del pubblico è l’horror. Categoria senz’altro
non per tutti, ma che è in grado di generare fenomeni di fandom non
indifferenti.
Debolezze e
prospettive






Così costruita, la serie
sembra dunque avere le carte in regola per attrarre non solo gli
appassionati del personaggio ma anche gli amanti di questo genere
di racconti thriller. Nel mantenersi particolarmente fedeli al
romanzo, inoltre, gli sceneggiatori trovano il giusto equilibrio
tra i tanti eventi da raccontare, donando ad ognuno la giusta
importanza all’interno del racconto complessivo. Difficilmente si
proverà dunque la sensazione di non avere tutti i tasselli del
puzzle a disposizione o di passare da una situazione all’altra in
modo forzato. Al contrario, Reacher è un vero piacere
da guardare e il merito è per buona parte del suo protagonista.