Angel incontra Lucifer nel thriller soprannaturale della NBC, composto da 13 episodi, che è stato cancellato troppo presto

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Ci sono serie che durano troppo e altre che sembrano sparire proprio quando iniziano a trovare la propria forma. Constantine appartiene alla seconda categoria. La serie NBC del 2014, basata sui fumetti Hellblazer, è durata appena 13 episodi, ma aveva già costruito un’identità abbastanza forte da far pensare a un futuro molto più lungo.

Il fascino della serie stava soprattutto nella sua capacità di unire due mondi televisivi molto riconoscibili: da una parte l’urban fantasy oscuro e malinconico di Angel, dall’altra il sarcasmo, il noir soprannaturale e il tema della redenzione che qualche anno dopo avrebbero trovato un enorme successo con Lucifer. Non era una copia di nessuna delle due, ma si muoveva nello stesso territorio: un protagonista moralmente ambiguo, casi soprannaturali, demoni, senso di colpa e una città che sembra nascondere sempre qualcosa sotto la superficie.

Constantine funzionava perché trasformava l’urban fantasy in un detective story soprannaturale

matt ryan come John Constantine in Constantine

Al centro della serie c’è John Constantine, occultista esperto la cui anima è destinata all’Inferno. Nella prima stagione collabora con Liv, giovane dotata di una particolare sensibilità verso il soprannaturale, affrontando demoni e minacce in una struttura spesso costruita attorno al “caso della settimana”.

È proprio questa combinazione a rendere Constantine così vicina a Angel e Lucifer. Tutte e tre le serie costruiscono i loro protagonisti come una sorta di investigatori hard-boiled, cinici, manipolatori e moralmente grigi, immersi però in mondi popolati da entità soprannaturali. Constantine e Angel condividono una dimensione più cupa e tormentata, mentre Constantine e Lucifer hanno in comune un’ironia più tagliente. Tutti e tre, in modi diversi, ruotano attorno all’idea di redenzione.

Questa struttura permetteva alla serie di avere episodi autoconclusivi senza rinunciare a una mitologia più ampia. Era un formato ideale per una lunga serialità televisiva: accessibile per chi arrivava in corsa, ma abbastanza ricco da sviluppare archi più profondi nel tempo.

Matt Ryan aveva già trovato la versione televisiva definitiva di John Constantine

Uno dei motivi per cui la cancellazione pesa ancora oggi è Matt Ryan. Prima di lui il personaggio era stato interpretato al cinema da Keanu Reeves, ma Ryan riuscì a costruire una versione molto più vicina all’immaginario classico di Hellblazer: trench consumato, sarcasmo, atteggiamento cinico, vulnerabilità nascosta e una costante sensazione di autodistruzione.

La serie non era sempre perfettamente fedele ai fumetti, ma Ryan diventò rapidamente quasi sinonimo del personaggio. E proprio quando la prima stagione cominciava a migliorare, NBC decise di fermare tutto. Secondo la fonte, Constantine aveva ancora ampio margine per crescere e avrebbe potuto trovare una forma più matura con una seconda stagione.

È uno di quei casi in cui il potenziale appare più evidente a posteriori. Il successo successivo di Lucifer dimostra quanto il pubblico fosse disposto ad accettare un protagonista sovrannaturale moralmente ambiguo dentro una struttura investigativa. Constantine aveva già molti di quegli ingredienti, ma arrivò troppo presto e non ebbe il tempo necessario per consolidarli.

L’Arrowverse ha salvato Constantine, ma non ha mai sostituito davvero la sua serie

Fortunatamente Matt Ryan non è scomparso insieme allo show. Il suo Constantine è stato recuperato dall’Arrowverse, mantenendo buona parte della mitologia originale e diventando poi una presenza importante in Legends of Tomorrow. Alcuni elementi lasciati aperti dalla serie NBC hanno persino trovato una forma di chiusura successiva.

Il passaggio, però, ha inevitabilmente modificato il personaggio. Integrato in una dinamica di gruppo, Constantine ha perso parte del suo isolamento e dell’atmosfera noir che rendevano la serie originale così particolare. Anche sul piano visivo il personaggio è stato leggermente adattato all’estetica dell’Arrowverse.

È stata una buona soluzione di compromesso, ma resta la sensazione che Constantine potesse essere molto di più. Con più tempo, avrebbe potuto diventare uno dei grandi urban fantasy televisivi degli anni 2010, capace di stare accanto ad Angel e Lucifer invece di restare una curiosità cult interrotta troppo presto.

Redazione
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