Gli Anelli del Potere 3: chi è davvero lo Stregone Oscuro e perché non compare ne Il Signore degli Anelli

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La terza stagione di Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere si prepara ad approfondire uno dei misteri più affascinanti della mitologia di J.R.R. Tolkien: l’identità e il destino degli Stregoni Blu. Dopo aver svelato che lo Straniero interpretato da Daniel Weyman è una versione ancora giovane di Gandalf, la serie di Prime Video porta al centro della narrazione il suo confronto con lo Stregone Oscuro, interpretato da Ciarán Hinds. Un personaggio che, dopo aver alimentato numerose teorie, ha ricevuto una precisa collocazione nell’universo degli Istari.

Secondo quanto confermato dagli stessi creatori della serie, Patrick McKay e JD Payne, lo Stregone Oscuro appartiene infatti alla categoria dei due Stregoni Blu, figure che Tolkien ha lasciato in gran parte avvolte nel mistero. La scelta apre nuove possibilità narrative per la serie, che può esplorare una parte della Terra di Mezzo poco raccontata nei libri e collegare le vicende dei maghi alla crescita del potere di Sauron. Resta però una domanda fondamentale: se questo personaggio è così importante, perché lui e il suo compagno non compaiono nella trilogia cinematografica de Il Signore degli Anelli?

Gli Anelli del Potere 3: lo Stregone Oscuro è uno dei due Stregoni Blu di Tolkien

Il Signore degli Anelli Gli Anelli del Potere Mago Oscuro di Rhûn
Ciarán Hinds è il Mago Oscuro. Credits: Ben Rothstein / Prime Video.

L’identità dello Stregone Oscuro è stata chiarita dopo l’uscita della seconda stagione di Gli Anelli del Potere. Nel corso di una sessione di domande e risposte, gli showrunner Patrick McKay e JD Payne hanno ricordato che gli Istari conosciuti nell’universo di Tolkien sono cinque: Gandalf, Saruman, Radagast e i due Stregoni Blu. Il personaggio interpretato da Ciarán Hinds appartiene proprio a quest’ultima categoria.

La rivelazione permette di comprendere meglio il ruolo del mago nella storia. Durante la seconda stagione, Gandalf si dirige verso est, raggiungendo le terre desolate di Rhûn, dove incontra lo Stregone Oscuro. Il personaggio di Hinds è legato a Sauron, ma sembra anche intenzionato a sostituirsi al Signore Oscuro, proponendo a Gandalf una possibile alleanza. Il rifiuto di quest’ultimo conduce allo scontro tra i due Istari, un conflitto destinato a proseguire nella terza stagione, come suggeriscono i materiali promozionali.

Il rapporto tra i due maghi introduce un conflitto che va oltre lo scontro tra bene e male. Gandalf deve confrontarsi con una figura che condivide la sua natura e le sue capacità, ma che sceglie di utilizzare il proprio potere secondo una logica opposta. Lo Stregone Oscuro rappresenta così una possibile deviazione del percorso di Gandalf: un essere che potrebbe mettere le proprie conoscenze al servizio di un progetto personale di dominio, anche quando questo significa collaborare con Sauron.

La serie sfrutta in questo modo uno spazio narrativo lasciato aperto da Tolkien. I due Stregoni Blu sono infatti tra le figure meno definite della mitologia della Terra di Mezzo, e proprio questa scarsità di informazioni offre agli autori la possibilità di sviluppare una vicenda originale, mantenendo un legame con gli elementi fondamentali del mondo letterario.

Che fine hanno fatto gli Stregoni Blu ne Il Signore degli Anelli?

Il Signore degli Anelli Gli Anelli del Potere Mago OscuroLa domanda nasce da un’assenza evidente. Nelle storie più conosciute della Terra di Mezzo, comprese quelle raccontate ne Il Signore degli Anelli e ne Lo Hobbit, i maghi che assumono un ruolo riconoscibile sono Gandalf, Saruman e Radagast. Gli Stregoni Blu non partecipano agli eventi principali narrati nelle due trilogie e il loro destino non viene chiarito in modo definitivo.

Tolkien stesso ha lasciato aperta la questione. Le sue idee sull’argomento cambiarono nel corso del tempo: alcune ipotesi suggerivano che i due maghi potessero essere caduti sotto l’influenza del male, arrivando a fondare culti e gruppi magici nelle regioni orientali della Terra di Mezzo. Altri appunti dell’autore, tuttavia, non definiscono con precisione la loro sorte e indicano soprattutto che avrebbero trascorso la loro esistenza lontano dalle terre in cui si svolgono le vicende principali de Il Signore degli Anelli.

Questa ambiguità spiega perché i due personaggi non intervengano direttamente nella guerra contro Sauron raccontata nella trilogia. Tolkien non ha fornito una ricostruzione completa delle loro azioni, né ha stabilito in maniera univoca se siano rimasti fedeli alla propria missione o se abbiano finito per tradirla.

La loro assenza, quindi, non implica necessariamente che siano stati sconfitti o che non abbiano avuto alcun ruolo nella storia della Terra di Mezzo. Le informazioni disponibili suggeriscono piuttosto che le loro vicende si siano svolte in territori lontani e in contesti che il racconto principale non aveva bisogno di esplorare.

Rhûn e il lato oscuro della magia: come Gli Anelli del Potere riscrive il mito

Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere - Stagione 2
Foto Prime Video

Con lo Stregone Oscuro, Gli Anelli del Potere sceglie di sviluppare una delle possibilità più inquietanti lasciate aperte dagli scritti di Tolkien. La serie colloca il personaggio a est, in una regione che permette di ampliare la geografia narrativa della Terra di Mezzo e di raccontare le conseguenze dell’espansione dell’influenza di Sauron al di fuori dei territori più familiari al pubblico.

L’idea che uno degli Stregoni Blu possa aver abbandonato la propria missione per costruire un potere personale offre alla serie un antagonista particolare. Il suo rapporto con Gandalf diventa il centro di un conflitto tra due modi di intendere la magia e la responsabilità che deriva dal possederla. Il potere, in questa prospettiva, non garantisce la rettitudine di chi lo esercita: anche un essere inviato nella Terra di Mezzo per contrastare il male può finire per perseguire obiettivi incompatibili con quella missione.

È importante, tuttavia, distinguere la ricostruzione della serie dalle informazioni lasciate da Tolkien. Gli scritti dell’autore non forniscono una biografia completa dello Stregone Oscuro e non identificano in modo definitivo il destino di ciascuno dei due Stregoni Blu. La produzione di Prime Video sta quindi elaborando una propria versione degli eventi, prendendo spunto dalle possibilità presenti nella mitologia originale.

Questa libertà narrativa può rendere più centrale una parte della storia della Terra di Mezzo rimasta a lungo ai margini. Il confronto con Gandalf permette inoltre di esplorare una fase precedente alla figura saggia e rassicurante conosciuta dal pubblico attraverso i film: un mago ancora in formazione, costretto a misurarsi con avversari che possono mettere in discussione le sue convinzioni.

Il futuro di Gandalf nella terza stagione di The Rings of Power

Daniel Weyman as The Stranger (Gandalf)
Daniel Weyman as The Stranger (Gandalf) – Credit: Ben Rothstein / Prime Video
Copyright: Amazon MGM Studios

Il confronto tra Gandalf e lo Stregone Oscuro rappresenta uno degli sviluppi attesi della terza stagione. Dopo aver trovato la propria identità e aver iniziato a comprendere la natura del suo potere, il personaggio di Daniel Weyman dovrà affrontare un avversario che conosce la magia quanto lui e che ha scelto di legarsi, almeno in parte, all’ascesa di Sauron.

La posta in gioco riguarda anche il futuro degli Stregoni Blu. Poiché Tolkien non ha definito completamente la loro storia, la serie può trasformare il loro destino in un elemento importante della propria narrazione, collegandolo alle strategie del Signore Oscuro e alla diffusione della sua influenza nelle regioni orientali.

Non sappiamo ancora quale sarà l’esito dello scontro né quanto la serie si discosterà ulteriormente dalle diverse ipotesi formulate dall’autore. La direzione scelta finora, però, suggerisce che gli Stregoni Blu non saranno semplici figure marginali: attraverso uno di loro, Gli Anelli del Potere vuole raccontare come il potere possa corrompere anche chi possiede capacità straordinarie e come la lotta contro Sauron coinvolga territori e personaggi che la trilogia cinematografica non ha mai esplorato.

Chiara Guida
Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice e Direttore Responsabile di Cinefilos.it dal 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.
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