Il racconto più lovecraftiano di Stephen King merita un adattamento televisivo dopo il fallimento del progetto cinematografico

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Tra le numerose opere di Stephen King che hanno trovato una seconda vita sullo schermo ce n’è una che continua a rappresentare una grande occasione mancata. Revival, romanzo pubblicato nel 2014, avrebbe dovuto diventare un film diretto da Mike Flanagan, uno degli autori che negli ultimi anni ha dimostrato maggiore affinità con l’universo dello scrittore. Il progetto, però, non è mai riuscito a concretizzarsi e Flanagan è stato costretto ad abbandonarlo soprattutto a causa dei problemi legati al budget.

La perdita è particolarmente interessante perché Revival occupa una posizione insolita nella produzione di King. Opere come The Mist e IT contengono evidenti elementi di horror cosmico, ma Revival porta l’influenza di H.P. Lovecraft ancora più in profondità, costruendo progressivamente una storia nella quale dolore, fede e ossessione conducono verso qualcosa di immensamente più inquietante. Proprio per questo sarebbe stato affascinante scoprire come Flanagan avrebbe trasformato il romanzo in immagini.

Il fallimento del progetto cinematografico, tuttavia, potrebbe non rappresentare necessariamente la fine ideale per Revival. La struttura stessa del romanzo, che attraversa diversi decenni e costruisce lentamente il rapporto tra i suoi protagonisti, sembra infatti prestarsi particolarmente bene a una serie limitata, nella quale l’orrore potrebbe emergere progressivamente senza essere compresso nei tempi di un lungometraggio.

Revival potrebbe funzionare ancora meglio come serie TV nelle mani di Mike Flanagan

Mike Flanagan sul set di MIDNIGHT MASS
Mike Flanagan sul set di MIDNIGHT MASS. EIKE SCHROTER/NETFLIX © 2021

Una delle caratteristiche che rendono Revival particolarmente adatto alla televisione è proprio la sua estensione temporale. La storia attraversa molti anni e costruisce lentamente le ossessioni dei suoi personaggi, una struttura che potrebbe trovare spazio in una miniserie di otto o dieci episodi. Invece di accelerare il percorso narrativo per adattarlo alla durata cinematografica, una serie potrebbe preservare quel senso di minaccia crescente che rappresenta uno degli elementi fondamentali del romanzo.

I primi episodi potrebbero concentrarsi sulla caduta di Charles Jacobs dopo l’incidente che sconvolge la sua esistenza e il suo rapporto con la fede. Una seconda parte potrebbe invece approfondire la dipendenza e la successiva guarigione di Jamie, mentre gli episodi conclusivi avrebbero lo spazio necessario per accompagnare progressivamente Jacobs verso la sua trasformazione in predicatore itinerante e verso gli aspetti più oscuri e inquietanti della storia.

È un territorio narrativo con il quale Flanagan ha già dimostrato una particolare familiarità. Serie come Midnight Mass, The Midnight Club e The Haunting of Hill House hanno utilizzato il lutto, la fede, l’ossessione e il fanatismo religioso non semplicemente come elementi horror, ma come strumenti attraverso cui costruire personaggi e tensione. Una versione televisiva di Revival potrebbe sfruttare lo stesso tipo di narrazione lenta, lasciando che l’orrore cosmico emerga soltanto dopo aver costruito il dramma umano che lo precede.

Dopo The Mist, Mike Flanagan potrebbe essere ancora più preparato per l’orrore cosmico di Revival

Mike Flanagan
Mike Flanagan al panel dedicato al gioco Alan Wake 2: Building a World Of Fear durante il Tribeca Festival 2023. Foto di thenews2.com via DepositPhotos.com

Prima di un eventuale ritorno a Revival, Flanagan avrà però la possibilità di confrontarsi con un’altra storia di King profondamente influenzata dall’horror lovecraftiano: The Mist. Il regista è infatti pronto a realizzare una nuova versione della storia, già portata al cinema nel 2007 da Frank Darabont, il cui adattamento aveva abbracciato apertamente la dimensione cosmica e mostruosa del materiale originale.

Proprio il precedente di Darabont rende il nuovo The Mist una sfida particolarmente complessa. La versione del 2007 ha fissato un punto di riferimento molto alto e Flanagan dovrà trovare un’identità propria per giustificare un nuovo adattamento. Se riuscirà però a preservare quella componente lovecraftiana che rende la storia così particolare, il progetto potrebbe diventare anche la dimostrazione definitiva della sua capacità di affrontare un’opera ancora più radicale come Revival.

L’orrore cosmico è infatti particolarmente difficile da tradurre sullo schermo perché gran parte della sua efficacia nasce da ciò che i personaggi non riescono pienamente a comprendere. Rendere visibile l’inconoscibile rischia spesso di ridurne la forza, mentre Revival basa proprio una parte importante del proprio impatto sulla progressiva scoperta di qualcosa che supera completamente la dimensione umana.

È anche per questo che la televisione potrebbe rappresentare una soluzione migliore rispetto al film originariamente progettato. Flanagan avrebbe il tempo di costruire prima i personaggi, la fede, il dolore e l’ossessione, lasciando che l’elemento cosmico arrivi soltanto quando lo spettatore è ormai profondamente coinvolto nella loro storia.

Dopo il fallimento del progetto cinematografico, non esiste al momento un nuovo adattamento televisivo di Revival annunciato. Ma tra tutte le opere di Stephen King ancora in attesa di una trasposizione capace di valorizzarle pienamente, questa sembra particolarmente adatta al linguaggio che Mike Flanagan ha costruito nel corso della sua carriera. E se il suo prossimo incontro con The Mist riuscirà a catturare davvero l’orrore cosmico di King, tornare finalmente a Revival potrebbe essere il passo successivo ideale.

Redazione
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