Una scuola nella quale le differenze non rappresentano un ostacolo, ma diventano il punto di partenza di un percorso condiviso. Da martedì 29 settembre 2026 arriva in prima serata su Rai 1 e RaiPlay Tutto l’amore che resta, nuova serie diretta da Andrea Rebuzzi e interpretata da Raoul Bova, affiancato da Giulia Bevilacqua, Gloria Harvey, Francesco Leo, Anna Favella, Adriana Savarese, Fiorenza Pieri, Federica Pagliaroli e Chiara Bordi.
La serie è basata sul format francese Lycée Toulouse-Lautrec, creato da Fanny Riedberger, e porta al centro della storia il Liceo Helen Keller, un istituto fondato sull’inclusione nel quale studenti con e senza disabilità condividono lo stesso percorso scolastico. A guidarlo è il preside Stefano Fogli, interpretato da Raoul Bova, per il quale la scuola rappresenta qualcosa di molto più profondo di una semplice responsabilità professionale.
Prodotta da Rai Fiction e Fabula Pictures, con Marco e Nicola De Angelis, Tutto l’amore che resta utilizza così il racconto scolastico per affrontare adolescenza, disabilità, famiglia e inclusione, evitando di separare i problemi dei ragazzi sulla base delle loro condizioni. Al centro ci sono piuttosto esperienze comuni: le prime relazioni, l’amicizia, il rapporto spesso conflittuale con i genitori e la necessità di conquistare progressivamente la propria autonomia.
Tutto l’amore che resta: la trama della nuova serie con Raoul Bova
Stefano Fogli è il preside e fondatore del Liceo Helen Keller e ha costruito l’identità dell’istituto attorno a un principio preciso: studenti con e senza disabilità devono poter crescere, studiare e confrontarsi insieme. Il suo coinvolgimento, tuttavia, non nasce soltanto da una convinzione educativa. Dietro la missione del preside si nascondono infatti ragioni personali legate alla malattia del figlio.
A permettere allo spettatore di entrare in questa realtà sarà soprattutto Vittoria, sedicenne proveniente dalla Roma bene che si ritrova contro la propria volontà a vivere in provincia. Sua madre decide infatti di iscrivere sia lei sia il fratello autistico Matteo al Liceo Helen Keller, costringendo la ragazza ad abbandonare improvvisamente il mondo al quale era abituata.
L’impatto non sarà semplice. Vittoria inizialmente rifiuta la nuova scuola e ciò che rappresenta, portando con sé pregiudizi che il rapporto con i nuovi compagni finirà progressivamente per mettere in discussione. Entrando nel gruppo, scoprirà ragazzi alle prese con gli stessi problemi che attraversano la sua adolescenza: genitori eccessivamente protettivi, ribellione, amicizie complicate, innamoramenti e desiderio di indipendenza. A questi si aggiungono gli ostacoli specifici posti dalle diverse disabilità, senza che queste diventino l’unico elemento attraverso cui vengono definiti i personaggi.
La serie sembra quindi voler utilizzare il percorso di Vittoria anche come cambiamento dello sguardo: la ragazza entra all’Helen Keller considerandolo un luogo al quale sente di non appartenere, ma il confronto con gli altri studenti la costringerà progressivamente a rivedere le proprie convinzioni.
A complicare ulteriormente il suo percorso sarà però un evento oscuro del passato, destinato a riaffiorare e a mettere Vittoria davanti a una scelta tra il proprio interesse e ciò che ritiene giusto. È l’elemento che introduce nella dimensione scolastica della serie un mistero destinato ad accompagnare la crescita della protagonista e a collegare il presente a qualcosa che è accaduto prima del suo arrivo all’Helen Keller.
Tutto l’amore che resta è una coproduzione Rai Fiction – Fabula Pictures, prodotta da Marco e Nicola De Angelis e realizzata con il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo. La serie debutta martedì 29 settembre 2026 in prima serata su Rai 1 e sarà disponibile anche su RaiPlay.


