Ahsoka 2 prepara una guerra molto più grande: Star Wars potrebbe dover risolvere un problema con il suo stesso canone

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Ahsoka sta per trasformare il ritorno del Grand’Ammiraglio Thrawn in qualcosa di molto più grande rispetto al conflitto raccontato nella prima stagione. I nuovi materiali promozionali della seconda stagione mostrano infatti battaglie su scala decisamente più ampia, suggerendo che la minaccia rappresentata dal personaggio di Lars Mikkelsen potrebbe coinvolgere direttamente la Nuova Repubblica e aprire un nuovo fronte di guerra nell’universo di Star Wars.

La seconda stagione arriverà su Disney+ il 20 gennaio 2027, dopo oltre tre anni dal debutto della prima. Il teaser ha già confermato il ritorno di Hayden Christensen come Anakin Skywalker, apparentemente coinvolto sia nell’addestramento della giovane Ahsoka interpretata da Ariana Greenblatt sia in nuove interazioni con la versione adulta di Rosario Dawson. Nel frattempo Ezra Bridger, interpretato da Eman Esfandi, si è riunito con Hera Syndulla e combatte nuovamente al fianco della Nuova Repubblica.

È però il nuovo concept art mostrato per la stagione a sollevare una questione più ampia. Se la campagna di Thrawn dovesse davvero trasformarsi in una guerra capace di scuotere la galassia, Ahsoka dovrà spiegare perché un conflitto di questa portata abbia lasciato apparentemente così poche tracce nella storia successiva della Nuova Repubblica raccontata dalla trilogia sequel.

La guerra contro Thrawn potrebbe mettere alla prova la continuità di Star Wars

Il problema nasce dalla posizione di Ahsoka nella timeline. La serie è ambientata nell’era della Nuova Repubblica, dopo la caduta dell’Impero in Il ritorno dello Jedi ma molti anni prima degli eventi di Star Wars: Il risveglio della Forza. È quindi inserita in un periodo il cui punto di arrivo è già conosciuto dagli spettatori.

La prima stagione poteva ancora mantenere la vicenda di Thrawn relativamente circoscritta. Il Grand’Ammiraglio era rimasto bloccato su Peridea e il conflitto ruotava principalmente attorno al tentativo di riportarlo nella galassia conosciuta. Ora quella premessa è cambiata: Thrawn è tornato e i nuovi materiali suggeriscono che la sua presenza possa diventare una minaccia militare concreta per la Nuova Repubblica.

Ed è qui che nasce il potenziale problema di continuità. Più la seconda stagione renderà devastante e pubblica la guerra contro Thrawn, più sarà necessario spiegare come un simile conflitto si inserisca nella storia politica e militare che conduce alla trilogia sequel. Non significa necessariamente che Ahsoka stia già creando un errore di canone: molto dipenderà dalla portata effettiva degli eventi e soprattutto da come si concluderanno.

Lucasfilm potrebbe anzi utilizzare proprio questa apparente contraddizione per riempire uno dei grandi spazi ancora aperti della cronologia di Star Wars. Una guerra contro Thrawn potrebbe contribuire a spiegare le debolezze della Nuova Repubblica, il suo progressivo disimpegno militare e le condizioni che, anni più tardi, permetteranno al Primo Ordine di emergere.

La presenza di Ezra, Hera e Ahsoka, insieme al ritorno di Anakin e all’espansione del ruolo di Thrawn, suggerisce comunque che la seconda stagione voglia avvicinare sempre di più le diverse epoche della saga. La sfida sarà farlo senza trasformare quella che dovrebbe essere una crisi fondamentale per la galassia in un evento apparentemente dimenticato pochi anni dopo.

Per il momento, dunque, parlare di vero e proprio errore di continuità sarebbe prematuro. I concept art e il teaser indicano una crescita evidente della scala del conflitto, ma saranno gli episodi a stabilire quanto la guerra di Thrawn cambierà realmente la galassia e come Lucasfilm riuscirà a collegarla agli eventi già conosciuti.

Redazione
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