La Torre Nera, Mike Flanagan svela come adatterà i romanzi di Stephen King: una scelta decisiva per la serie

-

Mike Flanagan ha finalmente chiarito come intende adattare La Torre Nera di Stephen King, confermando che la serie televisiva seguirà l’ordine narrativo dei romanzi, a partire da L’ultimo cavaliere. Il regista, già autore di numerosi adattamenti delle opere dello scrittore, ha spiegato che la struttura originale della saga rappresenta la chiave per rendere accessibile al pubblico un universo narrativo particolarmente complesso. La scelta segna una differenza fondamentale rispetto al film del 2017, che aveva rielaborato liberamente personaggi ed eventi, suscitando numerose critiche tra i lettori.

Durante un’intervista al podcast The Process Unlocked, Flanagan ha spiegato di considerare geniale il modo in cui Stephen King introduce progressivamente il mondo della Torre Nera. La storia comincia con due figure, il Pistolero e l’Uomo in Nero, all’interno di un paesaggio desertico quasi privo di riferimenti, per poi espandersi gradualmente verso una mitologia sempre più vasta. Il regista ha quindi confermato che il suo adattamento seguirà i libri nella loro successione originale, introducendo personaggi, ambientazioni e regole dell’universo narrativo un elemento alla volta, senza anticipare sviluppi che nei romanzi emergono soltanto successivamente.

La decisione potrebbe rivelarsi determinante per il successo della serie, perché La Torre Nera non è soltanto una storia fantasy, ma il punto d’incontro di numerosi generi e temi ricorrenti nell’opera di King. Il viaggio di Roland Deschain attraversa dimensioni differenti, alternando elementi western, horror, fantascientifici e metafisici. Presentare immediatamente tutta questa complessità rischierebbe di disorientare gli spettatori meno familiari con i romanzi. Flanagan sembra invece voler recuperare il principio su cui King ha costruito la saga: partire da un mistero relativamente semplice e lasciare che sia il viaggio dei personaggi a rivelare progressivamente la grandezza del mondo narrativo.

La Torre Nera, perché partire da L’ultimo cavaliere potrebbe evitare gli errori del film del 2017

Pubblicato in volume nel 1982, L’ultimo cavaliere introduce Roland Deschain, l’ultimo appartenente a un antico ordine di pistoleri, impegnato nell’inseguimento dell’enigmatico Uomo in Nero. La ricerca conduce il protagonista attraverso un mondo apparentemente morente, nel quale i confini tra realtà, memoria e dimensioni parallele diventano sempre più incerti. È soltanto nei romanzi successivi che il lettore comprende pienamente l’importanza della Torre Nera e il suo ruolo nell’equilibrio dell’universo.

Flanagan ha sottolineato che uno dei principali problemi incontrati dai precedenti tentativi di adattamento consisteva proprio nella volontà di iniziare la storia da un punto differente. Secondo il regista, immergere immediatamente il pubblico in una mitologia così articolata significherebbe privarlo degli strumenti necessari per comprenderla. La sua intenzione è quindi conservare non soltanto gli eventi dei libri, ma soprattutto il ritmo con cui Stephen King rivela le informazioni.

Mike Flanagan
Mike Flanagan partecipa al panel dedicato al gioco Alan Wake 2: Building a World Of Fear durante il Tribeca Festival 2023 allo SVA Theater – Foto di thenews2.com via DepositPhotos.com

Il confronto inevitabile è con La Torre Nera del 2017, diretto da Nikolaj Arcel e interpretato da Idris Elba nei panni di Roland e Matthew McConaughey in quelli dell’Uomo in Nero. Il lungometraggio tentava di condensare una saga letteraria estremamente ampia in un’unica avventura cinematografica, modificando numerosi aspetti del materiale originale. Il risultato ottenne un’accoglienza critica prevalentemente negativa e incassò circa 113 milioni di dollari nel mondo, a fronte di un budget produttivo stimato in 66 milioni.

La struttura seriale offre invece a Flanagan la possibilità di rispettare i tempi del racconto. La saga comprende sette romanzi principali, ai quali si è aggiunto nel 2012 La leggenda del vento, ambientato cronologicamente tra il quarto e il quinto volume. Questo non significa necessariamente che l’adattamento sarà composto da otto stagioni: il regista ha confermato l’ordine narrativo, ma non ha annunciato una corrispondenza di una stagione per ogni libro.

Flanagan ha inoltre precisato che saranno inevitabili alcuni adattamenti per il linguaggio televisivo, pur definendo il progetto particolarmente fedele all’opera originale. La fedeltà, in questo caso, non sembra consistere nella riproduzione letterale di ogni scena, ma nella conservazione della progressione narrativa e del significato del viaggio di Roland.

Il progetto ha già raggiunto un importante traguardo creativo: il regista ha completato le sceneggiature della prima stagione e ha rivelato che Stephen King si è detto molto soddisfatto del lavoro svolto. Nonostante questo, la serie non ha ancora ricevuto un via libera definitivo alla produzione, e le dimensioni dell’adattamento richiederanno probabilmente tempi di sviluppo considerevoli.

La scelta di partire da L’ultimo cavaliere potrebbe comunque rappresentare il primo passo verso una trasposizione capace di rendere giustizia all’ambizione dell’opera. Più che ricostruire immediatamente l’intero universo della Torre Nera, Flanagan vuole accompagnare lo spettatore alla sua scoperta, seguendo lo stesso percorso che ha trasformato la saga di Stephen King in uno dei cicli narrativi più importanti della letteratura fantastica contemporanea.

Redazione
Redazione
La redazione di Cinefilos.it è formata da un gruppo variegato di appassionati di cinema. Tra studenti, critici, giornalisti e aspiranti scrittori, il nostro gruppo cresce ogni giorno, per offrire ai lettori novità, curiosità e informazione sul mondo della settima arte.
- Pubblicità -

ALTRE STORIE

- Pubblicità -