Uno degli elementi più inquietanti di Silo avrebbe potuto avere un’identità sonora completamente diversa. Graham Yost, showrunner della serie Apple TV, ha rivelato che durante lo sviluppo dell’Algoritmo era stata presa in considerazione una soluzione immediatamente riconoscibile dagli appassionati di fantascienza, prima che la produzione decidesse di abbandonarla per non compromettere uno dei misteri centrali della storia.
Parlando con Deadline dopo il finale della terza stagione, Yost ha raccontato che la sua prima idea era utilizzare per l’Algoritmo la voce di Douglas Rain, l’attore che diede voce ad HAL 9000 in 2001: Odissea nello spazio. Ottenere i diritti si sarebbe però rivelato estremamente complicato e lo showrunner arrivò alla conclusione che il riferimento sarebbe stato anche «troppo carino»: gli spettatori avrebbero immediatamente riconosciuto HAL, trasformando quello che per i Fondatori avrebbe dovuto essere quasi uno scherzo in una distrazione per il pubblico.
La scelta definitiva acquista ancora più significato dopo quanto rivelato dalla stagione 3. L’Algoritmo, introdotto inizialmente come una misteriosa autorità apparentemente artificiale, è infatti parte di un sistema attraverso il quale Silo 1 controlla gli altri silos: le parole pronunciate dagli operatori vengono elaborate per produrre sempre la stessa voce artificiale. Rendere quella voce riconoscibile avrebbe quindi rischiato di spostare l’attenzione dal vero interrogativo della serie: non che cosa sia l’Algoritmo, ma chi si trovi realmente dietro di esso.
La voce di HAL 9000 avrebbe cambiato uno dei grandi misteri di Silo
«La mia prima idea era folle», ha spiegato Yost. «Volevo ottenere i diritti per utilizzare la voce di Douglas Rain, la voce di HAL in 2001: Odissea nello spazio». Le difficoltà legate agli eredi dell’attore e ai diritti portarono però lo showrunner a rivalutare l’idea. «Poi ho capito che sarebbe stato troppo carino. La gente avrebbe detto: “Oh, è HAL!”».
La citazione avrebbe avuto una sua logica interna. Per i Fondatori, utilizzare una delle intelligenze artificiali più celebri della storia del cinema come voce del sistema avrebbe rappresentato una sorta di riferimento ironico. Per gli abitanti dei silos, privati della conoscenza del mondo precedente e di gran parte della sua cultura, quel riferimento sarebbe invece risultato completamente incomprensibile.
Yost e gli sceneggiatori considerarono però anche una seconda possibilità: utilizzare la voce di Colin Hanks, interprete di Per Stensen. Anche questa soluzione venne rapidamente scartata, ma per una ragione ancora più importante dal punto di vista narrativo. Riconoscere la voce dell’attore avrebbe potuto permettere agli spettatori di intuire troppo presto il collegamento tra la linea temporale del passato, Silo 1 e il sistema che controlla le altre strutture.

La soluzione finale è stata quindi quella più funzionale al mistero: una voce artificiale anonima e uniforme, utilizzata indipendentemente dalla persona che sta parlando dalla sala operativa di Silo 1. È proprio per questo che l’Algoritmo può sembrare un’entità autonoma pur essendo, in realtà, lo strumento attraverso cui esseri umani esercitano la propria autorità.
La terza stagione ha progressivamente fornito gli elementi necessari per reinterpretare anche le precedenti apparizioni della voce. La stessa modulazione viene ascoltata dopo l’esplosione nucleare ad Atlanta, quando viene ordinato alla popolazione di rifugiarsi nei silos, e successivamente in una registrazione collegata al giovane Jimmy Conroy e alla ribellione di Silo 17.
È una scelta che rende ancora più efficace la rivelazione del finale: dietro quella che sembrava una fredda autorità algoritmica esiste un sistema di controllo costruito e amministrato dagli esseri umani. Bernard e Camille hanno progressivamente sfidato quell’autorità fino a contribuire a impedire l’utilizzo del Safeguard contro Silo 18, mentre Juliette Nichols si prepara ora ad affrontare direttamente chi si trova al vertice del sistema.
La voce di HAL 9000 sarebbe stata una citazione perfettamente comprensibile per gli spettatori di fantascienza. Rinunciarvi, però, ha permesso a Silo di preservare qualcosa di molto più importante: l’identità e la natura dell’Algoritmo fino al momento in cui la serie era pronta a mostrarne davvero il funzionamento.
Silo tornerà con la quarta e ultima stagione il 9 luglio su Apple TV.

