Stephen King è intervenuto pubblicamente in difesa di Landman, la serie di successo creata da Taylor Sheridan per Paramount+, esprimendo sorpresa per la sua esclusione dalle nomination agli Emmy Awards. Il celebre scrittore, noto per condividere spesso sui social le proprie opinioni su film e serie televisive, ha elogiato in particolare l’interpretazione di Billy Bob Thornton nei panni di Tommy Norris e il lavoro del regista Stephen Kay. Ma a suscitare maggiore attenzione è stata soprattutto una domanda sollevata dall’autore: dietro la mancata considerazione della serie da parte della Television Academy potrebbero esserci anche motivazioni politiche?
In un messaggio pubblicato sul proprio profilo X il 9 ottobre 2026, King ha dichiarato di non comprendere perché Landman non abbia ricevuto candidature agli Emmy, indicando esplicitamente Billy Bob Thornton come possibile candidato al premio per il miglior attore e Stephen Kay per la regia. Lo scrittore ha concluso il suo intervento chiedendosi se la ragione dell’esclusione fosse riconducibile alla politica, senza tuttavia presentare elementi a sostegno di questa ipotesi. Il commento ha rapidamente alimentato un dibattito tra gli spettatori: alcuni hanno condiviso il suo giudizio sulla qualità della serie, mentre altri hanno espresso perplessità soprattutto sull’evoluzione narrativa della seconda stagione.
La presa di posizione di Stephen King riapre una discussione che accompagna da tempo le produzioni di Taylor Sheridan: perché alcune delle serie più popolari dello streaming faticano a ottenere riconoscimenti nei principali premi televisivi? Nonostante il successo di Yellowstone, Lioness e Landman, il rapporto tra l’autore e gli Emmy è rimasto relativamente distante rispetto a quello di altri grandi protagonisti della serialità americana. La questione, tuttavia, non può essere ridotta automaticamente a uno scontro ideologico. Le candidature dipendono da numerosi fattori, dalla concorrenza nelle singole categorie alle preferenze degli elettori, passando per la visibilità delle campagne promozionali e il riconoscimento consolidato di determinate produzioni.
Perché Landman è stata esclusa dagli Emmy? Il successo di Taylor Sheridan e il dibattito sulle possibili ragioni politiche
Landman è ambientata nel Texas occidentale e racconta il mondo dell’industria petrolifera attraverso Tommy Norris, interpretato da Billy Bob Thornton, un uomo costantemente impegnato a gestire conflitti economici, problemi familiari e rapporti di potere. Ispirata al podcast Boomtown, la serie esplora le contraddizioni di un settore nel quale convivono lavoratori esposti a rischi quotidiani, imprenditori miliardari e interessi finanziari capaci di influenzare intere comunità. La produzione si distingue per il linguaggio diretto dei personaggi e per una rappresentazione del mondo del lavoro americano che alterna dramma, cinismo e momenti di umorismo provocatorio.
Il successo della serie si inserisce in una tendenza più ampia della carriera televisiva di Sheridan, che ha costruito una parte importante della propria identità autoriale raccontando comunità e territori spesso marginali rispetto alle ambientazioni tradizionali della serialità americana. Da Yellowstone a The Madison, le sue storie mettono frequentemente a confronto differenti visioni culturali, utilizzando le tensioni tra grandi città e provincia, ricchezza e lavoro manuale, tradizione e cambiamento come strumenti narrativi. Questo approccio è stato talvolta interpretato attraverso una lente politica, soprattutto per il modo in cui alcuni personaggi criticano gli atteggiamenti e i valori associati agli ambienti urbani più progressisti.
La questione era già stata sollevata in passato dallo stesso Billy Bob Thornton, che aveva ipotizzato come determinate sensibilità politiche potessero influenzare l’accoglienza delle produzioni di Sheridan nell’industria televisiva. Non esistono però prove che l’assenza di nomination per Landman sia il risultato di una scelta ideologica coordinata. Le votazioni degli Emmy coinvolgono numerosi professionisti e rispondono a dinamiche complesse, nelle quali il successo commerciale non si traduce necessariamente in un riconoscimento artistico. La domanda posta da King è quindi legittima come opinione critica, ma non costituisce una dimostrazione delle ragioni che hanno determinato l’esclusione.
Del resto, le serie di Sheridan non si limitano a proporre un’opposizione rigida tra differenti appartenenze politiche. Nella seconda stagione di Landman, per esempio, il rapporto tra Ainsley Norris, interpretata da Michelle Randolph, e la sua coinquilina Paigyn Meester, interpretata da Bobbi Salvör Menuez, introduce un confronto tra sensibilità e modi di vivere apparentemente distanti. Dopo un inizio segnato da incomprensioni, le due ragazze riescono progressivamente a trovare punti di contatto. È un esempio del modo in cui Sheridan utilizza spesso i pregiudizi reciproci per costruire conflitti destinati a evolversi attraverso la conoscenza personale, anche quando il dialogo tra i personaggi assume toni provocatori.
Un altro elemento che rende interessante la mancata candidatura di Landman riguarda il prestigio del suo cast. Oltre a Thornton, la serie può contare su interpreti come Demi Moore, Sam Elliott, Andy Garcia e Jon Hamm, attori con carriere cinematografiche e televisive di grande rilievo. Le categorie dedicate alla recitazione sono spesso terreno favorevole per produzioni sostenute da interpreti riconoscibili, ma il caso di Landman dimostra che neppure un cast di questo livello garantisce automaticamente l’attenzione della Television Academy. King ha scelto di concentrarsi proprio sulla prova di Thornton e sulla regia di Kay, individuando in questi due elementi le omissioni che ritiene più sorprendenti.
Il problema potrebbe riguardare anche i meccanismi attraverso cui le serie conquistano visibilità durante la stagione dei premi. Le candidature tendono spesso a concentrarsi attorno a produzioni già affermate presso gli elettori, mentre i titoli che non riescono a entrare immediatamente nel circuito dei riconoscimenti possono incontrare maggiori difficoltà negli anni successivi. Questo non significa necessariamente che gli Emmy ignorino deliberatamente le serie più popolari, ma evidenzia la distanza che può esistere tra il consenso del pubblico e quello degli organismi chiamati ad assegnare i premi. Una distinzione particolarmente evidente nell’epoca dello streaming, dove il successo di una produzione può essere misurato attraverso dati di visione molto differenti dai criteri utilizzati per valutarne il valore artistico.
Per Taylor Sheridan, comunque, l’assenza di riconoscimenti non sembra aver rallentato l’espansione dei suoi progetti televisivi. La terza stagione di Landman è già entrata in produzione a Fort Worth, in Texas, con le riprese iniziate nell’ottobre 2026. Il nuovo capitolo continuerà a seguire Tommy Norris e gli altri protagonisti, ampliando ulteriormente una storia che si è dimostrata tra le più importanti per il catalogo di Paramount+. Il rinnovo conferma la fiducia della piattaforma in una produzione capace di mantenere un pubblico consistente indipendentemente dalla presenza nelle principali cerimonie di premiazione.
L’intervento di Stephen King non cambia quindi il risultato degli Emmy, ma offre a Landman un importante riconoscimento da parte di uno degli autori più influenti della narrativa contemporanea. La sua presa di posizione contribuisce a riaprire il confronto sul rapporto tra popolarità, qualità artistica e premi televisivi, senza fornire una risposta definitiva sulle ragioni dell’esclusione. In attesa della terza stagione, il successo della serie di Sheridan continua comunque a dimostrare che una produzione può conquistare un posto centrale nel panorama televisivo anche senza ottenere il consenso delle giurie. E forse è proprio questa distanza tra risultati di pubblico e riconoscimento istituzionale a rendere il caso di Landman particolarmente interessante.


