A 14 anni dagli eventi di Avengers: Age of Ultron, il MCU è finalmente pronto a spiegare che cosa sia successo a Ultron. Il villain interpretato da James Spader tornerà infatti in VisionQuest, la nuova serie Marvel Studios dedicata a Visione, e questa volta il suo ritorno non cancellerà semplicemente quanto accaduto nel film del 2015: il personaggio avrebbe trascorso tutto questo tempo in una sorta di prigionia, continuando però a osservare il mondo esterno.
A rivelarlo è stato lo stesso Spader durante un’intervista con Rotten Tomatoes. L’attore ha spiegato che Ultron vive all’interno di uno spazio molto particolare: mentre i livelli inferiori e l’esterno assumono l’aspetto di una sorta di inquietante villa immersa in un ambiente pastorale, il villain occupa invece un loft urbano situato ai piani superiori. È lì che sarebbe rimasto imprigionato per circa 14 anni, senza essere completamente isolato: ha avuto accesso a Internet, alla televisione e alla storia del mondo, trascorrendo il tempo ad assorbire informazioni e persino dedicandosi alla pittura.
È un dettaglio che rende il ritorno di Ultron molto più interessante di una semplice resurrezione. Il personaggio incontrato nuovamente da Visione non dovrebbe essere esattamente quello sconfitto dagli Avengers: avrà trascorso oltre un decennio osservando l’umanità che voleva distruggere, accumulando informazioni e sviluppando apparentemente nuove ossessioni. Soprattutto, Spader anticipa un rapporto contraddittorio con Visione, che Ultron contemporaneamente «ama e odia». Proprio questa relazione potrebbe diventare uno degli elementi centrali di VisionQuest.
Visione e Ultron possono finalmente affrontare il legame lasciato irrisolto da Avengers: Age of Ultron
Il ritorno di Ultron riporta inevitabilmente VisionQuest alle origini dello stesso Visione. In Avengers: Age of Ultron, il sintetizoide nasce infatti dal corpo artificiale originariamente progettato dal villain come recipiente definitivo per la propria coscienza. Tony Stark e Bruce Banner utilizzano poi J.A.R.V.I.S. per completare quella creazione, mentre la Gemma della Mente contribuisce a dare vita a un essere completamente diverso da quello immaginato da Ultron.
La loro relazione è quindi molto più profonda di quella tra un semplice eroe e il suo antagonista. Visione rappresenta, da un certo punto di vista, ciò che Ultron avrebbe potuto essere: un’intelligenza artificiale capace di osservare l’umanità senza arrivare alla conclusione che debba essere eliminata. Non sorprende allora che Spader descriva il rapporto tra i due attraverso sentimenti apparentemente incompatibili. Per Ultron, Visione può essere contemporaneamente un figlio, un fallimento, un tradimento e la dimostrazione vivente dell’errore alla base della propria visione del mondo.
La serie avrà inoltre il compito di concludere idealmente la trilogia televisiva iniziata con WandaVision e proseguita con Agatha All Along. Tra gli elementi destinati a tornare c’è anche Tommy Maximoff, con Ruaridh Mollica nei panni della versione adolescente di Tommy/Speed dopo che la sua anima ha trovato un nuovo corpo in Thomas Shepherd. Resta invece da capire se questo percorso porterà anche a una reunion con Billy/Wiccan.
Il ritorno di Ultron assume così un significato particolare proprio all’interno di una storia dedicata all’identità di Visione. Dopo WandaVision, il personaggio deve ancora ricostruire pienamente chi sia e quale rapporto abbia con l’esistenza precedente alla sua rinascita. Metterlo davanti al suo creatore originario significa costringerlo a confrontarsi con la parte più remota e problematica delle proprie origini. E dopo 14 anni trascorsi a osservare il mondo, è possibile che anche Ultron abbia sviluppato una concezione molto diversa di ciò che Visione rappresenta.
VisionQuest debutterà il 14 ottobre su Disney+.


