Rispetto a una quinta stagione la quale a conti fatti si era rivelata la più debole dell’intera serie, Slow Horses torna su Apple TV con sei nuovi episodi che ne confermano in questo caso l’efficacia e l’affidabilità. Il motivo principale della riuscita della Stagione 6 sta principalmente nella scelta del tono, decisamente più drammatico rispetto al passato.
In una Londra plumbea, costantemente sotto il cielo grigio e piovoso che preannuncia tragedia, l’episodio pilota conferma un cambio di rotta che ottimamente si compenetra con la storia sviluppata dal romanziere Mick Herron nel suo romanzo Joe Country. Questa volta i riottosi e scalcinati agenti segreti capitanati da Jackson Lamb (Gary Oldman) devono difendersi d una minaccia che li coinvolge direttamente: gli ex-membri del dipartimento che sono infatti passati per la “Slough House” iniziano.infatti a morire in circostanze misteriose, mentre il padre di River Cartwright (Jack Lowden) ricompare per una nuova missione sanguinosa che si scontra per forza di cose con l’integrità di suo figlio.
L’ironia come arma contro lo spaesamento emotivo
L’ironia è di certo presente nella nuova stagione di Slow Horses, ma questa volta non detta il tono principale della serie. Al contrario serve quasi sempre per alleviare il dolore della perdita, la solitudine, lo spaesamento emotivo se non addirittura esistenziale dei personaggi. Anche nel caso di questi nuovi episodi, la storia devia in maniera piuttosto consistente dalla trama che Herron ha sviluppato nel suo romanzo, ma si prende meno libertà che in precedenza. Soprattutto non lo fa per aumentare un tasso di spettacolarità non necessario per questo tipo di prodotto. Perché il cuore di Slow Horses rimangono i suoi personaggi “persi” ma pur sempre vitali, che lottano a molto loro – il che significa non sempre nel modo giusto – contro i propri problemi e le conseguenti mancanze. Lamb continua ad essere il burattinaio che muove i fili con cui tiene legati gli altri agenti del gruppo ma si tiene giustamente lontano quando si tratta di correre, combattere o adoperare armi: Oldman lo interpreta con la solita presenza scenica, consapevole che sta diventando stagione dopo stagione più una figura di raccordo che il vero protagonista.
Una grande rimonta di Jack Lowden
Rispetto alla Stagione 5 molto meglio fa invece Lowden nel ruolo di Cartwright, composto e misurato quando deve raccontare la solitudine di River dovuta alla perdita. Il resto è un prodotto che si poggia su basi narrative piuttosto solide e ben orchestrate, che propone un paio di buoni colpi di scena, che parte bene e si mantiene su livelli altri nelle prime quattro puntate, mentre le ultime due talvolta scricchiolano a causa di una complessità di trama la quale avrebbe potuto essere facilmente resa più accessibile e spigliata.
Poco importa: Slow Horses conferma di essere una serie gustosa da vedere, costruita su personaggi che di certo non vogliono ingraziarsi il pubblico eppure ci riescono comunque. Forse non siamo ancora ai livelli delle prime due stagioni, a considerato che siamo alla sesta la tenuta del prodotto è indiscutibile. E il fatto che si tratta comunque di un evidente passo avanti rispetto ai precedenti sei episodi testimonia che Slow Horses non sta andando avanti soltanto a causa del successo che ha strameritatamente ottenuto.
Slow Horses Stagione 6
Sommario
Slow Horses conferma di essere una serie gustosa da vedere, costruita su personaggi che di certo non vogliono ingraziarsi il pubblico eppure ci riescono comunque.
