Avengers: Endgame Extra torna nelle sale con nuovo materiale e, proprio attraverso il confronto con il film originale del 2019, mette in evidenza una delle questioni narrative più importanti per Avengers: Doomsday. Il prossimo crossover Marvel dovrà riunire un numero enorme di personaggi provenienti da realtà, squadre e percorsi differenti, costruendo un’alleanza capace di affrontare Doctor Doom e la minaccia che incombe sul Multiverso. La dimensione dello spettacolo appare quindi già imponente, mentre la vera difficoltà riguarda il modo in cui tutti questi protagonisti potranno diventare parte di una storia condivisa.
Endgame partiva infatti da una situazione molto diversa. Dopo anni di film e crossover, il pubblico conosceva profondamente Iron Man, Captain America, Thor, Hulk, Black Widow e Hawkeye, mentre personaggi come Scarlet Witch, Vision, Black Panther, Doctor Strange e i Guardiani della Galassia avevano già costruito rapporti e percorsi personali all’interno del MCU. La Saga del Multiverso ha seguito una strada più frammentata, introducendo numerosi nuovi protagonisti senza individuare per lungo tempo un gruppo centrale paragonabile agli Avengers originali. Doomsday dovrà quindi costruire quella coesione proprio nel momento in cui la saga si avvicina alla conclusione.
Gli Avengers originali davano a Endgame un centro emotivo già costruito
La forza della formazione originale degli Avengers derivava soprattutto dalla quantità di tempo trascorsa insieme dai suoi membri. Iron Man, Captain America, Thor, Hulk, Black Widow e Hawkeye erano comparsi separatamente nei rispettivi film, poi avevano condiviso missioni, conflitti e momenti decisivi nei vari capitoli del MCU. Quando arrivò Avengers: Endgame, il pubblico aveva già assistito per anni all’evoluzione dei loro rapporti e conosceva il peso delle loro scelte.
Questo elemento diventava particolarmente importante durante il confronto finale con Thanos. La squadra che affrontava il villain non era un gruppo assemblato improvvisamente per l’occasione: era il risultato di una storia costruita nel corso di numerosi film. Iron Man e Captain America arrivavano allo scontro dopo il conflitto di Civil War; Thor aveva attraversato una profonda trasformazione personale; Natasha e Clint condividevano una relazione nata molto prima della battaglia conclusiva. Anche personaggi come Ant-Man, War Machine, Nebula e Rocket avevano già acquisito un ruolo riconoscibile nel percorso complessivo.
Il grande esercito che compariva nello scontro finale poteva quindi funzionare perché alle sue fondamenta esisteva un nucleo già consolidato. L’evento corale aveva un centro narrativo facilmente riconoscibile e attorno a quel centro potevano muoversi decine di personaggi.
La Saga del Multiverso ha costruito molti protagonisti senza un nuovo gruppo centrale
La situazione di Avengers: Doomsday è differente. La Saga del Multiverso ha dedicato una parte consistente del proprio percorso alla presentazione di nuovi personaggi e nuove squadre, lasciando per molto tempo gli Avengers originali separati. Sam Wilson ha assunto il ruolo di Captain America e alla fine di Brave New World ha espresso l’intenzione di formare una nuova squadra, con Joaquin Torres come unico membro confermato nel materiale fornito. Anche Shang-Chi e Ant-Man vengono indicati come possibili componenti.
Parallelamente, Yelena Belova è diventata una figura centrale dei New Avengers, formazione nata nel 2025 con Thunderbolts*. I Wakandani avranno inoltre un ruolo in Doomsday, mentre Thor sembra aver proseguito il proprio percorso separatamente. Hulk e Hawkeye rimangono invece assenti dal cast confermato citato dalla fonte.
Questa distribuzione dei personaggi racconta bene quanto sia cambiato il MCU dopo Endgame. Esistono diversi gruppi e diversi protagonisti riconoscibili, ciascuno con una propria storia, mentre manca ancora un rapporto collettivo paragonabile a quello che gli Avengers originali avevano costruito nel corso della Saga dell’Infinito.
Avengers: Doomsday deve riunire personaggi che hanno condiviso poco sullo schermo

È una situazione profondamente diversa da quella di Endgame, dove il pubblico conosceva già le dinamiche interne della squadra principale. In Doomsday, una parte dell’energia narrativa dovrà necessariamente essere dedicata alla formazione di nuove alleanze. Il concetto stesso di crossover assume quindi una funzione differente: la storia dovrà spiegare perché personaggi appartenenti a mondi e gruppi diversi decidono di collaborare e come riescono a trasformare le proprie differenze in una forza comune.
La presenza di Doctor Doom come minaccia centrale rende questa necessità ancora più evidente. Per affrontare un avversario di questa portata, il film dovrà dare alla grande riunione un significato che vada oltre la semplice presenza simultanea di molti eroi. Il pubblico dovrà percepire l’esistenza di una squadra anche quando i suoi componenti arrivano da percorsi narrativi lontani.
Il ritorno di Steve Rogers aggiunge un legame con la prima generazione
In questo scenario, il ritorno di Steve Rogers può rappresentare uno degli elementi che riportano direttamente Doomsday verso la storia precedente del MCU. La presenza di un personaggio appartenente alla formazione originale degli Avengers crea infatti un collegamento con quella generazione che Endgame aveva portato al centro della propria conclusione.
Steve non sarà però sufficiente, da solo, a ricreare le dinamiche della vecchia squadra. Il nuovo film deve confrontarsi con una realtà molto più ampia, nella quale convivono Sam Wilson, Yelena Belova, Thor, i Wakandani, X-Men e Fantastic Four, oltre agli altri personaggi coinvolti nel conflitto. Il cuore della storia dovrà quindi nascere dall’interazione tra queste diverse identità.
È proprio questo il punto che la riedizione di Endgame rende particolarmente evidente. Tornare al film del 2019 significa ritrovare una squadra la cui coesione era stata costruita nel corso di oltre un decennio. Avengers: Doomsday arriva invece dopo una fase nella quale il MCU ha ampliato enormemente il proprio universo senza consolidare un unico gruppo centrale.
Il nuovo film dovrà dunque utilizzare il crossover come occasione per costruire relazioni che il pubblico non ha ancora avuto modo di vedere svilupparsi. La sua riuscita narrativa passerà anche da questo: dare tempo e spazio ai nuovi rapporti affinché la grande riunione possa assumere un peso emotivo proprio, invece di affidarsi esclusivamente alla familiarità con i personaggi del passato. In questo senso, Avengers: Endgame Extra offre involontariamente un termine di paragone particolarmente evidente: il film del 2019 mostra quanto possa essere potente un ensemble costruito nel tempo, mentre Doomsday dovrà creare un nuovo equilibrio partendo da una formazione molto più frammentata.

