Negli ultimi anni Tom Cruise ha costruito un’immagine cinematografica quasi inseparabile dall’azione. Ethan Hunt che si lancia da una montagna, corre, combatte e affronta acrobazie sempre più impossibili è diventato uno dei simboli della sua carriera recente. Eppure, prima che la sua filmografia venisse dominata da protagonisti infallibili e imprese spettacolari, Cruise ha dimostrato più volte di possedere un talento completamente diverso: quello per i personaggi ridicoli, egocentrici e volutamente lontani dalla sua immagine da star.
È proprio questo lato dell’attore a tornare in primo piano con Digger, nel quale interpreta Digger Rockwell, un magnate del petrolio dall’enorme ego e dalla scarsissima consapevolezza dei propri limiti. Il personaggio sembra riportare Cruise verso quella zona della sua filmografia in cui l’attore si diverte a demolire la propria immagine pubblica. Il paragone più immediato è naturalmente con Les Grossman di Tropic Thunder, ma Digger permette anche di riscoprire un’altra interpretazione molto più sottovalutata: quella di Stacee Jaxx in Rock of Ages.
Stacee Jaxx dimostra quanto Tom Cruise sappia essere divertente senza trasformarsi soltanto in una caricatura

Jaxx è una rockstar invecchiata che ha trascorso così tanto tempo circondata dall’adorazione del pubblico da aver perso quasi completamente il senso delle normali relazioni umane. Il suo ego non viene raccontato soltanto attraverso le battute o gli atteggiamenti da divo: Cruise costruisce il personaggio attraverso il modo in cui parla, si muove e occupa gli spazi. La voce bassa e quasi svogliata, le pause nelle conversazioni e quella sensazione costante che tutti gli altri debbano semplicemente aspettare che lui finisca di esistere trasformano Jaxx in una figura contemporaneamente comica e malinconica.
La cosa più interessante è che Cruise non interpreta Stacee Jaxx come una semplice parodia del rockstar decadente. Quando il personaggio sale sul palco, l’attore deve convincere lo spettatore che dietro quella persona assurda esista davvero una leggenda della musica. E Cruise si assume completamente il rischio: canta, balla e porta sullo schermo una sicurezza scenica che rende credibile la reputazione di Jaxx.
È proprio questa doppia natura a rendere il personaggio efficace. Stacee Jaxx fa ridere perché è esagerato, ma sotto l’arroganza emerge progressivamente la solitudine di un uomo che sembra non sapere più chi sia quando non viene osservato. Cruise riesce così a utilizzare il proprio status di superstar come parte della performance, trasformando la distanza tra l’attore e il personaggio in uno degli elementi comici più interessanti del film.
Digger Rockwell riporta Tom Cruise nella stessa zona di follia di Les Grossman

È qui che il collegamento con Les Grossman di Tropic Thunder diventa particolarmente evidente. Grossman funzionava perché Cruise non cercava mai di spiegare allo spettatore quanto fosse assurdo. Il personaggio era convinto di essere perfettamente normale e perfettamente giustificato, mentre il pubblico osservava dall’esterno l’enorme distanza tra la sua percezione di sé e la realtà.
Digger sembra muoversi nella stessa direzione. L’umorismo nasce dal contrasto tra il potere reale del personaggio e la sua totale mancanza di autoconsapevolezza. Un uomo capace di influenzare situazioni enormi può contemporaneamente comportarsi come se la propria sicurezza fosse una prova sufficiente della correttezza delle sue decisioni.
Anche l’aspetto fisico contribuisce a rompere l’immagine tradizionale di Cruise. Capelli diradati, corpo appesantito e un look deliberatamente lontano dall’eroe atletico che l’attore ha interpretato per gran parte della sua carriera diventano strumenti comici. Ma il vero elemento di continuità con Grossman è un altro: Cruise non ha paura di rendersi ridicolo.
Questa disponibilità è particolarmente interessante proprio perché arriva dopo una lunga fase della sua carriera nella quale il corpo dell’attore è stato invece uno strumento di spettacolo e controllo. In Mission: Impossible, Cruise deve apparire capace di compiere imprese che sembrano impossibili; in Digger, il divertimento nasce dal vedere un uomo convinto di avere lo stesso controllo quando invece la sua sicurezza lo rende continuamente grottesco.
Digger può diventare una nuova occasione per mostrare la versatilità di Tom Cruise
La differenza fondamentale rispetto a Les Grossman è il tempo a disposizione. Grossman era una presenza relativamente breve all’interno di Tropic Thunder, abbastanza da lasciare un’impressione indelebile senza dover sostenere l’intero film. Digger, invece, permette a Cruise di costruire un personaggio centrale e di svilupparne progressivamente le contraddizioni.
Questo potrebbe rendere l’interpretazione particolarmente interessante perché offre all’attore la possibilità di andare oltre la battuta o la trasformazione fisica. Digger può essere divertente proprio attraverso il modo in cui reagisce agli altri, attraverso le sue convinzioni e attraverso la crescente distanza tra ciò che pensa di essere e ciò che il pubblico vede.
È lo stesso principio che rende Stacee Jaxx più interessante di una semplice caricatura. Il personaggio può essere ridicolo, ma deve anche avere una logica interna. La comicità di Cruise funziona al meglio quando il personaggio non sa di essere la parte più assurda della scena.
In questo senso, Digger rappresenta un ritorno particolarmente curioso per un attore che negli ultimi anni è stato associato quasi esclusivamente alla fisicità e al cinema d’azione. Cruise non deve necessariamente abbandonare quella dimensione della propria carriera: può semplicemente ricordare al pubblico che esiste anche un altro interprete dietro la superstar capace di correre più veloce di qualsiasi esplosione.
Stacee Jaxx, Les Grossman e Digger Rockwell appartengono a film molto diversi, ma condividono una caratteristica fondamentale: sono personaggi che permettono a Cruise di smontare la propria immagine da divo. Ed è forse proprio questo il dettaglio più interessante di Digger. Dopo anni trascorsi a interpretare uomini che sembrano avere sempre il controllo della situazione, vedere Cruise nei panni di qualcuno il cui ego è molto più grande della propria consapevolezza offre una prospettiva diversa sulla sua carriera.
La vera sorpresa potrebbe quindi non essere scoprire quanto sia diverso Digger Rockwell da Ethan Hunt. È rendersi conto di quanto Tom Cruise sia ancora perfettamente a suo agio quando gli viene permesso di essere, semplicemente, assurdamente divertente.

