Lawless è tratto da una storia vera? La vicenda dei fratelli Bondurant che ha ispirato il film

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Lawless (leggi qui la recensione), diretto nel 2012 da John Hillcoat e interpretato da Tom Hardy, Shia LaBeouf e Jason Clarke, racconta la storia dei fratelli Bondurant, impegnati nella produzione e nel contrabbando di moonshine nella Virginia degli anni del proibizionismo. Il film ha l’aspetto di un western criminale, costruito intorno a sparatorie, vendette, gangster e uomini di legge corrotti, ma il suo punto di partenza è storico: Forrest, Howard e Jack Bondurant sono realmente esistiti e furono coinvolti nel commercio illegale di alcol nella Contea di Franklin.

La particolarità è che Lawless non deriva direttamente da una cronaca giudiziaria, bensì dal romanzo storico La contea più fradicia del mondo (The Wettest County in the World), pubblicato nel 2008 da Matt Bondurant, nipote di Jack. Lo scrittore ricostruì le vicende della propria famiglia attraverso articoli di giornale, documenti giudiziari, racconti familiari e una memoria locale spesso molto difficile da verificare. Il risultato fu una storia esplicitamente definita come un romanzo “based on a true story”, e proprio questa distinzione è essenziale per capire quanto di ciò che si vede nel film appartenga alla realtà e quanto invece alla leggenda dei Bondurant.

La vera storia dei fratelli Bondurant: il moonshine, la violenza e la sparatoria sul ponte di Maggodee Creek

La storia dei Bondurant nasce in una delle zone della Virginia dove il proibizionismo trasformò la produzione clandestina di alcol in una vera attività economica. Nella Contea di Franklin, tra montagne, fattorie isolate e strade difficili da controllare, la distillazione del moonshine era estremamente diffusa. La famiglia Bondurant faceva parte di questo mondo e i tre fratelli Howard, Forrest e Jack costruirono la propria attività sfruttando la domanda di whisky illegale che cresceva durante il proibizionismo. La stessa Contea di Franklin sarebbe diventata famosa come la “contea più fradicia del mondo”, espressione associata anche al giornalista e scrittore Sherwood Anderson.

La realtà era però molto meno romantica di quanto potrebbe suggerire l’immagine cinematografica del contrabbandiere indipendente. Produrre moonshine comportava rischi legati agli stessi processi di distillazione, mentre trasportare il liquore significava esporsi a sequestri, arresti, rapine e scontri con altri criminali. In questo ambiente i Bondurant acquisirono una reputazione particolarmente dura. Il dettaglio interessante è che per decenni la famiglia di Matt Bondurant conobbe soltanto una parte della vicenda: tutti sapevano che il nonno Jack aveva commerciato illegalmente in alcol, ma la dimensione reale della sua attività rimase a lungo taciuta.

La svolta arrivò quando il padre di Matt Bondurant recuperò alcuni articoli di giornale relativi a una sparatoria avvenuta nel dicembre 1930 sul ponte di Maggodee Creek. L’episodio coinvolse Jack e Forrest Bondurant, che si trovarono davanti a un posto di blocco mentre trasportavano alcol. Gli agenti Charley Rakes e Henry Abshire aprirono il fuoco e i due fratelli rimasero feriti. Jack portò con sé per il resto della vita la conseguenza di quella sparatoria: quando il figlio gli mostrò gli articoli, non raccontò la vicenda, ma si limitò a sollevare la camicia e mostrare la ferita.

A questo episodio documentato si aggiunsero altri racconti molto più difficili da separare dalla leggenda. Uno dei più celebri riguarda Forrest Bondurant, al quale sarebbe stata tagliata la gola durante un’aggressione. Secondo la tradizione familiare, Forrest sarebbe riuscito a sopravvivere e avrebbe percorso quasi dieci miglia nella neve per raggiungere un ospedale, tenendosi la ferita. È esattamente questo genere di racconto ad aver contribuito alla trasformazione dei Bondurant in figure quasi invincibili nella memoria locale. Lo stesso Nick Cave, sceneggiatore del film, ha spiegato che la vicenda funziona più come un “vero mito” che come una ricostruzione storica rigorosa.

Dalla sparatoria del 1930 alla Grande cospirazione del moonshine: come prosegue e si conclude la storia reale

Lawless film

La vicenda dei Bondurant si inserisce in una storia ancora più ampia, quella della Great Franklin County Moonshine Conspiracy, la grande cospirazione legata al commercio clandestino di alcol che avrebbe coinvolto non soltanto i moonshiner, ma anche esponenti delle istituzioni locali. Secondo le successive indagini federali, una parte delle forze dell’ordine della contea avrebbe organizzato un sistema di protezione: alcuni produttori pagavano denaro in cambio della possibilità di continuare a lavorare senza subire determinati interventi repressivi.

È qui che la storia reale si allontana ulteriormente dalla trama di Lawless. Il film concentra il conflitto soprattutto sul rapporto tra i Bondurant e il violento agente Charlie Rakes, interpretato da Guy Pearce, trasformandolo in una sorta di antagonista personale dei fratelli. Nella realtà, invece, il sistema era più vasto e coinvolgeva una rete di interessi economici e politici. La vicenda culminò nel 1935 con una grande inchiesta federale: una giuria speciale incriminò 34 persone nella Contea di Franklin, tra cui il procuratore della contea, lo sceriffo, diversi suoi vice e altri esponenti locali.

Il processo si svolse a Roanoke e durò circa dieci settimane. Sette imputati si dichiararono colpevoli, mentre altri sette decisero di non contestare le accuse. Dei venti imputati rimasti a processo, la giuria dichiarò colpevoli quasi tutti: soltanto il Commonwealth’s Attorney Charles Carter Lee e due vice sceriffi furono assolti. La vicenda non si chiuse tuttavia con il processo principale, perché emersero anche accuse di manipolazione della giuria. Inoltre, una figura importante dell’inchiesta, il vice sceriffo Jeff Richards, venne ucciso prima di poter testimoniare davanti alla giuria federale.

Per i Bondurant, quindi, la storia non termina con una resa spettacolare o con una grande vittoria personale come suggerisce il cinema. La loro esperienza appartiene a un sistema criminale molto più esteso, nel quale produzione clandestina, interessi economici, corruzione e repressione convivevano in modo ambiguo. Jack Bondurant continuò comunque la propria vita: dopo gli anni del moonshine sposò Bertha, ebbe una famiglia e proseguì con attività agricole. Morì nel 2000, molti decenni dopo gli eventi che suo nipote avrebbe trasformato in materiale narrativo.

Quanto c’è di vero in Lawless? La storia dei Bondurant diventa una leggenda cinematografica

LAWLESS

La risposta alla domanda iniziale è quindi sì: Lawless è tratto da una storia vera, ma sarebbe fuorviante considerarlo una ricostruzione fedele degli avvenimenti. Il nucleo storico è concreto: i fratelli Howard, Forrest e Jack Bondurant esistettero realmente, produssero e trasportarono alcol illegalmente e furono coinvolti negli episodi di violenza che caratterizzarono la Contea di Franklin. La sparatoria di Maggodee Creek è documentata, così come il più ampio contesto della cospirazione del moonshine che esplose giudiziariamente nel 1935.

Il film, però, prende questo materiale e lo sottopone a una forte trasformazione narrativa. Nick Cave ha costruito una sceneggiatura che mescola gangster movie e western rurale, accentuando la violenza, il rapporto tra i fratelli e la dimensione quasi leggendaria di Forrest. Anche personaggi e rapporti vengono modificati o amplificati per rendere il conflitto più netto. Il caso di Rakes è particolarmente significativo: la sua versione cinematografica è molto più teatrale e sadica rispetto alla figura storica, e il film utilizza il personaggio come incarnazione della brutalità dello Stato e della corruzione che minacciano i Bondurant.

È dunque più corretto leggere Lawless come la trasformazione cinematografica di una memoria familiare fondata su fatti reali. Matt Bondurant non disponeva di diari, lettere o memorie personali dei tre fratelli: gran parte del materiale proveniva da articoli di giornale, atti giudiziari e racconti tramandati nel tempo. Dove la documentazione si interrompeva, entravano inevitabilmente la ricostruzione letteraria e l’immaginazione. È proprio questa zona grigia a spiegare perché il film possa essere storicamente autentico nel suo nucleo e allo stesso tempo profondamente romanzato nei dettagli.

La vera storia dei Bondurant, alla fine, è forse ancora più interessante proprio perché non coincide perfettamente con quella raccontata sullo schermo. Dietro il mito dei fratelli invincibili c’è una vicenda fatta di silenzi familiari, documenti incompleti, violenza, povertà rurale, economia clandestina e corruzione istituzionale. Lawless prende quel materiale e lo trasforma in una saga di sopravvivenza; il libro di Matt Bondurant, invece, nasce anche dal desiderio personale di recuperare una parte della storia del nonno che la famiglia aveva lasciato nell’ombra. È in questo passaggio dalla cronaca alla memoria, dalla memoria alla letteratura e dalla letteratura al cinema che si trova la vera chiave per capire quanto sia “vera” la storia di Lawless.

Gianmaria Cataldo
Gianmaria Cataldo
Laureato con lode in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza e iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio come giornalista pubblicista. Dal 2018 collabora con Cinefilos.it, assumendo nel 2023 il ruolo di Caporedattore. È autore di saggi critici sul cinema pubblicati dalla casa editrice Bakemono Lab.
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