Sacha Baron Cohen torna a parlare di Donald Trump e rilegge con occhi diversi uno degli incontri più singolari della sua carriera televisiva. Il comico britannico, che ha riportato in scena il personaggio di Ali G con il film Ali G: Who Iz I?, ha riconosciuto nell’attuale presidente degli Stati Uniti alcuni tratti di brillantezza che, secondo lui, sono stati a lungo sottovalutati. Durante un incontro pubblico a New York, l’attore ha ricordato l’intervista realizzata nel 2003, quando Trump era ancora conosciuto soprattutto come imprenditore immobiliare e personaggio televisivo.
«Lo abbiamo liquidato troppo facilmente come un idiota», ha osservato Baron Cohen, sottolineando come la capacità di Trump di sopravvivere politicamente e conquistare un secondo mandato abbia costretto molti osservatori a riconsiderare la sua figura. Una riflessione che non costituisce un’approvazione della sua presidenza: il comico ha precisato di non voler giudicare in termini positivi o negativi la trasformazione che Trump sta imprimendo al Paese.
L’incontro del 2003: quando Ali G fece perdere la pazienza a Donald Trump

Durante una conversazione con Josh Horowitz, registrata dal vivo alla 92nd Street Y di New York per il podcast Happy Sad Confused, Baron Cohen ha raccontato che Trump fu l’unica persona tra i suoi interlocutori più potenti a non rispettare la puntualità. Il futuro presidente li fece aspettare per circa quaranta minuti.
Il comico ha ricordato anche il clima teso all’interno della Trump Tower, dove lui e il regista James Bobin furono costretti ad attendere mentre Trump, al telefono con Rudy Giuliani, pronunciava una serie di imprecazioni. Secondo Baron Cohen, quel comportamento era una dimostrazione deliberata di potere, una tattica che avrebbe poi scoperto essere abituale nei rapporti di Trump con altre persone.
«Ci sono elementi di brillantezza»: come Sacha Baron Cohen interpreta il successo di Trump
L’aspetto più interessante del racconto riguarda però la rilettura politica dell’episodio. Baron Cohen ha spiegato di comprendere meglio, oggi, come Trump sia riuscito a conquistare un secondo mandato alla Casa Bianca. La sua influenza, secondo il comico, non può essere spiegata semplicemente attraverso l’immagine di un personaggio incompetente o facilmente ridicolizzabile.
«Ci sono elementi di brillantezza in lui», ha dichiarato, collegando questa capacità alla sua presa sull’elettorato e alla sua abilità nel restare al centro della scena pubblica. Il punto non è necessariamente riconoscere una qualità positiva nella sua azione politica, quanto ammettere che liquidarlo come una figura ridicola ha impedito a molti di comprendere pienamente il fenomeno.
Baron Cohen ha lasciato volutamente aperto il giudizio sull’impatto della presidenza Trump, evitando di definire positiva o negativa la trasformazione in corso negli Stati Uniti. La sua osservazione si concentra piuttosto sul divario tra la percezione pubblica del personaggio e la sua effettiva capacità di esercitare potere.
Donald Trump e la comicità politica: perché il suo linguaggio funziona

Secondo l’attore, l’uso dell’umorismo e del sarcasmo può diventare uno strumento efficace per conquistare il pubblico e respingere le critiche. Ha inoltre osservato che esponenti dell’estrema destra ricorrono spesso alla comicità per rendere più coinvolgenti i propri messaggi e disinnescare le contestazioni.
È un terreno che Baron Cohen conosce bene: da Ali G a Borat, i suoi personaggi hanno sempre utilizzato la provocazione e il paradosso per mettere alla prova le convinzioni degli interlocutori e mostrare le contraddizioni del potere. Nel caso di Trump, tuttavia, il rapporto tra satira e politica diventa più complesso. Un personaggio che sembra prestarsi naturalmente alla caricatura può trasformare proprio quella caricatura in uno strumento di consenso.
Ali G torna al cinema: il nuovo film di Sacha Baron Cohen
Le dichiarazioni su Trump arrivano mentre Baron Cohen riprende uno dei personaggi che hanno segnato la sua carriera. A vent’anni dal suo ritiro, Ali G torna infatti con Ali G: Who Iz I?, nelle sale e in arrivo su Amazon Prime Video il 30 ottobre.
Il personaggio era apparso per la prima volta sul finire degli anni Novanta, diventando poi il protagonista di Da Ali G Show, programma che ha consacrato lo stile irriverente del comico britannico. Attraverso interviste surreali a persone influenti, Ali G metteva in evidenza pregiudizi, vanità e contraddizioni dei propri interlocutori, spesso lasciandoli inconsapevoli del bersaglio satirico.
Il ritorno assume oggi un significato particolare: in un panorama politico in cui provocazione, sarcasmo e intrattenimento sono sempre più intrecciati, la satira deve confrontarsi con figure pubbliche capaci di utilizzare gli stessi strumenti per rafforzare la propria popolarità. La riflessione di Baron Cohen suggerisce proprio questo: ridere di un leader può essere efficace, ma comprenderne il successo richiede uno sguardo più attento delle semplici etichette.
