The Bikeriders (leggi qui la recensione) include alcune fotografie speciali durante i titoli di coda, che collegano il film alla vicenda reale da cui è tratto. Il lungometraggio del 2024 racconta il gruppo di motociclisti Vandals MC di Chicago e il conflitto interiore di Benny (Austin Butler), diviso tra la lealtà nei confronti di Johnny (Tom Hardy) e quella verso Kathy (Jodie Comer). L’evoluzione del gruppo accompagna l’intero film, fino al finale di The Bikeriders e alle decisioni cruciali che Benny è chiamato a prendere.
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Il dramma diretto da Jeff Nichols non nasce con l’intenzione di avviare un nuovo franchise incentrato su Benny. La storia prende invece ispirazione da persone ed eventi realmente esistiti. Proprio per questo, non ci si aspetta una scena post-credit che anticipi un nuovo capitolo della vita insieme di Benny e Kathy. Il film non presenta una tradizionale sequenza a metà o dopo i titoli di coda, ma riserva comunque alcune sorprese durante lo scorrimento dei crediti. Invece di suggerire un seguito dedicato ai Vandals o a Benny, The Bikeriders si conclude richiamando direttamente la vicenda reale che ha ispirato il racconto.
Le foto di Danny Lyon sulla vera storia di The Bikeriders accompagnano i titoli di coda
Chi guarda The Bikeriders fino alla fine dei titoli di coda può vedere diverse fotografie legate alla storia originale. Il film si basa sull’omonimo libro di Danny Lyon, pubblicato per la prima volta nel 1968. Il volume raccoglie racconti e fotografie dei membri del Chicago Outlaws Motorcycle Club, il gruppo e le persone che hanno fornito l’ispirazione diretta per il lungometraggio. Le fotografie compaiono durante i titoli di coda di The Bikeriders e permettono di intravedere la vicenda reale, mostrando quanto il film riesca, in alcuni momenti, a ricreare fedelmente le immagini scattate da Lyon.
Concludere The Bikeriders mostrando le fotografie di Danny Lyon è un’ottima scelta da parte di Jeff Nichols, perché permette al pubblico di conoscere direttamente il lavoro originale da cui è nato il film. Il lungometraggio include anche un personaggio ispirato allo stesso Lyon: Mike Faist interpreta infatti il fotoreporter mentre realizza le sue interviste ai Vandals. Inserire alcune delle fotografie autentiche di Lyon è un modo più efficace per rendere omaggio al suo lavoro rispetto a un semplice ringraziamento nei titoli di coda per il libro originale. In questo modo, gli spettatori possono osservare alcune delle immagini che il fotografo aveva realizzato molti anni prima dell’uscita del film.
Quali fotografie hanno ispirato alcune scene di The Bikeriders
Mostrando le fotografie di Danny Lyon durante i titoli di coda, The Bikeriders rivela quali scene sono state ispirate direttamente dal suo lavoro originale. Tra queste c’è anche la ricostruzione della fotografia utilizzata per la copertina del libro di Lyon. Alcune delle immagini che compaiono nei crediti, inoltre, ritraggono la donna a cui si ispira Kathy e hanno influenzato in modo diretto determinate sequenze del film. In una fotografia, per esempio, la donna è in piedi all’interno di un bagno. Un’altra mostra invece le persone reali a cui si ispirano Benny e Kathy nel bar in cui i due personaggi si incontrano, lo stesso locale che i Vandals utilizzano come principale punto di ritrovo.
Un’altra fotografia presente nei titoli di coda di The Bikeriders, ricreata anche nel film, riguarda l’intervista a Cockroach. A un certo punto, il membro dei Vandals viene intervistato davanti a casa sua, mentre la moglie e il figlio rimangono dietro una recinzione prima di allontanarsi. Nei crediti compare lo scatto di Lyon che ritrae un vero membro degli Outlaws davanti alla propria abitazione, con la moglie e il bambino alle sue spalle. Sono proprio sequenze di questo tipo a trasformare i titoli di coda di The Bikeriders in una testimonianza del lavoro compiuto da Nichols per ricreare diverse fotografie di Lyon, rafforzando ulteriormente il realismo del film.
Il libro The Bikeriders di Danny Lyon contiene molte altre fotografie assenti dal film
Le fotografie mostrate durante i titoli di coda di The Bikeriders rappresentano soltanto una parte del materiale realizzato e pubblicato da Danny Lyon nel suo libro. Gli scatti risalgono agli anni in cui il fotografo frequentò il Chicago Outlaws MC e intervistò diversi membri del gruppo. Nel 1968 Lyon pubblicò originariamente il volume, che comprendeva 48 fotografie distribuite in 94 pagine. In seguito, The Bikeriders è stato ripubblicato in un’edizione ampliata, arricchita da altre 29 immagini.
Le poche fotografie inserite nei titoli di coda del film rappresentano quindi soltanto una piccola parte del lavoro di Lyon. Il libro costituisce un’interessante occasione per approfondire ciò che il lungometraggio mostra e per conoscere altre immagini della storia reale e delle persone che l’hanno vissuta. Osservare ulteriori fotografie e leggere le interviste realizzate dal fotoreporter può offrire nuove prospettive e una maggiore comprensione di The Bikeriders. Per gli spettatori che hanno amato il film e desiderano scoprire altri scatti di Danny Lyon, oppure conservarli in un’edizione cartacea, il volume può diventare un acquisto particolarmente interessante.
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