The Village, spiegazione del finale: cosa c’è davvero fuori dal villaggio e perché gli anziani hanno mentito

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The Village costruisce per quasi tutto il film l’illusione di trovarsi alla fine dell’Ottocento, dentro una comunità rurale isolata dai boschi e terrorizzata dalle misteriose creature chiamate “Coloro di cui non parliamo”. Nel finale, però, M. Night Shyamalan ribalta completamente questa percezione: il villaggio non appartiene affatto al XIX secolo, ma esiste nel mondo contemporaneo, nascosto all’interno di una riserva naturale privata e separato volontariamente dalla società moderna.

La rivelazione arriva attraverso Ivy Walker, interpretata da Bryce Dallas Howard. Dopo che Noah Percy (Adrien Brody)ha accoltellato gravemente Lucius (Joaquin Phoenix), Edward Walker decide di violare le regole su cui lui stesso ha fondato la comunità e manda la figlia oltre il bosco per recuperare medicine capaci di salvarlo. Prima della partenza le confessa la prima parte della verità: le creature non esistono, almeno non nel modo in cui tutti credono. Sono gli anziani stessi a indossare i costumi per mantenere vivo il terrore e impedire ai giovani di avvicinarsi ai confini.

Il vero twist, però, arriva solo quando Ivy supera il muro che circonda la riserva e incontra un ranger moderno. Lei, cieca dalla nascita, non può vedere automobili, strade o tecnologia e continua quindi a credere di aver semplicemente raggiunto le misteriose “Città” di cui ha sempre sentito parlare. Il pubblico comprende invece che l’intera comunità è stata costruita artificialmente da adulti che hanno scelto di fuggire dal presente.

Gli anziani hanno inventato i mostri per proteggere i figli dal mondo moderno

Joaquin Phoenix in The Village (2004)
© 2004 Touchstone Pictures. All Rights Reserved.

Gli abitanti più anziani del villaggio provengono tutti dal mondo esterno. Prima di fondare la comunità avevano perso persone care a causa di omicidi, violenza e criminalità e si erano conosciuti all’interno di un gruppo di sostegno per persone in lutto. Edward Walker, il cui padre era stato ucciso durante una disputa legata al denaro, utilizzò la fortuna familiare per trasformare una grande area boschiva in una riserva privata e costruirvi una società modellata sul XIX secolo.

L’intenzione iniziale non nasce quindi dalla volontà di esercitare potere, ma dalla paura. Gli anziani sono convinti che eliminando denaro, tecnologia e contatto con la società contemporanea possano eliminare anche la violenza che li ha traumatizzati. Le creature del bosco diventano lo strumento attraverso cui impedire alle nuove generazioni di scoprire la verità.

È qui che il finale comincia però a smontare completamente la loro convinzione. La violenza non arriva dall’esterno, ma nasce dentro il villaggio stesso. Noah accoltella Lucius per gelosia, dimostrando che nessuna barriera geografica può cancellare paura, desiderio, rabbia o conflitto umano.

Il paradosso è quindi evidente: gli anziani hanno costruito il villaggio per proteggere i propri figli dal male, ma proprio le loro regole rischiano di uccidere Lucius. Se Edward rispettasse fino in fondo il sistema che ha creato, dovrebbe lasciare morire il ragazzo pur sapendo che, appena oltre il confine, esistono medicine in grado di salvarlo.

Il mostro che attacca Ivy nel bosco è Noah, non una vera creatura

Adrien Brody in The Village (2004)
© 2004 Touchstone Pictures. All Rights Reserved.

La seconda rivelazione riguarda l’attacco subito da Ivy durante il viaggio. Edward le ha già confessato che le creature sono una messinscena, eppure nel bosco qualcosa comincia realmente a inseguirla.

Il film lascia per qualche minuto aperta la possibilità che le vecchie leggende potessero contenere una parte di verità. In realtà il mostro è Noah Percy, riuscito a trovare uno dei costumi nascosti dagli anziani e fuggito dalla stanza nella quale era stato rinchiuso.

Ivy riesce a ingannarlo sfruttando una buca che aveva incontrato precedentemente nel bosco. Noah precipita e muore, senza che lei possa sapere chi si trovasse realmente dentro il costume.

Questa morte diventa però fondamentale per il destino della comunità. Quando Ivy torna con le medicine, gli anziani comprendono che possono raccontare agli altri abitanti che Noah è stato ucciso dalle creature. La tragedia diventa quindi la prova perfetta per rafforzare una menzogna che stava cominciando a perdere credibilità.

La comunità sopravvive perché il sistema riesce ad assorbire anche ciò che avrebbe dovuto smascherarlo.

Ivy salva Lucius senza scoprire che il mondo moderno esiste ancora

Joaquin Phoenix e Bryce Dallas Howard in The Village (2004)
© 2004 Touchstone Pictures. All Rights Reserved.

Il fatto che Ivy sia cieca è essenziale per l’intero finale. Quando oltrepassa il confine della riserva incontra Kevin, un giovane ranger che rimane sconvolto nello scoprire che qualcuno vive realmente all’interno dell’area protetta. Nonostante gli ordini, decide di aiutarla e le procura i medicinali richiesti senza informare il proprio superiore.

Ivy sente il rumore delle automobili e percepisce qualcosa di insolito, ma non possiede gli strumenti culturali per capire cosa stia realmente accadendo. Torna quindi nel villaggio convinta di aver semplicemente raggiunto il mondo esterno raccontato dagli anziani.

Questo permette a Shyamalan di costruire una delle ironie più forti del film: la persona che attraversa fisicamente il confine è proprio quella che non può vedere ciò che esiste oltre di esso.

Ivy torna da Lucius e gli comunica di avere recuperato le medicine. Il film non mostra esplicitamente la sua guarigione, ma lascia chiaramente intendere che il viaggio abbia raggiunto il proprio obiettivo.

Il vero significato del finale di The Village è che dalla paura non si può costruire un mondo perfetto

The Village (2004)
© 2004 Touchstone Pictures. All Rights Reserved.

Il twist temporale è diventato l’elemento più famoso del film, ma probabilmente non è il suo significato più importante. Shyamalan stesso spiegò all’epoca che considerava The Village soprattutto una storia su persone che cercano di fuggire da qualcosa e che il film acquistava persino maggiore forza dopo aver conosciuto il finale.

Gli anziani hanno tentato di reagire al dolore cancellando tutto ciò che associavano alla società che li aveva feriti. Ma invece di elaborare quel trauma, hanno costruito un mondo fondato sulla sua negazione. Per mantenere intatta l’innocenza dei figli devono mentire continuamente, manipolare le loro paure e impedire loro di scegliere.

Il finale non distrugge il villaggio. Al contrario, suggerisce qualcosa di ancora più ambiguo: gli anziani decidono di continuare.

La morte di Noah offre loro una nuova storia da raccontare e quindi una nuova possibilità di perpetuare il mito delle creature. Gli adulti accettano così consapevolmente di conservare un sistema che ha già dimostrato i propri limiti.

È per questo che The Village non termina realmente con la scoperta che il mondo moderno esiste. Termina con una domanda molto più inquietante: quanto siamo disposti a mentire alle persone che amiamo pur di proteggerle dalle nostre stesse paure?

Il villaggio può essere isolato dal resto del mondo, ma non dalla natura umana. Ed è proprio questa impossibilità, più dei mostri nel bosco, a essere il vero orrore del film.

Redazione
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