The Watchers – Loro ti guardano: le origini delle creature e il folklore europeo che ha ispirato il film

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Il film The Watchers – Loro ti guardano (leggi qui la recensione), esordio alla regia di Ishana Night Shyamalan, racconta la storia di un gruppo di sconosciuti perseguitati da misteriose creature che li osservano ogni notte. Come emerge nel corso della vicenda, le origini di questi esseri affondano le radici nel folklore realmente esistente. Tratto dall’omonimo romanzo di A.M. Shine, il film vede Dakota Fanning nei panni di una giovane donna che si perde in una foresta irlandese inesplorata. Insieme ad altri tre sconosciuti rimasti intrappolati nella stessa situazione, deve trovare una via per tornare alla civiltà, evitando i mostri pericolosi che emergono dal bosco ogni notte.

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Per gran parte del film, l’aspetto fisico delle creature rimane nascosto agli spettatori. Mina (Fanning) e i suoi compagni sono infatti bloccati dietro uno specchio bidirezionale, all’interno di un piccolo edificio chiamato Coop. Mentre cercano una via d’uscita dal bosco e continuano a esplorare il rifugio, i protagonisti scoprono nuove informazioni sugli esseri che li sorvegliano, fino ad arrivare a un incontro ravvicinato con loro. Le origini delle creature si intrecciano con il folklore europeo e la loro lunga storia nel mondo reale offre importanti elementi per comprendere il finale di The Watchers – Loro ti guardano.

Le creature di The Watchers sono esseri soprannaturali conosciuti come changeling

Le misteriose creature che danno il titolo a The Watchers – Loro ti guardano si rivelano essere dei changeling, figure ricorrenti nelle diverse tradizioni del folklore europeo. Si tratta di esseri soprannaturali che prendono il posto di una persona, solitamente un bambino, rapita dalle fate. Le leggende presentano alcune differenze a seconda delle culture, ma in genere un changeling può essere riconosciuto perché il bambino che ha sostituito smette di crescere, manifesta comportamenti insoliti oppure mostra un’intelligenza insolitamente sviluppata. Oggi appare evidente come la leggenda dei changeling fosse un modo attraverso cui le comunità contadine medievali cercavano di spiegare malattie sconosciute o disturbi dello sviluppo, come quelli appartenenti allo spettro autistico.

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Le creature di The Watchers – Loro ti guardano sono più vicine alla versione irlandese della leggenda: non si tratta di bambini sostituiti dalle fate, perché sono le fate stesse a prendere il posto degli esseri umani. Possono assumere l’aspetto fisico di una persona, riproducendone anche la voce e i comportamenti, così da sostituirsi a lei e, nel caso del film, riuscire a lasciare la foresta in cui sono confinate. La creatura che assume l’identità di Madeline dimostra di aver bisogno di tempo per perfezionare la propria imitazione. Questo spiega perché gli esseri siano così determinati a osservare ogni notte i loro prigionieri umani.

La guerra tra gli esseri umani e le fate: cosa è successo

Nel mondo di The Watchers – Loro ti guardano, le fate sono ormai quasi scomparse a causa di un’antica guerra tra la loro specie e l’umanità. Secondo quanto riportato da Wilderness Ireland, il folklore irlandese racconta che le fate fossero i primi abitanti dell’isola. Per un certo periodo vissero in armonia con i Celti, i primi esseri umani a stabilirsi in Irlanda. In alcune circostanze, come viene ricordato anche nel film, tra le due specie nacquero persino relazioni sentimentali e figli.

La situazione cambiò quando la tribù guerriera celtica dei Milesi attaccò le fate e i changeling, riuscendo infine a costringerli a rifugiarsi nel sottosuolo. È proprio in questo mondo nascosto che li ritroviamo in The Watchers – Loro ti guardano.

Perché i changeling sono intrappolati nella foresta

The Watchers GEORGINA CAMPBELL e DAKOTA FANNING
Copyright: © 2024 Warner Bros. Entertainment Inc. All Rights Reserved.

Dopo aver perso la guerra contro gli esseri umani, i changeling furono banditi dalla civiltà e finirono confinati nella foresta, un luogo che conserva ancora parte della magia perduta dalla loro specie nel corso dei secoli. Le visioni a cui sono sottoposti i prigionieri umani, come quella in cui Mina vede da bambina la propria sorella gemella, sono echi del potere esercitato dalla foresta sui changeling. La prigionia ha inoltre privato queste creature delle loro ali, contribuendo a impedirne la fuga dal bosco oscuro.

Come spiega il professore nei suoi video, l’unico modo per lasciare la foresta è utilizzare una barca. Il film, tuttavia, non chiarisce esplicitamente perché questa soluzione non sia praticabile per gli Osservatori, che in teoria potrebbero tentare di fuggire durante la notte. La loro natura notturna rende quasi impossibile la fuga: anche se riuscissero a uscire, nel mondo moderno non troverebbero un luogo adatto ad accoglierli, soprattutto perché la maggior parte di loro non è in grado di imitare perfettamente un essere umano.

Madeline, che è per metà umana e per metà changeling, rappresenta un’eccezione. Può sopportare la luce del sole e assumere un aspetto sufficientemente credibile da passare per una persona.

Quali poteri possiedono i changeling in The Watchers – Loro ti guardano

The Watchers spiegazione finale

La capacità principale dei changeling consiste nell’appropriarsi dell’aspetto fisico di un essere umano, riproducendone anche la voce e i comportamenti. Per riuscirci in modo convincente sono necessari tempo ed esercizio. È proprio questo il motivo per cui le creature desiderano osservare da vicino gli esseri umani ogni notte: vogliono perfezionare la propria capacità di imitarli.

Quando i changeling intercettano Daniel, durante la fuga dalla foresta di Mina, Madeline e Ciara, tentano tutti di riprodurne l’aspetto. Il risultato, però, non è del tutto convincente, anche se riescono ad avvicinarsi parecchio alla sua fisionomia.

Oltre al mimetismo, queste creature possiedono una forza sovrumana. Lo dimostra la loro capacità di distruggere completamente la Coop quando, ormai furiose, riescono finalmente ad abbatterne la porta. Dispongono anche di velocità e agilità superiori a quelle umane, come si vede durante l’inseguimento di John e nel momento in cui riescono a trascinarlo rapidamente all’interno dei tunnel.

Dopo secoli di esilio, la maggior parte dei changeling ha perso la capacità di volare. Madeline, che è solo per metà changeling, conserva invece questa caratteristica: durante il confronto finale con Mina nella casa di Ciara, mostra un paio di ali e le utilizza per allontanarsi in volo.

Quali sono le differenze tra changeling e mezzosangue

Dopo che i sopravvissuti della Coop riescono a tornare alla civiltà, viene rivelato che Madeline è in realtà una mezzosangue, ovvero una creatura composta per il 50% da una componente umana e per il 50% da una componente changeling.

Il termine inglese halfling è diventato popolare soprattutto grazie alla narrativa fantasy, in particolare ai romanzi di J.R.R. Tolkien appartenenti alla saga de Il Signore degli Anelli. In quel contesto indica una razza immaginaria di creature dalle sembianze umane, ma alte circa la metà rispetto a una persona. In The Watchers – Loro ti guardano, il termine assume invece un significato diverso: identifica un essere appartenente a due specie, quella umana e quella dei changeling.

Madeline è il risultato, risalente a diversi secoli prima, dell’amore tra un essere umano e un changeling. Per questo è in grado di imitare perfettamente una persona e di muoversi all’aperto anche durante il giorno. Come già accennato, alla fine manifesta anche un paio di ali funzionanti, una caratteristica che le creature pure della foresta sembrano aver perduto.

Il film non chiarisce quale sia la sua vera età, né se i changeling e i mezzosangue invecchino come gli esseri umani. Dal momento che possono modificare il proprio aspetto, stabilire quanti anni abbiano diventa praticamente impossibile.

Come sono fatte le fate in The Watchers – Loro ti guardano

The Watchers DAKOTA FANNING
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Photo Credit: Courtesy Warner Bros. Pictures

Le fate e i changeling di The Watchers – Loro ti guardano sono molto diversi dai piccoli esseri magici e dalle creature alate che popolano l’immaginario comune. Il film li rappresenta come bestie snelle e agili, dotate di dita lunghe, unghie affilate e una bocca dall’aspetto animalesco, dalla quale provengono stridenti grida e versi terrificanti.

Quando Mina e Madeline rimangono intrappolate all’esterno della Coop e si nascondono nel tronco marcio di un albero per coprire il proprio odore, riescono a osservare chiaramente le creature. Notano che, prima di assumere sembianze umane, si muovono a quattro zampe.

La loro vera forma rimane nascosta per quasi tutta la durata del film, ma la trasformazione finale di Madeline offre un’idea abbastanza precisa dell’aspetto originario di un changeling. La creatura ricorda quasi i cherubini biblici, gli esseri angelici dell’iconografia cristiana: un corpo simile a quello umano, dal quale si sviluppano enormi ali.

Sebbene il punteggio di The Watchers – Loro ti guardano su Rotten Tomatoes sia piuttosto basso per diverse ragioni, il concept e il design delle creature rappresentano alcuni degli elementi più riusciti del film dal punto di vista horror.

Mostrare poche creature è una scelta efficace per costruire l’orrore

The Watchers
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Uno degli errori più frequenti nei film horror consiste nel mostrare i mostri troppo da vicino e troppo presto, eliminando così ogni mistero. A meno che le creature non abbiano un aspetto iconico, come gli Xenomorfi di Alien, la loro rivelazione può spesso risultare deludente, soprattutto quando arriva nelle prime fasi del film e priva lo spettatore della possibilità di immaginarle.

Anche quando il design dei mostri è particolarmente riuscito, i film horror più efficaci tendono a mantenerli nascosti per buona parte del racconto. In questo modo sfruttano la paura dell’ignoto per costruire tensione e inquietudine.

In un film come The Watchers – Loro ti guardano, la trasformazione finale di Madeline dimostra quanto fosse concreto il rischio che l’aspetto delle fate risultasse poco convincente o mal realizzato. Fortunatamente, la scena si svolge nell’ombra: la creatura non viene mai mostrata in uno spazio completamente illuminato. La scelta di mantenere nascoste le fate nelle sequenze precedenti si rivela quindi intelligente.

Il principio alla base di questa soluzione è semplice: nessuna immagine può competere con ciò che la mente dello spettatore è in grado di immaginare quando pensa all’aspetto di un mostro. Lasciando le creature nell’oscurità, ogni persona può costruirne una rappresentazione personale, qualcosa che nessun reparto di effetti speciali potrebbe riprodurre davvero.

Gianmaria Cataldo
Gianmaria Cataldo
Laureato con lode in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza e iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio come giornalista pubblicista. Dal 2018 collabora con Cinefilos.it, assumendo nel 2023 il ruolo di Caporedattore. È autore di saggi critici sul cinema pubblicati dalla casa editrice Bakemono Lab.
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