Prima che Taylor Sheridan costruisse uno degli imperi televisivi più riconoscibili degli ultimi anni con Yellowstone, Tulsa King, Lioness e Mayor of Kingstown, il suo cinema aveva già definito con grande precisione il territorio nel quale avrebbe continuato a muoversi: uomini sotto pressione, violenza improvvisa, paesaggi ostili e personaggi costretti a prendere decisioni morali quando non esistono più soluzioni semplici. Quelli che mi vogliono morto (Those Who Wish Me Dead) appartiene perfettamente a questa fase della sua carriera e, cinque anni dopo l’uscita, sta trovando su Netflix una seconda vita sorprendentemente forte.
Il thriller del 2021, scritto, diretto e prodotto da Sheridan, è infatti arrivato al secondo posto tra i film più visti su Netflix negli Stati Uniti al momento della rilevazione, superando titoli come Ready or Not e The Secret Woman. Davanti si trova soltanto The Whisper Man, il nuovo crime thriller con Robert De Niro. Un risultato notevole per un film non recente e che al momento della sua prima distribuzione aveva dovuto confrontarsi con un mercato cinematografico ancora profondamente condizionato dalla pandemia.
Il successo attuale, però, è meno inspiegabile di quanto sembri. Nei suoi circa 100 minuti, Those Who Wish Me Dead concentra molti degli elementi che oggi rendono immediatamente riconoscibile il cinema di Sheridan, aggiungendo Angelina Jolie, Jon Bernthal e Nicholas Hoult a una struttura da survival thriller estremamente accessibile. Rivederlo oggi significa anche osservare un punto d’incontro tra due carriere che negli anni successivi sarebbero diventate ancora più importanti.
Perché Those Who Wish Me Dead funziona così bene come thriller da riscoprire in streaming
La premessa ha l’efficienza di un thriller costruito per non concedere molto tempo allo spettatore. Hannah Faber, interpretata da Angelina Jolie, è una smokejumper tormentata dal ricordo di un’operazione finita tragicamente. La sua strada incrocia quella del giovane Connor, diventato l’obiettivo di due assassini dopo essere entrato in possesso di informazioni che potrebbero compromettere persone estremamente potenti.
Da quel momento Sheridan trasforma il paesaggio del Montana in una trappola. Gli assassini sono sulle tracce del ragazzo, Hannah cerca di proteggerlo e un enorme incendio boschivo restringe progressivamente ogni possibile via di fuga. Il risultato è un film che lavora sulla pressione più che sulla complessità della trama: ogni elemento esiste per spingere i personaggi verso il confronto successivo.
È una caratteristica particolarmente adatta allo streaming. Those Who Wish Me Dead non richiede familiarità con un franchise e non costruisce la propria attrattiva attorno a una mitologia da conoscere preventivamente. Il conflitto è immediatamente leggibile e Sheridan mantiene la narrazione compatta, alternando inseguimento, survival e crime.
Ma il film contiene anche qualcosa di più vicino alle ossessioni ricorrenti del suo autore. La natura non è semplicemente uno sfondo spettacolare: diventa una forza incontrollabile che rende quasi irrilevanti le convinzioni di poter dominare la situazione. È una dinamica che attraversa buona parte della scrittura di Sheridan, dove il territorio finisce spesso per determinare il comportamento degli uomini che cercano di controllarlo.
Anche Jon Bernthal, nei panni del vice sceriffo Ethan Sawyer, si inserisce perfettamente in questo universo. Non è necessariamente il centro del film, ma possiede quel tipo di presenza fisica e nervosa che Sheridan aveva già sfruttato nelle loro precedenti collaborazioni.
Jon Bernthal e Taylor Sheridan avevano già costruito insieme alcuni dei loro migliori thriller
Il rapporto professionale tra Sheridan e Bernthal precede infatti Those Who Wish Me Dead. L’attore aveva partecipato a Sicario nel 2015 e successivamente a Wind River nel 2017, due film fondamentali per comprendere l’affermazione cinematografica dello sceneggiatore.
In Sicario, diretto da Denis Villeneuve su sceneggiatura di Sheridan, Bernthal aveva un ruolo relativamente contenuto ma memorabile. Wind River, invece, segnava il passaggio di Sheridan dietro la macchina da presa e consolidava definitivamente il suo modo di utilizzare thriller e crime per raccontare territori nei quali istituzioni, violenza e comunità entrano continuamente in conflitto.
Those Who Wish Me Dead rappresentava quindi il terzo incontro tra i due e arrivava quando entrambi stavano entrando in una nuova fase delle rispettive carriere.
Sheridan avrebbe trasformato Yellowstone nel punto di partenza di una produzione televisiva enorme, espandendosi poi attraverso serie e franchise differenti. Bernthal, parallelamente, avrebbe consolidato uno dei percorsi più interessanti tra cinema e televisione grazie a The Punisher, Daredevil, We Own This City, The Bear e numerosi ruoli cinematografici.
Cinque anni dopo, questa maggiore riconoscibilità rende inevitabilmente Those Who Wish Me Dead un film diverso agli occhi del pubblico. Quello che nel 2021 poteva essere venduto soprattutto come un action thriller con Angelina Jolie oggi può essere riscoperto anche come un film di Taylor Sheridan con Jon Bernthal, due nomi che possiedono un peso molto maggiore nell’immaginario televisivo contemporaneo.
Il successo su Netflix dimostra quanto il cinema di Taylor Sheridan sia diventato riconoscibile
La nuova popolarità del film racconta soprattutto quanto sia cambiato il rapporto del pubblico con Taylor Sheridan. Il suo nome è ormai diventato quasi un genere autonomo: una promessa precisa di crime, western contemporaneo, uomini compromessi, conflitti familiari e personaggi che vivono ai margini di sistemi più grandi di loro.
È uno dei motivi per cui opere precedenti possono acquistare nuovo valore commerciale quando arrivano sulle piattaforme. Chi ha scoperto Sheridan attraverso Yellowstone, Tulsa King o Lioness può ritrovare in Those Who Wish Me Dead molte delle caratteristiche che hanno reso popolari quelle serie, ma concentrate nella durata di un film.
Lo stesso vale per Bernthal. Il suo Ethan non possiede lo spazio di Frank Castle o dei suoi protagonisti televisivi più recenti, ma il film sfrutta perfettamente una delle qualità fondamentali dell’attore: la capacità di suggerire immediatamente tensione e vulnerabilità anche senza occupare costantemente il centro della storia.
Questo rende il ritorno del film nelle classifiche Netflix meno simile a un fenomeno casuale e più vicino a una riscoperta generazionale. Streaming e serialità hanno aumentato enormemente la popolarità delle persone che lo avevano realizzato, e ora quella stessa popolarità sta riportando il pubblico verso il loro catalogo.
Non significa che Those Who Wish Me Dead sia improvvisamente diventato uno dei migliori film di Sheridan. Significa però che il contesto nel quale viene guardato è cambiato.
Ed è forse questa la ragione più interessante dietro il suo successo: cinque anni dopo, quello che sembrava un thriller autonomo appare quasi come una sintesi estremamente compatta del cinema che Taylor Sheridan e Jon Bernthal hanno contribuito a rendere così popolare. Circa cento minuti di violenza, sopravvivenza e tensione che oggi sembrano costruiti perfettamente per essere riscoperti attraverso lo streaming.



