Verity può cambiare il futuro degli adattamenti da Colleen Hoover: il thriller con Anne Hathaway è un punto di svolta

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Hollywood ha passato gli ultimi anni a inseguire un fenomeno editoriale diventato rapidamente impossibile da ignorare: Colleen Hoover. Dopo il successo dei suoi romanzi e la crescente presenza dei suoi titoli nelle classifiche internazionali, gli studios hanno iniziato a trasformare alcune delle sue opere in progetti cinematografici, cercando di replicare sul grande schermo quella stessa capacità di intercettare un pubblico vastissimo. Il percorso è cominciato con It Ends With Us, diventato nel 2024 un successo commerciale da 351 milioni di dollari nel mondo, e ha proseguito con Regretting You e Reminders of Him. Ora arriva Verity, con Anne Hathaway, Dakota Johnson e Josh Hartnett, e il suo arrivo nelle sale assume un significato particolare: il film chiude infatti la prima ondata di adattamenti di Hoover attualmente sviluppati da Hollywood.

Il thriller diretto da Michael Showalter, al cinema dal 1° ottobre 2026, arriva quindi in un momento nel quale l’industria cinematografica sembra osservare con attenzione quanto l’interesse per i libri di Hoover possa effettivamente trasformarsi in un fenomeno cinematografico duraturo. I risultati dei film precedenti hanno dimostrato che esiste un pubblico disposto a seguirli, ma hanno anche evidenziato una distanza tra successo commerciale, risposta della critica e capacità di trasformare un singolo titolo in un vero filone. Verity si trova così davanti a una situazione particolare: non deve necessariamente dimostrare che Colleen Hoover abbia un pubblico cinematografico, perché It Ends With Us lo ha già fatto. Deve piuttosto contribuire a stabilire quanto quel pubblico possa essere replicato attraverso generi, storie e interpreti differenti.

Da It Ends With Us a Verity: come Hollywood ha trasformato Colleen Hoover in un fenomeno cinematografico

Blake Lively and Justin Baldoni in It Ends with Us - Siamo noi a dire basta
Foto di Courtesy Sony Pictures Ent. – © 2024 CTMG, Inc. All Rights Reserved

L’interesse degli studios per Colleen Hoover è esploso definitivamente con It Ends With Us. Il film con Blake Lively e Justin Baldoni ha raggiunto 351 milioni di dollari al box office mondiale, diventando il principale riferimento dell’intera prima fase di adattamenti cinematografici. Il suo successo ha contribuito a rendere appetibili altri romanzi dell’autrice, portando diversi studi a muoversi sui diritti di nuove opere.

Amazon ha sviluppato Verity, Universal ha acquisito i diritti di Reminders of Him e Paramount quelli di Regretting You. In un periodo relativamente breve, quindi, tre grandi realtà dell’industria hanno provato a capire se il fenomeno editoriale di Hoover potesse essere replicato attraverso film appartenenti a registri differenti. La particolarità di questa strategia è che i romanzi non costituiscono una saga narrativa tradizionale: il vero elemento comune è l’autrice e, soprattutto, la capacità dei suoi libri di raggiungere un pubblico già fortemente coinvolto.

I risultati hanno però mostrato un quadro meno lineare rispetto all’exploit di It Ends With Us. Regretting You, arrivato nel 2025, ha incassato circa 90,5 milioni di dollari nel mondo, mentre Reminders of Him, distribuito nel marzo 2026, ha raggiunto circa 89 milioni. Entrambi sono stati prodotti con budget indicati intorno ai 25 milioni di dollari, rendendo i risultati commerciali compatibili con una logica produttiva sostenibile. Il modello, quindi, non sembra dipendere necessariamente da incassi da blockbuster: può funzionare anche su scala più contenuta, purché il rapporto tra costi e pubblico rimanga favorevole.

Ed è proprio questo a rendere Verity particolarmente interessante. Il film cambia genere e punta sul thriller psicologico, affidandosi contemporaneamente a tre interpreti molto riconoscibili. Se il pubblico di Hoover si dimostrerà disposto a seguirla anche in un territorio narrativo differente, Hollywood avrà un’indicazione concreta sulla possibilità di ampliare ulteriormente il catalogo cinematografico dell’autrice.

Il successo di Verity dipenderà anche dalla capacità di superare il modello di It Ends With Us

La questione centrale non riguarda soltanto gli incassi. It Ends With Us ha dimostrato che un adattamento di Colleen Hoover può trasformarsi in un evento commerciale significativo, ma i film successivi hanno mostrato quanto sia difficile replicare automaticamente quel risultato. Regretting You e Reminders of Him hanno mantenuto una dimensione produttiva relativamente contenuta, mentre la ricezione critica dei primi adattamenti è stata complessivamente più fredda rispetto all’accoglienza del pubblico.

Questa differenza tra critica e spettatori è uno degli aspetti più interessanti del fenomeno. I film basati sui romanzi di Hoover hanno incontrato valutazioni critiche negative o contrastanti, mentre il pubblico ha mostrato una maggiore disponibilità nei loro confronti. È un meccanismo che ricorda quanto il valore commerciale di un adattamento non dipenda necessariamente dal consenso della critica specializzata. Nel caso di Hoover, il rapporto con il pubblico dei romanzi sembra essere un elemento centrale della loro trasformazione cinematografica.

Verity introduce però un’altra variabile: il genere. La storia di Verity Crawford permette di allontanarsi dal modello sentimentale e drammatico associato maggiormente a It Ends With Us e di entrare nel territorio del thriller psicologico. Anne Hathaway interpreta la celebre scrittrice al centro della vicenda, mentre Dakota Johnson e Josh Hartnett completano il cast principale. La presenza di attori con una forte riconoscibilità cinematografica può ampliare il pubblico potenziale oltre quello già familiare con il romanzo.

Il film diventa così un test interessante per capire se il nome di Colleen Hoover possa funzionare come vero e proprio richiamo cinematografico anche quando il genere e la struttura della storia cambiano. Se il pubblico segue Verity per il thriller, per il cast o per la notorietà del romanzo, sarà possibile osservare quanto queste componenti contribuiscano singolarmente al risultato.

Verity chiude la prima ondata di adattamenti e lascia Hollywood senza nuovi progetti già annunciati

Verity il film
Cortesia SONY

Un altro elemento rende il film particolarmente importante. Dopo Verity, al momento non risultano altri adattamenti cinematografici di Colleen Hoover già inseriti in una nuova fase produttiva paragonabile a quella inaugurata da It Ends With Us. Questo significa che Hollywood sembra essere arrivata a un momento di valutazione: i tre grandi studi che hanno investito nei suoi romanzi hanno ormai contribuito a costruire una prima mappa del fenomeno, e Verity rappresenta l’ultimo tassello di questo ciclo iniziale.

La situazione non significa che l’interesse sia terminato. Al contrario, esistono ancora numerosi romanzi dell’autrice che potrebbero diventare materiale per nuovi film, tra cui Hopeless, All Your Perfects e Ugly Love. Il punto è che un eventuale secondo ciclo di adattamenti potrebbe dipendere dalle indicazioni fornite dal pubblico nei confronti dei film già realizzati.

Questo rende Verity diverso da un normale debutto cinematografico. Il film deve naturalmente funzionare come opera autonoma, ma il suo rendimento può anche essere osservato come parte di un esperimento industriale più ampio. Hollywood ha già verificato che esiste un pubblico per Hoover. Deve ora capire se quel pubblico può sostenere un’offerta cinematografica continuativa e sufficientemente diversificata.

In questo senso, anche il possibile ritorno di It Ends With Us come franchise rimane una questione legata alla risposta del pubblico e alle condizioni produttive del progetto. Il successo del primo film ha dimostrato il potenziale commerciale dell’universo narrativo, ma non significa automaticamente che un seguito sia destinato a concretizzarsi.

Il futuro cinematografico di Colleen Hoover dipende dal rapporto tra pubblico, genere e costi

Verity il film
Cortesia SONY

Il caso di Verity permette quindi di leggere in modo più ampio il fenomeno degli adattamenti di Colleen Hoover. La prima fase ha già fornito dati significativi: It Ends With Us ha dimostrato la possibilità di trasformare un bestseller in un successo cinematografico di grande scala; Regretting You e Reminders of Him hanno mostrato che film prodotti con budget più contenuti possono comunque raggiungere risultati commerciali rilevanti; la risposta critica, invece, non ha seguito necessariamente la stessa traiettoria degli spettatori.

La vera domanda ora riguarda la durata del fenomeno. Perché un’ondata di adattamenti possa trasformarsi in una strategia cinematografica stabile, gli studios devono verificare che l’interesse non sia legato esclusivamente a un singolo titolo o a una specifica coppia di protagonisti. Verity rappresenta proprio questa verifica perché parte da un romanzo molto conosciuto, ma lo porta verso un genere diverso e lo affida a un cast capace di attirare anche spettatori che potrebbero non appartenere al pubblico abituale di Hoover.

Il risultato potrebbe quindi influenzare il modo in cui Hollywood guarda ai suoi prossimi romanzi. Un’accoglienza forte potrebbe alimentare l’interesse per nuove proprietà dell’autrice e ampliare il numero di generi attraverso cui adattarle. Un risultato più contenuto, invece, fornirebbe agli studios un’indicazione diversa sulla necessità di selezionare con maggiore attenzione i titoli da portare sul grande schermo. In entrambi i casi, Verity rappresenta un passaggio significativo perché arriva alla fine della prima fase di questo esperimento.

La storia degli adattamenti di Colleen Hoover, dunque, non si esaurisce con il film di Anne Hathaway. Al contrario, Verity potrebbe essere il punto dal quale Hollywood comincerà a decidere se trasformare l’interesse nato negli ultimi anni in un vero filone cinematografico oppure considerarlo un fenomeno legato soprattutto alla prima ondata di titoli. Il futuro dipenderà dalla combinazione di tre elementi: il pubblico disposto a pagare un biglietto, la capacità dei film di distinguersi tra loro e un modello produttivo sufficientemente sostenibile.

Chiara Guida
Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice e Direttore Responsabile di Cinefilos.it dal 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.
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