Alberi Erranti, il nuovo film di Salvatore Mereu tratto dal romanzo Alberi erranti e naufraghi di Alberto Capitta, appartiene alla dimensione narrativa in cui la natura diventa rifugio e l’esistenza si trasforma in un viaggio alla ricerca di un posto nel mondo. Attraverso il destino di tre famiglie, il regista affronta il conflitto tra generazioni, il peso delle convenzioni e la difficoltà di accettare chi sceglie di vivere secondo regole differenti.
Selezionato nel Concorso Internazionale della 79ª edizione del Locarno Film Festival e Proiezione speciale ad Alice nella città, il film arriverà nelle sale il 29 ottobre, distribuito da Viacolvento. Con Romeo Perrone, Giulia Maenza, Lorenzo Richelmy e un cast che comprende anche Alessandro Haber e Massimo Popolizio, Alberi Erranti alterna suggestioni oniriche e momenti crudi, costruendo un racconto in cui la terra e gli animali assumono un significato che supera la semplice ambientazione.
Tre famiglie e visioni inconciliabili della vita

La scomparsa di Piero durante una nevicata e l’uccisione degli animali costringono il ragazzo a mettersi in viaggio alla ricerca del padre. Incontra così Maddalena, figlia del notaio Branca e legata ai Nonne. Tra i due nasce immediatamente un sentimento che apre la possibilità di un’esistenza diversa, lontana dalle imposizioni familiari. Per salvarsi, dovranno raggiungere un luogo conosciuto da Giuliano fin dall’infanzia, dove vive una comunità di rifugiati.
Salvatore Mereu tra poesia e crudeltà
Uno degli aspetti più interessanti del film è l’alternanza tra la solidità degli eventi e una dimensione poetica e rarefatta. Mereu costruisce una sorta di favola crudele, nella quale i conflitti familiari e sociali si intrecciano con un immaginario profondamente legato alla natura.
La fattoria, gli animali feriti, la neve e i paesaggi partecipano alla narrazione, riflettendo la condizione dei personaggi e il loro desiderio di libertà. La natura diventa uno spazio alternativo alle gerarchie sociali, un possibile rifugio per chi rifiuta di conformarsi. A questa dimensione contemplativa si contrappongono momenti di forte durezza, che impediscono al racconto di perdere il contatto con la realtà.
Il conflitto tra padri e figli e la paura della diversità

La scomparsa del padre obbliga il ragazzo a trasformare ciò che ha imparato in una scelta personale. Il suo viaggio diventa così un percorso di crescita, nel quale amore e ricerca delle proprie origini si intrecciano. Anche la comunità di rifugiati rappresenta una possibilità concreta di appartenenza, al di fuori delle strutture che hanno prodotto sofferenza.
Alberi Erranti, una favola sulla ricerca di sé
Il film di Salvatore Mereu trova nella natura il principale veicolo della propria riflessione, alternando suggestioni simboliche e violenza concreta. La sua dimensione poetica accompagna una storia che invita a prendere le distanze dalle aspettative altrui e a riconoscere il valore delle proprie inclinazioni.
Gli alberi del titolo evocano lo sradicamento e la ricerca di una nuova casa: essere erranti significa perdere punti di riferimento, attraversare luoghi ostili e trovare il coraggio di cambiare direzione. Alberi Erranti affida così alla libertà di scegliere il proprio cammino il suo messaggio più significativo, ricordando quanto sia difficile costruire la propria identità in un mondo che teme ciò che è diverso.
Alberi Erranti
Sommario
Una favola sospesa tra poesia e crudeltà che racconta il coraggio di sottrarsi alle imposizioni sociali e cercare la libertà di essere se stessi.

